"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 112 di 186

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🌟🖋️CI SCRIVONO🌟🖋️

L’interesse per Medjugorje sta calando?

Caro Padre  Livio,

La  ringrazio per  il suo eccezionale servizio quotidiano alla  Causa della Regina della  pace del  quale abbiamo un grande  bisogno.

Le  scrivo per  chiedere un  suo parere su una sensazione che avverto  sempre  più chiara e  che  riguarda  l’interesse  della  gente riguardo a Medjugorje. 

Mi  pare  che  ci sia un  atteggiamento di indifferenza, quasi di fastidio verso un fenomeno  che avrebbe fatto il suo  tempo e  che non fa  che ripetere  se stesso.

Anche nella  stessa  Medjugorje  non vedo il fervore  delle origini  e i  più  si sono adagiati nel  tran  tran quotidiano e  nel  benessere  economico acquisito.

Mi chiedo,  parafrasando il  vangelo, quanti saranno  nel  momento dei segreti quelli che  li aspettano con  le lampade  accese.

Mi chiedo, caro Padre,  come faranno a convertirsi tutti quelli che fin’ ora hanno tradito  la fede,  hanno ostentato  indifferenza e hanno ingrossato  le file dell’apostasia.

Mi  chiedo  anche  se  si sveglieranno  i molti tiepidi che,  dopo aver  posto mano all’aratro  della Gospa, si sono voltati indietro.

Non ho dubbi che  la  Madonna trionferà, ma  quante  anime si perderanno?

Lei però   vada  avanti nella  sua  ammirevole  missione  e non cessi di ricordarci le   Parole della  Regina della pace, in  particolare quelle  che cerchiamo di rimuovere.

La  Saluto  con tanto affetto.

Loredana di Pescara.

Cara  Loredana,

tu hai descritto una situazione molto  prossima alla realtà. Sulla   terra  sta  calando il  buio  e  la  Madonna ci ha ammonito di vegliare  perché le tenebre   non ci afferrino.

Tutti gli avvertimenti di Gesù sulla  sua ultima  venuta, possiamo traferirli nel nostro tempo,  che è  quello della presenza  di  Maria e del trionfo del  suo  Cuor Immacolato.

Siamo in un momento di esplosione  del  male prima della  sua sconfitta. E’ un tempo di vaneggiamenti, di inganni, di rinnegamenti, di tradimenti,  di
scelleratezze e di ogni  malvagità.

Chi non è saldo nella fede,  nella preghiera  e   nella santità  della  vita
rischia di essere travolto dalla  bufera  accecante delle  porte  dell’inferno.

Tuttavia la Madonna è presente,  ci chiama,  ci protegge,  ci esorta e ci guida. Ma quanti rispondono?  Solo Dio lo sa , ma in  apparenza  sembra
davvero un piccolo gregge.

Tutto questo mi fa  pensare  che  saremo relativamente pochi  quelli  vigilanti  quando arriveranno i  segreti.  E non so  neppure quale  effetto
avranno su una   opinione pubblica  indifferente  o ostile.

Noi  dobbiamo però  essere fedeli   perché  la Madonna, come  ha detto,  ha 
riposto in  noi la sua speranza.

D’altra  parte  al  Cielo non mancano  i messaggi per svegliare  gli addormentati e  c’è da  credere  che   li userà,   come li ha  già usati in questi 42 anni.

Mi chiedo che cosa sarebbe successo se,  invece di due giorni, avesse piovuto una settimana di seguito. Fino a  dove sarebbe  arrivata la  devastazione?

Al riguardo sarebbe interessante  sapere che cosa ci dicono gli esperti, o magari interpellare l’oracolo della “Scienza”

Purtroppo siamo così accecati che non  vediamo i segni della  Divina  Misericordia,  che  ci mantiene  in vita  nonostante  tutto.

Ave Maria

Padre  Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla tentazione dello scoraggiamento

Cari amici,

si parla poco della tentazione dello scoraggiamento, nonostante faccia parte della vita di coloro che credono e che percorrono un cammino spirituale.

La Madonna apparve per la prima volta nella Storia a San Giacomo Maggiore, fratello di San Giovanni, in Spagna. In quella apparizione la Madonna apparve in bilocazione perché era viva, non era ancora stata assunta in Cielo, era il 40 d.C. In quell’occasione San Giacomo era assalito dallo scoraggiamento e stava seduto sui resti di una colonna di un tempio romano che era crollato, stava meditando sul da farsi perché fino a quel momento la sua predicazione non era stata abbastanza efficace.

