"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Dicembre 2023 Pagina 4 di 18

IO AMO LA CHIESA PERCHE’ E’ LA NOSTRA SPERANZA (4)

La Chiesa nostra speranza

Cari amici, in questi giorni in cui la Santa Famiglia di Nazareth è più che mai l’immagine della Chiesa, vorrei presentarvi alcuni brani del mio libro “La Chiesa è indistruttibile” che uscirà a fine Gennaio 2024.

Vostro Padre Livio

La crisi  di fede  che contrassegna  il nostro tempo può essere  sintetizzata nello spettacolo che possiamo constatare  ogni giorno:  le chiese semivuote  e i supermercati affollati anche di Domenica. Questa  immagine rivela   nel medesimo tempo la decadenza di una civiltà  che ha fatto  del corpo il  suo “dio” e dell’effimero il suo nutrimento. Infatti, che cosa  potrebbe offrire  la Chiesa a una visione del mondo secondo la quale l’uomo viene dalla terra e ritorna alla terra? L’uomo, come effetto ultimo dell’evoluzione della materia, viene ritenuto un dogma assoluto dalla nuova  religione atea e materialistica, che  nega  l’anima spirituale  e  immortale.

Nella storia delle civiltà la natura umana è sempre stata considerata a due dimensioni, il  corpo proveniente dalla terra e l’anima scaturita dalla divinità.  L’affermazione biblica che Dio, per creare l’uomo, ha immesso il soffio del suo spirito nella  polvere della terra può essere ritenuta una verità  presente,  sia pure con formulazioni diverse, nella quasi totalità delle  religioni. “Il pensiero unico” che, a partire  dall’Occidente, cerca di dominare il mondo, riduce  l’uomo a un elemento della materia  non diverso dagli altri. Quale speranza può offrire questa prospettiva se non  una vita inutile e senza futuro?

Il  cambiamento di visione della vita che si è imposto  in questi ultimi decenni, soprattutto grazie alla penetrazione capillare dei  mass  media, ha fatto dell’uomo un produttore e un consumatore di effimero, rinchiudendo la sua esistenza nell’ambito oscuro della finitezza e rimuovendo dalla sua prospettiva  l’orizzonte dell’eternità. Questo cambiamento radicale lo possiamo toccare se accostiamo una persona anziana a una   di mezza età.  La prima guarda alla morte come il termine di un cammino che porta  all’eternità. La seconda al contrario cerca di rimuovere  la prospettiva della  morte e la vive come una resa al  nulla che incombe. La “colonizzazione ideologica” che ha sostituito il cristianesimo con una pseudo-scienza che riduce   l’uomo a un animale,  ha tolto alla vita la prospettiva dell’immortalità.

La vita,  invece di essere  un pellegrinaggio verso la   pienezza  della gioia, diviene un corsa  forsennata  in un labirinto oscuro e senza  speranza  di  uscita. C’è  da chiedersi quanto potrà resistere la nuova generazione all’oppressione di questa  ideologia soffocante, che degrada la vita umana,  la riduce a un fenomeno passeggero e mortifica i desideri più  profondi del cuore umano. Neppure un controllo assoluto della società, con i mezzi sofisticati di cui il potere dispone, potrebbe impedire una rivolta incontenibile in nome della dignità della persona umana.

Nel  corso della storia le religioni e le filosofie si possono configurare come tentativi per riscattare la miseria della condizione umana   contrassegnata dalla sofferenza, dal male e soprattutto dalla morte. In qualunque situazione sociale l’uomo viva, sia ricco  che povero,  istruito o ignorante, sano o malato, si trova nella necessità di cercare una salvezza da flagelli  ben più gravi che minacciano la sua vita e contro i quali può fare poco o nulla. Di qui l’esigenza di chiedere aiuto a chi lo può dare senza illudere e senza ingannare. La  via che porta a Dio, per  quanto imperfettamente conosciuto, nasce da questo bisogno che non si attenua mai e che attraversa tutte  le civiltà.

La diversità del cristianesimo rispetto a questo anelito verso  la  salvezza sta nel fatto che essa è  un dono di Dio, che si è fatto carico della  condizione esistenziale dell’uomo e l’ha redenta.  Questo è il tesoro che la Chiesa  porta  con sé  nel suo pellegrinaggio  nella storia e che distribuisce a tutti gli uomini con pari generosità. Sarebbe una catastrofe, in ogni caso da escludere, se la Chiesa si dimenticasse del suo deposito insostituibile di grazia  e inseguisse la nuova Era  nella  ricerca  di soluzioni alternative, foriere di sofferenze inimmaginabili e di rovina  certa.

