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Anno: 2023 Pagina 142 di 186
Il tempo dei segreti per me adesso

Carissimo P.Livio,
sono parecchie in questi ultimi anni le cose per cui non mi stupisco più di tanto, e non mi stupisce che nell’ultimo messaggio la Vergine non abbia chiuso il messaggio con il canonico ringraziamento che, certamente, a livello soggettivo c’è sempre anche nella sua apparente assenza, ma evidentemente in quello oggettivamente generale sta mancando di risposte da parte nostra adeguate.
Il mondo che tenta di guidarci nelle situazioni è un massiccio sonnifero fatto di concetti stordenti, una nebulosa “malia” ottenebrante piena di false salvezze peraltro abbastanza relative. Sono io che ogni giorno ringrazio Maria che ha la costanza di venire qui da Medjugorje a raccogliermi ( col cucchiaino) per la mia e la nostra salvezza. La Vergine non solo ci ha sempre ringraziato, ma si è spinta a dire ” Vi supplico”, espressione che ogni volta che la penso questa si che mi stupisce per la forza di umiltà che in essa vi aleggia.
La mente si apre là dove il cuore aspira a tale umiltà, dovremmo essere coscienti della nostra estrema limitatezza di creature, poggiando fede alle cose del cielo. Le tempistiche dei segreti, devo dire, mi interessano sempre di meno, il tempo riguarda più le cose di questo tipo di mondo, io sento un altro tempo, diverso, e mi sento di un altro mondo, per giunta riguardo alle medesime (tempistiche) il tempo dei segreti per me è “”adesso, non sto certo a misurare i giorni e i mesi o gli anni, aspettando di “vedere” cose che sono già in atto nel loro evolversi, il vero tempo è ” ADESSO”.
Sono solo un povero peccatore, ma nelle mie “Ave Maria” nei miei rosari c’è un “ruggito” che vorrebbe scuotere con energia questo mondo immerso nel sonno stanco delle anime, e che trovo pieno solo nell’Amore di Gesù… ho da sempre detestato “le abitudini” che rendono mediocre la vita, le sopporto ma non le apprezzo, Dio è come un Sole pieno, e io ho bisogno di quel po’ di ” fuoco luminoso” che ve ne emana per accendere nel buio di questo mondo le scintille di Cristo.
Ti ringrazio Maria, e lo faccio non solo nel rosario, ma portando questo AMORE di tuo Figlio ai fratelli con varie occasioni quali il Signore mi concede, benché i miei limiti restino (a temprarmi) io attraverso di loro accendo il mio combattimento, in questo senso le parole di Gesù sono la medicina quotidiana, quello che ha detto Gesù, le cose che disse all’umanità fino alla sua PASSIONE, sono il mio Faro, il Faro del mondo e della storia, e sono le parole di un Dio fattosi uomo che fanno di noi uomini e donne vincenti… Lui ha vinto il mondo.
Carissimo, sempre in gamba e Ave Maria. Giuseppe
Il tempo che stiamo vivendo è davvero drammatico

Carissimo Padre, il tempo che stiamo vivendo è davvero drammatico; si avverte anche inconsciamente che siamo immersi in un mondo cui manca qualcosa e questo qualcosa, in realtà, è l’ unico Qualcuno che dà e può dare senso alla realtà tutta intera, che riscatta la vita da un vuoto che rasenta l’ assurdo.
Gesù è la Vita-Vite e noi siamo i tralci. L’ umanità deve ritornare a questa unica stupenda Verità. Il cristiano sa che il tempo dei segreti è necessario e lo accetta. Non le nascondo che a volte provo una gioia intima al pensiero di poter essere soggetti attivi nella realizzazione del Trionfo del Cuore Immacolato e del Fiat divino nell’ intera umanità.
C’ è un solo pensiero che mi rattrista: chi ” resterà” soffrirà per il male caduto anche sui buoni, magari figli, genitori, fratelli , amici e solo il grande amore per la Volontà Divina potrà venire questo dolore. Continuo la mia preghiera per le intenzioni della Regina della Pace , per lei, caro Padre, e per tutta Radio Maria.
Benedizioni su tutti voi.
Luisa da Napoli
La Preghiera come rimedio contro lo scoraggiamento e la paura!

