Mese: Luglio 2023 Pagina 4 di 16
“Caro Padre Livio, dall’alto il Cielo la protegge”

Caro padre Livio,
mi fanno tenerezza tutti quelli che le scrivono sul blog di riguardarsi, di non stancarsi così tanto sui segreti che magari non servirà, di non lasciarsi coinvolgere troppo perché magari non si realizzeranno e lei potrebbe perdere la faccia…
Chissà se sono consapevoli di prestare voce al maligno a cui proprio non va giù il suo continuo indirizzarci verso ciò che conta davvero…
Per me tutte queste “premure” nei suoi confronti sono un segno che ai segreti manca sempre meno.
Io invece sono sempre più convinta che lei sia proprio nel giusto e me lo fa credere il silenzio della chiesa.
Sappiamo quanto lei dia fastidio a tanti anche in ambito ecclesiastico e che molti godrebbero non poco a vederla ridimensionato o bacchettato. Invece tutto questo non succede. Per me è un ulteriore prova dei tempi che viviamo e che dall’alto il Cielo la protegge affinché la Verità non venga taciuta.
Ave Maria!
Veronica dalla Sardegna
Cara Veronica,
ti ringrazio per le parole di incoraggiamento. Non nego che hai colpito nel segno.
Lavorare al servizio della Madonna e della Chiesa scatena la furia del demonio. Va messo nel preventivo.
Ho avuto la grazia di incontrare una volta S. Giovanni Paolo II, tre volte Papa Benedetto e una volta Papa Francesco insieme a tutti i rappresentanti delle Radio Maria del mondo.
Dalla voce dei Papi sono sempre uscite parole di incoraggiamento e di apprezzamento per Radio Maria.
Non c’è dubbio che il mio impegno al servizio della Regina della pace viene visto come una vocazione personale che non coinvolge la Chiesa.
Questo impegno d’altra parte non è mai uscito dagli ambiti ben precisi che la Chiesa ha stabilito.
Sono infinitamente grato alla Chiesa che mi ha permesso di testimoniare la presenza salvatrice di Maria in questo momento cruciale della storia.
Ave Maria
Padre Livio
Pensiero Spirituale sulla lettura spirituale della Bibbia

Cari amici,
il 18 ottobre 1984 la Regina della pace ha detto: «vi invito a leggere ogni giorno la Bibbia nelle vostre case. Collocatela in un luogo ben visibile, in modo che sempre vi stimoli a leggerla e a pregare». La Madonna ci invita a leggere quotidianamente qualche versetto delle Sacre Scritture e a meditarlo. Dal punto di vista della formazione cristiana, questo è un elemento di novità perché prima non c’era questa tradizione di leggere ogni giorno la Bibbia a casa. Specialmente dopo il Concilio, la Bibbia veniva tenuta in casa come un ornamento, non come un fonte di riflessioni quotidiane.
Leggere qualche versetto della Bibbia ogni giorno, invece, è molto importante perché si tratta del libro più bello che sia mai stato scritto, l’autore principale è Dio stesso, lo Spirito Santo. L’autore umano – con tutto ciò che l’umanità comporta in termini di ispirazioni e acquisizioni, ma anche di bravura e doni intellettuali – è un vero autore (nella persona degli evangelisti, per esempio), ma il vero autore è lo Spirito Santo che ispira l’autore a scrivere esattamente quello che Dio vuole. La Bibbia è Parola di Dio.
La Bibbia è un libro meraviglioso. Quando sento di aver bisogno di un’ispirazione da parte di Dio apro una pagina a caso e non di rado trovo la parola giusta per quel momento di particolare difficoltà. Nella Bibbia spesso troviamo le parole giuste che aprono lo sguardo, scaturiscono riflessioni, aiutano a vedere le situazioni da un altro punto di vista, dal punto di vista di Dio.