La Madonna, allora, apparve a San Giacomo esortandolo a non farsi prendere dallo scoraggiamento, a continuare a evangelizzare, indipendentemente dai frutti spirituali che avrebbe ottenuto. In poche parole, lo invitò a non farsi prendere dallo scoraggiamento assicurandogli che alla fine quello che stava facendo per Gesù avrebbe avuto grandi risultati e molti si sarebbero convertiti.

La prima apparizione di Maria, allora, è un intervento a sostegno di un apostolo che in quel momento era scoraggiato.

Lo scoraggiamento è una tentazione che riguarda proprio “gli operai del Vangelo”, tutti quelli che fanno un cammino di conversione. Tutti quelli che hanno risposto alla chiamata della Regina della pace sono stati chiamati a fare un cammino di conversione e di santità, ad arruolarsi nella schiera della sua battaglia e della sua vittoria.

Le nostre armi sono solamente spirituali: il Rosario, la bontà, la testimonianza, l’amore per tutti. La Madonna ci raccomanda di usare queste armi per contrastare il nemico e per vincere con Lei la battaglia in atto.

Noi siamo soggetti a questa tentazione perché nel cammino di santità abbiamo a che fare con dei nemici, dei tentatori, degli ostacoli, degli inganni. Le fonti dello scoraggiamento hanno tre soggetti: la carne, perché la nostra natura umana è debole e ha delle inclinazioni al male; il mondo, cioè le persone che frequentiamo che talvolta ostacolano il nostro cammino di fede e allo stesso tempo i mass-media da cui arrivano molti ostacoli e molte seduzioni; il maligno, che riserva i suoi assalti alle persone che sono più avanti nel cammino di santità.

Con la buona volontà dobbiamo resistere in questi momenti di scoraggiamento, specialmente quando si prolungano nel tempo. I maestri di spiritualità parlano spesso di tempi di aridità nella preghiera, nella pratica dei Comandamenti e nell’assenza del sentimento della presenza di Dio. Sono prove che Dio permette perché ci distacchiamo da noi stessi fino in fondo. San Giovanni della Croce è stato maestro in questo tipo di purificazione.

I fattori dello scoraggiamenti sono tanti e colpiscono soprattutto quelli che sono impegnati nel cammino di santità, che sono avanti nel cammino spirituale e che hanno responsabilità di anime. Il modo con cui il maligno spinge allo scoraggiamento sono i pensieri che lui stesso suggerisce, facendo vedere i pochi frutti spirituali della vita, nonostante l’impegno e gli sforzi per coltivarli. Il maligno ci fa vedere fermi nel cammino spirituale, ecco come ci scoraggia. Sono vere e proprie frecce spirituali che ci fanno vedere le cose come in realtà non sono perché sappiamo che i frutti spirituali non sono immediati, richiedono processi ben precisi che Gesù descrive nella Parabola del seme, che per produrre buoni frutti deve essere gettato nella terra, marcire, germogliare e diventare una spiga matura. La tentazione dello scoraggiamento ci fa desiderare di avere frutti immediati, gettati e subito germogliati.

Il maligno ci spaventa, ci scoraggia, non ci fa vedere le cose nella realtà. Le tentazioni del maligno sono forme di tempesta interiori, sono polveroni, sono voci che fanno paura e immobilizzano.

Se Dio permette queste tentazioni, lo fa per provare la nostra fede, per vedere fino a che punto siamo saldi. Dio vuole vedere fino a che punto lo amiamo. Sono prove che ci fanno crescere spiritualmente.

Cari amici, quando vi assale la tentazione di gettare la spugna, state attenti. Gettando la spugna si cede, ci si ferma.

Non dobbiamo cedere la spugna al diavolo, alla seduzione, dobbiamo resistere, reagire, puntare i piedi, sudare sangue. Quando siamo tentati dallo scoraggiamento, dobbiamo capire che è una prova permessa da Dio, siamo come nel fuoco purificatore. Dio non permette che questa sottilissima tentazione dello scoraggiamento vada al di sopra delle nostre forze. Nei momenti difficili Dio ci viene sempre in soccorso.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

“LA GLORIA DI MARIA NELL’ ANNUNCIO DEI SEGRETI” – Puntata 16

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

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🌟🖋️CI SCRIVONO🌟🖋️

“Il  sorriso di Vicka sia di incoraggiamento per tutti noi

Carissimo  Padre  Livio,

grazie  per  tutto quello che fa  per  noi e per  il  coraggio che ogni giorno ci infonde.

