"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Ottobre 2023 Pagina 9 di 15

MARIA DONNA DEL FUTURO

DA FATIMA A MEDJUGORJE – ESERCIZI SPIRITUALE PER I DIRETTORI DI RADIO MARIA – FATIMA 17 OTTOBRE 2023

La Russia tra Israele e Palestina

di Stefano Caprio- 14 Ottobre 2023

La “guerra mondiale a pezzi” evocata per anni da papa Francesco si sta effettivamente sviluppando in modalità sempre più globale, e la Russia vede in questo il realizzarsi della sua “missione” nel contestare il dominio dell’Occidente “collettivo”. E tornano alla mente le parole di Solženitsyn sul rapporto tormentato tra russi ed ebrei.

La Russia non ha condannato in modo diretto e inequivocabile le azioni dei terroristi di Hamas, che con l’attacco improvviso del 7 ottobre hanno dato inizio al tremendo conflitto di questi giorni tra Israele e Gaza, con migliaia di morti da entrambe le parti e massacri tali da far scolorire anche gli orrori di Buča e Mariupol. Soltanto due giorni dopo l’inizio del conflitto, il ministro degli esteri Sergej Lavrov ha dichiarato che “lo scontro armato palestino-israeliano va assolutamente fermato, bisogna risolvere il problema con le autorità civili, che sono anch’esse vittime della situazione”, e in particolare “ponendo l’attenzione sulle ragioni del conflitto”, alludendo alla necessità di riconoscere lo Stato palestinese.

Dalle varie dichiarazioni di questi giorni convulsi traspare comunque una malcelata soddisfazione dei russi più “belligeranti”, per uno spostamento dell’attenzione dalla guerra in Ucraina che obbliga l’Occidente a fare scelte drammatiche, compresa quella di mettere in secondo piano il sostegno all’Ucraina stessa. Al di là delle ipotesi complottiste che vedono la mano di Mosca dietro le azioni dei terroristi palestinesi, vale per tutti la dichiarazione dell’esagitato ex-presidente russo Dmitrij Medvedev: “e allora, amici della Nato, avete finito di giocare!”.

Non è del resto difficile comprendere quanto sia vantaggioso per la Russia il moltiplicarsi delle guerre da tutte le parti del mondo, da quelle che la vedono più coinvolta come nel Caucaso a quelle in Asia e Medio Oriente, o in Africa dove i russi sono molto attivi, e quasi stupisce che ancora non si siano riattivati i conflitti in Sudamerica, magari l’eterna contesa delle foreste amazzoniche tra Perù ed Ecuador, in attesa dell’invasione di Taiwan da parte della Cina. La “guerra mondiale a pezzi” evocata per anni da papa Francesco si sta effettivamente sviluppando in modalità sempre più globale, e la Russia vede in questo il realizzarsi della sua “missione” nel contestare il dominio dell’Occidente “collettivo”.

La propaganda di Stato in Russia, sia da parte dei politici sia degli agitatori dei media, ribadisce che qualunque conflitto è di aiuto alla Russia, a volte senza nemmeno il pudore di nasconderlo dietro dichiarazioni apparentemente neutrali. Tigran Keosayan, uno dei conduttori del canale Ntv, lo ha ripetuto più volte, e un altro dei principali “tromboni” televisivi, Vladimir Solov’ev, ha esplicitamente accusato su Russia-1 la Ue e gli Usa di essere colpevoli dell’escalation del conflitto israelo-palestinese, aggiungendo che “io sono ebreo, ma non israelitiano, non appoggio Israele”. La direttrice del canale Russia Today, Margarita Simonyan, ha osservato che “un Paese che non fa la guerra ai suoi vicini, sta facendo la guerra ai suoi vicini, ora dobbiamo aspettarci l’esodo dei pacifisti russi da Israele… anzi, è meglio che non lo aspettiamo, che se ne vadano in Paesi ancora più lontani”. L’allusione è ai tanti russi rifugiati in Israele criticando la guerra in Ucraina e che ora cercano di tornare a casa, come il miliardario Mikhail Friedman di Alfa-Bank, che rischia l’incriminazione per alto tradimento, avendo dato soldi agli ucraini.

Perfino sul sito del Consiglio russo per la politica estera e la difesa è apparsa un commento dal titolo “Ogni guerra oggi è a favore della Russia”, in cui si spiega che le guerre ormai sono una cosa normale, bisogna farci l’abitudine: “Guardate, tutti sono in guerra: l’Azerbaigian ha aggredito l’Armenia e ha conquistato il Karabakh, Hamas si è scagliato contro Israele, e la Russia risolve i suoi problemi in Ucraina”. Questa “normalizzazione della guerra” non è quindi solo una mania dei russi, è una dimensione del mondo intero, “siamo entrati nell’epoca dell’instabilità e dobbiamo farci l’abitudine”, si specifica sul sito non senza un certo compiacimento. Abituarsi alla guerra vuol dire anche rendersi conto che non ci saranno rapide soluzioni dei conflitti, la guerra ci accompagnerà per molti anni, ci assicurano i russi: “non finirà domani, e neanche tra un anno… ahi ahi, gli uomini combattono, ormai sarà sempre così”.

Non deve stupire la sfacciataggine con cui sempre più i russi si vantano del conflitto globale, di cui si sentono i veri ispiratori: ormai non c’è più nulla di cui vergognarsi, si è andati troppo oltre. La Russia comunica soltanto con un gruppo ristretto di Paesi alleati e “amichevoli”, ai margini della comunità internazionale e con regimi apertamente autoritari e aggressivi, come l’Iran e la Corea del nord, quindi non ha più niente da perdere a livello di reputazione. La popolazione russa, per sua abitudine, non contesta “la dirigenza”, e di fronte a tutto questo sprofonda sempre più nell’indifferenza e nell’apatia, tanto che ormai da più parti si suggerisce di semplificare le prossime elezioni presidenziali senza neanche andare a votare, e limitandosi all’acclamazione dello zar. La gente in Russia sa bene che prevale la propaganda sulla realtà, sia all’interno sia all’esterno del Paese, e quindi non vale la pena di credere a nessuno e non “prendersela in testa”, nie brat v golovu, per evitare di farsela mozzare.

Uno dei commentatori più espliciti è l’ideologo del putinismo estremo, il filosofo Aleksandr Dugin, secondo cui “Israele è un vassallo degli Usa e non ha sostenuto la Russia durante l’operazione militare speciale, nonostante la nostra sia una guerra contro i nazisti banderovstsy ucraini [seguaci di Stepan Bandera, collaborazionista degli anni Trenta], che sono colpevoli di aver partecipato all’Olocausto degli ebrei”. Il profeta dell’eurasismo spiega che “qualunque siano le nostre opinioni su ebrei e musulmani, è una questione di principio: l’Iran è nostro amico, alleato e fratello, ci ha sostenuto nel momento più difficile, mentre Israele no”. A suo parere “ora diventa più comprensibile anche la logica di Stalin: egli era a favore di Israele finché Israele stava dalla nostra parte, e poi si è messo contro”.

Dugin paventa che l’escalation in Israele possa portare alla conseguenza di una reazione collettiva del mondo arabo, visto che “i palestinesi in questa guerra non hanno alcuna chance, non possono distruggere Israele e neanche infliggergli una sconfitta”. Del resto anche Israele ha poche speranze di riconquistare i territori palestinesi, che stanno all’interno dei suoi confini, né può sterminare fisicamente tutti i cittadini palestinesi. Si attende dunque la reazione dell’Iran, della Turchia, dell’Arabia Saudita, degli altri Stati del Golfo e dell’Egitto, guarda caso tutti più o meno allineati con la Russia. Per questo, conclude l’ideologo, “nel conflitto israeliano-palestinese per la Russia è difficile scegliere da che parte stare, dobbiamo fare molta attenzione al corso degli avvenimenti”, consapevoli che “la multipolarità si sta rafforzando, mentre l’intensità dell’egemonia dell’Occidente collettivo si indebolisce”.

Al di là delle strategie politiche e militari, in Russia riemerge comunque un sentimento antisemita piuttosto radicato, che ha conosciuto varie fasi nella storia passata più antica e recente. Gli ebrei perseguitati in tutta Europa hanno percorso l’itinerario dall’Atlantico fino alle coste del mar Nero tra Russia e Ucraina, in quella zona chiamata la Novorossija, “nuova Russia” in cui furono cacciati per staccarli dai mercati bielorussi, e che costituisce una parte della Malorossija, la “piccola Russia” come viene chiamata l’Ucraina, proprio le terre dell’attuale conflitto “speciale”. C’è quindi un senso contraddittorio di parentela tra russi e israeliani, alimentato da flussi di emigrazione da Mosca a Tel Aviv anche ai tempi sovietici, che fanno di Israele uno dei Paesi più russofoni del mondo, una particolare espressione del “mondo russo”. I padri fondatori dell’Israele moderno, da Ben Gurion a Netanyahu, provengono da famiglie in cui si parla polacco, russo o ucraino, e il russo è familiare perfino ai tassisti arabi di Gerusalemme.

