"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Marzo 2023 Pagina 14 di 18

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Dal  quarto al decimo segreto sarà una dolorosa purificazione

Caro padre Livio , seguo con vero piacere ogni giorno la sua Lettura Cristiana della cronaca e della storia . 

Vorrei esporle il mio pensiero riguardo gli eventi che ci attendono per il futuro. 

Come la Madonna ha annunciato per già due volte nei suoi messaggi in questi quasi 42 anni della sua presenza qui tra noi , lei è qui per realizzare ciò che ha iniziato a Fatima. 

Sono assolutamente d’accordo con lei padre Livio nel pensare che la protagonista “nel senso negativo” di ciò che avverrà nel prossimo futuro sarà la Russia.

Se ci pensiamo attentamente è l’unica Nazione che la Madonna ha menzionato a Fatima , sottolineandone gli errori e i possibili orrori futuri che potrebbero verificarsi proprio a causa della sua mancata conversione , e  per il momento è anche l’unica che sta seriamente sconvolgendo e minacciando la sicurezza dell’intero pianeta. 

Mi hanno molto colpito a riguardo le parole che suor Lucia riferì a padre Agustin Fuentes il 26 Dicembre 1957 (Vice-Postulatore della causa di Beatificazione di Giacinta e Francesco Marto ) dove parlò appunto della Russia come causa dei futuri castighi. 

Suor Lucia riferì a padre Agustin le seguenti parole: ” La Madonna ci ha ripetutamente detto , sia ai miei cugini Francesco e Giacinta,  sia a me , che molte Nazioni scompariranno dalla faccia della Terra .Ha detto anche che la Russia sarebbe stata lo strumento della punizione del Cielo per il mondo intero se non avessimo raggiunto la conversione di questa povera Nazione.” Poi continua ” La Vergine Santissima è molto rattristata,  nessuno da ascolto al suo messaggio ne buoni ne cattivi… Credimi padre , Dio punirà il mondo , e lo punirà in modo tremendo . La punizione del Cielo è imminente.”

Sa padre Livio le confesso che ogni giorno che passa mi convinco sempre  di più che uno dei Segreti di Medjugorje potrebbe riguardare appunto l’utilizzo di qualche arma nucleare.

La Madonna a Medjugorje ha detto a Mirjana: ” Ti ho mostrato tante cose terribili ” .

Sappiamo tutti molto bene che  purtroppo guerre , terremoti , carestie e pestilenze sono all’ordine del giorno in questo pianeta e tutti purtroppo ci siamo come abituati in qualche modo , anche quando ci toccano da vicino,  ci sconvolgono per qualche tempo ma poi tutto passa e si ritorna alla vita normale di tutti giorni , magari commettendo gli stessi errori e vivendo come se non ci fosse un domani . 

Io credo che il mondo potrebbe essere veramente sconvolto solo in questo caso , e cioè , solo se venissero utilizzate armi di questo tipo i cui effetti sarebbero davvero catastrofici e prolungati nel tempo. Sappiamo che la forza distruttrice di una sola arma di questo genere provocherebbe una distruzione che andrebbe al di là di qualsiasi nostra immaginazione.

A parer mio solo questo farebbe seriamente scuotere questo mondo e molte coscienze. Tutto il mondo ne sarebbe gravemente scosso in tutti i sensi e si inizierebbe seriamente a temere per la propria vita. 

Con questo non voglio assolutamente dire che carestie e pestilenze eccetera non possano riguardare i segreti che ci attendono , anzi credo invece il contrario , come credo alla possibilità di fenomeni naturali di grossa portata che  potrebbero avere effetti davvero  terrificanti e distruttivi , tipo gli oceani che dovessero inondare immense aree della terra ( come accennato da San Giovanni Paolo II a Fulda ) e Dio sa cos’altro. 

Certamente dal quarto al decimo segreto non sarà una passeggiata ma un vero proprio passaggio di purificazione , e di salvezza per chi naturalmente la vorrà accogliere. 

Di una cosa sono profondamente convinta ,  Dio vuole la nostra salvezza perché ci ama infinitamente e farà di tutto per salvare le nostre anime anche se questo dovrà comportare il dover utilizzare il braccio pesante, un braccio che noi abbiamo reso pesante con i nostri peccati e i nostri tradimenti. Non gli abbiamo dato altra scelta purtroppo. Se il corpo rischia di perire a causa di una cancrena alla gamba , l’unica cosa da fare è amputare la gamba perché il corpo non perisca , e così sarà per le nostre anime se non passeranno per questa Purificazione. 

