"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2022 Pagina 94 di 179

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

IL  MIRACOLO DEI VEGGENTI DI MEDJUGORJE:  SONO SEMPRE  QUELLI E  NON SI SONO MAI CONTRADDETTI

Cari amici,

è giusto che dinanzi alla missione  straordinaria  che  hanno i veggenti di Medjugorje si mettano in  chiaro gli argomenti a favore della loro credibilità.

Gli avversari di Medjugorje hanno fatto di tutto per diffamarli,   ma senza riuscire neppure  a scalfirli. Personalmente  non  ho mai trovato nulla che  mi  facesse dubitare  della loro testimonianza.

Sono trascorsi oltre  quaranta anni di apparizioni quotidiane, ma  il gruppo  è rimasto sempre  identico, ognuno col suo compito specifico.

Soprattutto non si sono mai contraddetti per  quanto  riguarda  la Madonna  e  i suoi  messaggi. La Regina della pace dispone dei veggenti a suo piacimento e loro  si comportano come umili e docili servitori.

Un punto tuttavia deve considerarsi fermo: la Madonna, una volta costituito il gruppo fin dal secondo giorno, il 25 Giugno 1981, non lo ha più cambiato.

Il collegio dei sei veggenti è chiuso. La Madonna non ha mai scartato nessuno e non ha mia incluso nessun altro.

Volenti o nolenti le persone scelte dalla Madonna sono queste. Chi conosce i veggenti, sa che ognuno di loro ha una spiccata personalità, che è maturata piano piano nel corso degli anni.

La Madonna, interpellata al riguardo, ha risposto di aver scelto né i migliori né i peggiori. La volontà di Dio è ben al di sopra dei nostri ragionamenti e delle nostre valutazioni.

Il vangelo dice che Gesù ha scelto quelli che volle, dopo aver trascorso la notte in intima preghiera col Padre. Dopo aver scelto i dodici perché stessero con Lui, Gesù li ha pazientemente formati giorno per giorno.

La stessa cosa ha fatto la Gospa con i suoi “angeli”, curando l’affiatamento del gruppo. Guardando al risultato attuale, dobbiamo concludere che ci è riuscita.

 I sei veggenti manifestano un grande rispetto l’uno per l’altro, non si rivolgono critiche e non si contraddicono mai, pur non frequentandosi molto fra di loro. Mirjana e Jakov sono cugini fra di loro, come pure  Vicka e Ivanka, ma ciò non ha creato dei legami particolari.

Chi li ha conosciuti da vicino fin dal principio, sa che fra i sei ragazzi non sono mancate delle frizioni, anche se ciò non è quasi mai apparso esternamente. “E’ noto a molti, e a me in particolare, che voi veggenti a volte non vi sopportate a vicenda” fa notare Fra J. Bubalo a Vicka.

La veggente non nega e risponde col suo buon senso: “ Che possiamo farci? Siamo anche noi comuni mortali. Anzi, come dice il nostro popolo, siamo “giovani e pazzerelli”. Inoltre tutti ci osservano e a volte ingrandiscono le incomprensioni che possono esserci fra di noi.

Che cosa ci gioverebbe se sparlassimo o se ci accusassimo a vicenda? Del resto anche la Madonna ci ha raccomandato di guardarci l’un l’altro con bontà e di non accusarci a vicenda. Dio mio, che cosa ci possiamo fare se, qualche volta, ci sfugge qualcosa? E’ normale?”

Di che accuse potrebbe trattarsi? Non certo di cose che riguardano i rapporti con la Madonna o i messaggi, ma, molto concretamente, come io stesso ho potuto constatare, di piccole vicende della vita quotidiana.

Eloquente al riguardo è la diversa disponibilità di ognuno ad accogliere i pellegrini. Sappiamo come, in questo campo, ognuno si comporti secondo i suoi criteri e la sua misura di generosità.

La “Gospa”, madre sapiente e paziente, ha lavorato  per affiatare il gruppo. Dopo quella prima estate infatti si è assistito a una diaspora dei veggenti, soprattutto per gli impegni di studio. In particolare Mirjana che era dovuta ritornare a Sarajevo.

Quando poi potevano ritrovarsi tutti insieme all’apparizione, la Madonna si mostrava particolarmente felice:  “Ecco, adesso, siete tutti insieme e siate contenti per questo”.

