"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 138 di 186

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’invito di Gesù a prendere la nostra croce e seguirlo

Cari amici,

la Regina della pace ci ha detto: «Questo tempo sia per voi il tempo della preghiera» (messaggio del 25 marzo 2023). La Madonna ci indica di avere un atteggiamento interiore di apertura del cuore a Dio, di consapevolezza della Sua presenza. In questo periodo poi, dobbiamo aprirci al mistero della Redenzione che è quello della sofferenza di Cristo, del ripudio di Cristo da parte del mondo, di tutto il Suo amore che si offre in sacrificio. Dobbiamo anche capire il mistero della Croce con cui Cristo ha espiato i nostri peccati.

Gesù ci invita a prendere la nostra Croce e a seguirlo: 

Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno mi vuole seguire, 
rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» 
(Matteo 16,24)

Ciascuno di noi ha la sua Croce, si potrebbe perfino dire che ogni uomo nasce crocifisso. Veniamo concepiti e nasciamo nella condizione di “figli di Adamo”, che hanno rifiutato al dono dell’immortalità, della sapienza, dell’assenza di dolore. Siamo concepiti in una condizione umana che è crocifissa, nel senso che aveva questo termine prima della Redenzione, cioè ignominia e sofferenza.

Nasciamo crocifissi, predestinati al male fisico e morale (sofferenza e dolore) e alla morte spirituale e fisica.

Ognuno di noi nasce con la sua Croce. La volontà di Dio assegna a ogni anima, a ogni creatura, una missione da compiere nella vita che è comunque sempre una salita al Calvario. Ciascuno di noi deve capire qual è la sua missione.

Ognuno di noi ha una propria Croce da portare tutta la vita, attraverso l’umile abbraccio alla Croce ci salviamo. Questa è la prospettiva cristianadella croce dopo la Redenzione. Grazie alla Redenzione della Croce di Cristo le nostre croci sono salvifiche.

Non esiste una vita senza la croce, ogni uomo veramente nasce crocifisso. Nessuno riesce a liberarsi dalla croce da solo o con altri mezzi umani. Le afflizioni del corpo e della mente sono ineliminabili con mezzi umani. Anche l’uomo più ricco e potente del mondo è inchiodato alla sua croce, della quale non può liberarsi con mezzi umani.

Il grande inganno di satana del nostro tempo è quello di pensare di liberarci dai mali della vita con le nostre sole forze umane. Non è possibile liberarci dalla morte spirituale, morale, fisica con mezzi umani.

Nessuno può liberarsi da solo dalla propria croce. Si nasce crocifissi e si muore crocifissi.

Comprendiamo perché il Verbo si è fatto carne e perché ha preso la Croce. Gesù, si è inabissato nella nostra condizione umana, l’ha presa su di sé in tutte le sue debolezze (eccetto il peccato), ha subito cattiverie e persecuzioni per tutta la vita. Cristo ha portato su di sé la Croce, l’ha abbracciata, l’ha stretta e ha voluto morire sulla Croce perché ha voluto redimere la nostra condizione umana crocifissa.

La Croce di Cristo sulla quale è spirato è la croce della condizione umana che ci ha trasmesso Adamo. I tentativi umani di liberarsi da quella croce sono vani. Solamente Cristo può liberarci. Senza Dio non c’è salvezza. Nessuno da solo può liberarsi dal male e dalla morte.

Solo Cristo è la vera Salvezza, Lui è l’unico Salvatore e Redentore del mondo. Gesù ha fatto della nostra condizione umana crocifissa uno strumento di Redenzione.

Chi non accetta la croce o cerca da solo di liberarsene, la rende sempre più pesante, oppressiva e soffocante. Chi non accetta la croce o cerca di liberarsene da solo, finisce per rimanervi schiacciato.

Chi porta la croce con Gesù Cristo vive questa condizione nella pace e nella fede, offrendo la propria sofferenza e vivendola nella luce dell’amore di Dio. Quante persone sofferenti conosciamo che portano la propria croce con amore, fede e speranza. Coadiuvati dalla loro buona volontà queste persone hanno ottenuto da Dio la grazia di accettare la croce nella quale sono nati e attraverso la quale cooperano con la Croce di Cristo per salvare il mondo.

La croce rifiutata distrugge, la croce abbracciata salva


Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

“TEMPO DI FORTEZZA” – puntata 33

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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☕️ IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P.LIVIO ☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🌟🖋️

Che ne sarà dei nostri ragazzi e del loro futuro?

Buonasera Padre Livio!

Sono una vostra ascoltatrice, madre di 2 figli adolescenti di 16 e 18 anni.

Da quando Dio mi ha chiamato a questa vocazione ho sempre cercato, seppur in modo imperfetto, di trasmettere a loro principi e valori cristiani, che mi sono stati trasmessi a loro volta dai miei cari.

Più passano gli anni per me, e più comprendo il dono che Dio mi ha fatto di aver avuto una famiglia cristiana da generazioni….

Ora i miei parenti e famigliari sono deceduti; siamo rimasti da soli, da circa 10 anni.

La società ci accompagna puntualmente ogni giorno, e che società…… vergognosa.

Il figlio maggiore, non so come, è riuscito a sopravvivere in questo mare tempestoso, mia figlia di 16 anni invece è stata distrutta, a parer mio da questa società.

Ha cambiato diversi psicologi e medici specialisti, devastata psicologicamente, spiritualmente e fisicamente.

Mi guardo intorno: vedo superficialità, poco impegno nel prendersi a cuore i casi, indifferenza, distacco.

Anche le Parrocchie non sanno dare una risposta concreta.

Sento diversi casi come il mio: adolescenti con disturbi che la “scienza medica” non riesce a curare dignitosamente.

Sembra tutto normale e concesso, tutto fluido. Le regole di vita, ideali, valori, progetti, sogni sono messi al bando. 

Guai a parlarne con gli Esperti, si rischia veramente un TSO e l’assistenza sociale in casa, nei casi migliori, per poi proseguire magari davanti al giudice, con avvocati che ti dicono di rientrare secondo il pensiero di questa società.

Cosa ne sarà di questi ragazzi e del loro futuro?

Mi sento di dire che la nostra società marcia ( social, internet, scuola, mezzi di comunicazione) e satana ci stanno rubando i nostri ragazzi.

Mi è piaciuta tanto l’iniziativa del Rosario a tema (la siccità)

E’ possibile creare un’iniziativa simile per i nostri ragazzi, il nostro futuro, per chiedere protezione particolare alla Madonna?

Sono esseri  fragili, bisognosi di protezione e aiuto.

Grazie Padre, per la sua guida salda.

Prego sempre per Lei.

Sempre uniti in preghiera con la grande Famiglia di Radio Maria

Grazie, buona Settimana Santa e buona Pasqua.

Un ringraziamento a tutti i Volontari di Radio Maria, che esprimono la loro vicinanza.

(vorrei restare nell’anonimato)

Gentile signora

            la  ringrazio per questa  missiva dalla quale abbiamo molto da  imparare.

Non mi dilungo sulla descrizione della società  attuale,  perché  ha già provveduto lei.

E’ il risultato del  mondo senza Dio che va verso la morte,  come ci ha ammonito  la Regina della pace. E il peggio deve ancora venire.

Il  mondo senza Dio è  come se  scomparisse il sole.  In poco tempo la terra  diventerebbe  il  regno delle  tenebre e della morte.

Tuttavia, ci esorta  la  Madonna,  devono rimanere delle  piccole  luci accese perché non ci sia l’oscurità  totale.

Queste  luci dobbiamo essere  noi, nella  consapevolezza che sono  necessarie  nel   disegno di Dio,  col quale ha deciso di cambiare  il  mondo.

Non  possiamo e non dobbiamo scoraggiarci,  ma resistere al dilagare del male con  la fede e  la  preghiera.

Nel  vostro caso,  come in quello di tante famiglie,  è importante  che  i figli,  anche quando si allontanano  dietro le  false  luci e  le false promesse , abbiano nei genitori un punto di riferimento e  un appoggio morale  che   difficilmente   troverebbero  altrove. 

Non  bisogna disperare.  Sono convinto che nel   momento della grande   prova,  quando Dio farà  l’appello e chiamerà  alla decisione, saranno  soprattutto  i  giovani a rispondere,  uscendo fuori dalla palude  di questo  mondo  ingannevole.