L’inizio  del   nuovo millennio può essere indicato come il punto di arrivo dell’apostasia globale, col conseguente cambio di religione, favorito dal  “nuovo totalitarismo”. Forse a questo voleva alludere la Regina della  pace quando, il primo giorno del secolo,  svelava che “Satana è sciolto dalle  catene”. In questo periodo il principe della menzogna ha dispiegato tutto la sua capacità di seduzione, attaccando la Chiesa non solo dall’esterno, ma anche dall’interno, dissolvendo la fede e con essa il patrimonio di valori  che nei secoli ha elevato la società, facendo crescere le  persone e l’insieme della civiltà. La rivoluzione in atto ha mostrato il   suo volto radicalmente anticristiano, in quanto è determinata  a  fare dell’uomo il padrone del mondo. In realtà il padrone vero del mondo è  “mammona”, al quale tutto viene finalizzato con una   logica rigorosa e  impietosa. La vita umana deve essere indirizzata a questo obbiettivo, nel  quale satana si incarna, tenendo in pugno il mondo intero. Quando una persona non serve per raggiungere questo traguardo, viene prima scartata e quanto prima  eliminata. L’uomo non viene considerato nella sua dignità,  così come la fede  cristiana l’ha messa in luce,  ma nella su

In ultima istanza chi è  l’uomo nel tempo del “pensiero unico”, nell’era del “risveglio”, della  “cancellazione”  della civiltà  cristiana e delle conquiste del “trans-umanesimo”? E’  ancora una  persona con una libertà, una moralità e un destino, oppure è  un  simil-oggetto da  utilizzare e da accantonare accanto a tanti  altri,  che sono costruiti secondo i programmi della “nuova creazione”? Mentre le illusioni del  falsario e  le promesse degli  incantatori  tengono banco su tutti mass media, la realtà  della vita  mostra  il suo volto  feroce e insopportabile. Chi  ha  la  sventura, o  forse  la  grazia,    di nascere in questo frangente della storia, che l’Onnipotente non mancherà  di abbreviare, viene subito confezionato secondo le direttive del  nuovo  potere assoluto e onnipresente, in  modo che non pensi diversamente  da ciò che è  stabilito, non ci si muova se non nelle  strettoie del  labirinto, non cada nell’errore imperdonabile  di usare  la  libertà, non si ponga  gli interrogativi che  inquietano, i  dubbi che mettono  in questione, le rivendicazioni che minacciano la stabilità. 

Dal momento del  concepimento fino all’ultimo respiro ogni essere  umano deve essere programmato accuratamente, incastrato nell’ingranaggio, riparato e oliato se necessario, eliminato se scadente, gettato nell’inceneritore  se improduttivo. Penserai che sono esagerato. Lo pensi  perché  non  conosci la storia dell’umanità.  Il principe di questo mondo ha sempre cercata di trasformarla  in un girono infernale, ma non aveva   mezzi  adatti per arrivare a dove vuole arrivare. Ora ne ha in abbondanza e si  chiamano “conquiste della scienza e della tecnica”, con le quali  può asservire  le  nostre vite e distruggerle insieme al  pianeta sul quale viviamo.

Stiamo entrando in un era infernale,  come  era prevedibile nel momento in cui è stato rigettato il Dio dell’amore e della pace. La conseguenza più  tragica è la riduzione dell’uomo al  suo corpo, a un  prodotto della materia,  a un oggetto da utilizzare. Nessuno è più  al sicuro in questa società dove, insieme al Creatore, sono state espulse la verità, la  moralità e la libertà. La falsa luce che acceca impedisce alle  moltitudini di vedere ciò che si sta preparando e che già si sta manifestando. La stessa pandemia viene utilizzata per accelerare  il  nuovo mondo dell’onnipotenza umana. In questo contesto la Chiesa rimane l’unica ancora di speranza a cui  l’umanità  può aggrapparsi.

Deve però essere la Chiesa che  è  il sale della terra e la luce del mondo. Deve essere  la Chiesa che testimonia la Verità con coraggio, senza complessi di sudditanza nei confronti delle  nuove ideologie del male.  Deve essere una Chiesa che non teme  la persecuzione e il martirio,  nella certezza che le porte dell’inferno non prevarranno. Deve essere una Chiesa che indica  l’unica strada verso il futuro, chiamando gli uomini alla conversione.

In soccorso della Chiesa è venuta Maria, che sta portando  a termine la sua strategia di salvezza con la lunga presenza a Medjugorje. La Regina della pace  è  venuta a chiamare l’umanità  alla conversione per  l’ultima volta ed è  ben decisa ad assestare un colpo di grazia alle  potenze del  male, che tentano di riprendersi il  mondo redento  da Cristo. La Madre sta chiamando a raccolta tutti i suoi figli per la grande battaglia contro l’impero delle tenebre che vuole distruggere  la mirabile opera divina della creazione e della redenzione. Siamo  a  un passaggio critico della Storia della Salvezza:  è il tempo dell’Apocalisse, di “Satana sciolto dalle catene” e della “Donna vestita di sole”, della lotta fra la Chiesa del Cielo e della terra  contro le orde della superbia e dell’impenitenza.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul messaggio a Jakov del 25 dicembre 2023

Cari amici, nell’ultima apparizione quotidiana del 12 settembre 1998 la Madonna ha detto al veggente Jakov che avrebbe avuto l’apparizione una volta all’anno, il 25 dicembre, a Natale. Così è avvenuto anche quest’anno. La Madonna è venuta con il piccolo Gesù fra le braccia e ha detto:

«Cari figli, oggi con mio Figlio tra le braccia desidero invitarvi tutti a pregare Gesù Bambino per la guarigione del vostro cuore. Figli, nei vostri cuori spesso regna il peccato che distrugge la vostra vita e non potete sentire la presenza di Dio. Perciò oggi, in questo giorno di grazia quando la grazia si diffonde nel mondo intero, offrite al Signore la vostra vita ed il vostro cuore affinché il Signore li guarisca con la Sua grazia. Soltanto con il cuore puro potrete rivivere la nascita di Gesù in voi e la luce della Sua nascita illuminerà la vostra vita. Io vi benedico con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». 

