Mese: Ottobre 2022 Pagina 8 di 17
Pensiero Spirituale sul dono della fortezza

La fortezza è un dono dello Spirito Santo fondamentale per la vita cristiana, che è una lotta contro i nemici della nostra anima che sono la carne, ovvero la nostra natura umana indebolita dal peccato; il mondo, con tutte le sue seduzioni e le sue persecuzioni e ovviamente il demonio che agisce in genere per interposta persona ma quando necessario agisce direttamente per deviarci dalla via di Dio e metterci sulla sua via che porta alla perdizione.
La fortezza è quell’aiuto dello Spirito Santo grazie al quale diventiamo forti nel combattimento spirituale, contro il maligno e tutte le difficoltà che vengono dalle tentazioni, dalle seduzioni e dalle vicende della vita in cui siamo chiamati a combattere, a testimoniare, a dare perfino il dono della nostra vita.
Il momento che stiamo vivendo è caratterizzato da satana libero dalle catene. In molti si sono schierati dalla parte dell’impero delle tenebre, tant’è che la Madonna ha detto che satana regna. In modo consapevole o meno, molti uomini vivono sotto l’influenza del maligno.
La Regina della pace ci esorta a essere saldi e forti nella fede, lo ha fatto anche nell’ultimo messaggio esortandoci a invocare il dono dello Spirito Santo e chiedere i suoi doni che sono innumerevoli. L’anima irrorata dalla grazia dello Spirito Santo è come un giardino fiorito. Nel tempo che stiamo vivendo ci vuole la preghiera per i doni dello Spirito, in modo particolare per il dono della fortezza, per resistere alle potenze del male e non esserne travolti.
Il dono della fortezza è particolare, lo vediamo nelle vite dei santi, persone umili e semplici che grazie a questo dono hanno fatto cose incredibili. La forza di Dio che investe una persona la rende capace di imprese memorabili.
Il mondo è sotto l’influsso di satana che mai come ora ha la capacità di ingannarci, di deviarci, di sedurci con le false luci e per questo motivo dobbiamo invocare lo Spirito Santo che ci rivesta della fortezza di Dio, oltre alla sapienza e al discernimento che certamente sono importanti ma non bastano.
Chiediamo una fede integra, totale, in modo tale da non cedere alla tentazione di nascondere le verità della fede scomode. Chiediamo la grazia di poterle abbracciare tutte, di viverle e testimoniarle senza paura in questo tempo in cui molti invece si nascondono.
«Chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio» (Lc 12,9)
La nostra fede sia integra, vissuta e testimoniata.
In questo tempo di scatenamento dell’odio, chiediamo allo Spirito Santo la fortezza di affrontare le difficoltà in questo strenuo combattimento spirituale.
Il nostro cuore, la nostra anima, la nostra persona tutta sia di Dio, sia strumento di verità, di bontà e di pace.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Dio ti benedica

Buongiorno padre Livio mi chiamo Andrea, sono di Forlì, ascolto sempre radio Maria e ho letto molti sui libri, faccio un lavoro a contatto col pubblico e avendo la radio sempre accesa “su radio Maria”, posso sentire commenti della gente, credo che la maggior parte non pensa e non crede che possa succedere qualcosa di catastrofico, perché crede di essere protetto dalle istituzioni, altri sono rassegnati a quello che verrà, addirittura c’è gente indifferente, continua la sua vita come se nulla fosse, credo che la mia fortuna e di tutti quelli che seguono la Madonna o provano con tutte le forze a farlo, intuiscano i tempi che verranno e sinceramente fa un po’ paura, però sono convinto che in quel momento se staremo aggrappati a Lei La Nostra Mamma ci arriverà anche la grazia di non avere timore di nulla e di passare il mar Rosso incolumi come dice lei padre Livio . Un abbraccio forte da me e da tutta la mia famiglia, ci metta nelle sue preghiere e grazie di tutto.
Andrea
Caro Andrea,
credo e spero che con l’inizio dei segreti, e in particolare con il segno sulla montagna, gli occhi di molti si apriranno, ma purtroppo non di tutti. Dovremo essere noi la luce che illumina e la forza che trascina.
Ave Maria
Padre Livio
Siamo alla vigilia dei segreti?

