"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 134 di 186

🌟🖋️CI SCRIVONO🌟🖋️

Decisioni chiesa tedesca sulle benedizioni coppie omosessuali

Buonasera padre Livio, sono Stefano e le scrivo dalla Toscana.

La seguo quotidianamente nella trasmissione “Lettura cristiana della cronaca e della storia”, e la ringrazio, per il grande lavoro cristiano e giornalistico che giorno dopo giorno prepara per noi ascoltatori delle sue trasmissioni.

Stasera su internet ho letto un’articolo sul Messaggero relativo alla decisione della chiesa tedesca di benedire le coppie omosessuali, in disaccordo con la chiesa di Roma.

Le chiedo scusa anticipatamente se la mia mail sarà un po’ lunga, ma secondo me è necessario soffermarsi sull’argomento, che risulta essere molto delicato.

Premetto che sono un ragazzo omosessuale che per anni non ha rispettato il proprio corpo, tempio dello Spirito Santo. Mi sono lasciato travolgere dalle passioni, ho rincorso il piacere effimero della carne disprezzando il mio corpo, dono del grande amore di Dio.

Ho avuto storie leggere e storie importanti, fino ad un anno e mezzo fa, dove in seguito ad un pellegrinaggio in un luogo mariano italiano, ho sentito che la mia vita stava seguendo strade sbagliate! Ero caduto purtroppo anche nell’occultismo, e ringrazio Maria Santissima che schiacciando la testa del serpente mi ha salvato, prendendomi per mano e indicandomi la strada della Verità che è Cristo.

Ho riniziato a frequentare la Chiesa, i Sacramenti, e la mia vita adesso ha un senso, perché come ci insegna Maria a Medjugorje “senza Dio non potete fare nulla”! Senza Dio la nostra vita non ha senso. Adesso sono felice, innamorato della vita e sereno. 

Non sono qui a dire che dall’omosessualità si guarisce, come ci vuol fare credere qualcuno. L’omosessualità non è una malattia.

Io sono un ragazzo omosessuale cristiano, che dopo anni di buio, grazie a Dio ho rivisto la Luce. Ho scelto di vivere cristianamente la mia omosessualità, nella castità, ma con gioia, perché la pace e la gioia non sono date dai sensi, ma da Dio. 

Nella mia vita non ho mai partecipato ad un Pride, perché lo trovo assurdo. Cosa mi manca? Che battaglie devo portare avanti? Quali diritti di essere umano mi sono negati?

Dio è Amore, me lo insegna la lettera di san Giovanni apostolo. 

Il Signore mi conosce bene, e mi ama nelle mie miserie. Ho sempre trovato sacerdoti che mi hanno accolto, e di questo rendo grazie al Signore.

Ma per venire al tema della mia mail, il concetto di coppia e ben diverso da quello che la Chiesa tedesca sta cercando di portare avanti.

Sono un misero peccatore, e non sono nessuno per giudicare. Il giudizio spetta solo a Dio, ma possiamo riflettere e prendere le distanze.

Benedire una coppia omosessuale, può lasciare spazi di fraintendimento relativo al concetto di famiglia. La famiglia è quella composta da un uomo, una donna e dei figli. La famiglia pensata da Dio.

Due uomini possono amarsi, certo, ma non saranno mai una famiglia, perché la famiglia è aperta alla vita, e due uomini o due donne come possono generare una vita? Possono farlo mettendo in moto macchine infernali di fecondazione surrogata, in netto contrasto con quanto Dio desidera e benedice.

Esiste l’amore tra due persone dello stesso sesso, ed esiste un’amore di coppia aperto alla vita. Sono si, due amori, perché amare non è mai peccato, ma far passare il concetto di coppia omosessuale come famiglia, questo è lontano anni luce da quello che è il concetto cristiano.

Leggendo questo articolo ho sentito un sibilo lontano (ma non troppo!) che puzza di zolfo, travestendosi da angelo di luce, angelo di compassione…

Diavolo=divisore, e quando ci sono di mezzo scismi, c’è sempre un qualcosa di diabolico a giro!

