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GRAZIE PADRE LIVIO PER ESSERE UNA GUIDA DI LUCE. Ho una domanda.

Buonasera Padre Livio.
Mi chiamo Alessandro, ho 34 anni e sono papà di due bimbi di 3 e 6 anni. La seguo da diversi anni. Mi piace moltissimo la sua lettura cristiana della cronaca e della storia. Traspare dalle sue parole un raggio di luce pieno di fede che penso faccia da guida spirituale a tante persone. Anche solo 20 minuti di una sua catechesi ascoltata in auto molto spesso scaldano il cuore e danno forza alla speranza e alla Fede in questo mondo confusionario.
Sono stato a Medjugorje in solitaria nel 2007 al Festival dei Giovani quando avevo 19 anni. Li ho ricevuto la mia vocazione di diventare padre di famiglia (mi sono sposato poi nel 2014) e proprio quella volta a Medjugorje sono stato “chiamato” ad una confessione fortissima che per sempre ricorderò nel mio cuore.
Sono giovane, ho fede con i miei alti e bassi, e sono attento ai messaggi di Maria. Li vedo come un’aiuto particolare del Cielo in un tempo dove il Cielo è sempre più minacciato da folte tenebre.
Ogni giorno è fatto di lotta e di scelte. Da sempre. Bisogna essere gioiosi, vigili e resilienti. Guardando un poco avanti nel tempo però, spero e prego di farmi trovare ancora più pronto (e non con le fette di prosciutto sugli occhi come dice spesso lei) e coraggioso nel tempo delle grandi decisioni ed eventi (che cambieranno il mondo) che ci aspettano e che in parte (forse..)è già iniziato.
Credo ( e si è detto) che i primi tre Segreti riguarderanno la regione dei Balcani e la parrocchia di Medjugorje (..il terzo segreto spartiacque bellissimo sarà proprio li).
Le domando questo: anche se i media ancora non ne parlano, negli ultimi mesi e soprattutto negli ultimi giorni la situazione si fa sempre più tesa tra Serbia e Kosovo. Il rischio di un conflitto è ora molto alto purtroppo. Con la Serbia appoggiata dalla Russia e il Kosovo dalla Nato. La tensione si è accesa già altre volte in passato, e credo che lo scoppio eventuale non sarà immediato, anche perchè ci saranno vari tentativi delle Istituzioni di evitarlo ma il pericolo ora è reale e più tangibile che mai.
Con la gravità poi che ci possa estere un’estensione di un’eventuale incendio anche al resto della regione balcanica (ad esempio in Bosnia con i serbi di bosnia guidati dal filorusso Dodik pronti ad appoggiare i fratelli serbi per poi dichiarare in caso di vittoria una loro indipendenza).
Secondo lei il divampare di un incendio proprio nella zona geografica vicina a Medjugorje, in questo periodo storico (dopo l’invasione russa in Ucraina che ha stravolto completamente la geopolitica mondiale) anche se ovviamente non possiamo sapere come evolverà, potrebbe essere un segno triste ma importantissimo che il tempo dei Segreti è davvero imminente al punto che i primi tre Segreti probabilmente riguarderebbero proprio questo nuovo conflitto ancora più nel cuore dell’Europa?
Con affetto e preghiera,
Alessandro.
Caro Alessandro,
Sappiamo che i segreti di Medjugorje riguardano eventi locali, cioè circoscritti a determinate regioni. Sappiamo anche che riguardano il mondo (guerra) e la Chiesa (apostasia, persecuzioni).
Questo è quanto ha detto e scritto Mirjana, confermata anche da Ivan. Saremmo quindi in realtà dinanzi al prolungamento del segreto di Fatima.
Per il resto tocca a noi essere attenti ai segni di tempi, formulare delle ipotesi e trarre delle conclusioni.
A mio avviso il soggetto protagonista in chiave anticristica sarà la Russia come già avvenuto in passato.
I luoghi della devastazione bellica e della persecuzione alla Chiesa saranno soprattutto in Europa, come già avvenuto per la prima e la seconda Guerra mondiale.
