"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

Russofilia, Occidente e antiromanesimo

di Roberto de Mattei –  Corrispondenza Romana

Nel 2004, in un dialogo con il presidente del Senato Marcello Pera, l’allora cardinale Ratzinger individuava come un male culturale del nostro tempo l’odio di sé che ha l’Occidente (in Senza Radici; Europa, relativismo, cristianesimo, Islam, Mondadori, Milano 2004).

Un’espressione di quest’odio verso l’Occidente è la “russofilia”, una tendenza intellettuale che il 14 marzo 2023 è divenuta un’organizzazione internazionale, con la presentazione a Mosca del “Movimento internazionale dei russofili”. Tra i 120 rappresentanti di 46 Paesi, le cronache riportano la presenza di un’italiana, la principessa Vicky (Vittoria) Alliata di Villafranca, conosciuta per il suo vivo interesse per il mondo islamico. Un altro noto personaggio, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, ha rivolto ai partecipanti al convegno un caloroso messaggio, affermando, tra l’altro, che «la Federazione Russa si pone innegabilmente come ultimo baluardo della civiltà contro la barbarie». Il ruolo della Federazione russa «sarà determinante» «in un’Alleanza Antiglobalista che restituisca ai cittadini il potere che è stato loro sottratto, e alle Nazioni la sovranità erosa e ceduta alla lobby di Davos». 

Come ogni errore, la russofilia parte da una verità: la decadenza dell’Occidente, che ha voltato le spalle alla sua storia e ai suoi valori. Il Magistero della Chiesa cattolica ha indicato come responsabile di questo disfacimento un nemico che «negli ultimi secoli ha tentato di operare la disgregazione intellettuale, morale, sociale dell’unità dell’organismo misterioso di Cristo» (Pio XII, Discorso del 12 ottobre 1952 agli uomini di Azione Cattolica). Il prof. Plinio Corrêa de Oliveira, nel suo libro Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, ha individuato le origini della disgregazione in una catena di errori che, sotto l’impulso delle passioni disordinate, hanno aggredito la civiltà cristiana a partire dal XV secolo e oggi sono penetrati all’interno della Chiesa stessa.

Un cattolico non può che combattere questo processo rivoluzionario e desiderare con tutto il suo cuore la restaurazione di un Occidente cristiano che, assieme a un Oriente convertito alla vera Chiesa, formi un’unica e universale civiltà sotto l’Impero di Cristo. L’errore consiste nell’immaginare che lo strumento di questa restaurazione possa essere un Paese che non è ancora uscito dal comunismo e che professa una religione politica fortemente antioccidentale e antiromana.

L’Occidente, moralmente e intellettualmente corrotto, esercita oggi una leadership politica ed economica nel mondo. I russofili non combattono la corruzione intellettuale morale dell’Occidente, ma la sua leadership geopolitica. Essi non vogliono che l’Occidente si purifichi dei suoi errori, tornando alle proprie radici, ma che scompaia, o venga radicalmente ridimensionato. Ciò che i russofili chiamano mondo “multipolare” è la scomparsa del ruolo egemone dell’Occidente, la fine di una civiltà “eurocentrica”. E poiché la natura aborre il vuoto, essi sanno e desiderano che alla guida dell’Occidente si sostituisca quella di un nuovo soggetto internazionale: l’Impero eurasiatico.

Dietro ogni realtà geopolitica c’è una visione del mondo che, nel caso dei russofili, è il “nazionalcomunismo”, o “rossobrunismo”. David Bernardini, in un sintetico studio dedicato a Nazionalbolsevismo. Piccola storia del rossobrunismo in Europa (Shake, Milano 2020) ha ripercorso la storia di questa corrente ideologica, risalendo alla Repubblica tedesca di Weimar, che ebbe il suo primo teorico in Ernest Niekisch (1889-1967), uno dei principali protagonisti della Rivoluzione sovietica bavarese nel 1919.