Caro padre Livio la ringrazio per la sua  pazienza , la ringrazio per il suo  instancabile servizio nel diffondere l’amore, la fede e la speranza in Colui che è il vero senso della nostra vita presente ed Eterna. 

Forza padre Livio la Madonna è con lei.

Dio la benedica. 

Maddalena 

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Mia personale testimonianza sul tema della Vita

Ciao padre Livio,

sono un ascoltatore di 41 anni e sono un disabile. Seguo assiduamente il tuo blog (scusami se ti do del tu) ed è un po’ che ho il desiderio di scriverti per condividere con te un pensiero, una preoccupazione che da molto tempo rimugino… Premetto che sono uno dei tanti che è cresciuto con Radio Maria…(da quando nel lontano 1987/88 i miei genitori l’hanno scoperta)…con la tua voce, quella di Roberta (ero uno di quei tanti bambini che chiamava la Roby al gioco del giovedì pomeriggio quando c’era anche Alessandra), di Annamaria Cenci e di tanti altri conduttori che sono passati negli anni. Ascoltavo spesso le tue catechesi giovanili del venerdì sera e quando eravate nella vecchia sede ho avuto la possibilità di partecipare tre volte in diretta nella cappella.

Cercherò di essere breve. La mia disabilità non mi ha permesso di condurre una vita semplice e aperta e quindi puoi immaginare quanti conflitti ho avuto con il Signore, con me stesso e con il mondo. Grazie a Dio sono cresciuto con uno slancio per la vita, imparando ad amare le piccole cose e coltivando il mio mondo interiore: la lettura, l’arte, il cinema di qualità e grazie anche a voi ho imparato ad apprezzare anche la buona musica e i bellissimi canti. I miei genitori nella loro semplicità hanno cercato di trasmettere a me e ai miei fratelli la fede; ma è da mia madre (ormai da qualche anno in cielo) che ho avuto la testimonianza più forte.

Non sono mancate persone che mi hanno voluto bene e con le quali ho potuto fare delle esperienze bellissime: Lourdes, Assisi, campeggi in montagna, Taizé, Medjugorje…il mare, le montagne. Tutte esperienze di cui ringrazio immensamente il buon Dio, che mi hanno aperto il cuore, che mi hanno fatto amare sempre di più la vita e che mi hanno dato dei segnali molto forti della Sua vicinanza e del Suo amore.

Certo, non sono mancati anche momenti di dolore, amarezza, tristezza, confusione, smarrimento che spesso mi hanno portato lontano da Gesù. Momenti bui nei quali non volevo più saperne del Signore, della fede, della Chiesa…tanta rabbia e delusione. Ma anche in quei momenti ho sempre avuto amore per la vita e anche se agli occhi del mondo la mia vita non è granché, sono sempre stato attaccato ad essa. E non sono mai mancati spiragli di luce, infatti i miei genitori (e adesso mio padre) non hanno mai perso la fede e la voce di Radio Maria ha continuato a riempire casa (e confesso che spesso mi dava seriamente fastidio e nervosismo).

Nei periodi in cui mi sono sentito cadere sotto il peso della mia croce, ho sperimentato anche la potenza del sacramento dell’unzione dei malati che mi ha lasciato tanta pace e che mi ha fatto sentire perdonato, amato da Gesù. E ogni volta che cercavo di sfuggire a Lui, ho potuto sperimentare la sua Grazia anche quando ormai pensavo che persino Dio mi avesse dimenticato (anche perché ci sono state anche persone che hanno pregato molto per me). Gesù è veramente il buon pastore che cerca la pecorella perduta…e credimi a modo mio l’ho fatto scomodare un bel po’.