In questi giorni drammatici dell’alluvione  in Emilia Romagna mi è venuta in  mente  una   visita di Vicka  nelle nostre  terre,  e precisamente  a Sestola  in  provincia di Modena nel  2013.

L’incontro è avvenuto all’aperto,  nel  campo sportivo,  e  noi vi abbiamo partecipato al  riparo degli  ombrelli.

L’apparizione  è durata  10 minuti, ma  ciò  che  più  ci  ha colpito è il  volto radioso di Vicka e il suo intenso parlare  con la  Madonna.

Di che cosa  avranno parlato? Mi sono chiesta  se la Madonna non abbia  fatto  allusioni alla sofferenze  della nostra  terra.

L’anno prima, nel  2012,  eravamo stati  colpiti dal  terremoto ed  ora  da  questa devastante  alluvione.

In ogni caso questa  presenza di Maria  nella nostra  terra deve  essere  per  noi un  motivo di speranza e  un richiamo alla  fede  e  ai grandi valori della  vita.

Le invio per il suo Blog  alcuni spezzoni di questo bellissimo filmato dell’apparizione, perché il sorriso di Vicka sia di incoraggiamento per tutti noi.

Marisa  di  Bologna

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L’invasione russa della Trinità di Rublev

Per rafforzare lo spirito del patriottismo ortodosso Putin ha rotto ogni indugio, decidendo di restituire a titolo definitivo la celebre icona alla Chiesa di Kirill. Non importa se l’esposizione nel monastero della Santissima Trinità potrebbe ridurla in polvere. Ma l’idea di usare un’icona per giustificare la santità del potere assoluto non è affatto nuova.

Di: Stefano Caprio – Asia News
Data di pubblicazione: 20 Maggio 2023

Il patriarca Kirill lo aveva ben spiegato fin dai primi giorni dopo l’invasione putiniana dell’Ucraina: “Questa è una guerra metafisica”, che va oltre ogni confine geografico e spirituale. Dopo un anno e tre mesi di guerra sfibrante e infruttuosa, che procura solo morte e distruzione senza spostare di un centimetro la grandezza dell’impero, Putin e Kirill hanno finalmente raggiunto il vero obiettivo: hanno invaso il regno dei cieli, occupando lo spazio della Santissima Trinità. Al posto del Padre e del Figlio ora ci sono il Patriarca e il Presidente, e lo Spirito Santo è impersonato a turno dal Paese soggiogato, oggi l’Ucraina, ieri la Georgia, domani magari il Kazakistan o il Sudan, o qualunque altra ipostasi del “mondo russo”.

L’icona della Trinità di Andrej Rublev, la più famosa immagine sacra dell’Oriente cristiano, composta agli inizi del Quattrocento, era già stata agitata qualche mese fa come bandiera della guerra santa, spostandola per qualche giorno dal museo della Galleria Tretjakov di Mosca per i festeggiamenti alla Lavra di San Sergio di Radonež, profeta della rinascita della Russia dopo i due secoli del giogo tartaro. Dopo quella esibizione, i curatori e i critici d’arte avevano messo la tavola sacra sotto tutela, affermando che il suo spostamento aveva procurato diversi danni, e per almeno tre anni non si sarebbe più potuta esporre. Ma come alcuni dicono: “Abbiamo sconfitto i nazisti, sconfiggeremo anche gli specialisti”.

Il patriarca Kirill è così tornato alla carica pochi giorni fa, pretendendo nuovamente di usare l’icona per rafforzare lo spirito del patriottismo ortodosso, in fase decisamente calante dopo inutili e devastanti mobilitazioni, che stanno mettendo a dura prova la pazienza dei russi, pur disposti a sostenere sempre le battaglie sacre dell’impero. E qui Putin ha voluto rompere ogni indugio, decidendo di restituire a titolo definitivo l’immagine trinitaria alla Chiesa, per riporla nuovamente nel luogo per cui era stata realizzata: il monastero della Santissima Trinità a settanta chilometri da Mosca dove riposano le spoglie del santo, a cui si prostrano incessantemente i fedeli provenienti da tutto il Paese. Il patriarca ha proposto per questo di “elevare al presidente l’inno Mnogaja Leta”, la variante slavo-ecclesiastica di Ad multos annos, augurio quanto mai profetico in vista delle nuove elezioni del prossimo anno.