Per  questo dobbiamo pregare fin da ora  per loro. E’ senza  dubbio un’ottima intenzione di preghiera  per  il  nostro Rosario serale.

Ave  Maria

Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla persecuzione di Gesù

Cari amici,

la Settimana Santa si apre con una domanda: che cosa ha fatto Gesù per meritare la persecuzione da parte del mondo?

Oggi la Chiesa rivive quanto aveva vissuto Gesù in prima persona in quei giorni. Domandarsi perché Gesù è stato condannato dal tribunale ebraico e romano è importante. La Provvidenza ha voluto lasciare scritta ben chiara la ragione per cui Cristo è stato condannato a morte, quale delitto ha commesso. Per quanto riguarda il tribunale ebraico sappiamo che, non trovando testimoni che confermassero le accuse che venivano fatte a Gesù, il sommo sacerdote ha chiesto a Gesù se era vero che Lui, pur essendo uomo, fosse il Figlio di Dio. Questa è la ragione sottintesa per cui Gesù è stato perseguitato e condannato a morte. È stato rifiutato da tutto il gruppo dirigente di allora, dal Sinedrio, dagli scribi e dai farisei, da Pilato, da Erode, pur non avendo commesso nessun delitto. Anzi, a quei tempi Gesù poteva essere chiamato “benefattore dell’umanità”, se non per i miracoli di guarigione che ha compiuto, per la sapienza che ha manifestato, senza contare la santità irriducibile della sua vita. Gesù è stato molto meticoloso in questo, ha perfino pagato le tasse, come racconta l’episodio del Vangelo quando ha mandato Pietro a togliere dalla bocca di un pesce una moneta proprio perché esigevano che pagasse. Gesù, come sta scritto, era anche un cittadino perfetto.

Gesù è stato condannato perché, rispondendo al sommo sacerdote che gli chiedeva se Lui era il figlio del Benedetto, gli risponde: «tu lo hai detto».

E il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro per il Dio vivente di dirci se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio».
Gesù gli rispose: «Tu lhai detto; anzi vi dico che da ora in poi vedrete il Figlio delluomo seduto alla destra della Potenza, e venire sulle nuvole del cielo». Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti, 
dicendo: «Egli ha bestemmiato; che bisogno abbiamo ancora di testimoni? 
Ecco, ora avete udito la sua bestemmia; che ve ne pare?»
Ed essi risposero: «È reo di morte». Allora gli sputarono in viso e gli diedero dei pugni 
e altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «O Cristo profeta, indovina! Chi ti ha percosso?»
(Mt 26,68-68)

Gesù indica se stesso come il “Figlio dell’uomo” preannunciato dal profeta Daniele che verrà a giudicare il mondo, si attribuisce quindi ciò che è solo di Dio, cioè il giudizio sul mondo, sulla Storia, su tutti gli uomini. Dal punto di vista legale la condanna del Sinedrio, questa risposta di Gesù ha fatto sì che il sacerdote si stracciasse le vesti e gridasse “ha bestemmiato”, cioè ha detto di essere uguale a Dio, si è attribuito il potere di giudicare il mondo.

Gesù viene condannato perché si era qualificato Figlio di Dio, non era mai avvenuto nella Storia di Israele. Abramo, il Battista, Mosè non si erano mai attribuiti un titolo del genere, ma Gesù lo ha fatto perché Lui è il Verbi di Dio che si è fatto carne, lo ha manifestato ai suoi Apostoli e nella sua predicazione e lo ha testimoniato con la sua Persona. Gesù era Sapiente, Santo, Potente come mai nessun altro. 

Gesù lascia come testimonianza della Sua divinità il miracolo della Resurrezione. Risorgendo dai morti Gesù, pone fine a tutta la questione e toglie ogni dubbio: Lui è il Figlio di Dio, l’unico Salvatore e Redentore del mondo.

Pilato, con disprezzo, ha fatto apporre sulla Croce un cartello con scritta a chiare lettere la condanna di Gesù: Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum (Gesù Nazareno Re dei Giudei). Gesù si era proclamato Re, Figlio di Dio. Per questo motivo è stato rigettato, disprezzato, umiliato e maltrattato. Agli uomini del tempo questa attribuzione risultava assurda, inaudibile, scandalosa.

La stessa sorte tocca a Cristo e al Cristianesimo oggi: «l’uomo moderno non vuole Dio» (Messaggio del 25 gennaio 2023). L’uomo, sotto la spinta del maligno, attribuisce a se stesso un potere assoluto. Non vuole altri poteri che limitino il suo potere umano.

Anche oggi, dopo circa duemila anni, Gesù viene rifiutato, disprezzato, perseguitato e crocifisso. 

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”   

“TEMPO DI FORTEZZA” – puntata 32

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

I dubbi sulle apparizioni di Medjugorje

Caro Padre Livio,

la seguo da   tanti anni e  una delle  cose che più mi ha   colpito di lei è   la  sua sicurezza,  apparentemente  incrollabile,  riguardo alle  apparizioni di Medjugorje.

Possibile che dopo così tanti anni di frequentazione,  non le siano mai sorti dei dubbi  o almeno degli interrogativi?

Lei per molti  è un punto di riferimento e credo che sarebbe utile conoscere  le ragioni della sua certezza.

D’altra parte  non sono mancati fin dall’inizio opposizioni qualificate  a  questi  apparizioni,  a  cominciare dai Vescovi locali.

La stessa  Commissione  Ruini ha  sollevato alcune perplessità,  lasciando aperto qualche  spiraglio solo riguardo ai primi giorni  delle apparizioni.

La  Santa Sede,  grazie a  Papa Francesco, ha fatto notevoli  aperture dal  punto di vista  pastorale,   ma  c’è  un silenzio generale riguardo alla  presenza della  Madonna  e ai suoi  messaggi,  dati alla Chiesa  attraverso  i  veggenti.

Lei però  va  avanti impavido come  se nulla  fosse.

 Non è il  caso di avere un atteggiamento più prudente, visto che  dopo 42  anni stiamo ancora  aspettando   che  siano rivelati i segreti?

Giuliano da Milano

Caro  Giuliano,

                incomincio col dire ciò  che più  è importante  e che  mi ha detto il  Vescovo di Mostar,  Mons. Zanic, quando, nel  Marzo 1985, sono andato a  trovarlo  per conoscere  le  ragioni della  sua contrarietà  alle  apparizioni.

Mi  disse  testualmente: “Caro Padre,  la  Chiesa lascia   liberi di credere o  di non  credere,  lei però dovrà   attenersi alla   disposizioni disciplinari che verranno date”.

Io ho sempre  seguito  lealmente  questa  indicazione  del Vescovo locale,  che  poi è quella indicata dalla Santa  Sede, e  non  ho mai avuto problemi.

Devo dire  però  che  io, quando sono andato  a  Medjugorje,  per  grazia già  credevo  al  cento per   cento alle apparizioni e  da  allora non solo  non ho   mai  avuto dubbi,  ma mi  sono  confermato ulteriormente  nella    mia  convinzione.

Ho   conosciuto la  popolazione  dei primi anni e  soprattutto i veggenti quando erano  ancora  dei ragazzi.  Ho avuto la grazia di un  lungo  rapporto amichevole, facilitato  anche  dal  fatto che  avevo imparato  la lingua  locale.

In tutto questo arco di tempo, nel quale   mi sono dedicato al  servizio della Regina della pace attraverso Radio Maria, la grazia iniziale della  chiamata  è stata  arricchita  da conoscenze  ed esperienze che  mi  hanno  ulteriormente  fortificato e guidato nel  discernimento.

Chi segue Medjugorje  sa che  il piano di salvezza di Maria si sta  irresistibilmente realizzando e  che  sarà  Lei, in  obbedienza  a suo  Figlio,  a salvare  la fede,  le nostre vite  e  il  pianeta sul quale viviamo.

La prova  del nove riguardante  la  veridicità delle apparizioni  sarà  il segno sulla  collina, preannunciato dai veggenti  come  bellissimo, indistruttibile,   durevole  e   proveniente   dal  Signore. 

Però  la  Madonna, ai dubbiosi e  agli scettici, dice che sarà troppo tardi  per decidere  la  Conversione.

D’altra parte coltivare ancora i dubbi sulla presenza di Maria dopo oltre quarant’anni e con un mondo sull’orlo della catastrofe mi sembra un po’ troppo.

Ave  Maria

Padre  Livio

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