"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Agosto 2023 Pagina 7 di 13

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Scienza e fede

Carissimo P. Livio, vorrei integrare la sua risposta a Giacomo. Anzitutto deve essere chiaro che gli scienziati credenti, a parte qualche caso come il prof. Zichichi, non hanno avuto vita facile in un mondo scientifico abitato dal pregiudizio apriori della esclusione di Dio e questo spiega la scarsa visibilità data a questi argomenti.

Un grande matematico italiano, Luigi Fantappiè (1901-1956), compagno di studi di Enrico Fermi alla Scuola Normale, autore di molte ricerche di grande spessore, in una conferenza allo Studium Christi, di cui riporto alcuni spezzoni, affermava: 

“tutte le leggi che reggono questo universo naturale costituiscono solo una infima parte di tutta la razionalità possibile” e “in fondo sono date da un solo tipo di equazioni (equazione delle onde ).

Questa ragione che sceglie in questo campo più ampio e determina all’esistenza concreta dell’universo naturale solo una certa parte dell’universo matematico, non può trovarsi nella natura stessa, perché questa è da essa determinata e dovrà quindi consistere in un’altra realtà, che è al di fuori della natura.

La trascendenza è dunque necessaria per dare senso compiuto alla realtà non solo di questo universo, ma anche di qualsiasi altro universo più ampio che realizzi una parte dell’infinita razionalità”.

Dio viene visto da Fantappiè come “l’Essere in cui si realizza tutta l’infinita razionalità possibile”, e che fa esistere la realtà così come la possiamo conoscere (Dio Creatore ), che parla alla nostra intelligenza limitata ( Dio come Logos), e poiché Egli fa esistere ciò che è altro da Sé, si mostra come Amore”

In tempi più recenti il fisico inglese A. S. Eddington ha formulato il principio antropico: tutte le leggi che regolano la vita dell’universo sono descritte tramite costanti ( es la costante di gravitazione universale) che valgono sia nella macro che nella microfisica; tali costanti sono interdipendenti, cosicchè la variazione anche minima di una si ripercuote sulle altre, per cui vale il principio della “regolazione fine” per cui tutto è orientato alla vita umana; piccole alterazioni a livello subatomico potrebbero rendere impossibile la formazione del carbonio e quindi la vita sulla Terra. A questo punto, come diceva Einstein; la probabilità che Dio non esista è uguale a quella che un gatto passeggiando sul pianoforte suoni la nona di Beethoven. La tesi di Eddington è stata condivisa da numerosi scienziati di chiara fama come Penrose ed altri, ma, è ovvio, dare spazio a queste tesi per una certa editoria sarebbe un autogol.

Concludo riportando ancora Fantappié:  “solo se si riduce la scienza ad una tecnica, solo se si abbandonano i veri fini della scienza, la conoscenza razionale della realtà, sostituendo questi fini con mezzi occasionali di una certa epoca, metodo e tecnica, elevati a fine ultimo dai cercatori miopi, si può nella scienza mettere da parte l’idea di Dio. Altrimenti Dio è naturalmente al centro della scienza, essendone il motore ed il fine”.

Cesare

P.S. Se Giacomo è interessato può leggere “Nuove prove dell’esistenza di Dio di Robert J. Spitzer ed. San Paolo” e “Conferenze scelte” di Luigi Fantappiè Di Renzo Editore.

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Aspetto con devozione e fervore il tempo dei segreti

Buongiorno padre Livio,

Anche quest’anno come quello passato trascorrero’ le mie vacanze a Cattolica portando con me uno dei suoi libri che acquisto prima della partenza .

 Leggo i suoi libri sotto l’ombrellone mentre i bambini riposano, perché è un ristoro per la mia anima e di fronte alla creazione ( il mare, il cielo ecc) comprendo che l’uomo fa parte del creato e non potrà mai sostituirsi a Dio !