Non è necessario essere degli studiosi o degli esperti della Bibbia per coglierne insegnamenti e fare delle proprie considerazioni perché è un libro scritto per il popolo di Dio. Bisogna però capire la Bibbia nella sua struttura di fondo, è Parola di Dio rivolta agli uomini, è la testimonianza della Storia della Salvezza. Nella Bibbia è racchiusa la Storia umana alla luce della fede, che è la Storia di Dio con l’uomo nel suo cammino terreno. È una Storia di amore, di cadute, di ritorni a Dio. Alla fine, col Giudizio Universale, ognuno avrà il suo destino eterno. La Bibbia è un libro completo perché racchiude tutta la Storia della Salvezza, dal principio alla fine, fino a quando ci saranno Cieli nuovi e Terra nuova. Leggendo la Bibbia vediamo, allora, svilupparsi la Storia della Salvezza.
La Bibbia è composta da molti libri e ha molti autori, anche se l’autore principale è lo Spirito, tutto quello che è scritto nella Bibbia è Parola di Dio anche se poi ci viene donata attraverso le parole umane. Questa è la visione di fede della Bibbia per cui dobbiamo venerare e amare questo libro perché è Parola di Dio e Storia della Salvezza.
Leggendo la Bibbia, leggiamo tutta la Storia della Salvezza che ha Dio come protagonista principale, la Sua opera a favore dell’umanità, i suoi progetti, i suoi insegnamenti, i suoi castighi. Leggendo la Bibbia nutriamo la nostra fede, la rafforziamo, vediamo il progetto di Dio sull’umanità, vediamo e conosciamo qual è la Verità, la Divina Rivelazione, la morale, la Salvezza. Conosciamo il male, il peccato, la Misericordia e la sorte di chi rifiuta Dio fino alla fine. Nella Bibbia c’è la pienezza della Verità, c’è tutto ciò che Dio ci ha rivelato.
La Bibbia è un libro che racconta la Storia umana nella prospettiva della fede. Inoltre, bisogna aggiungere che si tratta di un libro radicato nella Storia, è un libro storico. Non ha lo scopo di raccontare la Storia umana come se fosse un reportage giornalistico, il racconto biblico è un racconto spirituale, il punto di vista sulla Storia è quello della fede.
La Bibbia è un libro storico che ha personaggi storici realmente esistiti; in alcuni libri i personaggi sono di carattere esortativo e hanno lo scopo di edificare. La Bibbia è un libro fondato sulla Storia umana all’interno della quale opera Dio. La Bibbia presenta la Storia umana come Storia della Salvezza che procede nel tempo fino alla sua conclusione nell’eternità.
Nella Bibbia Dio si propone l’accrescimento della nostra fede, il raggiungimento di Verità che la nostra mente da sola non potrebbe toccare, da qui l’invito della Regina della pace ad attingere quotidianamente a questa fonte di Verità e di sapienza divina. Leggendo la Bibbia, comprendiamo la visione di Dio sulla Storia. Leggendo la Bibbia veniamo edificati, il nostro livello spirituale e morale si innalza.
La lettura spirituale e morale della Bibbia e quella escatologica sono i livelli su cui dobbiamo concentrarci. Dobbiamo leggere la Bibbia nella luce della fede per accrescere nello spirito e nella morale, e acquisire la consapevolezza che la Storia della Salvezza procede fino al suo compimento sotto il dominio di Dio.
Nutriamoci della Bibbia ogni giorno, appassioniamoci nella lettura, apriamola ogni giorno per leggerne qualche versetto, in questo modo saremo fortificati e rafforzati nella fede.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Temo che le rivelazione dei segreti tre giorni prima non reggerà alla prova dei fatti

Caro Padre Livio,
Mi viene da pensare che l’annuncio del primo segreto sia un po’ come la rivelazione del terzo segreto di Fatima, che doveva essere reso noto nel 1960 ma poi, quando fu pubblicato nel 2000, lasciò piuttosto deluse le aspettative.
Gli eventi di Dio sono sempre improvvisi e sorprendenti.
Non mi convince questo fatto che i veggenti conoscono le date di ogni segreto da rivelare tre giorni prima.
Lei non trova che non è un modo dell’agire divino?
Fra l’altro mi chiedo quale subbuglio nell’ordine pubblico creeranno queste rivelazioni, specie dal quarto al decimo segreto, quando gli eventi annunciati semineranno panico.
