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Il segno di Medjugorje dividerà l’umanità?
Buongiorno, caro Padre Livio!
Leggendo e meditando il suo ultimo libro “La gloria di Maria nell’annuncio dei segreti”, ho focalizzato la mia intenzione sul termine “segno”, che ha dei riverberi giovannei. San Giovanni, infatti, usa spesso la parola “segni” per indicare i miracoli compiuti da Gesù.
C’è un passo del suo Vangelo che mi ha fatto intravedere un possibile collegamento con il “segno bellissimo” che apparirà sulla collina del Podbrdo, come promesso dalla Madonna:
“Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perchè crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perchè, credendo, abbiate la vita nel suo nome” (Gv 20,30-31).
Giovanni sottolinea l’importanza dei “segni” in rapporto allo sviluppo della fede, (e perchè credendo…).
Mi pare che anche il segno di Medjugorje sia una specie di “spartiacque” tra chi crederà e chi non crederà. Lei che ne pensa? Ci può essere un nesso teologico tra i “segni” giovannei e i segreti di Medjugorje?
Padre Livio, mi perdoni se la mia riflessione è inesatta o se il passo evangelico sopracitato non è molto attinente alla manifestazione del segno di Medjugorje.
Grazie infinite per il suo instancabile apostolato a servizio della Regina della pace.
Un fraterno abbraccio.
Donato da Milano
Caro Donato,
i segni del Vangelo di Giovanni appartengono al deposito della Divina rivelazione, comunque ci può essere una analogia col segno di Medjugorje, anche perché la Madonna, in tutto ciò che dice e che opera, fa spesso riferimenti alla Sacra Scrittura.
Il segno di Medjugorje, come dice espressamente la Regina della pace, viene dato per confermare la verità delle apparizioni a Medjugorje e quindi la loro credibilità.
Dinanzi al segno ci sarà certamente lo schieramento di chi crederà ( o che ha già creduto prima del segno) e di chi non crederà, anche fra i cattolici.
Chi crederà al segno sulla collina, crederà anche all’annuncio dei segreti tre giorni prima, con le conseguenze positive che ne seguiranno
Chi non crederà al segno, non crederà neppure agli annunci dei segreti, con le relative conseguenze.
Non vi è dubbio che La Madonna in questo modo dà un’ultima possibilità agli sbandati, agli increduli e ai duri di cuore. Ognuno deciderà personalmente del suo destino.
Ave Maria

Nella fedeltà a Pietro e ai suoi successori è la nostra salvezza
Caro Padre Livio, La ringrazio per l’opportunità che dà a noi ascoltatori di poter condividere testimonianze, dubbi, preoccupazioni e poter così offrire un vicendevole aiuto. Se lo ritiene, caro Padre, potrà anche pubblicare sul blog questa email.
Riguardo alla preoccupazione di Raffaella che si dice spaventata dal “fatto che nel tempo dei segreti la Chiesa non sarà più unita e coerente, ci sarà confusione…e per noi povere pecorelle ci sarà il rischio di disperderci e seguire un falso pastore, magari anche per ignoranza…, cadendo così nel baratro!” io mi sento di dire che la risposta la dà Gesù nel Vangelo: “E Io ti dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli” (Mt 16,18-19).
Nella fedeltà a Pietro e a tutti i suoi successori – i Papi – fino alla fine dei tempi, è la nostra salvezza.
I falsi pastori criticheranno il Papa fino a distaccarsene. Questo è già avvenuto in passato, avviene ora e avverrà.
Non sarà la Chiesa a essere divisa, che è sempre unica, ma saranno molti suoi figli a distaccarsi da essa.
Per questo Maria Santissima a Medjugorje ci ha chiesto innumerevoli volte di pregare per i nostri pastori, perché non si distacchino mai dall’Amore di Cristo che, nell’Ultima Cena, ha chiesto al Padre la perfetta unità dei Cristiani, affinché il mondo creda in Lui inviato dal Padre per la nostra salvezza.
Non dimentichiamo mai che Gesù ha promesso ai suoi Apostoli, Chiesa nascente: “Ecco, Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”
Ricordiamoci che la Santa Vergine a Medjugorje ci chiede sempre di pregare per chi non ha conosciuto l’Amore di Dio. La preghiera è potente! E’ tutto ciò che dobbiamo fare.
