"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2022 Pagina 47 di 179

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L’ARMAGEDDON

Questa guerra finisce con il fungo atomico? Lo storico Timothy Snyder dice di no

PAOLA PEDUZZI  08 OTT 2022 – Il Foglio

Secondo lo storico americano questa battaglia probabilmente non finirà come temiamo per ragioni storiche e contingenti

 Così Putin sta manipolando (anche) il nostro istinto di sopravvivenza

Milano. Vladimir Putin “non scherza quando parla dell’utilizzo di armi nucleari tattiche o di armi biologiche e chimiche”, ha detto il presidente americano Joe Biden: “Non eravamo mai stati tanto vicini alla prospettiva di un Armageddon dalla crisi dei missili a Cuba con Kennedy”. Il presidente americano è sicuro che non ci sia la possibilità di un utilizzo chirurgico di armi nucleari, che una volta che vengono utilizzate ogni cosa va fuori controllo, “non vedo uno scenario in cui si usano con leggerezza le armi tattiche e non si finisce con un Armageddon”.

Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, insiste sul pericolo nucleare (anche perché l’Ucraina viene minacciata da molto tempo) e aggiunge: “Cosa dovrebbe fare la Nato? Eliminare la possibilità che la Russia usi le armi nucleari. Mi rivolgo ancora una volta alla comunità internazionale, come facevo prima del 24 febbraio: servono degli attacchi preventivi in modo che i russi sappiano che cosa accadrà, non deve andare al contrario, cioè aspettare gli attacchi nucleari russi” e poi reagire. La reazione a entrambe le dichiarazioni è stata: Biden e Zelensky ci stanno portando alla guerra nucleare. E’ invero per tanti molto facile, in questa guerra, ribaltare il rapporto causa-effetto, così come quello tra aggressore e aggredito: è Putin che ha detto “non sto bluffando” quando ha parlato dell’utilizzo di armi nucleari ed è sempre Putin che impone la necessità di un piano di difesa. Ma ora che c’è il pericolo del passaggio da una guerra convenzionale a una nucleare è tornato forte il ritornello della “provocazione” – in sostanza: se Putin si sente provocato reagisce male – con in più il carico non secondario della paura del fungo atomico: la strategia del “non sto bluffando” e quella della deterrenza si alimentano, mischiandosi anche alla crisi energetica e all’inverno del grande scontento in arrivo. I commentatori e gli analisti si interrogano su quel che può succedere, esattamente come accadeva prima dell’inizio della guerra convenzionale (che doveva essere un blitz tra l’altro), ma con un pericolo enormemente più grande.     

Timothy Snyder è uno storico americano specializzato nella storia dell’Europa centrale, autore di saggi imprescindibili come “On Tyranny”, appena aggiornato con venti lezioni sull’Ucraina, che qualche giorno fa ha pubblicato sul suo account Substack un’analisi dal titolo: “Come finisce la guerra russo-ucraina?”, la domanda suprema, alla quale dà una risposta complessa e articolata  riassumibile in: non finisce con il fungo atomico. Snyder parte da alcuni assunti comunemente dati per veri e li ribalta: è il suo modo di interpretare la storia e il presente, come mostra nel suo ciclo di lezioni sulla “Nascita dell’Ucraina moderna” a Yale, disponibile su YouTube e patrimonio inestimabile di conoscenza.  Snyder dice che abbiamo una certa difficoltà a vedere come l’Ucraina possa vincere, pure se è chiara la sua avanzata, perché “il nostro immaginario è intrappolato in un’unica ed eppure improbabile variante di come finiscono le guerre: con una detonazione nucleare. Siamo immersi in questo scenario perché ci sembra che manchino altre varianti e perché questa ha proprio l’aria di una fine”. 