In questo messaggio la Madonna richiama a una necessità di guarigione spirituale dei nostri cuori che sono infestati e distrutti dal peccato. È il lamento della Madre per i suoi figli che non si sono preparati al Natale con un’adeguata confessione. Il peccato distrugge la vita, è un veleno, è una schiavitù dalla quale solamente Cristo ci può liberare. Il cuore umano è fatto per essere abitato dal bene o dal male; accade a volte che essi si combattano ma gli effetti sono diversi a seconda di chi prevale. La Madonna ci ha messo in guardia proprio dal fatto che se il cuore è abitato dal principe di questo mondo che è il re del male, il peccato distrugge le nostre vite. L’opera di satana è la distruzione che si oppone all’opera di Dio che è la Creazione. La Madonna attribuisce al peccato i medesimi effetti di quelli del demonio: il peccato distrugge. Possiamo allora affermare che il demonio distrugge attraverso il peccato.

Il demonio vuole la distruzione delle nostre vite!

Pensavo che la vecchiaia aiutasse molto a preparare una persona a comparire davanti a Dio perché alla fine della vita c’è il giudizio particolare che sarà giusto e misericordioso perché saremo giudicati secondo i meriti, come dice l’Atto di fede: “credo in Gesù Cristo, Figlio di Dio incarnato, morto e risorto per noi, il quale darà a ciascuno, secondo i meriti il premio o la pena eterna”. Ingenuamente credevo che l’avvicinarsi del tempo della morte, con l’avanzare dell’età, scaturisse nelle persone il desiderio di pregare di più, di stare più vicino a Dio, abbandonare le cose di questo mondo, liberarsi dalle zavorre, purificarsi e prepararsi. Pensavo che con l’avanzare dell’età le persone sentissero il desiderio e allo stesso tempo il bisogno di prepararsi all’incontro con Dio in modo da farsi trovare impeccabili spiritualmente, come quando ci si prepara per una grande festa e si vuole essere bellissimi ed eleganti.

Questo però accade alle persone che hanno già intrapreso un cammino spirituale, man mano che il tempo passa e si avvicinano alla morte si preparano sempre di più e sempre meglio. È la stessa grazia di Cristo a operare affinché la persona che già è nel cammino di fede si prepari spiritualmente all’incontro personale con Dio.

Quelli che sono nel peccato, perseverano fino all’ultimo istante, fino all’ultimo respiro. È un miracolo se chi si è indurito nel male viene toccato alla fine dalla grazia, magari anche per merito dei congiunti che pregano per quella persona. In genere, però, chi si è indurito nel male non sente più Dio.

Se nei cuori regna il peccato, la vita è distrutta e non si sente Dio. Bisogna allora rivolgersi a Gesù perché guarisca il nostro cuore. La grazia è fondamentale affinché una persona che è nel male si metta a pregare; pregando si ottiene poi la grazia della guarigione.

In questo messaggio, allora, la Madonna esorta tutti coloro che sono impantanati nel peccato a pregare Gesù Bambino per la loro guarigione. Uscendo dal peccato, entrando nella dinamica della grazia che risveglia e che opera si aprono gli occhi sul male commesso, sulla Misericordia di Dio; i nostri orecchi iniziano a sentire la voce della coscienza.

È fondamentale, allora, non tentennare e cogliere la grazia che passa. Accostiamoci al Sacramento salvifico della Confessione, guardiamo i nostri peccati, pentiamoci e confessiamoli affinché i nostri cuori siano degne dimore per il Bambino Gesù.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”  

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Loading the player...

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Il carisma di Pietro è una verità di fede

Carissimo Padre Livio,

insieme agli auguri di Buon Natale volevo ringraziarla per come nei giorni scorsi ha difeso il carisma di Pietro che è un dono particolare di Cristo per il bene della Chiesa.

Infatti è solo a Pietro che Gesù ha rivolto l’invito di pascere i suoi agnelli  e le sue pecorelle.

Come è noto Pietro si chiamava Simone, ma Gesù lo ha soprannominato  Pietro, perché doveva essere “la pietra” sulla quale edificare la Chiesa.

Ed è solo a Pietro che Gesù ha consegnato le Chiavi del Regno dei Cieli e il potere di legare e di sciogliere.

Se Gesù ha rivestito Pietro e i suoi Successori, i Romani Pontefici , di una tale autorità di insegnare, di reggere e di guidare,  avrà avuto ragioni di carattere soprannaturale, che vanno oltre i nostri schemi di natura sociale o politica.

Perciò lei ha fatto benissimo a richiamare la necessità di una prospettiva soprannaturale  nel guardare alla Chiesa, essendo essa una istituzione divina e non umana.

Continui così caro Padre, con chiarezza e coraggio, perché non pochi si perdono nella babele delle lingue.

Con stima e affetto

Anna di Pisa


Cara Anna,

la ringrazio per l’apprezzamento e l’incoraggiamento di cui abbiamo tutti bisogno in particolari momenti.

Lei molto opportunamente ha sottolineato il carisma di Pietro nella Chiesa, che si è andato via via consolidando nel corso della storia.

Nei giorni scorsi, in concomitanza con la Dichiarazione “Fiducia Supplicans”, un Documento di rilievo del Magistero papale, ho visto un attacco esagitato da parte di gruppi cattolici che va ben oltre un dissenso responsabile.

Da alcuni non solo il “Carisma petrino”  è stato attaccato , ma più ancora è stato delegittimato, proprio come fanno i Protestanti e gli Ortodossi.

Ovviamente il primo ad essere soddisfatto è il demonio, molto più astuto dei nostri “sapientoni”.

Ave Maria

Padre Livio

IO AMO LA CHIESA PERCHE’ E’ LA NOSTRA DIFESA (3)

La Chiesa nostra  difesa

Cari amici, in questi giorni in cui la Santa Famiglia di Nazareth è più che mai l’immagine della Chiesa, vorrei presentarvi alcuni brani del mio libro “La Chiesa è indistruttibile” che uscirà a fine Gennaio 2024.

Vostro Padre Livio

 Nel  corso del suo cammino bimillenario la Chiesa è sempre  stata perseguitata e c’è da chiedersi per quale motivo. Infatti nella sua missione in  mezzo ai popoli più diversi ha sempre testimoniato l’amore e la  pace.  La Chiesa  non è mai stata  una potenza armata contro la quale fosse  necessario usare  la forza,  ma una   presenza  operosa e pacifica al servizio di tutti, compresi i  suoi nemici. Eppure il suo cammino  è stato una Via Crucis che ha visto scorrere fiumi di  lacrime e di sangue a  causa  del debordare della  violenza che contrassegna la storia umana. Ciò nonostante  non ha esitato  a  porgere  l’altra guancia,  perdonando i suoi nemici. Non si è  mai presentata come un potere umano in competizione con gli altri,  ma  al contrario come un’oasi di pace e di riconciliazione fra  le  persone e i  popoli.

La  presenza  di  Cristo e  della sua Parola ha impedito agli uomini di Chiesa di cedere alla  logica umana del  potere umano, ma li ha sempre  richiamati sulla  via dell’umiltà e del servizio. La  Chiesa, nel  suo cammino fra  i  popoli della terra,  non si è  mai presentata come una  potenza fra  le altre,  ma  come uno strumento al  servizio della riconciliazione e della  pace.  Nel  tempo delle calamità e delle guerre la Chiesa è stato un rifugio dove tutti potevano trovare aiuto e protezione.  Senza  la presenza della Chiesa il male non troverebbe  un ostacolo che lo ferma e riuscirebbe travolgere tutto  Ciò che di vero, di bello e di buono vi è  nel  cuore  dell’uomo e nella  società.

Questo, caro amico è un punto su cui riflettere seriamente,  perché il vento che tira  oggi  è quello di ritenere  la Chiesa e ciò che essa rappresenta un ostacolo verso una umanità  migliore,  come se la storia che  abbiamo alle spalle, anche quella più  recente, non abbia dimostrato fino a quali limiti di iniquità  possa arrivare  il  potere  umano  quando pretende di sostituirsi a Dio. La Chiesa ha sempre  costituito un limite alle pretese del mondo di esercitare  un dominio assoluto. Questo lo ha fatto  pagando un caro prezzo  per il dovere sacrosanto di testimoniare il primato di Dio sulle velleità dei protagonisti della storia. Oggi però siamo arrivati a un punto,  mai toccato prima, di fare tabula rasa del Cristianesimo e del suo  Fondatore, della Chiesa e della  sua storia, spianando così la strada al “mistero di iniquità” che opera  nel  mondo  per  portarlo alla distruzione.

In questa  luce appare chiaro il  motivo per il quale Gesù  ha voluto fondare la Chiesa e assicurare  la sua presenza fino alla fine dei secoli. Il Principe di questo mondo infatti,  anche dopo che il mondo è stato redento dalla Croce, non  ha nessuno intenzione di lasciarsi estromettere o di esercitare un parte  marginale. Al contrario vuole riprendersi il dominio che Cristo gli ha strappato e riportare  il  mondo sotto il suo regno di violenza,  di menzogna e di morte. La  presenza della Chiesa  è quella di una fortezza espugnabile che Dio ha donato all’umanità  perché le porte dell’inferno non  possano prevalere  nonostante  i  loro ripetuti assalti. Oggi  tuttavia siamo entrati in una fase critica, nella quale “Satana sciolto dalle catene” è riuscito col nostro aiuto a costruire un mondo senza Dio, dal  quale cancellare  ogni presenza della Chiesa e quindi ogni ostacolo al dilagare della menzogna e della  violenza.