Mi dispiace molto per il santo padre Papa Francesco, per il dolore nel cuore che deve sopportare per tali scelte ed accadimenti.

Non ci resta che pregare, e mi unisco alle preghiere rivolte al mio santo protettore san Giuseppe, uomo giusto e verginale, sposo di Maria Santissima, protettore della santa Chiesa di Dio.

Al suo Cuore Castissimo mi sono consacrato il 19 Marzo, e lo ringrazio per l’esempio di purezza, fedeltà e totale obbedienza al disegno di Dio, in questo mondo dove i piani della Creazione si stanno rovesciando.

I segreti di Medjugorje riguarderanno soprattutto la Chiesa…un avvertimento?

Grazie padre Livio per lo spazio che mi ha concesso.

Un caro saluto, Stefano.

Caro Stefano,

grazie per la tua bella testimonianza.

Ti incoraggio sulla via  della santità che è  aperta a tutti quelli che desiderano amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come se stessi.

Ave Maria

Padre Livio

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La dimensione religiosa di Putin nella dissoluzione dell’Ucraina

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PASQUALE ANNICCHINO  11 APR 2023-Il Foglio

La guerra in corso non mette in gioco soltanto l’arsenale militare, ma anche quello identitario. Bisogna comprendere tutte le manifestazioni del totalitarismo russo per evitare di esserne travolti

Chi ha bisogno dell’Ucraina? “L’Ucraina scomparirà perché nessuno ne ha bisogno”. La sintesi offerta da Dmitry Medvedev qualche giorno fa è utile a comprendere perché, oltre alla dimensione militare, la guerra in corso ha anche una potente dimensione religiosa.

Per Medvedev “abbiamo bisogno della Grande Russia” e non della “sotto-Ucraina”. Dall’inizio della guerra il Cremlino ha mobilitato, oltre all’arsenale militare, anche quello identitario e religioso funzionale alla decostruzione dell’Ucraina come paese distinto e diverso dalla Russia.

Questa mobilitazione risponde a una delle più grandi paure di Vladimir Putin: la possibilità che i russi si rendano conto che a pochi chilometri dal loro confine non ci sono (solo) le truppe della Nato, ma la possibilità di esistere di un paese che funzioni secondo le regole della democrazia e dello stato di diritto.

Per questo motivo la decisione del Patriarca di Costantinopoli del dicembre 2018 di concedere l’autocefalia alla Chiesa ortodossa dell’Ucraina ha fatto infuriare il Cremlino. Da quel momento in poi l’Ucraina avrebbe avuto in mano anche il suo destino religioso senza dipendere da Mosca.

Non è un caso che Lavrov, all’epoca, ebbe a criticare le “provocazioni” del Patriarca di Costantinopoli organizzate, a suo dire, “con il supporto aperto e diretto” degli Stati Uniti. Nonostante non fosse stata pienamente percepita all’inizio del conflitto (spesso anche per miopia da secolarizzazione delle élite occidentali), la dimensione religiosa del conflitto viene sottolineata anche nel report dell’Institute for the Study of War pubblicato il 9 aprile

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🌟🖋️CI SCRIVONO🌟🖋️

Temo una resa generale alla potenza del male

Carissimo Padre  Livio,

volevo   esprimerle  le mie sensazioni  in questi giorni della settimana santa,  quando la Chiesa celebrava  i  misteri della Redenzione, mentre la grande maggioranza  della popolazione era  affaccendata nella  sua quotidianità senza  soste  e  il  mondo  che  conta con le  solite  schermaglie  procedeva verso  la terza  ( e  certamente  ultima) guerra mondiale.

La  mia sensazione   era  come se  tutto fosse appeso a un filo, che se da  un istante  all’altro potesse accadere  l’evento  inatteso, lo sconvolgimento mai avvenuto, la catastrofe irreparabile.

Tuttavia la   vita procede  come  se  nulla fosse, come  se il futuro fosse assicurato,  come se  il futuro fosse  a  nostra  disposizione.