Caro Padre Livio,
complimenti per il suo ultimo editoriale, col quale ha messo in chiaro la situazione del mondo e della Chiesa alla vigilia dei segreti, chiarendo in modo particolare il ruolo della Russia nel piano di Maria da Fatima a Medjugorje.
Premetto che mi trovo in sintonia con tutto quello che lei ha detto. Non ha però specificato che cosa significa “alla vigilia dei segreti”.
So che Lei pondera bene le sue espressioni e mi pare di capire che non dovremo aspettare molto. Se la sentirebbe di indicare gli indizi che l’hanno messa in preavviso?
Lucia di Montefalco
Cara Lucia,
riguardo al momento in cui verrà rivelato il primo segreto c’è il buio più assoluto. Credo che prenderà tutti di sorpresa. Nelle cose di Dio accade sempre così.
Però la Madonna stessa ci ha esortato a cogliere i segni del tempo. Lei stessa ha preannunciato l’arrivo del tempo delle prove il 25 Luglio del 2019.
Dopo qualche mese è arrivata la Pandemia che è stata una prova molto sofferta ovunque nel mondo. Poi è arrivata la guerra le cui conseguenze si fanno sentire sempre di più.
L’aria che si respira è quella dell’incertezza e della paura che accada qualcosa di ineluttabile
Noi che seguiamo la Madonna sentiamo che il tempo dei segreti è alle porte.
Non cadiamo però nel tranello di voler indicare una data per quanto approssimativa.
Il vero problema è la nostra preparazione . Da questo punto di vista direi che abbiamo bisogna ancora di tempo. Dobbiamo intensificare la nostra formazione spirituale.
Ave Maria
Padre Livio
“Pregate per la libertà”

Buongiorno P. Livio,
mi chiamo Roberta, sono della Provincia di Pavia. Cercherò di essere breve. L’ho ascoltata questa mattina 13/10. Non ho la possibilità di andare sul suo Blog perché non ho internet, ma mi preme molto dare una mia risposta, riguardo alla domanda che le ha fatto Samuele.
Indubbiamente e, aggiungo, purtroppo, i peccati dell’Occidente restano, ma…finché c’è vita c’è speranza. Mi spiego: Putin ha invaso un altro paese con la scusa che questo si vuole occidentalizzare con usi e costumi sbagliati. Ok, ma usa violenza e uccide persone, toglie loro la libertà di scelta, il libero arbitrio che Dio ci ha donato.
Gesù mica uccideva coloro che peccavano e non li obbligava con la forza alla conversione! E poi la stessa Madonna dice: Pregate per la libertà”. La libertà di scegliere! Ma se uno viene ucciso non può più scegliere!
Se poi l’Ucraina tornerà libera, come spero, e sceglierà l’allontanamento da Dio come l’Occidente, se la vedrà con Dio, ma sarà una sua scelta! Non con la forza e la violenza, ma con il buon esempio si porta la conversione!
Il male maggiore ora è l’invasione perché prova della libertà. Ciò non significa chiudere gli occhi sui peccato dell’Occidente! Finché c’è vita c’è speranza di cambiamento. Ecco secondo me cosa intendeva la Madonna.
Grazie
Roberta
Cara Roberta,
ti ringrazio per la tua appassionata riflessione scritta a mano, nella quale hai colto uno degli aspetti irrinunciabili della concezione cristiana dell’uomo che è la libertà.
Dio invita, ma non costringe. La Madonna stessa sottolinea il valore irrinunciabile della libertà ringraziandoci ogni volta per aver risposto alla sua chiamata.
Nei messaggi del Giugno e dell’Ottobre 2022 la Regina della pace ha suonato un campanello di allarme perché, nel mondo in cui viviamo, la libertà è sempre più insidiata, anche in Occidente.
E’ straordinario che ci abbia esortati a pregare “per la pace e la libertà” e che abbia affermato che “Dio è amore e libertà”, per cui ha proseguito ”quando vogliono mettervi dei legami e usarvi, questo non viene da Dio perché Dio è amore e dona la Sua pace ad ogni creatura.”
Dobbiamo meditare su queste parole perché non ne abbiamo ancora compreso il significato profondo.
Ave Maria
Padre Livio
SESTO GIORNO DELLE APPARIZIONI: I VEGGENTI DI MEDJUGORJE PORTATI IN AMBULANZA IN UN ISTITUTO PSICHIATRICO PER UN INTERROGATORIO