Caro Padre Livio, lo dico con tutto il rispetto per la Madonna, ma temo che questo piano non reggerà alla prova dei fatti.
Lei sia prudente e non si faccia coinvolgere più del necessario
Le voglio bene.
Luisella da Cremona.
Cara Luisella,
E’ chiaro che, se uno non crede alle apparizioni di Medjugorje, tutte le obiezioni sono possibili.
Se invece ci crede, ogni interrogativo trova una risposta.
Noi dobbiamo prendere consapevolezza che il mondo ha deciso per la morte e che l’umanità corre sulla via della perdizione.
Per questo la Madonna è presente da così tanto tempo con un suo piano di salvezza,
La Madonna lo ha predisposto in modo tale che, nel momento della grande tribolazione, l’umanità, almeno in grande parte, creda e si ravveda.
In questa prospettiva, l’annuncio di ogni segreto, tre giorni prima, ha lo stesso scopo della rivelazione che Gesù ha fatto ai suoi apostoli dei tre giorni in cui ha compiuto la nostra redenzione.
Se gli apostoli avessero creduto che il terzo giorno sarebbe risuscitato, non sarebbero incorsi negli sbandamenti che sappiamo.
Fidiamoci della Madonna e saremo al sicuro.
Fin’ora la Regina della pace ha realizzato tutto quello che ha voluto nell’adempimento della volontà di Dio.
Ave Maria
Padre Livio
Il turismo estremo della sacra Crimea

di Stefano Caprio-Asia News– 23 Luglio 2023
I turisti hanno tardato quest’anno ad arrivare sul mare della Crimea, intimoriti dalle trincee e dai bombardamenti. Il governo russo ha cercato in ogni modo di favorirne e “precettarne” diverse categorie, dai gruppi di bambini e ragazzi fino ai dipendenti di aziende di Stato e di oligarchia. E non c’è dubbio che uno degli scopi degli attacchi ucraini sia diretto a far fallire la stagione, principale attività economica della regione.
Un po’ in tutto il mondo la seconda metà di luglio presenta ondate di caldo torrido e fenomeni atmosferici di consistenza inusitata, ma la località turistica più infuocata è sicuramente la Crimea, terra di storia antica e moderno conforto, oggi ormai terra di trincea e di guerra apocalittica tra Oriente e Occidente. La stagione estiva in Crimea è solitamente un trionfo di allegria e godimenti, quest’anno è invece un esperimento di “turismo estremo”, che spaventa e attrae i russi, almeno quelli che non possono andare in Thailandia, o nemmeno in Turchia, per non parlare delle coste mediterranee tanto amate.
Le azioni belliche delle controffensive incrociate di Russia e Ucraina si concentrano in questa fase proprio sulla penisola che domina il mar Nero, avamposto strategico di ogni possibile vittoria o sconfitta definitiva. I turisti hanno infatti tardato ad arrivare, intimoriti dalle trincee e dai bombardamenti, e il governo russo ha cercato in ogni modo di favorirne e “precettarne” diverse categorie, dai gruppi di bambini e ragazzi fino ai dipendenti di aziende di Stato e di oligarchia. Quando poi gli ucraini hanno di nuovo preso di mira il ponte di Kerč, linea simbolica della “Crimea nostra” putiniana che si collega alla regione “legale” di Rostov e Soči, le code infinite si sono disperse su tutto il territorio del Donbass “illegale”, dove pure gli scontri sono sempre roventi, trasformando il viaggio in Crimea in un’avventura più adrenalinica di qualunque video-gioco bellico. E allora sono arrivati i cultori del turismo extreme.
La “stagione turistica” è stata rinominata “stagione dei botti”, bavovny in ucraino, kloptsy in russo, come una vera attrazione da non perdere: non più fuochi artificiali, ma l’autentica apocalisse, dove anche nei luoghi più sicuri si sentono risuonare i bombardamenti delle zone circostanti. Il capo del parlamento russo-crimeano, Vladimir Konstantinov, ha tacciato coloro che diffondono informazioni sui rischi di queste latitudini come dei diversanty, i “sabotatori” che vogliono incutere il panico ai bravi turisti tradizionali; ma molti cominciano a considerare la guerra come la migliore delle campagne pubblicitarie.
Non c’è dubbio che uno degli scopi degli attacchi ucraini sia diretto a far fallire la stagione, principale attività economica della Crimea, oltre che a separarla dalla Russia per poterla riannettere, dichiarando così il fallimento di tutte le operazioni putiniane dal 2014 a oggi. Il propagandista russo Sergej Veselovskij ammonisce che “la sicurezza della Crimea ci sarà solo quando scomparirà l’Ucraina, quando lo stesso termine ucraino diventerà un insulto”; ma tra i crimeani molti cominciano a chiedersi chi dei due padroni sia il peggiore. I “partigiani ucraini” della Crimea hanno lanciato un sonoro avvertimento a un altro di questi propagandisti, il blogger di Feodosija Aleksandr Talipov, facendo saltare in aria la sua motocicletta, proprio davanti ai suoi occhi.
Come dice un proverbio russo, “la paura ha gli occhi grandi”, ed ecco che si diffondono leggende sui “terroristi kamikaze” filo-ucraini, che verrebbero reclutati non solo in Crimea, ma in tutte le campagne meridionali della Russia, dove la lingua russa e quella ucraina si mescolano da secoli. I servizi segreti russi sono ormai allo sbando in mezzo a queste tempeste di assalti militari e fake news, senza capire se si devono temere di più le bombe a grappolo, i missili a distanza, i droni d’assalto o le tante azioni dei diversanty un po’ in tutte le regioni della Federazione.
Lo stesso generale Zalužnyj, capo di stato maggiore ucraino, ha confermato in più occasioni che “niente e nessuno ci fermerà nella riconquista della Crimea”, e non si tratta certo di un uomo abituato a gettare parole al vento. Putin ha invece insistito che gli attacchi ucraini non fermano il flusso di persone e di turisti dalla Russia verso la Crimea, visto che si possono utilizzare “itinerari alternativi”, cioè quelli dei territori occupati. Un corrispondente di guerra, Dmitrij Stešin, ha addirittura lodato in televisione “i dirigenti della Russia che si sono presi a cuore i propri connazionali, assicurando loro un accesso alla Crimea attraverso i nuovi territori”, come se il turismo crimeano fosse il vero scopo di tutta la guerra.
Gli itinerari consigliati sono effettivamente suggestivi, in mezzo a splendide vallate e colline, con le strade appena rifatte, anche se danneggiate in più punti dai bombardamenti. Anche alcuni dei ponti minori sono interrotti o di difficile transito, se si riescono a schivare gli attacchi ucraini. Il tutto assomiglia a un teatro dell’assurdo degno di Gogol e Cechov, nelle migliori tradizioni russe, una “realtà alternativa” su cui si gioca tutta la credibilità del regime putiniano. Si potrebbe dire che la vacanza in Crimea è la vera cartina di tornasole di vent’anni di politica, prima economica e poi militare: prima del 2014 i russi andavano in massa sulle spiagge della penisola, per mostrare agli ucraini il proprio disprezzo con i portafogli gonfi. Poi hanno cercato di “rifare la Crimea a immagine della Russia”, rendendola quasi proibitiva per i ceti inferiori. Ora vogliono affermare la resistenza dei russi alle invasioni e alle depravazioni occidentali, rimanendo saldi nel baluardo crimeano. La “strada della vita” verso la Crimea diventa la “strada della morte”, ciò che esalta al massimo grado l’ardore patriottico.
Attraversare le strade e i ponti della Crimea è la versione più eccitante della “roulette russa”: la probabilità di saltare in aria o rimanere feriti è molto alta, la gioia per essere arrivati a destinazione è superiore a quella dell’intera vacanza. Le réclame pubblicitarie recitano: “da noi c’è il miglior mare del mondo, e la migliore difesa antiaerea”. Anche tuffarsi in mare è un vero brivido, visto che al posto degli squali ci si può imbattere in droni sottomarini. Gli yacht e tutti i motoscafi acquatici sono ormai dotati di sofisticati sistemi di rilevamento radar e ultrasuoni, come nei migliori film d’avventura. La riparazione dei ponti danneggiati, e la sistemazione capillare delle tecnologie difensive, stanno ingoiando parti sempre più consistenti del bilancio regionale e federale, già di per sé in picchiata deficitaria.
Come se non bastasse, gli altri centri di riviera sul mar Nero come Soči e Tuapse, stracolmi di turisti, sono stati devastati da monsoni e inondazioni, e nella georgiana Batumi i russi fanno a botte con gli esercenti locali, che non sono in grado di offrire servizi all’altezza. I russi non possono fare a meno delle vacanze estive, come e più di tutte le popolazioni europee, anche per esprimere questa “voglia di mare” che caratterizza la natura stessa dello sterminato Paese eurasiatico, senza sbocchi sulle vie d’acqua verso il resto del mondo. Le guerre russe si ripetono incessanti dal mar Baltico al mar Nero, contro turchi e scandinavi, e anche sull’Oceano Pacifico, dove non è ancora stato firmato il trattato di pace con il Giappone dopo la Seconda guerra mondiale. Ora si sta perfino aprendo un nuovo fronte marittimo, quello dell’Artico, dove i ghiacci si ritirano e si preparano future guerre per il dominio della “testa del mondo”, che potrebbero far impallidire quelle attuali.
Ora comunque “c’è la Crimea, la Crimea è nostra, andate in Crimea e riposatevi!”, ripetono gli annunci su tutte le piattaforme. All’estero non si può andare, il dollaro e l’euro sono sopra quota 100 con il rublo, i soldi non bastano neppure per l’Egitto, quindi “in Crimea!”. Sedetevi sulle vostre automobili, fate il pieno di benzina anche se costa il doppio, provate il brivido di rischiare la pelle, e in spiaggia state attenti a non cadere nelle trincee, che comunque vi potranno servire. In famiglia abbiamo tre, quattro bambini, dove li mettiamo se non in macchina, verso la Crimea?
La sensazione è che la guerra abbia suscitato nei russi uno stato d’animo veramente estremo e apocalittico: “tanto ormai non abbiamo più niente da perdere”. La Crimea è il luogo ideale per rappresentare questo modello di vita, non a caso l’ideologia del russkij mir suona meglio come krimnašizm, “crimea-nostrismo”, dal grido putiniano Krym Naš! Sulla piazza Rossa il 18 marzo 2014, quando la storia è cambiata. Tutto il mondo è Crimea, una terra sospesa in cui la Russia si offre in sacrificio di purificazione e gloria eterna. Se si riesce a schivare i pericoli e arrivare a Simferopoli, la capitale della Crimea, si possono visitare gli scavi archeologici, in cui una poderosa squadra di specialisti, protetti da squadroni di forze speciali, scava per trovare le radici dell’anima russa. Si vuole dimostrare che l’antica Chersoneso (in onore della quale fu chiamata Kherson la città sull’estuario del Dnepr) era una terra russa, la slava Korsun, contro tutte le pretese degli altri popoli. Negli ultimi secoli sono stati i tatari a rivendicare la penisola, con scontri e guerre a più riprese, ma prima ancora se la volevano intitolare i greci, i turchi, perfino i tedeschi: anche Hitler fece fare delle ricerche durante l’occupazione, per dimostrare che era una terra gotica. Gli “apostoli degli slavi” Cirillo e Metodio qui ritrovarono le spoglie del santo papa Clemente Romano, a cui aveva imposto le mani lo stesso san Pietro, ma fortunatamente non ci saranno rivendicazioni del Vaticano. Sotto il giogo tartaro, per qualche decennio la Crimea fu anche data in appalto ai genovesi, padroni delle rotte marittime duecentesche, e abili mediatori tra i Khan mongoli e i principi della Rus’. Da Genova si andò a scoprire l’America, oggi si deve ripartire per scoprire la Russia, magari proprio attraverso la Crimea.

