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Pensiero Spirituale tratto dalle parole del messaggio della Regina della pace del 25 giugno 2022

Cari amici,
le parole dei messaggi della Madonna sembrano semplici ma sono intrise di significato, di sapienza e di santità. Tocca a noi comprenderle.
Il messaggio del 25 giugno – giorno dell’anniversario delle apparizioni – inizia con parole luminose ma termina con un’affermazione drammatica sulla quale è opportuno riflettere.
Subito la Madonna chiarisce quanto noi siamo importanti nel suo piano di salvezza che è un piano per salvarci dagli eventi che vengono annunciati dai Segreti. L’annuncio tre giorni prima è già un elemento di questo piano di salvezza.
La Madonna ha un piano di salvezza per tutta l’umanità e in questo piano siamo importanti. Se la Madonna ha parlato tante volte di questo piano, significa che vuole salvare l’umanità. Perirà chi avrà scelto di stare dalla parte del diavolo. Chi crederà non morirà in eterno.
Dobbiamo prendere sul serio il fatto che la Madonna è qui da così tanto tempo per preparare il suo piano di salvezza di cui conosciamo qualcosa. Certamente la cosa più importante – che Lei stessa ci ha rivelato affinché fossimo sereni guardando al futuro – è che se saremo suoi vinceremo, ci salveremo. La sua promessa di salvezza è supportata dall’onnipotenza divina, quindi sicuramente verrà mantenuta.
Attraverso la preghiera e la riflessione sui messaggi della Regina della pace, dobbiamo acquisire uno sguardo sereno sul futuro, certi che la Madonna è qui in mezzo a noi per guidarci, per proteggerci e per salvarci. Il nostro ruolo è importante perché dobbiamo diffondere il piano di salvezza della Madonna, dobbiamo essere Suoi strumenti attraverso la testimonianza dell’amore, della fede e della speranza.
La Regina della pace ha deciso di essere presente con apparizioni quotidiane per tutto il tempo dei Segreti. Dobbiamo quindi pregare affinché la strada che la Madonna ci chiama a percorrere sia sempre più luminosa e praticabile.
La Madonna ha già detto da cosa ci vuole salvare e già questo basterebbe a rasserenarci. La Madonna ci salva dal tentativo di satana di imporre sul mondo l’odio e la guerra. Satana vuole distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo. La Madonna ci dà la possibilità di salvarci dall’uso di armi chimiche e atomiche che raderebbero a zero l’umanità e la Terra.
Il fatto che Maria ci voglia salvare dalla volontà di satana di distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo è fuori discussione. Nel medesimo tempo la Madonna è qui per impedire a satana di distruggere la nostra fede.
C’è un evidente progetto di sostituire il Cristianesimo con un’altra religione e la Madonna è qui per contrastarlo con tutte le sue forze e con il nostro aiuto.
Torniamo a Dio, torniamo ai suoi Comandamenti. Aiutiamo la Madonna a salvarci rafforzando la nostra fede e testimoniandola ogni giorno.
Se saremo suoi vinceremo.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Cosa farà un padre di famiglia nel tempo dei segreti ?

Buongiorno Padre Livio ,
sono Giovanni , ho 43 anni , le scrivo da Putignano ( Ba ) , sono un marito e padre di 2 figlie , la ascolto da piu’ di 20 anni e devo profondamente ringraziarla per tutto quello che fa per noi ascoltatori e fedeli ,
credo profondamente nei messaggi della madonna a Medjugorje è sono convinto che accadranno ;
nell’ultimo periodo però , nel suo blog e tra le lettere che legge degli ascoltatori si stà sempre piu’ entrando nello specifico di quello che potrà accadere e su come noi fedeli affronteremo quel tempo ;
bene , in mè allora stà sorgendo sempre di piu’ un interrogativo : come devo approcciarmi con la mia famiglia ?
ahimè mia moglie è molto scettica , fà orecchio da mercante , non vuole credere , si ostina nelle sue posizioni …… è troppo legata al mondo , non vuole ribaltare lo “status quo” , mentre le mie figlie adolescenti vivono anche loro la loro età e figuriamoci se ascoltano “ le mie prediche “ , in sostanza , se bene hanno moltissima stima in mè ( non foss’altro per l’esempio che cerco di dare ) , ma quando si parla di religione mi guardano con occhi dubbiosi e mi considerano uno di altri tempi .
Vengo alla domanda :
cosa dirò alla mia famiglia ? e ci metto anche i miei genitori , i miei amici piu’ cari ( i quali vivono nello stesso identico modo ) ed a tutte le persone a cui tengo molto ?
quando arriveremo ai segreti dal 4° in poi , che sicuramente ci sarà da fare delle scelte importanti sul dove andare , spostarsi , probabilmente lasciare casa e lavoro , che farò con i miei se non vorranno seguirmi ?
capisco che puo’ sembrare una domanda troppo specifica e personale , ma le garantisco che da padre di famiglia questi interrogativi me li pongo …….