Non importa se l’esposizione dell’icona potrebbe ridurla in polvere; come alcuni hanno suggerito, si potrebbe “metterla direttamente nel Mausoleo della piazza Rossa al posto di Lenin”, dove già esiste un laboratorio specializzato nel mantenere la salma del dittatore in stato di “purezza perenne”, trasformandola di fatto in un pupazzo grottesco di una falsa religione. Anche il Mausoleo, del resto, doveva espandersi fino al livello trinitario: accanto al Padre-Lenin si era adagiato il suo Figlio-Stalin, salvo che poi lo Spirito Santo di Khruščev interruppe la liturgia sovietica della divinizzazione del potere, riducendo la sacra tomba a un inutile scatolone delle paccottiglie di un passato, di un trasloco mai riuscito.

L’icona diventa la vera “arma finale” che risolve a favore della Russia ogni conflitto, scatenando l’entusiasmo e l’ironia della popolazione, che sta subissando siti e piattaforme social con ogni tipo di aneddoto sulla “tattica bellica trinitaria”. Una battuta gioca sulla pronuncia dei termini, ricordando quando i russi cercavano aiuto all’estero, ai tempi del crollo economico del 1998: “Amici americani, suggerite a noi russi: come fare a superare la crisi? Economy, just economy”, affermavano supponenti gli anglosassoni oggi tanto odiati, ma la risposta sembrava allora di pieno gradimento. Il fatto è che la parola economy in russo si pronuncia ikonami, cioè “con le icone”, quindi “siamo tranquilli, quelle migliori le abbiamo noi”.

I russi possiedono davvero le icone più straordinarie e famose di tutta la tradizione bizantina, nonostante l’arte della “scrittura sacra” (le icone si scrivono, non si dipingono) sia di origine greca, senza che la tradizione russa l’abbia potuta modificare, essendo normata addirittura da dogmi conciliari, come quello di Nicea nel 787. Dalle solenni decorazioni in affreschi e mosaici delle chiese, l’iconografia si era poi concentrata sulle tavole di legno con i soggetti biblici prescritti e le figure dei santi, dopo oltre un secolo di lotta contro l’eresia dell’iconoclasmo. I monaci costretti a nascondersi e fuggire dovevano portare e conservare le immagini, trasformando la rappresentazione liturgica in devozione privata.

Gli iconoclasti erano sostenuti dagli imperatori della dinastia Isaurica, di origine persiana, che intendeva fare di Bisanzio il vero impero mondiale, e non volevano che le immagini di Cristo e dei santi mettessero in ombra lo splendore dell’autocrate. Già allora le icone assumevano un chiaro significato “politico”, essendo di fatto all’origine della lotta per l’immagine del potere, oggi quanto mai estesa e amplificata dalle moderne tecnologie; non è un caso se i contenuti digitali si aprono “cliccando sull’icona”. La lotta tra cultori e detrattori dell’icona si concluse verso la fine del IX secolo, con la festa del “Trionfo dell’Ortodossia” in cui si elencano i nemici da maledire. Non stupisce dunque che l’antica Rus’ abbia fatto propria questa valenza universale dell’arte sacra, dando alle icone un significato ancora più decisivo e taumaturgico.

Il primo a usare l’icona per giustificare la santità del potere assoluto fu uno degli ultimi principi russi prima dell’invasione mongola, Andrej Bogoljubskij, che nella seconda metà del XII secolo distrusse la città di Kiev per “salvare Kiev”, da antenato dell’odierno zar. Con la scusa dell’invasione dei Bogomili, uno dei tanti popoli che prima dei tatari insidiavano la Rus’, Andrej sottomise tutti i suoi parenti e concorrenti, spostando addirittura la capitale ancor più ad Oriente, nella città di Vladimir (in onore del capostipite), sulle cui “Porte d’Oro” dell’ingresso appese l’icona della Madonna della Tenerezza. Si trattava di un’antica icona greca d’importazione (i monaci russi allora non avevano ancora raggiunto livelli eccelsi nell’arte iconografica), attribuita come altre allo stesso san Luca evangelista, diventata però il primo vero simbolo della “Santa Russia”. Secondo la leggenda, l’icona era custodita in un piccolo monastero in cui Andrej si era fermato a pregare, chiedendo a Dio di indicargli la strada per salvare il regno; e allora la Madonna col Bambino si staccò dalla parete, conducendo il principe fino alla nuova capitale, da cui poi è nata la stessa città di Mosca.

