Medjugorje è il compimento di tutte le apparizioni mariane
Carissimo Padre Livio,
so che ha molto da fare, perciò sarò breve.
Secondo Lei è Medjugorje il punto di arrivo delle apparizioni mariane di questi ultimi due secoli, come pure di tante profezie rivelazioni mistiche.
La Chiesa però non la pensa così e si è limitata a includere Medjugorje fra i tanti luoghi di spiritualità mariana che ci sono nel mondo.
Non le pare di aver ristretto gli orizzonti e di essersi infilato in una via senza uscita?
Immagino che mi cestinerà, ma, mi creda, glielo dico perché ne sono convinto.
Maurizio di Mestre.
Caro Maurizio,
Lei è stato breve e lo sarà anch’io. Mi limito a farle notare che non c’è nessuna apparizione della Madonna accreditata dalla Chiesa, almeno con la permissione del culto, (mi riferisco agli ultimi due secoli) in cui la Madonna abbia solennemente affermato che non verrà più a chiamare l’umanità alla conversione. Come pure mai la Madonna ha promesso di lasciare un segno indistruttibile e durevole.
Basterebbe questo per comprendere che siamo a una svolta decisiva.
Piaccia o non piaccia Medjugorje è il villaggio scelto da Dio come spartiacque che introduce nella fase degli ultimi tempi della storia della salvezza.
Sono passati oltre quattro decenni e Medjugorje è più viva che mai e non si esagera dicendo che è la speranza del mondo.
Quando incominceranno i segreti tutta l’umanità guarderà a Medjugorje.
E’ un fenomeno che diventa sempre più visibile ma mano che il mondo sprofonda.
Medjugorje è il compimento di tutte le apparizioni mariane.
A te pare una esagerazione ma questo è quanto dice la Madonna.
di Cristina Siccardi – Corrispondenza Romana – 15 Novembre 2023
Chi resta ancorato ai valori eterni inorridisce di fronte a sistemi statali, antichi e moderni, che hanno e continuano ad introdurre modalità differenti per eliminare esseri umani non conformi al potere vigente: ogni epoca ha i suoi carnefici ed oggi assistiamo con orrore ad una legislazione britannica che si accanisce sugli innocenti, condannandoli a morte attraverso appositi protocolli.
Il sistema sanitario inglese è una macchina tirannica, per cui, se non entri all’interno di certi parametri, sei destinato a venire soppresso senza pietà in un contesto ospedaliero. Neppure se i pazienti sono bambini vengono graziati, nonostante gli appelli di richiesta di umanità che di tanto in tanto lanciano alcuni genitori e associazioni che stanno al loro fianco. Mamme e papà, letteralmente sfibrati dalle logoranti battaglie in tribunale, si ritrovano persino a non vedere esaudita la lacerante richiesta di portare a casa la propria creatura, affinché possa morire nel dolce e caldo contesto familiare.
Casi sconosciuti e casi mediatici, come Charlie Gard, Alfie Evans, RS, Archie Battersbee, Sudiksha Thirumalesh, vanno ad accrescere il numero di quei piccoli che vengono periodicamente condannati a morte dall’eutanasia di Stato. Ora è stata la volta di Indi Gregory, per la quale il governo italiano, distinguendosi ancora una volta, come era già accaduto per il caso di Alfie Evans nel 2018, le ha dato la cittadinanza italiana al fine di trasferirla all’Ospedale Bambino Gesù di Roma, che si era proposto per continuare le terapie a cui era sottoposta per curare la sua patologia mitocondriale. Il diabolico protocollo per Indi Gregory predisponeva che la fornitura di ossigeno fosse a tempo determinato, nonché la sospensione delle cure e il divieto di rianimazione in caso di crisi. Così il tribunale inglese ha disposto l’arresto ai trattamenti vitali e sabato 11 novembre è stata trasferita, scortata dalla polizia, dal Queen’s Medical Centre di Nottingham a un vicino hospice, dove è stata gradualmente interrotta la ventilazione assistita e le sono stati somministrati farmaci palliativi per alleviarne le sue sofferenze. L’agonia è durata un giorno e mezzo, terminando all’1:45 (2:45 ora italiana) di lunedì 13 novembre.