Spero e prego che Maria , faccia la grazia di convertire anche loro e che quindi almeno non si oppongano nel seguirmi .
Un grande abbraccio e che Dio la preservi nella fede sino alla fine .
Giovanni
Caro Giovanni,
la sua famiglia è in una situazione assai migliore di tante altre che non hanno nessuno che indichi la via da seguire nel momento delle prove.
Bisogna tenere presente che la rivelazione dei segreti è stata concepita dalla Madonna perché la gente, in particolare quelli che non sanno nulla al riguardo o se ne sono disinteressati, si renda gradualmente conto che si tratta di cose serie.
Si incomincerà con i primi due segreti che riguardano la Parrocchia di Medjugorje, preannunciati tre giorni prima. Non saranno eventi particolarmente drammatici, ma il fatto che siano stati preannunciati tre giorni prima e la profezia si sia realizzata, accenderà la curiosità dei mass media e un maggior interesse per le apparizioni
Sarà l’apparizione del segno sulla montagna, bellissimo, visibile, indistruttibile e durevole, che attirerà l’attenzione globale, in particolare in Occidente, che si dividerà in tre schieramenti: chi crede, chi non crede e chi ancora dubita.
Ma il fatto che il segno non abbia nessuna spiegazione naturale (perché viene dal Signore) convincerà molti della presenza della Madonna. Il segno resterà visibile, anche nello svolgimento degli altri eventi dal quarto al decimo (che sono quelli più temibili) e aiuterà un numero sempre maggiore di persone a credere e a convertirsi.
Non sappiamo quanto tempo passerà prima che, dopo il segno, accada il quarto segreto, ma sarà in ogni caso una opportunità per prendere consapevolezza che la Madonna è veramente presente per condurci alla salvezza.
Le profezie che si avverano e le persone che si salvano nei tre giorni che precedono ogni evento, indurranno molti a seguirle. Alla fine periranno quelli che hanno indurito il loro cuore e lo hanno consegnato irrevocabilmente a satana.
Noi tutti, apostoli di Maria, avremo una grande responsabilità per risvegliare la fede e la speranza nelle persone che, spaventate, cercheranno la salvezza ma non sanno cosa fare.
Ave Maria
Padre Livio
LE APPARIZIONI DI AKITA IN GIAPPONE ( 1973) PREANNUNCIANO I DIECI SEGRETI DI MEDJUGORJE? ( 2)

“Il fuoco cadrà dal cielo e annienterà una grande parte dell’umanità”
Cari amici, le profezie della Madonna ad Akita Giappone nel 1973 ( approvate ,dalla Chiesa), solo otto anni prima delle apparizioni della Regina della pace, sembrano avere un riferimento ai dieci segreti di Medjugorje che, come è noto, riguardano il mondo e la Chiesa, cioè il rischio di una catastrofe nucleare ,e di una grande apostasia dalla fede.
Ecco le parole della Santa Vergine che riguardano la catastrofe nucleare:
«Se gli uomini non si pentono e non migliorano se stessi, il Padre infliggerà una grande punizione a tutta l’umanità. Sarà un castigo più grande del diluvio, come non si è mai visto prima. Il fuoco cadrà dal cielo e annienterà una grande parte dell’umanità, i buoni come i cattivi, senza risparmiare sacerdoti né fedeli. I sopravvissuti si ritroveranno così desolati che invidieranno i morti. Le uniche armi che vi rimarranno saranno il Rosario e il segno lasciato da mio Figlio»
Ecco le parole della Santa Vergine che riguardano l’apostasia dalla fede:
«Recitate ogni giorno le preghiere del Rosario. Con il Rosario pregate per il Papa, i vescovi e i sacerdoti. L’azione del diavolo si infiltrerà anche nella Chiesa, al punto che si vedranno cardinali opporsi a cardinali e vescovi contro altri vescovi. I sacerdoti che mi venerano saranno disprezzati e combattuti dai loro confratelli; chiese e altari saranno saccheggiati; la Chiesa sarà piena di coloro che accettano compromessi e il demonio tenterà molti sacerdoti e anime consacrate affinché lascino il servizio del Signore. Il demonio sarà particolarmente implacabile contro le anime consacrate a Dio. Il pensiero della perdizione di così tante anime è la causa della mia tristezza. Se i peccati aumenteranno in numero e gravità, non ci sarà più perdono per loro».
