"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Agosto 2023 Pagina 6 di 13

Mosca, l’Asia Centrale e i talebani due anni dopo il ritorno a Kabul

di Stefano Caprio- Asia News –  20 Agosto 2023

Nella mente di Putin la fuga degli americani dalla capitale afghana fece scattare la molla della “grande rivincita”. La Russia invita ormai regolarmente i rappresentanti di Kabul a Mosca per consultazioni, nonostante i talebani siano tuttora considerati “organizzazione terroristica” sgradita. E anche gli altri Paesi ex sovietici sono solidali con il Cremlino nel condannare ufficialmente il governo afghano, considerandolo allo stesso tempo un partner necessario.

Sono passati due anni dalla fuga precipitosa degli americani dall’Afghanistan, vent’anni dopo l’attentato alle Torri Gemelle di New York, che avevano provocato la reazione contro l’estremismo islamico nel mondo intero, a partire dalle montagne asiatiche in cui si nascondeva Bin Laden. Il ritiro era iniziato a maggio del 2021, e a ferragosto i talebani rientravano clamorosamente a Kabul, costringendo l’Occidente a rinunciare al proprio ruolo di “esportazione della democrazia” nel mondo, insieme ai diritti civili e al progresso politico, economico e morale dei valori basati sulla libertà della persona.

I giorni drammatici dell’abbandono dell’aeroporto della capitale afghana sembrano ormai svaniti nel grigiore e nella dimenticanza, senza che il ritorno all’islam medievale asiatico interroghi veramente la coscienza del “mondo civile”, se non fosse per l’ancor più drammatica invasione russa dell’Ucraina, conseguenza simbolica del tramonto dell’Occidente, che dagli altipiani centrasiatici sposta nel cuore dell’Europa la “guerra dei valori”. La rinuncia degli Stati Uniti al ruolo dominante a livello mondiale si era già palesata qualche anno prima in Siria, quando gli americani avevano di fatto lasciato campo libero ai russi e ai turchi nel controllo dei territori occupati dai terroristi dell’Isis, l’islamismo radicale “globalizzato” che ora evapora di fronte al radicalismo sovranista sempre più arrembante a tutte le latitudini.

Anche allora, tra il 2014 e il 2016, la coincidenza tra Asia ed Europa era piuttosto evidente, nella mobilitazione dei russi verso il Vicino Oriente (dove nacque la compagnia Wagner di Prigožin) e verso il vicino occidente dell’Ucraina, con l’inizio “ibrido” della guerra del Donbass dopo la riconquista della Crimea, simbolo della Russia che si impone agli imperi nemici, come era accaduto alle origini della sua storia. Dalla Crimea il principe “battezzatore”, Vladimir il Grande, aveva minacciato d’invadere Costantinopoli, e sempre dalle mura di Chersoneso, oggi Sebastopoli, il nuovo zar Vladimir “il Terribile” minaccia di distruggere l’Europa intera, dal mar Baltico al mar Nero, guardando anche alle terre oltre gli oceani.
Quando il 12 febbraio 2016 il patriarca di Mosca Kirill incontrò all’aeroporto dell’Avana il papa Francesco, l’argomento dell’incontro era la difesa dei valori eterni del cristianesimo, insieme con la benedizione della presenza russa in Siria al posto degli americani, e l’ammonimento agli ucraini a non litigare tra loro, per evitare guai peggiori. Pochi mesi dopo la Chiesa russa decise di non partecipare al Concilio Panortodosso di Creta, iniziando la storica rottura con Costantinopoli, ritornando così alle proprie origini medievali.