Mi è venuto però  un dubbio che mi spaventa ancora di più. 

Non sarà che ormai la  gente si stia  rassegnando all’ineluttabile  che accadrà, alla  terrà  che  esploderà,  all’avventura  umana  che  finirà?

Temo caro Padre  una resa   generale  alla potenza del male,  dalla  quale ci ha messo in guardia  il Papa  in questa  Pasqua.

Lei che  ne pensa?

Nicoletta  di Palermo.

Caro Nicoletta,

La  tua sensazione  è reale  e  credo che la  sentano  in  molti. La  potenza del male  che opera nel mondo è  orami visibile.

 Eppure già  all’inizio del Covid   la  Madonna ci aveva ammonito che satana vuole distruggere  le  nostre   vite   e il  pianeta  sul quale viviamo. 

Tutto questo procede con una celerità  irrefrenabile, che trascina  le  persone come  foglie in balia   del  vento.

La  gente  si rende conto che la situazione  è sfuggita  di mano e  che precipita lungo  la careggiata.

Ne consegue un clima generale  di incertezza e di angoscia   per le cose che dovranno  accadere, come dice  il Vangelo.

Guai se  noi, che crediamo nella presenza  della  Regina della  pace,  ci facessimo condizionare  da  questo clima generale  che paralizza e  che  disarma.

Dobbiamo avere la  consapevolezza  della presenza  della Madonna  che,  in tutti questi anni,  ha preparto un piano di salvezza.

Noi siamo una parte attiva e decisiva  di questo piano.

Dobbiamo essere forti nella  fede, costanti nella  preghiera,  decisi nell’aiuto al prossimo.

La Madonna  ci aiuterà   e  ci proteggerà se  noi la ascolteremo e la   seguiremo.

Coraggio e fedeltà!

Vostro Padre  Livio

IL DIARIO DI PADRE LIVIO

15. La Madonna può fermare i progetti di satana se noi preghiamo

Le  ultime  apparizioni  della  Madonna sono strettamente  legate alla possibilità di una  nuova  guerra  che  porterebbe  il  pianeta  alla distruzione. Infatti dopo il secolo delle  devastazioni, con  due guerre  mondiali,  un terzo conflitto,  con la minaccia  dell’uso di ordigni nucleari, metterebbe  fino alla  storia dell’umanità. 

L’inizio delle apparizioni più lunghe della storia coincide con l’evolversi degli armamenti verso forse distruttive “totali”, che non  lascerebbero spiragli di sopravvivenza. Satana,  il cui fine è la  distruzione dell’opera divina della creazione e  della  redenzione, ha fiutato la  sua grande  occasione  e non ha  nessuna intenzione di perderla.

Questo  è il  motivo per  cui, fra tutte  le apparizioni della  Madonna, quelle di Medjugorje rivelano  la onnipresenza  di  satana,  che alimenta  l’odio e la  superbia,  al  fine di trascinare  l’umanità in  conflitto  universale nel quale verrebbe  annientata.  L’angelo ribelle,  nel suo accecamento vede la vittoria a  portata di mano  e  lascia nulla  di intentato per conseguirla.

La  Madonna  ha  mosso i suoi passi già  all’inizio del secolo scorso. Apparendo a Fatima  nel  1917, chiedendo  preghiere e  sacrifici per il termine della  prima  guerra  mondiale,  la  Madonna il 13 Luglio ha rivelato ai tre pastorelli  lo sviluppo degli eventi dei quali noi saremmo stati i testimoni, fino all’esito finale  che  ancora dobbiamo affrontare.

La  preoccupazione  della  Madonna è stata  innanzi tutto il  pericolo incombente di una nuova guerra  che  il suo  Cuore di madre voleva  assolutamente  evitare.  Per  questo ha esortato il mondo a  non  commettere più   “delitti” e la  Chiesa  a consacrare la Russia  al  suo Cuore  Immacolato. Purtroppo non  è stata  ascoltata con  le  conseguenze che  sappiamo. Si  è  aperta  una nuova  fase  della   storia umana che  potremmo chiamare  quella del  “terrore nucleare”.