Indi è nata il 24 febbraio di quest’anno, nel giorno, “guarda caso”, in cui la Chiesa festeggia sant’Etelberto, re del Kent, che accolse la delegazione di monaci inviata da papa san Gregorio Magno e guidata da sant’Agostino vescovo di Canterbury – entrambi ricordati come apostoli degli Angli –, permettendo così il battesimo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo di migliaia di persone, battesimo a cui si sottopose re Etelberto nel giorno di Pentecoste del 597.
Ebbene, anche l’inglese Indi ha ricevuto il battesimo per volere dei genitori, sebbene non credenti. La Provvidenza ha le sue vie, ed ecco che tale decisione è scaturita da un ragionamento molto preciso e logico di suo papà, Dean Gregory: «Non sono religioso e non sono battezzato. Ma quando ero in tribunale mi sembrava di essere stato trascinato all’inferno. Ho pensato che se l’inferno esiste, allora deve esistere anche il paradiso. Era come se il diavolo fosse lì. Ho pensato che se esiste il diavolo allora deve esistere Dio. Una volontaria cristiana visitava ogni giorno il reparto di terapia intensiva e mi ha detto che il battesimo ti protegge e ti apre la porta del paradiso. […] Ho visto com’è l’inferno e voglio che Indi vada in paradiso» (https://lanuovabq.it/it/mia-figlia-indi-messa-a-morte-da-un-sistema-diabolico) e l’intenzione è quella che nella famiglia ci siano altri lavacri al fonte battesimale. Indi, grazie al battesimo è salva.
La salvezza, secondo il vocabolario della fede, riguarda quella oltre la vita terrena, ed è la Vita eterna. Insegna sant’Agostino a riguardo proprio del battesimo ricevuto dai bambini: «Se dunque si può dimostrare che siamo morti al peccato per il fatto che siamo stati battezzati nella morte di Cristo, certamente anche gli infanti che vengono battezzati in Cristo muoiono al peccato, perché vengono battezzati nella morte di lui. Senz’esclusione di nessuno, infatti, Paolo dice: Noi tutti che siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte (Rm 6, 3). Perciò lo dice per dimostrare che noi siamo morti al peccato. E a quale peccato muoiono gli infanti, rinascendo, se non a quello che contrassero nascendo? Perciò riguarda anche loro ciò che l’Apostolo soggiunge: Infatti siamo sepolti insieme con lui, per il battesimo, nella morte, affinché come Cristo risorse dai morti per la gloria del Padre, così anche noi camminiamo in una nuova vita. […] gustate le cose di lassù, non quelle della terra: siete infatti morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio (Col 3, 1-3)».
Il battesimo ha spalancato le porte del Paradiso alla piccola vittima della crudeltà laica dei “diritti umani”. San Tommaso spiega che il peccato originale è un «peccato di natura» (peccatum naturae); è un peccato contratto e non commesso (uno stato, non un atto). È il peccato di una persona (peccatum personae) solo nella misura in cui questa persona riceve la natura decaduta (natura corrupta) dei primi parentes (Adamo ed Eva). In virtù della sua appartenenza alla specie umana nella discendenza di Adamo, ogni essere umano eredita una disposizione disordinata della sua natura umana, che proviene dalla dissoluzione dell’armonia della giustizia e della santità originali.
La conseguenza propria del peccato originale è la privazione della visione di Dio, pertanto è necessaria la grazia per essere purificati dal peccato originale e per essere elevati alla comunione con Dio, così da poter entrare nella vita eterna e godere della visione di Dio. Ciò implica, per ogni essere umano, la necessità della redenzione per mezzo di Cristo. Da qui discende direttamente l’esigenza di battezzare i bambini al fine di procurare loro la remissione del peccato originale per ottenere la vita eterna. Ecco perché la Chiesa ante Concilio Vaticano II invitava tutti caldamente ad amministrare al più presto, attraverso il ministro di Dio, il sacramento del battesimo ai neonati, senza aspettare troppi giorni, perché, nell’ipotesi che fossero morti, essi potessero entrare comunque nella beatitudine eterna.