Nella mente di Putin la fuga da Kabul di due anni fa fece scattare la molla della “grande rivincita”, il momento adatto per riproporre la grandezza perduta della Russia e vendicarsi delle tante offese subite, a partire dalla fine dell’Unione Sovietica. Proprio la sconfitta in Afghanistan era stato uno degli elementi decisivi del “più tragico evento del XX secolo”, come ha più volte ripetuto il leader del Cremlino, salito al potere per contrastare l’estremismo islamico in Cecenia, conseguenza del crollo dell’impero sovietico. La presenza degli americani a Kabul, al di là delle ragioni militari, risultava insopportabile ai russi soprattutto per la diffusione del “veleno occidentale”, quella civiltà moralmente “degradata” che ha cercato infine – sempre secondo la versione russa più radicale – di insinuarsi nelle menti e nel cuore delle persone in tutto il mondo con l’invenzione del coronavirus, la pandemia che ha preceduto e a sua volta ispirato l’operazione speciale per la “difesa dei valori tradizionali”.

Non sono casuali i collegamenti tra Covid, Afghanistan e Ucraina, non è la sfortuna dei “sette anni di guai” di sapore veterotestamentario, che dall’esplosione del virus a fine 2019 rischiano oggi di trasformarsi in una nuova era senza fine di contrapposizione tra i diversi schieramenti del XXI secolo. L’estremismo talebano si sovrappone oggi all’estremismo ortodosso, in una “rinascita della religione” dal sapore satanico e disumano, con bombe, carri e droni benedetti che neanche si potevano sognare ai tempi delle Crociate e delle guerre per la riconquista della Terra Santa. La Russia invita ormai regolarmente i rappresentanti di Kabul a Mosca per consultazioni, nonostante i talebani siano tuttora considerati “organizzazione terroristica” sgradita, mentre è evidente ormai che il loro ritorno è stato molto gradito dal “mondo russo” putiniano. Anche i Paesi dell’Asia centrale, che grazie alla guerra in Ucraina si stanno gradualmente allontanando da Mosca e avvicinando a Pechino, sono solidali con il Cremlino nel condannare ufficialmente il governo afghano, considerandolo allo stesso tempo un partner necessario, sia per gli affari sia per lo stile di vita. Pur senza arrivare agli eccessi dei talebani, che hanno escluso del tutto le donne dall’educazione scolastica, l’orgogliosa difesa dei “valori” vede grande sintonia nel condannare ogni forma di espressione dell’individuo, soprattutto l’omosessualità e la “propaganda Lgbt”, come nella legge approvata in questi giorni in Kirghizistan, copiata letteralmente da quella della Russia dello scorso anno.

Si sta confermando sempre più la motivazione proclamata dal patriarca Kirill, una settimana dopo l’invasione dell’Ucraina, che sembrava in un primo tempo averlo negativamente sorpreso: “Dobbiamo difenderci dall’Occidente, altrimenti ci costringeranno ad andare alle parate gay”. Quella che sembrava una forzatura polemica era in realtà il cuore del problema: la guerra “metafisica”, di cui l’Ucraina e l’Afghanistan sono i poli opposti di una diversa visione del mondo, tendente alla rovina apocalittica. Sia Putin sia Xi Jinping hanno ormai superato i settant’anni di età, e non hanno più timori nell’innalzare i muri che potrebbero rendere tutta la terra un grande cimitero.

Anche nei Paesi ex-sovietici si moltiplicano gli incontri per parlare dell’Afghanistan e con gli afghani, la settimana scorsa in un “forum economico” in Kazakistan, e poco tempo prima a Samarcanda in Uzbekistan. Non si tratta di raduni ispirati direttamente dalla Russia, ma tendenze parallele di movimenti geopolitici, per cui Mosca non teme di perdere il controllo militare ed economico sui suoi ex-sudditi, mettendo al primo posto la continuità ideologica di un nuovo mondo eurasiatico. L’unico Paese di fatto ancora ostile ai talebani è il Tagikistan, per una ragione molto evidente: i tagichi sono parenti degli afghani, e vorrebbero essere loro stessi a guidare il governo di Kabul. Il Turkmenistan, luogo per antonomasia delle trasformazioni simboliche di ogni forma di estremismo, sia esso islamico, omofobico, russofilo o sinofilo, era stato il primo a riconoscere come legittima la presa del potere dei talebani, mascherando la soddisfazione con la cinica proclamazione della propria “neutralità”. L’Uzbekistan, anch’esso molto coinvolto etnicamente nel rapporto con le tribù afghane, si è sua volta adattato abbastanza presto alla nuova realtà insieme al Kirghizistan, per non parlare del Kazakistan, che non confinando con l’Afghanistan si permette di esaltare la sua vastità come grande via per l’unione di tutti i popoli, se solo i russi non arriveranno ad invaderlo in una possibile replica dell’operazione in Ucraina.