Anche la Madonna di Vladimir è custodita nella Galleria Tretjakov, ma per favorire la devozione è stata tolta dalla sala, e collocata in una cappella appositamente costruita nel cortile del museo, anche qui una specie di mausoleo. Chi la vuole ammirare deve conoscere e ripetere le litanie ortodosse, ma per lo meno i curatori museali possono accertarsi che non venga danneggiata, mentre la Trinità di Rublev rischia di rimanere alla mercé dei fumi d’incenso, usato in grande quantità nelle liturgie. E l’incenso russo è una resina pestifera, non certo simile ai delicati aromi dell’incenso greco.

Del resto la Trinità è un soggetto su cui i russi dibattono da secoli, proprio in merito alla sua rappresentazione iconografica: tra il Quattrocento e il Seicento su questo argomento si sono convocati diversi Concili di Mosca, proprio mentre si formava l’ideologia imperiale della “Terza Roma”. Si discuteva su quale immagine fosse consona ai dogmi, se quella dei tre pellegrini in visita ad Abramo alle tende di Mamre (il soggetto di Rublev) o quella del Padre come “Antico dei secoli” del profeta Daniele, con il Figlio dell’Uomo che discende dalle nubi accompagnato dalla colomba dello Spirito. Oppure quella della fine del Diluvio e del Battesimo al Giordano, o altri simboli più o meno biblici. Ogni dettaglio della pittura veniva sottoposto a disquisizioni teologico-canoniche molto contorte e appassionate, fino alla dimensione dei riccioli sui capelli dei pellegrini o ai colori e le pieghe delle vesti, gli alimenti sulla tavola o gli oggetti sullo sfondo. Gli eretici proclamati in questi concili venivano duramente puniti, e in qualche caso anche giustiziati.

Ora la nuova Ortodossia di Putin e Kirill, come alcuni hanno affermato, “si riversa sui tesori della nostra cultura, con la quasi certezza di riuscire a distruggerli tutti”. La Trinità di Rublev, come altre icone russe del periodo “sacro” della Terza Roma tra XV e XVII secolo, esprime davvero la specificità della cultura russa: una forma di arte dell’Oriente bizantino, perfetta ed eterea nelle proporzioni e nelle linee, in cui artisti come Rublev e altri (solo gli iconografi russi si conoscono per nome) hanno infuso la capacità espressiva tipica dei pittori rinascimentali d’Occidente, da Michelangelo a Caravaggio. Gli sguardi, i colori, i dettagli, l’energia vitale delle icone russe costituiscono davvero l’esaltazione della sintesi delle anime cristiane di tutte le latitudini; usare queste armi simboliche per contrapporre un mondo all’altro, è la via per la completa dissoluzione dell’anima russa.

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La BBC sdogana i satanisti. Perché sono mainstream

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 Stefano Magni  -La Nuova Bussola  – 23-05-2023

“Pensi di conoscere i satanisti? Probabilmente no”, titola la BBC il suo servizio sulla convention della Satanic Temple (legale negli Usa) a Boston. Con un titolo così, cosa potrebbe andare storto? Invece che limitarsi a documentare, finisce per sdoganare il Male, che usa temi ormai mainstream, dai diritti Lgbt all’aborto.

“Pensi di conoscere i satanisti? Probabilmente no”, titola la BBC il suo servizio sulla convention della Satanic Temple (chiesa satanista, legale negli Usa) a Boston. Con un titolo così, cosa potrebbe andare storto? Tutto, è la risposta. Il sito della Tv pubblica britannica, invece che limitarsi a documentare, finisce per sdoganare il Male conclamato ed esplicito di questo culto.

Nell’articolo si scopre che il satanismo è già mainstream, anche se non ce ne siamo accorti. Si spiega che nelle cerimonie di iniziazione si pratica lo “sbattezzo”. E in tutto il mondo cristiano le associazioni atee e razionaliste incoraggiano lo sbattezzo. Il primo intervistato nel servizio della BBC è un gay fuggito da una famiglia cristiana che “lo faceva sentire un abominio”, mentre nella setta satanica ha ritrovato la sua “dignità”. E questo rientra dunque nella classica narrazione contemporanea, progressista, dell’emancipazione dei gay dal cristianesimo.