Secondo Snyder questa guerra probabilmente non finirà come temiamo per ragioni storiche e contingenti. La ragione storica: “Nazioni con armi nucleari si combattono tra loro e perdono dal 1945, senza usarle. Potenze nucleari hanno perso guerre umilianti in posti come il Vietnam e l’Afghanistan e non hanno usato armi nucleari”. E allora perché questa accelerazione? Putin sta perdendo la guerra convenzionale che ha iniziato, spera che l’evocazione atomica rallenti le forniture d’armi degli alleati dell’Ucraina dandogli il tempo di far arrivare le sue truppe sul campo e rallentare l’avanzata ucraina: “Forse sbaglia nel pensare che questa strategia funzioni, ma l’escalation retorica è una delle poche cose che gli sono rimaste”, scrive Snyder. Ma, ed è questo il punto centrale secondo lo storico, assecondare il ricatto nucleare non porrà fine alla guerra convenzionale “e renderà l’opzione nucleare più probabile”: non soltanto il ricattatore penserà di poter insistere, “perché funziona”, ma alimenterà anche le ambizioni nucleari di altri dittatori e lo standard diventerà il conflitto nucleare, o quantomeno la proliferazione di armi nucleari.

Ci sono poi le ragioni contingenti. Snyder ne elenca alcune: quando il leader ceceno Kadyrov dice che bisogna passare al nucleare  intende l’utilizzo in Ucraina, che è il posto in cui sta mandando persino i propri figli a combattere: “Perché possano venire contaminati dalle armi nucleari?”, chiede Snyder. Allo stesso modo, la mobilitazione di Putin non sta andando bene ma gli uomini russi arrivano e arriveranno: non hanno l’equipaggiamento per una guerra convenzionale, figurarsi se ce l’hanno per le radiazioni atomiche: “Putin prende il rischio politico di una mobilitazione su larga scala per inviare truppe in Ucraina e poi lancia armi nucleari lì vicino?”. E ancora: Mosca annette dei territori ucraini, dice che saranno russi per sempre, e poi manda armi nucleari lì vicino? “Non è impossibile”, scrive Snyder, “ma è molto improbabile”. Pure se accadesse, “la guerra non finirebbe, non con una vittoria russa almeno”. C’è poi da considerare il fatto che l’esercito ucraino ha mostrato una grande abilità nell’individuare e colpire le posizioni e gli armamenti russi: è molto rischioso muovere le armi nucleari vicino a un campo di battaglia che non si controlla del tutto.

Secondo lo storico americano, è necessario uscire dalla trappola di: “Putin è con le spalle al muro, cosa farà?”, per due ragioni: il presidente russo ha già subìto molte umiliazioni in questo conflitto, se la sua reazione all’umiliazione fosse l’arma atomica probabilmente l’avrebbe già usata. E le truppe russe non sono contro un muro, sono al sicuro se si ritirano, il muro ce l’hanno semmai davanti a loro. Il problema di Putin è la credibilità e la sua forza dentro al Cremlino e alla Russia e ancora di più la possibilità di controllare gli uomini armati. “La guerra è una forma della politica e il regime russo è alterato dalla possibilità della sconfitta”, scrive Snyder e quando la resa dei conti ci sarà, non avrà molto senso avere tutti i soldati russi a disposizione in Ucraina e non vicino a dove  lo scontro avviene. Ancor meno ha senso averli contaminati dalle radiazioni

BUONA DOMENICA

DOMENICA 28.M DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici, Buona Domenica! 

Che la luce di Cristo Risorto avvolga la vostra anima e il suo amore ricolmi di gioia il vostro cuore.

Oggi qui è una giornata  buia e piovosa, ma  oltre  le nuvole il sole come  sempre  risplende. Così è lo svolgimento della vita che alterna momenti  agitati ad  altri sereni nel nostro pellegrinaggio verso il Cielo.

Gesù e  Maria  ci attendono alla Santa Messa  domenicale  per rinvigorire  nostre  forze  con  la Parola di Dio e il pane di vita  dei quali non possiamo assolutamente  fare ameno.

Il Vangelo ci racconta  la guarigioni di Gesù  fa  di dieci lebbrosi invitandoli a recarsi dai sacerdoti del Tempio per avere il libello di guarigione. 

Uno solo però ritorna a ringraziarlo ed era  un  samaritano,  uno straniero.