Un caro abbraccio a Raffaella e un grande GRAZIE a Padre Livio.
Tiziana di Torino
Cara Tiziana,
concordo totalmente con lei.
Il Papa è “il dolce Cristo in terra”(Caterina da Siena)
Dobbiamo però prepararci ad ogni eventualità, compreso che si avveri la profezia di Fatima sull’ uccisione del “Vescovo vestito di bianco”.
Non possiamo immaginare quello che accadrà alla Chiesa nei tempi della persecuzione, però abbiamo la certezza della presenza della Madonna e della sua vittoria.
Ave Maria
Padre Livio
LE INTERVISTE DI VICKA DI MEDJUGORJE SU RADIO MARIA (2,5)

Vicka di Medjugorje ha tenuto in diretta su Radio Maria cinque interviste che sono un importante documento storico sulle apparizioni di Medjugorje e una testimonianza di profonda spiritualità mariana. Le pubblichiamo suddividendole in puntate.
(Seconda intervista- Medjugorje 4 Gennaio 2000)
“Grazie a Dio c’è molta più gente in paradiso che all’inferno”
Padre Livio: Quando è venuto Jakov a Radio Maria per rendere la sua testimonianza, ha fatto una affermazione che mi ha fatto riflettere. Quando la Madonna ha detto a te e a lui che vi avrebbe portato a vedere il paradiso, il purgatorio e l’inferno, Jakov ha sostenuto che lui non voleva venire non soltanto perché era figlio unico, ma anche per un’altra ragione molto diversa. Lui dice che aveva accolto con molta gioia le apparizioni della Madonna con tutto quello che esse comportano, ma andare anche nell’aldilà gli sembrava una cosa troppo grossa per lui, che era così piccolo. In altre parole aveva timore per questo nuovo dono.
Vicka: La mia reazione è stata diversa. Ricordo che io e Jakov eravamo nella sua casa quando è venuta la Madonna che ci ha detto che ci avrebbe portato a vedere il paradiso, il purgatorio e l’inferno. Jakov allora ha risposto alla Madonna di portare Vicka, perché lei aveva tanti fratelli e sorelle, mentre lui era figlio unico. Lui forse aveva paura di non ritornare più. Io invece pensavo fra me a quanto tempo, ore, giorni, settimane, ci sarebbe voluto.
Padre Livio: Tu non hai avuto paura?
Vicka: No, no, non ci ho neppure pensato. Mi sono detta: “ Se la Madonna lo vuole, se è qualcosa che lei desidera, io obbedisco”.
Padre Livio: Si deve fare sempre quello che lei dice
Vicka: Poi la Madonna ha detto: “Venite con me” e ha preso me per la mano destra e Jakov per la mano sinistra, mentre il tetto si è aperto per lasciarci passare.
Padre Livio: E’ stata un’esperienza assolutamente unica.
Vicka: In un momento siamo giunti in paradiso, dove abbiamo visto una grande luce.
Padre Livio: Tu Vicka hai trovato il tempo di guardare in giù, vedendo la terra dall’alto?
Vicka: Certo che ho guardato. Si vedevano le cose molto piccole, come quando si guardano da un aereo.
Padre Livio: Sicché tu in quel momento non ti sei fatta prendere dal panico e hai guardato tutto?
Vicka: Sì, sì, ho guardato tutto.
Padre Livio. Jakov non ha guardato forse perché era spaventato. In fondo era ancora un bambino di undici anni, mentre tu ne avevi già diciotto.
Vicka: Quando siamo entrati in paradiso ho visto un grande spazio e una luce che non esiste qui sulla terra.
Padre Livio: E’ la luce di Dio? Si potrebbe dire che quella luce è Dio?
Vicka: E’ una luce che può arrivare solo da Dio. Non ho mai visto una luce come quella.
Padre Livio: Ciò che è soprannaturale è inesprimibile con le nostre parole.
