"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Luglio 2023 Pagina 10 di 16

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

Il contenuto dei tre segreti della Madonna a Fatima

I tre segreti di Fatima sarebbero un unico messaggio, diviso in tre parti.

La storia dei Segreti di Fatima inizia il 13 luglio 1917, quando i tre bambini incontrarono per la terza volta la Madonna.

Riguardo al primo segreto, Suor Lucia racconta che la Madonna mostrò ai tre pastorelli:

« …un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano nell’incendio […]. I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri. Questa visione durò un momento. E grazie alla nostra buona Madre del Cielo, che prima ci aveva prevenuti con la promessa di portarci in Cielo (nella prima apparizione), altrimenti credo che saremmo morti di spavento e di terrore.»

In pratica, la prima parte del segreto, parlava della visione dell’inferno. Suor Lucia, racconta appunto di “un grande mare di fuoco, con demoni e anime”.


La seconda parte è una specie di continuazione del precedente. Fu la Madonna a parlare durante la seconda parte:

«Avete visto l’inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire; ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il Pontificato di Pio XI ne comincerà un’altra ancora peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace.»

Nella seconda parte, la Madonna, non solo avvisa dell’inizio di “una guerra ancora peggiore di quella in corso”, ma parla della consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato. Inoltre dice che Dio manderà un “grande segno”, cioè una notte illuminata da una luce sconosciuta. Suor Lucia disse di riconoscere il “gran segno” nella straordinaria aurora boreale che illuminò il cielo nella notte fra il 25 e il 26 gennaio del 1938 (dalle 20:45 all’1:15, con brevi intervalli).

Suor Lucia identifica il secondo conflitto mondiale con quello previsto dalla visione, descrivendolo come:

«lo scoppio di una guerra atea, contro la fede, contro Dio, contro il popolo di Dio. Una guerra che voleva sterminare il giudaismo da dove provenivano Gesù Cristo, la Madonna e gli Apostoli che ci hanno trasmesso la parola di Dio ed il dono della fede, della speranza e della carità, popolo eletto da Dio, scelto fin dal principio: “la salvezza viene dai giudei”»

La consacrazione della Russia, invece, viene identificata come la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria che il pontefice Giovanni Paolo II fece a Roma il 25 marzo 1984, 42 anni dopo che il secondo segreto fu annunciato.


Il terzo segreto venne scritto a parte da Suor Lucia, nella lettera consegnata nel 1944 al Vescovo di Leiria:

«Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”. Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio.»

Il terzo segreto, rivelato solo nel 2000, parla della Penitenza e del sacrificio dei martiri della Chiesa secondo l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede Joseph Card. Ratzinger.

Fonte: Papaboys

“LA GLORIA DI MARIA NELL’ ANNUNCIO DEI SEGRETI” – Puntata 40

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulle possibilità di cambiamento del cuore umano

Cari amici,

nel messaggio del 25 ottobre 2022 la Regina della pace ci ha detto che l’umanità ha deciso per la morte ma non dobbiamo perdere la speranza che il cuore umano possa cambiare.

Questo messaggio è molto confortante e veritiero, il cuore umano può cambiare. Questo cambiamento può avere due direzioni: un cuore buono ma non vigilante nella preghiera e poco deciso nel combattimento spirituale lentamente viene scardinato dal tentatore con l’odio; oppure può accadere il contrario, ovvero un cuore umano conquistato dal male, per grazia di Dio, può cambiare e diventare un cuore buono.

In questa analisi del cuore umano dobbiamo tenere conto di quello che ci ha insegnato Sant’Agostino in una delle sue espressioni più conosciute del libro Le Confessioni: “Ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te”. Mai dimenticare che la Creazione è tutta orientata all’Assoluto, a ciò che è vero, buono, santo, bello. L’uomo è stato creato capace di Dio, veniamo da Dio, siamo immagine di Dio, il nostro orientamento strutturale come creature è proprio quello di ritornare a Lui. Dio è Creatore e Redentore attraverso Cristo che è Via, Verità e Vita che ci riconduce al Padre.

Il fatto che il cuore umano sia strutturalmente orientato a Dio, sta a indicare che c’è già un vantaggio del bene sul male. Il bene è ciò che rende il cuore umano felice. Il cuore umano è affamato di tutto ciò che viene da Dio, la verità, la bellezza, la felicità, l’immortalità, la gioia, l’amore. Questo spiega per quale motivo sempre, anche dopo il peccato originale, l’umanità pur indebolita e offuscata dal male, ha sempre avuto un ritorno a Dio, pur con molti limiti. Dio ha sempre potuto condurre l’umanità proprio perché è strutturalmente orientata a Dio stesso. Questo è già un vantaggio del bene sul male.

Il cuore umano è orientato a Dio ed è anche aiutato dalla grazia di Dio. Sappiamo che nel cuore umano sono rimaste le ferite del peccato originale, come semi del male che il Concilio di Trento ha chiamato “concupiscenza”, che non è peccato ma induce al peccato. Quando riceviamo il Battesimo viene cancellato il peccato originale (nell’adulto anche tutte le scorie del male), ma rimane sempre nell’uomo una spinta al male che si chiama, appunto, concupiscenza.