Detto questo, arrivo alla mia personale riflessione. Si continua ormai da diverso tempo a parlare del fine vita (aborto, suicidio assistito, eutanasia) e (lo vediamo sotto i nostri occhi) si sta affermando sempre di più un rifiuto categorico nei confronti del dono prezioso e divino della Vita (specie per quanto riguarda le categorie fragili nelle quali io stesso faccio parte) e mi domando con un po’ di preoccupazione se questo “diritto a morire” non si trasformi in un futuro, neanche poi tanto lontano, in un normale e sistematico “smaltimento sociale” da parte di una certa élite mondiale nei nostri confronti; magari facendolo passare per un bene superiore per l’esistenza dell’umanità e che tutti dovranno accettare con rassegnazione. Forse la mia è solo un’esagerazione paranoica. Rifletto molto sui messaggi della Regina della Pace e mi chiedo se nel tempo dei segreti potrebbe accadere qualcosa del genere. Spero tanto di sbagliarmi!

Per il resto, vivo serenamente le mie giornate. La mia preghiera non manca. Ogni volta che prego il rosario e arrivo al terzo mistero della luce (l’annuncio del regno di Dio e l’invito alla conversione) ricordo tutti i missionari e la missione della Chiesa e di Radio Maria. Di notte quando mi sveglio, accendo la mia radiolina che tengo sotto le coperte e vi ascolto e prego con voi. Vorrei tanto fare e dare di più ma le mie forze son quel che sono. Mi piace vivere nel nascondimento la mia fede e sono attratto molto dalle figure ascetiche solitarie come il pellegrino russo e i padri del deserto…figure che nella loro vita eremitica cercano e vivono a stretto contatto con il Signore. spero di essere uno strumento nelle mani di Maria e di Gesù e di morire un giorno nella pace e nelle loro braccia.

Spero di essermi spiegato bene…nel caso chiedimi pure dei chiarimenti. Grazie padre Livio per avere letto la mia mail. Ti chiedo l’enorme favore di non menzionarmi nel blog, vorrei rimanere anonimo.

Anonimo

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla preghiera che compie miracoli

Cari amici,

la Madonna ha detto più volte che la preghiera opera miracoli in noi e attraverso di noi. Tutti noi abbiamo tra le mani un’arma che compie miracoli.

I miracoli sono una sospensione delle leggi della natura. Si parla di miracolo quando a una persona viene diagnosticato un tumore che poi improvvisamente scompare. Quanti sono i miracoli di guarigione!

Sappiamo bene, e lo sanno bene gli scienziati, quanto sono ferree le leggi della natura.  
Chi può sospendere le leggi della natura? Solamente Colui che ha creato la natura, Colui che è l’Onnipotente.

L’Onnipotente, nel corso della Storia e soprattutto nel corso della Storia della Salvezza, ha operato eventi miracolosi manifestando la sua supremazia sulla natura. Fin dalle origini questi eventi sono stati all’0rdine del giorno.           
Perché una persona sia elevata agli altari e diventi Beata o Santa deve operare un miracolo comprovato dalla scienza. Senza il miracolo non c’è l’elevazione agli altari.

In alcuni luoghi di apparizioni mariane come ad esempio Lourdes, c’è un Comitato scientifico che analizza i miracoli e ne ha confermati già parecchi. Il miracolo non è una rarità, è una presenza continua. Chissà quanti lo hanno sperimentato e possono testimoniare nel corso della loro vita che Dio ha manifestato la Sua presenza andando al di là delle leggi della natura.

Dio ha subordinato spesso, non sempre, i Suoi interventi alla preghiera di chi lo supplica e gli chiede i miracoli. Non è una presunzione da parte nostra chiedere a Dio i miracoli, Dio è contento di queste richieste. Per definizione il miracolo è diverso dalla grazia che non è la sospensione delle leggi della natura.

Il campo in cui si sperimentano i miracoli con più frequenza, cioè la potenza di Dio e della Sua grazia, è soprattutto quello spirituale. È nell’ambito spirituale che avvengono i miracoli più grandi che sono le conversioni.

Le persone che cambiano vita sanno benissimo che prima erano incapaci di farlo, erano schiave delle loro passioni, schiave del male e del peccato, avevano il cuore indurito, erano spiritualmente morti.

I morti spirituali sono innumerevoli, sono quelli che hanno il cuore chiuso, rifiutano Dio, sono incatenate dal diavolo, sono incapaci totalmente di cambiare. Eppure, vediamo che, per le preghiere di chi mette nelle intenzioni proprio le conversioni, la grazia di Dio opera quei cambiamenti interiori che umanamente sono impossibili perché non sono alla portata delle forze umana. È come se un morto risorgesse, solo la potenza di Dio può tanto!