Vicka: E ho visto un grande numero di persone, tutte uguali, non grasse, non magre, e vestite con tre colori diversi: grigio, giallo e rosso. Tutti camminano, cantano e pregano, mentre dei piccoli angeli volano. La Madonna ci ha detto: “ Guardate come sono felici e contente le persone che sono qui in paradiso”. Si vedeva in loro una gioia che non si può descrivere e che non esiste qui sulla terra.
Padre Livio: Senti Vicka, vorrei farti una domanda un po’ particolare: “ Hai provato più gioia più gioia quando sei stata in paradiso, o quando vedi la Madonna?”
Vicka: Quando vedo la Madonna.
Padre Livio: Invece Jakov ha provato qualcosa di ancora più grande in paradiso
Vicka: Io di più quando vedo la Madonna.
Padre Livio: Quindi è possibile che anche voi veggenti possiate sentire diversamente la medesima cosa?
Jakov: Certamente. Ognuno di noi è diverso dall’altro.
Padre Livio: Ognuno di noi ha una sua recettività spirituale propria.
Vicka: E’ vero, ognuno ha una sua sensibilità interiore.
Padre Livio: Per esempio tu, se mi ricordo bene, dici di sentire molto la Madonna come amica.
Vicka: Sì, ma…più che amica.
Padre Livio: Forse come madre?
Vicka: La sento anche come madre, ma ancora più come amica, anche se non ci sono parole per descrivere.
Padre Livio: Ritorniamo in paradiso. E’ un luogo?
Vicka: Certamente. Si entra attraverso una grande porta. Noi siamo entrati e siamo avanzati solo di qualche metro.
Padre Livio: Questa mattina ho sentito che hai dato una bella risposta a un gruppo di pellegrini che ti avevano chiesto se c’è più gente in paradiso o all’inferno.
Vicka: Oh, in paradiso!
Padre Livio: C’è molta più gente in paradiso?
Vicka: Molta di più, grazie a Dio.
Padre Livio: Si può vivere già un anticipo di paradiso qui su questa terra?
Vicka: Sì, anche la Madonna dice che qui sulla terra si può già anticipare il paradiso, il purgatorio e l’inferno. Dipende da quello che noi scegliamo.
Padre Livio: In che modo si può sperimentare il paradiso già qui sulla terra?
Vicka: Dio non ci chiede così tanto. Si tratta di vivere il suo messaggio, di trasmettere la gioia e l’amore e fare tutte queste cose semplici.
Padre Livio: Insomma basterebbe mettere in pratica i comandamenti.
Vicka: Certo, vivere i comandamenti e condurre una vita cristiana normale, senza cose particolari.
Padre Livio: Adesso parliamo del purgatorio
Vicka: Anche il purgatorio è un grande spazio, ma lì non si vedono le persone, ma soltanto una grande nebbia, dove si sente che le persone soffrono. La Madonna ci ha detto che le persone che si trovano in purgatorio aspettano le nostre preghiere per poter entrare presto in paradiso.
Padrer Livio: Secondo te questa grande nebbia, che è né buio né luce, che cosa potrebbe significare?
Vicka: Vedo una speranza.
Padre Livio: Ci sono dei mistici, come ad esempio S. Caterina da Genova, che affermano che in purgatorio c’è sofferenza e gioia insieme. C’è sofferenza perché le anime sono lontane da Dio, ma c’è anche gioia perché sanno che un giorno lo vedranno.
Vicka: A noi la Madonna ha fatto vedere la loro sofferenza.
Padre Livio: Però una sofferenza con la speranza.
Vicka: La Madonna ha detto che noi possiamo aiutarle con le nostre preghiere. Dipende dalle nostre preghiere se possono entrare prima in paradiso.
Padre Livio: Mi pare molto importante sottolineare che aiutare le anime del purgatorio con le preghiere è una grande carità.
Vicka: Sì, è vero, è una grande carità.
Padre Livio: La Madonna vi ha detto chi va in purgatorio?
Vicka: No, non lo ha spiegato. Ci ha dato solo la possibilità di vedere.
Padre Livio: E’ un luogo di purificazione, dove vanno le persone ancora imperfette, che non sono ancora pronte per andare in paradiso.
Vicka: Sì.
Padre Livio: Anche il purgatorio è un luogo?