Vicka rivela dei particolari commuoventi: “La Madonna desiderava tenerci uniti in un certa comunità. Spesso ci portava i saluti e i messaggi e ci dava le notizie di quelli di noi che si trovavano fuori di Medjugorje. In modo particolare di Mirjana e di Ivan.

Una volta ci ha fatto vedere Ivan in una cappella a Visoko ( dove c’è il seminario francescano). Mi sembra ancora di vederlo: gli occhi rivolti al cielo e tanto contento.

Più volte ci ha fatto vedere Mirjana. Una volta ce l’ha fatta vedere mentre piangeva. Soffriva di qualcosa. Ce lo ha detto la Madonna e ha aggiunto anche di pregare per lei. Noi eravamo felici quando ci trovavamo tutti insieme.

Talvolta c’era qualche disaccordo, ma senza importanza. Mi sembra di aver detto tante volte che nessuno ci conosce né ci capisce. Ecco, alcuni parlano solo delle nostre discordie e nessuno parla delle nostre sofferenze e delle nostre lacrime, specialmente quando ci dovevamo separare

 Soprattutto all’inizio. In tali occasioni, per aiutarci e incoraggiarci fra di noi, ci comunicavamo dei messaggi per mezzo delle conoscenze, del telefono e in altri modi. Le difficoltà e le prove erano molto grandi, specialmente per Mirjana.

 Noi altri cinque ci vedevamo molto spesso; invece lei, poverina, era sola e lontana. Nessuno la comprendeva; invece molti la mettevano alla prova e cercavano di farla deviare.

 Lei ha sopportato tutto eroicamente, sia da parte degli uomini che di Satana. La Madonna le portava i nostri messaggi e saluti, e questo per Mirjana era molto importante”.

L’unità dei veggenti di Medjugorje, che ha resistito nel tempo a prove di ogni genere, è una realtà stupefacente.  La Madonna ha avuto bisogno di un gruppo compatto per realizzare il suo disegno.

I ragazzi che lei ha scelto sono ormai uomini e donne maturi, ma più che mai a sua disposizione.

 Come disporrà di loro in futuro solo la Gospa lo sa. Tuttavia è noto che fin dal principio i ragazzi si sono mostrati molto riservati nel confidarsi ciò che hanno vissuto durante l’apparizione. Ognuno si tiene per sé le proprie cose.

Anche quando capita che la Madonna rimproveri o ammonisca qualcuno di loro e gli altri sentono, non è mai accaduto che trapelasse qualche cosa. Se la Madonna parla con uno in particolare e gli altri non sentono, non succede mai che gli chiedano qualcosa.

Obbediscono a una regia superiore. “Credo che la Madonna stessa abbia sistemato le cose in questo modo , anche senza parlarcene” (Vicka).

La compattezza, l’armonia e la maturità spirituale del gruppo dei veggenti, nonostante i tratti specifici di ognuno e la loro proverbiale discrezione reciproca, è uno dei segni di credibilità delle apparizioni.

Non c’è da meravigliarsi se Satana abbia cercato fin dal principio di attaccare il gruppo, con insidie sottili e persistenti, senza tuttavia raggiungere i suoi obbiettivi.

Vostro Padre  Livio

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕   

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

 MARIA VALTORTA SUL DOLORE  INNOCENTE

Caro P. Livio,

ho ascoltato e letto con dolore la lettera del dott. Antonio circa la tragedia della piccola Elena; non capisco perché lei che è un estimatore di Maria Valtorta, non abbia fatto cenno, nella sua risposta al discorso che Gesù fa a Pietro riguardo il dolore dei piccoli innocenti; quella è l’unica ed esaustiva risposta all’argomento che ha sempre travagliato l’umanità ed il pensiero filosofico dell’uomo; l’unica e vera risposta è quella che dà Gesù.

Giela allego, Grazie per tutto quello che fa e per la presenza in questo mondo di male della dolcissima radio Maria.

Don Giovanni C.

…. Ma dimmi un poco, Simone. Cosa è la Terra? Tutta la Terra. »

« La Terra? Uno spazio grande, grandissimo, fatto di polvere e acque, di rocce, con piante, animali e creature umane. »

« E poi? »

« E poi basta… A meno che Tu non voglia che io dica che è il luogo di castigo dell’uomo e di esilio. »

« La Terra è un altare, Simone. Un enorme altare. Doveva essere altare di lode perpetua al suo Creatore. Ma la Terra è piena di peccato. Perciò deve essere altare di perpetua espiazione, di sa­crificio, su cui ardono le ostie. La Terra dovrebbe, come gli altri mondi sparsi nel Creato, cantare i salmi a Dio che l’ha fatta. Guar­da! » Gesù apre le imposte di legno, e dalla finestra spalancata entra il fresco della notte, il rumore del torrente, il raggio di luna e si vede il cielo trapunto di stelle. « Guarda quegli astri! Essi cantano con la voce loro, che è di luce e di moto negli spazi infiniti del firma­mento, le lodi di Dio. Da millenni dura il loro canto che sale dagli azzurri campi del cielo al Cielo di Dio. Possiamo pensare astri e pianeti, stelle e comete come creature siderali che, come siderali sacerdoti, leviti, vergini e fedeli, devono cantare in un tempio scon­finato le laudi del Creatore. Ascolta, Simone. Senti il fruscio delle brezze fra le fronde e il rumore delle acque nella notte. Anche la Terra canta, come il cielo, coi venti, con le acque, con la voce degliuccelli e degli animali. Ma se per il firmamento basta la luminosa lode degli astri che lo popolano, non basta il canto dei venti, acque e animali, per il tempio che è la Terra. Perché in essa non sono solo venti, acque e animali, cantanti incoscientemente le lodi di Dio, ma in essa è anche l’uomo: la creatura perfetta sopra tutto ciò che è vivente nel tempo e nel mondo, dotata di materia come gli animali, i minerali e le piante, e di spirito come gli angeli del Cielo, e come essi destinata, se fedele nella prova, a conoscere e possedere Dio, con la grazia prima, col Paradiso poi. L’uomo, sintesi che abbraccia tutti gli stati, ha una missione che gli altri creati non hanno e che per lui dovrebbe essere, oltre che dovere, una gioia: amare Dio. Dare intelligentemente e volontariamente culto d’amore a Dio.

Ri­pagare Dio dell’amore che Egli ha dato all’uomo dandogli la vita e dandogli il Cielo oltre la vita.

Dare culto intelligente. Considera, Simone. Che bene ritrae Dio dalla Creazione? Che utile? Alcuno. La Creazione non aumenta Dio, non lo santifica, non lo arricchisce. Egli è infinito. Tale sarebbe stato anche se la Creazione non fosse stata. Ma Dio‑Amore voleva avere dell’amore. Ed ha creato per avere amore. Unicamente amore può trarre dal Creato Iddio, e questo amore, che è intelligente e libero unicamente negli angeli e negli uomini, è la gloria di Dio, la gioia degli angeli, la religione per gli uomini. Quel giorno che il grande altare della Terra tacesse di lodi e di suppliche d’amore, la Terra cesserebbe di essere. Perché spento l’amore sarebbe spenta la ripa­razione, e l’ira di Dio annullerebbe l’inferno terrestre che sarebbe divenuta la Terra. La Terra, dunque, per esistere deve amare. E an­cora: la Terra deve essere il Tempio che ama e prega con l’intelli­genza degli uomini. Ma nel Tempio, in ogni tempio, quali vittime si offrono? Le vittime pure, senza macchia né tara. Solo queste sono gradite al Signore “. Esse e le primizie. Perché al Padre della famiglia vanno date le cose migliori e a Dio Padre dell’umana famiglia va data la primizia di ogni cosa, e le cose elette.

Ma ho detto che la Terra ha un duplice dovere di sacrificio quello di lode e quello di espiazione. Perché l’Umanità che la copre ha peccato nei Primi uomini, e pecca continuamente aggiungendo al peccato di disamore a Dio, quegli altri mille delle sue aderenze alle voci del mondo, della carne e di Satana. Colpevole, colpevole Umanità che avendo somiglianza con Dio, avendo intelligenza pro­pria e aiuti divini, è peccatrice sempre, e sempre più. Gli astri ub­bidiscono, le piante ubbidiscono, gli elementi ubbidiscono, gli ani­mali ubbidiscono, e, così come sanno, lodano il Signore. Gli uomini non ubbidiscono e non lodano a sufficienza il Signore. Ecco allora la necessità di anime ostie che amino ed espiino per tutti. Sono i fanciulli, che pagano, innocenti e ignari, l’amaro castigo del dolore per coloro che non sanno che peccare. Sono i santi che volonterosisi sacrificano per tutti.