La Russia deve fare i conti con la galoppante crisi economica provocata dalle sanzioni occidentali, che solo ora comincia veramente a farsi sentire con l’irrefrenabile svalutazione del rublo; e l’Asia centrale insieme al Caucaso partecipa a questi scossoni per i legami economici di eredità sovietica, oggi riattivati al massimo come aggiramento delle sanzioni. L’Armenia rischia addirittura la “malattia olandese”, la crescita eccessiva di alcuni settori dell’economia a scapito di altri, per un rafforzamento anomalo della sua moneta, il dram, dovuto al flusso enorme di valuta nel 2022 proveniente dalla Russia, mentre a sua volta cerca di sciogliere i nodi della frontiera tra oriente e occidente con il suo storico nemico, l’Azerbaigian. Eppure la “sete di vittoria” della Russia non riguarda principalmente l’economia: il popolo è abituato a soffrire da sempre, gli oligarchi sanno sempre dove attingere per i propri lussi, e nei torridi giorni di Ferragosto molti di loro se li godono serenamente nella “colonia russa” di Forte dei Marmi, in barba a qualunque sanzione.

L’Afghanistan dei talebani, il Paese precipitato due anni fa in un suo oscuro passato, rischia invece di diventare il modello del Paese del futuro. La “talebanizzazione” della Russia e dell’intera Eurasia, lo scontro di civiltà tra modelli antropologici prima ancora che politici o economici, si estende dai territori di confine alle dimensioni dell’anima nel mondo intero. Quando Mosca e Pechino riconosceranno ufficialmente il governo di Kabul, allora la guerra in corso troverà la sua vera soluzione: non nelle trattative di pace tra russi e ucraini, che dureranno secoli senza risultato, ma nella grande Vittoria sul nemico interiore, la paura e la vergogna di sentirsi esclusi dal resto del mondo.

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Dalle preoccupazioni al gustare il paradiso

Ave Maria padre Livio,

nelle rivelazioni profetiche di Suor Maria Natalia Magdolna Mistica del XX secolo (Claudia Matera – Sugarco edizioni), Gesù dà dei consigli alla mistica su come affrontare le preoccupazioni… 

In seguito a un’aggressione diabolica ebbi molto da soffrire, perché satana mi tentava con il pensiero che mi sarei dannata. Dopo un tormento che mi pareva interminabile, Gesù mi disse:

Non avere altre preoccupazioni che amarmi. Non preoccuparti più dei tuoi peccati, né di diventare santa. Lascia questo a me, sarò Io a fare di te una santa. Occupati solo di amarmi e credi fermamente nel mio amore. In questo modo riceverai le mie grazie e in ogni momento la tua anima sarà piena di gioia” 

e in un’altra occasione ribadì: 

“Non essere assillata dal desiderio di diventare santa. Solo amami e immergiti in me. Pensami sempre e parlami. Cerca di trovarmi in ogni circostanza, in ogni momento della tua vita. Sono solo Io a poter fare di te una santa. Se vivrai così, quello che riceverai da Me supererà ogni tua aspettativa. L’essenza dell’unione mistica con me è la conoscenza che l’anima ha di essere fatta per me e di quello che io sono per l’anima”.