Vicka: Sì è un luogo, ma diverso dal paradiso
Padre Livio: Adesso parlaci dell’inferno.
Vicka: L’inferno è un grande spazio con un mezzo un grande fuoco. Si vedono le persone che prima di precipitare nel fuoco sono normali, ma quando entrano nel fuoco si trasformano in orribili animali. E’ una cosa così spaventosa che non è possibile descriverla.
Padre Livio: Si sentono bestemmie?
Vicka: Sì, tantissime bestemmie, diverse, che tutti gridano nello stesso momento…
Padre Livio: Odiano Dio?
Vicka: Odiano Dio con tutti se stessi.
Padre Livio: Ci sono alcuni che sostengono che all’inferno c’è ancora possibilità di conversione.
Vicka: I peccatori qui sulla terra hanno la possibilità di convertirsi. Ma per quelli che sono all’inferno non si può fare niente. Per loro non c’è più possibilità perché le persone che si trovano all’inferno sono andate di loro propria volontà, perché hanno voluto.
Padre Livio: Senti, Vicka, mi permetto di farti una domanda un po’ particolare…
Vicka: Fai pure, per me non c’è problema.
Padre Livio: In che modo la Madonna guarda a quelli che si trovano all’inferno: con pietà?
Vicka: La Madonna guarda sempre con pietà, ma sono loro che guardano con odio.
Padre Livio: Questo odio è una sofferenza per Dio?
Vicka: Certo, per Dio è una sofferenza. Dio ha dato la libertà e loro hanno scelto contro di lui. Dio non manda nessuno all’inferno, ma ci va chi vuole andarci.
Padre Livio: Alcuni dicono che un inferno eterno sarebbe una punizione troppo grave…
Vicka: L’inferno è eterno.
Padre Livio: Perché, a tuo parere, La Madonna ha portato te e Jakov a vedere l’aldilà?
Vicka: Perché tantissimi non ci pensano o pensano che con la morte finisce tutto. La Madonna ha detto che questo è un grande sbaglio, perché noi qui sulla terra siamo solo passeggeri e dopo la morte continua un’altra vita.
Padre Livio: Purtroppo oggi ci sono molte persone che muoiono senza fede e senza preghiera e anche i loro parenti, che magari si trovano in casa con loro, non li aiutano spiritualmente e li lasciano morire come se fossero degli animali….Come dobbiamo aiutare i nostri malati ad affrontare la morte?
Vicka: Dobbiamo stare loro vicino con tanto amore. E’ importante la nostra presenza e la nostra preghiera. Anche se la nostra preghiera è fatta in silenzio, Dio la ascolta.
Padre Livio: Dio infatti può toccare i cuori con la grazia…
Vicka: Lui sa il momento e tocca anche all’ultimo istante.
Padre Livio: Certo, fino all’ultimo momento uno si può salvare.
Vicka: Sì, basta che uno possa dire “ Gesù…”
Padre Livio: Secondo te sono tanti quelli che muoiono senza aprirsi a Dio?
Vicka: Qui da noi la situazione è diversa. C’è più fede e quando andiamo a visitare i malati ci aspettano col cuore e insieme recitiamo il rosario….Qui è tutto più facile.
Padre Livio: E’ più facile perché c’è più fede.
Vicka: Nei piccoli paesi è così, ma nelle grandi città anche qui è tutto diverso.
Padre Livio: Il nostro dovere è quindi quello di visitare gli ammalati e pregare per loro, anche se non sempre è possibile pregare con loro.
Vicka: Ci sono tante possibilità per aiutare gli ammalati. Ad esempio anche con questa trasmissione noi vogliamo ricordare tutti i lontani, i sofferenti, gli ammalati, quelli che non hanno ancora conosciuto Dio e il suo amore. Ecco noi preghiamo per tutti loro. Quando nella preghiera ricordiamo queste persone, poi Dio avvicina anche loro.
(Continua)
TERZA DOMENICA DI PASQUA

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!
In queste domeniche di Pasqua risplende in modo particolare la gloria Cristo risorto, che illumina il mondo e le tenebre della nostra vita, sottraendola alla potenza dell’inganno, del male e della morte.