Un’anima che è morta e ricomincia a vivere nella sua realtà spirituale, nella sua apertura a Dio, sperimenta certamente il più grande miracolo che è la resurrezione spirituale.

La Madonna chiama incessantemente alla conversione e le risposte non sono poche.

Un’anima che risorge è un’anima che entra nell’ambito della salvezza. La conversione di una persona che prima era incatenata dal male è certamente il miracolo più grande a cui possiamo assistere.

Quante volte la Madonna ci ha detto di pregare e digiunare per la pace perché con la preghiera e il digiuno si possono evitare le guerre per quanto violente esse siano. Quante volte la guerra è stata condizionata nella sua evoluzione dinamica umana, dalla preghiera che ha cambiato le forze in campo e di conseguenza gli esiti della battaglia.

Negli ultimi due secoli e mezzo la Madonna è intervenuta personalmente per fermare le guerre. Nel maggio nel 1917, circa un anno prima che terminasse la Prima guerra mondiale, la Madonna invitava i tre pastorelli di Fatima a dire il Rosario e offrire sacrifici per la pace. La guerra finì dopo non molto tempo.

Nel corso della guerra nei Balcani (marzo 1992-dicembre 1995) la Regina della pace diede messaggi fortissimi che fanno capire lo stretto legame fra l’importanza della preghiera e il miracolo della pace:      
«Satana si prende gioco di voi e delle vostre anime, e io non posso aiutarvi perché siete lontani dal mio Cuore» (25 marzo 1992)       
«Soltanto con la preghiera e il digiuno si può fermare la guerra» (25 aprile 1992)          
«Vi invito a pregare per la pace: la pace nei vostri cuori, la pace nelle famiglie e la pace nel mondo intero. Perché Satana vuole la guerra, vuole l’assenza della pace e vuole distruggere tutto ciò che è buono» (25 marzo 1993)

«Oggi vi ringrazio per le vostre preghiere. Voi tutti mi avete aiutata a far sì che questa guerra finisca il più presto possibile» (25 febbraio 1994)

Anche oggi la Madonna rinnova incessantemente l’invito alla preghiera per fermare la guerra, l’odio e la violenza che stanno stravolgendo il mondo e l’umanità.

La preghiera può compiere miracoli, può fermare le guerre per quanto violente esse siano.

Con la preghiera possiamo ottenere da Dio la pace, miracoli di conversione, di guarigione, sospensioni delle leggi naturali.

Preghiamo per la pace nel mondo, per la conversione dei nostri cari, per la guarigione dei malati, perché finisca questa siccità che causerà inevitabilmente problemi la cui portata è inimmaginabile.

Solamente Dio può operare miracoli che possiamo ottenere da lui con la preghiera e i sacrifici, strumenti alla portata di tutti.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

📖TESTI E DOCUMENTI 📑  

Considerazioni storiche sul Patriarcato di Mosca (4° parte)

8 Marzo 2023 ore 12:59

di Roberto de Mattei – Corrispondenza Romana

Il Patriarcato di Mosca, istituito da Ivan IV nel 1589 e soppresso da Pietro il Grande nel 1721, venne resuscitato nel 1917 durante della Rivoluzione bolscevica, ma ebbe breve vita. Il partito bolscevico di Lenin e Trotzki, giunto al potere, si propose l’annientamento della chiesa ortodossa russa e di ogni altra confessione religiosa. A nulla servirono i tentativi di accordo del patriarca Tichon che, dopo essere stato incarcerato alla Lubianka, morì in una clinica moscovita il 7 aprile 1925.