La sollecitudine della Madonna per  la  pace  è  costante nelle  sue apparizioni,  ma ora la  situazione è  di annientamento totale  che,  a  causa  di armamenti infernali,  incombe su ogni istante che passa. La Madonna sa  che questo è il piano delle  Porte  dell’inferno ed  è  decisa ad impedirlo.  Non vi è dubbio che lo farà, ma  solo col nostro aiuto. Per questo dice che  siamo la  sua  speranza  ( 25-Gennaio 2023).

Apparendo a  Medjugorje nella fase  culminante della  “Modernità”  che  “non vuole Dio” Maria ha voluto  prendere  il  nome  di “Regina  della  pace”, spiegando subito che cosa  intende  per  pace.  La  pace vista dal  Cielo è diversa da come  la  vediamo noi sulla terra. 

Nella  nostra  angusta  prospettiva  la pace riguarda i rapporti umani,  da tenere nei limiti  di una  aggressività controllata.  Quando  non rumoreggiano le  armi diciamo che  c’è  la  pace. E’ ben difficile che questo accada  perché l’odio è quel veleno che satana  somministra, scardinando  i  cuori uno ad uno e  mettendo  gli uni contro gli altri,  riuscendo a distruggere  anche  gli affetti più chiari.

La  pace  vista  dal  Cielo invece  è  il  rapporto  degli uomini con Dio che,  in questa  fase della  storia,

hanno  dichiarato  guerra  al loro Creatore e   Redentore,  cadendo nel tranello dell’angelo  ribelle. Perdendo la luce  di Dio che illumina  la mente  e  il  suo  amore  che eleva il  cuore,  l’umanità va  inabissandosi  ogni giorno più  nei gorghi della  superbia, dell’odio e  della morte.

Ciò  che la  Madonna ci dice  chiaramente è  che  dobbiamo fare la pace con Dio se  non  vogliamo  essere  travolti dalla  potenza di satana, che  non solo vuole  distruggere le nostre  vite  e il  pianeta  sul quale viviamo, ma anche  e soprattutto trascinare  con sé  le  nostre   anime nell’abisso senza speranza.

Ora  comprendiamo perché  la Madonna chiede  la conversione  per  poter  entrare  nel  tempo  della pace  che ha promesso.  E’ la pace  di  Dio che  affratella  gli uomini, cosi diversi ma anche così simili fra  di loro.  Non  è un  caso  che, proprio nel  momento in cui l’umanità sta rifiutando  la  fede  e la  croce,  l’ecatombe atomica  incomba minacciosa.

E’ molto importante seguire  le   tappe della  presenza  di Maria,  iniziata a  Medjugorie il 24 Giugno 1981 perché  appare con  chiarezza  che, con  la forza della preghiera e  del  digiuno, ha  potuto evitare  al  mondo, in più di  una occasione, l’ecatombe atomica. Questa consapevolezza ci  aiuterà  a  guardare  il futuro con serenità  perché,  se non mancherà la nostra  preghiera, la Madonna  compirà in futuro i miracoli che ha già fatto in  passato.

Nei primi dieci anni delle apparizioni ( 1981-1991) La Regina della  pace ha cambiato radicalmente  la Parrocchia,  chiedendo 4 ore  al  giorno di preghiera  e  il digiuno  a  pane e  acqua,  due  volte  alla settimana, per  la  pace  che  era minacciata. La gente non capiva, perché  non vedeva nella sua  situazione,  pericoli di guerra.  Tuttavia obbediva e  si applicava finché  la  guerra  non esplose  proprio nei suoi territori.

Nel messaggio del 25 Gennaio del 1991  è  risuonato schioccante, incomprensibile e inatteso l’accorato appello della “Gospa” alla  preghiera  e  al  digiuno come  mai prima,  perché satana voleva  distruggere  la  natura, la  vita  e  il   pianeta sul quale  viviamo.  Questa  è  la prima volta  che,  sia pure  velatamente,  la  catastrofe atomica, causata  dalla  guerra, fa irruzione nei messaggi.