L’insegnamento tomista sostiene che il battesimo è conferito al bambino sia per liberarlo dal peccato originale, sia per procurargli la vita divina, ovvero l’incorporazione a Cristo attraverso il dono dello Spirito Santo, spalancandogli l’accesso alla vita eterna. Se è vero che i bambini hanno ereditato il peccato originale, scrive San Tommaso, «a maggior ragione (multo magis) essi possono ricevere la grazia da Cristo per regnare nella vita eterna» (Summa theologiae III, q. 68, a. 9, corpus). Precisa san Tommaso d’Aquino: «I bambini non sono capaci di un moto di libero arbitrio, perciò Dio li muove verso la giustizia con la sola ‘informazione’ della loro anima. E ciò non può compiersi senza il sacramento: così come il peccato originale, dal quale essi sono purificati, non li ha feriti per loro volontà ma per la loro origine carnale; allo stesso modo, attraverso la rigenerazione spirituale, la grazia in essi proviene da Cristo» (Summa theologiae I-II, q. 113, a. 3, ad 1). Il battesimo dei bambini manifesta in maniera eminente la misericordia/giustizia della Santissima Trinità, che offre mezzi certi di salvezza anche ai lattanti, i quali non possono ancora cooperare all’accoglimento della grazia che li rende partecipi della vita divina. Tale misericordia/giustizia offre quindi mezzi certi anche a chi, come l’innocente Indi di 9 mesi, viene giustiziato nell’esilio di questo mondo dagli aguzzini contemporanei, che vestono i camici dell’eutanasia
Pensiero Spirituale sul combattimento spirituale personale
Cari amici, il combattimento spirituale personale riguarda la vita cristiana ed è strutturale al cammino di santità. Combattere significa lottare contro qualcosa o per qualcosa. Il combattimento spirituale è la lotta per uscire da una situazione di male, di peccato, di morte e quindi di pericolo per la salvezza eterna della propria anima ed è proprio questo l’obiettivo della vita cristiana. La vita del cristiano è una lotta contro le potenze del male che vogliono portare alla perdizione eterna la nostra anima. Dal momento della Redenzione di Cristo siamo stati chiamati tutti alla santità, dobbiamo percorrere questo cammino.
Mettere a fuoco quali sono gli ambiti e i nemici di questo combattimento spirituale è molto importante ed è ciò che ha fatto la teologia cristiana in oltre duemila anni; anche mistici e teologi in tutti questi anni hanno evidenziato i nemici contro i quali dobbiamo combattere quotidianamente per salvare la nostra anime e nel medesimo tempo ci hanno rivelato quali sono gli aiuti che vengono dal Cielo, in particolare la grazia di Cristo, i Sacramenti, la Parola di Dio e la preghiera personale. I nemici del combattimento spirituale sono la carne, il mondo e il demonio. Essi hanno come obbiettivo quello di portarci alla perdizione eterna ed è contro di essi che dobbiamo combattere quotidianamente.
La carne Con la parola carne si intende la nostra natura umana ferita dal peccato originale. Pur avendo ricevuto il Sacramento del Battesimo ed essendo passata dal potere delle tenebre alla libertà dei figli di Dio, la natura umana ha conservato dentro di sé una ferita che il Concilio di Trento ha chiamato concupiscenza ed è la tendenza al male, che non è peccato ma è una spinta al peccato. La natura umana è ferita ma è stata redenta dalla grazia ed è abitata da Dio, con il Battesimo diventiamo tempio dello Spirito Santo e, crescendo, le conseguenze del peccato originale che è stato cancellato si fanno sentire e se non lottiamo per tenerle a bada prendono il sopravvento e diventano i vizi capitali. Con la grazia siamo in grado di estirpare e dominare la tendenza al male e tale è lo splendore della luce che le tenebre devono ritirarsi. La ferita del peccato originale è il nemico peggiore perché opera in noi, è dentro di noi ed è la radice di tanti mali come Gesù spiega nel capitolo settimo del Vangelo di Marco: Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro, infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo. Per dominare se stesso, allora, l’uomo deve combattere spiritualmente. È la grande battaglia della vita che decide anche la salvezza eterna della nostra anima. La carne è indubbiamente il nemico più infimo perché anche quando si pensa di averlo dominato, in realtà rimane insito e opera in noi attraverso l’autoproclamazione di santità. La virtù dell’umiltà è la migliore di tutte in questi casi e a essa devono ricorrere quelli che sono molto avanti nel cammino di santità per non peccare di presunzione. La carne è un nemico difficilissimo da battere.
Il mondo Il mondo è esterno a noi e con le sue tentazioni, con le derive, le false luci, le false gioie, i falsi onori e i falsi amici che trascinano al male. Dobbiamo allora costruire uno scudo facendo delle scelte consapevoli di quello che prendiamo dal mondo e delle persone che frequentiamo. I mass-media ci invadono da mattino a sera, siamo continuamente tempestati da tentazioni e false luci che il mondo ci propone. Se non stiamo attenti il mondo finisce per addomesticarci, per darci i suoi pensieri, i suoi vizi, le sue prospettive.
Il demonio Il demonio difficilmente agisce direttamente. Nel tempo che stiamo vivendo, però, satana agisce nei cuori delle persone scatenando odio, guerra e violenza. Basta guardarsi intorno e ascoltare le parole della Madonna che nei suoi messaggi lo chiama per nome, dice proprio “satana” o “il diavolo”. Satana interviene direttamente per sviare, per offrire, per sedurre, per distruggere con quello che offre. Abbiamo molte testimonianze di santi che descrivono fino a che punto satana è arrivato a tentarli. Mi ha molto colpito il racconto della Valtorta di satana che tenta la Madonna ai piedi della Croce cercando di portarla alla consapevolezza di esserci sbagliata. «Egli risorgerà. Inutilmente voi diffidate della mia ragione e siete ciechi alla verità che Egli vi disse. Inutilmente tenta Satana di insidiare la mia fede. A redimere il mondo manca anche la tortura data al mio cuore da Satana vinto. La subisco e la offro per i futuri. Addio, Figlio! Addio, mia Creatura! Addio, Bambino mio! Addio… Addio… Santo… Buono… Amatissimo e amabile… Bellezza… Gioia… Fonte di salute… Addio… Sui tuoi occhi… sulle tue labbra… sui tuoi capelli d’oro… sulle tue membra gelide… sul tuo Cuore trafitto… oh! sul tuo Cuore trafitto… il mio bacio… il mio bacio… il mio bacio… Addio… Addio… Signore! Pietà di me!». Quando satana attacca è feroce e in questo momento è libero dalle catene e sta attaccando l’umanità per portarla alla perdizione.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”
La gente serena del “miliardo d’oro” sono anime anestetizzate da satana
Carissimo Padre Livio
Mi riferisco a quella lettera che le ha mandato Sergio sul suo blog.
Lui parla di un occidente che tranquillamente passeggia per le vie facendo compere natalizie, ignorando del tutto il futuro prossimo dei dieci segreti
Quello che voglio dire è che questa tranquillità non è meno grave della guerra, anzi per meglio dire ne è da accendipista.
“Tranquillità” (e non assolutamente “Pace”) è l’anestesia delle anime e quindi delle persone che sono portati (ingannati!) a pensare solo al proprio orticello (che bello l’orticello, solo mio l’orticello) mettendo come punti di riferimento falsi idoli di bassa lega, cambiandoli a seconda del proprio umore, del proprio comodo
Quindi Sergio dovrebbe guardare il quadro che ha davanti con terrore e non con rassegnazione perché questo è il terreno che da parecchio tempo cerca in ogni modo di coltivare, fertilizzare per farci crescere l’allontanamento della fede, della preghiera, gli aborti, l’eutanasia, il gender ecc…
Satana è riuscito a fare di queste persone così “tranquille”, anime spente, anestetizzate, malate, abitudinarie che non si fanno più domande, che prendono per buono ogni cosa gli venga proposta dai media
Per satana, da lì si parte: addormentare le anime tutte prese dal proprio orticello e basta
Anime chiuse, spente, dure che si odiano
Per satana da lì si parte: odio che porta ad una guerra più catastrofica che mai
Se non ci fosse la Madonna con i dieci segreti sarebbe la fine
Caro Sergio in quella “bella tranquillità”, satana regna.