Chiediamoci quante volte  ringraziamo Dio per tutti i suoi doni, per  la grazia della vita, della fede e di tutti i suoi interventi nella  nostra vita quotidiana. Chi ringrazia ottiene nuove grazie.

A volte sono i più lontani che sentono il bisogno di ringraziare Dio perché  li aiuta nonostante non  lo meritano e per  questo si riavvicinano a  Lui,  accogliendo la grazia della  fede

Che  la nostra vita  sia  un grazie quotidiano per  l’amore senza limiti che Dio  ci dona.

Vostro Padre  Livio

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BENEDETTO XVI

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 14 ottobre 2007

Cari fratelli e sorelle!

Il Vangelo di questa domenica presenta Gesù che guarisce dieci lebbrosi, dei quali solo uno, samaritano e dunque straniero, torna a ringraziarlo (cfr Lc 17, 11-19). A lui il Signore dice: “Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato!” (Lc 17, 19). Questa pagina evangelica ci invita ad una duplice riflessione. Innanzitutto fa pensare a due gradi di guarigione: uno, più superficiale, riguarda il corpo; l’altro, più profondo, tocca l’intimo della persona, quello che la Bibbia chiama il “cuore”, e da lì si irradia a tutta l’esistenza. La guarigione completa e radicale è la “salvezza”. Lo stesso linguaggio comune, distinguendo tra “salute” e “salvezza”, ci aiuta a capire che la salvezza è ben più della salute: è infatti una vita nuova, piena, definitiva. Inoltre, qui Gesù, come in altre circostanze, pronuncia l’espressione: “La tua fede ti ha salvato”. È la fede che salva l’uomo, ristabilendolo nella sua relazione profonda con Dio, con se stesso e con gli altri; e la fede si esprime nella riconoscenza. Chi, come il samaritano sanato, sa ringraziare, dimostra di non considerare tutto come dovuto, ma come un dono che, anche quando giunge attraverso gli uomini o la natura, proviene ultimamente da Dio. La fede comporta allora l’aprirsi dell’uomo alla grazia del Signore; riconoscere che tutto è dono, tutto è grazia. Quale tesoro è nascosto in una piccola parola: “grazie”!

Gesù guarisce dieci malati di lebbra, infermità allora considerata una “impurità contagiosa” che esigeva una purificazione rituale (cfr Lv 14, 1-37). In verità, la lebbra che realmente deturpa l’uomo e la società è il peccato; sono l’orgoglio e l’egoismo che generano nell’animo umano indifferenza, odio e violenza. Questa lebbra dello spirito, che sfigura il volto dell’umanità, nessuno può guarirla se non Dio, che è Amore. Aprendo il cuore a Dio, la persona che si converte viene sanata interiormente dal male.

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

22.  Le anime deboli che cedono ai compromessi

Nei confronti di Gesù satana ha manifestato la sua natura di “padre della menzogna” e di “omicida fin dal principio” e ha scoperto le due armi di cui si serve per conquistare le anime: la tentazione e la persecuzione.

Quello che è accaduto a Gesù accade anche alla Chiesa nel corso del suo pellegrinaggio terreno. Anch’essa nel suo insieme e in ognuno dei suoi membri è chiamata a combattete contro il demonio, che l’attacca senza sosta con le insidie della seduzione e la violenza della persecuzione.

La Chiesa è il prolungamento di Cristo nella storia ed è chiamata a rivivere la totalità del suo mistero. La lotta contro il demonio è permessa da Dio perché la grazia della redenzione divenga anche un merito da conquistare, dimostrando così la saldezza della fede e il fervore dell’amore.

 Tuttavia, l’esperienza  insegna che solo un piccolo gregge è capace di resistere e di seguire Gesù fino in cima al Calvario. Saranno queste pecorelle fedeli lo strumento con cui la Madonna  vincerà la sua battaglia, umiliando la protervia dell’angelo ribelle.

Al contrario, quelli che cedono alla seduzione del mondo sono una moltitudine e questo è quanto  abbiamo sotto gli occhi oggi, nel momento in cui satana, sciolto dalle catene, estende sul mondo la tenebra della menzogna e della morte.