L’ultima fatica letteraria del grande dissidente sovietico e scrittore Aleksandr Solženitsyn, pubblicata nel 2001 pochi anni prima della morte, si intitolava “Duecento anni insieme”, la convivenza tra russi ed ebrei, da lui descritta in due fasi, 1795-1916 e poi negli anni sovietici, 1917-1995. Come egli scriveva nella prefazione, “ho cercato a lungo qualcuno che spiegasse diffusamente e in modo equilibrato questo rapporto così rovente, ma mi sono sempre imbattuto in pareri unilaterali: da una parte la colpa dei russi davanti agli ebrei, con tutte le contumelie contro la degradazione del popolo russo, dall’altra le colpe degli ebrei verso i russi; tutte e due espresse in modo passionale e indiretto, senza nemmeno cercare di vedere che cosa deve essere attribuito agli uni e agli altri come merito”.

Molti accusarono lo stesso Solženitsyn di antisemitismo, e di essersi infilato in un argomento storico molto buio, lontano dalle sue grandi visioni della “Ruota Rossa” in cui aveva cercato di spiegare le ragioni profonde della rivoluzione e dei cambiamenti epocali del Novecento. L’autore di Arcipelago Gulag era certamente poco allineato con i pensieri dominanti di Oriente e Occidente, ma era spesso profetico nelle sue visioni: oggi siamo di nuovo davanti al dilemma, dopo “secoli insieme” e decenni di illusioni, e torniamo alla divisione e alla guerra, di cui non si riescono a comprendere le ragioni.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’amore come rimedio all’odio

Cari amici, la tensione mondiale è alta. Satana vuole impossessarsi di quante più anime possibili, sta veramente scardinando i cuori. Satana vuole l’odio e vuole la guerra, la Madonna ce lo ha detto più volte. Il vero pericolo per il mondo è questa escalation di odio che c’è nei cuori, è un virus mortale perché l’odio uccide la carità e quindi uccide l’anima.

Dobbiamo vigilare sui nostri cuori, proteggerli affinché non ci sia nemmeno una piccola fessura che faccia entrare questo virus letale.

«Cari figli! Con gioia invito tutti voi, figlioli, che avete risposto alla mia chiamata, ad essere gioia e pace. Con le vostre vite testimoniate il Cielo che vi porto. È l’ora, figlioli, di essere il riflesso del mio amore per tutti coloro che non amano e i cui cuori sono conquistati dall’odio. Non dimenticate: io sono con voi e intercedo per tutti voi presso mio Figlio Gesù affinché vi doni la Sua pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata»
(messaggio del 25 agosto 2021)

È un messaggio bellissimo e rassicurante perché la Madonna ci dice qual è l’antidoto all’odio, testimoniare il Cielo che Lei ci porta ed essere noi stessi gioia e pace, e ci rincuora dicendoci che Lei è con noi.

Satana vuole distruggere il mondo e le nostre vite, la sua arma è atomica ed è l’odio. Satana odia Dio, odia Cristo, odia chi segue la via della pace e del bene. L’odio che satana semina è una forma di accecamento che degrada l’essere umano a una creatura diabolica. È nell’amore che riflettiamo l’immagine di Dio, nell’odio siamo a immagine di satana.

Il virus dell’odio sta infestando il mondo, per cui esplodono crateri qua e là, ma in realtà è un’infezione che ha contagiato tanti e con questa satana brama a impadronirsi del mondo, a prevalere. Mediante la guerra satana vuole distruggere il mondo, attraverso l’odio satana vuole conquistare le anime e farle sue per sempre.

L’effetto micidiale dell’odio e quello di uccidere la carità di Cristo che è in noi. L’odio uccide l’anima nel senso che la perverte.

Il rischio di essere travolti dalla bufera dell’odio è altissimo proprio perché è un sentimento dilagante che sta catturando tante anime. L’odio è ovunque.

Molte volte questa potenza di distruzione, che parte dall’invidia e dalla gelosia, ci afferra e ci porta a fare del male agli altri. “Non uccidere” è un Comandamento violato da tanti, basta leggere i giornali.