La persecuzione alla Chiesa potrebbe riguardare in particolare l’Italia e Roma in quanto Sede di Pietro.
Credo che Medjugorje resterà immune da questi sommovimenti e resterà il luogo della speranza e della pace.
Tuttavia si tratta di ipotesi e non di profezie.
Per noi la cosa più importante è quella di essere al riparo sotto il manto della Madonna. “Se siete miei vincerete”
Ave Maria
IL REGNO DELLA DIVINA VOLONTÀ ANNUNCIATO DA LUISA PICARRETA

Caro Padre Livio,
leggendo sul suo blog quanto scritto in merito alla Divina Volontà nel tempo della pace
ho potuto notare che si parla di Regno della Divina Volontà solo come qualcosa di spirituale.
Come si concilia un regno solo “tutto interno nell’anima”, come è stato definito, con quanto dice Gesù nei seguenti brani nei quali accenna ad alcune conseguenze materiali, tra tante altre, che ci saranno nel suo Regno? ( 11 Dicembre -2022)
-Il regno del Fiat Divino sarà preservativo a tutti i mali:
“Il regno del mio «FIAT» racchiuderà tutti i beni, tutti i miracoli, i portenti più strepitosi, anzi, li sorpasserà tutti uniti insieme;… il regno della mia Volontà terrà l’alimento preservativo e per chiunque entrerà in Esso non ci sarà nessun pericolo che possa rimanere cieco, zoppo ed infermo; la morte sull’anima non avrà più potere, e se lo avrà sul corpo non sarà morte, ma passaggio…. anche i corpi non saranno soggetti a scomporsi e a corrompersi così orribilmente, da incutere paura anche ai più forti, come lo è tuttora, ma rimarranno composti nei loro sepolcri, aspettando il dì della resurrezione di tutti. …….. Il regno del «FIAT» Divino farà il gran miracolo di sbandire tutti i mali, tutte le miserie, tutti i timori, perché Esso non farà il miracolo a tempo e a circostanza, ma si terrà sui figli del suo regno con un atto di miracolo continuato, per preservarli da qualunque male e farli distinguere come figli del regno suo, e questo non solo nell’anima, ma anche nel corpo ci saranno molte modifiche...” (22.10.1926)
– Nel Regno della Divina Volontà nessuno avrà bisogno di niente e non ci sarà più nessuna povertà né infelicità:
“Figlia mia, guarda come è bello l’ordine del cielo, così quando il regno della Divina Volontà avrà il suo dominio sulla terra in mezzo alle creature, anche in terra vi sarà ordine perfetto e bello. Allora avrò tre regni, uno nella Patria Celeste, l’altro nella Creazione ed il terzo fra le creature e uno sarà l’eco dell’altro, uno il riflesso dell’altro…”. (28.01.1927)
– Quando verrà il Regno sulla terra, la fede non avrà più oscurità né misteri, tutto sarà chiarezza e certezza; esso porrà fine ai mali e riprenderà l’ordine del principio della Creazione:
“Figlia mia, quando il mio Volere avrà il suo regno sulla terra, e le anime vivranno in esso, la fede non avrà più ombra, non più enigmi, ma tutta sarà chiarezza e certezza, la luce del mio Volere porterà nelle stesse cose create la visione chiara del loro Creatore, lo toccheranno con mano in tutto ciò che ha fatto per amor loro”. (29.06.1928)
-Il Regno della Divina Volontà è, insomma, il ripristino dell’ordine iniziale della Creazione:
“…non solo le mie manifestazioni porteranno santità, gioie, pace e felicità,
ma tutta la Creazione
facendo gara con esse, sprigionerà da ogni cosa creata ciascuna felicità che contiene e le riverserà sopra le creature. (…) Ora col ritornarmi l’uomo nel mio Fiat Divino, i germi acquisteranno la sanità, ed acquisterà la forza di assimilare e gustare tutte le felicità che ci sono nell’ordine della Creazione. Sicché per lui si formerà una gara di felicità, tutto gli sorriderà e ritornerà l’uomo felice come Iddio lo aveva creato”. (03.10.28)
– La sua venuta o compimento “sulla terra come in Cielo” comporta la venuta di Gesù come Re. Si tratta del compimento del Regno che invochiamo nel Padre nostro: la sua Volontà, a cominciare da Luisa, deve compiersi in un modo nuovo sulla terra, nel modo come si compie in Cielo, dove è la sorgente di ogni bene e felicità, dove è la Vita di Dio e dei suoi figli. Perciò, il punto di partenza del suo grande Messaggio, il Signore lo dichiara nel suo “Appello del Re Divino”: “Vengo come Re… Vengo a rimanere con voi per fare vita insieme e vivere con una sola Volontà, con un solo Amore”.