Tutti, nel culto, portano la mascherina, anche a pandemia finita. E anche questo comportamento è premiato. I satanisti intervistati affermano di non credere a Satana, non credere all’Inferno, ma solo nella Scienza. E chi, nel mondo dell’accademia e della stampa, non si proclama seguace della Scienza? L’impegno maggiore nella società che i Satanic Temple vantano è l’aiuto alle donne per l’accesso alla “salute riproduttiva”, leggasi aborto. Apprendiamo anche che eseguano un rito durante l’aborto: è un espediente per aggirare la legge, perché così, nel nome della libertà di culto, si potrà abortire anche negli Stati in cui è vietato. Nei riti di iniziazione, in compenso, vengono strappate Bibbie, ma non è profanazione, bensì parte dei riti di una chiesa legale e riconosciuta. D’altra parte, vorrai mica reagire come un musulmano quando viene strappato un Corano? Sempre nel nome della libertà di religione, vengono organizzati dei doposcuola dei Satanic Temple. Ci sono programmi con giocattoli a tema e libri per l’infanzia per educare sin dalla tenera età ai precetti del culto. E anche dei cartoni animati.

Letto con occhiali laicisti, parrebbero quasi dei benefattori: proteggono i diritti Lgbt, difendono i “diritti riproduttivi”, dunque anche i diritti delle donne, partecipano all’educazione, hanno come principio quello della libertà di culto e del rispetto per il credo altrui. Sono sempre giocherelloni e pronti a scherzare, non prendono mai nulla sul serio. Semmai risultano rigidi, aggressivi e ottusi quei gruppi di cristiani, intervistati dalla BBC, che protestano fuori dall’hotel in cui si svolge la convention. Tutto il pezzo, consapevolmente o meno, finisce per riabilitare un culto da una cattiva nomea, come dimostrano le interviste a chi ha perso il lavoro o è stato minacciato quando ha palesato la sua fede satanista. O gli argomenti dei nuovi adepti: “A quel punto mi sono informata. Un po’ spaventata, credo, come molti lo sarebbero. E volevo davvero assicurarmi che non facessero sacrifici dei bambini! Poi ho iniziato a entrare nella cultura e nell’ambiente, ho iniziato a partecipare alle riunioni… e alla fine ho capito che no, non è così, è solo un simbolo che usano e sono davvero brave persone”.

Poche righe sopra, si legge che questa “religione” pratica riti durante l’aborto. “Ha anche sviluppato un rituale per l’aborto per le persone che interrompono la gravidanza, progettato per dare conforto, che comporta la recita di un’affermazione prima dell’aborto”. E la signora intervistata non nota alcuna contraddizione. Solo una cultura profondamente laicista non considera un feto come un essere umano. Un rito celebrato mentre si uccide un nascituro è, a tutti gli effetti, un sacrificio umano di un bambino. Strappare copie della Bibbia è un atto profondamente anti-religioso (non solo contro il cristianesimo). Domandiamoci perché vi fosse così tanta ossessione per la mascherina, in certi ambienti atei e scientisti, anche quando e dove non era necessaria. Domandiamoci poi che cosa significhi “seguire la Scienza”, considerando che la scienza non può mai costituire un’alternativa alla fede, sempre che non diventi una religione a sua volta. I debunker si sono precipitati a negare l’esistenza di doposcuola satanisti, ma ci sono, i Satanic Temple li vantano: dunque abbiamo a che fare anche con l’indottrinamento dei bambini, sin dalla tenera infanzia.

E non è ateismo, è ben diverso, come sottolinea l’ultimo degli intervistati che “si è convertito dall’ateismo al satanismo solo di recente” e che afferma con chiarezza: “Ho scoperto che il satanismo afferma tutto ciò che io sostengo”. La convinzione che Satana non esista, sia solo un simbolo e che soprattutto l’Inferno non esista è la vera chiave di volta per le conversioni al culto. Ma è il vecchissimo trucco demoniaco quello di far credere di non esistere. Di indurre a non credere a nulla e di non prendere mai nulla sul serio. Se si ha fede in Dio, ci si può accorgere del pericolo e resistere, smontando queste dissimulazioni. Ma se la predicazione satanista viene letta con gli occhiali della cultura laicista, immersi come siamo in una cultura relativista, non si hanno più difese nei suoi confronti. Le cifre sono lì a dimostrarlo: i membri di Satanic Temple erano 10mila nel 2019, sono 700mila oggi.