Gesù mi insegnò anche che non dovevo preoccuparmi di raggiungere la santità con i miei sforzi, perché gli sforzi umani limitano la sua azione e incatenano le sue mani divine. Inoltre quando satana si rende conto del suo insuccesso presso un’anima, le suggerisce di aspirare a una maggiore santità come pretesto per impegnarla ad occuparsi non più di Dio, ma di se stessa. In un’altra occasione Gesù dette ancora questo insegnamento:

“Rinunciate a volere qualsiasi cosa. Non aspirate né a dare, né a ricevere; non desiderare né vivere, né morire, perché fintanto che desideri qualcosa è impossibile che la mia volontà si compia in te. Non volere neppure essere santa, perché se tu desideri la santità non potrai raggiungerla al grado in cui posso dartela Io, perché non riesci neppure a immaginarla. Se non desideri nulla allora la mia volontà opererà perfettamente in te, perché Io stesso sarò la santità e la perfezione in te. Come creatura imperfetta e misera quale sei, non potresti mai essere in grado di desiderare e amare ciò che è veramente perfetto, santo e nobile. E allora devi permettere a me di volere tutto questo per te. Per questa ragione di’ sovente: “Fiat, sia fatta la tua volontà”, come Io ho sempre fatto e continuo a fare ancora… se un’anima pronuncia questa parola non solo con le labbra ma anche con la vita, Io mi unisco a quell’anima, come sono unite le persone della Santissima Trinità. E se mi unisco a un’anima, l’anima non vuole conoscere o vedere o avere o amare o gioire di null’altro al di fuori di me. Sono in comunione con lei a tal punto che mi conosce come io conosco me stesso. Una tale anima gusta allora il paradiso, perché io sono il paradiso e trovo la mia gloria là dove io sono e dove io vivo. Queste anime rifletteranno attorno a sé questa speciale gioia divina. Senza la mia gioia anche un’anima ardente del mio amore può rischiare di perdere la sua disposizione spirituale e la sua pace”

Ave Maria

Massimo

BUONA DOMENICA

DOMENICA   20.MA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria Buona  Domenica!

Rendiamo grazie   a  Dio per questo  giorno che ci ha donato, nel quale Cristo  risorto ha vinto il  male e   la morte e ci  ha  aperto le porte  del Paradiso.

Accorriamo alle fonti della grazia, partecipando con fede  alla   Santa Messa,  nella quale Gesù rinnova  il  suo Sacrificio redentore per  la salvezza  del  mondo.

Il brano di vangelo ci racconta che durante l’itinerario nei territori delle città di Tiro e di Sidone,  nel vicino Libano,  Gesù incontra una donna pagana  che lo implora di esorcizzare la figlia indemoniata.

 Gesù la liquida con reticenza opponendole il silenzio, ma la donna infastidisce gli apostoli che intercedono per lei chiedendo a Gesù di cedere alle sue lamentele.

Gesù ribatte di dover compiere  la sua missione solo per la salvezza del popolo ebraico: “Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele”.

Allora la donna si prostra ai suoi piedi insistendo per l’esorcismo della figlia e Gesù la contesta freddamente affermando: “Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini”.

La donna prendendo spunto dall’allusione di Gesù alla sua missione sorprende replicando: “È vero, Signore, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”.

Gesù s’intenerisce per la fede con cui essa ha rivendicato il miracolo e le concede la guarigione della figlia.

“Donna  è davvero grande  la tua fede! Ti sia   fatto come desideri” Il  vangelo di Marco soggiunge  che la madre corre  a  casa per  verificare  il  miracolo e scopre  la  figlioletta  era stata liberata  dal  demonio.

Questo brano di vangelo ci aiuta  a  comprendere la nostra  situazione quando preghiamo,  e   lo facciamo anche con  fede,  ma non veniamo ascoltati.

Non è vero che Gesù   non  ci ascolta,  come  se  non avesse  davanti agli occhi le  nostre sofferenze  e  le  nostre invocazioni.

Lui sa  sempre tutto  di  noi e ha  a  cuore  i nostri bisogni, ma non sempre la  nostra fede è   come lui la desidera.  Allora  la mette   alla prova,   la fortifica e  la   purifica, affinché diventi una fede matura.

Ci  deve  anche far  riflettere  questa donna era  una  pagana,  però  la  grazia della fede  era  arrivata  fino al  suo cuore, mentre molti del  popolo di Israele non credevano a  Gesù e lo osteggiavano.