“È proprio questo il Fiat Voluntas Tua come in Cielo così in terra, che l’uomo ritorna nella mia Divina Volontà, e allora Essa si quieterà quando vedrà di nuovo il suo figlio felice, vivere in casa sua, coll’opulenza dei suoi beni, e così poter dire: “Il mio figlio è ritornato, è vestito delle sue vesti regali, porta la corona di re, fa vita insieme con Me, e gli ho restituito i diritti che gli diede nel crearlo. Quindi il disordine nella Creazione è finito, perché l’uomo è ritornato nella mia Divina Volontà” (22 marzo 1929).
Solo la speranza della venuta di questo regno nell’umanità ci può dare la forza di affrontare i segreti di Medjugorje.
“Nel Regno del Fiat Supremo avremo le copie della Sovrana Regina. Sicché anche lei sospira, aspetta questo Regno Divino sulla terra, per avere le sue copie” (04.11.26).
Grazie infinite Padre Livio per tutto.
Stefania
APOSTOLI DI MARIA

37. La conversione non è più rinviabile
L’umanità è entrata nel tempo dell’Apocalisse nel quale tutti gli uomini avranno a che fare con Dio, anche quelli che hanno deciso di eliminarlo definitivamente dalla propria vita, come se ciò fosse possibile.
Il tempo che ancora Dio concede per le revisioni radicali di vita sta per scadere. I segni dei tempi ci indicano un mondo sull’orlo dell’abisso e un’umanità allo sbando, agitata dinanzi al presente e impaurita riguardo al futuro.
E’ inutile sperare in salvezze umane perché nessuno è in grado di fermare l’onda della negazione e del nichilismo che si è abbatta sull’intero pianeta.
L’unica possibilità che rimane è quella di fare i conti con se stessi, su ciò che abbiamo fatto del dono della vita e sugli interrogativi di fondo che riguardano il suo senso e il suo destino ultimo
C’è un domanda che più volte si è affacciata alla tua mente, ma che forse hai rimosso frettolosamente. Riguarda te stesso, la verità della tua persona. Ti sei mai chiesto chi sei? “Ed io chi sono?” si chiedeva il pastore errante di leopardiana memoria.
Ma la domanda è rimasta senza riposta, perché senza Dio l’uomo non ha la chiave per dischiudere il mistero. Tuttavia è fondamentale che, in questo passaggio drammatico, uno si chieda veramente chi è, al di là della rappresentazione di comodo che si è costruito.
Che cosa pensi di te stesso? Chi ritiene di essere? Come ti collochi nei confronti di Dio? Come ti rapporti con i tuoi simili? Hai bisogno di metterti a fuoco e di guardarti con realismo. Guai se nella vita evitassimo questi momenti di verità.
Sappi che sono poche le persone che hanno il coraggio di guardarsi come sono. Ci vuole coraggio, ma si tratta di una virtù piuttosto rara. I più amano farsi una rappresentazione di sé che non trova riscontro nella realtà. L’uomo infatti è un astuto ingannatore di se stesso.
Gesù con sottile ironia osserva che ha la pretesa di togliere la pagliuzza nell’occhio degli altri, ma non vede la trave che è nel suo. Infatti siamo ben decisi a giustificare le nostre nequizie e ci assolviamo persino dei più gravi delitti, mentre siamo pronti a scandalizzarci quando qualcosa non va negli altri.
La rappresentazione di noi stessi è quella celeberrima del Fariseo: “ O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano” (Lc 18,10).
La presunzione di essere giusti, accompagna dal disprezzo degli altri, è un macigno insormontabile sulla via della conversione. “Medico, cura te stesso” (Lc 4, 23) è l’esortazione fatta propria da Gesù. Hai bisogno di vederti come sei, cioè come Dio ti vede.
Ti sei costruito un immagine della tua persona, in modo tale che gli altri, oltre che tu stesso, potessero ammirarla. Ti sei domandato se è veritiera? Si tratta di un punto delicato, perché altrimenti non si spiegherebbero le parole di fuoco di Gesù contro il farisaismo di ogni tempo.
Il Maestro divino, mite ed umile di cuore, traboccante di bontà per i peccatori allo sbando, usa toni da brivido nei confronti di coloro che vanno in giro in maschera, dando di sé una rappresentazione falsa e ingannatrice:
“ Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi, all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità…Serpenti, razza di vipere, come potrete sfuggire alla condanna della Geènna?” ( Mt 23, 27-28.33).
Gesù non ce l’ha con i peccatori. Anzi, è venuto per espiare i loro peccati. Il suo sdegno si riversa su coloro che recitano la commedia della virtù, mente sono una sentina di vizi.
Ti assicuro caro amico, che riconoscersi peccatori è un sollievo. Ci vuole un atto di umiltà, che è l’inzio della saggezza. L’umiltà è uno spillo che sgonfia il tuo io compiaciuto di se stesso. Ti da fastidio ammettere che anche tu sei come tutti gli altri e forse anche peggio?
Ti secca riconoscere che persone che tu guardi dall’alto in basso, sono più avanti di te sulla via di Dio? Il peccato è una malattia, che, come le malattie del corpo, non risparmia nessuno. “Tutti hanno traviato, tutti sono corrotti; nessuno fa il bene; neppure uno” si lamenta il salmista ( Sal 6,28).
Gli fa eco l’apostolo Paolo, grande peccatore convertito: “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” ( Rm 3,23). Togliti la maschera e guardati allo specchio. Posa lo sguardo sulle tue ferite spirituali con lo stessa attenzione con cui esamineresti quelle del tuo corpo. Tentare ancora una volta di coprirle e di rimuoverle aggraverebbe la situazione.
E’ giunto il momento, assolutamente non rimandabile, di scoperchiare quel vaso di Pandora che ognuno porta dentro di sé. Il malessere esistenziale che ti angoscia ha bisogno di una diagnosi veritiera. Se la vita ti schiaccia e sei arrivato fino a non sopportarti più, devi fartene una ragione.
Vedere la propria situazione esistenziale nella luce della verità non è facile. Senza un aiuto dall’alto è impossibile. L’orgoglio e i pregiudizi impediscono di vedere. Tuttavia la grazia del Creatore è sempre all’opera e la tua inquietudine è un segno della sua misteriosa presenza.
Effonde su di te un tenue raggio di luce per farti vedere che la tua vita è allo sbando e che la strada che percorri ti porta alla rovina. Ti sta mostrando che le tue sicurezze sono fragili e che i tuoi progetti sono illusori. Ti sta togliendo le squame dagli occhi perché ti renda conto del male che ti divora e ti distrugge.
Lascia cadere la maschera che ti sei messa addosso per gratificare te stesso e per farti accettare dagli altri. Guardati come sei. Ascolta l’ammonimento dell’angelo dell’Apocalisse: “Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo” ( Ap 3, 17).
Ti è duro ammetterlo? Hai paura che il mondo ti crolli addosso? Temi di perdere la tua rispettabilità e di smarrire la tua identità? Caro amico, non conta l’immagine che tu ti sei fatto di te stesso e quella che si sono fatti gli altri.
A cosa ti serve apparire buono, quando sei duro e cattivo? Giusto quando calpesti il prossimo? Sincero, quando tendi insidie? Onesto quando inganni? Ti sei mai chiesto che cosa sei davanti a Dio? Infatti ognuno di noi è esattamente quello che Dio vede e giudica.
E’ giunto il momento di guardarti come sei davanti a lui. Non temere di apparire un miserabile, bisognoso di compassione. Nel momento in cui prendi coscienza di essere un poveretto, Il Padre celeste si china su di te con tenerezza infinita.
Osserva come si comporta Gesù, il Figlio che ha inviato sulla terra per la nostra salvezza. Se le sue parole contro chi si crede giusto sono una spada affilata, quelle che rivolge ai peccatori, che si riconoscono tali, sono traboccanti di misericordia.
Non c’è nessun peccatore che sia stato respinto da Gesù. Il primo che ha portato con sé in paradiso è stato il malfattore pentito, crocifisso accanto a lui. Mettiti anche tu al posto suo, perché in un modo o nell’altro siamo tutti malfattori.
Ma soprattutto confida anche tu nella sua misericordia. Infatti se Dio vuole che tu guardi le tue ferite, non è per gettarti nella disperazione, ma per risanarti, per risollevarti e per offriti una nuova possibilità di vita. Guardati intorno caro amico. L’umanità è su un transatlantico in fiamme che nessuno è in grado di spegnere. Per salvarsi è necessaria l’umiltà di ritornare a Dio, senza il quale non c’è salvezza. E’ ora che tu decida senza aspettare le decisioni degli altri.
Vostro Padre Livio
Pensiero Spirituale sul cammino verso il Natale. Quarta tappa: prendere coscienza dell’inganno di satana

Cari amici,
nel cammino verso il Santo Natale è bene prepararsi con una serie di riflessioni, affinché Gesù Bambino trovi un cuore degno di accoglierlo.
Dal dopoguerra in poi si è delineato un periodo storico in cui si è commesso il più grave dei peccati: è stato rinnegato Gesù Cristo.
Abbiamo rinnegato il cristianesimo per seguire la nuova religione dell’uomo che si mette al posto di Dio. Abbiamo aderito al nuovo modo di pensare che è il modernismo, per cui si rinnega Dio, l’eternità, l’inferno, la legge morale e naturale dei Dieci Comandamenti.
Siamo la generazione che ha costruito il mondo nuovo senza Dio. La gente semplice è stata condotta a deviare perché le forze del male avevano in mano il mondo e hanno guidato la Storia a loro piacimento.
La Madonna ha menzionato in tre messaggi molto severi il modernismo e ha proprio detto che esso è opera di satana. Con il modernismo satana ci devia dalla via della salvezza che è Cristo e ci conduce sulla sua via, che è quella dell’orgoglio, della superbia, dell’odio e della ribellione contro Dio.
È importante prendere consapevolezza di questo inganno. Satana è la morte e il mondo nuovo senza Dio non ha futuro, né speranza, né pace.
Di fatto, le moltitudini oggi vivono in un mondo senza Dio. Basta guardarci intorno proprio in questi giorni di Avvento. La prospettiva è esclusivamente consumistica. L’aspetto religioso di questo evento di grazia che è il Natale è totalmente escluso. Nessuno parla di Gesù Bambino che nasce. Il Natale è un evento di grazia mediante il quale Cristo che nasce di nuovo nel cuore di ogni uomo che si apre alla Sua presenza.
Quante persone vivranno il Santo Natale nella fede, nella preghiera, nel pentimento dei peccati, nella sollecitudine di presentare il proprio cuore come una culla nella quale
la Vergine Maria possa deporre il Principe della pace?
Dobbiamo scoprire l’inganno di satana e contrastarlo! Senza Dio non c’è futuro! Solo in Dio c’è salvezza, speranza e vita. Se non prendiamo coscienza che satana ci ha messo sulla via della rovina, non riusciremo a cambiare strada e salvarci. Quante volte la Madonna ha detto che per il mondo senza Dio non c’è futuro né salvezza.
L’umanità ha deciso per la morte spirituale, ha deciso per l’inferno. Apriamo gli occhi e guardiamoci attorno, satana ci ha sedotti e ingannati. L’inganno di satana ci ha portato in una palude dalla quale, senza la grazia di Dio, non riusciremo a uscire e periremo eternamente. Torniamo a Dio, è Lui il Salvatore che viene nella Notte Santa, è Lui il Cristo che si è fatto carne nel grembo della Vergine Maria ed è venuto per salvarci.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Si può parlare dei segreti a dei ragazzi?

Caro Padre Livio
Sono la mamma di due ragazzi delle medie e una bambina delle elementari. Io e mio marito ci sforziamo di educare i figli nella fede, inculcando i sani principi della vita cristiana.
Siamo anche stati a Medjugorje e ne abbiamo avuto molti benefici spirituali.
Ora abbiamo un domanda da porle per la quale vorremmo una risposta che ci tranquillizzi.
Dobbiamo parlare ai nostri figli, in particolari ai due più grandicelli, dei segreti che verranno rivelati nel prossimo futuro?
Luisella da Pagazzano
Cara Luisella,
quando si tratta di bambini e ragazzi non bisogna andare oltre ciò che essi possono comprendere e metabolizzare.
Ai ragazzi va innanzi tutto spiegata l’importanza della presenza della Madonna che ci aiuta a crescere nella fede, nella preghiera e nella vita cristiana.
Quanto ai segreti, si può utilmente accennare che la Madonna è qui come Regina della pace e che salverà l’umanità dai pericoli di una nuova guerra mondiale.
Anche i ragazzi sono in grado di afferrare il pericolo che proviene dall’uso di armi nucleari di cui ormai si parla anche in televisione.
Teniamo sempre a mente, nella nostra comunicazione, le parole della Madonna sui pericoli che incombono: “Dio vi ama e ha mandato me a salvare le vostre vite e il pianeta sul quale vivete”.
La porta della speranza deve rimanere sempre aperta.
Ave Maria
Padre Livio
Una preghiera per tutti i Sacerdoti che hanno “perso” la fede

Caro Padre Livio,
stasera ero in Chiesa, nella parrocchia davanti casa.
Ascolto sempre volentieri l’omelia dell’anziano parroco. Ci siamo trasferiti da poco in zona.
Però stasera c’è stato qualcosa che mi ha prima perplesso e poi addolorato.
Nel Vangelo di Matteo Gesù dice
«Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Il sacerdote ci ha tenuto a precisare che questi miracoli non andrebbero intesi come guarigioni fisiche, ma solo come
guarigioni spirituali. Io non sono un biblista e senza dubbio i miracoli intendono anche le guarigioni spirituali. Ma
anche quelle fisiche, o sbaglio?
Se non ricordo male l’interpretazione datene dalla Chiesa è quella anche del miracolo inteso in senso fisico.
Ho pensato a mia moglie, per cui prego molto per la sua conversione e mi sono domandato se così non si rischi
di confondere le persone e nascondere la fede.
Io nella mia vita ho capito dopo tante difficoltà, anche dovute a indicazioni troppo razionali e senza fede di alcuni
sacerdoti, che la fede è data dal credere nella storicità del Vangelo e che le interpretazioni che vorrebbero cercare
di conquistare i “sapienti” di questo mondo sostanzialmente svuotano la fede nella divinità di Cristo.
Ne sono uscito addolorato. E ho pensato che quando la chiesa cerca di inseguire il mondo anziché il Paradiso
è condannata all’estinzione. Ma la Chiesa che insegegue il Paradiso c’è sempre, anche quando l’altra chiesa
si perde per strada.
Preghiamo Maria Nostra Madre perché ridoni la fede autentica e divina a tutti i sacerdoti.
Grazie per tutto quanto fate.
Filippo
Caro Filippo,
non c’è dubbio che le guarigioni effettuate da Gesù vanno intese innanzi tutto in senso fisico. Gesù compiva miracoli perché è il Figlio di Dio.
Allo stesso modo gli apostoli e i Santi li hanno compiuti e li compiono nel suo nome.
Purtroppo è la fede in Gesù Figlio di Dio e Redentore del mondo che sta spegnendosi in molti cuori.
Preghiamo incessantemente perché Gesù accresca la fede nel cuore di coloro che ha chiamato ad essere la sua presenza nel mondo.
Ave Maria
Padre Livio