Senza la fede in Cristo risorto la nostra vita è come quella dei discepoli di Emmaus, che percorrono il loro cammino scoraggiati e afflitti, come se la loro vita, dopo la morte in Croce del Maestro, non avesse più senso.
Eppure non mancavano motivi di speranza, perché, come loro stessi raccontano al viandante che li aveva affiancati, delle donne al mattino avevano trovato il sepolcro vuoto e un angelo era apparso loro affermando che Gesù era vivo.
Questi poveretti però non riescono ad uscire dalla tenebra della loro incredulità nonostante che due degli apostoli, Pietro e Giovanni, siano corsi al sepolcro trovandolo vuoto. “ Ma Lui non l’hanno visto”, dicono sconsolati.
Gesù allora si rivela loro spiegando le Scritture e spezzando il Pane nella locanda dove si erano fermati a mangiare. Cadono i veli dai loro occhi, lo riconoscono e ritornano solleciti a Gerusalemme a testimoniare agli Undici che il Signore era risorto.
Così sia per noi, cari amici, perché è proprio nella lettura delle Scritture e nello spezzare il Pane nella S. Messa domenicale che possiamo incontrare il Signore e testimoniare che Lui è la fonte della vita e la luce della Verità, in questo mondo di anime ammalate che, senza la fede in Cristo, vanno verso la morte spirituale.
Vostro Padre Livio
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 24,13-35
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso.
Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero.
Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane
L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici,
la Madonna a Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché, se aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà troppo tardi. Con questa nuova iniziativa del Blog offriamo la possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali da meditare e da vivere. ( Le troverai man mano nella sezione: Il Combattimento spirituale)
Vostro Padre Livio
7. La straordinaria Conversione di Ratisbonne
Immagina, caro amico di spalancare la porta di una stanza completamente buia, mentre al di fuori splende il sole. Una luce abbagliante irrompe, impedendo ai tuoi occhi di vedere. Ma poi, quando li apri, si presenta al tuo sguardo tutto ciò che era nascosto nelle tenebre, persino i minuscoli granelli di polvere che volteggiano nell’aria.
Con la tua decisione di aprire all’Onnipotente la porta del cuore, ti è dato di fare un’esperienza analoga sul piano spirituale. Apparentemente non troverai nessuno davanti a te e in un primo momento ne rimarrai stupito. Non è dato all’uomo, salvo una grazia privilegiata, di contemplare il volto dell’Altissimo durante il pellegrinaggio della vita.
Tuttavia colui che ha bussato è presente e si manifesta ai tuoi occhi come una luce che ti ridona la vista. L’esperienza che stai per vivere è straordinaria e la custodirai nel cuore in eterno. Tu, che ti illudevi di vedere, all’improvviso ti rendi conto di aver vissuto la tua vita come un cieco.
Dai tuoi occhi cadono ad una ad una le squame che li ricoprivano e che impedivano di scorgere la dimensione soprannaturale delle cose. Vivevi sotto un cielo coperto da strati spessi di nuvole e non avevi mai sospettato che al di là potesse risplendere il sole.
Nel momento in cui uno squarcio d’azzurro lascia filtrare un raggio sfavillante, ecco che scopri la presenza di un mondo nuovo e meraviglioso, del quale neppure sospettavi l’esistenza. Come un cieco dalla nascita posi lo sguardo su realtà sconosciute ed esulti per la presenza di una immensità e di una bellezza divine.
Che cosa intravedi nella luce che ti ha ridonato la vista facendoti sussultare di gioia? In quella luce scorgi una presenza amica, una promessa di perdono, un’offerta di pace e di misericordia. Cogli una mano che si tende verso di te, che ti trovi sprofondato nella tenebra dell’ignoranza e della menzogna.
Incroci uno sguardo che si posa piene di compassione sul fango che ti ricopre. Senti il palpitare di un cuore che non ti respinge e non ti giudica, ma ti accoglie, così come sei, nella tua miseria. Il tuo intimo trasalisce di stupore perché non avresti mai immaginato che quel Dio, di cui avevi sentito parlare, fosse così diverso.
L’idea che ti eri fatto era una costruzione della tua mente, una proiezione delle tue paure e delle tue oscurità. Rifletti sulla grazia che stai ricevendo, ora che l’irrompere di una luce misteriosa ha spazzato via il groviglio delle menzogne, dei pregiudizi e delle prevenzioni delle quali eri prigioniero!