Se non vigiliamo sul cuore, man mano che si cresce, sollecitati anche dal mondo, dall’ambiente in cui viviamo, dalle altre persone, quei semi del male che sono in noi crescono e sono i vizi capitali e le loro proliferazioni. Se non c’è la vigilanza, satana riesce a entrare nel nostro cuore e a impadronirsene, ne consegue che pian piano il cuore umano si deteriora e si perverte. Abbiamo tante meravigliose testimonianze di peccatori convertiti e questo ci fa capire che c’è sempre una capacità di ritorno a Dio. Alcune conversioni sono state tali da mettere in evidenza soprattutto la potenza della grazia, come ad esempio San Paolo. Altre conversioni sono state più silenziose hanno richiesto molto più tempo perché da parte di Dio c’è grande Misericordia per cui anche quando gli voltiamo le spalle e apriamo la porta al male, Dio non ci esclude ma come il pastore va a cercare la pecorella smarrita, allo stesso modo Lui ci viene a cercare.

Il cuore umano, che è strutturalmente orientato a Dio, è sollecitato da una parte dalla seduzione del demonio (la tentazione) e dall’altra parte dalla grazia di Dio che chiama. In genere la grazia di Dio chiama attraverso la voce della coscienza, il rimorso di essa. Sono momenti delicati nella vita di una persona perché quando si intraprende la via del male ma la coscienza rimorde, se ci si ferma per tempo poi è più facile riprendere la via del bene. Se invece si procede sulla strada della perdizione, man mano la coscienza si affievolisce perché non la si sente più. Così come si diventa ciechi sulla via del male per cui non si vedono più il bene, la verità, l’Aldilà, il soprannaturale; allo stesso modo diventa insensibile l’orecchio che non percepisce più la voce della coscienza. Questo è il momento in cui c’è la possibilità di arrendersi al male, non si combatte più, si tacita la coscienza e, alla fine, ci si arrende al diavolo. Questo è quel passaggio per cui si entra nell’impenitenza che è una condizione esistenziale molto pericolosa perché arrendendosi al male si diventa una cosa sola col demonio e si arriva a odiare Dio come lo odia il diavolo. Così come aprendoci a Dio diventiamo una cosa sola con Lui, allo stesso modo abbandonandoci totalmente al male diventiamo una cosa sola con il demonio.

Sappiamo che molti sono usciti dagli abissi più profondi e sono risaliti, si sono convertiti, sono tornati a Dio anche se erano immersi quasi completamente nel male.

La Madonna ha voluto dirci che, nonostante l’umanità abbia deciso per la morte, non solo i singoli ma anche l’umanità nel suo insieme, nel momento in cui Dio manifesterà la sua Misericordia e la sua potenza (ovvero il tempo dei Segreti), il cuore umano potrà cambiare. Certamente ci saranno gli impenitenti, ma molti si convertiranno.

Il popolo di Gerusalemme è un esempio calzante. Nel giorno del Venerdì Santo era sobillato dai capi, era in una situazione di rigetto totale nei confronti di Cristo tanto da preferire Barabba a Gesù; quel medesimo popolo il giorno di Pentecoste, alla prima predicazione di San Pietro, si convertì in massa. Questo è il tipico caso del cambiamento del cuore umano perché da una parte c’è la parresia (la predicazione fatta con fede e convinzione), poi c’è stata l’azione dello Spirito Santo che ha fatto sì che migliaia di persone si convertissero. Tra di essi c’erano scribi e farisei.

Il Vangelo ci descrive allora come il cuore umano possa cambiare, possa invertire la rotta. Andiamo avanti con serenità; questo cambiamento è avvenuto certamente per opera dello Spirito Santo ma anche perché gli Apostoli erano cambiati. Così, nel tempo dei Segreti, anche se gli Apostoli di Maria saranno una minoranza, con il loro fervore e la loro testimonianza potranno collaborare con l’azione dello Spirito Santo e convertire intere popolazioni, magari le stesse che precedentemente saranno state attanagliate dallo spirito del male.

Se alla testimonianza coraggiosa e all’azione dello Spirito Santo si aggiunge la preghiera che ottiene la grazia della conversione per i più lontani, questo ci fa capire che il tempo dei Segreti potrà veramente essere un tempo di grandi conversioni.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Loading the player...

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

La descrizione dell’inferno in Maria Valtorta

Caro  padre Livio!

Siano lodati Gesù e  Maria

Domani è il 13 luglio, giorno in cui la Madonna ha svelato la seconda parte del Segreto di Fatima, mostrando l’inferno ai tre pastorelli.

Questo è l’inferno descritto da Gesù a Maria Valtorta  

Con tante similitudini con Medjugorje e Santa Faustina.

Alessio

Caro Alessio,

l’inferno è un tema fondamentale del vangelo che oggi viene colpevolmente ignorato.

Per questo La Madonna lo ha mostrato ai veggenti di Fatima e di Medjugorje.

“ Ogni persona adulta  è  in grado di conoscere  Dio. Il peccato del  mondo consiste in questo: che non cerca affatto Dio.