Non vi è dubbio che nel tempo della modernità la Chiesa abbia perso molto del suo influsso sulla società e sia  stata sempre più  spinta ai margini della storia. Nel frattempo si è  affermato il potere mondano, politico, economico e culturale che, supportato da  ideologie di dominio e di violenza, ha dato via libera a  due conflitti mondiali, che hanno  provocato sofferenze e devastazioni inimmaginabili. La Chiesa stessa ne è stata travolta, divenendo un facile bersaglio da colpire e da umiliare,  quando non si è cercato di annientarla fin dalle fondamenta. Il  secolo alle spalle dimostra che  la pace fra  i popoli, il  progresso economico e sociale e il  livello  morale delle  persone  degrada  con  l’indebolimento della Chiesa e la  marginalizzazione della sua presenza.

Non è un mistero che negli ultimi due secoli le  élites dell’Occidente che,  a  partire dall’Europa, hanno svolto un ruolo egemonico  nel  mondo, hanno progettato  una liquidazione della Chiesa, ritenuta  un ostacolo ai loro progetti di dominio mondiale. Le ideologia del  male, come le ha stigmatizzate Giovanni Paolo II,  si sono succedute come un uragano devastante, cercando di sradicare la Chiesa dal  cuore delle moltitudini e di  sostituire la fede  con  ideologie anticristiane, a supporto del  potere   assoluto dell’uomo. La dittatura ideologica ha guidato un programma di ridimensionamento della presenza della Chiesa nella società, giungendo in molti paesi ad una aperta e sanguinosa persecuzione. La Chiesa  non ha avuto  nella sua storia bimillenaria tanto martiri quanti quelli dell’ultimo secolo.

Nel  medesimo tempo è partito un attacco  all’interno della Chiesa stessa,  volto a colpirne  l’anima,  mediante la dissoluzione della fede e di ogni dimensione soprannaturale,  in modo tale che la Chiesa stessa  si rassegnasse a divenire  una istituzione mondana, manipolabile dagli uomini a seconda delle  esigenze  del  tempo e assimilabile agli ingranaggi del potere umano. Una Chiesa senza Dio, senza Cristo, senza Fede, senza Comandamenti, senza  Morale e  senza Verità,  sarebbe molto gradita e persino finanziata dal “Mondo  nuovo senza  Dio”, come  lo chiama la Regina della  pace.  E’ questo tipo di Chiesa che avrebbe   la cittadinanza nella nuova Era in cui l’uomo si è messo al posto di Dio e si è proclamato l’unico padrone del mondo.  Al  contrario,  alla Chiesa fedele a Cristo viene riservato lo stesso trattamento del Fondatore,  la persecuzione,  la  crocifissione  e la  sepoltura,  con una ferrea sorveglianza perché non  risorga  come già è accaduto il  passato.

Caro  amico ti sarai accorto anche tu quanto sia cambiato il  mondo soprattutto in questo inizio secolo, quando la Regina della  pace ci ha svelato che “Satana è sciolto dalle catene”.  La dissoluzione della fede è un fenomeno di massa che  abbiamo sotto gli occhi,  mentre il paganesimo  ha  preso il  sopravvento, divenendo il  modo di vivere, di pensare  e di comportarsi dell’intera società.  La Chiesa,  in particolare in Occidente, fa fatica a reagire a questa bufera silenziosa e devastante  che  Giovanni Paolo II  ha chiamato “Apostasia”. Non mancano certo minoranze fervorose e attive che  la  Madonna suscita  ovunque, specialmente  grazie  alla sua  lunga e quotidiana presenza  a  Medjugorje,  divenuta  una fonte di grazia universale, alla quale si abbeverano moltitudini di anime. Non vi è dubbio però che il piano satanico di eliminazione del Cristianesimo abbia ottenuto risultati inimmaginabili e che la Chiesa si trovi oggi come il piccolo gregge   del  Venerdì santo,  impaurito e in crisi, benché la presenza di Maria fosse più che sufficiente a tenere  accesa  la  speranza.

Dopo queste considerazioni,  vorrei  che tu guardassi più addentro a questo “mondo nuovo senza Dio” nel  quale non vi è più posto per Cristo e la sua Chiesa, ma  solo per  quelli  che seguiranno la falsa religione umanitaria. Che  mondo  potrebbe esserci senza Dio, senza Croce, senza Comandamenti,  senza  Vita  eterna?  Sarà  un mondo  migliore, grazie alle conquiste della scienza e della tecnica?  Verrà  programmata una  nuova creazione,  una   nuova  umanità, senza  sofferenze, senza il  male, senza  la  morte? Così dicono,  ma intanto che cosa fanno? Come ti sembra sia diventata la vigna dopo  che i vignaioli hanno dato lo sfratto al padrone? E’ ricca di grappoli succulenti o è invece è devastata da cinghiali furiosi? Guardati in  giro e guarda in faccia le  persone. Sono impaurite,  confuse, agitate,  angosciate.  La società  è diventata dura, cattiva,  impietosa. I pesi da  portare aumentano,  le libertà  si restringono, il  futuro si fa   sempre  più nero. Il mondo senza  Dio è un’immagine dell’inferno.

Per  questo abbiamo bisogno che  la  Chiesa  riprenda  la  sua forza, che  si rinnovi nella fede e  nella   preghiera, che  diventi un’immagine viva  di Maria  e  che annunci la salvezza cristiana a un mondo a  rischio di auto-distruzione.   

Urbi et Orbi, il Papa: no alla guerra, follia senza scuse. La gente non vuole armi ma pane

Dalla Loggia delle Benedizioni Francesco pronuncia il tradizionale messaggio per la benedizione di Natale e rivolge un pensiero alla Terra Santa dilaniata dalle violenze: “Cessino le operazioni militari e si apra agli aiuti”. Preghiere per Ucraina, Siria, Libano, Yemen, Corea, Africa. Il Pontefice denuncia le tante stragi di innocenti nel mondo e stigmatizza il commercio delle armi che “muovono i fili delle guerre”: “Quanti soldi pubblici sono destinati agli armamenti”

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

No alla guerra, “viaggio senza meta”. No alla guerra, “sconfitta senza vincitori”. No alla guerra, “follia senza scuse”. No alle “tante stragi di innocenti nel mondo”. No e ancora no agli armamenti, la cui produzione e commercio muovono i fili di ogni guerra a vantaggio di pochi e scapito di molti che non vogliono armi ma solo “pane”. In una sola sillaba – “no” – il Papa racchiude la volontà di frenare ogni violenza e volontà di distruzione che stanno dilaniando il pianeta, anche in questo tempo di Natale. Come ogni 25 dicembre, Francesco si affaccia dalla Loggia delle Benedizioni e prega insieme a circa 70 mila fedeli riuniti in una uggiosa Piazza San Pietro per la tradizionale benedizione Urbi et Orbi. Al suo fianco ci sono il cardinale James Harvey, arciprete della basilica di San Paolo fuori le Mura, e il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione.

Cari fratelli e sorelle, buon Natale!

Supplica di pace

Dagli altoparlanti che poco prima hanno trasmesso la fanfara con l’inno dello Stato della Città del Vaticano, seguito da un cenno dell’inno nazionale italiano, risuona alle 12 in punto la supplica universale che il Papa, seduto ma idealmente in ginocchio, eleva al cielo per la città di cui è vescovo e per il mondo di cui è pastore. Una supplica di pace, quella del Successore di Pietro, per la martoriata Siria, per lo Yemen sofferente, per l’Ucraina devastata, per l’Armenia e l’Azerbaigian in lotta, per il Sahel e il Corno d’Africa teatri di tensioni e conflitti, per la Corea ancora divisa, per tutti i coloro che sono“obbligati a fuggire dalla propria patria in cerca di un avvenire migliore, rischiando la vita in viaggi estenuanti e in balia di trafficanti senza scrupoli”.

Cessino le operazioni militari in Terra Santa 

Pace, soprattutto, per la Terra Santa, la terra di Gesù Cristo bagnata dal sangue di migliaia di vittime, per la quale, ancora una volta come dall’inizio della “esecrabile” brutalità del 7 ottobre, il Vescovo di Roma implora il cessate il fuoco e aiuti umanitari urgenti.

Supplico che cessino le operazioni militari, con il loro spaventoso seguito di vittime civili innocenti, e che si ponga rimedio alla disperata situazione umanitaria aprendo all’arrivo degli aiuti. Non si continui ad alimentare violenza e odio, ma si avvii a soluzione la questione palestinese, attraverso un dialogo sincero e perseverante tra le Parti, sostenuto da una forte volontà politica e dall’appoggio della comunità internazionale.

La notizia che cambia la storia

“Lo sguardo e il cuore dei cristiani di tutto il mondo sono rivolti a Betlemme”, esordisce il Papa all’inizio del suo messaggio, dopo gli onori militari e il picchetto della Guardia Svizzera. A Betlemme in questi giorni “regnano dolore e silenzio”, ma è risuonato ugualmente “l’annuncio atteso da secoli”:

È nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore.

“Oggi a Betlemme tra le tenebre della terra si è accesa questa fiamma inestinguibile, oggi sulle oscurità del mondo prevale la luce di Dio, che illumina ogni uomo”, scandisce il Papa. “La Scrittura rivela che la sua pace, il suo regno”.

La strage degli innocenti oggi nel mondo

Proprio nella Scrittura, ricorda Francesco, al Principe della pace, Gesù, si oppone “il principe di questo mondo” che “seminando morte, agisce contro il Signore”. Lo vediamo in azione a Betlemme quando, dopo la nascita del Salvatore, avviene la strage degli innocenti ordinata da Erode. Lo vediamo in azione oggi con le tante “stragi di innocenti nel mondo”, afferma il Papa: “Nel grembo materno, nelle rotte dei disperati in cerca di speranza, nelle vite di tanti bambini la cui infanzia è devastata dalla guerra. Sono i piccoli Gesù di oggi, questi bambini la cui infanzia è devastata dalla guerra, dalle guerre”.

Allora dire “sì” al Principe della pace significa dire “no” alla guerra. E questo con coraggio: dire “no” alla guerra, a ogni guerra, alla logica stessa della guerra, viaggio senza meta, sconfitta senza vincitori, follia senza scuse. Questo è la guerra: viaggio senza meta, sconfitta senza vincitori, follia senza scuse

La gente non vuole armi ma pane

Ma per dire “no” alla guerra, sottolinea Francesco, bisogna dire “no” alle armi: “Perché, se l’uomo, il cui cuore è instabile e ferito, si trova strumenti di morte tra le mani, prima o poi li userà. E come si può parlare di pace se aumentano la produzione, la vendita e il commercio delle armi?”.

