"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Giugno 2023 Pagina 16 di 17

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla Redenzione

Cari amici,

la salvezza cristiana, la Redenzione, oggi viene rifiutata. La Creazione ha come culmine l’uomo elevato in grazia che ha scelto di seguire il sibilo del maligno. La conseguenza è stato il peccato originale che ha lasciato l’uomo in una condizione tale da rendere la vita e la situazione dell’uomo sulla Terra, una valle di lacrime.

Tutte le grandi letterature, religioni e filosofie si alimentano anche oggi nel descrivere la condizione umana nella sua miseria. Basta aprire un qualsiasi quotidiano per vedere quanti articoli di cronaca nera ci sono, è impressionante l’abisso umano.

Il mondo ha rifiutato la fede e la Croce, propone una nuova salvezza e nel medesimo tempo la condizione umana è orribile, è infernale; i peccati di violenza di ogni tipo sono all’ordine del giorno e hanno invaso la comunicazione. Ci sono poi le catastrofi naturali che testimoniano anch’esse lo stato di perdizione nella quale l’umanità si trova perché, con la caduta dei progenitori, la Creazione stessa è stata toccata da questa caduta e in qualche modo si è anche ribellata a Dio, come dice la Sacra Scrittura.  

“Ora, per causa tua, la terra sarà maledetta: con fatica ne ricaverai il cibo tutti i giorni della tua vita. Essa produrrà spine e cardi, e tu dovrai mangiare le erbe che crescono nei campi. Ti procurerai il pane con il sudore del tuo volto, finché tornerai alla terra dalla quale sei stato tratto: perché tu sei polvere e in polvere tornerai” (Gen 3).

Dopo il peccato originale l’uomo è caduto in una condizione di perdizione che si declina in peccato, sofferenza, morte.

Del peccato ormai non si parla più, nemmeno del male, della cattiveria e della malvagità. Il cuore umano è capace di tutto, la sua perversione a volte supera quella del diavolo stesso. Ogni tipo di sofferenza psicologica, spirituale, fisica contrassegna la condizione umana. La morte è sia quella fisica che quella spirituale, quella del corpo e quella dell’anima, è la perdizione eterna.

Dopo il peccato originale l’umanità aveva perso anche il Paradiso ma Dio non ci ha abbandonato, ci ha dato la speranza e ha posto inimicizia fra il serpente e la donna e fra il suo seme e il seme di Lei che gli schiaccerà la testa. Dio fin dall’inizio opera la Redenzione dell’uomo caduto nell’abisso infernale. Da allora, fin dalle origini, ha preparato la Redenzione attraverso una serie di interventi nella Storia scegliendo prima Abramo, poi Mosè, Israele con i suoi profeti e poi mandando Suo Figlio Gesù Cristo.

La Storia umana è stata tutta orientata alla Redenzione che ha raggiunto il culmine quando il Verbo si è fatto Carne nel grembo della Vergine Maria. Lì la natura umana, nella sua infinita miseria, è stata assunta da Cristo che non ha assunto il peccato, portandolo però sulle sue spalle ed espiandolo. Cristo nella sua natura umana ha un corpo e un’anima spirituale immortale. Questa natura umana, nella sua integrità, è stata unita al Verbo fin dal concepimento ed è diventata la fonte di grazia e di guarigione per tutti gli uomini di tutti i tempi.

Questa guarigione è nella fede ma è reale perché da Cristo riceviamo la grazia del perdono dei peccati, quello originale e quelli personali. Questa grazia sana le nostre ferite, è la potenza di purificazione delle radici del male che abbiamo in noi. Certo, la guarigione costa, così come la purificazione ma non c’è dubbio – come dimostrano innumerevoli persone, in modo speciale i santi – che la grazia di Cristo operi nel mondo guarendo e portando la redenzione. In aggiunta alla grazia ci vuole ovviamente la buona volontà personale.

La grazia di Cristo sana dalla cattiveria, dalla malvagità, rinnova i cuori. Noi stessi possiamo per primi sperimentare questa grazia di guarigione spirituale se apriamo i cuori a Dio e ci abbeveriamo alla fonte di luce, verità e amore che è Dio stesso.

La salvezza che ci ha dato Cristo, fin dalle origini (da quando Cristo l’ha donata) ha operato miracoli di salvezza e di guarigione in gran parte dell’umanità.

Le anime del Paradiso, pur non avendo ancora i loro corpi gloriosi, sono in una condizione umana di totale guarigione, di partecipazione alla divina natura. È questo l’effetto della Redenzione! Possiamo sperimentarlo già in questa vita, nelle persone buone, oneste, che amano Dio e il prossimo, sono loro i veri benefattori dell’umanità, sono loro che tengono in piedi il mondo!