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LE INTERVISTE DI VICKA DI MEDJUGORJE SU RADIO MARIA (2,7)

Vicka di Medjugorje ha tenuto in diretta   su  Radio Maria cinque interviste che sono un importante documento  storico sulle  apparizioni di Medjugorje e una testimonianza di profonda spiritualità mariana. Le pubblichiamo suddividendole in puntate.

(Seconda  intervista- Medjugorje 4 Gennaio 2000)


Vicka a Rio de Janeiro 2014

“Il male può disturbare, ma non può vincere”. 

Padre Livio: Oltre alla preghiera e ai sacrifici, per aiutare la Madonna mi pare importante la testimonianza.

Vicka: Sì, quella della nostra vita.

Padre Livio: La nostra vita, ma dove?

Vicka: Dove siamo. Uno che una famiglia deve trasmetterla alla sua famiglia, uno che è un comunità, nella sua comunità. Dipende dove uno si trova.

Padre Livio: Molte persone passano la giornata nei posti di lavoro. Come si può aiutare la Madonna nei posti di lavoro?

Vicka: Lei trova il modo, se noi siamo disponibili.

Padre Livio: Per esempio?

Vicka: Essendo dei portatori di pace.

Padre Livio:  Riuscirà la Madonna a salvare questo mondo che sembra sempre più allontanarsi da Dio?

Vicka: La Madonna come Madre ci dà sempre una gioia e una speranza.

Padre Livio: Ciò che mi impressiona è che dopo tanti anni di apparizioni, se è vero che la Madonna è riuscita a risvegliare la fede di molti , nel medesimo tempo però il male sembra dilagare e divenire più forte.

Vicka: Io non credo che il male sia più forte del bene. Se Dio  permette il male è anche per provare la nostra fede.

Padre Livio: Il male non è dunque più forte del bene in questo momento?

Vicka: No, non ,no.

Padre Livio: Il bene è più forte?

Vicka. Il bene è certamente più forte. Su questo non ho dubbi. Il male può disturbare, ma non può vincere. 

Padre Livio:  Se avessimo ascoltato per tempo il messaggio di conversione che è risuonato a Fatima, il mondo avrebbe evitato l’orrore della seconda guerra mondiale. Mi chiedo quale potrebbe essere il nostro futuro se non ascolteremo l’appello alla conversione che viene da Medjugorje.

Vicka: La Madonna ha detto che quello che ha incominciato a Fatima lo completa qui a Medjugorje.

Padre Livio: Significa forse che il mondo finalmente avrà un tempo di pace?

Vicka: La Madonna è venuta qui come Regina della pace.  Ha detto di essere venuta a portare la pace in un mondo che non ha pace. La Madonna vuole trasmetterci la sua pace e donarla a ognuno di noi.

Padre Livio: Dobbiamo quindi guardare al futuro con speranza?

Vicka:  Ma certo! Io lo guardo sempre così. Quando non c’è speranza non c’è neanche la vita.

Padre Livio: La Madonna dice nei suoi messaggi di essere venuta per costruire con noi  il tempo nuovo della pace. Questo piano della Madonna,  “che si deve realizzare”, si realizzerà necessariamente?

Vicka: Molto dipende da noi.

Padre Livio: Dalla nostra collaborazione?

Vicka: La Madonna prega, ma chiede anche le nostre preghiere, chiede il nostro aiuto e che preghiamo per le sue stesse intenzioni.

Padre Livio: Tu non hai mai cercato di capire qual è questo piano della Madonna che si deve realizzare?

Vicka: Quando il piano si realizza, di sicuro la Madonna lo dice. Io però non chiedo niente. Quello che lei dice, io ascolto.

Padre Livio: Quindi l’essenziale è che collaboriamo. Le curiosità non servono.

Vicka: Lei ci chiede di aiutarla. Facciamolo.

Padre Livio: Entriamo ora in un altro argomento. Qui ad ascoltarci ci sono alcuni giovani che si preparano al matrimonio. Credo che ascoltino volentieri da te alcune parole per loro.