Per coloro che adesso dicono di non credere  in Dio, quanto sarà duro allorché si avvicineranno al  trono dell’Altissimo per sentirsi condannare all’inferno”

( Regina della  pace – 3 Febbraio  1984

Dice Gesù: 

«Una volta ti ho fatto vedere il Mostro d’abisso. Oggi ti parlerò del suo regno. Non ti posso sempre tenere in paradiso. Ricordati che tu hai la missione di richiamare delle verità ai fratelli che troppo le hanno dimenticate. E da queste dimenticanze, che sono in realtà sprezzi per delle verità eterne, provengono tanti mali agli uomini.
Scrivi dunque questa pagina dolorosa. Dopo sarai confortata. È la notte del venerdì. Scrivi guardando al tuo Gesù che è morto sulla croce fra tormenti tali che sono paragonabili a quelli dell’inferno, e che l’ha voluta, tale morte, per salvare gli uomini dalla Morte.
Gli uomini di questo tempo non credono più all’esistenza dell’Inferno. Si sono congegnati un al di là a loro gusto e tale da essere meno terrorizzante alla loro coscienza meritevole di molto castigo. Discepoli più o meno fedeli dello Spirito del Male, sanno che la loro coscienza arretrerebbe da certi misfatti, se realmente credesse all’Inferno così come la Fede insegna che sia; sanno che la loro coscienza, a misfatto compiuto, avrebbe dei ritorni in se stessa e nel rimorso troverebbe il pentimento, nella paura troverebbe il pentimento e col pentimento la via per tornare a Me. La loro malizia, istruita da Satana, al quale sono servi o schiavi (a seconda della loro aderenza ai voleri e alle suggestioni del Maligno) non vuole questi arretramenti e questi ritorni. Annulla perciò la fede nell’Inferno quale realmente è e ne fabbrica un altro, se pure se lo fabbrica, il quale non è altro che una sosta per prendere lo slancio ad altre, future elevazioni.

Spinge questa sua opinione sino a credere sacrilegamente che il più grande di tutti i peccatori dell’umanità, il figlio diletto di Satana, colui che era ladro come è detto nel Vangelo, che era concupiscente e ansioso di gloria umana come dico Io, l’Iscariota, che per fame della triplice concupiscenza si è fatto mercante del Figlio di Dio e per trenta monete e col segno di un bacio – un valore monetario irrisorio e un valore affettivo infinito – mi ha messo nelle mani dei carnefici, possa redimersi e giungere a Me passando per fasi successive.
No. Se egli fu il sacrilego per eccellenza, Io non lo sono. Se egli fu l’ingiusto per eccellenza, Io non lo sono. Se egli fu colui che sparse con sprezzo il mio Sangue, Io non lo sono. E perdonare a Giuda sarebbe sacrilegio alla mia Divinità da lui tradita, sarebbe ingiustizia verso tutti gli altri uomini, sempre meno colpevoli di lui e che pure sono puniti per i loro peccati, sarebbe sprezzo al mio Sangue, sarebbe infine venire meno alle mie leggi.
Ho detto, Io Dio Uno e Trino, che ciò che è destinato all’Inferno dura in esso per l’eternità, perché da quella morte non si esce a nuova resurrezione. Ho detto che quel fuoco è eterno e che in esso saranno accolti tutti gli operatori di scandali e di iniquità. Né crediate che ciò sia sino al momento della fine del mondo. No, ché anzi, dopo la tremenda rassegna, più spietata si farà quella dimora di pianto e tormento, poiché ciò che ancora è concesso ai suoi ospiti di avere per loro infernale sollazzo – il poter nuocere ai viventi e il veder nuovi dannati precipitare nell’abisso – più non sarà, e la porta del regno nefando di Satana sarà ribattuta, inchiavardata dai miei angeli, per sempre, per sempre, per sempre, un sempre il cui numero di anni non ha numero e rispetto al quale, se anni divenissero i granelli di rena di tutti gli oceani della Terra, sarebbero meno di un giorno di questa mia eternità immisurabile, fatta di luce e di gloria nell’alto per i benedetti, fatta di tenebre e orrore per i maledetti nel profondo. Ti ho detto che il Purgatorio è fuoco di amore. L’Inferno è fuoco di rigore.

 Il Purgatorio è luogo in cui, pensando a Dio, la cui Essenza vi è brillata nell’attimo del particolare giudizio e vi ha riempito di desiderio di possederla, voi espiate le mancanze di amore per il Signore Dio vostro. Attraverso l’amore conquistate l’Amo­re, e per gradi di carità sempre più accesa lavate la vostra veste sino a renderla candida e lucente per entrare nel regno della Luce i cui fulgori ti ho mostrato giorni or sono.

L’Inferno è luogo in cui il pensiero di Dio, il ricordo del Dio intravveduto nel particolare giudizio non è, come per i purganti, santo desiderio, nostalgia accorata ma piena di speranza, speranza piena di tranquilla attesa, di sicura pace che raggiungerà la perfezione quando diverrà conquista di Dio, ma che già dà allo spirito purgante un’ilare attività purgativa perché ogni pena, ogni attimo di pena li avvicina a Dio, loro amore; ma è rimorso, è rovello, è dannazione, è odio. Odio verso Satana, odio verso gli uomini, odio verso se stessi.