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“L’umanità si renderà conto di essere totalmente impotente e inerme di fronte agli eventi dei segreti”

Buon giorno Padre Livio, 

ho ascoltato e letto sul blog quanto dichiarato da Suor Lucia: l’odio, l’ambizione provocano la guerra distruttrice!; 

La guerra è certamente distruttrice ma non penso ci sia arma al mondo che possa causare come conseguenza ciò che viene riportato nella prima parte della rivelazione, cioè che montagne, oceani e interi territori saranno sepolti. Insomma, la crosta terrestre superficiale ha lo spessore di decine di km e le masse in questione sono enormi. Penso piuttosto che il rifiuto di Dio porti alle conseguenze che la natura ci presenterà… un po’ come i cambiamenti conseguenza del peccato originale.

Se l’uomo avesse anche solo il pensiero di avere la capacità di provocare tali catastrofi, si sentirebbe estremamente potente. Ritengo che gli eventi naturali si verificheranno a prescindere da ogni volontà umana e probabilmente verranno a mostrare che la potenza messa in gioco sarà tale da far capire all’uomo che non potrà fare assolutamente niente contro di essa.

Metterà, come si dice,  l’umanità al suo posto; l’umanità si renderà conto di essere totalmente impotente e inerme di fronte a tali eventi, mentre la Luce portata dal segno sulla montagna e dall’esercito di Maria traccerà la strada del trionfo del Suo Cuore Immacolato e l’ingresso nel periodo di Pace. La nuova strada che non potrebbe essere tracciata se non ci fosse la distruzione dell’attuale mondo senza Dio. Penso in linea teorica che se non ci fosse un evento specifico, quello successivo non potrebbe verificarsi. (….). 

Queste cose mi fanno capire sempre più quanto sia fondamentale la conversione… fosse anche solo per uscire sani di mente dai 10 segreti. 

La ringrazio per lo spazio che ci dedica e mi raccomando anche alle sue preghiere affinché possa arrivare al tempo della prova con un profondo e vivo senso di figliolanza verso il Cielo che attualmente mi manca “da morire”!

Grazie

Alberto dalla provincia di Cuneo 

Caro Alberto,

hai fatto una  riflessione che  ritengo valida per questi motivi:

  1. Hai dato una spiegazione del perché gli eventi dei segreti, anche se preannunciati tre giorni prima,  non  potranno essere fermati.
  2. Hai colto la finalità della permissione divina  di tali eventi,  che hanno lo scopo riportare  l’uomo nella sua dimensione di creatura e di guarirlo dal suo delirio di onnipotenza.
  3. Hai indicato  con chiarezza l’unica  ancora di salvezza che ci viene  offerta ed è  la nostra conversione “fosse anche solo per uscire sani di mente dai 10 segreti”.

Ave  Maria

Padre  Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici, 

la  Madonna  a  Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché,  se  aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà  troppo tardi.  Con questa nuova iniziativa del  Blog offriamo la  possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali  da  meditare e da  vivere.


11. Assumiti la responsabilità di mettere in salvo la tua vita

La luce della grazia ti ha consentito di scoprire la verità sulla tua situazione esistenziale. Ti sei reso conto di aver indirizzato la tua vita su una strada senza sbocchi. Sei immerso nell’immonda palude del male che prima non scorgevi. Ti senti stanco e svuotato. Vorresti gettare la spugna e arrenderti come uno che ha perso la voglia di combattere.

 Tuttavia c’è un fatto nuovo nella tua vita, che alimenta nel cuore la fiammella della speranza. Non sei più solo, come lo eri stato negli anni precedenti, quando ti eri allontanato da Dio, illudendoti di far fortuna nel mondo. Allora eri circondato da molta gente e non ti mancavano mai gli amici, con i quali sperperavi gli anni migliori.

Proprio quando ti sei trovato solo con te stesso, come il figliol prodigo quando contendeva le carrube ai porci, hai sentito la nostalgia della casa paterna. Hai avvertito Dio vicino a te, proprio quando gli altri erano distanti e forse persino indifferenti al tuo dramma interiore. Questa misteriosa presenza è la tua forza e la tua speranza.

Ora sai che la vita non è un labirinto nel quale vagare a vuoto e non è necessariamente una strada che si dissolve nel nulla. C’è una direzione e una meta. Tu incominci a intravederla e senti sempre più forte una voce interiore che ti invita. Hai fatto la fatica di aprire la porta del cuore. Hai anche il coraggio di iniziare una vita nuova?

Finora il tuo atteggiamento è stato prevalentemente passivo. Se nel tuo intimo hai sentito montare l’inquietudine  e l’angoscia non è certo per tua iniziativa. Anzi hai cercato di rimuoverle, intensificando le tue ubriacature nella fiera delle vanità.

Se all’improvviso dai tuoi occhi sono cadute le squame che ti accecavano e hai visto con orrore la tua reale situazione, ciò è dovuto a un intervento che ti sfugge e che ti sovrasta. Se hai avvertito qualcuno che bussava alla porta del cuore, lo devi all’amore e all’umiltà del misterioso visitatore.

Tu però hai aperto, come se fossi incapace di resistere alla sua dolce insistenza. Tutto ciò è accaduto per grazia, non per tuo merito. Infatti eri un fuggitivo e un ingrato, che meritava una giusta punizione. Dio avrebbe potuti lasciarti in mano dei tuoi desideri e delle tue velleità. Gli avevi voltato le spalle, perché avrebbe dovuto rincorrerti?

Ora ti rendi conto che Dio ci ama anche quando noi lo disprezziamo. Ci segue, anche quando noi gli voltiamo le spalle. Si prende cura di noi anche quando non ne vogliamo sapere. La grazia della conversione è sempre gratuita. Sembra una fredda affermazione teologica. In realtà tu hai sperimentato nella tua vita  quanto sia vera.

Ora è giunto il momento di “alzarti”, come ama esprimersi il Vangelo, quando giunge la chiamata della conversione. “Mi alzerò e andrò da mio Padre”  (Lc 15, 18), è la decisione del figliol prodigo. Anche Levi, il futuro evangelista Matteo, che sedeva al banco delle imposte, alla chiamata di Gesù si alza prontamente, senza tergiversare e senza ritardare: “ Seguimi. – gli disse – Egli, alzatosi, lo segui” (Mc 2,14).

 E’ il momento della risposta libera. Più precisamente è il momento della  volontà. Sei tu ora che devi assumerti la responsabilità di mettere in salvo la tua vita, dopo la grazia che è venuta in tuo soccorso. Sembra tutto chiaro, ma è proprio ora che comprendi che cosa volesse dire Gesù affermando che “chiunque commette il peccato è schiavo del peccato” ( Gv  8,34).

Infatti vorresti alzarti, ma ti senti debole. Vorresti deciderti, ma il tuo libero arbitrio è incapace di auto-determinarsi. Caro amico, risalire la china del male non è facile, perché ti senti privo di forze. Anche i più piccoli sforzi costano fatica e sudore di sangue.

 La riabilitazione della volontà è un lungo esercizio, che richiede tempo, pazienza e soprattutto aiuto della grazia. Eppure non ti devi scoraggiare. Colui che ha bussato alla porta del cuore è pronto a prenderti per mano.

Al riguardo ti può essere di grande conforto quando afferma l’apostolo Paolo che, nel suo cammino personale di conversione, ha vissuto nella sua carne la tua stessa esperienza. Le sue parole sono a prima vista stupefacenti. “ In me – dice – c’è il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio” ( Rm 7, 18-19).

 Il peccato ha ridotto la libera volontà in uno stato di impotenza. Vorresti decidere, ma non ci riesci. Rimani nel campo delle velleità, come chi volesse alzarsi in volo pur non avendo le ali. Che fare, se la libera volontà, che è il motore della vita, giace in uno stato di estrema debolezza?

Caro amico, devi procedere a piccoli passi, con pazienza e perseveranza, come un bambino che incomincia a camminare. Il primo passo, forse il più facile, è quello di guardare bene in faccia la devastazione che il peccato ha provocato nella tua vita.

La luce soprannaturale ha rischiarato la tenebra nella quale vivevi senza vederti e ti ha mostrato fino a quale livello di degradazione sei giunto. Provane vergogna e disgusto. Il male è un maledetto paese del quale non devi più sentire il fascino ingannevole.

Ora che è stata tolta la maschera e che lo conosci per quello che è, non devi più farti attirare dalla sua falsa luce. Ripudialo! Anzi odialo! Un solo odio infatti è concesso al cristiano: l’odio del peccato. Non esitare a odiarlo e a detestarlo.

Non solo il male in se stesso, ma quello che hai commesso tu, quello che ha sfregiato il tuo volto, quello col quale anche tu hai contribuito a inquinare il mondo.

Se l’Amore misericordioso non fosse venuto in tuo soccorso, se il tarlo del peccato avesse potuto compiere la sua opera fino alla fine, quale sarebbe stato il tuo destino? Il peccato è il tuo nemico per eccellenza. E’ il veleno mortale iniettato da colui che è “peccatore fin dal principio! (Gv 3,8).

Sei debole, ma questo primo passo non è difficile. Ti viene quasi spontaneo, come uno che scuote se stesso scoprendosi coperto di fango. E’ tuttavia un passo importante perché sei in grado di distinguere il bene dal male, amando l’uno e odiando l’altro. 

Sai ciò che ti giova e ciò che nuoce. Distingui la luce dalle tenebre e il vero dal falso. Una volta scoperto l’inganno e l’astuzia dell’ingannatore, non sarà facile attirarti di nuovo nella rete.