Cari amici, il 25 dicembre 2012 la Madonna è apparsa a Medjugorje con Gesù Bambino tra le braccia e non ha dato messaggio, ma Gesù Bambino ha iniziato a parlare e ha detto: «Io sono la vostra pace, vivete i miei Comandamenti».
L’umanità sembra aver perso la bussola morale che sono quei Comandamenti che Dio ha impresso nella mente e nel cuore di ogni essere umano e che sono percepiti dalla voce interiore della coscienza per cui quando noi agiamo in conformità ai Comandamenti la voce della coscienza ci approva; rimorde quando invece agiamo in un modo diverso alle indicazioni dei Comandamenti.
È necessario partire dal presupposto che i Comandamenti non sono solamente la legge di Dio che ha rivelato a Mosè e che Cristo ha perfezionato riportandoli alla purezza originaria e sintetizzandoli nel Comandamento dell’amore, come Lui stesso ce lo ha rivelato. I Comandamenti sono prima di tutto una realtà interiore impressa nell’essere umano e sono stati codificati nella stessa struttura spirituale dell’uomo. Ogni essere umano, a partire dalle origini, nell’anima spirituale immortale ha impresso questo principio di moralità, questa luce che è stata espressa poi nei Dieci Comandamenti ma che comunque riguarda tutto l’agire dell’uomo.
I nostri progenitori sono stati creati in uno stato di grazia che, come sappiamo, è stato perduto ma questo principio di moralità non è stato cancellato. Forse è stato un po’ offuscato, ma ogni uomo è in grado con le potenze della sua anima (intelligenza, volontà e libertà) di percepire quali sono i principi fondamentali della legge morale che riguardano Dio e il prossimo.
Ogni essere umano con la sua intelligenza può arrivare alla conoscenza dell’esistenza di Dio e delle sue perfezioni come la bontà e l’onnipotenza; allo stesso modo l’uomo, con la sua intelligenza, può arrivare a percepire i principi morali insiti nell’uomo stesso.
A quelli che hanno la luce della fede e la grazia dello Spirito Santo si apre un panorama molto più ampio ed elevato che è amare con l’amore stesso di Dio che ci viene dato dalla Croce di Cristo. Anche gli altri hanno dentro di sé questi principi di moralità che illuminano e guidano l’uomo nel suo cammino. Tutti hanno la voce della coscienza che approva se l’uomo fa il bene, disapprova se fa il male.
Ci sono anche dei condizionamenti cioè la presenza del male che è in noi come retaggio del peccato originale e la presenza del male fuori di noi che ci devia e ci tenta. L’uomo può deviare dai Comandamenti, può arrivare a commettere degli errori e sarà Dio a giudicare ciascuno in base alla propria responsabilità personale.
L’umanità oggi sta degradando paurosamente verso forme di cattiveria, di forza bruta, di prepotenza, di potenza di inganno che è una depravazione dilagante tangibile. Come può l’uomo arrivare a tanto? Lo fa con una sua personale responsabilità. Il Creatore ha impresso nell’anima spirituale immortale dell’uomo il sigillo del Suo splendore di santità, quindi l’uomo stesso decide se seguire questi principi di moralità o no.
Se il mondo è degradato e siamo arrivati a forme di disumanità inaudite è perché l’uomo ha scelto liberamente di non seguire i principi morali che Dio ha impresso in ciascuno di noi.
Tutti gli uomini, non solo i credenti, hanno impressi i principi di moralità che sono, poi, i Comandamenti che sono dieci ma che si declinano a loro volta in tutti gli aspetti della vita e dei rapporti con Dio e con il prossimo.
Saremo tutti giudicati in base a questi principi di moralità che sono incancellabili. È vero, è possibile tacitare la coscienza quando ci fa comodo, ma in sé e per sé tutti hanno la possibilità di discernere il bene dal male.
Di fronte a questo degrado generale, almeno noi cristiani che abbiamo la luce della fede che illumina e amplifica i Comandamenti, dobbiamo essere una diga con la testimonianza della nostra vita, con la nostra coscienza retta che riflette la voce di Dio, con la nostra parola che indica la via del bene, con l’esempio.
Oggi come mai prima è necessaria una diga che fermi questa ondata di male che sta travolgendo il mondo.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”