La Gospa ha espresso il suo dispiacere di madre per quelli che, dopo tanti anni della sua presenza, neppure la prendono in considerazione.

Ma ancora più si è mostrata addolorata per quelli che apparentemente sono i suoi seguaci, perché accorrono alle sue apparizioni tenendo in mano la corna del rosario, ma hanno il cuore inquinato dal peccato.

 Questa è una delle tentazioni più sottili con la quale il principe di questo mondo indebolisce la Chiesa e la rende incapace di resistere ai suoi assalti.

Si tratta di una forma di farisaismo che offre all’esterno una facciata di rispettabilità religiosa, mentre l’interno è pieno del sudiciume dei vizi e delle cattive intenzioni.

Papa Francesco ha esordito nel suo primo discorso ai Cardinali presenti nella Cappella Sistina, mettendo in guarda la Chiesa dal pericolo mortale della “mondanità spirituale”, con la quale il diavolo oscura la  luce di Cristo e rende insipido il sale del vangelo.

 Nella sua visita ad Assisi, nella stanza della spoliazione del Poverello, il Pontefice non ha esitato a mettere il dito su una piaga della Chiesa, che riguarda tutti senza eccezioni, l’Ordine sacerdotale e i laici:

“Qualcuno dirà: “Ma di che cosa deve spogliarsi la Chiesa?”. Deve spogliarsi oggi di un pericolo gravissimo, che minaccia ogni persona nella Chiesa, tutti: il pericolo della mondanità. Il cristiano non può convivere con lo spirito del mondo.

La mondanità che ci porta alla vanità, alla prepotenza, all’orgoglio. E questo è un idolo, non è Dio. E’ un idolo! E l’idolatria è il peccato più forte!”.

La mondanità spirituale, il tenere i piedi in due staffe, l’essere né caldi né freddi, è il veleno mortale che  si diffonde silenzioso mietendo vittime in tutti gli ambiti della Chiesa, ma in modo tale che le apparenze siano rassicuranti.

In realtà ciò che sembra vivo in realtà emana l’ odore della morte. La Gospa sa bene che questa situazione riguarda non solo la Chiesa in generale, ma anche una buona parte di chi ha risposto alla chiamata.

 Persino l’oasi di pace delle apparizioni, dove satana è in agguato per sviare i cuori verso le vanità del mondo e la superbia della vita.

Impressiona in questo senso quanto si dice al riguardo dei primi due segreti, che saranno due ammonimenti della Gospa rivolti agli abitanti di Medjugorje perché ritornino al fervore dei primi anni, quando i messaggi erano accolti e vissuti e la persecuzione da parte delle autorità comuniste era il pane quotidiano da masticare.

I tiepidi non sono nella condizione spirituale di affrontare una Via Crucis. Non hanno né il coraggio, né la forza, né la voglia.

Come gli apostoli nella notte del Giovedì santo, si spaventeranno e fuggiranno nell’illusione di avere salva la vita. La prospettiva del martirio li spaventa e finiranno per tradire la fede.

La Madonna lo ha ben constatato nella notte dell’impero delle tenebre, quando il Figlio è stato abbandonato, rinnegato e tradito.

 Per questo la Madre è infaticabile nell’esortare i suoi figli ad essere “saldi e decisi nella fede” e a non aver paura nel dare testimonianza, in modo tale da affrontare le prove rivestiti della fortezza di Dio.

Al contrario l’astuta serpe sa che la maggioranza silenziosa dei pavidi, debilitata dal virus della mondanità, è pronta ad abbandonare il campo nel momento della battaglia.

Non lascia nulla di impreparato perché nel momento cruciale del passaggio del  Mar Rosso il popolo dei carnali cerchi la salvezza guardando indietro invece di lanciarsi in avanti.

Non vi è dubbio che approderanno alla spiaggia del mondo nuovo della pace solo quelli che si sono preparati per tempo,  i “testimoni della fede”, gli “apostoli dell’amore”, “i portatori della pace”.

Il tempo dei segreti separerà  il  buon grano della paglia e  i  pesci buoni da quelli cattivi, donando alla Chiesa la  necessaria  purificazione per  il “tempi nuovi”.

Vostro Padre Livio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟   

Contro il caos non c’è miglior difesa che far ordine.

Carissimo P.Livio,

in questo tempo di polveroni dove sguazzano gli amichetti del nemico, il segno di un ordine delle cose promana dalla fede verso Gesù attraverso Maria Vergine che, tramite le sue parole medjugorjane ci sta dando direzione e forza. Prima dell’inizio dei tre primi segreti dei famosi 10, nulla di veramente rilevante e drammatico a livello globale potrebbe accadere: chi segue Medjugorje non ha alcun dubbio in proposito, per quanto riguarda il prossimo vicino futuro noi in questo momento più che in altri, dipendiamo totalmente da quello che ci dice la Vergine.

 Nel pollaio dei potenti del mondo, spunterà certamente un gallo che vorrà fare la voce più grossa sulle altre, questo a mio parere è quasi scientifico. Noi, vorrei dire a tutti quelli che temono che da questo conflitto russo-ucraino possa uscire  qualcosa di irreparabile, per dirla in gergo spicciolo, dobbiamo stare meglio “sul pezzo” .

La Madonna sa quando inizierà il cambio epocale, con conseguente rinnovamento di chiesa e mondo, per il momento ci sta preparando non per il “quando” ma per il “come” si dovrà affrontare il venticello  che per alcuni sarà bufera, mentre per chi presta fede alle sue parole e ne fa attenzione, una rinfrescata liberatoria, al massimo una buona robusta lavata di capo.

Per chi vive sulla propria pelle “l’abbandono” a Cristo, fidandosi del suo Volere, ogni tipo di caos non è  che un fastidioso ronzare di zanzare petulanti intorno alla Sua lampada accesa. Quando tutto inizierà lo sapremo in maniera chiara, Dio parla sempre con linguaggio limpido, tanto limpido da attorcigliare gli intendimenti dei reprobi che, mentre gli eventi appariranno puntuali e precisi, correranno sempre più affannosamente, a inventarsi spiegazioni, scomodando perfino il senso del ridicolo.

 Non fate affidamento su nessuno di loro, sono ripieni di bigottismo modernista, abituati come sono da decenni a costruirsi favole di vario genere sprofonderanno si nel caos – si va dal bieco materialismo delle apparenze alle spiritualità pseudo scientifiche fai da te, prendendo spunti dai pruriti del falso spirito che ha creato da tempo una macedonia di allacci gnostici/esoterici  con cui abbindolare e prendere in giro perfino gran parte dei cattolici cristiani.

La verità è che l’Amore di Cristo è “Altra Cosa” è quella dimensione interiore che mette  ordine e rinnova tutte le cose. Non si turbi troppo il vostro cuore, queste cose devono avvenire nel segno dei sintomi premonitori del grande cambiamento, dobbiamo solo affidarci alla Vergine, mettendo olio santo per le lampade che dovranno risplendere a tempo debito. Dio Padre metterà Mano sulla sua Opera, il mondo Creato è Suo,  e nel segno di Medjugorje l’Opera sarà grande, terribilmente meravigliosa, come monito di salvezza, risveglio e giudizio.

La prossima settimana forse andrò 4 giorni a Medjugorje, due giorni fa parlandone a una cena di famiglia e dicendo che farò preghiere per tutti, mio cognato prende e dice ” No, grazie ma non ne ho bisogno, puoi pure risparmiarti di pregare per me” con una linea di falsa umiltà intrisa di arroganza … Ecco, per alcuni sarà un monito, per altri un vero e proprio giudizio, che il risveglio non gli sia amaro e che il Signore possa aiutarlo a raccogliere la sua povera  bigotta, testarda, aridità interiore, nel pentimento del cuore. Noi di fronte a Dio non siamo nulla senza preghiera, e ce ne accorgeremo.  

Ciao  amico mio e che il Signore ti benedica sempre.