Oggi, come al tempo di Erode, “le trame del male, che si oppongono alla luce divina, si muovono nell’ombra dell’ipocrisia e del nascondimento”: “Quante stragi armate avvengono in un silenzio assordante, all’insaputa di tanti!”, esclama il Pontefice.

La gente, che non vuole armi ma pane, che fatica ad andare avanti e chiede pace, ignora quanti soldi pubblici sono destinati agli armamenti. Eppure dovrebbe saperlo! Se ne parli, se ne scriva, perché si sappiano gli interessi e i guadagni che muovono i fili delle guerre

Liberazione degli ostaggi a Gaza

Il messaggio natalizio del Papa si intreccia con la profezia di Isaia, quella che predice il giorno in cui “una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione” e in cui gli uomini “non impareranno più l’arte della guerra”. “Diamoci da fare perché quel giorno si avvicini!”, esorta il Pontefice. Chiede che si avvicini soprattutto in Israele e Palestina, “dove la guerra scuote la vita di quelle popolazioni”.

Il Successore di Pietro invia il suo “abbraccio” a quelle terre, in particolare le comunità cristiane di Gaza, la parrocchia della Sacra Famiglia, e dell’intera Terra Santa. “Porto nel cuore il dolore per le vittime dell’esecrabile attacco del 7 ottobre scorso e rinnovo un pressante appello per la liberazione di quanti sono ancora tenuti in ostaggio”.

Fratelli e sorelle, preghiamo per la pace in Palestina e in Israele

Preghiere per Siria, Yemen, Libano e Ucraina

Il pensiero di Papa Francesco va alla “popolazione della martoriata Siria”, come pure a quella dello Yemen “ancora in sofferenza” e al “caro” popolo libanese perché possa ritrovare presto “stabilità politica e sociale”. Con gli occhi fissi sul Bambino Gesù, Francesco implora poi “pace per l’Ucraina”.

Rinnoviamo la nostra vicinanza spirituale e umana al suo martoriato popolo, perché attraverso il sostegno di ciascuno di noi senta la concretezza dell’amore di Dio.

Pace tra Armenia e Azerbaigian

Ancora, il Vescovo di Roma prega perché si “avvicini il giorno della pace definitiva” tra Armenia e Azerbaigian: “La favoriscano la prosecuzione delle iniziative umanitarie, il ritorno degli sfollati nelle loro case in legalità e sicurezza, e il mutuo rispetto delle tradizioni religiose e dei luoghi di culto di ogni comunità”.

Il pensiero all’Africa e alla Corea

Non dimentica, il Papa, “tensioni” e “conflitti” che sconvolgono la regione del Sahel, il Corno d’Africa, il Sudan, come anche il Camerun, la Repubblica Democratica del Congo e il Sud Sudan. E non dimentica neppure le divisioni in Corea: sua speranza è che “si avvicini il giorno in cui si rinsalderanno i vincoli fraterni nella penisola coreana, aprendo percorsi di dialogo e riconciliazione che possano creare le condizioni per una pace duratura”.

Lottare contro la povertà e appello per i migranti

Si rivolge al Figlio di Dio, “fattosi umile Bambino”, infine il Papa pregandolo perché “ispiri le autorità politiche e tutte le persone di buona volontà del continente americano, affinché si trovino soluzioni idonee a superare i dissidi sociali e politici, per lottare contro le forme di povertà che offendono la dignità delle persone, per appianare le disuguaglianze e per affrontare il doloroso fenomeno delle migrazioni”.

Dal presepe, il Bambino ci chiede di essere voce di chi non ha voce: voce degli innocenti, morti per mancanza di acqua e di pane; voce di quanti non riescono a trovare un lavoro o l’hanno perso; voce di quanti sono obbligati a fuggire dalla propria patria in cerca di un avvenire migliore, rischiando la vita in viaggi estenuanti e in balia di trafficanti senza scrupoli

Sguardo al Giubileo

In conclusione, Jorge Mario Bergoglio guarda al futuro, cioè al Giubileo, “tempo di grazia e di speranza” che inizierà tra un anno. Auspica che questo “periodo di preparazione sia occasione per convertire il cuore”, “per dire ‘no’ alla guerra e ‘sì’ alla pace; per rispondere con gioia all’invito del Signore che ci chiama”.

Indulgenza plenaria Segue la preghiera mariana

RIFLESSIONE SULLE PAROLE DELLA MADONNA A NATALE

“Figlioli cercate Gesù nel silenzio del vostro cuore”

Cari amici,

In questo Natale, come sempre,  la Regina della pace è apparsa col Bambino Gesù in braccio e il messaggio  che ci ha dato riguarda la  straordinaria presenza con Lei  del Salvatore del mondo.

Il Bambino era già presente nella prima apparizione il 24 Giugno 1981, a indicare che la pace che la Madonna ci  porta  è suo Figlio Gesù.

“Lui è la pace” ha detto la Madre portandoci il Figlio. La Madonna, come di solito, ,fa riferimento ad espressioni del Nuovo Testamento dove si afferma che Gesù è la nostra pace.

Perché Gesù e solo Gesù, è la nostra pace? Il motivo risiede innanzi tutto nel mistero della sua Persona divina, unita indissolubilmente alla natura umana, alla  quale tutti siamo chiamati a partecipare, in modo da formare una profonda unione di amore e di pace.

Per questo la Madonna ci invita ad aprire i nostri cuori a Gesù perché li possa colmare con la sua pace. Il riconoscimento di Gesù come “Re della pace” compie il miracolo che gli uomini si riconoscano e si amino fra loro come fratelli.

Al fine di incontrare Gesù, la Madonna ci invita al silenzio interiore, in modo tale di sentire la sua presenza nel nostro cuore, quando il Signore passa e bussa perché gli venga aperto.

Si tratta non tanto di un silenzio materiale, ma piuttosto di un silenzio spirituale, che si realizza attraverso la liberazione della mente dalla rete di interconnessioni quotidiane, che ci impediscono un rapporto con Dio che invano ci cerca, perché non abbiamo tempo per Lui.

Di qui l’esortazione al raccoglimento della preghiera, che è l’invito di tutti i messaggi della Regina della pace e che, per volontà del Santo Padre, è l’impegno particolare della Chiesa per  tutto il prossimo 2024.

Nella preghiera quotidiana infatti Gesù fa sentire la sua presenza e il nostro cuore attinge alla luce di sapienza,  alla forza dell’amore e alla gioia della pace,  perché possa arrivare al mondo “che ha bisogno di Lui”.

Nel messaggio annuale, dato al veggente Jakov nel medesimo giorno di Natale,  la Madonna ci ha richiamato con parole forti a rivolgerci a Gesù per guarire  il cuore dal peccato, che distrugge la nostra vita e che ci impedisce di sentire la presenza di Dio.

“Soltanto con il cuore puro potrete rivivere la nascita di Gesù  in voi” ha detto la Madre ai quei figli che non si sono ancora seriamente avvicinati al Sacramento della Confessione.

Vostro Padre Livio

🔴LIVE VIDEO🔴COMMENTO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE – 25 DICEMBRE 2023

Loading the player...

MESSAGGIO DI MEDJUGORJE 25 DICEMBRE 2023

MESSAGGIO DEL 25 DICEMBRE 2023

”Cari figli! Vi porto mio Figlio affinché colmi i vostri cuori con la pace perché Lui è la pace. Figlioli, cercate Gesù nel silenzio del vostro cuore affinché rinasca. Il mondo ha bisogno di Gesù perciò figlioli, cercateLo attraverso la preghiera perché Lui si dona quotidianamente a ciascuno di voi.”

La Madonna oggi è venuta in abito solenne con Gesù bambino tra le braccia. Gesù ha steso la mano in segno di benedizione e la Madonna ha pregato su di noi in lingua aramaica.

Poruka, 25. prosinac 2023

„Draga djeco! Nosim vam mog sina Isusa da vaša srca ispuni mirom jer on je mir. Dječice, tražite Isusa u tišini vašeg srca da se rodi iznova. Svijet je potreban Isusa zato, dječice, tražite ga preko molitve jer on se daje svakodnevno svakome od vas.“

Danas je Gospa došla u svečanoj odjeći i s malim Isusom u naručju, i Isus je ispružio ruku u znak blagoslova, a Gospa je molila nad nama na aramejskom jeziku.

L”APPARIZIONE ANNUALE A JAKOV – IL 25 DICEMBRE 2023

Nell’ultima apparizione quotidiana del 12 Settembre 1998 la Madonna ha detto a Jakov Colo che avrebbe avuto l’apparizione una volta all’anno, il 25 Dicembre, a Natale. Così è avvenuto anche quest’anno. La Madonna e venuta con il Bambino Gesu tra le braccia. L’apparizione è iniziata alle 14 e 20 ed è durata 6 minuti. La Madonna è venuta con il piccolo Gesù fra le braccia.

Cari figli,oggi con mio Figlio tra le braccia desidero invitarvi tutti a pregare Gesù Bambino per la guarigione del vostro cuore. Figli, nei vostri cuori spesso regna il peccato che distrugge la vostra vita e non potete sentire la presenza di Dio. Perciò oggi, in questo giorno di grazia quando la grazia si diffonde nel mondo intero, offrite al Signore la vostra vita ed il vostro cuore affinché il Signore li guarisca con la Sua grazia. Soltanto con il cuore puro potrete rivivere la nascita di Gesù in voi e la luce della Sua nascita illuminerà la vostra vita. Io vi benedico con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Gospina poruka 25.12.2023 preko vidioca Jakova Čole

“Draga djeco, danas sa svojim Sinom u naručju želim vas sviju pozvati da molite malog Isusa za ozdravljenje svoga srca. Djeco, često u vašim srcima vlada grijeh koji uništava vaš život i ne možete osjetiti Božju prisutnost, zato danas na ovaj milosni dan kada se milost širi cijelim svijetom predajte Gospodinu svoj život i svoje srce da ih Gospodin ozdravi svojom milošću. Samo čista srca moći ćete doživjeti ponovno rođenje Isusa u vama i svijetlo Njegova rođenja će obasjati vaš život.

Ja vas blagoslivljam svojim majčinskim blagoslovom.

Hvala vam što ste se odazvali mome pozivu.”

Pagina 4 di 18

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy