"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Giugno 2023 Pagina 12 di 17

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Riflettendo sul primo segreto…

Buongiorno caro Padre e buona festa del Corpus Domini.

Ho riflettuto ulteriormente sulle parole di Mirjana relative al primo segreto e mi sono resa conto di aver fatto un’affermazione sbagliata al riguardo: questo segreto non sarà di origine naturale!

Mirjana stessa ce lo suggerisce quando dice che solo gli atei convinti potrebbero affermare che il primo segreto è riconducibile ad un evento naturale. Implicitamente ciò significa che invece non lo sarà affatto. Perché la maggior parte delle persone non lo riterrà un fenomeno della natura.

L’aveva detto lei un po’ di tempo fa… “Il tempo dei segreti è il tempo di Dio!”.

Allora ciò che avviene in questo arco di tempo è opera di Dio. Gli avvenimenti dei segreti sono di natura divina.

Ma anche questo è sempre la stessa Mirjana a dircelo, quando spiega che il primo segreto farà parlare di sé a lungo. Mi spiego meglio…

Padre Livio, c’è ancora qualcuno che parla del recente terremoto in Turchia?… Dimenticato. Nonostante la sua terribile potenza distruttrice e l’elevatissimo numero di vittime. Le cose di questo mondo passano…  Per questo motivo ritengo che il primo segreto non potrà che essere un avvenimento insolito, fuori dagli schemi, naturale perché saranno gli elementi naturali che agiranno, ma non lo faranno in modo naturale, bensì soprannaturale. Facciamo un esempio: la piaga dell’acqua trasformata in sangue. Si tratta di sostanze naturali, però plasmate e manipolate dalla potente mano di Dio creatore, che è l’unico in grado di piegare al suo volere la materia. Solo gli atei convinti potrebbero affermare che un simile evento è di origine naturale. È chiaro e lampante per tutti che si tratta di un’opera Dio, perché va oltre il corso naturale delle cose. Ci sbalordisce per la sua incredibilità. Per questo motivo la gente ne parlerà a lungo.

Non solo, ma, come ha affermato Mirjana, indurrà anche le persone a riflettere. Perché dietro questo evento si potrà scorgere la mano di Dio, il quale non si limiterà a condurre gli eventi, ma, per mezzo di questi, a salvarci.

Se ci renderemo conto che è Dio il regista dei segreti, capiremo che sarà soltanto con una fiducia cieca in Lui, a cui nulla è impossibile e che è buono, affidabile e misericordioso, che potremo uscire illesi da queste catastrofi.

In questo senso non ci potrà essere un fuggi-fuggi generale per scampare ai pericoli incombenti, ma solo molta preghiera.

Proprio come nel video dell’edicola della Madonna nella campagna romagnola, non saremo toccati dalla devastazione, perché nulla è impossibile a Dio! 

È in questo senso che Mirjana ha affermato che attraverso gli eventi dei segreti Dio vuole cambiare il mondo: vuole cambiare i nostri cuori induriti dimostrando ancora una volta che è solo Dio che salva, anzi, come dice Gesù: “La tua fede ti ha salvato”. 

Gli eventi dei segreti saranno uno scossone alla nostra fede sopita, un brusco risveglio che mi metterà in discussione, ma che alla fine ci condurrà alla rinascita della Fede. 

Ecco quale sarà il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria: il risveglio della Fede nel cuore degli uomini!

Piano piano con l’incalzare degli eventi, la gente riprenderà anche a riempire le chiese ora semivuote e svuoterà i centri commerciali, nuovi luoghi di culto perennemente affollati, per ritornare finalmente alla Chiesa, Una, Santa, Cattolica e Apostolica.

Lode e Gloria a Dio!

                             Monica di Baldissero.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Riflessioni sulla mia esperienza riguardo a Medjugorje

Caro Padre Livio come sta? Sono Antonino. Vorrei condividere con lei, brevemente la mia esperienza di vissuuto a Medjugorje, dove ho  constatato che la tipologia dei pellegrini italiani che arrivano a Medjugorje è profondamente mutata nelle ultime due decadi.