 Dopo averlo adorato, Satana, nella vita, al posto mio, ora che lo posseggono e ne vedono il vero aspetto, non più celato sotto il maliardo sorriso della carne, sotto il lucente brillìo dell’oro, sotto il potente segno della supremazia, lo odiano perché causa del loro tormento.
 Dopo avere, dimenticando la loro dignità di figli di Dio, adorato gli uomini sino a farsi degli assassini, dei ladri, dei barattieri, dei mercanti di immondezze per loro, adesso che ritrovano i loro padroni per i quali hanno ucciso, rubato, truffato, venduto il proprio onore e l’onore di tante creature infelici, deboli, indifese, facendone strumento al vizio che le bestie non conoscono – alla lussuria, attributo dell’uomo avvelenato da Satana – adesso li odiano perché causa del loro tormento.

Dopo avere adorato se stessi dando alla carne, al sangue, ai sette appetiti della loro carne e del loro sangue tutte le soddisfazioni, calpestando la Legge di Dio e la legge della moralità, ora si odiano perché si vedono causa del loro tormento.

La parola “Odio” tappezza quel regno smisurato, ruggisce in quelle fiamme, urla nei chachinni dei demoni, singhiozza e latra nei lamenti dei dannati, suona, suona, suona come una eterna campana a martello, squilla come una eterna buccina di morte, empie di sé i recessi di quella carcere; è, di suo, tormento, perché rinnovella ad ogni suo suono il ricordo dell’Amore per sempre perduto, il rimorso di averlo voluto perdere, il rovello di non poterlo mai più rivedere.

L’anima morta, fra quelle fiamme, come quei corpi gettati nei roghi o in un forno crematorio, si contorce e stride come animata di nuovo da un movimento vitale e si risveglia per comprendere il suo errore, e muore e rinasce ad ogni momento con sofferenze atroci, perché il rimorso la uccide in una bestemmia e l’uccisione la riporta al rivivere per un nuovo tormento. Tutto il delitto di aver tradito Dio nel tempo sta di fronte all’anima nell’eternità, tutto l’errore di aver ricusato Dio nel tempo sta per suo tormento presente ad essa per l’eternità.

 Nel fuoco le fiamme simulano le larve di ciò che adorarono in vita, le passioni si dipingono in roventi pennellate coi più appetitosi aspetti, e stridono, stridono il loro memento: “Hai voluto il fuoco delle passioni. Ora abbiti il fuoco acceso da Dio il cui santo Fuoco hai deriso”. Fuoco risponde a fuoco. In Paradiso è fuoco di amore perfetto. In Purgatorio è fuoco di amore purificatore. In Inferno è fuoco di amore offeso. Poiché gli eletti amarono alla perfezione, l’Amore a loro si dona nella sua Perfezione. Poiché i purganti amarono tiepidamente, l’Amore si fa fiamma per portarli alla Perfezione. Poiché i maledetti arsero di tutti i fuochi men che del fuoco di Dio, il Fuoco dell’ira di Dio li arde in eterno. E nel fuoco è gelo. Oh! che sia l’Inferno non potete immaginare.

Prendete tutto quanto è tormento dell’uomo sulla Terra: fuoco, fiamma, gelo, acque che sommergono, fame, sonno, sete, ferite, malattie, piaghe, morte, e fatene una unica somma e moltiplicatela milioni di volte. Non avrete che una larva di quella tremenda verità.
Nell’ardore insostenibile sarà commisto il gelo siderale. I dannati arsero di tutti i fuochi umani avendo unicamente gelo spirituale per il Signore Iddio loro. E gelo li attende per congelarli dopo che il fuoco li avrà salati come pesci messi ad arrostire su una fiamma. Tormento nel tormento questo passare dall’ardore che scioglie al gelo che condensa.
Oh! non è un linguaggio metaforico, poiché Dio può fare che le anime, pesanti delle colpe commesse, abbiano sensibilità uguali a quelle di una carne, anche prima che quella carne rivestano. Voi non sapete e non credete. Ma in verità vi dico che vi converrebbe di più subire tutti i tormenti dei miei martiri anziché un’ora di quelle torture infernali.
   

L’oscurità sarà il terzo tormento. Oscurità materiale e oscurità spirituale. Esser per sempre nelle tenebre dopo aver visto la luce del paradiso ed esser nell’abbraccio della Tenebra dopo aver visto la Luce che è Dio! Dibattersi in quell’orrore tenebroso in cui si illumina solo, al riverbero dello spirito arso, il nome del peccato per cui sono in esso orrore confitti! Non trovare appiglio, in quel rimestìo di spiriti che si odiano e nuocciono a vicenda, altro che nella disperazione che li rende folli e sempre più maledetti. Nutrirsi di essa, appoggiarsi ad essa, uccidersi con essa. La morte nutrirà la morte, è detto. La disperazione è morte e nutrirà questi morti per l’eternità.

Io ve lo dico, Io che pur l’ho creato quel luogo: quando sono sceso in esso per trarre dal Limbo coloro che attendevano la mia venuta, ho avuto orrore, Io, Dio, di quell’orrore; e, se cosa fatta da Dio non fosse immutabile perché perfetta, avrei voluto renderlo meno atroce, perché sono l’Amore e di quell’orrore ho avuto dolore. E voi ci volete andare.