Questo accade  anche  oggi  e  ci deve  commuovere questa  azione  dello Spirito Santo che passa  da  cuore  a  cuore e  bussa  finché non venga aperto.

Proprio per questo la fede  è  indistruttibile , perché  incontra testimoni dove meno ce lo aspettiamo.

Vostro Padre  Livio


Vangelo

Donna, grande è la tua fede!

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 15,21-28

In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne.

Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio».

Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».

 Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». “È vero, Signore”, disse la donna, “eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”.

Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri».

E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Parola del Signore

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici,  la  Madonna  a  Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché,  se  aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà  troppo tardi.  Con questa nuova iniziativa del  Blog offriamo la  possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali  da  meditare e da  vivere. (Le  troverai man mano nella  sezione:  Il Combattimento spirituale).


17. La vendetta  del  maligno contro chi si converte

La rinuncia al peccato è il momento decisivo nel cammino di conversione. Proseguendo potrai ancora cadere e sperimentare quanto l’uomo sia debole. Non devi meravigliarti. Considera che i progenitori hanno voltato le spalle a Dio, tradendone l’amicizia, quando erano rivestiti di sapienza e di grazia.

 In loro non vi era la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita che noi, loro discendenti, abbiamo ricevuto in eredità. La loro condizione esistenziale era di perfetta santità e di profonda amicizia con il Creatore. Eppure hanno seguito satana, invece di restare fedeli a Dio, e  hanno disprezzato i suoi doni, illudendosi persino di diventare come lui.

 Ti rendi conto quanto l’uomo sia una canna sbattuta dal vento, incapace di restare saldo nella grazia della fede. Satana lo sa e lo circuisce offrendo sempre la medesima esca. Se qualcuno resiste, come il Figlio di Dio nel deserto, sta in agguato, cercando uno spiraglio per insinuarsi e colpire.

Non devi dunque meravigliarti della tua debolezza e della lotta estenuante che hai dovuto sostenere per liberarti della sua soffocante schiavitù. Tuttavia, ora che hai fatto arretrare il nemico con l’arma della rinuncia, non sentirti al sicuro. Sei come un uccello che è sfuggito al laccio del cacciatore. La prossima trappola sarà ancora più studiata e più sottile.

 Satana è un angelo decaduto e della natura angelica conserva il dono naturale dell’intelligenza, che egli mette al servizio della sua malizia. Ora che l’hai cacciato dal cuore e l’ha umiliato, medita la vendetta. Per resistere ai suoi assalti, che saranno ancora più numerosi e più violenti, devi aggrapparti alla croce di Cristo. Se la terrai ben stretta la tua conversione sarà al sicuro.

E’ giunto il momento, caro amico, di mettere a fuoco, senza formule diplomatiche, la condizione dell’uomo durante il suo pellegrinaggio nel tempo. L’uomo è una creatura che è stata plasmata ad immagine del Creatore per essere abitata da lui.

 La malefica serpe ha ottenuto con l’inganno che l’uomo desse sfratto a Dio, per  prendere il suo posto. Il cuore umano è abitato da Dio o da satana. Non esiste qualcuno che si trovi in una situazione di neutralità. O sei figlio di Dio o sei figlio del maligno. O accogli la divina paternità, o scegli quella del menzognero. E’ Gesù stesso che pone questo aut – aut  e che ti mette davanti a una drammatica alternativa.

Quando tu ti credevi emancipato perché avevi eliminato Dio dall’orizzonte della tua vita, in realtà eri sotto l’influsso del maligno, anche se non ne eri consapevole. Pensa al caso di Giuda. Nel momento in cui esce dal cenacolo per tradire Gesù, satana entra in lui.

Nonostante la grazia del risveglio della coscienza,  la sua mancata adesione a Cristo, lo porta laddove il perfido ingannatore voleva che andasse. Se avesse avuto il coraggio di correre ai piedi della croce a invocare il perdono, ora potremmo invocare Giuda come il patrono di tutti i traditori convertiti. Gli sono cadute le squame dagli occhi. Ha visto l’abisso orrendo in cui era caduto, ma non si è aggrappato a Cristo, l’unico che poteva salvarlo dalla ferocia dell’avversario.