Giuseppe

“L’INVIDIA – IL MORSO DEL DIAVOLO” – Puntata 13

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul Santo Rosario

Cari amici,

oggi ricorre la festa della Madonna del Rosario. In tante apparizioni la Madonna ha richiamato alla recita della preghiera del Rosario. A Lourdes è apparsa con la Corona in mano, a Fatima ha chiesto di pregare il Rosario per la pace, a Medjugorje ha raccomandato di pregare tutti i Misteri del Rosario perché stiamo vivendo i tempi dell’Apocalisse.

Il Rosario è proprio la preghiera con la quale la Madonna ci salverà dal piano di satana di distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo.

La Madonna chiede il Rosario quotidiano, lo vuole da tutti: laici, ma soprattutto sacerdoti e consacrati che devono essere esempio e insegnamento di questa preghiera. La Madonna vuole che il Rosario sia pregato, oltre che personalmente, in famiglia. Vuole che sia pregato tutto intero, tant’è vero che la parrocchia di Medjugorje si è adeguata a questa richiesta preparandosi alla Santa Messa serale secondo questa indicazione.

Le parole della Madonna vanno accolte sempre così come sono, non hanno bisogno di tante spiegazioni. La sua visione è alta e celeste, rispetto alla nostra che è terrena e limitata. Nel corso degli anni la Regina della pace ha raccomandato la recita quotidiana del Rosario; ha chiesto che questa preghiera fosse sempre preceduta dal Credo; ha spiegato che meditando i misteri si medita la Sua vita e quella di Gesù. Insomma, ha insistito molto richiamando a questa preghiera perché sapeva fin dall’inizio che sarebbe stata l’unica arma per abbattere le oscurità e le tenebre che stavano coprendo il mondo. Fin dall’inizio delle apparizioni la Madonna sapeva che questo sarebbe stato il tempo dell’Apocalisse, del grande scontro, del cruento attacco alla fede e alla Croce. La Corona del Rosario è una sorgente di pace e di gioia. Il Rosario compie miracoli. Quando siamo ammalati, stanchi, depressi, il Rosario è una medicina straordinaria.

Ecco allora alcuni messaggi in cui la Madonna fa riferimento proprio alla preghiera del Santo Rosario.

«Pregate il rosario ogni giorno!»  (Messaggio del 13 agosto 1981) 
«All’inizio della corona del rosario pregate sempre il Credo» (3 settembre 1981)
«Meditate ogni giorno sulla vita di Gesù e sulla mia vita pregando il rosario» (8 agosto 1982)   
«Che inoltre digiuni il mercoledì e il venerdì; che ogni giorno reciti almeno il Rosario: i misteri gaudiosi dolorosi e gloriosi» (14 agosto 1984) 
«Cari figli, vi esorto ad invitare tutti alla preghiera del Rosario. Col Rosario vincerete tutti gli ostacoli che satana in questo momento vuole procurare alla Chiesa cattolica. Voi tutti sacerdoti, recitate il Rosario, date spazio al Rosario» (25 giugno 1985)   
«Cari figli, rivestitevi dell’armatura contro satana e vincetelo con il Rosario in mano» (8 agosto 1985) 
«Vi invito a pregare il Rosario; il Rosario sia per voi un impegno da eseguire con gioia, così comprenderete perché sono da così tanto tempo con voi: desidero insegnarvi a pregare» (12 giugno 1986)       
«La corona del Rosario sia sempre nelle vostre mani, come segno per satana che appartenete a me» (25 febbraio 1988)
«Se volete, afferrate il Rosario; già solo il Rosario può fare i miracoli nel mondo e nella vostra vita» (25 gennaio 1991)
« Invito in modo particolare quanti si sono consacrati al mio cuore Immacolato ad essere di esempio per gli altri. Invito tutti i sacerdoti, i religiosi e le religiose a recitare il Rosario e ad insegnare agli altri a pregare. Figlioli, il Rosario mi è particolarmente caro. Per mezzo del rosario apritemi il vostro cuore ed io posso aiutarvi» (25 agosto 1997)   
«Figlioli, la preghiera opera miracoli. Quando siete stanchi e malati e non sapete il senso della vostra vita, prendete il rosario e pregate; pregate finché la preghiera diventi un incontro gioioso con il vostro Salvatore» (25 aprile 2001)         
«Cari figli, pregate! Pregate ogni giorno il Rosario, quella corona di fiori che mi lega direttamente quale Madre ai vostri dolori, sofferenze, desideri e speranze» (25 settembre 2019)