Meditate, o figli, questa mia parola. Ai malati viene data amara medicina, agli affetti da cancri viene cauterizzato e reciso il male. Questa è per voi, malati e cancerosi, medicina e cauterio di chirurgo. Non rifiutatela. Usatela per guarirvi. La vita non dura per questi pochi giorni della Terra. La vita incomincia quando vi pare finisca, e non ha più termine.
Fate che per voi scorra là dove la luce e la gioia di Dio fanno bella l’eternità e non dove Satana è l’eterno Suppliziatore.

(Quaderni del 1944 –Cap.236  –  15 Gennaio 1944)

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LE INTERVISTE DI VICKA DI MEDJUGORJE SU RADIO MARIA (3, 4)

Vicka di Medjugorje ha tenuto in diretta   su  Radio Maria cinque interviste che sono un importante documento  storico sulle  apparizioni di Medjugorje e una testimonianza di profonda spiritualità mariana. Le pubblichiamo suddividendole in puntate.

(Terza  intervista- Medjugorje 3 Agosto 2000)


L’umiltà della Madonna

Padre Livio: Si vede che la Madonna è umile?

Vicka: Nella Madonna si vede una così grande umiltà che non  ne esiste una uguale al mondo.

Padre Livio: La si vede nel suo modo di parlare, di essere….?

Vicka: La si vede dalla sua presenza.

Padre Livio: Dall’atteggiamento della sua persona?

Vicka: Quando si presenta è umile come guarda…

Padre Livio: Si vede che è la serva del Signore?

Vicka: Ma completamente.

Padre Livio: Perfino dallo sguardo?

Vicka: Da come guarda, da come prega, da come parla. Non alza mai la voce, è sempre serena…

Padre Livio: Lei parla sempre con una grande pace anche quando soffre?

Vicka: Ma sempre e anche con una grande fiducia.

Padre Livio: Una grande fiducia in noi?

Vicka:  Sì, in noi. Tante volte vedi la Madonna che soffre, fino quasi a piangere, ma sempre ti dà quel coraggio e sempre di dà quella forza per andare avanti.

Padre Livio: Secondo te qual è la causa della sofferenza della Madonna?

Vicka: La Madonna è molto preoccupata per  la situazione dei giovani e delle famiglie…

Padre Livio: Potremmo forse dire, molto sinteticamente, che è il peccato ciò che la fa soffrire?

Vicka: Certamente. Ed è per questo che lei è qui in mezzo a noi.

Padre Livio: C’è una frase della Madonna che mi ha molto colpito. Lei ha detto di pregare per quei peccatori che trafiggono il suo cuore e quello di suo Figlio Gesù con la spada dell’odio e della bestemmia quotidiana e poi dice anche di pregare per coloro che non vogliono conoscere l’amore di Dio pur essendo nella Chiesa. (Messaggio del 25 Marzo 1999). Sembra che ci siano degli atteggiamenti che la fanno soffrire in modo particolare.

Vicka: E’ vero. E’ vero. Lei ogni giorno offre il suo amore con la sua presenza e ci sono tanti che fanno tutto il contrario.

Padre Livio: Senti Vicka, ci hai detto delle cose bellissime sulla preghiera del mattino. Poi dire qualcosa sulla preghiera della sera? Per esempio, tu prima di addormentarti, fai un po’ di esame di coscienza?

Vicka: Ma sai, la prima cosa che mi viene spontanea è di ringraziare Dio.  Dico a Dio che lo ringrazio per le bellissime giornate che mi dà. Sono bellissime perché lavoro per lui e per la Madonna. Gli dico sempre che sono tantissimi i pellegrini e che tante volte non possiamo accontentarli tutti. Gli dico che forse avrei potuto fare di più e di aiutarmi il giorno dopo, quando mi sveglio, a fare meglio. Così ogni sera, prima di andare a letto, guardo la coscienza e dico: “ Che cosa ho fatto oggi di bello? Ma forse avrei potuto fare di più”  e dico a Dio che voglio migliorare ed essere a sua disposizione a fare tutto quello che lui vuole

Padre Livio: Senti Vicka. A voi veggenti di Medjugorje la Madonna ha chiesto un impegno fuori del comune. Infatti a Lourdes e a Fatima le apparizioni sono durate alcuni mesi, mentre per voi la durata è di moltissimi anni. Si potrebbe dire che a voi la Madonna ha chiesto la disponibilità dell’intera vostra vita.

Vicka:  Oggi le apparizioni quotidiane le abbiamo soltanto in tre e anche noi aspettiamo che arrivi un momento come a loro. Io però non penso mai a queste cose e ringrazio Dio per questi grandissimi doni che ci ha dato.

Padre Livio: Tu ritieni un grande dono che la Madonna ti chieda ogni giorno di accoglierla?

Vicka: Certamente. Domani sarà quello che lei vuole.

Padre Livio: Alcuni dicono che è impossibile che la Madonna appaia ogni giorno per vent’anni. Forse non pensano che, perché questo accada, è necessaria anche la disponibilità ad accoglierla.

Vicka: Ma, guarda, Padre Livio, so bene che sono tantissimi quelli che si chiedono: “Perché la Madonna è qui in mezzo a noi da così tanto tempo?”. Ma il problema è che anche quelli che ci credono spesso non hanno fatto molti passi avanti. Uno che ama la Madonna, che ascolta il suo messaggio e lo vive col cuore, neppure si pone queste domande.  Io posso solo dire con tutto il cuore che la Madonna è qui ogni giorno in mezzi a noi, quando appare a noi tre. Io rendo testimonianza a quello che vedo e che sento e trasmetto il messaggio con gioia. Non dico a nessuno che deve credere.

Padre Livio: La Madonna non forza nessuno.

Vicka: Non forza. Io do con gioia questa testimonianza che la Madonna è ancora qui in mezzo a noi e ringrazio Dio per questa grandissima grazia.

(Continua)

“LA GLORIA DI MARIA NELL’ ANNUNCIO DEI SEGRETI” – Puntata 39

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul Paradiso

Cari amici,

il Cielo è la mèta a cui dobbiamo tendere. Il Paradiso è quel golfo di luce verso il quale la barca della nostra vita deve navigare, è il traguardo del pellegrinaggio terreno che tutti sono chiamati a fare.

Il Paradiso è sicuramente una mèta da non perdere. Quando l’anima è salva lo è per sempre; quando è persa lo è per sempre. La vita eterna, il Paradiso, il purgatorio e l’inferno sono insegnamenti della Chiesa, sono Verità di fede e come tali vanno insegnati con chiarezza e coerenza a quanto scritto sul Catechismo della Chiesa Cattolica.

L’insegnamento della Chiesa sul Paradiso è alquanto articolato ma bellissimo, fa sempre bene leggerlo perché si tratta di una realtà con la quale abbiamo a che fare. È destino della nostra anima, è il fine della vita. Dio ci ha creato perché potessimo conoscerlo, amarlo e goderlo per sempre in Paradiso.

Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio e che sono perfettamente purificati, vivono per sempre con Cristo. Sono per sempre simili a Dio, perché lo vedono «così come egli è» (1 Gv 3,2), «a faccia a faccia» (1 Cor 13,12): «Con la nostra apostolica autorità definiamo che, per disposizione generale di Dio, le anime di tutti i santi morti prima della passione di Cristo […] e quelle di tutti i fedeli morti dopo aver ricevuto il santo Battesimo di Cristo, nelle quali al momento della morte non c’era o non ci sarà nulla da purificare, oppure, se in esse ci sarà stato o ci sarà qualcosa da purificare, quando, dopo la morte, si saranno purificate, […] anche prima della risurrezione dei loro corpi e del giudizio universale — e questo dopo l’ascensione del Signore e Salvatore Gesù Cristo al cielo — sono state, sono e saranno in cielo, associate al regno dei cieli e al paradiso celeste con Cristo, insieme con i santi angeli. E dopo la passione e la morte del nostro Signore Gesù Cristo, esse hanno visto e vedono l’essenza divina in una visione intuitiva e anche a faccia a faccia, senza la mediazione di alcuna creatura». (CCC 1023)        

Questa vita perfetta, questa comunione di vita e di amore con la Santissima Trinità, con la Vergine Maria, gli angeli e tutti i beati è chiamata «il cielo». Il cielo è il fine ultimo dell’uomo e la realizzazione delle sue aspirazioni più profonde, lo stato di felicità suprema e definitiva. (CCC 1024)

Vivere in cielo è «essere con Cristo». Gli eletti vivono «in lui», ma conservando, anzi, trovando la loro vera identità, il loro proprio nome: «Vita est enim esse cum Christo; ideo ubi Christus, ibi vita, ibi Regnum – La vita, infatti, è stare con Cristo, perché dove c’è Cristo, là c’è la vita, là c’è il Regno». (CCC 1025)         
Nel Paradiso siamo uniti con Cristo, siamo nel cuore stesso della Santissima Trinità, siamo partecipi dell’amore eterno di Dio ma non vanificando noi stessi, bensì conservando la nostra vera identità, la singolarità di ciascuno di noi.

Con la sua morte e la sua risurrezione Gesù Cristo ci ha «aperto» il cielo. La vita dei beati consiste nel pieno possesso dei frutti della redenzione compiuta da Cristo, il quale associa alla sua glorificazione celeste coloro che hanno creduto in lui e che sono rimasti fedeli alla sua volontà. Il cielo è la beata comunità di tutti coloro che sono perfettamente incorporati in lui. (CCC 1026)     
Siamo figli nel Figlio, siamo membra del corpo mistico di Cristo, partecipiamo della gloria della Sua Santa umanità. La gioia non è solo della nostra partecipazione con Dio, ma dell’amore di Dio che è partecipato fra di noi e che ci scambiamo fra di noi. Anche la gloria del Cielo non viene detenuta da noi possessivamente, ma la si comunica gli uni agli altri.