Ti sei svegliato da un sonno profondo e guardi alla tua vita passata come a un sogno popolato da incubi e da fantasmi. Sei uscito da una tomba e vedi intorno a te rifiorire di nuovo la vita. Hai la sensazione di aver percorso un cunicolo interminabile e di essere finalmente giunti allo sbocco di luce. Il tuo cuore intristito sente spuntare il germoglio della speranza.
Nel dono della luce vedi splendere sopra di te il Cielo nel quale non credevi e che avevi liquidato come una fantasia infantile. Ora la sua esistenza ti appare evidente come il sole che lo illumina. E’ una certezza che ti fa sussultare di gioia, come mai ti era accaduto nella vita.
Nella luce che scende dall’alto guardi anche te stesso e ti vedi nella tua condizione di morte. Sono cadute le squame dell’orgoglio che ti accecavano, e ora ti conosci nella verità. Ti sentivi forte e sicuro di te stesso. Ammiravi il tuo io e lo ponevi al di sopra di ogni cosa. Ti immaginavi quello che non eri e pretendevi di essere al centro dell’ammirazione.
Guardavi gli altri dall’alto del tuo piedestallo, come se i tuoi piedi meritassero di venire baciati. Avevi fatto di te stesso un idolo, che il Signore nella sua misericordia ha frantumato al suolo. Che cosa stai vedendo di te stesso nella luce che viene dall’alto?
Al tuo sguardo si presenta il fardello del male che ti sei caricato sulle spalle e che ti schiaccia sotto il suo peso immane. Vedi i tuoi vizi, le tue passioni, le tue iniquità, le ferite che hai inferto a te stesso e agli altri. Rabbrividisci a quella vista e hai orrore, chiedendoti come hai potuto divenire schiavo della menzogna e del peccato, senza renderti conto dell’abisso in cui precipitavi.
E’ solo un attimo, perché lo sguardo ritorna alla luce che lo illumina e che ricolma il cuore di gratitudine e di gioia. Ecco, caro amico, come Alfonso Ratisbonne, un ebreo miscredente, descrive il miracolo della sua conversione, appena entrato nella Chiesa di S. Andrea delle Fratte a Roma, il 20 Gennaio 1842:
“Vidi come un velo davanti a me – depose il veggente al processo -. La chiesa mi sembrava tutta oscura, eccetto una cappella, quasi che tutta la luce della chiesa si fosse concentrata in quella. Alzai gli occhi verso la cappella raggiante di tanta luce, e vidi sull’altare della medesima, in piedi, viva, grande, maestosa, bellissima, misericordiosa, la Santissima Vergine Maria, simile nell’atto e nella forma, all’immagine che si vede nella Medaglia Miracolosa dell’Immacolata.
Mi fece cenno con la mano di inginocchiarmi. Una forza irresistibile mi spinse verso di Lei, che parve dicesse: Basta così. Non lo disse ma capii. A tal vista caddi in ginocchio nel luogo dove mi trovavo; cercai, quindi, varie volte di alzare gli occhi verso la Santissima Vergine, ma la riverenza e lo splendore me li faceva abbassare, ciò che, però, non impediva l’evidenza di quell’apparizione.
Fissai le di Lei mani, e vidi in esse l’espressione del perdono e della misericordia. Alla presenza della Santissima Vergine, benché Ella non mi dicesse parola, compresi l’orrore dello stato in cui mi trovavo, la deformità del peccato, la bellezza della Religione Cattolica, in una parola compresi tutto.
Provavo un cambiamento così totale che mi credevo un altro. Cercavo di ritrovarmi e non mi ritrovavo… La gioia più grande si sprigionava dal fondo della mia anima; non potetti parlare; non volli rivelar niente; sentivo in me qualche cosa di solenne e di sacro che mi fece chiedere un sacerdote… Vi fui condotto, e solo dopo averne avuto l’ordine positivo ne parlai come mi era possibile, in ginocchio e col cuore tremante.