 Incontrando  molti di loro, ho constatato che dopo molti anni di frequentazione della parrocchia di Medjugorje e della Regina della pace, solo un piccolissimo numero vive la preghiera, il santo Rosario, quotidiano, la Santa Messa domenicale, la confessione mensile e  il digiuno.

Mi dispiace vedere  pellegrini di altre nazionalità che  hanno risposto più seriamente alla chiamata della Regina della pace. La saluto con stima e affetto e la ringrazio per la sua missione a favore della Regina  della  pace.

Prego per lei e per la missione di Radio Maria nel mondo.

Antonino.

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LA MIA VITA PER   LA  GOSPA

Cari amici,  a  intervalli regolari,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio

22.  Perché i veggenti di Medjugorje si sono tutti sposati?

Non vi è dubbio che la Madonna, come Madre premurosa, si prenda cura degli strumenti che Lei ha scelto, proteggendoli dai pericoli e guidandoli nel compimento della loro missione. Si preoccupa innanzi tutto della loro formazione spirituale, in modo tale che siano  un segno della sua presenza. Questo accade in ogni apparizione mariana.

Dio non solo assegna compiti particolari, spesso scegliendo mezzi umanamente inadeguati, ma dà anche la grazie necessarie perché vengano realizzati secondo la sua volontà. Uno dei criteri che la Chiesa adotta nel giudicare l’origine soprannaturale delle apparizioni è la docilità e l’impegno con cui i veggenti si fanno umili servitori.

La mano di Maria nel guidare i suoi piccoli, anche in particolari apparentemente insignificanti, è evidente in tutte le apparizioni mariane. Colpisce come a Fatima la bella Signora inviti i tre pastorelli, che avevano costruito un rude cilicio con una corda per ottenere la conversione dei peccatori, a usarlo solo di giorno e non di notte, perché sarebbe stato troppo per la loro salute.

A La Salette chiede ai due bambini se recitino le loro preghiere e, alla risposta imbarazzata, li esorta a recitare almeno un Padre nostro e un’Ave Maria. Al Laus la  piccola Benedetta viene istruita nelle verità della fede direttamente dalla S. Vergine, che si fa catechista nei primi mesi dell’apparizione. Gli esempi potrebbero moltiplicarsi all’infinito.

Dio guida tutti i suoi figli sulle vie della vita in modo ordinario, per mezzo della Chiesa e dei suoi ministri, con le illuminazioni dello Spirito Santo e con molteplici interventi, che non di rado sfuggono ai nostri occhi distratti. Ma spesso lo fa in modo straordinario, manifestandosi direttamente e dando indicazioni precise. Le vite dei santi abbondano di esempi che, in verità, sono molto più diffusi  di quanto non si pensi anche fra i semplici fedeli.

Alla domanda che ci siamo posti: “Chi guida i veggenti di Medjugorje?” dovrebbe essere data una risposta ovvia e scontata. I veggenti sono guidati dalla Madonna. Rimane quindi incomprensibile come si sia potuto diffondere la diceria che a Medjugorje ci sia stato  un direttore spirituale, o addirittura un leader, dei sei ragazzi.

Ciò non è mai avvenuto, né nei primi tempi, né negli anni successivi. Nessuno dei religiosi presenti in parrocchia ha mai ricevuto un incarico specifico in questo senso. Ovviamente i veggenti, come ogni fedele, hanno avuto nei sacerdoti presenti in parrocchia i loro punti di riferimento per la crescita nella vita cristiana.

Ogni veggente al riguardo si è comportato con estrema libertà, a secondo delle circostanze e dei suoi bisogni spirituali. A loro volta i Frati francescani, che si sono succeduti nel lavoro pastorale, hanno avuto cura della grazia particolare dei sei prescelti dalla Madonna, allora ancora adolescenti, e delle conseguenti responsabilità che ne derivavano.