Vostro padre Livio
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CONTINUA SECONDA PARTE
….Comunque, nella cronaca di quegli intensi giorni, vediamo come la Vergine abbia rasserenato la veggente dicendole che il motivo della sua venuta era «per amore», pur nella durezza del richiamo. Ma ad Akita ci furono anche ben 101 lacrimazioni della statua di legno, che vennero viste da almeno 500 testimoni. Un’esperienza davvero drammatica per quanti ne furono protagonisti. Che cosa accadde? E che richiamo leggi nelle lacrime di Maria?
Parto con l’utilizzare le parole stesse della Madonna, che così spiegò a Medjugorje il 24 maggio 1984: «Non permettete che il mio Cuore pianga lacrime di sangue per le anime che si perdono nel peccato». Le nostre madri piangono quando un figlio sbanda, si perde. Il loro è lo strazio del cuore. La Madonna è mamma di tutti gli uomini e dunque piange per tutti i suoi figli che sono incamminati lungo la strada della perdizione: questa è la spiegazione più concreta e umanamente comprensibile.
Il 4 gennaio 1975, primo sabato del mese e dell’Anno giubilare indetto da Paolo VI, la statua cominciò a emettere lacrime da ambedue gli occhi. Per tre volte in quel giorno tutte le suore poterono osservare il fenomeno – intorno alle 9, alle 13 e alle 18.30 – e in quest’ultima circostanza riuscì a essere presente il vescovo, che diede la benedizione con il santissimo Sacramento. In quel momento a suor Agnes comparve l’Angelo custode, che le disse: «Non essere tanto stupita di vedere la santissima Vergine piangere. Lei piange poiché desidera la conversione del più grande numero; desidera che le anime siano consacrate a Gesù e al Padre mediante la sua intercessione». Le lacrimazioni si ripeterono periodicamente sino al 15 settembre 1981, festa liturgica dell’Addolorata.
Il professor Okuhara, titolare del principale laboratorio biochimico di Akita, effettuò una prima analisi sulle lacrime già nel 1975 e il risultato fu che si trattava di liquido biologico umano. Vennero però lanciati sospetti sulla modalità del prelievo e su possibili contaminazioni del campione. Perciò, il 22 agosto 1981, si prelevarono nuovamente altre gocce, che vennero analizzate dal professor Sagisaka, dell’istituto di Medicina legale dell’università di Gifu, e anche lui, nel referto del 30 novembre 1981, attestò che il liquido era «di origine umana». Il vescovo Ito, che fu testimone di quattro lacrimazioni, confidò persino di aver assaggiato due volte il liquido: «Era salato e mi pareva fossero lacrime umane».
Un ulteriore fatto concreto è la definitiva guarigione miracolosa di suor Agnes dalla sordità. Qual è il significato di questa manifestazione divina?
Dio, attraverso l’intercessione di Maria, cura anche le malattie del corpo, oltre che quelle dello spirito, per mostrarci anche visibilmente la sua potenza, la sua infinita misericordia. Nell’apostolato di Gesù è una costante la sua compassione per la miseria spirituale e materiale della gente, poiché l’uomo è formato di anima e di corpo. Guarigioni fisiche avvengono in tutte le apparizioni mariane, non soltanto a Lourdes, che pure è il luogo più noto in questa dimensione. E sono anche un segno di credibilità.
Il 30 maggio 1982, festa di Pentecoste, al momento della benedizione eucaristica, suor Agnes riacquistò improvvisamente l’udito. Il 14 giugno il dottor Arai, della Divisione oculistica e otorinolaringoiatrica dell’ospedale della Croce Rossa di Akita, che ne aveva verificato la completa sordità al momento del suo arrivo ad Akita nove anni prima, espresse lo stupore per questa completa guarigione. E il dottor Sawada modificò il precedente certificato, attestando l’assenza di qualsiasi anomalia negli orecchi della donna.
Suor Agnes ebbe anche la visione di un uomo religioso che la interrogò sulla sua fede, cercando di metterla in crisi. Appare evidente il richiamo della Madonna a credere fermamente alle verità del cristianesimo e a essere in sintonia con tutto ciò che tradizione e magistero ci insegnano. Ci racconti il dettaglio di questo episodio?
Nelle apparizioni mariane moderne è sempre in primo piano il problema della crisi di fede. In tutti i Paesi di antica cristianità questa crisi in atto è una grande preoccupazione della Madonna, che è venuta a risvegliare la fede. Qui ad Akita il tentatore vuol mettere in crisi suor Agnes dicendole che Gesù non è Dio, e questo è sicuramente un vento velenoso che soffia e che ha spinto la Chiesa durante il Concilio e pure durante l’Anno santo del terzo millennio a riaffermare con forza e determinazione che Cristo è l’unico Salvatore del mondo, come è ben esplicitato nella dichiarazione Dominus Iesus della Congregazione per la Dottrina della fede.