Oggi se dici che vai a messa tutti i giorni , se condividi il tuo credo la tua preghiera, se racconti che dici il santo Rosario sei considerato “matto” .. fanno a gara a farti desistere ricordandoti i peccati che commetti.

Mi colpisce quando la gente si giustifica dicendo “io non rubo, non ammazzo non faccio niente di male e se devo parlare con Dio lo faccio tra me e lui non serve andare in chiesa”.

Quando dico ma non vedete che la terra brucia , la alluvioni sono sempre di più e improvvise, non capiamo che sono segni forti? È ora di ritornare a Dio … Lo sa cosa mi rispondono? “Ma dove vivi? Sono sempre accadute” certo ma non così massivamente.. sono avvisaglie.. io lo interpreto con la frase che viene detta il mercoledì delle ceneri ” convertitevi e credete al vangelo”

Aspetto con devozione e fervore i tempo dei segreti 

Grazie di tutto Padre Livio io prego Dio che le dia vita salute perché la sua missione, grazie alla dolcissima radio Maria ,è molto importante

Dio la benedica!

Alessandro da Carmagnola (TO)

Caro Alessandro,

ti incoraggio a perseverare  sulla  via della salvezza,  che  è  impegnativa, a   volte  anche dolorosa, ma sempre  portatrice di pace e  di gioia interiori.

“L’umanità  non vuole Dio e  per questo va  verso la perdizione ” ci ha ammonito la  Madonna.

A  prima  vista  potrebbe  sembrare una affermazione eccessiva,  ma  purtroppo  corrisponde  alla realtà e  forse  è anche  peggio,  perché il  mondo  non solo “non vuole Dio”,  ma  in più  lo osteggia e  trattiene a stento  l’insofferenza   e  il livore verso i credenti.

Ci sono tutte  le premesse, ovunque nel  mondo, per  una persecuzione contro la Chiesa con  l’obbiettivo, che il  demonio e le sue orde hanno ben chiaro, di distruggere  ogni traccia di cristianesimo Nel  frattempo alimenta una  apostasia che  sembra irrefrenabile.

La  gente  è in gran  parte  accecata e  non  si rende conto che va verso la  “morte”,  come  dice   la  Madonna.

Il nostro compito è quello di essere forti e saldi nella fede,  di testimoniare la  salvezza  che ci viene data  attraverso Maria e di  portare  la maggior  numero di persone sotto  il  suo Manto.

Chi ha risposto alla chiamata  si è  reso conto di quello che sta  succedendo e  che non  abbiamo altra  salvezza  se non  nella presenza  della Regina della   pace.

Chi si è si  è seduto  sulle  sue prospettive  intra-mondane e segue  le false  salvezze che  ci vengono propinate,  si troverà   presto in una situazione  senza scampo.

Tutto questo è andato  maturando in questi anni e,  grazie alla  Madonna, ne  siamo divenuti consapevoli.

Non è mai avvenuto nel  passato che il  mondo potesse  essere distrutto  in  pochi minuti a  causa dell’odio che agita il cuore degli uomini.

Me  se lo  dici,  specificando che satana è  il regista,  ricevi  come risposta  sorrisi di compatimento.

Evidentemente  la gente  pensa  che la  cosiddetta “scimmia di Dio” ci stia preparando un  paradiso terrestre pieno  di ogni delizia.

Gli inganni e  le seduzioni del demonio tirano sul  mercato internazionale, ma sono merci  confezionate  negli abissi tenebrosi  della morte.

Noi stiamo   attenti agli abbagli e  vigiliamo perché le  tenebre  non  ci afferrino.