Tutto quel che posso dire, è che al momento del prodigio, la benda cadde dai miei occhi; non una sola benda, ma una quantità di bende che mi avevano avvolto disparvero una dopo l’altra rapidamente, come la neve e il fango e il ghiaccio sotto l’azione di un sole cocente. Uscivo da una tomba, da un abisso di tenebre, ed ero vivo, perfettamente vivo…
Ma piangevo! Vedevo nel fondo dell’abisso le miserie estreme dalle quali ero stato strappato da una misericordia infinita; rabbrividivo alla vista di tutte le mie iniquità, ed ero stupito, intenerito, sprofondato in ammirazione e riconoscenza.”
Caro amico, Ratisbonne ha avuto la grazia di vedere la Vergine Maria che lo ha cambiato in un istante. Però anche tu sei stato investito da quella luce divina che ti ha aperto gli occhi e che ti mostra la via della salvezza.
Il pericolo dei falsi pastori nel tempo dei segreti

Caro Padre Livio,
Le faccio i complimenti per tutto quello che fa per noi e la ringrazio infinitamente….
Durante il tempo dei segreti, la Chiesa, sarà divisa tra veri cristiani Mariani e quelli modernisti..
Purtroppo ci saranno anche pastori veri cristiani Mariani e pastori modernisti
So che durante il tempo dei segreti sarà presente Radio Maria che sarà come un faro di luce per noi perché è la luce della Madonna
La mia domanda è questa:
Come faremo noi nel tempo dei segreti e soprattutto i nostri figli e i giovani in generale , a distinguere i veri pastori dagli altri???? Come potremmo non essere imbrogliati e attirati anche noi dai falsi pastori?
Mi spaventa il fatto che nel tempo dei segreti la Chiesa non sarà più unita e coerente, ci sarà confusione… e per noi povere pecorelle ci sarà il rischio di disperderci e seguire un falso pastore, magari anche per ignoranza…..cadendo così nel baratro!!!!
Non so se mi sono espressa bene, non sono brava a scrivere….
La ringrazio in anticipo e che Dio la benedica
Raffaella di Verona
Cara Raffaella,
in questo tempo di Apocalisse dobbiamo tenere davanti agli occhi l’ammonimento di Gesù: ” Vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall’inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati. Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: È là, non ci credete. Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ho predetto. (Matteo 24,24).
Il tempo dei segreti sarà soprattutto un tempo di prova della fede, alla quale la Madonna ci sta preparando da tempo, in modo tale da essere forti e saldi nei momenti di confusione.
La fede cattolica la conosciamo tutti ed è quella che la Chiesa professa da sempre e che noi dobbiamo tenere viva con la Preghiera, i Comandamenti e i Sacramenti.
Per questo non dobbiamo rimanere soli, ma creare gruppi di preghiera e reti di sostegno reciproco nelle Parrocchie, in unione con i nostri Pastori che professano la nostra stessa fede.
La Madonna ha detto, attraverso Vicka, che Lei sarà presente in tutto il tempo dei segreti ( e anche oltre) con apparizioni quotidiane ad uno dei tre veggenti che le hanno ora, dando anche messaggi e questo sarà per noi un punto di riferimento irrinunciabile.
Questa decisione straordinaria della Madonna ( ignota che io sappia agli altri veggenti) Vicka l’ha comunicata solo in diretta su Radio Maria e questo sta a indicare l’ importanza di questa Radio nel piano della Regina della pace.
D’altra parte Vicka è la veggente alla quale la Madonna già nel Gennaio del 1987 ha dato un messaggio per Radio Maria sul quale abbiamo costruito il programma di preghiera, di conversione e di evangelizzazione.
Tutto questo ci fa capire che la Madonna sta portando avanti con accuratezza e risolutezza il suo piano che porterà al trionfo del suo Cuore Immacolato.
Ave Maria
Padre Livio
Il primato di Roma – Le manifestazioni di Gesù – Il ripristino dell’uomo come Dio lo aveva creato

Ave Maria padre Livio,
(Libro di Cielo, serva di Dio Luisa Piccarreta)
Gesù: “Non solo le mie manifestazioni porteranno santità, gioie, pace e felicità, ma tutta la Creazione facendo gara con esse sprigionerà da ogni cosa creata ciascuna felicità che contiene e le riverserà sopra le creature…ritorno dell’uomo come Dio lo aveva creato”
La mia povera mente pensava a tante cose sulla Divina Volontà, specie come poteva venire il suo regno, come poteva diffondersi e tant’altre cose che non è necessario scriverle sulla carta, ed il mio amato Gesù movendosi nel mio interno mi ha detto:
“Figlia mia, se Roma tiene il primato della mia Chiesa, lo deve a Gerusalemme, perché il principio della Redenzione fu proprio a Gerusalemme; di quella patria scelsi dalla piccola città di Nazaret la mia Madre Vergine, Io nacqui nella piccola città di Betlem, tutti i miei apostoli furono di detta patria, e sebbene questa, ingrata non volle conoscermi e rigettò i beni della mia Redenzione, non si può negare che l’origine, il principio, le prime persone che ricevettero il bene di Essa furono di questa città, i primi banditori del vangelo, quelli che fondarono in Roma il cattolicissimo, furono i miei apostoli, tutti di Gerusalemme, cioè di questa patria.
Ora ci sarà uno scambio, se Gerusalemme diede la vita della religione e quindi della Redenzione a Roma, Roma darà a Gerusalemme il regno della Divina Volontà, ed è tanto vero questo, che come scelsi una Vergine dalla piccola città di Nazaret per la Redenzione, così ho scelto un’altra vergine in una piccola città d’Italia appartenente a Roma, a cui è stata affidata la missione del regno del Fiat Divino, che dovendosi conoscere a Roma come si conobbe a Gerusalemme la mia venuta sulla terra, Roma avrà il grande onore di ricambiare Gerusalemme del gran bene ricevuto da essa, cioè della Redenzione, col farla conoscere il regno della mia Volontà.
Ed allora Gerusalemme si ricrederà della sua ingratitudine ed abbraccerà la vita della religione che diede a Roma, e riconoscente riceverà da Roma la vita ed il gran dono del regno della mia Volontà Divina, e non solo Gerusalemme, ma tutte le altre nazioni riceveranno da Roma il gran dono del regno del mio Fiat, i primi banditori di Esso, il suo vangelo tutto pieno di pace, di felicità e di ripristinamento della Creazione dell’uomo.
E non solo le mie manifestazioni porteranno santità, gioie, pace e felicità, ma tutta la Creazione facendo gara con esse sprigionerà da ogni cosa creata ciascuna felicità che contiene e le riverserà sopra le creature, perché Noi nel creare l’uomo mettevamo nel suo essere tutti i germi delle felicità che ciascuna cosa creata possedeva, disponendo l’interno dell’uomo come un terreno in cui conteneva tutti i germi delle felicità, tanto, da tenere in sé tutti i gusti per assaporare e ricevere in sé tutte le felicità delle cose create, se non possedesse l’uomo questi germi, le mancherebbe il gusto, l’odorato per poter gustare ciò che Dio aveva messo fuori di Lui in tutta la Creazione.
Ora, l’uomo col peccare ammalò tutti questi germi di felicità che Iddio nel crearlo gli aveva infuso e perciò perdette il gusto di poter godere tutte le felicità che ci sono nella Creazione; successe come ad un povero malato che non gode tutti i gusti che ci sono nei cibi, anzi sente il peso, lo stesso cibo si converte in dolore, tutto le nausea, e se lo prende, non perché lo gusti, ma per non morire, invece uno sano sente gusto, forza, calore, perché il suo stomaco tiene forza di assimilare i beni che ci sono nei cibi e gode di essi.
Così successe nell’uomo, col peccare ammalò i germi, la stessa forza di poter gustare tutte le felicità che ci sono nella Creazione, e molte volte si convertono in dolore; ora, col ritornare l’uomo nel mio Fiat Divino, i germi acquisteranno la sanità ed acquisterà la forza di assimilare e gustare tutte le felicità che ci sono nell’ordine della Creazione, sicché per lui si formerà una gara di felicità, tutto le sorriderà e ritornerà l’uomo felice come Iddio lo aveva creato”.
(Libro di Cielo – Ottobre 3, 1928)
Ave Maria padre FIAT
Massimo