Suor Agnes, nella notte fra il 9 e il 10 giugno 1974, ebbe un sogno angoscioso, nel quale si sentì chiedere da un teologo vestito di grigio: «Perché il Dio della Trinità sarebbe un solo Dio? Se credi in Dio e dici di servirlo, perché non fai come noi che adoriamo una moltitudine di dèi? Allora anche tutti noi diventeremo cattolici». La replica della religiosa fu: «Il Dio della Trinità è l’unico Dio. Io non posso credere in nessun altro Dio tranne Lui. Se non potete credere che Cristo è Dio, non potrete mai diventare cattolici. Io credo che l’essenziale della dottrina cattolica è che Cristo è Dio e Uomo».
La donna raccontò questo sogno a padre Teiji Yasuda, il suo direttore spirituale, e si sentì spiegare che «sembra esserci un’allusione allo stato della Chiesa e ad alcuni suoi orientamenti. La Chiesa, in nome dell’evangelizzazione, cerca di entrare in relazione con le altre religioni, anche politeiste. Allo stesso tempo è predisposta ad accettare compromessi che indirizzano la vita di fede in modalità più confacenti al mondo d’oggi, cioè più facile. È chiaro che questo atteggiamento viene condiviso anche da qualche responsabile nella Chiesa. Credo sia nostro dovere osservare fedelmente la parola di Dio mettendoci il meglio di noi stessi, se non vogliamo essere ingannati in questo modo».
Dopo undici anni dagli eventi, il 22 aprile 1984, il vescovo competente per territorio pubblicò una lettera pastorale con cui autorizzò il culto a Nostra Signora di Akita. Così scrisse monsignor Ito: «Dopo le indagini svolte fino a oggi, non si può negare il carattere soprannaturale di una serie di avvenimenti inesplicabili, relativi alla statua della Vergine che si trova nel convento dell’istituto delle Serve dell’eucaristia. Ancor meno si possono incontrare in essi elementi contrari alla fede cattolica e ai buoni costumi». Nel giugno 1988, durante l’incontro nella Congregazione per la Dottrina della fede con l’allora cardinale Joseph Ratzinger, ebbe da lui la conferma che «non ci sono obiezioni alle conclusioni della lettera pastorale». Quale significato hanno le conferme della Chiesa e in che modo dobbiamo valutare sia le approvazioni riconosciute, sia quelle che non lo sono ma che mostrano frutti positivi?
Il vescovo locale ha il compito di verificare, studiare e valutare, anche con l’eventuale aiuto di una commissione. E la Congregazione per la Dottrina della fede generalmente valuta i casi in sintonia con il vescovo. Perciò è significativo che monsignor Ito abbia con chiarezza espresso un parere positivo sull’intera vicenda.
Bisogna riconoscere con chiarezza che l’affermazione positiva della Chiesa non obbliga con una fede divina, ma con una fede umana. In sostanza, chi non crede alle apparizioni riconosciute non commette un peccato contro la fede. Però, a mio parere, corre il rischio di peccare di superbia, ritenendo il proprio giudizio più importante di quello della Chiesa.
Quando approva, la Chiesa in sostanza dichiara che si può credere che ci sia stata una manifestazione soprannaturale, che non ci sono errori di carattere dottrinale né deviazioni. Purtroppo però sono rare le manifestazioni mariane riguardo alle quali l’autorità ecclesiastica ha dato un’approvazione formale. Più comune è la concessione del culto pubblico e, in questo caso, è comunque una fonte di grazia che, pur non facendo parte della rivelazione divina, aiuta a vivere la divina rivelazione.
“Il Manto di Maria” di Padre Livio con Saverio Gaeta.
La mia testimonianza di conversione

Caro Padre Livio,
è bello leggere di persone che si sono convertite, è il miracolo dei miracoli, molto più della resurrezione dei morti, io sono fra queste e le capisco bene.
Ad un certo punto il mondo non ti soddisfa più, e tutto quello che fai ti soddisfa al momento, per poi lasciarti un vuoto incredibile.
Solo Dio è la cura ad ogni male, ho anch’io preso da una disperazione, cominciato a farmi domande più profonde sul senso della vita, tutti dobbiamo ricercare la verità, non ha senso vivere la vita altrimenti.
Mi sono riavvicinato alla Chiesa, prima partecipando alla messa, poi confessandomi dopo molti anni, e poi facendo la comunione.
Radio Maria mi ha aiutato nel cammino di conversione, facendomi imparare molte cose, per questo vi sono molto riconoscente, cerco di aiutarvi e sostenervi come posso, e di parlare di voi agl’altri.
Vi ascolto sempre, e una volta caro Padre, le ho sentito dire che non andare a messa la domenica è un peccato grave, questo mi ha spinto a santificare le feste prendendomi questo impegno, che poi col tempo è diventato una gioia e una necessità.
Adesso ho capito che tutte le domande che mi facevo hanno una sola risposta: Gesù! ” io sono la via, la verità e la vita”, “io sono il pane della vita, chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete” è proprio così!.
Come Sant’Agostino disse: “Ci hai fatti per te, inquieto il nostro cuore finché non riposa in te”.
Ogni giorno dobbiamo vivere in comunione con Lui e chiedere al Padre il dono dello Spirito Santo in nome di Gesù, così da avere una guida che ci aiuta a santificarci e a fare la sua volontà ogni giorno.
In Chiesa ho incontrato anche la mia attuale ragazza, con cui condivido la bellezza della fede.
Spero un giorno di sposarmi e di fare una famiglia cristiana, con i valori aiutentici che oggi si sono persi.
Esperienze anche negative, mi hanno fatto capire che non siamo soli, la Madonna e Gesù sono sempre con noi, e nella sofferenza ho potuto constatare l’aiuto dei Santi, come Sant’Antonio e San Giuseppe.
Dico a tutti di pregare perché è la soluzione ad ogni cosa, se potete seguite la messa tutti i giorni, in essa si racchiude tutto!, e non c’è sacrificio più grande che possiamo offrire al Padre.
Radio Maria continua ad essere la colonna sonora della mia vita, purtroppo noto che è poca conosciuta, pochi sanno quello che fate, molti pensano che siete solo una radio noiosa di preghiera, (come pensavo io all’ inizio).
Dovete trovare il modo di farvi conoscere di più soprattutto dai giovani.
Vi ringrazio, vi amo tanto e vi considero la mia famiglia, grazie di tutto vi voglio bene!.
Gabriele da Brescia
18 SETTEMBRE- 25.ma DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici, buona Domenica!
Che la luce di Cristo risorto illumini la vostra vita e vi guidi nel pellegrinaggio verso il Cielo, che è la meta alla quale dobbiamo tendere.
Non dobbiamo permettere che la nostra vita sia vissuta come una clessidra che si svuota, lentamente ma inesorabilmente, o come una candela che si consuma fino a diventare un lucignolo fumigante.
Viviamo invece la vita come una missione che Dio ci ha affidato per cooperare alla diffusione del suo Regno di giustizia, di amore e di pace.
A questa missione dedichiamo noi stessi con generosità , con creatività e con perseveranza perché alla fine tutto ciò che avremo fatto nel tempo lo troveremo nei forzieri dell’eternità.
Nel Vangelo di oggi Gesù ci racconta la parabola dell’ amministratore disonesto che, prevedendo il licenziamento, si da fare per condonare denaro ai debitori del padrone in modo da avere da essi un sostegno successivo.
Gesù osserva quello che osserviamo anche noi in noi stessi: quando c’è da accumulare i beni effimeri o conseguire traguardi mondani non risparmiamo fatiche e iniziative.
Al contrario quando si tratta di operare per il Regno di Dio e di conseguire i beni eterni siamo pigri e negligenti.
Per capovolgere la situazione è necessaria la grazia della conversione, che ci aiuti a vedere la vanità di ciò che passa e la necessità di impegnarsi e per la nostra salvezza eterna e quella dei fratelli.
Preghiamo oggi anche per le popolazioni marchigiane perché Dio dia loro la forza di risollevarsi e di riprendere il cammino,
Vostro Padre Livio
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La riflessione di Benedetto XVI
“Raccontando la parabola di un amministratore disonesto ma assai scaltro, Cristo insegna ai suoi discepoli quale è il modo migliore di utilizzare il denaro e le ricchezze materiali, e cioè condividerli con i poveri procurandosi così la loro amicizia, in vista del Regno dei cieli…
Il denaro non è disonesto in se stesso, ma più di ogni altra cosa può chiudere l’uomo in un cieco egoismo. Si tratta dunque di operare una sorta di conversione dei beni economici: invece di usarli solo per interesse proprio, occorre pensare anche alle necessità dei poveri…
Qui potrebbe aprirsi un vasto e complesso campo di riflessione sul tema della ricchezza e della povertà, anche su scala mondiale, in cui si confrontano due logiche economiche: la logica del profitto e quella della equa distribuzione dei beni, che non sono in contraddizione l’una con l’altra, purché il loro rapporto sia bene ordinato.
La dottrina sociale cattolica ha sempre sostenuto che l’equa distribuzione dei beni è prioritaria”.
Benedetto XV
ALCUNI DEI DIECI SEGRETI POTREBBERO RIGUARDARE L’ESTREMO ORIENTE?