La chiesa ortodossa rimase senza patriarca. Il metropolita di Mosca Sergij (Ivan Nikolaevič Stragorodskij, 1867-1944), arrestato nel 1926 dalla polizia segreta, l’anno successivo tornò in libertà, pubblicando, il 29 luglio 1927, una “Dichiarazione” in cui riconosceva lo Stato sovietico e i passati “errori politici” del clero ortodosso. Quando, il 9 febbraio 1930, Pio XI annunciò la convocazione di una giornata di preghiera a San Pietro per la chiesa russa, Sergij rispose con un’intervista al giornale Izvestia nella quale dichiarò che in Unione Sovietica non c’era alcuna persecuzione per motivi religiosi e se alcune chiese venivano chiuse, ciò avveniva «non per iniziativa delle autorità bensì su richiesta del popolo e a volte degli stessi credenti». Intanto non cessavano arresti, deportazioni e fucilazioni di vescovi, preti e semplici credenti. Il 5 dicembre 1931 fu fatta saltare in aria la cattedrale del Santo Salvatore e con i suoi marmi fu rivestita la nuova metropolitana di Mosca. La campagna di ateizzazione condotta da Stalin fu spietata. La chiesa ortodossa russa contava prima del 1917 circa 210.000 membri del clero. Negli anni del terrore, dal 1917 al 1941, ne vennero fucilati circa 150.000. Dei 300 vescovi russi, almeno 250 furono assassinati dai comunisti. La condizione per sopravvivere era quella di trasformarsi in delatori del regime.

La situazione cambiò con l’attacco tedesco alla Russia nel 1941. Stalin comprese che per creare un clima di unità nazionale e di resistenza collettiva aveva bisogno dell’appoggio del clero sopravvissuto e decise di “reinventare” il Patriarcato di Mosca. Dopo le battaglie di Stalingrado e di Kursk, nella notte tra il 4 e il 5 settembre 1943, il dittatore sovietico convocò al Cremlino il metropolita di Mosca, Sergij, il metropolita di Leningrado e Novgorod, Aleksij e il metropolita di Kiev e Galic, Nikolaj, alla presenza di Molotov e delle massime autorità della polizia segreta (NKGB). Lo storico Adriano Roccucci individua in questo incontro un punto di svolta nei rapporti tra Chiesa e potere sovietico (Stalin e il patriarca. Chiesa ortodossa e potere sovietico 1917-1958, Einaudi, Torino 2011, pp. 173-174). Stalin, per coinvolgere la chiesa russa nella “grande guerra patriottica”, concesse l’autorizzazione all’elezione di un nuovo patriarca. Quattro giorni più tardi, l’8 settembre, si riunì a Mosca un concilio dei vescovi della chiesa ortodossa russa, a cui presero parte 19 vescovi, alcuni dei quali trasportati a Mosca da aerei militari. Il metropolita Sergij fu eletto patriarca di Mosca e di tutte le Russie, il primo dopo la morte di Tichon. Fu eletto anche un sinodo di sei membri, tra i quali era Aleksij I (Sergej Vladimirovič Simanskij, 1877-1960), che venne nominato a sua volta patriarca nel 1945, dopo la morte di Sergij. Aleksij fu il responsabile della liquidazione della Chiesa greco-cattolica ucraina, nel 1946. Nel marzo di quell’anno, infatti, le autorità sovietiche imposero la convocazione, a Leopoli, di un concilio che annullò l’Unione di Brest del 1596, costringendo i greco-cattolici a passare sotto la giurisdizione della chiesa ortodossa russa. Nell’aprile del 1945 il metropolita Josyf Slipyj venne arrestato, passando 18 anni nelle carceri sovietiche e nei gulag. Tutte le chiese dei greco-cattolici, circa 3.000, vennero date agli ortodossi e quasi tutti i vescovi e i sacerdoti furono uccisi o incarcerati.

Pio XII intervenne ripetutamente in favore degli ucraini e del loro metropolita incoraggiandoli a resistere alle persecuzioni, ma dopo la sua morte, i rapporti tra la Russia e il Vaticano iniziarono a mutare. Quando Giovanni XXIII annunciò il Concilio Vaticano II, chiese che ad esso partecipassero i rappresentanti del Patriarcato di Mosca, ma le autorità del Cremlino imposero come condizione il silenzio del Concilio del comunismo. Nell’agosto del 1962, nella cittadina francese di Metz, il cardinale Eugène Tisserant, rappresentante del Vaticano, e il vescovo ortodosso Nikodim (Boris Georgievic Rotov), siglarono un accordo in forza del quale il patriarcato di Mosca avrebbe accolto l’invito pontificio, mentre il Papa garantiva che il Concilio si sarebbe astenuto dal condannare il comunismo. Mons. Jan Willebrands compì un viaggio segreto a Mosca dal 27 settembre al 2 ottobre 1962 e, nel pomeriggio del 12 ottobre, l’arciprete Vitalij Borovoij e l’archimandrita Vladimir Kotlyarov, rappresentanti del patriarca Aleksij, giunsero a Roma, come osservatori, al Concilio che si apriva (cfr. il mio Il Concilio Vaticano II: Una storia mai scritta, Lindau Torino 2019, pp. 174-177).