Anche per te è giunto il momento di fare la scelta radicale, che decide della tua vita nel tempo e nell’eternità. Nel momento stesso in cui gridi in faccia a satana “Rinuncio”, devi abbracciare Cristo con tutte le tue forze. Ti sei liberato da una schiavitù, ma per restare nella libertà devi vivere un’appartenenza.

 Il “no” al maligno è saldo e inattaccabile se è seguito dal tuo “sì” incondizionato a Cristo. Con queste decisione divieni suo per sempre. Non vi è altra appartenenza concessa all’uomo se non quella di Cristo. Infatti sei stato creato per mezzo di lui e in vista di lui.

 Non puoi essere padrone di te stesso, perché la tua vita ti è stata data. Hai voluto appropriartene, ma era un furto. Ora devi restituirla a colui che l’ha progettata fin dall’eternità e desidera portarla a compimento come un dono immenso di amore.

 Considera, caro amico, chi colui dal quale ti sei liberato e chi è colui al quale hai aperto la porta del cuore. Richiamalo alla memoria ogni volta che la via stretta e erta della salvezza ti fa guardare indietro. Guarda bene in faccia chi è colui che ti ha creato e redento e chi è colui che ti ha sedotto.

Satana è il tuo nemico giurato. Ti vuole rubare a Dio, per trascinarti con sé nel suo regno di tenebra e di morte.  E’ mosso dall’odio verso il Creatore e dall’invidia verso di te. Si presenta ai tuoi occhi come un benefattore, offrendoti felicità fasulle, con le quali ti irretisce e ti tiene in schiavitù.

 Lui ti paga con ciò che ha di suo: la malvagità, la menzogna e la disperazione eterna. Da lui non puoi ricevere nessun bene, ma solo del male. Come potresti ascoltarlo e seguirlo? Come potresti servirlo? Chiedi a Dio la grazia di vederlo sempre col suo orribile volto. Risuoni sempre nel tuo cuore il comando di Gesù: “Vattene, satana” ( Mt 4, 10).

Considera invece chi è colui che hai deciso di ascoltare e di seguire. E’ il tuo Creatore, che ti ha tratto dal nulla con infinito amore, creandoti a sua immagine e somiglianza e predestinandoti alla partecipazione della vita divina, nella gloria e nella gioia della Santissima Trinità. E ’ il tuo Salvatore, che si è fatto uomo e che ha portato sulle sue spalle i tuoi peccati, espiandoli sul legno della croce al tuo posto e per la tua salvezza.

 E’ lui che è venuto a cercarti quando ti sei perso. E’ lui che ha bussato alla porta del tuo cuore. E’ lui che ti ha illuminato, ti ha chiamato, ti ha scosso e ti ha liberato dalla potenza del male. E’ lui, l’unico che ti ama di un amore senza limiti e senza condizioni.

E’ giunto per te il momento di guardare alla croce, se vuoi sapere di chi puoi fidarti e a chi devi affidarti. E’ guardando alla croce che scopri di essere infinitamente amato. E’ dalla croce che ti giunge il perdono dei peccati e la grazia della vita eterna. E’ dal cuore trafitto di Cristo che sgorga un fiume inesauribile capace di placare la tua sete di infinito.

 Renditi conto, caro amico, che cosa significa per te, l’aver cacciato satana dal tuo cuore e l’aver aperto la porta a Cristo. Hai forse perso qualcosa? Temi di aver fatto un cattivo affare? Il seduttore approfitterà della prima occasione per insinuarlo.