Cari amici,
la guerra esplosa in Europa, con la minaccia crescente di ordigni nucleari, ci fa ipotizzare che sia il vecchi continente il luogo delle devastazioni apocalittiche che riguardano almeno alcuni dei segreti dal quarto al settimo.
Tuttavia le profezia della Madonna ad Akita ( Giappone)solo otto anni prima di quelle di Medjugorje dovrebbe indurci ad ampliare i nostri orizzonti.
Essendo questi apparizioni e messaggi approvati dalla Chiesa ai suoi massimi livelli, sono assolutamente da prendere in considerazione per uno sguardo complessivo sil futuro che attende il mondo e la Chiesa.
Ecco qui un resoconto in due puntate tratto dal Libro “Il Manto di Maria” di Padre Livio con Saverio Gaeta.
Vostro PadreLivio
AKITA 1973
IL PIANTO E LE PROFEZIE
DELLA «SIGNORA DEL GIAPPONE»
Allargando lo sguardo anche ad altri ambiti geografici, nel 1973 uno straordinario evento si verificò in Giappone, dove a lungo lacrimò una statua la cui iconografia si era ispirata alla Signora di tutti i Popoli. Una decina di anni prima, un sacerdote tedesco aveva infatti portato alcune immaginette dell’apparizione di Amsterdam, con la preghiera tradotta in giapponese, alle suore Serve dell’eucaristia della città di Akita. Recitandola, la maestra delle novizie guarì da una grave malattia e la comunità volle ringraziare la Vergine per questa sua intercessione commissionando a uno scultore locale una statua di legno da mettere in cappella. Il 12 maggio 1973 giunse nel convento la quarantaduenne suor Agnes Sasagawa Katsuko e con lei ebbe inizio questa soprannaturale vicenda.
Mi sembra interessante notare subito che la donna in gioventù era stata colpita da paralisi ed era prodigiosamente guarita dopo aver bevuto un bicchiere di acqua proveniente da Lourdes. Avendo conosciuto l’istituto delle Serve dell’eucaristia (fondato dal vescovo di Niigata, Jan Shojiro Ito), Agnes aveva deciso di entrarvi e il suo arrivo ad Akita era stato fissato per il maggio del 1973. Ma, appena due mesi prima di questo trasferimento, si era ritrovata all’improvviso completamente sorda. Le indagini cliniche non misero in luce la causa di questa patologia, ma ne verificarono la sussistenza, al punto che la donna fu dimessa con la diagnosi di sordità totale e incurabile e una certificazione che le dava diritto a un sussidio statale.
Fra il 12 e il 14 giugno, mentre si trovava nella cappella del convento di Akita, suor Agnes vide che dal tabernacolo scaturivano raggi luminosi. Il prodigioso evento si ripeté il 28 giugno, durante la Messa del Corpus Domini, e in serata la donna si ritrovò sul palmo della mano sinistra una ferita a forma di croce, lunga 3 centimetri e larga 2. Il fenomeno si ripeté per quattro settimane: ogni giovedì sera la piaga si gonfiava, il venerdì si apriva e bagnava di sangue la garza, il sabato si richiudeva.
Il successivo 6 luglio ebbe l’apparizione di una figura, nella quale successivamente riconobbe il proprio angelo custode, che le disse: «Non avere paura. Prega con fervore non soltanto per i tuoi peccati, ma anche in riparazione per quelli di tutti gli uomini. Il mondo d’oggi ferisce il santissimo Cuore di Gesù a causa della sua ingratitudine e dei suoi oltraggi. Le piaghe di Maria sono molto più profonde e penose della tua. Ora andiamo a pregare insieme in cappella». Qui, nonostante la sordità, sentì la statua della Vergine parlarle con una voce dolcissima.
Il primo messaggio fu questo: «Figlia mia, novizia mia, mi hai obbedito bene abbandonando tutto per seguirmi. L’infermità delle tue orecchie è dolorosa? La tua sordità verrà guarita, sii certa. Sii paziente: è l’ultima prova. La piaga sulla mano ti fa male? Prega in riparazione per i peccati degli uomini. Ogni persona di questa comunità è una mia insostituibile figlia. Reciti bene la preghiera delle Serve dell’eucaristia? Dunque, preghiamola insieme. Prega molto per il Papa, i vescovi e i sacerdoti! Dal momento del tuo battesimo hai sempre pregato fedelmente per loro. Continua a pregare moltissimo. Racconta al tuo superiore (monsignor Ito, nda.) tutto quello che è accaduto oggi e obbediscigli in tutto ciò che ti dirà».