Ave Maria padre Livio,
In questo brano della serva di Dio Luisa Piccarreta, Gesù spiega come la sconfidenza rende le anime moribonde e Luisa afferma che con la sola paura porta le anime alla tomba…
(1) Trovandomi in uno stato pieno di scoraggiamento, specialmente per la privazione del mio sommo Bene, questa mattina, facendosi vedere appena, mi ha detto:
(2) “Lo scoraggiamento è un umore infettivo, che infetta i più bei fiori e i più graditi frutti e penetra fino al fondo della radice, in modo che quell’umore infettante, invadendo tutto l’albero, lo rende appassito, squallido, e se non vi si pone rimedio col innaffiarlo con l’umore contrario, siccome quell’umore cattivo si è introdotto fin nella radice, dissecca la radice e fa cadere l’albero per terra. Cosi succede all’anima che s’imbeve di quest’umore infettivo dello scoraggiamento”.
(3) Con tutto ciò io mi sentivo ancora scoraggiata, tutta rannicchiata in me stessa e mi scorgevo tanto cattiva che non ardivo slanciarmi verso il mio dolce Gesù. La mia mente era occupata che per me era inutile di più sperare come prima le continue visite di Lui, le sue grazie, i suoi carismi, tutto per me era finito. E Lui, quasi sgridandomi, ha soggiunto:
(4) “Che fai? Che fai? Non sai tu che la sconfidenza rende l’anima moribonda? Che pensando che deve morire, non pensa più a nulla, né ad acquistare, né a mettere a traffico, né ad abbellirsi di più, né a porre rimedio ai suoi malori, non pensa altro che per lei è finito. E non solo rende l’anima moribonda, ma tutte le virtù la sconfidenza le rende vicine a spirare”.
(5) Ah! Signore, m’immagino di vedere questo spettro della sconfidenza squallido, macilento, pauroso e tutto tremante, e tutta la sua maestria, non con altro ingegno, ma con la sola paura, conduce le anime alla tomba. Ma quel che è più, che questo spettro non si mostra nemico, ché l’anima può schernirsi della sua paura, ma si mostra amico, e s’infiltra tanto dolcemente nell’anima, che se l’anima non sta attenta, scorgendolo amico fedele che agonizza insieme e giunge a morire insieme, difficilmente si saprà liberare dalla sua artificiosa maestria.
(Libri du cielo, Febbraio 4, 1900)
Ave Maria padre FIAT
Massimo
L’URGENZA DELLA CONVERSIONE
Cari amici, la Madonna a Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché, se aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà troppo tardi. Con questa nuova iniziativa del Blog offriamo la possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali da meditare e da vivere. (Le troverai man mano nella sezione: Il Combattimento spirituale)
Vostro Padre Livio
5. Chiediti se sei felice

Aprire gli occhi sulla propria condizione esistenziale è una grande grazia. E’ un momento di verità che può dare una svolta radicale alla tua vita. E’ fondamentale rendersi conto che la vita è un’occasione unica, che ti è dato di vivere una sola volta.
Non puoi interrogarti sul senso del vivere quando ormai è il tempo sta per scadere. Ti sei messo in viaggio senza chiederti né chi sei, né da dove vieni, né dove sei diretto. Le questioni di fondo le hai messe ben presto da parte, occupato com’eri a risolvere il problema del vivere, del guadagnare, dell’affermarti. Esse però rispuntano e pretendono una risposta.
Il solo fatto di esistere è un rompicapo insolubile, a meno che non abbia la fede. Perché esisti, qui e ora, nella tua identità, senza che nessuno abbia potuto interpellarti? Come è avvenuto un fatto così straordinario? Sei stato tratto dal nulla dalla mano dell’Onnipotente, come hai appreso al catechismo, oppure il tuo numero è uscito fuori alla roulette del caso, la nuova divinità del pensiero dominante?
Non sono interrogativi da poco ed è ora che ti confronti con essi. Nella prima ipotesi, che è quella vera, la tua vita avrebbe un valore straordinario, perché una mano forte la sostiene e la guida, Nella seconda che valore avrebbe? Non più di quello di un fiore o di una formica. Ti sembra giusto lasciare in sospeso un interrogativo così gravido di conseguenze?
Ora che hai deciso di rientrare in te stesso, sei in grado di valutare meglio la condizione umana. Guardala nella sua realtà, così come tu la stai vivendo. Incomincia col chiederti se sei felice. La felicità è ciò che il cuore dell’uomo desidera più di ogni altra cosa.
Anche tu ti sei buttato nell’avventura della vita alla ricerca della felicità. Che cosa hai raccolto? Non nego che sei riuscito a carpire alcuni momenti felici, ma quanto labili e fuggitivi! La felicità ha danzato davanti ai tuoi occhi come un fantasma, senza lasciarsi mai afferrare.
E’ colpa tua? Forse non sei stato abbastanza determinato o fortunato? Allora ti chiedo se hai conosciuto persone veramente felici. Nel caso che le avessi incontrate, chi erano? Che cosa hanno fatto per esserlo? Non nego che la felicità sia possibile, ma non nella direzione verso la quale la moltitudine si orienta.