In tanti anni che ho frequentato i veggenti di Medjugorje non li ho mai sentiti parlare di un direttore spirituale che li abbia guidati. Al contrario, ho sempre visto in loro, anche nel piccolo Jakov,  un forte riferimento alle disposizioni della Madonna in tutto ciò che dicevano e che facevano.

 La diceria del leader spirituale fa comodo a chi ha tentato di spiegare il “fenomeno” Medjugorje come una messa in scena dei frati francescani, ma anche a chi si è illuso di usare i sei veggenti per suoi progetti personali.

La Gospa si è presa cura dei suoi “Angeli” fin dai primissimi giorni e li ha accompagnati fino ad oggi. Non dobbiamo però pensare che questo straordinario aiuto abbia dispensato i ragazzi dalle oscurità e dai travagli tipici del cammino di fede. Hanno ricevuto grazie e aiuti per compiere la loro non facile missione, ma non è stato loro risparmiata la fatica del cuore per comprendere e per scegliere.

La Madonna li ha guidati sollecitandoli alla responsabilità e all’esercizio delle virtù. E’ forse stato facile il cammino di conversione degli apostoli per il solo fatto che  condividevano la loro vita col Maestro? Non di rado la Madonna li ha lasciati nuotare fra onde tempestose, senza dare risposta alle loro domande. Gli insegnamenti che la Regina della pace dà a tutti mediante i suoi messaggi sono validi anche per loro.

 L’apparizione quotidiana è un dono incommensurabile, che inonda di luce e di forza. Ma subito dopo anch’essi ripiombano nel combattimento quotidiano della vita e necessitano degli aiuti ordinari di tutti i cristiani. Anche i veggenti, nonostante la grazia dell’apparizione, hanno bisogno dell’incoraggiamento, della buona parola e del buon consiglio che trovano nelle loro famiglie, nella parrocchia e nelle persone fidate.

 Anche loro, come tutti, devono applicarsi alla preghiera quotidiana e attingere alla vita divina mediante i sacramenti. Nei primi tempi la Madonna rispondeva a domande particolari riguardanti sia loro come altre persone, ma poi ha sollecitato a trovare nel vangelo le risposte di cui avevano bisogno.

 Anche i veggenti hanno dovuto esercitarsi nel discernimento in situazioni particolarmente intricate, quando la Madonna taceva e lasciava che trovassero la direzione da soli Anche loro hanno dovuto procedere nel buio della fede, con i rischi che le oscurità e le debolezze personali comportano. La Madonna è un’eccelsa educatrice e forma attraverso le lotte e le fatiche. A volte permette che sbagliamo, perché sbagliando di impara e si resta umili.

La domanda più importante che i sei ragazzi si sono posti all’inizio della loro giovinezza è stata quella della vocazione. Un ‘interrogativo che accomuna tutti i giovani. A questo riguardo la Madonna ha dato loro delle indicazioni generali, ma non li ha affatto dispensati dal discernimento personale.

 Per quanto riguarda la scelta del loro stato, molto presto la Gospa ha detto che “sarebbe bene consacrarsi al Signore completamente. Di andare in convento o cose simili” ( Vicka). La Madonna, senza nulla togliere al grande valore del matrimonio come sacramento, confermava così la superiorità oggettiva della totale consacrazione, secondo l’insegnamento tradizionale della Chiesa.

 I ragazzi affermano che la Madonna li ha lasciati liberi di prendere le loro decisioni e lo hanno fatto secondo quanto hanno sentito nel cuore. Ivan ha deciso subito ed è andato in seminario, che ha lasciato dopo alcuni mesi per difficoltà negli studi. Ivanka e Mirjana si sono orientate verso il matrimonio. “Marija ed io abbiamo deciso per il convento, poi vedremo quello che Dio vorrà”  ha affermato Vicka nel lontano 1983.

 n effetti Marija nel 1988 è entrata in una comunità, fondata dall’ex frate Tomislvav Vlasic, presente  a Medjugorje dal 1982 al 1985, quando è stato allontanato dalla parrocchia e trasferito altrove. Il Frate francescano a guida di questa comunità è stato successivamente sospeso a divinis (2008) poi ridotto allo stato laicale ( 2009)  e infine scomunicato (2009).