Fra poco, un anno o un secolo è sempre ” poco “rispetto all’eternità, non si celebreranno più altri olocausti sull’altare del gran Tempio della Terra, di questo delle vittime-uomo, consumate con il perpetuo sacrificio: ostie con l’Ostia perfetta. Non ti scuotere, Simone. Non dico già che Io metterò un culto simile a quello di Moloc e di Baal e di Astarte. Gli uomini stessi ci immoleranno. Intendi? Ci immoleranno. E noi andremo lieti alla morte per espiare e amare per tutti. E poi verranno i tempi in cui gli uomini non immoleranno più gli uomini. Ma sempre vi saranno le vittime pure che l’amore consuma insieme alla Gran Vittima nel Sacrificio perpetuo. Dico l’amore di Dio e l’amore per Dio. Invero esse saranno le ostie del tempo e del Tempio futuro. Non agnelli e capri, vitelli e colombe, ma il sacrificio del cuore è ciò che Dio gradisce. Davide lo ha intuito. E nel tempo nuovo, tempo dello spirito e dell’amore, solo questo sacrificio sarà gradito.

Considera, Simone, che se un Dio ha dovuto incarnarsi per placare la Giustizia divina per il gran Peccato, per i molti peccati degli uomini, nel tempo della verità solo i sacrifici degli spiriti degli uomini possono placare il Signore. Tu pensi: ” Ma perché allora Egli, l’Altissimo, dette ordine di immolargli i figli degli animali e i frutti delle piante? Io te lo dico. perché prima della mia venuta l’uomo era un olocausto macchiato, e perché non era conosciuto l’Amore. Ora conosciuto sarà. E l’uomo, che conoscerà l’Amore perché Io renderò la Grazia per la quale l’uomo conosce l’Amore, uscirà dal letargo, ricorderà, comprenderà, vivrà, si sostituirà ai capri e gli agnelli, ostia di amore e di espiazione, ad imitazione dell’Agnello di Dio suo Maestro e Redentore. Il dolore, sin qui castigo, si muterà in amore perfetto, e beati quelli che lo abbracceranno per amore perfetto. »

« Ma i bambini… »

« Vuoi dire coloro che ancor non sanno offrirsi… E sai tu quando Dio parli in essi? II Linguaggio di Dio è linguaggio spirituale L’anima lo intende e L’anima non ha età. Anzi ti dico che 1’anima fanciulla, perché senza malizia, è, per capacità di intendere Dio, più adulta di. quella di un vegliardo peccatore. Io ti dico, Simone, che tu vivrai tanto da vedere molti pargoli insegnare agli adulti, e anche a te stesso, la sapienza dell’amore eroico. Ma in quei piccoli che muoiono per ragioni naturali, è Dio che opera direttamente, per ragioni di un così alto amore che non posso spiegarti, rientrando esse nelle sapienze che sono scritte nei libri della Vita e che solo nel Cielo saranno letti dai beati. Letti, ho detto, ma, in verità, basterà guardare Iddio per conoscere non solo Dio, ma anche la sua infinita sapienza.:. Abbiamo fatto venire il tramonto della luna, Simone… Presto è l’alba e tu non hai dormito… »

« Non importa, Maestro. Ho perduto poche ore di sonno e acquistato tanta sapienza. E sono stato con Te. Ma se Tu lo permetti ora vado. Non a dormire. Ma a ripensare alle tue parole. »

E’ già sulla porta e sta per uscire quando si ferma pensieroso e poi dice: « Ancora una cosa, Maestro. E’ giusto che io dica a qualcuno che soffre, che il dolore non è un castigo ma è una… grazia, una cosa come… come la nostra chiamata, bella anche se faticosa, bella anche se a chi non sa può parere brutta e triste cosa? »

« Lo puoi dire, Simone. E’ la verità. Il dolore non è un castigo, quando lo si sa accogliere e usare con giustizia. Il dolore è come un sacerdozio, Simone. Un sacerdozio aperto a tutti. Un sacerdozio che dà un gran potere sul cuore di Dio. E un grande merito. Nato col peccato  sa placare la Giustizia. Perché Dio sa usare al Bene anche quanto l’Odio ha creato per dare del dolore. Io non ho voluto altro mezzo per annullare la Colpa. Perché non vi è mezzo più grande di questo. »(Tratto da: “L’Evangelo come mi è stato rivelato” di Maria Valtorta. Vol 9 § 555 pagg. 9-18; Ediz. Centro editoriale valtortiano, Isola del Liri 2001

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

MEDJUGORJE  NON PRENNUNCIA  LA FINE DEL MONDO

Cari amici,

sulla  scia di Maria Valtorta  abbiamo ipotizzato che  le apparizioni di Medjugorje aprono il tempo dell’Apocalisse che prevede   tre fasi  fra  loro distinte, ma la cui durata sfugge alle nostre valutazioni.

La  prima fase  è  quella della battaglia finale  fra la Donna vestita di sole e  incoronata di dodici stelle da una  parte   e il dragone infernale dall’altra.  Questa fase è  caratterizzata dai segreti che saranno svelati tre  giorni prima e con i  quali la Madonna ha deciso di cambiare il  mondo.

La seconda fase è un tempo di pace e di prosperità  che godranno gli uomini riconciliati con Dio e fra di loro. Sarà  anche il tempo del  massimo splendore  della Chiesa di Maria  che illuminerà e guiderà  l’intera umanità

La  terza  fase  è  quella dell’ultima ribellione dell’umanità sobillata da Satana che provocherà  la venuta di Cristo sulle nubi del cielo, con grande potenza e  gloria,  per giudicare  il mondo.

 “Quando i mille anni saranno compiuti, Satana verrà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Gog e Magog, per adunarli per la guerra: il loro numero sarà come la sabbia del mare.

Marciarono su tutta la superficie della terra e cinsero d’assedio l’accampamento dei santi e la città diletta. Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò.

E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli” ( Apocalisse, 20,7-10).

L’Apocalisse è in sintonia con tutto il Nuovo Testamento,  secondo il quale l’opera del demonio toccherà il suo culmine nei tempi della fine.

 Gesù preannuncia per la tappa finale della storia della salvezza una tribolazione come non si era mai prima avuta ( Matteo 24,21-22).

San Paolo a sua volta evoca “il figlio della perdizione”, “l’uomo iniquo” che si insedierà orgogliosamente nel Tempio di Dio, indicando se stesso come dio ( 2 Tessalonicesi, 2,3-8).

La manifestazione finale del male coinciderà con la sua totale e definitiva sconfitta, mediante la venuta di Cristo nella gloria e il Giudizio universale.

A questo riguardo va detto con chiarezza che nulla nei messaggi della Madonna, sia a Fatima come a Medjugorje, fa presagire che siamo giunti ai tempi della fine.

La fine del mondo fa parte della profezia cristiana, che ha solidi fondamenti nell’insegnamento di Gesù Cristo e nella riflessione successiva della Chiesa.

 Il piano di Maria da Fatima a Medjugorje non rientra in questo scenario. L’umanità ha ancora un cammino davanti a sé,  non sappiamo quanto lungo.

Senza dubbio è necessario tenere presente la parola del vangelo riguardo alla venuta del Figlio dell’uomo, della quale non conosciamo né il giorno né l’ora.

“ Quanto poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre” ( Marco, 13, 32).

Una volta ribadita l’impossibilità di conoscere i tempi della fine, è tuttavia possibile affermare che la prospettiva che emerge dal piano di salvezza della Madonna non è quella della fine del mondo, ma di un periodo di pace divina, di cui finalmente l’umanità potrà godere dopo i tempi della seduzione di Satana.

Anche l’espressione della Regina della pace: “Queste sono le mie ultime apparizioni sulla terra” non va intesa come se la fine del mondo fosse vicina.

Secondo i veggenti queste parole starebbero  a significare che in futuro non ci sarà più una presenza della Madre di Dio in un modo così straordinario, come lo sono  le apparizioni di Medjugorje.

Forse non ce ne sarà neppure bisogno. Forse è ora il periodo più difficile che l’umanità è chiamata a passare, prima che si avvicinino i tempi della fine.