 Me se stai aggrappato ai piedi di Cristo crocifisso fino alla fine, toccherai con mano quanto le sue parole siano vere, quanto la sua grazia sia benefica, quanto la sua salvezza sia reale. Hai trovato la perla preziosa e il tesoro nascosto. Hai incontrato la fonte inesauribile della felicità.  Non permettere che una grazia così grande ti possa venire rubata.  Cristo non ti abbandonerà mai, se tu ti tieni stretto ai suoi piedi inchiodati al duro legno della croce

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

INTERVISTA A VICKA

LE INTERVISTE DI VICKA DI MEDJUGORJE SU RADIO MARIA (3,5)

Vicka di Medjugorje ha tenuto in diretta   su  Radio Maria cinque interviste che sono un importante documento  storico sulle  apparizioni di Medjugorje e una testimonianza di profonda spiritualità mariana. Le pubblichiamo suddividendole in puntate.

(Terza  intervista- Medjugorje 3 Agosto 2000)


La Madonna raccomanda il Rosario, la S. Messa, la Confessione

Padre Livio: Senti Vicka, personalmente penso che se le apparizioni sono durate per così tante anni, questo dipende anche dal fatto che c’è stata una risposta da parte della gente.

Vicka: Certamente la Madonna ha raccolto. Però dice anche che siamo in tanti che accolgono i messaggi, ma poi ci stanchiamo e non facciamo più niente. La Madonna desidera che noi accogliamo i messaggi con amore e che andiamo avanti senza stancarci. Lei non vuole che prendiamo tutto subito. Quando arrivano i pellegrini a volte si meravigliano che la Madonna chiede tre rosari ogni giorno. Ma all’inizio la Madonna ci ha chiesto i sette Pater, Ave e Gloria come minimo per incominciare a pregare, poi pian piano ha chiesto di più. Così anche i pellegrini devono incominciare a fare i primi passi e poi avanzare senza stancarsi.

Padre Livio: Presentare subito tre ore al giorno di preghiera e due giorni di digiuno alla settimana può spaventare un po’ i principianti.

Vicka: Per chi è all’inizio la Madonna ha detto di incominciare a recitare un giorno il Padre nostro e cercare di capire col  cuore e vivere quelle parole. Un altro giorno l’Ave Maria e un altro ancora il Gloria al Padre, in modo tale da aprire un po’ per volta il nostro cuore e sentire la preghiera come una gioia.

Padre Livio: La preghiera all’inizio è un dovere da compiere con impegno, ma poi diventa una grande gioia. In uno dei suoi recenti messaggi la Madonna ha detto che la preghiera deve essere la nostra unica gioia.

Vicka: L’unica gioia, è vero

Padre Livio: Perché Dio è la fonte della vera gioia.

Vicka: Verissimo.

Padre Livio: A Lourdes e a Fatima la Madonna ha chiesto la preghiera del santo rosario. Ma qui a Medjugorje ha specificato di recitare le tre corone: i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi.  E’ così importante il santo rosario?

Vicka: Certamente agli occhi della Madonna tutte le preghiera fatte col cuore hanno un grande valore. Lei ha detto però che la preghiera che preferisce è il santo rosario.

Padre Livio: Forse perché è una preghiera semplice, alla portata di tutti e nella quale è presente tutta la nostra fede.

Vicka E’ vero.

Padre Livio: La Madonna ha anche detto che, mentre noi diciamo il rosario, lei può agire nel nostro cuore.

Vicka: Certo, ma dipende da noi, padre. Lei non può agire se il nostro cuore è chiuso, ma deve essere pronto e aperto per cogliere quella preghiera.

Padre Livio:  Il valore del rosario sta nel fatto che, mentre noi lo diciamo, stiamo vicini alla Madonna e lei, mentre noi preghiamo, opera nel nostro cuore.

Vicka: Ma certo. Però noi a volte prendiamo in mano il rosario e preghiamo in modo meccanico, solo con le parole e alla fine siamo più vuoti di prima, perché non è entrato nulla. Dobbiamo invece recitarlo col cuore e provare almeno a recitare un Ave Maria con fede e con amore, poi pian piano si va avanti.

Padre Livio: La Madonna oltre alla preghiera personale e familiare, raccomanda anche la partecipazione alla S. Messa in chiesa.