Non  ho dubbi che, con  un mio libro,  farai  ottime vacanze,

Ave  Maria

Padre   Livio

L’Assunzione: il giorno più bello del tempo e dell’eternità

Corrispondenza Romana -16 Agosto 2023 ore 12:36

di Roberto de Mattei

L’Assunzione in corpo ed anima della Madonna in Cielo è un dogma di fede cattolica, creduto da tempo immemorabile dai cristiani e proclamato solennemente da Pio XII, il 1° novembre del 1950. Dopo aver implorato l’assistenza dello Spirito Santo, Pio XII, nel profondo silenzio della moltitudine, scandì con parole ferme e commosse la formula con cui solennemente definiva «essere dogma da Dio rivelato che: l’Immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo». Erano le 9.45 di mattina, nella piazza di San Pietro, affollata da oltre un milione e mezzo di pellegrini. In serata tutta la città eterna divenne un immenso braciere di luci. Tutte le chiese di Roma i monumenti, il Campidoglio, il Colosseo, Castel Sant’Angelo, si illuminarono in onore della Madonna. Si chiudeva così una giornata memorabile che segnava il culmine dell’Anno Santo del 1950.

L’Assunzione è il quarto dogma mariano finora proclamato dopo la maternità divina di Maria, la sua perpetua verginità e l’Immacolata Concezione. Il grandioso piano che Dio nelle visioni sconfinate della sua mente infinita aveva previsto per Maria ebbe la sua completa attuazione nel giorno in cui la Madonna, lasciata definitivamente la terra, fu collocata anima e corpo in Cielo, sul trono dell’eterna gloria.

Il profeta Elia fu trasportato in cielo da un cocchio di fuoco (IV Reg. II, 11) che, secondo gli interpreti, fu un gruppo di angeli che lo sollevarono da terra. A portare Maria in Cielo non fu solo un gruppo di Angeli ma, come dice sant’Alfonso de’ Liguori, nelle Glorie di Maria, fu lo stesso Re del Cielo, che venne a prenderla e la accompagnò in Paradiso con tutta la corte celeste. Per questo san Pier Damiani definisce la Assunzione di Maria uno spettacolo ancora più glorioso dell’Ascensione di Gesù Cristo, perché al Redentore vennero ad incontrarLo solamente gli Angeli, mentre alla Madonna andò incontro lo stesso Signore, Re del Cielo, con tutto lo stuolo degli Angeli e dei santi. Se mente umana, dice san Bernardo, non può arrivare a capire la gloria immensa che Dio ha preparato in cielo a coloro che in terra l’hanno amato, chi mai giungerà a comprendere, dice sant’Alfonso, quale gloria egli abbia preparato per la sua diletta Madre, che in terra l’ha amato più di tutti gli uomini anzi sin dal primo momento che ella fu creata, l’amò più di tutti gli uomini e tutti gli angeli messi insieme?

Plinio Corrêa de Oliveira afferma che «dev’essere stato, dopo l’Ascensione del Signore, il fatto più splendidamente glorioso della storia terrena, paragonabile soltanto al giorno del Giudizio Finale, in cui Nostro Signore Gesù Cristo verrà in grande pompa e maestà, come dice la Sacra Scrittura, per giudicare i vivi e i morti; e con Lui, tutta splendente della gloria proveniente da Lui, in modo ineffabile, apparirà ai nostri occhi anche la Madonna».

Quel giorno il Cielo fu illuminato da una luce nuova, mai vista e Maria fu innalzata al di sopra di tutti i cori degli angeli e dei santi. Da allora, al di sopra di Maria, nella gloria, c’è soltanto Nostro Signore. La luce di gloria che investe l’anima di Maria e le rivela le grandezze del Figlio in tutta la loro magnificenza e la sua dignità materna, supera di molto la gloria di tutti gli Angeli e di tutti i Santi. Per questo la liturgia afferma, nella festa del 15 agosto, che è stata innalzata al di sopra dei cori angelici: «Elevata est super choros angelorum ad coelestia regna». Un solo trono è superiore al suo, quello di Gesù. Gli altri, secondo il teologo don Emilio Campana, stanno tutti al di sotto, «per splendore, intensità, estensione e pienezza, subito dopo la gloria di Gesù, viene la gloria di Maria, Come di Gesù è detto che siede alla destra di Dio Padre onnipotente, così di Maria si deve ripetere che siede alla destra di Gesù medesimo».