Questo mistero di comunione beata con Dio e con tutti coloro che sono in Cristo supera ogni possibilità di comprensione e di descrizione. La Scrittura ce ne parla con immagini: vita, luce, pace, banchetto di nozze, vino del Regno, casa del Padre, Gerusalemme celeste, paradiso: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano» (1 Cor 2,9).  (CCC 1027)  
Vita, luce, pace, banchetto di nozze, vino del Regno, casa del Padre, Gerusalemme celeste, Paradiso, sono tutte espressioni usate nelle Sacri Scritture per descrivere la vita eterna. San Paolo ci descrive questa realtà incomprensibile a noi pellegrini sulla Terra con questa espressione: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano». Ecco cosa ci aspetta. San Francesco diceva: «È tanto il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto», le sofferenze della vita presente non sono paragonabili alla vita futura. Il Paradiso è una grande grazia ma è anche un merito, una corrispondenza alla grazia.

A motivo della sua trascendenza, Dio non può essere visto quale è se non quando egli stesso apre il suo mistero alla contemplazione immediata dell’uomo e gliene dona la capacità. Questa contemplazione di Dio nella sua gloria celeste è chiamata dalla Chiesa «la visione beatifica»: «Questa sarà la tua gloria e la tua felicità: essere ammesso a vedere Dio, avere l’onore di partecipare alle gioie della salvezza e della luce eterna insieme con Cristo, il Signore tuo Dio, […] godere nel regno dei cieli, insieme con i giusti e gli amici di Dio, le gioie dell’immortalità raggiunta». (CCC 1028)  
In Paradiso contempliamo Dio faccia a faccia, senza alcuna mediazione, lo contempliamo in Cristo. Attraverso il Verbo contempliamo il Padre e questo ovviamente è possibile con una grazia speciale, che ci dà la capacità di conoscere direttamente il mistero di Dio Santissima Trinità.

Nella gloria del cielo i beati continuano a compiere con gioia la volontà di Dio in rapporto agli altri uomini e all’intera creazione. Regnano già con Cristo; con lui «regneranno nei secoli dei secoli» (Ap 22,5). (CCC 1029)  

Questo è lo straordinario affresco del Paradiso che ci offre il Catechismo della Chiesa Cattolica. In questi tempi in cui la fede viene usata, non testimoniata o insegnata, quanto è importante riprendere in mano gli insegnamenti della Chiesa. I fedeli devono attingere dal Catechismo della Chiesa Cattolica, che dopo la Bibbia è la fonte delle Verità cristiane da tenere sempre a portata di mano.

Anche la Madonna nei Suoi messaggi ci ha parlato molte volte del Paradiso, lo ha chiamato sia “Paradiso” sia “Cielo”, entrambe le espressioni si equivalgono.

Messaggio del 13 novembre 1986: «Cari figli, oggi vi invito tutti a pregare con tutto il cuore e a cambiare, di giorno in giorno, la vostra vita. Specialmente vi invito, cari figli, a incominciare a vivere santamente con le vostre preghiere e sacrifici, perché desidero che ognuno di voi, che è stato a questa fonte di grazia, arrivi in paradiso con il dono speciale che è stato dato a me, cioè la santità. Perciò, cari figli, pregate e cambiate ogni giorno la vostra vita affinché diventiate santi. Io sarò sempre vicino a voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».   

Messaggio del 18 dicembre 1986: «Cari figli, di nuovo oggi desidero invitarvi alla preghiera. Quando pregate, voi siete molto più belli: come i fiori che, dopo la neve, mostrano tutta la loro bellezza e tutti i colori diventano indescrivibili. Così anche voi, cari figli, dopo la preghiera mostrate davanti a Dio tutta la bellezza per divenirgli cari. Perciò, cari figli, pregate e aprite il vostro interno al Signore affinché Lui faccia di voi un armonioso e bel fiore per il paradiso. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Messaggio del 25 ottobre 1987: «Cari figli, oggi desidero invitarvi tutti a far sì che ognuno di voi si decida per il paradiso. Il cammino è difficile per tutti coloro che non si sono decisi per Dio. Cari figli, decidetevi e credete che Dio vi si offre nella sua pienezza. Voi siete invitati, e bisogna che rispondiate all’invito del Padre che vi chiama attraverso me. Pregate, perché nella preghiera ognuno di voi potrà raggiungere l’amore completo. Vi benedico e desidero aiutarvi a far sì che ognuno di voi sia sotto il mio manto materno. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Messaggio del 25 aprile 1994: «Cari figli, oggi vi invito tutti a decidervi a pregare secondo le mie intenzioni. Figlioli, invito ciascuno di voi ad aiutarmi a realizzare il mio piano attraverso questa parrocchia. Ora vi invito in modo speciale, figlioli, a decidervi di camminare sulla via della santità. Soltanto così mi sarete vicini. Vi amo e desidero condurvi tutti con me in paradiso. Ma se non pregate e se non siete umili e obbedienti ai messaggi che vi do, non posso aiutarvi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». 