Ora però devi incominciare a camminare sulla nuova via, quella della salvezza, che per sua natura è stretta e in salita. Sappi che da solo non farai molta strada. E’ giunto il momento di metterti in ginocchio e di incominciare a pregare.

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

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Il “Guerrone” e il “miracolo della Vistola”

Di: Roberto de Mattei – Corrispondenza Romana
Data di pubblicazione: 31 Maggio 2023

San Pio X, che dal 1903 governava la Chiesa, preannunciò ripetutamente lo scoppio della Grande Guerra molto tempo prima che la bufera si scatenasse in Europa. «Le cose vanno male – affermava spesso – viene la grande guerra, il “Guerrone”!» Egli soffriva per la carneficina, ma soprattutto per gli sconvolgimenti spirituali e morali che la guerra avrebbe portato. Il Pontefice aveva un grande piano di riconquista religiosa della società, che aveva iniziato con il suo Catechismo e con la diffusione della comunione frequente, anche ai bambini. Questo progetto venne in parte vanificato dalla Grande Guerra in cui i “ragazzi” nati nel 1898 e nel 1899, cresciuti sotto il suo pontificato e arruolati giovanissimi alle armi, versarono il loro sangue sui campi di battaglia.

La Prima guerra mondiale fu la prima guerra mossa da un feroce odio ideologico tra le parti in conflitto. Lo stesso mondo cattolico fu frantumato dalle polemiche interne. In Italia i cattolici erano divisi tra i neutralisti e gli interventisti e questi ultimi a loro volta si dividevano tra i fautori della “Triplice Alleanza”, di cui l’Italia faceva parte con gli Imperi di Austria e Germania, e i sostenitori della “Triplice Intesa”, che comprendeva Francia, Russia e Inghilterra.

I cattolici tedeschi, austriaci, italiani, francesi ed inglesi si affrontarono sui campi di battaglia. Era una grande tragedia, ma i cattolici fecero il loro dovere di buoni soldati, cercando di vincere i sentimenti di odio che la propaganda alimentava con la pietà che nutrivano verso un nemico a cui davano, o da cui ricevevano, la morte.

Pio X morì, affranto dal dolore, il 20 agosto 1914, mentre in tutta Europa tuonavano i cannoni. Il suo successore, il cardinale Giacomo Della Chiesa, fu eletto il 3 settembre con il nome di Benedetto XV. Come Pio X, anche Benedetto XV vedeva le ragioni profonde della guerra nel disordine morale, ma egli affermatosi alla scuola “politica” di Leone XIII, riteneva che le armi della diplomazia sarebbero riuscite a fermare il conflitto. Il suo principale atto diplomatico fu l’Esortazione Dès le début, inviata il 1 agosto 1917 ai capi delle potenze belligeranti, nella quale invitava ad aprire trattative di pace per a far cessare l’« inutile strage ». Il Papa proponeva a tal fine l’opera mediatrice della Santa Sede, sostituendo alla forza materiale delle armi la forza morale del diritto. «Quindi un giusto accordo di tutti nella diminuzione simultanea e reciproca degli armamenti secondo norme e garanzie da stabilire, nella misura necessaria e sufficiente al mantenimento dell’ordine pubblico nei singoli Stati; e, in sostituzione delle armi, l’istituto dell’arbitrato con la sua alta funzione pacificatrice, secondo le norme da concertare e la sanzione da convenire contro lo Stato che ricusasse o di sottoporre le questioni internazionali all’arbitro o di accettarne la decisione».

La proposta cadde nel vuoto. In quello stesso 1917 a Fatima, in Portogallo, in un angolo d’Europa risparmiato dalla guerra, la Madonna apparve tra maggio ed ottobre a tre pastorelli, rivelando loro che la causa della guerra erano i peccati dell’umanità e i soli mezzi per ottenere la pace nel mondo erano la preghiera e la penitenza. La Madonna chiedeva anche che il Papa consacrasse la Russia al Cuore Immacolato di Maria e promuovesse la diffusione della devozione dei primi sabati del mese.

 La guerra mondiale si concluse ma aprì la strada ai totalitarismi del XX secolo e ad una seconda guerra ancora più spaventosa della precedente. La Russia, come aveva annunciato la Madonna a Fatima, diffuse i suoi errori nel mondo. Suor Lucia, l’unica sopravvissuta dei tre pastorelli, entrata in convento, ricevette altre comunicazioni celesti, in cui la Beatissima Vergine rinnovava le sue richieste per scongiurare altri flagelli. Gli atti di consacrazione e di affidamento alla Russia di Pio XII nel 1942 e di Giovanni Paolo II nel 1984 corrisposero solo in parte alle richieste della Madonna e parziali furono i loro risultati: l’abbreviamento della Seconda Guerra mondiale e il crollo del Muro di Berlino, che però non segnò la fine del comunismo. La consacrazione della Russia e dell’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria, fatta da papa Francesco il 25 marzo 2022, sembra essere stata valida, ma non è stata accompagnata da un appello alla penitenza e da una diffusione della pratica dei primi sabati del mese. Tuttavia alcuni effetti non sono mancati.

Nel suo video-discorso del 13 maggio 2023 al convegno della Fondazione Lepanto, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina, ha affermato che il suo popolo ha sperimentato il patrocinio della Beata Vergine Maria e del suo Cuore Immacolato sin dall’inizio dell’invasione russa. «Quando le truppe russe hanno assediato la città di Kyiv, praticamente a poche decine di chilometri dalla nostra cattedrale, in data 25 marzo 2022, il Santo Padre Francesco ha consacrato l’Ucraina e la Russia al Cuore immacolato di Maria. Qualche giorno dopo l’esercito ucraino ha respinto l’esercito russo dalla nostra capitale. Vorrei definire questo fatto come il “Miracolo sulle rive del Dnipro”, facendo il paragone con un simile evento storico del 16 agosto 1920, e cioè la Battaglia di Varsavia.

Proprio quella battaglia ha avuto un ruolo decisivo nella guerra polacco-bolscevica. Il testimone d’eccezione di quello, che da uno dei protagonisti, il generale Haller, è stato definito come il “Miracolo della Vistola”, fu il nunzio apostolico in Polonia, Achile Ratti, il futuro Pio XI: uno dei pochissimi diplomatici che non abbandonò la capitale polacca davanti all’avanzata dell’Armata rossa».

Il 10 marzo del 1920, a Smolensk, vi fu una riunione dei capi dell’Armata Rossa in cui venne deciso l’attacco alla Polonia e l’invasione dell’Europa occidentale. Il nunzio Achille Ratti, che rappresentava Benedetto XV, malgrado la grave minaccia, non lasciò Varsavia: partecipava alle preghiere organizzate durante la battaglia e si recò sulla linea del fronte. Divenuto Papa, nel 1922, con il nome di Pio XI, fece decorare la cappella pontificia di Castel Gandolfo con un dipinto sul Miracolo della Vistola, in cui è ritratto padre Ignacy Skorupka, cappellano di un reggimento di fanteria, che con la talare e con la croce in mano come unica arma, guida i giovani volontari al contrattacco, trovando coraggiosamente la morte. La ricerca della pace non significa mai cieco “pacifismo”.

Il miracolo della Vistola salvò non solo la Polonia ma l’intero Occidente e portò l’indipendenza all’Estonia, alla Lettonia e alla Lituania. Oggi l’Occidente è ancora minacciato, un nuovo “guerrone” è alle porte, e la sofferenza che fu di Pio X deve essere anche la nostra. La responsabilità della catastrofe che si avvicina è primariamente dei peccati e dell’infedeltà dell’Occidente cristiano. Ma se la guerra è sempre un castigo, il dovere dei cattolici rimane quello di difendere con coraggio le loro nazioni e la loro civiltà, come accadde sulla Vistola, chiedendo alla Madonna di abbreviare i tempi della sofferenza e di accelerare quelli del trionfo del suo Cuore Immacolato-

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

Vicka e la benedizione apostolica scritta di papa Giovanni Paolo II impartita a lei

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Il   sogno di Don Bosco sul futuro  della  Chiesa

DON Bosco il 26 maggio aveva promesso ai giovani di raccontar loro qualche bella cosa nell’ultimo o nel penultimo giorno del mese. Il 30 maggio a dunque raccontò alla sera una parabola o similitudine come egli volle appellarla. Vi voglio raccontare un sogno.

 È vero che chi sogna non ragiona, tuttavia io, che a voi racconterei persino i miei peccati, se non avessi paura di farvi scappar tutti e far cadere la casa, ve lo racconto per vostra utilità spirituale. Il sogno l’ho fatto sono alcuni giorni.

Figuratevi di essere con me sulla spiaggia del mare, o meglio, sopra uno scoglio isolato e di non vedere altro spazio di terra, se non quello che vista sotto i piedi. In tutta quella vasta superficie delle acque si vede una moltitudine innumerevole di navi ordinate a battaglia, le prore delle quali sono terminate da un rostro di ferro acuto a mo’ di strale, che ove è spinto ferisce e trapassa ogni cosa.

 Queste navi sono armate di cannoni, cariche di fucili, di altre armi di ogni genere, di materie incendiarie, e anche di libri, e si avanzano contro una nave molto più grossa e più alta di tutte loro, tentando di urtarla col rostro, di incendiarla o altrimenti di farle ogni guasto possibile.

A quella maestosa nave arredata di tutto punto, fanno scorta molte navicelle, che da lei ricevono i segnali di comando ed eseguiscono evoluzioni per difendersi dalle flotte avversarie. Il vento è loro contrario e il mare agitato sembra favorire i nemici.

 In mezzo all’immensa distesa del mare si elevano dalle onde due robuste colonne, altissime, poco distanti l’una dall’altra. Sovra di una vi è la statua della Vergine Immacolata, a’ cui piedi pende un largo cartello con questa iscrizione: – Auxilium Christianorum; – sull’altra, che è molto più alta e grossa, sta un’Ostia di grandezza proporzionata alla colonna e sotto un altro cartello colle parole: Salus credentium.

Il comandante supremo sulla gran nave, che è il Romano Pontefice, vedendo il furore dei nemici e il mal partito nel quale si trovano i suoi fedeli, pensa di convocare intorno a se i piloti delle navi secondarie per tener consiglio e decidere sul da farsi.

Tutti i piloti salgono e si adunano intorno al Papa. Tengono consesso, ma infuriando il vento sempre più e la tempesta, sono rimandati a governare le proprie navi. Fattasi un po’ di bonaccia, il Papa raduna per la seconda volta intorno a se i piloti, mentre la nave capitana segue il suo corso.

Ma la burrasca ritorna spaventosa. Il Papa sta al timone e tutti i suoi sforzi sono diretti a portar la nave in mezzo a quelle due colonne, dalla sommità delle quali tutto intorno pendono molte ancore e grossi ganci attaccati a catene.

Le navi nemiche si muovono tutte ad assalirla e tentano ogni modo per arrestarla e farla sommergere. Le une cogli scritti, coi libri, con materie incendiarie di cui sono ripiene e che cercano di gettarle a bordo; le altre coi cannoni, coi fucili e coi rostri: il combattimento si fa sempre più accanito.

Le prore nemiche l’urtano violentemente, ma inutili riescono i loro sforzi e il loro impeto. Invano ritentano la prova e sciupano ogni loro fatica e munizione: la gran nave procede sicura e franca nel suo cammino. Avviene talvolta che, percossa da formidabili colpi, riporta ne’ suoi fianchi larga e profonda fessura, ma non appena è fatto il guasto spira un soffio dalle due colonne e le falle si richiudono e i fori si otturano.

E scoppiano intanto i cannoni degli assalitori, si spezzano i fucili, ogni altra arma ed i rostri; si sconquassan molte navi e si sprofondano nel mare. Allora i nemici furibondi prendono a combattere ad armi corte; e colle mani, coi pugni, colle bestemmie e colle maledizioni.

 Quand’ecco che il Papa, colpito gravemente, cade. Subito coloro, che stanno insieme con lui, corrono ad aiutarlo e lo rialzano. Il Papa è colpito la seconda volta, cade di nuovo e muore. Un grido di vittoria e di gioia risuona tra i nemici; sulle loro navi si scorge un indicibile tripudio.

 Sennonché appena morto il Pontefice un altro Papa sottentra al suo posto. I Piloti radunati lo hanno eletto così subitamente, che la notizia della morte del Papa giunge colla notizia dell’elezione del successore. Gli avversari incominciano a perdersi di coraggio.

Il nuovo Papa sbaragliando e superando ogni ostacolo, guida la nave sino alle due colonne e giunto in mezzo ad esse, la lega con una catenella che pendeva dalla prora ad un’ancora della colonna su cui stava l’Ostia; e con un’altra catenella che pendeva a poppa la lega dalla parte opposta ad un’altra ancora appesa alla colonna su cui è collocata la Vergine Immacolata.

Allora succede un gran rivolgimento. Tutte le navi che fino a quel punto avevano combattuto quella su cui sedeva il Papa, fuggono, si disperdono, si urtano e si fracassano a vicenda. Le une si affondano e cercano di affondare le altre.

Alcune navicelle che hanno combattuto valorosamente col Papa vengono per le prime a legarsi a quelle colonne. Molte altre navi che, ritiratesi per timore della battaglia si trovano in gran lontananza, stanno prudentemente osservando, finché dileguati nei gorghi del mare i rottami di tutte le navi disfatte, a gran lena vogano alla volta di quelle due colonne, ove arrivate si attaccano ai ganci pendenti dalle medesime, ed ivi rimangono tranquille e sicure, insieme colla nave principale su cui sta il Papa.

 Nel mare regna una gran calma. D. Bosco a questo punto interrogò D. Rua: – Che cosa pensi tu di questo racconto? D. Rua rispose: – Mi pare che la nave del Papa sia la Chiesa, di cui esso è il Capo: le navi gli uomini, il mare questo mondo.

Quei che difendono la grossa nave sono i buoni affezionati alla santa Sede, gli altri i suoi nemici, che con ogni sorta di armi tentano di annientarla. Le due colonne di salute mi sembra che siano la divozione a Maria SS. ed al SS. Sacramento dell’Eucarestia.

 D. Rua non parlò del Papa caduto e morto e D. Bosco tacque pure su di ciò. Solo soggiunse: – Dicesti bene. Bisogna soltanto correggere un’espressione. Le navi dei nemici sono le persecuzioni. Si preparano gravissimi travagli per la Chiesa.

Quello che finora fu, è quasi nulla a petto di ciò che deve accadere. I suoi nemici sono raffigurati nelle navi che tentano di affondare, se loro riuscisse, la nave principale. Due soli mezzi restano per salvarsi fra tanto scompiglio! Divozione a Maria SS. – frequenza alla Comunione, adoperando ogni modo e facendo del nostro meglio per praticarli e farli praticare dovunque e da tutti.

Buona notte! Le congetture che fecero i giovani intorno a questo sogno furono moltissime, specialmente riguardo ai Papa; ma Don Bosco non aggiunse altre spiegazioni. Intanto i chierici Boggero, Ruffino, Merlone e il signor Chiala Cesare descrissero questo sogno e ci rimangono i loro manoscritti.

 Due furono compilati il giorno dopo la narrazione di D. Bosco, e gli altri due trascorso maggior tempo: ma vanno perfettamente d’accordo e variano solamente per qualche circostanza, che l’uno omette e l’altro nota. (Memorie biografiche di San Giovanni Bosco, Vol. VII, Capitolo 18, pp. 169-172),

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Intelligenza artificiale sarà parte dei segreti

Carissimo padre Livio ho sentito oggi il Suo commento sull’intelligenza artificiale, concordo su tutto ma vorrei correggerla su una cosa perché sono un pò nel settore.

Io credo che questa sia proprio una diavoleria e molto pericolosa, se da una parte è vero che non potrà mai essere come l’uomo, dall’altra è la pura costruzione di un “dio” senz’anima e amore che “ragiona” con logiche fredde con algoritmi che si perfezionano al primo insuccesso.

Se dovesse arrivare a strumenti di controllo importanti potrebbe veramente cercare di eliminare l’uomo per questo credo che nei segreti, lo zampino ci sia ed anche la coda.

Vede caro padre Livio di cosa potrebbe attrezzarsi il nemico per distruggerci, se non di qualcosa che per Sua natura considera imperfetto l’uomo in quanto capace di amare e nelle scelte comunque prima o poi tiene in considerazione la propria coscienza?

Oggi in moltissime apparecchiature vi è un’applicazione che ha accessibilità al mondo digitale, questo vuol dire che è manipolabile, c’è sempre una chiave per entrarvi.

Nel mio campo lavorativo ho a che fare con alcune di queste apparecchiature e capita che a volte si mettano in azione senza alcun apparente motivo, basta un aggiornamento, un’interferenza, un segnale sbagliato e vanno in tilt.

Ora pensi solo ai comandi automatici via GPS regolati dai satelliti basta un’informazione sbagliata a livello globale e tutti gli aerei del mondo andrebbero in tilt, i navigatori, le coincidenze dei treni ecc.

Se un uomo in Russia con la Sua razionalità ha fermato una catastrofe nucleare, immagini se fosse stata una macchina a decidere.

Io paragono l’intelligenza artificiale evoluta alla scoperta della bomba atomica moltiplicata cento volte di più.

In questo troverebbe spazio anche l’ultimo messaggio della Madonna di cercare Dio nella natura, dove la tecnologia non serve.

Da molto tempo utilizzando l’elettronica mi sono accorto che c’era qualcosa di estremo, qualcosa che stava andando oltre, da quando ho capito le potenzialità mi sono posto delle domande e con l’avvento dei social e del mondo connesso, cerco di mettere in guardia da come ne facciamo uso.

Per fare un esempio, telefonino ha una telecamera, un microfono, una connessione ad internet, una intelligenza artificiale e guarda caso le batterie ultimamente non si possono togliere se non smontandolo, siamo proprio sicuri che quando lo spegniamo si veramente spento?

Maria ci ha messo in guardia, parlando della natura in questo momento che si parla di intelligenza “artificiale” sarà solo un caso?

Siano lodati Gesù e Maria 

Con affetto, grazie sincero per le Sue preziose parole e viva la semplice tecnologia della Nostra Dolcissima Radio Maria.

Stefano 

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul peccato originale

Cari amici,

il peccato originale è operante nella Storia. In qualche modo, l’umanità si sta rivivendo il peccato originale per analogia, ovviamente. Così come i nostri progenitori, creati da Dio ed elevati in grazia, hanno presunto sotto l’influsso del demonio di essere come Dio, autonomi da Lui e mettersi al Suo posto, allo stesso modo gli uomini oggi rifiutano Dio e vogliono liberarsi di Lui.