Dopo questo messaggio, suor Agnes ne ricevette altri due, che furono accompagnati da alcuni annunci profetici. E il vescovo Ito venne subito coinvolto nel discernimento su cosa stesse accadendo, restando colpito dalla credibilità della vicenda.
Sì, e vale la pena leggere le parole pronunciate dalla Madonna. Il secondo messaggio ci fu il 3 agosto: «Figlia mia, novizia mia, ami il Signore? Se ami il Signore, ascolta quello che ho da dirti. È molto importante. Lo comunicherai al tuo superiore. Molti uomini in questo mondo affliggono il Signore. È vero ciò che pensi nel tuo cuore? Sei veramente decisa a diventare la pietra scartata? Mia novizia, tu che desideri appartenere senza riserve al Signore, per diventare la degna sposa dello Sposo, fai i tuoi voti sapendo che devi essere appesa alla croce con tre chiodi. Questi tre chiodi sono povertà, castità e obbedienza. Dei tre l’obbedienza è il fondamento. In abbandono totale, lasciati guidare dal tuo superiore. Lui saprà come comprenderti e guidarti».
Quindi, sabato 13 ottobre, il terzo e ultimo messaggio, ricco di preannunci profetici, da trasmettere al vescovo. La raccomandazione finale della Vergine fu: «Parla coraggiosamente al tuo superiore. Lui saprà come incoraggiare ciascuna di voi a pregare e a compiere atti di riparazione. Pregate molto la preghiera del Rosario. Io sola sono ancora in grado di salvarvi dalle calamità che si avvicinano. Coloro che ripongono la loro fiducia in me saranno salvati». Esattamente un anno dopo, il 13 ottobre 1974, suor Agnes verrà istantaneamente guarita dalla sordità, ma questa guarigione durò soltanto cinque mesi, come le era stato preannunciato dall’angelo custode nell’apparizione del precedente 18 maggio.
Queste profezie cui accennavi caratterizzano notevolmente le apparizioni ad Akita, anche per la loro connotazione apocalittica. Addirittura il vescovo Ito le definì la «continuazione di Fatima». Di che si tratta?
Già il 3 agosto 1973 la Vergine disse a suor Agnes: «Affinché il mondo possa conoscere la sua ira, il Padre celeste si sta preparando a infliggere un grande castigo a tutta l’umanità. Con mio Figlio sono intervenuta molte volte per placare la collera del Padre. Ho impedito l’arrivo del castigo offrendogli le sofferenze del Figlio sulla croce, il suo Sangue prezioso e le anime elette che lo consolano formando una coorte di anime vittime. Preghiera, penitenza e coraggiosi sacrifici possono mitigare l’ira del Padre». Oltre che di Fatima, qui si sentono risonanze anche di La Salette.
Più forti ancora furono però le parole del 13 ottobre 1973, con un dettaglio quasi fotografico della profezia: «Se gli uomini non si pentono e non migliorano se stessi, il Padre infliggerà una grande punizione a tutta l’umanità. Sarà un castigo più grande del diluvio, come non si è mai visto prima. Il fuoco cadrà dal cielo e annienterà una grande parte dell’umanità, i buoni come i cattivi, senza risparmiare sacerdoti né fedeli. I sopravvissuti si ritroveranno così desolati che invidieranno i morti. Le uniche armi che vi rimarranno saranno il Rosario e il segno lasciato da mio Figlio». Qui potrebbe forse esserci una connessione con il segno profetizzato sulla collina delle prime apparizioni a Medjugorje.
Quindi la Vergine proseguì: «Recitate ogni giorno le preghiere del Rosario. Con il Rosario pregate per il Papa, i vescovi e i sacerdoti. L’azione del diavolo si infiltrerà anche nella Chiesa, al punto che si vedranno cardinali opporsi a cardinali e vescovi contro altri vescovi. I sacerdoti che mi venerano saranno disprezzati e combattuti dai loro confratelli; chiese e altari saranno saccheggiati; la Chiesa sarà piena di coloro che accettano compromessi e il demonio tenterà molti sacerdoti e anime consacrate affinché lascino il servizio del Signore. Il demonio sarà particolarmente implacabile contro le anime consacrate a Dio. Il pensiero della perdizione di così tante anime è la causa della mia tristezza. Se i peccati aumenteranno in numero e gravità, non ci sarà più perdono per loro».
Queste della Vergine sono parole che oggi possono sembrare dure e, per molti, anche incomprensibili. Ma un ulteriore chiarimento c’è stato quando ella disse: «Voglio anime per consolarlo e placare l’ira del Padre celeste. Desidero, insieme a mio Figlio, anime che riparino, con le proprie sofferenze e la propria povertà, per i peccatori e gli ingrati. […] Desidero questo anche dalla tua comunità: che ami la povertà, che si santifichi e preghi in riparazione per l’ingratitudine e gli oltraggi di così tanti uomini». In che modo questo appello deve toccare il nostro cuore?
Nei messaggi che la Madonna diede a suor Agnes c’è l’espressione «ira di Dio», un’espressione biblica che va interpretata alla luce del Nuovo Testamento dove, attraverso Gesù Cristo, si è manifestata la misericordia divina. Ce lo dice san Paolo: «Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia» (Romani 5,20). L’ira di Dio è contro il peccato, non contro il peccatore, perché, come Egli stesso ci dice, «non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva» (Ezechiele 33,11). Come ci ha mostrato Gesù, quel che conta è la nostra apertura del cuore a Lui e alla sua Parola: le sue uniche espressioni di durezza sono verso i peccatori impenitenti.
Il motivo per cui la Madonna è apparsa ad Akita è affinché per i peccatori che si sono induriti nel peccato ci sia una forza di preghiera e di intercessione che li strappi al peccato e li conduca alla conversione. D’altronde lo sappiamo bene che il tema della conversione è il principale denominatore di tutte le manifestazioni mariane.
Mi sembra utile proporre qui la preghiera, composta dal vescovo Ito per le Serve dell’eucaristia, che la Vergine volle recitare insieme con suor Agnes: «Sacratissimo Cuore di Gesù, realmente presente nella santa eucaristia, ti consacro il mio corpo e la mia anima per essere completamente unita al tuo Cuore, nel sacrificio in ogni istante su tutti gli altari del mondo, nella lode al Padre, nell’implorazione dell’avvento del suo Regno. Ti prego, ricevi questa umile offerta di me stessa. Usami come vuoi tu per la gloria del Padre e per la salvezza delle anime».
Ma a cosa attribuisci il fatto che queste profezie siano state date proprio in Giappone? E in che consiste il collegamento individuato dal vescovo con Fatima?
Io vedo, da Fatima in poi, due preoccupazioni fra loro congiunte, che la Madonna esprime in tante apparizioni: quella per le anime che si perdono e quella per l’ostilità fra gli uomini che mette a rischio la stessa sopravvivenza dell’umanità e del mondo. Perciò varie apparizioni riconosciute sono avvenute in luoghi dove la violenza si è manifestata prima o dopo l’evento mariano. Lo abbiamo visto a Banneux, a Beauraing, a Kibeho, a Medjugorje.
Qui ad Akita la Vergine parla di un castigo, che è quello preannunciato a Fatima e poi ad Amsterdam. Un castigo che gli uomini si costruiscono da se stessi: la guerra, che oggi può portarci sino alla distruzione del pianeta sul quale viviamo. In particolare, ad Akita si parla del fuoco che cade dal cielo. E non dimentichiamoci che le prime due bombe atomiche sono state fatte esplodere proprio sul Giappone, a Hiroshima e a Nagasaki. Quindi questo castigo, dal quale la Madonna è venuta a proteggerci, i giapponesi lo conoscono molto bene. E il rischio di una guerra nucleare globale non è poi così remoto: se anche san Giovanni Paolo II sentì il bisogno di scrivere nel proprio testamento che ringraziava Dio perché aveva preservato il mondo dall’olocausto nucleare, vuol dire che questa è una spada di Damocle che pende sulla testa dell’umanità.
Le profezie che dà la Madonna non sono anticipazioni del futuro per soddisfare la nostra curiosità. La Madonna invece ci mostra che la strada che stiamo percorrendo, quella dell’incredulità e dell’odio, ci porterà alla rovina. Ce lo dice per invitarci a prendere un’altra strada, per evitarci le tragedie che l’uomo si provoca da sé. Il futuro preannunciato è minaccioso se noi proseguiamo dritti verso il baratro. Ricordiamoci sempre che, come ha riferito la veggente Mirjana, la Madonna ha detto che i dieci segreti di Medjugorje si realizzeranno «perché quello è il nostro bene» e Lei è fra noi per salvarci.
Vorrei anche sottolineare un aspetto storico. Quando la statua pianse per la prima volta, l’angelo custode confidò a suor Agnes che «la santa Vergine ama il Giappone e perciò ha scelto Akita per comunicare i suoi messaggi». Nessuno storico è stato in grado di determinare quanti siano i cattolici uccisi a motivo della fede in Giappone durante le terribili persecuzioni in particolare nella prima metà del Seicento, a cinquant’anni dall’inizio dell’evangelizzazione svolta nel Paese da san Francesco Saverio a partire dal 1549: fra i tanti martiri (forse più di 40.000), dei quali 437 sono stati finora proclamati beati o santi, 32 vennero bruciati vivi nel 1624 proprio ad Akita.
(Prima parte)