La chiesa ortodossa russa, governata, dopo Aleksij I, dal patriarca Pimen (Sergej Izvekov, 1910-1990), rinnovò la sua lealtà al regime sovietico e appoggiò la politica di espansione internazionale del comunismo. Dopo il crollo del regime sovietico, Vladimir Putin, asceso al potere nel 2000, ottenne un appoggio decisivo dai patriarchi Aleksij II (Aleksej Ridiger, 1929-2008) e Kiril (Vladimir Michajlovič Gundjaev), suo antico commilitone nel KGB.

I discorsi del presidente Putin e del patriarca Kiril hanno ripetutamente invocato e sviluppato l’ideologia del Russkij mir, o “mondo russo”, un insegnamento secondo cui esiste una civiltà transnazionale che comprende tutti i popoli che appartengono all’etnia o alla lingua russa o che erano incorporati all’Unione Sovietica. Essi hanno una chiesa comune, il Patriarcato di Mosca e un’unità politica comune, che si identifica con il presidente della Federazione russa.  

Il Patriarcato di Mosca vuole difendere l’identità del Russkij mir contro il relativismo occidentale, ma anche contro il cattolicesimo romano. Oggi, in Russia, l’ortodossia è l’unica “religione di Stato”. L’islam, l’ebraismo, il buddismo, e da poco lo sciamanesimo, vengono tollerati come religioni “tradizionali”, ma non la Chiesa cattolica, della quale è proibita ogni forma di “proselitismo” (Stefano Caprio, Lo Zar di Vetro, Jaca Book, Milano 2020, p. 181).

Mentre in Occidente, a partire dalla Rivoluzione del Sessantotto, si è espansa la dimensione nichilistica del comunismo, sotto forma di marx-freudismo, in Russia Putin vuole recuperare la dimensione messianica del marxismo, all’interno di una linea politica che va da Ivan il Terribile a Stalin. La “via di salvezza” che Putin propone all’Europa consiste nel recidere i legami con gli Stati Uniti e con la Chiesa di Roma per sottomettersi al protettorato politico e religioso di Mosca. L’invasione dell’Ucraina va letta anche in questa prospettiva, delineata nel discorso programmatico del 12 luglio 2021 al Valdai Club (V. Putin, Sulla storica unità tra Russi e Ucraini, in Di fronte alla storia, PGreco, Milano 2022, pp. 273-290). Come emerge da questo documento, la realtà che Putin combatte con maggior forza è la Chiesa greco-cattolica ucraina, perché essa costituisce la testimonianza vivente della possibilità di ritrovare l’autentica anima religiosa della Russia, che non è quella del Patriarcato di Mosca, ma quella battesimale di Kyiv. Il Patriarcato di Mosca, che nei suoi 430 anni di storia è sempre stato sottomesso allo Zar di turno, oggi è spiritualmente logoro e la Roma eterna attende il ritorno alla vera fede del popolo russo, annunciato dalla Madonna a Fatima nel 1917.

“TEMPO DI FORTEZZA” – Puntata 19

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

I tre giorni di buio prima dei castighi sono veri?

Caro Padre  Livio,

Vorrei che lei mi desse un chiarimento sui tre giorni di buio prima dei castighi, che si trovano anche in profezie di persone degne di fede. 

Mi pare  che lei un  volta  si è  espresso negativamente  perché la  Madonna  a Medjugorje non ne fa cenno.

Vorrebbe precisare  qual è  la opinione  al  riguardo?

Prima però vorrei che  leggesse  questa rivelazione della Beata  Anna  Maria Taigi che, se non erro,  è  una delle prime.

Grazie caro Padre per tutto quello che sta facendo per  la Madonna.

Paolo da Vimercate


ANNA   MARIA TAIGI (1769-1867)

“Dio manderà due castighi: uno sarà sotto forma di guerre, rivoluzioni e altri mali, avrà origine sulla Terra; l’altro sarà mandato dal Cielo.

Verrà sulla Terra una oscurità immensa che durerà per tre giorni e tre notti.

Non si vedrà più nulla e anche l’aria sarà nociva, e recherà danno alla salute.

Durante questi tre giorni, non vi sarà luce e anche quella artificiale sarà impossibile adoperare.

Soltanto le candele benedette potranno ardere e dare luce in quei terribili giorni.

Durante i tre giorni i fedeli dovranno rimanere chiusi in casa, recitare con molta devozione il Santo Rosario e chiedere perdono a Dio dei peccati commessi.

Tutti i nemici della Chiesa in quei giorni di tenebre periranno.

Soltanto chi si convertirà potrà essere salvato.

Una candela, se benedetta, durerà accesa per tre giorni.

Solo nella casa degli empi non rimarrà accesa.

Durante questi tre giorni, i demoni appariranno nelle forme più orribili e nell’aria risuoneranno solo le loro bestemmie.

Raggi e scintille entreranno nelle case, ma non riusciranno a spegnere le candele benedette.

Non saranno spente né dai venti, né dai terremoti.

Un nube rossa come il sangue attraverserà il cielo, e un forte rumore farà tremare tutta la terra.

Dopo i tre giorni, la Terra sarà tutta un cimitero, i cadaveri degli empi, ma anche quelli dei giusti, copriranno il suolo.

Una grande desolazione regnerà, tutta la vegetazione distrutta, così sarà anche la maggior parte del genere umano.

La crisi sarà per tutti e il castigo di Dio sarà su tutta la Terra.

Durante i tre giorni di tenebre, coloro che non si saranno convertiti periranno, i sopravvissuti saranno solo una quarta parte dell’umanità.

Quando sentirete il rombo tremendo, dovrete chiudere porte e finestre in modo da coprire la luce che viene da fuori e non siate curiosi, perché sarete puniti.

Sentirete delle voci di persone a voi care, ma non aprite la porta, perché non sono loro, ma demoni che vi ingannano per poter entrare nelle vostre case.

Raccoglietevi in preghiera davanti al Crocifisso e raccomandatevi a Dio con tanta fede, senza timore, e tutte le tribolazioni di quelle terribili notti passeranno.

Risplenderà nuovamente il Sole, e seguirà l’avvento nuovo del regno di Dio sulla Terra.

Vigilare e pregare, aspettate con fiducia il momento di grazia!

Beati voi se avrete creduto alle parole di Dio e avrete sofferto per il suo Nome!

Caro Paolo,

riguardo ai tre giorni di buio,  per i quali sono state fatte molte domande ai veggenti di Medjugorje ,la risposta che io  ho sempre  sentita è che la Madonna non ne  ha  mai parlato.  La Madonna ha solo detto che i dieci segreti verranno annunciati tre giorni prima: che cosa accade,  dove accade, il  momento esatto  in cui accade e la  durata dell’evento. Il  fatto  di  non  parlare non significa negare.

Ave  Maria

Padre  Livio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Una commuovente testimonianza di fede

Caro Padre Livio

ho avvertito la spinta interiore di mettermi in contatto con lei ! Siamo famiglia mista mio marito siriano di religione musulmana, preghiamo tutti e due ognuno nel proprio credo! Abbiamo 2 figli tutti e due di fede cattolica!

La voglio ringraziare per il suo vivere, per accompagnare noi tutti i giorni nel cammino verso Dio ! Io Carmen ho 72 anni da tempo ho intensificato la preghiera mattutina anche nel monastero di San Benedetto ( sono oblata) .

In casa si sta facendo più chiaro in me il Dono la Grazia che Dio ha concesso! In mezzo a difficolta forti di questo tempo della nostra famiglia ( diminuzione lavoro con Siria e altri paesi) ci sentiamo protetti da Ns Signore ogni giorno!

Non aggiungo altro, sarebbe troppo lungo , la saluto e l’abbraccio caramente

Ci sia esempio la sua perseveranza

Con affetto Carmen e famiglia

Cara Carmen,

la sua missiva  mi ha molto rallegrato perché  mi ha testimoniato la grazia di Dio che agisce nei cuori anche nelle situazioni più  difficili.

La ringrazio che per  le belle parole di incoraggiamento che mi ha gentilmente  rivolto.

Le assicuro la mia preghiera per il suo cammino spirituale e per la sua famiglia. Lei è davvero una bella anima.