Messaggio del 25 settembre 1994: Cari figli, gioisco con voi e vi invito alla preghiera. Figlioli, pregate secondo le mie intenzioni. Le vostre preghiere mi sono necessarie. Per mezzo di esse desidero avvicinarvi a Dio: Lui è la vostra salvezza. Dio mi manda per aiutarvi e per condurvi in paradiso, che è la vostra meta. Per questo, figlioli, pregate, pregate, pregate. Grazie per aver risposto alla mia chiamata»

Messaggio del 25 maggio 1997: «Cari figli, oggi vi invito a glorificare Dio. Che il nome di Dio sia santo nei vostri cuori e nella vostra vita. Figlioli, quando siete nella santità di Dio, Dio è con voi e vi dona la pace e la gioia che vengono da Lui, soltanto tramite la preghiera. Perciò, figlioli, rinnovate la preghiera nelle vostre famiglie e il vostro cuore glorificherà il santo nome di Dio, e il paradiso regnerà nel vostro cuore. Io vi sono vicina e intercedo davanti a Dio per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Messaggio del 25 agosto 1998: «Cari figli, oggi vi invito ad avvicinarvi ancora di più a me attraverso la preghiera. Figlioli, Io sono vostra Madre, vi voglio bene e desidero che ognuno di voi si salvi e sia con me in paradiso. Perciò, figlioli, pregate, pregate, pregate, fin quando la vostra vita diventi preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Messaggio del 25 novembre 1998: «Cari figli, oggi vi invito a prepararvi alla venuta di Gesù. In modo particolare preparate i vostri cuori. Che la santa confessione sia per voi il primo passo della conversione, e quindi, cari figli, decidetevi per la santità. Che la vostra conversione e la decisione per la santità cominci oggi, e non domani. Figlioli, io vi invito tutti sulla via della salvezza e desidero mostrarvi la strada verso il paradiso. Perciò, figlioli, siate miei e decidetevi con me per la santità. Figlioli, accettate la preghiera con serietà e pregate, pregate, pregate. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Messaggio del 25 maggio 2006: «Cari figli, anche oggi vi invito a mettere in pratica e a vivere i miei messaggi che vi do. Decidetevi per la santità, figlioli, e pensate al paradiso. Solo così avrete la pace nei vostri cuori che nessuno potrà distruggere. La pace è un dono che Dio vi dà nella preghiera. Figlioli, cercate e lavorate con tutte le forze, affinché la pace vinca nei vostri cuori e nel mondo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Messaggio del 25 marzo 2007: «Cari figli, desidero ringraziarvi di cuore per le vostre rinunce quaresimali. Desidero incitarvi a continuare a vivere il digiuno con cuore aperto. Col digiuno e la rinuncia, figlioli, sarete più forti nella fede. In Dio troverete la vera pace, attraverso la preghiera quotidiana. Io sono con voi e non sono stanca. Desidero portarvi tutti con me in paradiso, per questo decidetevi ogni giorno per la santità. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Messaggio del 25 aprile 2011: «Cari figli, come la natura dà i colori più belli dell’anno, così anch’io vi invito a testimoniare con la vostra vita e ad aiutare gli altri ad avvicinarsi al mio Cuore Immacolato perché la fiamma dell’amore verso l’Altissimo germogli nei loro cuori. Io sono con voi e prego incessantemente per voi perché la vostra vita sia il riflesso del paradiso qui sulla terra. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Messaggio del 25 luglio 2018: «Cari figli! Dio mi ha chiamata per condurvi a Lui, perché Lui è la vostra forza. Perciò vi invito a pregarlo e a fidarvi di Lui, perché Lui è il vostro rifugio da ogni male che sta in agguato e porta le anime lontano dalla grazia e dalla gioia alla quale siete chiamati. Figlioli vivete il Paradiso qui sulla terra affinché stiate bene e i comandamenti di Dio siano la luce sul vostro cammino. Io sono con voi e vi amo tutti con il mio amore materno. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Messaggio del 25 novembre 2021:«Cari figli! Sono con voi in questo tempo di misericordia e vi invito tutti ad essere portatori di pace e d’amore in questo mondo, dove, figlioli, Dio vi invita attraverso di Me ad essere preghiera, amore ed espressione del Paradiso, qui sulla terra. I vostri cuori siano riempiti di gioia e di fede in Dio affinché, figlioli, possiate avere totale fiducia nella Sua santa volontà. Per questo sono con voi perché Lui, l’Altissimo, mi manda tra di voi per esortarvi alla speranza e voi sarete portatori di pace in questo mondo inquieto. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

La Madonna ci insegna che possiamo sperimentare la gioia del Paradiso già su questa Terra vivendo in intima comunione con Cristo e ci invita a pregare incessantemente affinché il Cielo sia la mèta a cui desideriamo tendere. La Madonna ci vuole santi e ci vuole in Paradiso con Lei! La gioia del Cielo può essere vissuta e sperimentata attraverso la fatica della purificazione e del pellegrinaggio sulla Terra e che porta anche alla sapienza; quando si è purificati e ricolmi dell’amore di Dio riceviamo anche ciò che Dio è, ovvero la sua luce, la sua sapienza, la sua umiltà, il suo amore, la sua gioia, la sua felicità, il suo coraggio, la sua forza. Noi dobbiamo essere uno specchio pulitissimo nel quale si riflette la bellezza della Vergine Maria e attraverso di Lei possiamo entrare nella comunione della Santissima Trinità che è la mèta della nostra vita.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

Pagina 10 di 16

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy