L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici,

la  Madonna  a  Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché,  se  aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà  troppo tardi.  Con questa nuova iniziativa del  Blog offriamo la  possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali  da  meditare e da  vivere. ( Le  troverai man mano nella  sezione:  Il Combattimento spirituale)

Vostro  Padre Livio

7. La straordinaria Conversione di Ratisbonne

Immagina, caro amico di spalancare la porta di una stanza completamente buia, mentre al di fuori splende il sole. Una luce abbagliante irrompe, impedendo ai tuoi occhi di vedere. Ma poi, quando li apri, si presenta al tuo sguardo tutto ciò che era nascosto nelle tenebre, persino i minuscoli granelli di polvere che volteggiano nell’aria.

Con la tua decisione di aprire all’Onnipotente la porta del cuore, ti è dato di fare un’esperienza analoga sul piano spirituale. Apparentemente non troverai nessuno davanti a te e in un primo momento ne rimarrai stupito. Non è dato all’uomo, salvo una grazia privilegiata, di contemplare il volto dell’Altissimo durante il pellegrinaggio della vita.

Tuttavia colui che ha bussato è presente e si manifesta ai tuoi occhi come una luce che ti ridona la vista. L’esperienza che stai per vivere è straordinaria e la custodirai nel cuore in eterno. Tu, che ti illudevi di vedere, all’improvviso ti rendi conto di aver vissuto la tua vita  come un cieco.

Dai tuoi occhi cadono ad una ad una le squame che li ricoprivano e che impedivano di scorgere la dimensione soprannaturale delle cose. Vivevi sotto un cielo coperto da strati spessi di nuvole e non avevi mai sospettato che al di là potesse risplendere il sole.

 Nel momento in cui uno squarcio d’azzurro lascia filtrare un raggio sfavillante, ecco che scopri la presenza di un mondo nuovo e meraviglioso, del quale neppure sospettavi l’esistenza. Come un cieco dalla nascita posi lo sguardo su realtà sconosciute ed esulti per la presenza di una immensità e di una bellezza divine.

Che cosa intravedi nella luce che ti ha ridonato la vista facendoti sussultare di gioia? In quella luce scorgi una presenza amica, una promessa di perdono, un’offerta di pace e di misericordia. Cogli una mano che si tende verso di te, che ti trovi sprofondato nella tenebra dell’ignoranza e della menzogna.

Incroci uno sguardo che si posa piene di compassione  sul fango che ti ricopre. Senti il palpitare di un cuore che non ti respinge e non ti giudica, ma ti accoglie, così come sei, nella tua miseria. Il tuo intimo trasalisce di stupore perché non avresti mai immaginato che quel Dio, di cui avevi sentito parlare, fosse così diverso.

L’idea che ti eri fatto era una costruzione della tua mente, una proiezione delle tue paure e delle tue oscurità. Rifletti sulla grazia che stai ricevendo, ora che l’irrompere di una luce misteriosa ha spazzato via il groviglio delle menzogne, dei pregiudizi e delle prevenzioni delle quali eri prigioniero! 

Ti sei svegliato da un sonno profondo e guardi alla tua vita passata come a un sogno popolato da incubi e da fantasmi. Sei uscito da una tomba e vedi intorno a te rifiorire di nuovo la vita. Hai la sensazione di aver percorso un cunicolo interminabile e di essere finalmente giunti allo sbocco di luce. Il tuo cuore intristito sente spuntare il germoglio della speranza.

Nel dono della luce vedi splendere sopra di te il Cielo nel quale non credevi e che avevi liquidato come una fantasia infantile. Ora la sua esistenza ti appare evidente come il sole che lo illumina. E’ una certezza che ti fa sussultare di gioia, come mai ti era accaduto nella vita.

Nella luce che scende dall’alto guardi anche te stesso e ti vedi nella tua condizione di morte. Sono cadute le squame dell’orgoglio che ti accecavano, e ora ti conosci nella verità. Ti sentivi forte e sicuro di te stesso. Ammiravi il tuo io e lo ponevi al di sopra di ogni cosa. Ti immaginavi quello che non eri e pretendevi di essere al centro dell’ammirazione.

 Guardavi gli altri dall’alto del tuo piedestallo, come se i tuoi piedi meritassero di venire baciati. Avevi fatto di te stesso un idolo, che il Signore nella sua misericordia ha frantumato al suolo. Che cosa stai vedendo di te stesso nella luce che viene dall’alto?

Al tuo sguardo si presenta il fardello del male che ti sei caricato sulle spalle e che ti schiaccia sotto il suo peso immane. Vedi i tuoi vizi, le tue passioni, le tue iniquità, le ferite che hai inferto a te stesso e agli altri. Rabbrividisci a quella vista e hai orrore, chiedendoti come hai potuto divenire schiavo della menzogna e del peccato, senza renderti conto dell’abisso in cui precipitavi.

E’ solo un attimo, perché lo sguardo ritorna alla luce che lo illumina e che ricolma il cuore di gratitudine e di gioia. Ecco, caro amico, come Alfonso Ratisbonne, un ebreo miscredente, descrive il miracolo della sua conversione, appena entrato nella Chiesa di S. Andrea delle Fratte a Roma, il 20 Gennaio 1842:

“Vidi come un velo davanti a me – depose il veggente al processo -. La chiesa mi sembrava tutta oscura, eccetto una cappella, quasi che tutta la luce della chiesa si fosse concentrata in quella. Alzai gli occhi verso la cappella raggiante di tanta luce, e vidi sull’altare della medesima, in piedi, viva, grande, maestosa, bellissima, misericordiosa, la Santissima Vergine Maria, simile nell’atto e nella forma, all’immagine che si vede nella Medaglia Miracolosa dell’Immacolata.

 Mi fece cenno con la mano di inginocchiarmi. Una forza irresistibile mi spinse verso di Lei, che parve dicesse: Basta così. Non lo disse ma capii. A tal vista caddi in ginocchio nel luogo dove mi trovavo; cercai, quindi, varie volte di alzare gli occhi verso la Santissima Vergine, ma la riverenza e lo splendore me li faceva abbassare, ciò che, però, non impediva l’evidenza di quell’apparizione.

 Fissai le di Lei mani, e vidi in esse l’espressione del perdono e della misericordia. Alla presenza della Santissima Vergine, benché Ella non mi dicesse parola, compresi l’orrore dello stato in cui mi trovavo, la deformità del peccato, la bellezza della Religione Cattolica, in una parola compresi tutto.

Provavo un cambiamento così totale che mi credevo un altro. Cercavo di ritrovarmi e non mi ritrovavo… La gioia più grande si sprigionava dal fondo della mia anima; non potetti parlare; non volli rivelar niente; sentivo in me qualche cosa di solenne e di sacro che mi fece chiedere un sacerdote… Vi fui condotto, e solo dopo averne avuto l’ordine positivo ne parlai come mi era possibile, in ginocchio e col cuore tremante.

Tutto quel che posso dire, è che al momento del prodigio, la benda cadde dai miei occhi; non una sola benda, ma una quantità di bende che mi avevano avvolto disparvero una dopo l’altra rapidamente, come la neve e il fango e il ghiaccio sotto l’azione di un sole cocente. Uscivo da una tomba, da un abisso di tenebre, ed ero vivo, perfettamente vivo…

Ma piangevo! Vedevo nel fondo dell’abisso le miserie estreme dalle quali ero stato strappato da una misericordia infinita; rabbrividivo alla vista di tutte le mie iniquità, ed ero stupito, intenerito, sprofondato in ammirazione e riconoscenza.”

Caro amico, Ratisbonne ha avuto la grazia di vedere la Vergine Maria che lo ha cambiato in un istante. Però anche tu sei stato investito da quella luce divina che ti ha aperto gli occhi e che ti mostra la via della salvezza.