DOMENICA 28.MA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria, entriamo con gioia nel giorno che il Signore ci ha donato e lasciamo che la luce della sua resurrezione inondi la nostra vita  e riscaldi  il nostro cuore.

Partecipiamo alla Santa Messa col desiderio di nutrirci della Parola di Dio e del Pane vivo dell’Eucaristia, grazie al quale vivremo in eterno.

Uniamoci alla preghiera della Chiesa che invoca la pace nei cuori, nelle famiglie e nel mondo intero, quella pace che solo Cristo, nostra pace, ci può donare.

Nel vangelo di oggi Gesù ci propone un nuova parabola del Regno di Dio, che viene offerto a tutti, ma che esige da parte nostre una risposta generosa, pena la nostra esclusione.

Il Regno di Dio, dice Gesù, è simile  a un Re che fa una festa di nozze per suo figlio, ma gli invitati non lo prendono in considerazione. Allora  moltiplica gli inviti, ma gli i suoi servi vengono insultati e persino uccisi.

Allora il Re punì severamente quegli assassini e mandò a chiamare al banchetto  la gente comune delle strade, buoni e cattivi, e la sala delle nozze si riempì di commensali.

Il re fece visita e ne trovò uno senza la veste nuziale. Il re ne fu contrariato e lo fece gettare fuori nelle tenebre dove c’è pianto e stridore di denti.

Il Significato della parabola lo spiega Gesù stesso: “Molti sono  chiamati ma pochi  eletti”.

Cari amici, prendiamo sul serio l’opera della nostra salvezza, perché l’Amore di Dio è esigente e si aspetta la nostra generosa corrispondenza.

Gesù ha parole severe per chi  non vuole credere e lo rifiuta, percorrendo la via del male.

Invece di cambiare queste parole, dovremmo invitare alla conversione. Non c’è salvezza per chi non si pente dei propri peccati e non apre il cuore a Dio.

Preoccupiamo perciò di essere rivestiti della veste nuziale e di tenerla intatta per il giorno in cui il Re ci farà visita.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 22,1-14

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine:

Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.

Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.

Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?. Quello ammutolì.

Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».