Il giorno dell’Assunzione è lo stesso giorno della gloria e dell’incoronazione di Maria in Cielo. La Vergine Maria si assise quel giorno coronata a fianco di Gesù, Re divino, quale universale Regina, così come Gesù si assise, dopo aver compiuto la sua missione redentrice, alla destra di Dio. Da questo momento la sua partecipazione alla Regalità di Cristo sull’universo diventa ufficiale e solenne. Il padre Réginald Garrigou-Lagrange scrive che «Maria partecipa più di chiunque altro, come Madre di Dio alla gloria di suo Figlio, e poiché in Cielo è assolutamente evidente la divinità di Gesù è allora estremamente manifesto che Maria appartiene, come Madre del Verbo incarnato, all’ordine ipostatico, che ha una speciale affinità con le Persone divine, e che partecipa inoltre più di chiunque altro, alla regalità universale del Figlio suo su tutte le creature».

Il dogma dell’Assunzione è dunque strettamente legato al privilegio della Regalità di Maria, per la quale Maria è incoronata nella gloria celeste e regna sul cielo e sulla terra, come sovrana della Chiesa militante, purgante e trionfante, regina degli Angeli e dei Santi. «Regina della pace», secondo il titolo aggiunto alle litanie lauretane da Benedetto XV nel 1917, ma anche “«Regina delle vittorie, al cui nome potente si rallegrano i cieli e tremano per terrore gli abissi» come dice la Supplica alla Vergine del Rosario di Pompei, redatta dal beato Bartolo Longo.

Dopo aver celebrato le glorie dell’Assunta, Pio XII, con l’enciclica Ad Coeli Reginam del 28 ottobre 1954, istituì la festa di Maria Regina da celebrarsi ogni anno in tutto il mondo il 31 maggio e ordinò che in quel giorno fosse rinnovata la consacrazione del genere umano al Cuore Immacolato di Maria. Questa festa è stata trasferita al 22 agosto per sottolineare il legame della regalità della Madre di Dio con la sua corporea Assunzione. Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria annunciato dalla Madonna a Fatima è un evento storico che ha il suo sublime modello nella gloria di Maria assunta in Cielo. Per questo, se nell’eternità si potessero distinguere i giorni, dovremmo dire che non vi è giorno più bello e straordinario dell’Assunzione di Maria.

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

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All’attenzione di Padre Livio : Domanda curiosa Scienza-Fede

Buonasera Padre Livio.

Parto dal sottolineare che ascolto con interesse la sua trasmissione quotidianamente.

Volevo gentilmente porle una domanda dopo aver visto anche una trasmissione televisiva.

Secondo lei la scienza può ritenersi così superiore da staccarsi dalla religione? 

Secondo lei in quale maniera riescono molti scienziati moderni (potrei citare molti nomi) ad ipotizzare un mondo senza Dio?

Numeri alla carta solo il 4% dei biologi ammette di essere credente, cosa mi può dire secondo lei su questo aspetto.

La mia posizione, seppur da statistico non è mai stata incerta ed ho sempre creduto, tuttavia mi piacerebbe discutere con lei la seguente tematica.

Cordiali Saluti di cuore

Giacomo

Caro  Giacomo,

la mia  esperienza  di vita mi  dice che trova  Dio chi ha  un  cuore umile e  puro.

Questo vale anche  per  gli scienziati,  non  pochi dei quali sono credenti.

La  scienza moderna è stata  fondata  da credenti come Galilei e  Newton.

Il  sapere   scientifico è una forma di conoscenza legata  alla  materia e  quindi limitata a  ciò  che  è  sperimentalmente verificabile.

Il  suo successo è dovuto alle  applicazioni della tecnica  che  hanno cambiato il mondo.