La Madonna ci ha messo in guardia tante volte dal pericolo dell’odio, anche durante la pandemia la Madonna non ha dato messaggi sul virus ma sempre sull’odio, sulle mire distruttive di satana.

Dobbiamo stare molto attenti e vigilare, satana si intrufola anche in una minima fessura. Il nostro cuore appartenga solamente a Dio e sia rivolto solamente al Cielo. Satana vuole portarci a pensieri, parole e comportamenti che sono contro il Comandamento fondamentale della morale cristiana, ovvero “Ama il prossimo come te stesso”.

Il nostro atteggiamento sia di vigilanza e la nostra vita quotidiana rispecchi lo stile che la Madonna ci insegna, dobbiamo riflettere pace e gioia, essere immagine di Dio, guardare gli altri con uno sguardo fraterno, aprirci all’amore di Dio e diffonderlo al prossimo.

La malattia dell’odio è pericolosissima, la nostra anima si corrode e finiamo per perderla.

L’odio è un veleno mortale che ci priva della presenza di Dio, lo esclude. Se nel nostro cuore c’è amore allora c’è Dio, se c’è odio c’è satana. Tocca a noi vigilare e impedire a satana di intrufolarsi. Non perdiamo mai lo sguardo soprannaturale nel guardare gli altri, anche se hanno dei torti o delle colpe.  

Il nostro sguardo sui fratelli sia sempre di amore. Il nostro cuore sia sempre aperto a Dio.

Dove c’è Dio c’è amore.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Ebrei e Cristiani nel mirino di satana

Caro Padre Livio,

la situazione che vediamo peggiorare di giorno in giorno non fa che ricordarci quanto sia vicino il tempo dei segreti in realtà…”sarà un tempo di grande confusione per il mondo ma soprattutto per la chiesa” 

Questo continuo schierarsi dei cristiani tra tradizionalisti e post concilio, tra ucraini e russi, tra palestinesi e israeliani dimenticando la forza della preghiera del Rosario spiana la strada al male che dilaga perché purtroppo sembra aver preso possesso dei nostri stessi cuori. 

E tutto di realizza qui. 

Su questo lato del mondo dove il cristianesimo è nato e si è diffuso dove si trovano quelle nazioni che una volta ne erano le colonne portanti ed ora traballano smarrite perché hanno rinnegato Cristo.

Guardando le immagini alla TV sulle manifestazioni pro Palestina mi chiedo se non siamo alla vigilia di quella purificazione di cui parlava San Giovanni Paolo Il. Come 80 anni fa l’odio verso Israele si affaccia nei cuori delle nazioni, odio che poi portò alla terribile persecuzione contro la chiesa stessa e tanti martiri ci ha donato. Ripenso alle parole di Marija di Medjugorje quando lei le chiese se era la guerra tra Russia e Ucraina che ci avrebbe portato  nel tempo dei segreti e lei rispose “spero e credo di no che non sia questa”.

Ricordo la paura che provai allora: la frase di Marija detta per tranquillizzarci aveva in sé una terribile conferma: ci sarebbe stata la guerra nel tempo dei segreti.

E oggi tutti ci chiediamo, vista anche la profezia di Teresa Musco, se non siamo arrivati al dunque.

 Io nella mia ignoranza credo di sì. Chiunque abbia studiato le guerre mondiali,soprattutto la seconda, ha la sensazione come di trovarsi davanti a un copione già visto… Allora ci si illudeva che la seconda guerra mondiale non sarebbe mai iniziata, perché era ancora troppo vivido il ricordo della prima, i paesi troppo debilitati non avrebbero mai rischiato una ulteriore carneficina. 

E oggi ci ripetiamo, per rassicurarci, che con le armi di distruzione di massa che abbiamo non rischieremmo mai una guerra che ci porterebbe all’estinzione….Eppure siamo incanalati lì su un unico binario da cui nessuno sembra essere in grado di scendere. 

E allora cosa dovremmo fare? Disperare del nostro futuro? 

No. Noi no.

 Noi siamo i figli di Maria lei ci ha detto cosa fare: proteggiamoci col Rosario: preghiamo per noi, per i nostri cari, per la nostra terra. Per il mondo intero.

Mi è sempre rimasto impresso un racconto di Marija di Medjugorje di tanti anni fa, quando la sua mamma prendeva l’acqua benedetta e faceva il giro della casa e del cortile recitando il Rosario e benedicendo tutto, anche gli animali e loro un po’ la prendevano in giro allora, ma lei poi crescendo ha iniziato a fare altrettanto.

Anche io ho iniziato a fare così. Chiedo la benedizione di Dio sul nostro terreno, sulla nostra casa e sulla nostra famiglia, lo ringrazio per tutto quello che ci ha donato fino ad oggi e gli chiedo di proteggerci dall’assalto dei demoni….. 

Vediamo ovunque l’innalzarsi dell’onda e siamo scoraggiati perché ci sembra oltre la nostra portata, ma noi non agiamo mai da soli quando preghiamo! Forse non saremo in grado di fermare tutta la marea,  ma di innalzare un argine per proteggere noi e i nostri cari si. E tanti argini possono cambiare totalmente il risultato.

Al Signore basta un piccolo gregge: confidiamo in Lui.

Ave Maria

Veronica 

PS grazie per le sue preghiere!


Cara Veronica,

condivido quello che hai scritto con chiarezza e con semplicità perché, per quanto la situazione mondiale sia caotica, ha tuttavia dei connotati molto chiari: siamo in presenza  di satana sciolto dalle catene.

Il segno distintivo della sua attività è l’odio col quale conquista i cuori, come ci ha ammonito la Regina della pace il 25 Agosto 2022.

Ora, quello che tu hai messo in evidenza è lo stretto legame fra la situazione attuale e quella che ha preceduto  la seconda guerra mondiale.

Anche adesso, come allora, l’obbiettivo del Principe di questo mondo è la eliminazione di ogni traccia di Cristianesimo, colpendo le radici da cui è nato, il Popolo di Israele, e il suo germoglio mirabile, la Chiesa cattolica, nata dalla Croce e dalla Resurrezione di Cristo, che sono la sorgente di vita e di speranza per l’intera umanità.

Anche ora, come allora, la famelica serpe punta alla distruzione sia di Israele come della Chiesa cattolica e lo fa sobillando le nazioni del mondo.

Chi infatti potrebbe farsi illusioni sulle intenzioni del serpente antico e sui fini che persegue da quando è stato sconfitto dalla potenza del Figlio di Davide?

Per questo il Signore degli eserciti ha inviato la Figlia di Sion per salvare l’umanità dall’ enorme drago rosso”( Apocalisse 12,3).

La battaglia che ci aspetta ha già un esito preannunciato: Trionferà il Cuore Immacolato di Maria e tutti quelli che vi avranno trovato un rifugio.

La Chiesa cattolica è indistruttibile, ha ribadito la Regina della pace, e il Popolo ebraico avrà  la grazia di arrivare fino alla fine dei tempi, quando accoglierà Cristo che verrà  a giudicare il mondo.

E gli altri popoli? Si convertano a Cristo finché c’è  ancora un po’ di tempo, perché lontano da Lui c’è solo l’abisso della perdizione e della morte.

Ave Maria

Padre Livio

🌿🌾LIVE DALLA NOSTRA CAPPELLA: P.LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO 🌿🌾


🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Il dilagare del male avvicina i segreti

Carissimo Padre Livio,

ciò che sconcerta, in questi giorni, non è solo l’alto livello di odio e barbarie che sembrano essere ben radicati nei cuori.

Quello che paralizza è il preoccupante fanatismo ideologico che si sta imponendo in molte persone: studenti, donne, uomini. Si tratta di un abisso etico in cui molti  sembrano essere precipitati. 

Satana sta realmente trascinando all’inferno molte anime convincendole che ciò che accade sia giusto, la naturale conseguenza del comportamento di Israele. Com’è possibile che molta gente sia giunta a questa convinzione? Sembrano tutti ammaliati dal male. 

Temo che questo sia già uno dei segreti e la Madonna ha sollecitato preghiera e digiuno, rivolgendosi in particolare a Medjugorje, perché senza queste due potentissime armi, non c’è speranza che tutto cambi.

Sono molto preoccupata, Padre Livio, perché la gente non si converte e segue la via della perdizione.

Preghiamo per la pace, con il cuore, affinché si imbocchi la retta via.

Un abbraccio.

Ave Maria

Barbara, da Bergamo 


Cara Barbara ,

non c’è dubbio che il tempo dei segreti sia preparato dal dilagare dell’odio, della violenza e dell’intolleranza.

Vedremo infatti il tentativo di Satana di distruggere il
mondo e la Chiesa, ma lo farà per mezzo dei cuori che possiede.

La Madonna ci chiede di resistere con
le barriere dell’amore, del perdono e della pace.

La lotta da tempo è incominciata, ma ora satana cerca di prevalere perché si illude di avere in mano tutto il potere necessario.

Per questo  gli Apostoli della Gospa devono resistere forti nella fede, nella preghiera e nella testimonianza dell’ amore.

Non scoraggiamoci perché quella di satana è una falsa forza e la sua rabbia è foriera della sua imminente sconfitta.

Ave Maria

Padre Livio

BUONA DOMENICA

DOMENICA 28.MA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria, entriamo con gioia nel giorno che il Signore ci ha donato e lasciamo che la luce della sua resurrezione inondi la nostra vita  e riscaldi  il nostro cuore.

Partecipiamo alla Santa Messa col desiderio di nutrirci della Parola di Dio e del Pane vivo dell’Eucaristia, grazie al quale vivremo in eterno.

Uniamoci alla preghiera della Chiesa che invoca la pace nei cuori, nelle famiglie e nel mondo intero, quella pace che solo Cristo, nostra pace, ci può donare.

Nel vangelo di oggi Gesù ci propone un nuova parabola del Regno di Dio, che viene offerto a tutti, ma che esige da parte nostre una risposta generosa, pena la nostra esclusione.

Il Regno di Dio, dice Gesù, è simile  a un Re che fa una festa di nozze per suo figlio, ma gli invitati non lo prendono in considerazione. Allora  moltiplica gli inviti, ma gli i suoi servi vengono insultati e persino uccisi.

Allora il Re punì severamente quegli assassini e mandò a chiamare al banchetto  la gente comune delle strade, buoni e cattivi, e la sala delle nozze si riempì di commensali.

Il re fece visita e ne trovò uno senza la veste nuziale. Il re ne fu contrariato e lo fece gettare fuori nelle tenebre dove c’è pianto e stridore di denti.

Il Significato della parabola lo spiega Gesù stesso: “Molti sono  chiamati ma pochi  eletti”.

Cari amici, prendiamo sul serio l’opera della nostra salvezza, perché l’Amore di Dio è esigente e si aspetta la nostra generosa corrispondenza.

Gesù ha parole severe per chi  non vuole credere e lo rifiuta, percorrendo la via del male.

Invece di cambiare queste parole, dovremmo invitare alla conversione. Non c’è salvezza per chi non si pente dei propri peccati e non apre il cuore a Dio.

Preoccupiamo perciò di essere rivestiti della veste nuziale e di tenerla intatta per il giorno in cui il Re ci farà visita.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 22,1-14

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine:

Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.

Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.

Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?. Quello ammutolì.

Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Hamas non ha mai risparmiato donne e bambini

Hamas non ha risparmiato nemmeno i bambini, nell’eccidio che ha commesso in Israele. Non li ha mai rispettati, né i suoi né quelli del nemico. Ha usato i bambini come terroristi suicidi, indottrinandoli sin da subito. Così come ha usato le donne nei suoi attentati. 

Anna Bono – La Nuova Bussola –  13_10_2023

I militanti di Hamas non hanno risparmiato neanche i bambini. Ne hanno uccisi decine, persino dei neonati, alcuni decapitati. Le notizie che arrivano da Israele in questi giorni suscitano orrore. Apparteniamo a un mondo in cui non si ammette che si possa infierire così su dei bambini. Chi lo fa è un mostro che non ha giustificazioni e che non merita pietà.

Ma dovremmo ormai sapere che invece c’è un mondo in cui l’infanzia non dà diritti né tutele, in cui si possono considerare nemici da abbattere anche i bambini degli avversari, in cui addirittura si concepisce di sacrificare i propri figli: in guerra, mandati a morire, e in pace, uccisi in nome dell’onore famigliare. Quasi ce ne siamo dimenticati, ma quanti bambini sono morti in Israele, straziati dalle esplosioni, all’epoca degli attentati dinamitardi suicidi. Chi più di un bambino poteva passare inosservato i controlli di sicurezza e così ai piccoli palestinesi facevano indossare dei giubbotti pieni di esplosivi, poi li facevano saltare in aria alle fermate degli autobus e sui mezzi di trasporto. Per questo i genitori israeliani non lasciavano viaggiare i figli sugli stessi mezzi e per questo nel 2002 è iniziata la costruzione quella barriera anti-terrorismo che mezzo mondo ha condannato chiamandola “muro dell’apartheid” o “muro della vergogna”, e invece ha salvato la vita di centinaia, forse migliaia di bambini palestinesi e israeliani.

I giovani attentatori palestinesi reclutati da terroristi si chiamavano shahid, martiri testimoni della fede, combattenti della guerra santa, il jihad. “Gli shahid costituiscono la forza fondamentale e vittoriosa del nostro popolo – aveva detto nel 2002 il leader dell’Anp, Yasser Arafat, durante un discorso rivolto a dei bambini – il bimbo che afferra un sasso, che fronteggia un tank, non è il miglior messaggio per il mondo quando quell’eroe diventa shahid?”. I filmati mandati in onda dalla televisione palestinese mostravano bambini eroi che lasciavano mamma, casa e giocattoli per andare a morire, madri di piccoli shahid in lacrime, ma fiere e felici della decisione dei loro figli. I piccoli palestinesi imparavano a scuola, sui libri di testo e dalle parole dei loro insegnanti, che il martirio è glorioso, apre la strada del Paradiso.

Trasformare i bambini in combattenti, educarli all’odio è una gravissima violazione dei loro diritti. L’estrema perversione è trasformarli in strumenti di guerra. I terroristi di Hamas li usano tuttora come scudi umani, li mandano  in avanscoperta lungo i confini con Israele, esposti in prima linea mentre loro restano al sicuro, oltre il raggio d’azione dei militari israeliani. L’esempio è partito dall’Iran, dal regime sciita degli ayatollah. Furono loro a ricuperare l’antica idea del sacrificio di sé come arma di guerra.

Durante il conflitto con l’Iraq, dal 1980-1988, i militari, convincendo le famiglie a cederli o sequestrandoli per strada, hanno arruolato decine di migliaia di bambini e ragazzini e ne hanno fatto degli shahid. A tutti veniva data una chiave dorata di plastica da appendere al collo o da stringere in mano. Si dice che ne avessero acquistate centinaia di migliaia. Se fossero morti, assicuravano ai ragazzi e ai loro genitori, con quella chiave avrebbero aperto la porta del Paradiso.

In questo modo li convincevano al sacrificio di sé, per la causa suprema della vittoria in nome di Allah. Poi li facevano camminare sui campi minati, per renderli sicuri prima del transito delle truppe, oppure marciare contro il nemico, davanti a tutti. Sul fronte opposto, a volte i militari iracheni, sconvolti, abbandonavano le mitragliatrici e fuggivano piuttosto che sparare su dei bambini che avevano l’età dei loro figli.

Hamas però ha usato anche delle donne, delle mamme, per compiere i suoi attentati dinamitardi. Una delle prime mamme palestinesi a farsi esplodere è stata Reem Salah al-Rayashi, nel gennaio del 2004. Aveva 23 anni, apparteneva a una famiglia benestante e laica, residente a Gaza, aveva due bambini, uno di tre anni e uno di 18 mesi. Ha ucciso quattro israeliani al valico di Erez. Quella di Reem in realtà è stata una esecuzione.

La  donna aveva avuto un amante, doveva morire per restituire onore alla sua famiglia. Fu il marito, militante di Hamas, a portarla in auto in prossimità del valico e il suo amante fornì la cintura esplosiva. Con ciò quest’ultimo, anch’esso un comandante di Hamas, potrebbe essersi riscattato, evitando la morte che a seconda dei casi i musulmani infliggono anche al seduttore.

Altre donne invece hanno scelto spontaneamente di diventare shahid. A una di queste, Hanadi Jaradat, 28 anni, che nell’ottobre del 2003 ha provocato una strage ad Haifa nel ristorante Maxim dove era entrata portando un neonato in un passeggino, il cantautore italiano Roberto Vecchioni ha dedicato una canzone, Marika. “Canta Marika canta – dicono i versi – come sei bella l’ora del destino, ora che stringi la dinamite come un figlio in seno… canta Marika canta siamo i tuoi occhi siamo il tuo sorriso, canta che Dio ti guarda che anche sulla terra c’è il paradiso, stringiti forte il fiore che porti sotto il vestito nero”. Il “fiore” è la carica di esplosivo che uccise 21 israeliani, tra cui tre bambini di 11, 4 e 1 anno, e ne ferì 60.

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