Il  crollo  dell’impero sovietico, infatti, poteva  provocare un conflitto mondiale, che la   Madonna ha impedito con le  preghiere e  i  digiuni  dei parrocchiani di Medjugorje.  Tuttavia   satana ha lasciato  il suo segno negli anni di guerra successivi con devastazioni estese e centinaia di migliaia di morti nei vari territori dei Balcani (1992-2001).

Dopo un ventennio,  proprio nel momento più esplosivo della pandemia,  la  Madonna  ha dato un messaggio che evocava di nuovo una  possibile catastrofe  nucleare: “Figlioli, permettete che Dio parli al vostro cuore perché satana regna e desidera distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate” ( 25  Marzo 2020).  Il  24  Febbraio 2022 la  Russia invadeva  l’Ucraina e  da allora la   minaccio atomica  è  all’ordine del  giorno.

Come dobbiamo comportarci di fronte  a una minaccia così grave, se  non  fare  quello che  la Madonna ci ha chiesto in  passato e  che  ha  evitato l’esplosione  di una  guerra  dagli esiti imprevedibili?

La  Madonna ha già  dimostrato di fermare  i  progetti di Satana  se noi aderiamo alle  sue richieste. Se noi  rispenderemo  generosamente, salverà  il  mondo dalla distruzione, come Lei stessa ha promesso:  “Tutto ciò che fate sia per la gloria di Dio e allora il Cielo riempirà il vostro cuore di gioia e voi sentirete che Dio vi ama e manda me per salvare voi e la Terra sulla quale vivete.”  ( 6 Febbraio 2020).

Papa al Regina Caeli: Gesù si incontra davvero quando lo annunciamo

La riflessione di Francesco sulle donne al sepolcro nel Lunedì dell’Angelo: “Se teniamo per noi la sua gioia, forse è perché non lo abbiamo ancora incontrato veramente”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Gesù si incontra testimoniandolo. Lo ha detto oggi papa Francesco rivolgendosi ai fedeli riuniti in piazza San Pietro per la preghiera del Regina Caeli nel Lunedì dell’Angelo, il giorno che per i cristiani prolunga la gioia dell’annuncio della Pasqua.

Commentando il brano di Vangelo delle donne al sepolcro il mattino di Pasqua il pontefice ha sottolineato come l’incontro con Gesù risorto avvenga mentre stavano già andando con gioia a portare ai discepoli l’annuncio della tomba trovata vuota.

“Gesù le incontra mentre vanno ad annunciarlo – ha spiegato il papa -. È bello questo: quando noi annunciamo il Signore, il Signore viene a noi. A volte pensiamo che il modo per stare vicini a Dio sia quello di tenerlo ben stretto a noi; perché poi, se ci esponiamo e ci mettiamo a parlarne, arrivano giudizi, critiche, magari non sappiamo rispondere a certe domande o provocazioni, e allora è meglio non parlarne. Invece il Signore viene mentre lo si annuncia. Questo ci insegnano le donne”.

È quanto avviene per tutte le buone notizie, ha osservato il papa facendo l’esempio della nascita di un bambino: “Una delle prime cose che facciamo è condividere questo lieto annuncio con gli amici. E, raccontandolo, lo ripetiamo anche a noi stessi e in qualche modo lo facciamo rivivere ancora di più in noi.

Se questo succede per una bella notizia, accade infinitamente di più per Gesù, che non è solo una bella notizia, e nemmeno la notizia più bella della vita, ma la vita stessa”.

E poi le donne del Vangelo annunciano Gesù vivo nonostante una città intera lo avesse visto in croce. “Quando si incontra Gesù – ha osservato Francesco – nessun ostacolo può trattenerci dall’annunciarlo. Se invece teniamo per noi la sua gioia, forse è perché non lo abbiamo ancora incontrato veramente”.