Dio vi benedica

Ave Maria

Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla preghiera personale

Cari amici,

in diversi messaggi la Madonna ci ha invitato accoratamente a riscoprire la preghiera personale.

La preghiera liturgica è sicuramente quella più importante; per la Chiesa la preghiera per eccellenza è la Santa Messa perché è la celebrazione del mistero pasquale, della morte per amore e della resurrezione di Cristo. È, quindi, la celebrazione dell’atto conclusivo della Redenzione, che è iniziata quando il Verbo si è fatto carne nel grembo della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo. La Redenzione ha operato durante tutta la vita di Gesù, anche quando era ancora nel grembo di Sua Madre, facendo sobbalzare di gioia il bambino che Elisabetta aspettava.

Tutta la vita di Gesù è opera di Redenzione, lo è in modo particolare il tempo della Sua missione nei tre anni di predicazione, miracoli, di annuncio del Regno di Dio, di chiamata alla Conversione. L’opera di Redenzione si è compiuta solennemente con un gesto di sacrificio d’Amore per espiare i peccati del mondo nei tre giorni della Passione culminati con la Croce e la gloriosa Resurrezione.

La Santa Messa rivive questo mistero, partecipando alla Santa Messa partecipiamo all’atto decisivo della Redenzione ed è quindi la preghiera fondamentale della Chiesa. Essenziali, inoltre, sono i Sacramenti che appartengono alla preghiera liturgica della Chiesa. Accanto alla preghiera liturgica ci sono le devozioni di vario genere che aiutano, preparano e dispongono l’anima all’atto supremo della preghiera che è la Santa Messa.

C’è poi la preghiera personale che sul piano esistenziale è molto importante perché con essa entriamo in contatto con Dio e lo si può fare in diverse situazioni esistenziali. Si può pregare personalmente quando si è lontani da Dio ma si sente la voce della coscienza che chiama e che, attraverso il malessere spirituale, fa capire che ci si è arenati in una vita di peccato e bisogna uscirne. Le situazioni esistenziali sono molte.

C’è chi vede la propria condizione di peccato e si apre a Dio, si apre alla grazia della chiamata alla Conversione. C’è poi la preghiera personale di chi è già nel cammino spirituale e, attraverso di essa, rinsalda la sua unione d’amore con Cristo e con Maria entrando in comunione con la Santissima Trinità.

La preghiera personale prepara a una migliore partecipazione alla preghiera liturgica perché è chiaro che se nella preghiera personale infuochiamo il nostro cuore e la nostra anima, quando partecipiamo alla Messa siamo veramente in unione con Cristo e non distrattamente come se fosse un atto dovuto.

Gesù nel deserto era a tu per tu con il Padre, è un esempio di preghiera personale totale. Il deserto è sia esterno che interno perché è nel silenzio più totale che Gesù contempla Dio e lo prega.

Così la preghiera personale deve diventare un momento fondamentale della nostra giornata. La Madonna lo chiama un momento profondo di preghiera personale, è un a tu per tu con Dio.

La profondità a cui si riferisce la Regina della pace non è certamente quella delle meditazioni orientali che sono dei ripiegamenti su se stessi, puntano alla consapevolezza di sé. Questo concetto di meditazione profonda è molto diffuso, ma la preghiera cristiana è un’altra cosa. La meditazione profonda serve per far emergere il proprio io, la preghiera cristiana è mettersi in ginocchio davanti a Dio nell’umiltà del sentirsi creature davanti al Creatore.

Nel Cristianesimo la preghiera personale profonda è un “a tu per tu” con Dio, il nostro io è chiamato a trascendere da se stesso e ad aprirsi a un Tu. Dio è tre Persone distinte, un’unica natura, è Padre, Figlio e Spirito Santo.

La preghiera cristiana personale e profonda non necessita il distaccamento della mente da tutto, in questo modo si rischierebbe di rimanere a tu per tu con se stessi.

Dio si è riservato un posto in ogni anima per stringere con noi un’amicizia profonda. Dio aspetta le nostre preghiere personali.

Dobbiamo riscoprire questa parte di noi stessi che Dio si è riservato per sé, per vivere con noi una comunione profonda che è poi quella per cui Dio ci ha creati: per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita e poi partecipare del Suo amore per sempre, in Paradiso.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

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