 In ogni caso la Madonna, sia a Medjugorje come a Fatima, prospetta, come sbocco del suo piano di salvezza, non la fine della storia umana, ma il trionfo del suo Cuore Immacolato e  un tempo di pace.

Possiamo essere certi che la Madre di Dio realizzerà questo obbiettivo, per il quale ci sta chiamando alla conversione.

 La fine del mondo è oltre i nostri orizzonti e non è un caso che Giovanni Paolo II abbia consacrato non il nuovo secolo ma tutto il terzo millennio a Maria.

Vostro Padre  Livio

LA SORTE DELLE ANIME NEI GIORNI DELLA GRANDE TRIBOLAZIONE – Puntata 39

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul periodo di vacanza come tempo di riposo in Dio

Cari amici,

più volte la Madonna ci ha invitato a utilizzare il tempo delle vacanze estive per ricercare il riposo in Dio.

«Utilizzate bene il tempo di riposo e donate alla vostra anima e ai vostri occhi il riposo in Dio» (25 luglio 2001)
«Cari figli, in questo tempo non pensate solo al riposo del vostro corpo ma, figlioli,
cercate tempo anche per l’anima»
(25 luglio 2006)
«Cari figli, in questo tempo in cui pensate al riposo del corpo, io vi invito alla conversione» (25 luglio 2008)
«Cari figli, questo tempo sia per voi tempo di preghiera e di silenzio. Riposate il vostro corpo e il vostro spirito,
che siano nell’amore di Dio»
(25 luglio 2011)

Le vacanze sono un tempo di riposo che riguarda tutta la persona, non solamente il corpo che certamente necessita di ristoro e di rigenerarsi all’aria aperta.

L’essere umano, però, è una realtà complessa e l’invito della Madonna a ricercare il “riposo in Dio” riguarda la totalità della persona. La preghiera è il vero riposo in Dio: «La preghiera sarà per voi gioia e riposo» aveva detto la Regina della pace il 30 maggio 1985.

Cerchiamo, allora, di applicare al tempo di vacanza questo concetto di preghiera, che vuol dire dedicarsi anche a delle buone e edificanti letture per l’anima, alla partecipazione più assidua alla Santa Messa, alla visita di Santuari di cui la nostra bella Italia è costellata. Nel concetto di riposo e preghiera possiamo allora far rientrare la visita al Santissimo Sacramento da cui scaturisce un momento di adorazione, di colloquio intimo con Gesù Cristo: «io guardo Lui e Lui guarda me» diceva il Santo Curato d’Ars descrivendo il guardare il Tabernacolo in silenzio come uno tra i più alti segni di fede e di preghiera.

Abbiamo sicuramente bisogno di questo tipo di riposo che è un riposo per la mente quotidianamente disturbata dal nervosismo, dalla stanchezza, dal frastuono della routine in cui siamo totalmente immersi.

Nel periodo delle vacanze approfittiamo, allora, per sollevare la mente, elevarla e rivolgerla a Dio.   
I Padri della Chiesa definivano la preghiera come elevatio mentis in Deum, ovvero momenti di riflessione profonda sul senso della nostra vita.

L’uomo deve necessariamente interrogarsi sul senso della propria vita e nel periodo delle vacanze – lontano dallo stress, dalle fatiche e dagli affanni che disturbano la quiete mentale – trova il tempo e il modo per guardarsi dentro e alzare gli occhi al Cielo.

Vi invito, allora, nel periodo delle vacanze a fissare l’occhio della mente in Dio che è Luce e Verità per prendere coscienza di voi stessi, della vostra situazione spirituale cercando di capire in che punto del cammino siete, su che strada state camminando.

Aprite il cuore lasciando da parte i risentimenti, le paure e le domande angoscianti. Che il tempo delle vacanze e la contemplazione suggestiva del Creato vi riempia il cuore di aspirazione all’Infinito, alla pace, all’immortalità, al bene, alla santità e alla purezza.

Lasciate che la luce della Verità illumini le vostre menti, che l’Amore di Dio riscaldi il vostro cuore, risani, rinvigorisca e fortifichi laddove vi sono le piaghe dell’egoismo e della cattiveria.

Che il ristoro nella preghiera porti nei vostri cuori il desiderio di bontà, di disponibilità, di apertura soprattutto nei confronti degli affetti familiari.

In questi momenti di grazia e di silenzio ascoltate lo Spirito Santo che si esprime attraverso la voce della coscienza che ci indica la strada del bene da percorrere e quella del male da evitare.

Che il periodo di vacanza sia un periodo di introspezione interiore ma con lo sguardo rivolto verso il Cielo.

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

🔴NOVITA’🔴LIVE VIDEO LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕   

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Che  cosa  è  successo di particolare nel 40mo anno  delle  apparizioni?

Carissimo Padre  Livio,

nei giorni scorsi ho sentito  lei dire che  stava  passando il quarantesimo anno di apparizioni e che stavamo entrando nel quarantunesimo senza che ci fossero segnali particolari dell’inizio  dei segreti.

 Io  invece,  proprio ascoltandola ogni giorno,  sono di   opinione diversa  e penso  invece che la  Madonna  ci ha dato un segnale  inequivocabile proprio in questo quarantesimo anno.

Mi meraviglierei se  non ci avesse fatto  caso.  Anzi sono sicuro che si  rende  conto che  ormai sta  tuonando e che  i   fulmini arriveranno presto.

Se  la sente di dire  qualcosa  di quello che sta  ruminando silenziosamente?

Le voglio bene,  caro  Padre,  per quello che fa e  per  come lo  fa.

Adriano

Caro Adriano,

                Sono assolutamente d’accordo con te che c’è stato un  segnale eclatante, visto in ogni parte  del  mondo, che  ha caratterizzato  il  quarantesimo anno delle  apparizioni.

Questo segnale  è la guerra con  la  quale  la Russia ha invaso l’Ucraina accendendo in Europa  la  miccia di una  possibile terza guerra   mondiale.

Con questa guerra Satana, col suo potere di morte,  odio e  paura, ha visitato la terra, ha detto la  Madonna nel  suo  messaggio del 25 Febbraio 2022.

Questa guerra sta  mettendo a soqquadro il  mondo e  preparando i presupposti per una catastrofe collettiva.

Questa guerra  è  incominciata  con la minaccia di ordigni atomici e  nessuno  può  assicurare che  non siano usati.

Satana in questa sua visita sta  preparando gli eventi dei segreti dal  quarto al  decimo. La  Madonna  invece sta  preparando  la sua vittoria e  il trionfo del suo Cuore  Immacolato.

Tutti  ci siamo  impauriti  per quello che  potrebbe accadere.  Ma  non abbiamo pensato che  questo evento minaccioso per  l’intera umanità  è  accaduto proprio durante  il quarantesimo anno delle  apparizioni.

Come al  solito non ci abbiamo fatto caso.

Ave  Maria

Padre  Livio

PS. Non solo questa guerra è incominciate nel quarantesimo anno ma anche il 24 Febbraio, giorno altamente significativo essendo le apparizioni di Medjugorje iniziate il 24 Giugno 1881

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

All’inferno ci si diverte  molto?

E’ una grande fandonia dei reprobi quella che dicono che all’inferno ci si diverte molto mentre in paradiso ci si annoia da morire: in realtà è proprio l’incontrario.

L’inferno è una noia mortalmente viva, dove ogni secondo pare mille anni, tutto là sembra inutile e già visto e vissuto, nell’assurdità di un vuoto che vuoto non è, invero c’è una noia imperante, laggiù vige la ripetizione continua di un caos senza senso, senza nulla che possa produrre un futuro migliorato, in un presente fisso e inchiodato dove l’assenza di Dio nel pensiero rigenera la medesima nello spirito.

In paradiso non si ha tempo di gioire di una cosa, definendola, che già ne siamo immersi da un’altra, e come Dio vive, ognuno vive della gioia altrui, e giacché siamo diversamente infiniti e unici come lo fummo nelle nostre impronte digitali, non basterà tutta l’eternità per sfinirci di gioia.

Quando senti questo nella preghiera hai risuonato nell’amore che discende da Cristo… di cosa potremmo aver paura delle cose di questo tipo di mondo?

Uno vive e poi muore… poi dopo solo continua. La Vergine parla in brevi righe ogni 25, ma non sbaglia mai nemmeno una virgola, affrettatevi ad ascoltarla e seguitela… poi solo continuerete meglio.

Giuseppe

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