Di qui l’invito a domandarsi: “quand’è stata l’ultima volta che ho testimoniato Gesù? Oggi, che cosa faccio perché le persone che incontro ricevano la gioia del suo annuncio? E ancora: qualcuno, pensando a me, può dire: questa persona è serena, è felice, è buona perché ha incontrato Gesù? Chiediamo alla Madonna – ha concluso il papa – che ci aiuti ad essere gioiosi annunciatori del Vangelo”.

Al termine della preghiera il papa ha ricordato la ricorrenza dei 25 anni dagli Accordi del Venerdì Santo per la pace in Irlanda. E – rinnovando il suo augurio pasquale – ha invitato a continuare a pregare per la pace nel mondo, in particolare nella martoriata Ucraina.

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La Resurrezione è il sole della religione cattolica.

Ave Maria padre Livio,

In questo brano Gesù afferma che la Resurrezione è il sole della religione cattolica…( Luisa Piccarreta)

“Figlia mia, nel creare il cielo prima creai le stelle come astri minori e poi creai il sole, astro maggiore, dotandolo di tale luce da eclissare tutte le stelle, come nascondendole in sé, e costituendolo re delle stelle e di tutta la natura. È mio solito fare prima le cose minori come preparativi delle cose maggiori, corona delle cose minori. Il sole, mentre è il mio relatore, adombra insieme le anime che formeranno la loro santità nel mio Volere. I santi che sono vissuti nello specchio della mia Umanità e come all’ombra della mia Volontà saranno le stelle. Quelle, sebbene dopo, saranno i soli. Quest’ordine lo tenni pure nella Redenzione. La mia nascita fu senza strepito, anzi, negletta; la mia infanzia, senza splendore di cose grandi innanzi agli uomini. La mia vita di Nazaret fu tanto nascosta, che vissi come ignorato da tutti; mi adattavo a fare le cose più piccole e comuni della vita umana. Nella vita pubblica ci fu qualche cosa di grande, ma pure, chi conobbe la mia Divinità? Nessuno, neppure tutti gli Apostoli. Passavo in mezzo alle turbe come un altro uomo, tanto che tutti potevano avvicinarmi, parlarmi e, se occorreva, anche disprezzarmi”.

Ed io, interrompendo il dire di Gesù, ho detto: “Gesù, Amor mio, che tempi felici erano quelli! Più felici quelle genti che potevano, solo che lo volevano, avvicinarti, parlarti e stare con Te!”

E Gesù: “Ah, figlia mia, la vera felicità la porta la mia Volontà. Solo essa racchiude tutti i beni nell’anima e, facendosi corona intorno all’anima, la costituisce regina della vera felicità. Solo queste saranno regine del mio trono, perché sono parto del mio Volere. È tanto vero questo, che quelle genti non furono felici; molti mi videro, ma non mi conobbero, perché il mio Volere non risiedeva in loro come centro di vita, quindi, ad onta che mi videro, rimasero infelici, e solo quelli che ricevettero il bene di ricevere nei loro cuori il germe del mio Volere si disposero a ricevere il bene di vedermi risorto.

Ora, il portento della mia Redenzione fu la Resurrezione, che più che fulgido sole coronò la mia Umanità, facendovi splendere anche i miei più piccoli atti di uno splendore e meraviglia tali da far stupire Cielo e terra, e che sarà principio, fondamento e compimento di tutti i beni, corona e gloria di tutti i beati. La mia Resurrezione è il vero sole che glorifica degnamente la mia Umanità, è il sole della religione cattolica, è la vera gloria di ogni cristiano. Senza la Resurrezione sarebbe stato come il cielo senza sole, senza calore e senza vita.

Ora, la mia Resurrezione è simbolo delle anime che formeranno la santità nel mio Volere. I santi di questi secoli passati sono simbolo della mia Umanità, i quali, sebbene rassegnati, non hanno avuto atto continuo nel mio Volere, quindi non hanno ricevuto l’impronta del sole della mia Resurrezione, ma l’impronta delle opere della mia Umanità prima della Resurrezione. Perciò saranno molti: quasi come stelle mi formeranno un bell’ornamento al cielo della mia Umanità. Ma i santi del vivere nel mio Volere, che simboleggeranno la mia Umanità risorta, saranno pochi. Difatti la mia Umanità, prima di morire, molti, turbe e folla di gente, la videro, ma la mia Umanità risorta la videro pochi, i soli credenti, i più disposti e, potrei dire, solo quelli che tenevano il germe del mio Volere, ché se ciò non avessero avuto, sarebbe mancata loro la vista necessaria per poter vedere la mia Umanità gloriosa e risorta e quindi essere spettatori della mia salita al Cielo. Ora, se la mia Resurrezione simboleggia i santi del vivere nel mio Volere –e questo con ragione, perché ogni atto, parola, passo, ecc. fatto nel mio Volere è una resurrezione divina che l’anima riceve, è un’impronta di gloria che subisce, è un uscire di sé per entrare nella Divinità, e l’anima, nascondendosi nel fulgido sole del mio Volere, ama, opera, pensa–, che meraviglia è se l’anima resta tutta risorta ed immedesimata nello stesso sole della mia Gloria e mi simboleggia la mia Umanità risorta? Ma pochi sono quelli che si dispongono a ciò, perché nella stessa santità le anime vogliono qualche cosa di proprio bene; invece, la santità del vivere nel mio Volere nulla, nulla ha di proprio, ma tutto di Dio. E per disporsi le anime a ciò, di spogliarsi dei beni propri, troppo ci vuole; perciò non saranno molte. Tu non sei nel numero dei molti, ma dei pochi; perciò sempre attenta alla chiamata e al tuo volo continuo”.
(Vol. 12°, 15-4-1919)

Ave Maria padre FIAT

Massimo

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 La partecipazione della Madonna alla festa della Resurrezione

Ave Maria padre Livio,

In questo brano Gesù rivela a Luisa come non potette fare a meno di far partecipare la Madonna alla festa della Resurrezione…

“…Stavo pensando al dolore della mia Mamma dolente e trafitta nel Cuore, quando si separò da Gesù, lasciandolo morto nel sepolcro, e pensavo tra me: “Come può essere possibile che avesse tanta forza di lasciarlo? È vero che era morto, ma era sempre il corpo di Gesù. Come non la consumò piuttosto il suo amore materno, per non farle dare un solo passo lontano da quel corpo estinto?

Eppure lo lasciò! Che eroismo, che fortezza!”

Ma mentre ciò pensavo, il mio dolce Gesù si è mosso nel mio interno e mi ha detto: “Figlia mia, vuoi tu sapere come la mia Mamma ebbe la forza di lasciarmi? Tutto il segreto della forza stava nella mia Volontà regnante in Lei. Essa viveva di Volontà Divina, non umana, e perciò conteneva forza immensurabile. Anzi, tu devi sapere che quando la mia trafitta Mamma mi lasciò nel sepolcro, il mio Volere la teneva immersa in due mari immensi, uno di dolore e l’altro più esteso di gioie e di beatitudini, e mentre quello del dolore le dava tutti i martiri, quello della gioia le dava tutti i contenti e la sua bell’anima mi seguì nel Limbo e assistette alla festa che mi fecero tutti i Patriarchi, i Profeti, suo padre e sua madre e il nostro caro San Giuseppe. Il Limbo diventò Paradiso con la mia presenza ed Io non potetti fare a meno di far partecipe Colei che mi era stata inseparabile nelle mie pene, di farla assistere a questa prima festa delle creature, e fu tanta la sua gioia, che ebbe la forza di separarsi dal mio corpo, ritirandosi e aspettando il compimento della mia Resurrezione, come compimento della Redenzione. La gioia la sosteneva nel dolore e il dolore la sosteneva nella gioia. A chi possiede il mio Volere non può mancare né forza, né potenza, né gioia; tutto tiene a sua disposizione. Non lo sperimenti in te stessa, quando sei priva di Me e ti senti consumare? La luce del «FIAT» Divino forma il suo mare, ti felicita e ti dà la vita”. (21°, 16-4-1927)

Ave Maria padre FIAT

Massimo

Lunedì dell’Angelo

Oggi, per la liturgia della Chiesa, è in senso proprio il Lunedì dell’Ottava di Pasqua. Ma tale giorno, in Italia, viene più comunemente chiamato «Lunedì dell’Angelo» e associato, per tradizione, al ricordo dell’annuncio angelico della Risurrezione di Gesù.

Oggi, per la liturgia della Chiesa, è in senso proprio il Lunedì dell’Ottava di Pasqua. Ma tale giorno, in Italia, viene più comunemente chiamato «Lunedì dell’Angelo» e associato, per tradizione, al ricordo dell’annuncio angelico della Risurrezione di Gesù.

Si ricorda cioè tradizionalmente quanto avvenuto al sepolcro il giorno prima, al mattino della domenica (il primo giorno della settimana nel calendario ebraico, quindi il primo giorno dopo la Pasqua ebraica), quando le pie donne – Maria Maddalena, Salome e Maria madre di Giacomo – si recarono al sepolcro con l’intenzione di cospargere di oli aromatici il corpo di Gesù. Arrivate presso la tomba, trovarono il grande masso che la chiudeva rotolato via. Il loro stupore, misto a tremore, si accrebbe quando apparve loro un angelo in vesti sfolgoranti, che si premurò di rassicurarle e diede loro il lieto annuncio: «Non abbiate paura, voi! So che cercate il Crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto». E aggiunse: «Presto, andate a dire ai suoi discepoli: è risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete» (Mc 16,1-7).

«Oggi siamo nella seconda giornata dell’Ottava di Pasqua. Ieri è stata la solennità di Pasqua, oggi è il lunedì di Pasqua. In Italia c’è la bella tradizione di chiamare questa giornata “Pasquetta”, ma io non voglio parlare di “Pasquetta”. C’è anche un altro nome per indicare questo giorno: il giorno, o la festa “dell’Angelo”», disse Giovanni Paolo II nel Regina Coeli dell’1 aprile 1991, aggiungendo: «È questa una tradizione molto bella che corrisponde profondamente alle fonti bibliche sulla Risurrezione. Ci ricordiamo della narrazione dei Vangeli Sinottici, quando le donne vanno al Sepolcro e lo trovano aperto. Esse temevano di non poter entrare perché la tomba era chiusa da una grande pietra. Invece è aperta e, dall’interno, sentono le parole: “Gesù Nazareno non è qui”. Per la prima volta vengono pronunciate le parole: “È risorto”. Gli evangelisti ci dicono che queste parole sono state pronunciate dagli Angeli».

Secondo il santo polacco, «vi è un profondo significato in questa presenza angelica e in questa proclamazione angelica: come per annunciare l’Incarnazione del Verbo, Figlio di Dio, non poteva essere che un Angelo, Gabriele, così anche per esprimere per la prima volta le parole “è risorto”, la Risurrezione, non era sufficiente un soggetto umano, non era sufficiente una parola umana. Ci voleva un essere superiore, perché per l’essere umano questa verità e le parole che comunicano la verità, “è risorto”, questa verità stessa è così sconvolgente, talmente incredibile, che forse nessun uomo avrebbe osato pronunciarla».

Aggiunse Giovanni Paolo II: «Dopo questo primo annuncio si comincia a ripetere: “Il Signore è risorto e si è rivelato a Pietro, a Simone”, ma il primo annuncio richiedeva un’intelligenza superiore a quella umana. Così questa festa dell’Angelo, almeno io la intendo in questo modo, è un completamento dell’Ottava pasquale. Nelle letture bibliche, nei brani dei Vangeli si legge sempre di questi Angeli, ma la festa italiana sottolinea il momento di questa presenza angelica, non solo la sottolinea, ma spiega anche il perché di questo momento della Risurrezione. Al di sopra dell’umana costatazione che il sepolcro era vuoto, ci voleva un’altra, sovrumana costatazione: “È risorto”».

Erms Dovico – La Nuova Bussola

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