Niekisch e i nazionalbolscevichi ammiravano l’Unione Sovietica di Lenin e Stalin e celebravano il lavoratore sovietico non contaminato dalla civilizzazione occidentale. Il loro nemico era il sistema internazionale del trattato di Versailles, espressione della volontà di dominio dell’Occidente. Il rifiuto dell’Occidente si legava in loro al rifiuto del Romanismus, cioè della romanità latina e occidentale. Europa, romanità, cattolicesimo, diritto romano, Occidente sono per Niekisch tutte espressioni di un unico universo, nemico della Germania. L’alleanza con la Russia bolscevica era considerata necessaria per salvare la cultura tedesca dal dominio della civilizzazione occidentale.

In quegli stessi anni la tesi centrale dell’eurasista Nikolaj Trubeckoj (1890-1938), professore di lingue all’Università di Vienna, era che il popolo russo, come i popoli orientali, soffriva «sotto l’opprimente giogo dei romano-germanici»; un giogo che avrebbe potuto essere distrutto solo se la Russia si fosse messa alla testa di una insurrezione planetaria con l’obbiettivo di bloccare il processo di occidentalizzazione. Doveva, in altre parole, espellere dal suo seno ciò che l’Europa – «male assoluto» – aveva depositato e lanciare una chiamata rivoluzionaria alle armi contro le potenze occidentali «per cancellare dalla faccia della Terra tutta la loro cultura» (N. Trubeckoj, L’Europa e l’Umanità, Einaudi, Torino 1982, pp. 66-70).

Stalin sembrò impersonare il nazionalbolscevismo, soprattutto con la “grande guerra patriottica” del 1940-1945, ma la destalinizzazione e il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991 rimescolarono le carte. Nel 1993 nacque il Partito nazionalbolscevico russo fondato da Eduard Limonov (1943-2020) e Alexander Dugin, entrambi figli di funzionari del KGB, con l’obiettivo della creazione di un vasto impero russo da Vladivostok a Gibilterra. Nemici giurati erano gli Stati Uniti («il grande Satana») e i globalisti d’Europa uniti nella Nato nelle Nazioni Unite. Nel 1998 Dugin e Limonov si separarono. Dugin fondò il Partito Eurasiatico, avvicinandosi a Putin, mentre Limonov, passò all’opposizione e venne arrestato nel 2007, ma poi nel 2014 appoggiò la strategia politica di Putin in Ucraina.

Per giustificare l’invasione dell’Ucraina del 24 febbraio 2022, Vladimir Putin si è richiamato più volte all’ideologia del “mondo russo” (Russkiy Mir), che cerca di aggregare tutti i russofili del mondo. Il 21 luglio 2007 con un suo decreto è stata costituita la Fondazione Russkiy Mir, presieduta da Vyacheslav Nikonov, nipote e biografo di quel Vjačeslav Molotov, che fu artefice con Joachin Robentropp del patto nazi-sovietico del 1939. Il “mondo russo” avrebbe un centro politico comune, il   Cremlino, una lingua comune, il russo, e una Chiesa comune, il Patriarcato di Mosca, che lavora in “sinfonia” con il presidente della Federazione russa Putin. L’orizzonte “antiglobalista” dei russofili è questo.

In Italia, la filosofia rossobruna è promossa da Diego Fusaro, un intellettuale neomarxista amato anche da alcuni cattolici tradizionalisti per il sostegno dato ad Andrea Cionci ed Alessandro Minutella, che non riconoscono la validità del pontificato di papa Francesco.  «Rossobruno – ha affermato Fusaro – è chiunque che, consapevole che l’antagonismo odierno si basi sulla verticale contrapposizione tra servi e signori e non su vane divisioni orizzontali, oggi rigetti destra e sinistra» (in Ticinolive, 20 marzo 2017). Rossobruni, nazionalcomunisti, russofili, divisi su molti punti, sono uniti nel rifiuto della dimensione romana della Chiesa cattolica e dell’Europa cristiana. La confusione regna e le parole del cardinale Ratzinger acquistano attualità: «C’è qui un odio di sé dell’Occidente che è strano e che si può considerare solo come qualcosa di patologico; l’Occidente tenta sì in maniera lodevole di aprirsi pieno di comprensione a valori esterni, ma non ama più sé stesso; della sua storia vede oramai soltanto ciò che è deprecabile e distruttivo, mentre non è in grado più di percepire ciò che è grande e puro. L’Europa ha bisogno di una nuova – certamente critica e umile – accettazione di se stessa, se vuole davvero sopravvivere»(Senza radici, cit.,pp.70-71).