 Marija ne è uscita dopo qualche mese in un modo piuttosto traumatico. Più tardi, vista la triste sorte a cui quella comunità è andata incontro, è apparso chiaro che non era quella la sua strada. Tuttavia è da ritenersi provvidenziale la scelta di Marija, che ha permesso da fare luce su una realtà che sollevava perplessità presso l’autorità ecclesiastica.

Vicka è stata l’ultima dei veggenti a scegliere per il matrimonio ( 2002). Tuttavia in precedenza aveva profuso molto del suo tempo e delle sue energie per i ragazzi della Comunità Cenacolo di Suor Elvira, della quale è sempre stata intima amica. Forse ha anche pensato di entrare a far parte di questa comunità e, dopo un periodo di discernimento e di preghiera, ha optato per la famiglia.

 La “Gospa” indubbiamente già sapeva che cosa i veggenti avrebbero scelto ma, dopo aver sottolineato il valore speciale della vita religiosa, ha lasciato che si orientassero secondo le inclinazioni e le illuminazioni personali.

A ben vedere la famiglia è per i veggenti uno stato di vita ottimale, che permette loro non solo un cammino di santificazione, ma anche quella libertà di servire la Madonna e di incontrare i pellegrini che non sarebbe stato possibile se fossero divenuti sacerdoti o suore.

Il fatto di lasciarli liberi nella scelta della vocazione, non ha certo impedito alla Madonna di intervenire per ammonire e persino rimproverare ogni volta che lo ha ritenuto opportuno. La sua guida materna, dolce e ferma insieme, non si è limitata a raccomandazioni generali, ma si è fatto sentire su cose concrete.

Specie all’inizio la Madonna li ha ripresi e rimproverati. “Qualche volta siamo arrivati fino alle lacrime” (Vicka). Li ha soprattutto incoraggiati: “Ci ha incoraggiato continuamente. Altrimenti come avremmo fatto a resistere? Spesso le abbiamo chiesto, soprattutto all’inizio, se saremmo stati in grado di perseverare e Lei ci rispondeva: “Sì angeli miei”…Io mi sono sempre sentita forte dopo i suoi incoraggiamenti. Non avevo paura di niente” (Vicka).

La Madonna non manca di dare consigli opportuni secondo le circostanze: “Lei ci avvertiva: guardatevi da questo, guardatevi da quello; comportatevi così con il popolo, così con le autorità; e così via. Come una vera mamma. Solo che Lei è molto più buona e sapiente…Ci avvertiva per le spie, per i miscredenti, per i falsi amici; come dovevamo guardarci dalle provocazioni; che non dovevamo ascoltare falsi messaggeri” (Vicka).

Fin dall’inizio la Gospa ha anche messo in guardia i veggenti dalle insidie di Satana che cercava di insinuarsi fra di loro per metterli in disaccordo.

Man mano che i ragazzi sono diventati uomini e adulti nella fede, hanno camminato con sempre maggiore autonomia, sotto lo sguardo vigile della Madre celeste. Non c’è mai stato nessun leader dei veggenti a Medjugorje se non la Madonna stessa, che però si occupa di tutti i suoi figli con uguale sollecitudine e amore.

〽️🕊️DALLA NOSTRA CAPPELLA P.LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO 👌🕊️

BUONA DOMENICA

SOLENNITA’ DEL CORPUS DOMINI

Cari amici,

oggi la Chiesa celebra  la  solennità del  Corpus Domini, il mistero per  eccellenza della fede, che è  la  presenza reale di Cristo col suo corpo,  sangue, anima e divinità nel Sacramento della Santissima Eucaristia.

Gesù  ha istituito questo Sacramento nell’ultima Cena con i suoi discepoli, alla vigilia della  sua Passione. La Chiesa lo rivive in ogni santa Messa  che  è la  celebrazione  della   passione,  morte  e resurrezione,  il mistero pasquale con il quale Gesù   ha redento il mondo.