L’umanità è nell’ambito della divina amicizia, come lo erano i nostri progenitori all’inizio della Storia umana; tuttavia, si sta commettendo quel medesimo peccato, ancora una volta sotto l’influsso del demonio. La presunzione è quella di vivere senza Dio e di mettersi al Suo posto.

La Regina della pace ha denunciato questa deriva dei Paesi di antica cristianità ancor prima che fosse evidente. È in atto una vera e propria apostasia della fede: si abbandona la fede cattolica e si abbraccia un credo ateo e materialistico. La gente preferisce aderire alla “religione dell’uomo”, preferendola a quella che ci lega a Dio.

L’uomo vuole legarsi a se stesso e mettersi sul trono di Dio. Quello che è accaduto ai nostri progenitori, inevitabilmente sta accadendo anche all’umanità di oggi.

I nostri progenitori non sono usciti dal Paradiso Terrestre come Dio, ma declassati e privati di tutti quei dono di cui Dio li aveva ricolmati. Dio, infatti, aveva creato Adamo ed Eva in una condizione di grande superiorità rispetto a tutto l’universo e al mondo animale, in quanto ha infuso nel corpo umano la Sua anima spirituale e immortale (il soffio divino). Inoltre, Dio ha elevato in grazia l’uomo donandogli la divina amicizia, elevandolo al grado di “figlio”.

Dio ha dato all’uomo doni straordinari: l’immortalità con cui sarebbero passati dalla Terra al Cielo senza passare per la morte; la sapienza per cui Adamo dà il nome a tutti gli animali ed è stato reso partecipe del piano divino della Creazione; l’integrità, con cui avevano il pieno dominio di sé; la scienza, ovvero la conoscenza di tutte le cose naturali.

Avendo presunto di essere come Dio e avendo ritenuto appetibile la proposta del serpente, hanno dato ascolto al suo sibilo e lui non ha esitato a lanciare il suo dardo infuocato insinuando la tentazione di ribellarsi a Dio e di voler essere come Lui. Il diavolo ha spinto i progenitori a venire fuori dal limite della loro creaturalità e della divina figliolanza, per cui hanno preteso di essere Dio. Il peccato delle origini è il più grande peccato che sia stato commesso, più grave anche dell’uccisione di Gesù Cristo. Chi ha crocifisso Gesù lo ha fatto certamente con tutta la cattiveria introiettata dal demonio, ma feriti dal peccato originale. I progenitori, invece, erano stati creati nella pienezza della grazia, la loro è stata una decisione presa in piena avvertenza e deliberato consenso, senza attenuanti. Il peccato originale li ha detronizzati.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al numero 397 dice: 
L’uomo, tentato dal diavolo, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia nei confronti del suo Creatore e, abusando della propria libertà, ha disobbedito al comandamento di Dio. In ciò è consistito il primo peccato dell’uomo. In seguito, ogni peccato sarà una disobbedienza a Dio e una mancanza di fiducia nella sua bontà.

Prosegue al numero 398:      
Con questo peccato, l’uomo ha preferito se stesso a Dio, e, perciò, ha disprezzato Dio: ha fatto la scelta di se stesso contro Dio, contro le esigenze della propria condizione di creatura e conseguentemente contro il suo proprio bene. Costituito in uno stato di santità, l’uomo era destinato ad essere pienamente «divinizzato» da Dio nella gloria. Sedotto dal diavolo, ha voluto diventare «come Dio» (Gn 3,5), ma «senza Dio e anteponendosi a Dio, non secondo Dio».

Per meglio comprendere l’abbruttimento dell’essere umano, il suo tracollo morale avvenuto dopo il peccato originale, vi invito a contemplare la bellezza e la suggestività di due straordinari affreschi presenti nella cappella Brancacci a Firenze. Masolino e Masaccio hanno riprodotto due magnifiche istantanee dei progenitori rispettivamente prima e dopo il peccato originale. Come si può ben vedere nell’affresco del Masolino, Adamo ed Eva appaiono rivestiti di tutti i doni con cui sono stati creati, sono luminosi, eleganti, puri, eterni e celesti.

Nella Cacciata di Adamo ed Eva, il Masaccio dipinge nei volti e nei corpi dei progenitori il dolore, la sofferenza e la morte, condizione esistenziale che l’umanità eredita da sempre alla nascita. L’uomo e la donna, caduti nella disperazione, provano anche vergogna: Adamo ha le mani sugli occhi e piange, Eva grida e copre le nudità.    
L’allontanamento da Dio e la presunzione di essere come Lui ha generato un veleno che ha contaminato tutta l’umanità e oggi si sta tornando a commettere il peccato originale stesso. «L’uomo moderno non vuole Dio» ha detto la Regina della pace nel messaggio del 25 gennaio 2023. Basta guardarsi intorno per capire quanto abbia ragione.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

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