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LA MIA VITA PER   LA  GOSPA

Cari amici,  per  una volta alla  settimana,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


16.  L’apparizione quotidiana è una grazia che richiede fedeltà e dedizione

Chi ha avuto l’opportunità di partecipare alla vita quotidiana dei veggenti, sia pure per qualche giorno, si è reso conto che l’apparizione quotidiana della Madonna è una grazia ma anche un impegno che richiede fedeltà e dedizione.

Nei miei soggiorni a Medjugorje ho spesso accompagnato Marija e Jakov in Chiesa per il Rosario, l’apparizione e la S. Messa. Il ragazzino arrivava nella casa di Marija ogni giorno verso le quattro del pomeriggio e, dopo aver atteso che Marija si preparasse, si partiva alla volta della Chiesa per l’inizio del Rosario alla ore 17. In autunno e in inverno il cielo era già buio e raramente c’era una automobile per portare i due ragazzi.

 Dopo la Messa Marija sostava in sacristia per salutare i sacerdoti concelebranti, mentre fuori della Chiesa c’erano sempre dei pellegrini da salutare. Il rientro a casa avveniva non prima della 19.30. Così ogni giorno dell’anno, con lo spostamento di orario nel periodo dell’ora legale. In totale tre ore ogni pomeriggio, a cui andrebbero aggiunti gli incontri notturni sulla montagna che nei primi anni avvenivano anche più volte alla settimana.

Alla domanda se non si fosse mai stancato, Jakov rispondeva candidamente che una sola volta, avendo visto dei compagni che giocavano al pallone, aveva sentito un po’ di rammarico per non poter giocare anche lui. Tuttavia si era poi subito pentito, rendendosi conto che il suo piccolo sacrificio era ricompensato dalla grazia immensa dell’incontro con la “Gospa”

Ora che i veggenti sono padri e madri, l’apparizione quotidiana, preceduta dal S. Rosario, è un appuntamento che coinvolge tutta la famiglia e che richiede una preparazione corrispondente. Non si riceve la Madonna come una qualsiasi visita di amici o di conoscenti. Anche nel caso di impegni importanti, che mai mancano nella vita degli adulti, la giornata va organizzata in modo tale che l’incontro con la Madonna sia al primo posto.

Non di rado, specialmente in caso di viaggi, i veggenti concordano con la Madonna il momento dell’apparizione del giorno dopo. Ciò potrebbe stupire chi non si è calato nella realtà di Medjugorje, dove la Madre di Dio appare in un modo completamente nuovo rispetto al passato, adattandosi con straordinaria flessibilità al nostro modo attuale di vivere.

E’ della Madonna e non dei veggenti l’iniziativa, spesso imprevista, di ogni incontro. Nella sua materna condiscendenza la Madre Si adatta ai bisogni e alle richieste dei suoi “Angeli”. Tuttavia resta il fatto che l’apparizione quotidiana richiede una disponibilità che, col passare degli anni, anzi dei decenni, acquista il valore di un segno di credibilità, ma anche di generosa disponibilità.

Chi infatti potrebbe portare avanti un impegno del genere se non fosse compensato dall’incontro con la Madre di Dio? Chi alla fine non proverebbe stanchezza? I veggenti che ora hanno solo l’apparizione una volta all’anno ( Ivanka e Jakov) o una volta al mese, come nel caso di Mirjana, sentono con sofferenza la privazione del loro incontro quotidiano con la Gospa.

Il settimo giorno delle apparizioni, martedì 30 Giugno, i sei veggenti si sono resi conto a loro spese come l’appuntamento quotidiano con la “Gospa” abbia cambiato la loro vita. Non possono più fare quello che vogliono, ma devono rispondere a una chiamata quotidiana. Anche la scuola e il lavoro sono un impegno quotidiano, ma non così tassativo da non prevedere scappatoie. Con la Madonna non si possono fare le cose alla leggera.

Che cosa è accaduto? Verso le due del pomeriggio sono arrivate due ragazze che hanno invitato i veggenti a fare un giro in macchina. La proposta era allettante, specie per ragazzi che si avvicinano all’età per imparare a guidare. Io stesso ho preso familiarità con Ivan invitandolo a fare qualche giro con la mia macchina, mentre si esercitava per prendere la patente.

 Ivan però quella volta non aveva voglia di andare, mentre gli altri cinque hanno accettato l’invito, pensando che non ci fosse nulla di male. In realtà l’obbiettivo era di tenere lontano i veggenti dalla collina nell’ora dell’apparizione. “Ci hanno ingannati, ci hanno portato a fare una passeggiata. Siamo tornati tardi; perciò non siamo andati a Podbrdo” (Vicka).

 Il giro è stato lungo, intervallato da uno spuntino, e il ritorno è avvenuto verso le nove di sera. Una leggerezza? Senza dubbio, ma comprensibile in ragazzi non ancora addestrati alle insidie della vita. Ma, nel medesimo tempo, una lezione salutare della quale non si dimenticheranno.

Durante il viaggio i cinque ragazzi si rendono conto che le due giovani li hanno tratti in inganno. Ovviamente il piano era stato accuratamente studiato. Il regime ogni giorno ne inventava una, prima di usare la mano pesante. Verso le sei, quando è l’ora dell’apparizione, i veggenti chiedono di fermarsi per potersi raccogliere in preghiera.

 “Non volevano acconsentire. Facevano finta di non capire. Solo quando noi abbiamo detto che, se non si fermavano, ci saremmo buttati fuori dalla macchina, si sono fermate. Siamo usciti, ci siamo allontanati un po’ dalla strada. Abbiamo incominciato a pregare. La Madonna ci è apparsa” (Vicka).

Il fatto non è da sottovalutare. Il settimo giorno evidenzia una particolarità delle apparizioni di Medjugorje. La Madonna non ha scelto un posto specifico, ma la persona dei veggenti. La “Gospa” appare in qualsiasi luogo o parte del mondo dove i veggenti si trovino. Nulla è di ostacolo alla sua venuta. Nel frattempo è apparsa anche a Ivan, che era rimasto a casa. Non avendo osato salire da solo sul Podbrdo stipato di gente, si è fermato un po’ più in basso, dove si è fermato a pregare e la Madonna gli è apparsa.

Tuttavia la modalità dell’apparizione ai cinque ragazzi è particolarmente significativa. Il luogo dove si sono fermati a pregare si trova a Cerno, sulla strada che da Medjugorje porta a Ljubusky. Quando si sono messi a pregare, la Madonna non è apparsa improvvisamente.

“ Noi, da quel luogo vedevamo il Podbrdo e la gente che vi si era radunata. Quando abbiamo iniziato a pregare, sopra la gente è apparsa una nube luminosa. Però subito ci si era accorti che si trattava della Madonna; noi l’abbiamo vista subito chiaramente. Si librava nell’aria; i suoi vestiti ondeggiavano. Veniva verso di noi. Era una cosa meravigliosa; non si può descriverla” Vicka).

 La “Gospa” vuole evidentemente ricordare ai suoi “Angeli” che Lei li aspettava sulla collina, insieme alla gente, come gli altri giorni e ha voluto sottolinearlo anche nel momento del commiato “Quando se ne è andata ha fatto la stessa cosa, come quando è venuta. Dopo aver recitato insieme a noi sette Padre nostro, dopo aver cantato e dopo aver conversato, ci ha salutato ed è andata via…nella stessa direzione dalla quale era venuta. Ancora una volta si è librata in aria lentamente verso Podbrdo; è scesa sopra la gente che aspettava lassù e poi è scomparsa. Ci è dispiaciuto proprio tanto per la gente; ma che cosa potevamo fare?” (Vicka).

La Madonna non ha fatto alcun rimprovero ai suoi “Angeli”. Si impara sbagliando. Forse non c’era soltanto la voglia di fare una passeggiata, ma, la curiosità di sapere se la Madonna sarebbe apparsa anche in un altro posto. La “Gospa” ha maternamente sorvolato e non ha commentato l’accaduto. “Non era proprio contenta, ma ha cantato con noi” Vicka).

Verrebbe da dire che è mamma più delle nostre mamme. Più indulgente  e meno ansiosa, a meno che non si sia di mezzo il peccato. Non ha però lasciato perdere il fatto che abbiano lasciato Ivan solo. Ha chiesto “Dov’è quel ragazzo?”. La Madonna ben sapeva dov’era, dal momento che stava apparendo anche a lui. Ha però voluto richiamare una cosa che le stava a cuore e cioè che i  sei prescelti stessero uniti.

Il rientro si prospettava tribolato. La gente scendeva dal Podbrdo delusa. Aveva aspettato invano i veggenti e la Madonna. Si diceva di tutto: che i veggenti erano fuggiti, che erano stati portati in carcere e via via fantasticando. Intanto le loro famiglie erano in pena. Temevano che ci fosse stato un incidente o che avessero messo i ragazzi in prigione. Non sapevano che cosa pensare.

 Le due giovani scaricano i cinque ragazzi presso la canonica e se ne vanno. Non si vedranno più da quelle parti. In compenso Padre Jozo non si lascia sfuggire l’occasione per fare una lavata di testa e replicare  il suo micidiale interrogatorio.

 “Fra Jozo quella volta ci ha veramente torchiati da tutte le parti: chiedeva questo, chiedeva quest’altro…E poi di nuovo ritornava sulle stesse cose. Roba da bloccare il cervello! …Mi sento male quando mi ricordo di quell’interrogatorio. Tutti noi eravamo già angosciati, perché ci eravamo lasciati ingannare, perché avevamo completamente abbandonato la gente a se stessa. Cercavamo solo di tornare a casa senza essere visti. E lui non ci mollava” Vicka).

Finalmente i ragazzi arrivano a casa, dove raccontano tutto alle loro famiglie. Il bilancio della passeggiata non era certo positivo. La Madonna ci educa anche con i nostri errori. Ad ogni giorno la sua pena. Quella che li attendeva il giorno dopo era ancora più pesante.

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla testimonianza della Verità

Cari amici,

il tema della Verità è fondamentale nei messaggi della Regina della pace, in particolare in quelli dati a Mirjana.
Nell’ultimo messaggio del 2 del mese dato a Mirjana la Madonna ha detto: «Chiedo che voi amiate, che diffondiate la verità, poiché la verità è antica: essa non è nuova, essa è eterna, essa è la verità!» (messaggio del 2 marzo 2020).

Esiste una sola Verità ed è Cristo, che è Via, Verità e Vita. Questa Verità è eterna, non cambia mai, si è fatta carne.

Quando Gesù parlò dell’Eucarestia ci fu sconcerto anche fra gli Apostoli. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio» (Gv 6,67-68). La risposta di Pietro sia anche la nostra risposta oggi. Anche nei Paesi di antica cristianità c’è un vero e proprio rigetto della Verità che è Cristo; delle Sue parole di Verità; di tutto ciò che Dio ci ha rivelato. C’è stato questo più o meno consapevole passaggio dal Cristianesimo al paganesimo.

C’è un globale e diffuso rifiuto della Verità rivelata, ovvero della Croce.

In questo contesto in cui il mondo è nelle tenebre, nega la Verità e la gente annaspa, la Madonna continua a richiamarci e nel messaggio del 18 marzo 2023 ha detto: «Come un unico popolo di Dio, in comunione con mio Figlio, testimoniate la verità con la vostra vita».

La Verità è la Parola eterna del Padre che si è fatto Carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Lui stesso ha detto: «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno». Questa è una consapevolezza che abbiamo perso, la Sacra Scrittura che è la Verità rivelata è stata declassata a semplice libro, ma l’autore della Sacra Scrittura è lo Spirito Santo! Noi cristiani dovremmo divorare la Parola di Dio, fare in modo che diventi parte di noi, ci renda vivi.

Abbiamo perso la tradizione straordinaria dei Padri del Deserto che “masticavano” la Parola di Dio mentre intrecciavano ceste fatte di foglie. I Padri del Deserto non avevano una Bibbia, quindi consultavano frammenti biblici in rotoli di papiro o ricordavano quelli ascoltati nella liturgia. Questo “ruminare” quotidianamente la Parola di Dio permetteva loro che la Parola si radicasse a poco a poco finché non si fossero conformati perfettamente alla vita di Cristo.

La Madonna ci ha invitato a tenere la Bibbia aperta in casa, leggerne ogni giorno un brano e trarne un insegnamento spirituale da meditare nell’arco della giornata, come se fosse un nutrimento quotidiano e continuo per la nostra anima.

La Parola di Dio nutre spiritualmente.

Dobbiamo tenere salda la Verità perché essa stessa è messa in discussione da più fronti.

Le Verità di fede non possono e non devono essere messe in discussione e noi cristiani, che attingiamo ad esse con la preghiera e la misericordia, dobbiamo difenderle e viverle testimoniandole con la nostra vita!

Per capire come testimoniare la Verità con la nostra vita prendiamo un’espressione bellissima della Regina della pace, tratta dal messaggio a Mirjana del 2 giugno 2015: «Non abbiate paura di testimoniare la Verità. Se voi non temete e testimoniate con coraggio, la Verità trionferà miracolosamente». La Verità è come il Sole: non ha bisogno che qualcuno dica che c’è, da solo afferma la sua esistenza con la sua luce.

In questo tempo di tenebre accogliamo il compito che la Madonna ci affida: testimoniamo con la nostra vita la Verità, affinché illumini anche le vite degli altri.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

“TEMPO DI FORTEZZA” – Puntata 26

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Mirjana ha  chiesto alla Madonna di venire ad aiutarla  nel tempo dei segreti

Caro  Padre Livio,

che Dio la benedica e  la Madonna la  protegga sotto il suo manto

I segni dei tempi ci  confermano che la grande attualità  dei segreti di Medjugorje,  che la  Madonna ha già  rivelato nella loro completezza alla veggente  Mirjana nel Natale del 1982.

 Ora vengo a   sapere,  leggendo  il suo Blog,  la risposta  che  la veggente  avrebbe  dato a  un sacerdote  suo amico.   Riporto alla  lettera:

“Alla domanda fatta da un’amico sacerdote riguardo al fatto che la Madonna le avrebbe concesso la grazia di apparirle quando era nei guai o in crisi, quando invece tutte le altre persone devono affrontare difficoltà senza una tale grazia. Mirjana ha rispose: “Padre, non sto parlando dei problemi ordinari della mia vita. I miei momenti difficili derivano dai segreti sul futuro del mondo, che la Madonna mi ha rivelato. A volte, riesco a malapena a farcela quando ci penso seriamente. In quei momenti, la Madonna appare e mi dà forza e coraggio per andare avanti con la mia vita “.

Caro  Padre la  mia considerazione  è questa: Ci  troviamo di fronte a eventi inimmaginabili,  che  cambieranno  radicalmente il  mondo e la  cui realizzazione matura  di giorno in giorno.

La  Madonna e  la  voci profetiche preannunciano “guerre distruttive” e sanguinose persecuzioni  alla Chiesa di Cristo.

Possibile che queste  tematiche,  che sono decisive  per  la nostra vita  personale  e  per  il  futuro dell’umanità, interessino  un  numero  esiguo   di persone?

O forse è  meglio che sia  così,  per  evitare che  la  gente si lasci  prendere dalla paura?

Vincenzo di Pescara

Caro  Vicenzo,

La  Madonna  ha  già  rivelato tutto nei suoi messaggi, anche  se non  è  entrata  nei particolari e più  volte ha  esortato  a diffonderli, perché le  persone si preparino e non si lascino deviare  dagli  inganni satanici nell’ora dell’odio e  delle  tenebre.

La  Madonna non  vuole impaurire e, ogni volta che fa rivelazioni drammatiche, si affretta a rassicurarci  con  la certezza della sua vittoria.

Gesù stesso ci esorta a vegliare  per  non essere colti impreparati   quando  il  nemico  infernale  passa  all’attacco.

Ci troviamo di fronte  a  un passaggio storico la  cui posta  in gioco va  oltre ogni nostra  immaginazione. Gli eventi maturano sotto i nostri occhi di giorno in giorno. Il  momento in  cui ognuno dovrà scegliere  fra  Cristo e Satana si avvicina rapidamente.

Quello che   noi possiamo fare  è fortificarci nella  nostra adesione a Cristo e a Maria e aiutare le  persone  che ci sono vicine a rinnovare  la loro fede  e la loro vita.  Per il resto confidiamo nella  Madonna che sta realizzando  in  piano di salvezza per  tutti coloro  che lo vogliono accogliere.

Ave  Maria

P. Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’accecamento spirituale     

Cari amici,

vorrei dedicare alcune riflessioni sul messaggio dato dalla Regina della pace a Mirjana, durante l’apparizione annuale del 18 marzo 2023.

Cari figli, vi invito a conoscere il meglio possibile mio Figlio attraverso la preghiera e la misericordia.
Perché con i cuori puri ed aperti impariate ad ascoltare. Ascoltare ciò che vi dice mio Figlio per riacquistare la vista spirituale. Come un unico popolo di Dio, in comunione con mio Figlio, testimoniate la verità con la vostra vita. Pregate, figli miei, affinché insieme a mio Figlio possiate portare solo pace,
gioia ed amore a tutti i vostri fratelli e sorelle.
Io sono con voi e vi benedico con la mia benedizione materna.
(messaggio a Mirjana, 18 marzo 2023)

In questo messaggio la Madonna fa un invito bellissimo: ascoltare Suo Figlio per riacquistare la vista spirituale

Nel mondo occidentale, tutti quelli che hanno apostatato sono precipitati dalla luce alle tenebre. L’accecamento spirituale riguarda molti. Guardiamoci intorno, quante persone hanno ritenuto una luce ciò che è tenebra, hanno preso per verità ciò che invece è menzogna, hanno disprezzato la luce di Cristo, hanno disprezzato la verità della divina Rivelazione e quindi sono caduti nell’accecamento spirituale. Questa situazione è di grandissimo pericolo per la salvezza eterna della propria anima perché come dice Gesù: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane» (Gv 9,41).

L’occidente apostata, caduto nell’accecamento spirituale, dovrebbe fare un atto di umiltà e accorgersi che la strada che sta percorrendo è quella sbagliata, fare un’inversione di marcia e intraprendere il percorso giusto che porta alla Salvezza.

Bisognerebbe avere l’umiltà di ritornare a Cristo, di ritrovare la via della Chiesa.

La Madonna lo ha raccomandato più volte attraverso l’esortazione a ritornare a Dio, alla preghiera, ai Comandamenti.
La Regina della pace ci ha anche detto di non aspettare il segno sulla montagna per decidere per la conversione, perché potrebbe essere troppo tardi.

Il più grave dei peccati è l’apostasia, che nella Chiesa primitiva era un atto di debolezza più che un tradimento. I cristiani di quel tempo cedevano davanti all’imposizione dell’allora imperatore di bruciare incensi e adorare la statua che lo raffigurava, come se lui fosse Dio.

Oggi l’apostasia è una libera scelta, è un’adesione spontanea fatta con deliberato consenso all’ideologia del male.

Giovanni Paolo II ha chiamato questa apostasia “silenziosa”, silenziosamente una parte considerevole di cristiani ha abbandonato la Chiesa, la fede e pian piano sono entrati nella dimensione di una visione della vita atea e materialistica. Successivamente si è passati oltre, si è arrivati al rifiuto consapevole e al disprezzo della fede.

Questa è una vera e propria ribellione al Creatore, è un atto di superbia che richiama quello commesso dai progenitori. Aderire a questa visione della vita, rifiutare la fede e la Croce, vuol dire voler mettersi al posto di Dio.

Questo atto di superbia acceca!       

Pregare, ascoltare la voce di Gesù Cristo, ci può ridonare la vista. È Lui la luce che illumina la strada da percorre che porta alla salvezza.

La via della perdizione è oscura e tenebrosa. Certamente è larga e facilmente percorribile, ma è piena di inganni e di insidie.    

La strada della salvezza eterna è illuminata dalla Verità. È più difficile da percorrere ma porta alla Vera Luce. Percorriamola con fede, con preghiera, con il dialogo continuo con Gesù Cristo e Sua Madre, e non ci perderemo.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

“TEMPO DI FORTEZZA” – Puntata 25

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