La  presenza  reale e sostanziale del Verbo Incarnato nelle  specie  eucaristiche continua anche dopo la Santa  Messa  ed  è per questo  che i fedeli sono invitati alla adorazione del Santissimo Sacramento dell’altare, grazie  al quale Gesù assicura la sua  presenza nella  vita   della Chiesa.

Oggi siamo chiamati in modo particolare a rinnovare la nostra fede  nell’Eucaristia e a  esaminare  quale posto abbia  nella  nostra  vita la Santa  Messa,  la  Santa  Comunione  e   l’Adorazione  eucaristica.

Lo scandalo del  nostro tempo sono i supermercati pieni e le Chiese  vuote, senza che ci siano anime  che riservano a Gesù  una sosta dinanzi al tabernacolo, nel quale  l’Onnipotente  è presente   per  la nostra  vita  e  la nostra  salvezza.  Decidiamo di essere noi una di queste  anime.

Vostro Padre  Livio


Vangelo

La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,51-58)

In quel tempo, Gesù disse alla folla:

«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Parola del Signore.

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«Ave Verum Corpus natum ex Maria Virgine,
Vere passum, immolatum in cruce pro homine,
Cuius latus perforatum fluxit aqua et sanguine,
Esto nobis praegustatum in mortis examine.
O Iesu dulcis, O Iesu pie, O Iesu, fili Mariae,
Miserere mei. Amen

“Ave, o vero corpo, nato da Maria Vergine,
che veramente patì e fu immolato sulla croce per l’uomo,
dal cui fianco squarciato sgorgarono acqua e sangue:
fa’ che noi possiamo gustarti nella prova suprema della morte.
O Gesù dolce, o Gesù pio, o Gesù figlio di Maria.
Pietà di me. Amen.”

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

Corpus Domini

I tanti miracoli eucaristici aiutano a ricordare la grandezza del mistero che la solennità del Corpus Domini onora in modo speciale. È il mistero dell’Eucaristia, il cuore della nostra fede e il sacramento dei sacramenti istituito da Gesù nell’Ultima Cena, come cibo e bevanda di salvezza

«Come avete fatto a estrarre da una persona un pezzo di cuore vivente?», è la domanda che pose nel 2005 Frederick Zugibe (1928-2013), esperto di medicina legale e docente alla Columbia University, dopo aver analizzato un frammento di Ostia consacrata, che nel 1996 si era tramutata in carne sanguinante nella parrocchia di Santa Maria, a Buenos Aires. Il professor Zugibe aveva ricevuto un campione della Sacra Particola, ma senza che gli fosse rivelato di cosa si trattasse. Ad anni di distanza le analisi, condotte in precedenza da altri scienziati e sempre con gli stessi esiti, mostravano che quel campione era in tutto e per tutto un frammento vitale di cuore umano. In particolare si manifestava la presenza di globuli bianchi intatti e gruppo sanguigno AB, lo stesso riscontrato dalle ricognizioni (l’ultima delle quali svolta negli anni Settanta del XX secolo) sulle reliquie del miracolo eucaristico di Lanciano, avvenuto nell’VIII secolo.

Questi fatti aiutano a ricordare la grandezza del mistero che la solennità del Corpus Domini onora in modo speciale. È il mistero dell’Eucaristia, il cuore della nostra fede e il sacramento dei sacramenti istituito da Gesù nell’Ultima Cena, come cibo e bevanda di salvezza. Sono proprio le parole solenni di Nostro Signore, scolpite in tutti e quattro i Vangeli e trasmesse pure da san Paolo (Mt 26, 26-29; Mc 14, 22-25; Lc 22, 19-20; Gv 6, 53-58; 1 Cor 11, 23-29), a non lasciare dubbi sulla sua presenza reale nell’Eucaristia. A questo miracolo, che attualizza il sacrificio di Cristo ogni volta che viene celebrata una Messa, la Chiesa ha dato il nome di transustanziazione, per esprimere quanto avviene all’atto della consacrazione: le specie del pane e del vino, pur mantenendo inalterate le loro caratteristiche sensibili, si convertono interamente nel Corpo e Sangue di Gesù.

La solennità del Corpus Domini fu celebrata per la prima volta nel 1247 nella diocesi di Liegi. Alla sua origine vi furono le esortazioni di santa Giuliana di Cornillon (c. 1192-1258), una monaca agostiniana che intorno ai 16 anni ebbe una prima visione, poi ripetutasi altre volte, mentre adorava il Santissimo Sacramento. Giuliana vide una luna nel suo pieno splendore, simboleggiante la Chiesa pellegrina sulla terra, attraversata da una striscia scura, a indicare la mancanza di una festa. Come le spiegò poi lo stesso Gesù, la festa sarebbe servita per accrescere la fede e riparare le offese al Santissimo Sacramento. Per diversi anni la santa non parlò a nessuno di queste rivelazioni. Si decise poi a rivolgersi ad alcuni dei maggiori teologi ed ecclesiastici dell’epoca (tra cui l’arcidiacono di Liegi, Jacques Pantaléon, futuro Urbano IV), esortandoli a istituire la festa, come farà per primo il vescovo di Liegi, Roberto di Thourotte.

Nel 1263 avvenne il celebre miracolo eucaristico di Bolsena. Un sacerdote boemo, Pietro da Praga, giunse in pellegrinaggio in Italia perché assalito dai dubbi sulla presenza reale di Gesù nell’Eucaristia. Questi dubbi svanirono solo dopo che ebbe celebrato Messa nella chiesa di Santa Cristina, a Bolsena: qui, al momento della consacrazione, l’Ostia iniziò a sanguinare sul corporale. Urbano IV, che si trovava nella vicina Orvieto, fece subito verificare l’accaduto. L’anno successivo lo stesso pontefice incaricò san Tommaso d’Aquino di scrivere l’ufficio liturgico del Corpus Domini, dando al Doctor Angelicus l’occasione di comporre sublimi inni eucaristici, come l’Adoro Te devote, il Pange Lingua, il Sacris Solemniis e il Verbum supernum prodiens. Inoltre, con la bolla Transiturus de hoc mundo (11 agosto 1264), estese la solennità a tutta la Chiesa, fissandola al primo giovedì dopo l’Ottava di Pentecoste. In Italia, nel 1977, la Cei ne ha spostato la celebrazione alla domenica seguente.

Così scrisse Urbano IV nella bolla: «Sebbene l’Eucaristia ogni giorno venga solennemente celebrata, riteniamo giusto che almeno una volta l’anno se ne faccia più onorata e solenne memoria. Le altre cose di cui facciamo memoria, noi le afferriamo con lo spirito e con la mente, ma non otteniamo per questo la loro reale presenza. Invece, in questa sacramentale commemorazione del Cristo, anche se sotto altra forma, Gesù Cristo è presente con noi nella propria sostanza. Mentre stava infatti per ascendere al cielo disse: Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo».

Per questo il beato Carlo Acutis (1991-2006) chiamava l’Eucaristia «la mia autostrada per il Cielo». E, sapendo di poter adorare Gesù in qualsiasi momento nel silenzio del tabernacolo, insegnava che siamo più fortunati delle persone vissute duemila anni fa in Terrasanta, perché loro dovevano continuamente spostarsi per seguirlo, mentre noi no, perché «Gerusalemme ce l’abbiamo sotto casa»

(Ermes Dovico – La Nuova Bussola – 11 Giugno 2023)

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla salvezza cristiana

Cari amici,

in che cosa consiste la salvezza che Cristo ci ha dato? Si tratta di una salvezza totalmente spirituale, che non ha connotazioni materiali e che si può percepire solamente con la fede. La salvezza di Cristo è sintetizzata nelle parole che Gesù ha rivolto agli Apostoli quando erano rinchiusi nel Cenacolo, dopo il compimento della Redenzione: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Gesù ha donato alla Chiesa, per mezzo degli Apostoli, il frutto della Redenzione, ovvero l’amore di Dio. L’Amore è persona divina, è lo Spirito Santo che è un dono d’amore che si scambiano il Padre e il Figlio.