Vicka:  La cosa più importante per due fidanzati è che innanzi tutto cerchino di conoscere Dio e di chiedere a Dio di costruire col suo aiuto la loro famiglia. Una volta formata la famiglia, devono cercare di seguire Dio, facendo quello che lui vuole e mettendolo al primo posto, in modo tale da essere uniti, come famiglia, nella preghiera e nell’amore. Quando poi vengono i bambini, bisogna accettarli con tutto il cuore. Oggi ci sono tanti che dicono che  i bambini sono un peso, che richiedono troppo tempo e troppi sacrifici e scuse di questo genere. Ma quando Dio ti chiama al matrimonio e a formare una famiglia  ti invita anche ad avere dei bambini. Questa è sicuramente la volontà di Dio. Così pian piano la famiglia cresce e Dio illumina su come andare avanti. Lui ci è sempre vicino e dipende da noi da come lo accogliamo nella nostra famiglia.

Padre Livio: Quindi per prima cosa i giovani devono scoprire Dio personalmente.

Vicka: Prima personalmente e poi insieme.

Padre Livio: Vuoi dire che due fidanzati devono cercare di fare un cammino di fede insieme?

Vicka: Sì, ed è una cosa bellissima.

Padre Livio: Da noi purtroppo i ragazzi fanno fatica a capire che il matrimonio è un legame per tutta la vita e che comporta l’impegno della paternità e della maternità.

Vicka: Oggi, quando si vede una famiglia numerosa con tanti bambini, si dice che i genitori “ sono fuori di testa” e che non è possibile avere famiglie così. “Quando ce n’è uno di figli basta” dicono in molti . Non bisogna dire “Basta” a quel Dio che ti ha donato la famiglia e che vuole donarti altri bambini. Bisogna piuttosto dire: “ Ti ringrazio Signore e sono pronto ad accogliere tutti i bambini che arrivano” . Non bisogna avere paura dei bambini!

Padre Livio: Ci sono di quelli che temono che i bambini tolgano la libertà.

Vicka: Dicono proprio così.

Padre Livio: Oppure dicono che sono un peso.

Vicka: Oggi tanti hanno in casa i cani e i gatti, ai quali sono ben contenti di dedicare tempo e cure.  Invece i bambini li vedono come un fastidio. Vedi dove siamo arrivati? Come è possibile che abbia più importanza un animale dei bambini?

Padre Livio: Non si comprende il dono di Dio creatore.

Vicka: Certo. Non si comprende che Dio ti ha dato la vita e che tu puoi dare la vita agli altri.

Padre Livio: Da noi c’è un altro fenomeno strano. I fidanzamenti durano tanti anni e non di rado i matrimoni soltanto qualche mese. Come è possibile che si rompano così facilmente le famiglie?

Vicka: Quando c’è un amore sincero, quando c’è un legame vero, di sicuro non si perde. Quando invece ci sono solo cose esteriori e passeggere non può durare. Ma quando io ti voglio bene con tutto il cuore e con tutta l’anima e faccio sacrifici per andare avanti insieme, allora Dio, che ha dato questo amore, lo benedice e la gioia non si perde. Oggi invece si concedono tutto, vanno a vivere insieme, pensano a divertirsi e vanno dietro a quelle cose che passano. Ma, passate queste cose, è passato anche l’amore.  Allora il matrimonio si rompe perché ha perduto tutto il suo valore ed è rimasto il vuoto.  Ma quando noi  prendiamo una persona e incominciamo ad amarla veramente, dedicandosi a lei, allora non avrai più paura di perderla.

Padre Livio: Oggi capita spesso di sentire un marito o una moglie che dicono: “ Una volta gli volevo bene, ma adesso non sento più niente”.

Vicka: Ma allora quello non è stato un amore vero. Quando un amore è vero non si guasta così.

Padre Livio: Ma come si fa a realizzare un amore vero?

Vicka: Noi a parole possiamo dire tante volte: “Ti voglio bene”, ma quelle sono soltanto parole. Per realizzare il tuo amore, devi prepararti per la vita. Devi crescere e maturale. E prima di sposarti devi aprire non soltanto gli occhi, ma tutta la tua anima per capire chi è quella persona e per sentire che cosa è per te.

Padre Livio: In ogni caso c’è sempre bisogno che la fede e la preghiera proteggano l’amore degli sposi.

Vicka: Certamente. Se nelle nostre famiglie ci fosse più preghiera e più unione dei cuori, non ci sarebbero tanti matrimoni falliti.

Padre Livio: La fede è dunque un grande aiuto per le famiglie?

Vicka: Sì la fede, la preghiera e l’unione sono le uniche cose che possono salvare le famiglie.

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