Tuttavia l’umanità  conosce  forme  di conoscenza più elevate e più necessarie  per  dare  un senso e  un valore alla vita,  come la filosofia,  la  sapienza e soprattutto  la  fede.

Oggi il mondo oggi  è sull’orlo della  catastrofe  a causa di una tecno-scienza  lasciata  a se  stessa,   ma  sarà  salvato dalla fede di chi recita il Rosario.

Ave Maria

Padre Livio

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La Festa della Assunta si dovrebbe chiamare la Festa della Divina Volontà.

Ave Maria Padre Livio,

(Libro di Cielo – Luisa Piccarreta – 15 Agosto 1925) 

(3) Dopo di ciò mi sono messa a pensare alla Festa della mia Celeste Mamma Assunta in Cielo, ed il mio dolce Gesù, con un accento tenero e commovente ha soggiunto:

(4) “Figlia mia, il vero nome di questa Festa, dovrebbe chiamarsi: La Festa della Divina Volontà”. Fu la volontà umana che chiuse il Cielo, che spezzò i vincoli col suo Creatore, che fece uscire in campo le miserie, il dolore e che mise un termine alle feste che la creatura doveva godere nel Cielo. Ora, questa creatura, Regina di tutti, col fare sempre ed in tutto la Volontà dell’Eterno, anzi si può dire che la sua vita fu la sola Volontà Divina, aprì il Cielo, si vincolò con l’Eterno e fece ritornare le feste nel Cielo con la creatura, ogni atto che compiva nella Volontà Suprema, era una festa che iniziava in Cielo, erano soli che formava come ornamento di questa festa, erano musiche che spediva per allietare la Celeste Gerusalemme, sicché la vera causa di questa Festa è la Volontà Eterna operante e compita nella mia Mamma Celeste, che operò tali prodigi in Lei, che stupì Cieli e terra, incatenò l’Eterno coi vincoli indissolubili d’amore, rapì il Verbo fin nel suo seno, gli stessi angeli, rapiti, ripetevano tra loro: “Donde tanta gloria, tanto onore, tanta grandezza e prodigi non mai visti in questa eccelsa Creatura? Eppure, è dall’esilio che viene”. E attoniti riconoscevano la Volontà del loro Creatore come Vita e operante in Lei, e tremebondi dicevano: “Santa, Santa, Santa, onore e gloria alla Volontà del nostro Sovrano Signore, e gloria, e tre volte Santa Colei che ha fatto operare questa Suprema Volontà”.

Sicché è la mia Volontà, che più che tutto, fu ed è festeggiata nel giorno dell’Assunzione in Cielo della mia Madre Santissima. Fu la sola mia Volontà che la fece ascendere tanto in alto, che la distinse fra tutti; tutto il resto sarebbe stato come nulla se non avesse posseduto il prodigio del mio Volere. Fu la mia Volontà che le diede la Fecondità Divina e la fece Madre del Verbo, fu la mia Volontà che le fece vedere ed abbracciare tutte le creature insieme, facendosi Madre di tutti e amando tutti con un amore di Maternità Divina, e facendola Regina di tutti la faceva imperare e dominare, onde, in quel giorno la mia Volontà ricevette i primi onori, la gloria ed il frutto abbondante del suo lavoro nella Creazione, ed incominciò la sua Festa che mai interrompe per la glorificazione del suo operato nella mia diletta Madre.

 E sebbene il Cielo fu aperto da Me, e molti santi stavano già in possesso della Patria celeste quando la Regina Celeste fu assunta in Cielo, ma però come causa primaria era proprio Lei, che aveva compiuto in tutto la Suprema Volontà, e perciò si aspettò Colei che tanto l’aveva onorata, e conteneva il vero prodigio della Santissima Volontà per fare la prima Festa al Supremo Volere. Oh! come tutto il Cielo magnificava, benediva, lodava l’Eterna Volontà, quando vedeva questa sublime Regina entrare nell’Empireo, in mezzo alla corte celeste, tutta circonfusa dal Sole Eterno del Volere Supremo.

La vedevano tutta tempestata dalla potenza del Fiat supremo, non c’era stato in Lei neppure un palpito che non aveva impresso questo Fiat, e attoniti la guardavano e le dicevano: “Ascendi, ascendi più in alto, è giusto che Colei che tanto ha onorato il Fiat supremo, e che per mezzo suo ci troviamo noi nella patria celeste, abbia il trono più alto e che sia la nostra Regina”. Ed il più grande onore che ricevette la mia Mamma, fu il vedere glorificata la Divina Volontà”. 

Aver  Maria

Massimo

🔴 LIVE 🔴 DALLA NOSTRA CAPPELLA: P.LIVIO COMMENTA IL VANGELO DELL’ASSUNTA 🙏🏻🌟

BUONA FESTA DI MARIA ASSUNTA IN CIELO

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili.

Cari amici di Radio  Maria,

la  festa  di oggi riguarda uno straordinario dono di Dio  alla Vergine  Maria,  ma che riguarda  in modo particolare  la  nostra  vita,  il suo senso e  il suo destino ultimo.

Infatti l’umanità da  sempre si è interrogata  sul  senso della nostra  esistenza nel tempo e alla fine  la  sentenza  inesorabile per  tutti è  quella della  morte.

Qualcuno potrebbe rassegnarsi dicendo che  la morte  è un fatto naturale e che quindi è  inutili angosciarsi.  Bisogna metterla  nel  conto,   come d’altra  parte   si deve accettare il  dolore e le  molteplici calamità e brutalità  della  vita.

L’umanità  però,  nella  sua storia,  non  si  è mai rassegnato a questo scacco matto  che ci espelle  per  sempre dal  mondo e,  attraverso la   religione,  ha cercato l’immortalità. Anche oggi questo desiderio è  vivo, ma  la  si cerca  laddove  è impossibile trovarla.

Maria  assunta  in  Cielo è  il dono dell’immortalità che la Divina  Misericordia pone davanti  agli occhi di   una umanità  che ha  smarrito la  strada  e  che  corre veloce verso l’abisso della  perdizione.

Lei, fin  dal momento del  suo transito terreno,  è stata resa partecipe  della   resurrezione  di Cristo e  la sua presenza, piena  di santità,  bellezza  e grazia,  è un segno di sicura  speranza  per  tutti noi che gemiamo  e piangiamo nella valle   del  peccato e  della morte.

Anche noi suoi  figli,   seguendo la  sua via  di umiltà e  di amore, al seguito di suo Figlio, alla fine saremo come  Lei è,  rivestiti della gloria divina dell’immortalità.

Alziamo gli occhi al  Cielo in questo giorno di grazia, perché  quella  è  la  meta  a  cui dobbiamo tendere  nel nostro pellegrinaggio terreno,  perseverando nella fede  fra  le  insidie,  le  seduzioni e  le  persecuzionei di  questo mondo.

La  sua presenza  in mezzo noi ci fortifichi e ci incoraggi ad  essere  testimoni della  vittoria della  vita  sulla morte  che corrode e divora  il mondo senza  Dio.

Vostro Padre  Livio


Vangelo

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 1,39-56
 
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
 
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
 
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
 
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Parola del Signore

Assunzione della Beata Vergine Maria

Con la costituzione apostolica Munificentissimus Deus, Pio XII definì solennemente il dogma dell’Assunzione di Maria in anima e corpo, confermando una verità radicata da secoli nel cuore dei fedeli e che ha il suo fondamento nelle Scritture e nella Tradizione 15_08_202 

Confermando una verità radicata nel cuore dei fedeli, l’1 novembre 1950 Pio XII definì solennemente il dogma dell’Assunzione di Maria: «Pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che l’Immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo». In queste parole, contenute al culmine della costituzione apostolica Munificentissimus Deus, sono racchiusi tutti e quattro i dogmi riguardanti Maria, proclamati dalla Chiesa nel corso dei secoli e in strettissima connessione tra loro: la Maternità Divina (Concilio di Efeso, 431), la Verginità perpetua (Concilio di Costantinopoli II, 553), l’Immacolata Concezione (Ineffabilis Deus di Pio IX, 1854) e appunto la sua Assunzione in anima e corpo, che rende la Madonna il più alto frutto della Redenzione e segno di sicura speranza per la risurrezione e glorificazione in Cristo di tutti i giusti.

Dunque, il corpo di Maria – preservata dal peccato originale e mai caduta nemmeno in un peccato veniale – non marcì dopo che fu «terminato il corso della vita terrena»1, ma fu assunto nella gloria eterna, come avverrà alla fine dei tempi per i corpi dei redenti, che si ricongiungeranno alle loro anime già passate attraverso il Giudizio particolare.

Le prime testimonianze esplicite sulla fede della Chiesa nell’Assunzione di Maria si ritrovano negli scritti del IV secolo di sant’Efrem il Siro (306-373) e sant’Epifanio di Salamina (315-403). Ma già nel II secolo la riflessione teologica sulle grazie e i meriti della Beata Vergine aveva raggiunto vette altissime con sant’Ireneo di Lione, che descrisse in profondità il ruolo di Maria nella storia della salvezza, in dipendenza e unione con il Figlio. Sant’Ireneo la presentava infatti come nuova Eva, sulla scia dell’insegnamento paolino di Gesù come nuovo Adamo.

Molto antiche sono pure le origini della festa che si diffuse prima in Oriente, dove era celebrata almeno dal VI secolo come «Dormizione della Vergine» (la «dormizione» implica la tesi del sonno profondo, che avrebbe preceduto l’elevazione in cielo). Si radicò poi in Occidente, grazie in particolare a papa Sergio I (687-701), sotto il quale la Dormitio figurava già tra le maggiori quattro feste mariane. Fu poi Leone IV (847-855), quando a Roma la festa aveva intanto preso il nome di Assunzione, a darle una maggiore solennità, prescrivendo una vigilia e un’ottava. Gli scritti dei Padri, le innumerevoli chiese dedicate all’Assunta, le immagini sacre, gli antichi libri liturgici (dal Sacramentario gallicano ai testi bizantini) mostrano quanto fosse radicata fin dai primi secoli la fede dei cristiani in questo mistero, il quarto mistero glorioso del Rosario.

I teologi della Scolastica – su tutti i santi Alberto Magno, Antonio di Padova e Bonaventura da Bagnoregio – diedero poi un notevole contributo all’approfondimento della dottrina dell’Assunzione. Suo fondamento è la Sacra Scrittura, che è piena di riferimenti alle glorie di Maria, dalla Genesi (Gn 3, 15) alla «donna vestita di sole» dell’Apocalisse (Ap 12, 1). Il Doctor Seraphicus, in particolare, prendendo spunto da un versetto del Cantico dei Cantici (Chi è costei che sale dal deserto, ricolma di delizie, appoggiata al suo diletto?), spiegava che in Paradiso la persona gode della pienezza della beatitudine proprio nell’unione tra anima e corpo, concessa in anticipo alla gloriosa Madre di Dio. E sant’Antonio, commentando un passo del profeta Isaia (Glorificherò il luogo dove posano i miei piedi), scriveva ispirato: «Il luogo dove il Signore pose i suoi piedi fu la beata Vergine dalla quale prese l’umanità. Questo luogo è stato dal Signore glorificato, esaltando Maria al di sopra dei cori angelici. Da ciò è manifesto che la Vergine fu assunta in cielo anche con il corpo, che fu il luogo dove pose i piedi il Signore».

Pensando all’intima unione tra Madre e Figlio, san Bernardino da Siena (1380-1444) affermava chiaramente che «Maria non debba essere se non dov’è Cristo; inoltre è ragionevole e conveniente che si trovino già glorificati in cielo l’anima e il corpo, come dell’uomo, così anche della donna; infine il fatto che la Chiesa non ha mai cercato e proposto alla venerazione dei fedeli le reliquie corporee della Beata Vergine, fornisce un argomento che si può dire quasi una riprova sensibile». Già nel Medioevo si era formato insomma un tale consenso nella teologia cattolica, parallelamente alla grande pietà popolare, che negare l’Assunzione sarebbe stato fonte di scandalo.

Quando poi si arrivò al XIX secolo, con la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione, la Santa Sede iniziò a ricevere molteplici suppliche da ogni parte della cristianità, con la preghiera di definire solennemente anche il dogma dell’Assunzione. Nel 1946, Pio XII indirizzò una lettera enciclica a tutti i vescovi, domandando cosa suggerisse la loro «sapienza e prudenza» e la devozione dei fedeli riguardo a un pronunciamento dogmatico su Maria Assunta, a conferma dell’importanza data al sensus fidelium. Le risposte ottenute furono quasi unanimemente favorevoli alla definizione del dogma, proclamato poi durante l’Anno Santo.

***

1 Pio XII non usò la parola «morte» nella definizione dogmatica. Papa Pacelli volle così lasciare tempo all’approfondimento teologico, alla luce delle argomentazioni degli «immortalisti» secondo cui la Madonna non è stata soggetta al potere della morte, non avendo Lei mai peccato.

(Ermes Dovico –La  Nuova Bussola –  15 Agosto 2023)

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

Mons. Suetta: ‘”Ai funerali di Michela Murgia espresse convinzioni difformi rispetto alla dottrina cattolica”

Sanremo, 14 Agosto. “Molte persone mi hanno comunicato la loro sofferenza a cui unisco anche la mia, nel vedere che in chiesa, conclusa la celebrazione delle esequie e ancora in un contesto liturgico e di un luogo sacro, è stata data la parola a persone che esprimono convinzioni e pensieri difformi dalla dottrina cattolica e lo hanno fatto in modo anche, a mio parere, un poco sguaiato, suscitando una serie di applausi quasi come tifo da stadio e atteggiamento da festa, che mi pare davvero improprio sia nella circostanza delle esequie che soprattutto nel contesto di un luogo sacro”.

A parlare è il vescovo della diocesi di Ventimiglia e Sanremo, Antonio Suetta, che in un video pubblicato su YouTube pone sotto accusa alcuni aspetti relativi ai funerali della scrittrice Michela Murgia.

“Non intendo parlare della persona, che ha vissuto un’esperienza drammatica e faticosa in relazione alla. malattia e che ora ha compiuto il passaggio della morte ed è nel giudizio di Dio. A lei il rispetto che si deve a ogni persona – afferma il prelato -.

Desidero soltanto fissare l’attenzione sull’aspetto pubblico di Michela Murgia, come scrittrice e soprattutto in relazione ai contenuti del suo contributo culturale. Mi limito a definirla una scrittrice, in quanto considerarla una teologa mi sembra eccessivo.

 Le battaglie, così è stato detto, che Michela Murgia ha portato avanti erano legate a sue convinzioni personali e a esperienze di vita, ma il suo contributo culturale in moltissimi casi è stato stato apertamente in contrasto con l’insegnamento di chiesa e dottrina cattolica, in particolare per la concezione della famiglia e altri argomenti molto importanti come aborto ed eutanasia.

Rimane per ogni persona libertà di pensiero e espressione e anzi questa libertà può essere contributo a un dialogo.

 Diverso – ha concluso il vescovo – è accodarsi a un coro pressoché unanime di approvazione, perché le sue esternazioni e convinzioni corrispondono al pensiero oggi dominante e questo non è corretto farlo anche dal punto di vista cristiano, perché la fede cristiana e la dottrina cattolica su questi argomenti hanno visioni differente”. (ANSA -2023 – 08- 14 – 12:33)

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