L’amore di Dio è ciò che redime l’uomo, ciò che lo salva. Capire e percepire questo nella fede e soprattutto sperimentarlo nella nostra vita, attraverso un processo di guarigione del cuore, è certamente una grazia.

Nasciamo con una malattia incurabile, la concupiscenza. L’uomo non potrà mai guarire da questa malattia con i suoi mezzi. La potenza del male è tale da aver offuscato la mente dell’uomo e ha indebolito il suo libero arbitrio tanto che nemmeno con l’aiuto della grazia è riuscito a fronteggiarla. Ci sono sempre state persone toccate dalla grazia che hanno fatto da diga al dilagare del male, ma si è trattato di rimedi in attesa del vero rimedio, della vera salvezza.

Il peccato del nostro tempo è il rifiuto della fede e della Croce. La situazione esistenziale dell’uomo è il male in lui che non corrompe del tutto la natura umana ma la indebolisce per cui non basta la buona volontà per fare il bene, c’è bisogno della grazia di Dio. Dio ha distribuito anche prima della Redenzione la sua grazia, lo ha fatto in particolare con la Vergine Maria preservandola dal peccato originale, in vista della Redenzione.

L’uomo moderno, rifiutando Dio e il Suo amore, ha rifiutato l’unica medicina che può guarire la condizione umana. La condizione umana è affetta da un veleno che è esattamente il contrario dell’amore di Dio. Il cuore umano è intriso di superbia, egoismo, autoaffermazione da cui nascono poi le forme di violenza, prepotenza e cupidigia, il male che dilaga nel mondo.

Nei confronti di questo male l’unico rimedio è l’amore di Dio!

È impossibile per l’uomo migliorare senza la grazia di Dio. Migliorare nel senso di essere meno cattivo, meno egoista, meno superbo, cercare di essere più buono, più umile, più aperto agli altri. Questa metamorfosi, all’uomo senza l’amore di Dio è impossibile. Perché avvenga questa metamorfosi è necessario l’amore di Dio, la grazia ovvero l’emanazione dell’amore di Dio.

I Santi noti, ma soprattutto in quelli meno noti, quelli quotidiani, quelli che umilmente hanno accolto l’amore di Dio e sono guarite, hanno un cuore nuovo, sono innumerevoli e fanno da diga al dilagare del male e permettono al mondo di andare avanti. Sono queste persone che, aprendo i cuori e convertendosi nel tempo della grande battaglia che stiamo vivendo, faranno sì che ci sarà un tempo di pace.

Nel tempo di pace i cuori si saranno aperti, l’amore di Dio sarà entrato e li avrà guariti dalle radici del male. Anziché le sterpaglie della morte germoglieranno i semi della vita; al posto del buio della menzogna splenderà la luce della verità.

L’amore di Dio irradierà dai cuori che saranno umili, buoni, perdoneranno, tenderanno la mano al prossimo. In tante persone, dove l’amore di Dio ha già vinto nel cuore, si può vedere una nuova umanità.

L’amore di Dio cambia i cuori, li rinnova, li cura, li migliora.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Perché i mass media attaccano e screditano Medjugorje?

Caro Padre Livio,

rispondo brevemente alla vostra domanda: perché i mass media attaccano e screditano Medjugorje?

I mass media mainstream attaccano Medjugorje perché si sentono minacciati da questo evento soprannaturale.

Vedono che le persone vanno lì, si confessano, si convertono e si trovano poi di fronte alla Verità di Dio che è solo nella Chiesa Cattolica.

In questa nuova luce, gli uomini convertiti dalla Regina della Pace, comprendono le falsità che il potere demoniaco, che guida quei mass media, propone loro:

un mondo rovesciato, contro il Cristianesimo e la sana dottrina. Dio interviene inviando Sua Madre perché vuole riportare il mondo dalla Sua parte.

Antonio      

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

La  bellezza della   preghiera personale

Caro Padre Livio buonasera,

sono un appassionato lettore dei suoi libri. Nel 2018 prima che venisse a mancare mia moglie, girando per un mercatino dell’usato ho trovato un suo libro che ha suscitato il mio interesse : il falsario. Ho subito trovato molta gioia nel leggerlo, mi sono sentito molto avvicinato a Gesù. Prima ero un modesto credente, forse ora lo sono un po ‘ di più, proprio grazie anche ai suoi libri. Appena ne sto per finire uno devo avere già il successivo da leggere, scelto dalla la sua immensa bibliografia.

Ma naturalmente per ogni cosa, che comprendiamo o meno, c’è un Progetto, intendendo dire con ciò che nulla capita per caso. Mi dilungherei volentieri su questi argomenti, ma non voglio disturbarla troppo e mi limito a farle la domanda alla quale penso sovente. Tra l’altro mia mamma, che purtroppo è mancata il 14 dicembre scorso, mi faceva sempre la stessa domanda: “……ma Roby, io parlo molto con Dio, ringraziandolo prima di tutto per gli infiniti doni che ho ricevuto e per la gioia che mi da per la consapevolezza della sua presenza nella mia vita, ma che dici andrà bene?……”, ovviamente la mia risposta è sempre stata un sì pieno di convincimento. In pratica mi voleva dire, se non pregando con le preghiere “convenzionali”, un domani avrebbe potuto vedere il volto del Padre.

Questa è la domanda. La mia vita, come quella di mia mamma, è fatta di molto dialogo col Signore e con Nostra Madre. Gli apparenti silenzi non sono mancanza di risposta, ma sono l’ascolto, lo sguardo amorevole, la sua presenza, la sua volontà su di me e tanto altro. Quando la Madonna ci ripete in continuazione di pregare per convertirci, posso pensare che il mio parlare con Loro sia un pò pregare? Mi sembra che dialogare mi faccia sentire più veritiero, più aderente a ciò che il mio stato d’animo in quel momento sente.

La preghiera classica, essendo da noi ormai conosciuta a memoria, rischia di essere ripetuta senza partecipazione, senza “sentire a fondo” quello che la preghiera dice. Dal 2018, quando è mancata mia moglie, ad oggi è cambiata, in senso spirituale, tutta la mia vita. Naturalmente il dialogo, forse alla ricerca di molte risposte, è stato il cardine di questo cambiamento. C’è anche la preghiera classica naturalmente, diciamo che sono due “fatti” che viaggiano su  binari paralleli. In parole povere il mio dialogo è tempo buttato via?

Non ne sono convinto, però volevo sentire la sua opinione. Le vorrei parlare di molto altro, del mio pellegrinaggio a Medjugorje nel 2019, quello che dovrei fare il 25 di questo mese, dei molti fatti successi in questi quattro/cinque anni che mi hanno portato alla piena solitudine terrena, ma non a quella spirituale. Mi ha fatto piacere scriverle e se non le dispiace in seguito lo farei ancora. La ringrazio della risposta che vorrà darmi e la saluto caramente. 

Roberto

Caro Roberto,

la  preghiera alla quale tu alludi la Madonna la chiama “preghiera  personale” e la raccomanda in diverse occasioni.  Tuttavia la Madonna raccomanda in modo particolare  la  Santa  Messa perché  in essa  Gesù  è realmente  presente  e  poi il  Santo rosario col quale visitiamo i misteri della Redenzione.

Ti  incoraggio nel tuo cammino spirituale perseverando nel quale abbiamo la fondata  speranza di ritrovare  i nostri cari in Cielo.

“ Cari figli! Convertitevi e vestitevi di vesti penitenziali e di profonda preghiera personale e nell’umiltà chiedete la pace all’Altissimo”

( 25 Febbraio  2023)

Ave  Maria

Padre   Livio

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