TERZA DOMENICA DI PASQUA

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!
In queste domeniche di Pasqua risplende in modo particolare la gloria Cristo risorto, che illumina il mondo e le tenebre della nostra vita, sottraendola alla potenza dell’inganno, del male e della morte.
Senza la fede in Cristo risorto la nostra vita è come quella dei discepoli di Emmaus, che percorrono il loro cammino scoraggiati e afflitti, come se la loro vita, dopo la morte in Croce del Maestro, non avesse più senso.
Eppure non mancavano motivi di speranza, perché, come loro stessi raccontano al viandante che li aveva affiancati, delle donne al mattino avevano trovato il sepolcro vuoto e un angelo era apparso loro affermando che Gesù era vivo.
Questi poveretti però non riescono ad uscire dalla tenebra della loro incredulità nonostante che due degli apostoli, Pietro e Giovanni, siano corsi al sepolcro trovandolo vuoto. “ Ma Lui non l’hanno visto”, dicono sconsolati.
Gesù allora si rivela loro spiegando le Scritture e spezzando il Pane nella locanda dove si erano fermati a mangiare. Cadono i veli dai loro occhi, lo riconoscono e ritornano solleciti a Gerusalemme a testimoniare agli Undici che il Signore era risorto.
Così sia per noi, cari amici, perché è proprio nella lettura delle Scritture e nello spezzare il Pane nella S. Messa domenicale che possiamo incontrare il Signore e testimoniare che Lui è la fonte della vita e la luce della Verità, in questo mondo di anime ammalate che, senza la fede in Cristo, vanno verso la morte spirituale.
Vostro Padre Livio
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 24,13-35
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso.
Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero.
Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane




