L’URGENZA DELLA CONVERSIONE

Cari amici, 

la  Madonna  a  Medjugorje ci ha supplicato di convertirci perché,  se  aspettiamo il tempo dei segreti, per molti sarà  troppo tardi.  Con questa nuova iniziativa del  Blog offriamo la  possibilità di fare un cammino di conversione con delle riflessioni settimanali  da  meditare e da  vivere.


11. Assumiti la responsabilità di mettere in salvo la tua vita

La luce della grazia ti ha consentito di scoprire la verità sulla tua situazione esistenziale. Ti sei reso conto di aver indirizzato la tua vita su una strada senza sbocchi. Sei immerso nell’immonda palude del male che prima non scorgevi. Ti senti stanco e svuotato. Vorresti gettare la spugna e arrenderti come uno che ha perso la voglia di combattere.

 Tuttavia c’è un fatto nuovo nella tua vita, che alimenta nel cuore la fiammella della speranza. Non sei più solo, come lo eri stato negli anni precedenti, quando ti eri allontanato da Dio, illudendoti di far fortuna nel mondo. Allora eri circondato da molta gente e non ti mancavano mai gli amici, con i quali sperperavi gli anni migliori.

Proprio quando ti sei trovato solo con te stesso, come il figliol prodigo quando contendeva le carrube ai porci, hai sentito la nostalgia della casa paterna. Hai avvertito Dio vicino a te, proprio quando gli altri erano distanti e forse persino indifferenti al tuo dramma interiore. Questa misteriosa presenza è la tua forza e la tua speranza.

Ora sai che la vita non è un labirinto nel quale vagare a vuoto e non è necessariamente una strada che si dissolve nel nulla. C’è una direzione e una meta. Tu incominci a intravederla e senti sempre più forte una voce interiore che ti invita. Hai fatto la fatica di aprire la porta del cuore. Hai anche il coraggio di iniziare una vita nuova?

Finora il tuo atteggiamento è stato prevalentemente passivo. Se nel tuo intimo hai sentito montare l’inquietudine  e l’angoscia non è certo per tua iniziativa. Anzi hai cercato di rimuoverle, intensificando le tue ubriacature nella fiera delle vanità.

Se all’improvviso dai tuoi occhi sono cadute le squame che ti accecavano e hai visto con orrore la tua reale situazione, ciò è dovuto a un intervento che ti sfugge e che ti sovrasta. Se hai avvertito qualcuno che bussava alla porta del cuore, lo devi all’amore e all’umiltà del misterioso visitatore.

Tu però hai aperto, come se fossi incapace di resistere alla sua dolce insistenza. Tutto ciò è accaduto per grazia, non per tuo merito. Infatti eri un fuggitivo e un ingrato, che meritava una giusta punizione. Dio avrebbe potuti lasciarti in mano dei tuoi desideri e delle tue velleità. Gli avevi voltato le spalle, perché avrebbe dovuto rincorrerti?

Ora ti rendi conto che Dio ci ama anche quando noi lo disprezziamo. Ci segue, anche quando noi gli voltiamo le spalle. Si prende cura di noi anche quando non ne vogliamo sapere. La grazia della conversione è sempre gratuita. Sembra una fredda affermazione teologica. In realtà tu hai sperimentato nella tua vita  quanto sia vera.

Ora è giunto il momento di “alzarti”, come ama esprimersi il Vangelo, quando giunge la chiamata della conversione. “Mi alzerò e andrò da mio Padre”  (Lc 15, 18), è la decisione del figliol prodigo. Anche Levi, il futuro evangelista Matteo, che sedeva al banco delle imposte, alla chiamata di Gesù si alza prontamente, senza tergiversare e senza ritardare: “ Seguimi. – gli disse – Egli, alzatosi, lo segui” (Mc 2,14).

 E’ il momento della risposta libera. Più precisamente è il momento della  volontà. Sei tu ora che devi assumerti la responsabilità di mettere in salvo la tua vita, dopo la grazia che è venuta in tuo soccorso. Sembra tutto chiaro, ma è proprio ora che comprendi che cosa volesse dire Gesù affermando che “chiunque commette il peccato è schiavo del peccato” ( Gv  8,34).

Infatti vorresti alzarti, ma ti senti debole. Vorresti deciderti, ma il tuo libero arbitrio è incapace di auto-determinarsi. Caro amico, risalire la china del male non è facile, perché ti senti privo di forze. Anche i più piccoli sforzi costano fatica e sudore di sangue.

 La riabilitazione della volontà è un lungo esercizio, che richiede tempo, pazienza e soprattutto aiuto della grazia. Eppure non ti devi scoraggiare. Colui che ha bussato alla porta del cuore è pronto a prenderti per mano.

Al riguardo ti può essere di grande conforto quando afferma l’apostolo Paolo che, nel suo cammino personale di conversione, ha vissuto nella sua carne la tua stessa esperienza. Le sue parole sono a prima vista stupefacenti. “ In me – dice – c’è il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio” ( Rm 7, 18-19).

 Il peccato ha ridotto la libera volontà in uno stato di impotenza. Vorresti decidere, ma non ci riesci. Rimani nel campo delle velleità, come chi volesse alzarsi in volo pur non avendo le ali. Che fare, se la libera volontà, che è il motore della vita, giace in uno stato di estrema debolezza?

Caro amico, devi procedere a piccoli passi, con pazienza e perseveranza, come un bambino che incomincia a camminare. Il primo passo, forse il più facile, è quello di guardare bene in faccia la devastazione che il peccato ha provocato nella tua vita.

La luce soprannaturale ha rischiarato la tenebra nella quale vivevi senza vederti e ti ha mostrato fino a quale livello di degradazione sei giunto. Provane vergogna e disgusto. Il male è un maledetto paese del quale non devi più sentire il fascino ingannevole.

Ora che è stata tolta la maschera e che lo conosci per quello che è, non devi più farti attirare dalla sua falsa luce. Ripudialo! Anzi odialo! Un solo odio infatti è concesso al cristiano: l’odio del peccato. Non esitare a odiarlo e a detestarlo.

Non solo il male in se stesso, ma quello che hai commesso tu, quello che ha sfregiato il tuo volto, quello col quale anche tu hai contribuito a inquinare il mondo.

Se l’Amore misericordioso non fosse venuto in tuo soccorso, se il tarlo del peccato avesse potuto compiere la sua opera fino alla fine, quale sarebbe stato il tuo destino? Il peccato è il tuo nemico per eccellenza. E’ il veleno mortale iniettato da colui che è “peccatore fin dal principio! (Gv 3,8).

Sei debole, ma questo primo passo non è difficile. Ti viene quasi spontaneo, come uno che scuote se stesso scoprendosi coperto di fango. E’ tuttavia un passo importante perché sei in grado di distinguere il bene dal male, amando l’uno e odiando l’altro. 

Sai ciò che ti giova e ciò che nuoce. Distingui la luce dalle tenebre e il vero dal falso. Una volta scoperto l’inganno e l’astuzia dell’ingannatore, non sarà facile attirarti di nuovo nella rete.

Ora però devi incominciare a camminare sulla nuova via, quella della salvezza, che per sua natura è stretta e in salita. Sappi che da solo non farai molta strada. E’ giunto il momento di metterti in ginocchio e di incominciare a pregare.