Vicka: Certamente. La Madonna dice che la S. Messa è il momento più santo e più importante quando Gesù viene vivo in mezzo a noi e noi dobbiamo disporci per accoglierlo nel nostro cuore. La Madonna ha anche detto che ha più valore partecipare alla S. Messa e ricevere l’eucaristia che la sua presenza in mezzo a noi.  

Padre Livio: Ieri, due Agosto, era il perdono di Assisi. Mi pare che nei primi tempi delle apparizioni, proprio in occasione di questa festa, la Madonna abbia invitato i presenti a toccare la sua veste e voi veggenti avete visto che vi erano rimaste delle macchie. Era un invito ad accostarsi al sacramento della confessione?

Vicka: In quell’occasione io non c’ero, ma erano presenti Mirjana, Ivanka, Marija e Jakov. La Madonna ha invitato i presenti a toccare la sua veste e molti hanno avuto questa grazia di toccarla.

Padre Livio: Anche se non la vedevano?

Vicka: I veggenti presenti indicavano dove mettere la mano.

Padre Livio: Così mettevano la mano sulla veste della Madonna?

Vicka: Sì, hanno avuto questa grazia. Ma alcuni di quelli presenti, toccando, ha lasciato il segno della sua mano e così la Madonna ha chiesto di andare a confessarsi.

Padre Livio: La Madonna raccomanda una confessione regolare, mi pare.

Vicka: Raccomanda la confessione una volta al mese e poi secondo le necessità di ognuno.  Dice anche di non limitarsi soltanto a dire i propri peccati, ma di chiedere un consiglio al sacerdote per fare un passo avanti nel cammino spirituale.

Padre Livio: Quindi la Madonna vede la confessione come un grande aiuto sulla via della santità?

Vicka: Certamente.

(Continua)

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Da cristiana agnostica a cristana convinta

Caro Padre Livio,

la ringrazio molto per i suoi insegnamenti preziosi.

Desidero farle conoscere il mio percorso spirituale che ho iniziato tre anni fa, con l’inizio del Covid. Già da tempo vivevo un’inquietudine che mi attanagliava l’anima. Un’inquietudine che iniziò durante le ore lavorative, in ufficio. Intorno a me mancanza di umanità, tolleranza e solidarietà ma solo aggressività, competizione, indifferenza verso la dignità umana.

Cominciai a pormi molte domande sull’importanza della vita, sui valori morali che non mi hanno mai abbandonata e secondo i quali sono stata educata fin da piccola.

Quando il Covid ci travolse, io ritrovai una spiritualità nuova, cominciai a pregare il rosario e a tenerlo appeso nella mia casa.

Diedi le dimissioni perché l’azienda per cui lavoravo non mi apparteneva più e non mi permetteva di conciliare lavoro e famiglia. La mia famiglia è sempre stata al primo posto e così feci la grande scelta insieme ai miei cari.

Fu la scelta giusta e ritrovai la Fede, quella vera, quella per la quale la vita merita di essere vissuta. Il rosario per me è divenuto un tesoro prezioso, fonte di serenità e di amore. In una parola, mi sono realmente convertita.

Una trasformazione da cristiana agnostica, così mi potevo definire, a vera cristiana. E sento una forte esigenza di pregare: più prego, più la mia anima si sente vicina a Dio e alla Madonna. Questa è la mia vera conversione.

Sperando che la mia testimonianza possa servire affinché molte altre persone possano convertirsi,

la saluto di cuore.

Ave Maria

Barbara di Bergamo

Cara Barbara,

sono molti i cristiani che hanno bisogna di una vera conversione. E’ quella a cui la Regina della pace non si stanca di chiamarci.

Molti non l’hanno neppure presa in considerazione. Altri hanno riposto, ma non tutti hanno perseverato.

Per questo ti incoraggio a riprendere ogni giorno il cammino, rinnovando il tuo affidamento a Maria, perché siamo entrati in tempi di prova della fede e solo perseverando fino alla fine arriveremo alla meta, che è la salvezza della nostra anima.

Ave Maria

P. Livio

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

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