Se guardi a come sei, non puoi certo affermare che sei felice. Caro amico, permettimi di dirti che la condizione umana è per certi aspetti miserabile. Osservala con realismo.
Ogni uomo nasce condannato a morte. Non conosciamo il giorno e l’ora, ma la sentenza è irrevocabile. Te lo ricorda il tempo che passa, il corpo che invecchia, le persone che ti lasciano. Siamo tutti in attesa del momento fatale. E poi? Basterebbero queste considerazioni per avvelenare i giorni della tua vita.
Ma questo non è tutto. Pensa alle ferite che portiamo di noi fin dalla nascita. Dentro siamo lacerati, agitati dalle passioni, minacciati da forze che non riusciamo a controllare. Nonostante gli sforzi difficilmente arriviamo a trovare l’equilibrio, la serenità e la pace.
Non hai fatto anche tu l’esperienza drammatica descritta da S. Paolo? Non c’è uomo che non la possa sottoscrivere: Afferma l’apostolo:
“Non riesco a capire ciò che faccio: infatti io faccio non quello che voglio, ma quello che detesto. Ora, se faccio quello che non voglio, riconosco che la Legge è buona; quindi non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me: in me c’è il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio: Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me: Dunque io trovo in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti nel mio intimo acconsento alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un’altra legge, che combatte contro la legge della mia ragione e mi rende schiavo della legge del peccato, che è nelle mie membra. Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?” ( Rm 7, 15-24).
Questa, caro amico, è la condizione esistenziale con la quale abbiamo a che fare. Siamo afflitti nel corpo dalla sofferenza e dalla morte, ma sia feriti soprattutto nell’anima, offuscata e indebolita dal male che la tiene sotto il suo potere.
Tu non sfuggi a questa situazione di miseria che affligge tutti. Ti sei mai chiesto se vi sia una via di uscita? Se sia possibile una vita diversa nella luce e nella pace?
Ti rispondo che è possibile. Non perché l’uomo abbia la capacità di tirarsi fuori dalla palude in cui è immerso, ma perché Qualcuno, infinitamente più grande di lui, veglia sulla sua vita. Il Creatore non abbandona in potere della morte le sue creature, che ha plasmato a sua immagine e somiglianza. Non le lascia affogare nelle acque torbide dell’angoscia e della disperazione.
Gli uomini vorrebbero salvarsi da soli. Ogni generazione ha coltivato le sue illusioni, che puntualmente si sono dissolte. I falsi messia apparsi sullo scenario della storia si rinnovano a ogni stagione, come le erbe infestanti. Nessuno di loro è immune dalla malattia che divora tutti e nessuno è guarito con i loro rimedi.
Tuttavia è ragionevole che tu ti chieda se la vita abbia un senso, se esista una strada giusta, se il peccato e la morte siano l’ultima parola e, infine, se la felicità sia possibile. Il solo fatto che apra il cuore a questa possibilità, è da considerare una grazia straordinaria.
Ti mette infatti nella condizione di avvertire sopra di te e dentro di te il mistero di una presenza amica. Colui che ci ha tratto dal nulla non ci ha abbandonato. Tu pensavi che la vita ti appartenesse e che non dovessi risponderne a qualcuno. Ti sei comportato come se fossi tu il padrone. Eri accecato e non vedevi la tua fragilità e le insidie disseminate lungo il cammino. Ora hai preso coscienza dei tuoi limiti, dei tuoi sbandamenti, delle tue sconfitte. Puoi finalmente guardare oltre te stesso.
“Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore!” ( Rm 7, 25). S. Paolo ringrazia chi lo ha tirato fuori dalle tenebre della menzogna e della morte. Con lui infiniti altri hanno fatto l’esperienza di essere salvati.
Pensiero Spirituale sulla contemplazione della Passione di Gesù

Cari amici,
la Madonna ci ha detto – senza tanti giri di parole – che abbiamo rifiutato la fede e la Croce; inoltre, ci ha detto di prendere in mano la Croce e di inginocchiarci davanti a Essa.
Vorrei darvi un suggerimento, ispirato alla spiritualità del padre fondatore della Congregazione a cui appartengo, San Giuseppe Calasanzio. Nei giorni che ci separano dalla Pasqua vi suggerisco di leggere quotidianamente la Passione di Nostro Signore. Ci sono ben quattro versioni, ciascuna caratterizzata dalle sfumature della sensibilità di ogni evangelista ma certamente arricchenti dal punto di vista spirituale.
Questa lettura si può fare nel modo più tradizionale, ovvero aprendo la Bibbia, oppure in modo più moderno e tecnologico, ovvero dal cellulare: basta aprire un qualsiasi motore di ricerca per trovare una versione aggiornata e corretta del testo CEI.
Durante la giornata leggete dei brani della Passione, meditateli con il cuore, immedesimatevi con Gesù e contemplate la grandezza divina del Figlio di Dio nella sua umiliazione, nel suo amore, nel suo coraggio. Nella Passione sono raccolte tutte le virtù cristiane, sono state descritte dagli evangelisti proprio per essere contemplate.
La meditazione della Passione di Gesù è la più grande medicina di cui ha bisogno il genere umano.
Questa umanità ha bisogno di umiltà e nella Passione vediamo come il Figlio di Dio si è umiliato, si è fatto uomo, è diventato simile a noi. Già l’incarnazione nel grembo della Vergine Maria, già il fatto che il Figlio di Dio sia stato dapprima un embrione e poi è nato in una grotta, è stato deposto in una mangiatoia. San Luca descrive in modo mirabile la deposizione del Bambino nella greppia di legno, che preannuncia la Croce. La nascita di Gesù richiama la Sua Passione.
Tutto il percorso della vita di Gesù è un esempio di umiltà sublime: dalla casa di Nazaret nel silenzio e nel lavoro; gli anni della vita pubblica con tutte le umiliazioni che ha dovuto subire nella fatica dell’evangelizzazione, nel dolore per il rifiuto; le quaranta ore della Passione iniziate nel Getsemani, fino alla morte in Croce quando Gesù all’ora nona emette un grido «Elì, Elì lamma sabactàni?» che vuol dire: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?», è l’inizio del Salmo 22, ciò significa che Gesù è morto pregando. Prima ha perdonato dicendo: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».
Gesù ha pregato quel Salmo che preannuncia la Sua Resurrezione. Il Salmo 22 infatti inizia con il grido di lamento per essere stato abbandonato e poi termina con la glorificazione del perseguitato. Non possiamo separare la Passione dalla Resurrezione del Signore, questa è la totalità del mistero pasquale.
Per arrivare preparati alla Santa Pasqua è importante leggere il testo della Passione e soffermarsi su alcuni passaggi particolarmente significativi. È edificante anche soffermarsi su tutti i personaggi descritti, sui loro gesti, le loro parole, i loro atteggiamento. L’attenzione maggiore, ovviamente, va fissata su Gesù e su Maria.
Maria, durante la Passione non ha parlato. La sua fortezza, la sua fedeltà al disegno di Dio e il suo immenso dolore sono racchiusi nell’assordante silenzio di quei momenti. Sicuramente lo sguardo di Maria su suo Figlio sofferente è molto più eloquente di qualsiasi parola. Maria ha accettato silenziosamente la Passione di Suo Figlio, lo ha offerto al mondo in sacrificio per noi e silenziosamente ha accettato di essere la Madre dell’umanità quando Gesù le ha donato come figlio Giovanni.
La presenza di Maria e i suoi gesti lungo la via del Calvario e ai piedi della Croce sono tutti silenziosi, segno dell’accettazione della volontà di Dio ma anche della certezza che a quei tremendi momenti di sofferenza si sarebbe susseguita la gioia immensa della Resurrezione.
Maria è sempre presente accanto a Gesù. Il suo amorevole sguardo non lo lascia mai. Maria è con Gesù sul Calvario, è con Gesù ai piedi della Croce, tiene tra le braccia Gesù quando viene tolto dalla Croce ed è con Lui nel momento della deposizione nel Sepolcro.
Maria, però, non è con le donne che vanno al Sepolcro per ungere il corpo del Signore e trovano il masso spostato. Maria sapeva che Suo Figlio non era più lì. La Madonna ha vissuto la Passione di Suo Figlio come dono totale ma nella prospettiva della vittoria del Bene sul male, nella prospettiva della Redenzione che è avvenuta.
Meditiamo allora su come Cristo ci ha salvati, come è stato redento il genere umano.
Gesù è stato rigettato, disprezzato, umiliato e maltrattato. In silenzio, ma con grande dignità, ha accettato umilmente queste umiliazioni. Le poche parole che Gesù ha pronunciato durante la Passione e nel momento della morte erano parole sovrane, sapienti, assolute, eterne, umili.
Gesù ha vinto con l’umiltà, con la sopportazione, con il dolore silenzioso.
L’amore di Gesù per noi si manifesta nell’abbracciare la Croce, nel cooperare arrivando in cima al Calvario e nel farsi crocifiggere senza opporre resistenza,
L’umiltà di Gesù ha resistito al disprezzo, alla malvagità degradata, scellerata di quelli che lo colpiscono con i flagelli.
Tutti questi particolari si trovano nella descrizione della Passione, nei Vangeli. Vi invito, allora, a leggere ogni giorno questo brano così suggestivo che scaturisce molte riflessioni sulla nostra condizione umana, sulla grandezza di Gesù Cristo, sulla presenza silenziosa di Maria, sull’amore immenso di Dio, sulla malvagità umana…
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Perché la Madonna non ci ha salutato?

Carissimo Padre Livio, credo che anche lei, come tanti di noi, sia rimasto stupito per la brevità del messaggio che, proprio per questo, ha dato uno scossone alla nostra pigrizia spirituale.
Sono rimasto invece amareggiato per il fatto che la Madonna non ci abbia salutato col consueto: Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Che significato può avere, secondo la sua conoscenza dei messaggi, una decisione così sorprendente?
In genere si saluta sempre, anche nel caso che si sia dispiaciuti.
Non vorrei che ci sia qualche motivo che ci sfugge.
Le confesso la mia inquietudine.
Lei che cosa ne pensa?
Franco da Belluno
Caro Franco,
sono d’accordo con te che la brevità del messaggio abbia ottenuto un effetto positivo.
Poi vorrei precisare che non è vero che la Madonna non ci ha salutato, ma che semplicemente non ci ha ringraziato.
Quando, alla fine del messaggio, la Madonna ci ringrazia, lo fa perché abbiamo riposto alle sue richieste e sollecitazioni.
Di che cosa avrebbe dovuto ringraziarci dopo che noi stessi ci siamo resi conto che non si vedono segni di Quaresima in giro?
La Madonna ci aveva chiesto di convertirci, di fare penitenza, di dedicarci alla preghiera personale, di vigilare contro le seduzioni di Satana
e infine di seguire suo Figlio verso il Calvario nella rinuncia e nel digiuno.
Un programma intenso che avrebbe recato un grande vantaggio spirituale a noi stessi e alla Chiesa.
Evidentemente questo non è avvenuto e la Madonna, proprio perché ci ama, non ha potuto ringraziarci.
Facciamo in modo tale che questo non accada più.
L’umanità è sull’orlo dell’ abisso e innumerevoli anime vivono nelle tenebre del male e della morte.
Purtroppo anche molti di quelli che hanno risposto alla chiamata si sono adagiati.
Facciamo tesoro di questo tempo di grazia che Dio ci dona, prima che sia troppo tardi.
Ave Maria
Padre Livio
La salvezza del cristiano nel tempo dei segreti: Egitto o diluvio universale?

Caro Padre Livio mi chiamo Giuliano e le scrivo da Torino.
Innanzitutto la ringrazio per la sua opera e per aver ascoltato la chiamata della Madonna.
Ho recentemente letto alcune sue risposte al dubbio di molti di come si può affrontare in modo sereno e corretto il tempo dei segreti.
Tuttavia come padre di famiglia non le nego la difficoltà di conciliare le sue parole d’ incoraggiamento con quello che la storia anche cristiana passata sembra insegnare.
E’ inutile negare che se da un lato la preghiera da forza e ci fa sperare verso il vero fine ultimo della vita ultraterrena, la natura umana ci spinge comunque ad avere timore per la nostra incolumità ed ancor di più per le persona a noi care, per i figli che hanno ancora davanti una vita.
Se si guarda al passato e nella stessa Bibbia i momenti in cui Dio ha ritenuto necessario purificare l’umanità ed il suo popolo sono passati sempre per una purificazione che ha interessato non solo la zizzania ma anche il grano.
Non si può infatti pensare che le guerre, le pandemie e gli eventi straordinari dei secoli trascorsi non abbiamo interessato anche anime pure, basti pensare ai milioni di bambini morti in queste tragedie.
Allora viene da chiedersi se sarà veramente così anche nel tempo dei segreti. Quali saranno le sorti, in un’ottica terrena di coloro che, se pur a fatica, cercheranno di abbracciare la fede?
Lei ritiene che sarà come al tempo dall’uscita dall’Egitto , per riprendere un passo del suo blog, o un nuovo “Diluvio Universale”?
La ringrazio per il tempo dedicatomi e la saluto cordialmente.
Con affetto, Giuliano.
Caro Giuliano,
premesso, come tu hai ben sottolineato, che la salvezza dell’anima è l’unica cosa veramente necessaria, per quanto riguarda la vita sulla terra non c’è dubbio che sia Dio a decidere chi sarà preso e chi sarà lasciato, come dice in Vangelo.
Ave Maria
Padre Livio
