"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Luglio 2023 Pagina 11 di 16

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Una domanda  personale al caro   Padre  Livio

Caro  e amato Padre  Livio,

Lei  pensa  di poter andare avanti ancora molto  con questo ritmo quotidiano? 

Da una parte mi commuove e mi edifica,  ma dall’altra vedo qualcosa di eccessivo.

E’ già da cinque anni che non  va  a  Medjugorje e che, se non erro,  non si concede qualche giorno di riposo.

Mi dia retta, metta da  parte il   microfono per qualche settimana,  e vada a riposarsi dove  sempre è  andato dal  1985.

Ne troverà  giovamento anche per se stesso.

Le voglio bene e sono preoccupata per la sua salute.

Rosanna  

Cara Rosanna,

La ringrazio per la sua sollecitudine.

Non c’è dubbio che Medjugorje sia più  che  mai nel  mio cuore  e non escludo qualche rapida puntatina.

Devo dire  però  che il segreto del riposo non sta  tanto nelle ferie, ma  nella organizzazione della  giornata.

Una giornata in cui preghiera e lavoro si alternano, consentono di alzarsi al  mattino pieni di creatività.

Finché la Madonna mi concede la salute  e  la gioia di servirla vado avanti volentieri.

Una volta ho sognato che Gesù mi ha portato con sé a visitare l’universo.

Ci spostavamo rapidamente con la velocità del pensiero.

Da allora  ho pensato che per viaggiare c’è tutta l’eternità.

Ave Maria

Padre  Livio

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LE INTERVISTE DI VICKA DI MEDJUGORJE SU RADIO MARIA (3,3)

Vicka di Medjugorje ha tenuto in diretta   su  Radio Maria cinque interviste che sono un importante documento  storico sulle  apparizioni di Medjugorje e una testimonianza di profonda spiritualità mariana. Le pubblichiamo suddividendole in puntate.

(Terza  intervista- Medjugorje 3 Agosto 2000)


“Non esiste cosa più bella che lavorare per  la  Madonna”

Padre Livio: Qui a Medjugorje la Madonna ha dovuto ricostruire dalle fondamenta e perciò ha incominciato con la preghiera.

Vicka. Sì, ma la Madonna vuole che la preghiera venga poi messa in pratica e cambi la vita. Mediante la preghiera Dio fa crescere ogni giorno nuovi germogli nel nostro cuore. Noi, mediante la preghiera, facciamo crescere quelle cose che Dio semina in noi.

Padre Livio: La Madonna non si limita a esortare alla preghiera, ma dà indicazioni molto concrete, ad esempio riguardo alla preghiera nelle famiglie.

Vicka: La Madonna ha invitato a fissare nelle famiglie i momenti di preghiera. Come abbiamo gli orari per il pranzo o per la cena, così dobbiamo avere il tempo stabilito per la preghiera. Nelle nostre famiglie dobbiamo mettere al primo posto la preghiera e poi tutte le altre occupazioni, come il lavoro, la scuola  e tutto il resto. La Madonna ha detto che dobbiamo dedicare ogni giorno almeno tre ore alla preghiera.

Padre Livio: Tre ore su ventiquattro?

Vicka: Sì, come minimo tre ore su ventiquattro.

Padre Livio: Sinceramente per un laico mi sembra una indicazione molto impegnativa.

Vicka: La Madonna non ha detto di pregare per tre ore di seguito, ma tre ore durante la giornata e così ognuno di noi deve trovare i momenti più tranquilli e più adatti.

Padre Livio: La Madonna però, almeno per i principianti, ha dato come indicazioni minime le preghiere del mattino e della sera.

Vicka: Certo, al mattino per chiedere la benedizione di Dio sulla giornata e alla sera per ringraziarlo.

Padre Livio: Il risveglio del mattino è sempre un momento difficile. Qualcuno lo ha chiamato “il momento eroico”. Le preoccupazioni della giornata ci assalgono non appena ci svegliamo. Che tipo di preghiera vorresti suggerire per il mattino?

Vicka: Penso che la cosa migliore sia di pregare secondo le esigenze del cuore. A volte prego con preghiere spontanee, a volte recito il rosario e a volte mi soffermo a leggere qualche versetto della Bibbia.

Padre Livio: E’ molto significativo il fatto che la Madonna in un suo messaggio inviti a leggere ogni giorno la Bibbia in famiglia.

Vicka: Sì, raccomanda di leggere ogni giorno qualche versetto della Bibbia e poi di cercare di viverlo durante la giornata. Per me non tutte le mattine sono uguali. A volte c’è gente fuori al freddo fin dal mattino presto che aspetta e allora posso dedicare meno tempo alla meditazione. L’importante è incominciare la giornata con la preghiera per avere la benedizione di Dio.

Padre Livio: Vedo che la tua giornata, fin dal mattino presto, è già tutta programmata al servizio della Madonna.

Vicka: Sì, da quando mi alzo fino alla sera è già tutto programmato ed io sono contenta, grazie a Dio. Non esiste una cosa più bella che lavorare per la Madonna. Sono veramente contentissima di poter essere una sua serva, un suo strumento e di poter trasmettere i suoi messaggi con tutto il cuore.

Padre Livio: Diffondere i messaggi della Madonna è un impegno gratificante. E’ quanto anche noi, nel nostro piccolo, facciamo a Radio Maria. Ma chi fa dei lavori apparentemente poco significativi si deve forse ritenere meno fortunato?

Vicka: No, ogni lavoro per la vita e per il pane quotidiano ha grande valore se è fatto con amore.

Padre Livio: Non conta dunque  quello che si fa, ma l’atteggiamento interiore di servizio e di offerta.

Vicka: Ogni attività fatta con amore è gradita a Dio. Questa però è una missione particolare, perché ho  questa grazia di parlare con la Madonna, che è qui in mezzo a noi, e di trasmettere con gioia i suoi messaggi, come in questo momento a Radio Maria, che è un grande dono, col quale possiamo raggiungere milioni di persone. Ma ognuno di noi ha sempre qualcosa da offrire. Ognuno di noi, che ha buona volontà, può offrire qualcosa a Dio. Una piccola cosa, offerta col cuore, per Dio è già grande.

Padre Livio: Quindi anche le cose più umili e più semplici, anche i lavori materiali fatti per amore di Dio, sono grandi ai suoi occhi?

Vicka: Ma guarda, Padre Livio, tante volte la Madonna ha detto che dobbiamo imparare dalle cose umili e semplici, per trasmettere agli altri quella loro semplicità. Come la Madonna è umile e semplice, così dobbiamo essere anche noi. Lei è il nostro modello.

“LA GLORIA DI MARIA NELL’ ANNUNCIO DEI SEGRETI” – Puntata 38

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☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Nel  tempo dei segreti non si salverà soltanto un gruppo di eletti

Carissimo Padre  Livio,

io credo che dobbiamo restare fermi nel pensare  al tempo dei segreti come ad un tempo di  numerose conversioni  e non cadere  nella tentazione che soltanto un gruppo di eletti si possa  salvare.

Purtroppo  la vastità  attuale  del  male  e  soprattutto la  potenza dei suoi mezzi, che tiene soggiogate le  persone,   possano indurre  allo  scoraggiamento

Anche alcune rivelazioni del passato possono  far  pensare a questa ipotesi ma, se  guardiamo bene, sono sempre condizionate.

La Madonna stessa ci indica questa strada di misericordia,  benché  ci metta  in guardia dal pericolo di rimandare  la conversione.

Le sarei grato se Lei  trovasse nei messaggi della  Madonna parole che aprono gli orizzonti alla  speranza.

Isabella di Modena

Cara Isabella,

nelle  cose  di Dio  la  libertà  dell’uomo è  decisiva.  Inoltre  la sua Misericordia è  senza limiti. Questa due realtà vanno sempre  tenute davanti agli occhi.

La Regina della  pace ha fatto capire in  diverse occasioni qual è  il  suo  desiderio tenacemente   perseguito: “Salvare tutte  le  anime   a  presentarle a Dio”.  Ha detto che ci vuole “tutti con Lei in paradiso”.

Però ha bisogno del nostro aiuto. Più  glielo diamo e  più anime si salveranno.

Mi ha  colpito il  fatto che, nel  messaggio in  cui ammonisce che “l’umanità ha deciso per  la  morte”, si è affrettata a dire:

“Figlioli, siate strumenti d’amore per tutti coloro che non hanno conosciuto il Dio d’amore. Testimoniate con gioia la vostra fede e non perdete la speranza nel cambiamento del cuore umano.” ( 25 Ottobre 2023)

In un messaggio precedente  a  Mirjana ci aveva rivolto questa esortazione: “Quando la pace del  Cielo vi conquisterà, coloro che  la cercano in   posti sbagliati e  così danno dolore al mio Cuore materno, la riconosceranno” ( 2 Aprile 2012).

Molto quindi dipende  dalla  nostra testimonianza di fede e  di amore.  Il resto lo compirà la grazia dello Spirito Santo:

Ave  Maria 

Padre  Livio

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

Dov’è finita la Russia?

di Stefano Caprio- Asia News  –  8 Luglio 2023

Tutta l’incredibile vicenda degli ultimi giorni, la marcia e la fuga di Prigožin, il ritorno a casa e la vergogna dei generali e dei funzionari, è davvero una replica di tante pagine della letteratura russa. A partire dalle dimensioni grottesche descritte nei personaggi del romanzo più russo della storia, le Anime Morte dell’ucraino di nascita Nikolaj Gogol’

Sono passate due settimane dalla “marcia della giustizia” della compagnia Wagner di Evgenij Prigožin, che ha percorso quasi 800 chilometri da Rostov a Tula, nei pressi di Mosca, con 25mila uomini, mercenari armati pronti a mettere a ferro e fuoco il Cremlino, per poi fare una bella inversione a U, e scomparire nel nulla. Da allora in Russia e nel mondo intero ci si angoscia con domande che manifestano un totale smarrimento geo-psichico, politico e morale: dov’è finito Prigožin? E dove sono i 25mila? E i generali che comandano le grandi armate, da Gerasimov a Surovikin? Prima ancora: dov’era Putin mentre era in corso la marcia su Mosca? Era nel bunker, in una villa di San Pietroburgo, nel castello sul mare, su uno yacht di un amico oligarca? Sono solo alcune delle questioni esistenziali e delle ipotesi metafisiche su cui si arrovellano politici, esperti e commentatori vari, e finora di risposte credibili se ne sono sentite poche, soprattutto rispetto alla domanda di fondo: dov’è finita la Russia?

Non è soltanto una domanda retorica, visto lo sconcerto che i “torbidi wagneriani” hanno provocato nelle anime dei russi e di tutte le persone estenuate da oltre 500 giorni di guerra insensata. È una domanda classica dell’anima russa, della sua storia e della sua cultura. Le vicende di questi ultimi anni stanno riportando sempre più la Russia alle dimensioni grottesche descritte nei personaggi del romanzo più russo della storia, le Anime Morte dell’ucraino di nascita Nikolaj Gogol’ a metà dell’Ottocento. In esse si narra la storia dell’imbroglione Pavel Čičikov, che già allora cercava di mettere insieme la sua “compagnia Wagner” di 25mila anime in realtà inesistenti, da arruolare presso i vari proprietari terrieri, gli oligarchi del tempo. La descrizione macchiettistica di questi possidenti è davvero una profezia della classe dirigente non solo russa, ma di ogni Paese che vive di menzogne e false pretese.

La corrispondenza impressionante sta nella descrizione della famosa trojka, la carrozza a tre cavalli che trasporta Čičikov da un luogo all’altro della Russia. La trojka è una piccola Trinità (Troitsa), riflessa doppiamente nel protagonista insieme ai due servi e ai tre cavalli in giro per la Russia, evocando la sacra immagine che ancora per dieci giorni troneggia nella cattedrale del Salvatore di Mosca, a gloria del patriarca e dello zar. Nel brano della fuga finale, dopo che l’inganno di Čičikov è stato scoperto, Gogol’ descrive la natura russa, la terra, il paesaggio, quelle coordinate geografiche e spirituali sempre indefinite, che aprono nuovi orizzonti e suscitano continue ambizioni, così descrivendo l’anima russa:

 Ma quale russo non ama la velocità? È mai possibile che ad essa non aneli la sua anima, quell’anima che desidera la vertigine, il pazzo godimento, e a cui talvolta piace esclamare: “Vada tutto al diavolo!”. Come dunque potrebbe non amarla, dal momento che essa ci dà una sensazione esaltante e meravigliosa? Sembra che una forza ignota ti abbia afferrato e posato sulle sue ali, e tu voli, e tutto vola; volano le pietre miliari, ti volano incontro i mercanti sui loro carri coperti, vola ai due lati il bosco con le cupe file di pini e di abeti, con il risuonare dei colpi d’ascia e il gracchiare delle cornacchie; vola tutta la strada perdendosi nella lontananza, non si sa dove, e un non so che di pauroso spira da questo rapido balenare che ti lascia appena intravedere l’oggetto che fugge via; solo il cielo sopra la testa, e le nubi leggere, tra le quali traspare la luna, sembrano immobili. Ah, trojka, sei come un uccello! Chi ti ha inventata? Certo potevi nascere solo tra un popolo ardito, in una terra che non ama scherzare, che si è adagiata come un’immensa pianura per mezzo mondo, e puoi contarne di miglia (…) Non calza stivaloni alla tedesca il cocchiere; ha la barba e i guantoni e sta seduto lo sa il diavolo su che cosa; ma si solleva appena, alza la frusta, intona una canzone, e i cavalli scattano, i raggi delle ruote paiono fondersi in un unico, levigato cerchio, trema la strada, grida il pedone che si ferma spaventato, e la trojka alata vola, vola! E ormai, in lontananza, si vede soltanto qualcosa che solleva polvere e fora l’aria …

Non è così, o Russia, che corri anche tu, come una trojka irraggiungibile? Sotto di te fuma la strada, tremano i ponti, tutto rimane indietro e pare fermarsi. Si ferma, stupefatto dal divino miracolo, lo spettatore: non è forse un fulmine lanciato dal cielo? Che cosa significa questa travolgente corsa? E quale forza sconosciuta in quei cavalli, ignoti al mondo? Ah, cavalli, cavalli … che cavalli siete voi! Un turbine si nasconde forse nella vostra criniera? Un sensibile orecchio arde forse in ogni vostra vena? Avete udito scendere dall’alto la nota canzone, e tutti insieme, in accordo perfetto, avete proteso i petti di bronzo e, quasi senza sfiorare con gli zoccoli la terra, apparite come una linea distesa che vola nell’aria, e la trojka pare lanciata nello spazio da un anelito divino! RUSSIA, DOVE CORRI COSÌ? RISPONDI!

Non risponde. Il suono stupendo delle sonagliere si diffonde, l’aria freme e si trasforma in vento; vola a ritroso tutto ciò che si trova sulla terra e, guardando timorosi, si fanno da parte e le danno la strada gli altri popoli e le altre nazioni.

Nessuna pagina descrive l’anima russa in modo più intenso, una trojka sfrenata che divora il mondo. Questa è solo un’ispirazione letteraria, ma certamente molto elevata: la Russia è la novità che suscita la meraviglia o il terrore del mondo, a seconda della strada che prende, da Oriente a Occidente. Lo stesso Gogol’, del resto, rappresenta questa contraddizione nella sua stessa persona: voleva scrivere la storia della Malorossija-Ucraina, le ha dedicato un ciclo di racconti e romanzi come il noto Taras Bul’ba, per poi esaltarsi all’idea della “missione salvifica universale” della Russia. Le Anime morte volevano essere una Divina Commedia russa, narrata in tre parti: dannazione, redenzione, santificazione. Alla fine della redazione della prima parte “infernale”, il suo mentore Aleksandr Puškin gli disse che aveva descritto la Russia com’era veramente, facendo del giovane scrittore l’arbitro delle grandi diatribe tra “slavofili” e “occidentalisti”, che oggi si rinnovano negli scontri tra russi e ucraini; ma Gogol’ si disperò, perché la Russia che lui aveva in mente doveva essere molto più elevata, e cercò conforto nella religione e nella liturgia ortodossa, da lui descritta meglio di tanti teologi e patriarchi.

Per tornare all’attualità, la macchietta gogoliana di Prigožin è stata “redenta” dal suo inganno grazie alla magnanimità dello zar, e gli sono stati restituiti perfino i soldi e le armi che gli avevano sequestrato. Pare che sia tornato tranquillamente a San Pietroburgo, nella residenza principesca della sua città natale, ma forse è di nuovo in fuga per la Russia e per il mondo, con la sua trojka-aereo privato. E l’intero Paese sprofonda di nuovo nell’incertezza sul proprio destino, sulla guerra e sull’economia, mentre il dollaro sfonda di nuovo la barriera dei 100 rubli, come non accadeva da prima dell’avvento di Putin. Questo è infatti il risultato della sbandierata “operazione speciale” che doveva rimettere la Russia al centro del mondo: il ritorno al nulla del passato, alla dispersione e frantumazione di ogni sogno imperiale. La Russia si è persa, disciolta nelle acque della diga del Donbass.

Tutta l’incredibile vicenda degli ultimi giorni, la marcia e la fuga, il ritorno a casa e la vergogna dei generali e dei funzionari, è davvero una replica di tante pagine della letteratura russa, da Gogol’ a Dostoevskij e molti altri. L’aveva intuito anni fa uno dei protagonisti di questa tragicommedia, il ministro della difesa Sergej Šojgu, quando in Siria nel 2016 si era rifiutato di premiare Prigožin e il suo amico Sergej Surovikin, il generale “macellaio di Aleppo”, dicendo che “i gopniki non possono entrare nella storia”. Il gopnik è un termine sovietico, che indica la “vergogna della società cittadina” incarnata nei personaggi che vagabondano per le strade urbane facendo danni, furti e violenze, spesso fuorusciti dalle prigioni, con un linguaggio volgare e atteggiamenti sfrontati.

Prigožin è il gopnik per antonomasia, e Surovikin, anch’egli scomparso nelle nebbie degli ultimi giorni, era diventato suo grande sodale nelle scorribande russe contro l’Isis. Dopo aver perso e ripreso più volte l’antica città di Palmira, la Bakhmut del tempo, i due si dedicarono a quella che di fatto è diventata la specialità della Wagner, usare la guerra per fare soldi: Prigožin comprava le sue “anime morte” e Surovikin lo proteggeva, tanto da ottenere l’iscrizione ad honorem alla compagnia con il numero M-3744, esaltando la coppia del “cuoco” e del “macellaio”. Šojgu concesse poi le onorificenze per la presa di Palmira ad altri due generali, Valerij Gerasimov e Aleksandr Dvornikov, a loro volta attualmente dispersi.

In seguito, grazie anche alle campagne di successo e di guadagno in Africa, Prigožin ottenne comunque un premio da Šojgu, che gli consegnò una pistola Glock in segno di rispetto delle sue capacità di “sparare mirando”, uno slogan che alcuni vogliono usare per lanciare il leader “redento” alle elezioni presidenziali del prossimo anno, in alternativa al sempre più fatiscente gopnik del Cremlino. La Glock è stata restituita con le altre armi, e sembra davvero di tornare ai primi anni post-sovietici, con la guerra tra bande per spartirsi la torta dell’impero crollato, a cui Putin aveva messo fine ripristinando a suo modo la Russia di Stalin. Subito dopo la morte del dittatore georgiano, nei cinque anni che precedettero il XX Congresso del Pcus del 1957 e il rinnegamento di Stalin da parte dell’ucraino Khruščev, in Unione Sovietica era sorto una specie di movimento hippy, gli stiljagi per lo “stile” americaneggiante, che cominciarono a suonare una musica nuova, diffondendo il jazz anche al di qua della Cortina di Ferro. E ora si attendono i suoni della musica del futuro, affidata nuovamente all’improvvisazione.

〽️🕊️DALLA NOSTRA CAPPELLA P.LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO 👌🕊️

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Cosa succederà alla fine dei segreti?

Caro Padre Livio,

siamo molto impegnati a sviscerare il tema dei segreti. Cosa che è sacrosanta. Ma mi piacerebbe insieme a Lei e ai radioascoltatori capire anche come il trionfo del cuore immacolato di Maria cambierà il mondo. Io ci ho provato.

La Madonna ha detto che è qui per cambiarlo. Cosa cambierà? Di certo non cambierà il modo con cui si costruiscono le case, le strade e le città. Io credo che cambierà il nostro rapporto, o meglio la concezione di ognuno di noi nell’osservare l’altro, il mondo e Dio.

Cambieranno i rapporti interpersonali e il rapporto tra stati e l’economia globale sarà al servizio dell’uomo, della Terra e del Cielo.

Nella visione dell’uomo nuovo la persona umana sarà ancora al centro ma non come padrona del mondo ma come serva del pianeta e di Dio. (Essere al servizio di Dio significa adorarlo ma anche essere al servizio della giustizia, della dignità, del bene comune, della Pace, ecc)

La relazione tra l’uomo e le cose materiali non sarà piu la stessa. Si lavorerà per la ricostruzione e non per l’arricchimento personale.

L’obiettivo di ognuno non sarà più il guadagno personale o l’arrampicata sociale ma ci sarà un unico fine. Il bene di tutti gli uomini e del pianeta.

Molti avranno creduto e Dio sarà citato nelle stesura delle nuove costituzioni nelle quali verrà messo nero su bianco il bando di ogni sorta di arma contro il fratello. Tutti gli abitanti della terra si sentiranno fratelli e sorelle.  Maria che è la donna più amata non solo nella religione cristiana ma anche in altre fedi avrà un posto privilegiato sia nel cuore di ognuno ma anche concretamente negli spazi pubblici.

Ogni città avrà una chiesa intitolata alla regina della Pace.

Nel singolo e a livello comunitario si farà spazio ai più alti valori umani mettendo da parte le gelosie, le cattiverie, l’odio. Ci sentiremo in comunione l’uno con l’altro e sotto la supervisione di Maria e del Cielo costruiremo una nuova società. La politica, la scuola e il lavoro, tutti nel loro ambito saranno impegnati per la costruzione del mondo della pace.

Un abbraccio 

Saluti Roberto 

Caro Roberto,

grazie per aver  immaginato il mondo che  la Madonna sta  preparando attraverso in questo tempo di prove,  soprattutto spirituali.

Tuttavia credo che sarà  molto di più di quello che hai descritto, in quanto la Luce di Cristo risorto irradierà sul mondo intero  e  l’umanità formerà  un unico  popolo di Dio, riunito in un solo ovile con un solo Pastore.

Ecco qui una straordinaria rivelazione del tempo futuro nella straordinaria descrizione della mistica  ungherese Suor Maria  Natalia Magdolna:

“Vidi che, dopo la purificazione, gli uomini condurranno una vita pura e angelica. Sarà la fine del peccato contro il sesto comandamento, degli adulteri e delle menzogne. I divorzi non avverranno più. Gesù mi mostrò l’amore infinito, la felicità e la gioia divina di questo futuro mondo purificato.

La vita dei consacrati e dei laici sarà piena di amore e di purezza. Il mondo sperimenterà la pace del Signore e il suo effluvio di benedizioni. Ma il Signore non mi disse quando tutto questo sarebbe accaduto.

Ho visto le persone di altre religioni e i cristiani separati che sarebbero entrati nella Chiesa purificati e santificati, senza resistenze e liberamente, ma solo dopo che il peccato sarà sconfitto e satana incatenato…

Grazie a Dio l’uomo sarà ricolmato di miracoli e nuove grazie, sarà ripieno della santità di Dio. La nostra natura inclinata al male sarà una natura inclinata al bene. Per un certo tempo satana sarà incatenato, cesserà il male che si trova nell’uomo e Gesù abiterà in noi. L’effusione di questa grazia si effettuerà nel silenzio, nascostamente, e tutti ne saranno ricolmi».

Ave  Maria

Padre  Livio

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