La preghiera del Santo Rosario è un’esperienza da fare. Recitandolo, si scopre quanta calma e pace porta nel cuore. È bellissimo e edificante meditarne i Misteri, in cui è condensata l’opera della Redenzione ed è racchiusa la nostra fede.

Recitate il Rosario personalmente e, quando possibile, in famiglia coinvolgendo anche i figli, fin da bambini. La preghiera del Rosario sia un appuntamento quotidiano, che da “dovere” diventerà “piacere” perché le potenze dell’anima, che molte volte sono soffocate dall’effimero, vengono risvegliate dalla preghiera.

La Corona del Rosario è l’arma per la vittoria accessibile a tutti. Impugniamola affinché ci effonda forza, pace e serenità di sguardo sul futuro.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟  

Osservazione sul tempo dei segreti

Caro nostro padre Livio,

mi aggiungo a tutte le persone, che la ringraziano della sua preziosissima guida spirituale quotidiana. 

Dono immenso è la radio, ma mi creda non è da meno la sua puntuale e luminosa voce dell’anima. 

Riguardo alle tante osservazioni su quando potrebbe esserci la sciagurata decisione di farsi governare dal dito di Satana, e avviare il lancio di bomba atomica, io ho avuto da diverse settimane un pensiero. 

Non so se già è stato detto. 

Anche io sono persuasa che il tempo dei segreti sarà caratterizzato da eventi di guerra mondiale, e mi convince la sua tesi che solo dopo il 3* segreto, è probabile l’uso atomico delle armi. 

Ma mi sono ricordata di una cosa:

ci sono ancora ben 3 veggenti che non conoscono il 10* segreto. 

Secondo lei è possibile che il tempo dei segreti inizi, prima che tutti i veggenti abbiano ricevuto il 10* segreto? 

Io non penso, ma mi interessa la sua opinione. 

Che il Signore la benedica e la custodisca per guidarci in questi tempi nebulosi. 

Marzia

Cara Marzia,

a mio avviso prima della rivelazione del primo segreto tutti i veggenti conosceranno i dieci segreti, quindi anche i tre che ora ne conoscono solo nove ( Vicka, Ivan, Marija)

Tutti i veggenti hanno un ruolo nel tempo dei segreti.

Mirjana in particolare avrà il compito di scegliere il Sacerdote che dovrà rivelarli al mondo.

Uno fra i tre che hanno ora le apparizioni quotidiane ( Vicka, Ivan, Marija) continueranno ad averle  anche nel tempo dei segreti e oltre.

In ogni caso la Madonna può disporre come vuole.

Ave Maria

P. Livio

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟  

L’Armagheddon del Presidente degli Stati Uniti

Caro Padre  Livio,

Mi permetta di disturbarla di prima mattina.

Io credo   che dopo quello che ha detto il Presidente Biden sul fatto che Putin fa sul serio quando minaccia le armi atomiche, il  suo ottimismo che non accadrà nulla del genere  prima del terzo segreto  incomincia a vacillare. Non le  pare?

Dio la benedica  per tutto quello che fa per noi.

Tiziana  di Dueville

Cara  Tiziana,

                Il mio ottimismo al contrario si è rafforzato perché la dichiarazione del Presidente degli Stati Uniti di un possibile Armagheddon è avvenuta proprio in occasione della festa  della  Madonna del Rosario.

Ave  Maria

Padre Livio

PS. in ogni caso la gravità della situazione è evidente. In pratica Biden fa sapere a Putin che se userà un’arma atomica tattica si finirà in un Armagheddon (fine del mondo). Il che non avverrà, ma dobbiamo tutti prendere in mano la corona del Rosario, nessuno escluso.

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