Il sesto giorno, Lunedì 29 Giugno, è la festa di S. Pietro. Poiché è giorno festivo i ragazzi hanno dormito un po’ di più e si sono preparati per andare in chiesa.
Ma ecco che all’improvviso arrivano nell’abitato di Bjakovici due automobili. Una di essa è l’autoambulanza di Citluk, una cittadina poco distante, provvista di un pronto soccorso. Senza dare spiegazioni i sei veggenti vengono invitati a salire.
“Che potevamo fare? Con la prepotenza non si ragiona. L’ho sentito dire tante volte da mia nonna. Obbedisci e basta” (Vicka). I sei ragazzi vengono caricati sull’autoambulanza, mentre alcuni familiari vengono fatti salire sull’altra macchina.
Ogni particolare è stato preparato accuratamente. Ma, qual’era l’obbiettivo che veniva perseguito? Fallita la prima visita medica a Citluk, si replica con più determinazione, portando i ragazzi in un istituto psichiatrico di Mostar.
Il presupposto ideologico è sempre quello: la fede sarebbe una puerile illusione, mentre chi dice di vedere la Madonna è un pazzo che ha bisogno di cure. Camici bianchi pronti a spacciare per scienza le loro idiozie non mancano mai sul mercato.
I sei veggenti vengono fatti entrare tutti insieme in una stanza, dove li attende una dottoressa. “ La dottoressa un po’ ci interrogava e un po’ ci prendeva in giro. Era una vera commedia. Lei voleva farci passare per imbecilli. Che noi siamo dei fissati, che siamo dei drogati, che inganniamo la gente e che so io.
Ci ha rimproverate, noi ragazze, perché eravamo vestite secondo la moda e nello stesso tempo pretendevamo di essere le ragazze della Madonna. Noi abbiamo cercato come poter fuggire quanto prima da quella casa e badare alle cose nostre” (Vicka).
Per spaventare i ragazzi li portano in una stanza mortuaria. L’effetto desiderato non viene ottenuto. Non si sa se ridere o piangere di fronte a questi espedienti. “C’è sempre qualcuno che muore. E’ normale” (Vicka).
La dottoressa alla fine dimostra di essere una persona onesta. La sua conclusione è quella del buon senso. “Ha detto che è matto chi ci ha portato lì’ e che noi siamo dei ragazzi perfettamente sani. Che altro poteva dire?” (Vicka).
Non tutti i mali vengono per nuocere. O meglio, Dio usa le macchinazioni del demonio per i suoi piani. Da quel giorno i veggenti hanno potuto dire che l’Istituto psichiatrico di Mostar li aveva riconosciuti come dei ragazzi normali. Per la verità non ci sarebbe bisogno di specialisti per arrivare a una conclusione del genere.
Verso le due del pomeriggio i sei veggenti sono di nuovo a casa. Il giorno festivo ha favorito l’afflusso della gente. La voce che appare la Madonna si è diffusa in tutta la regione. I cattolici croati, da sempre in trincea per la difesa della loro fede, intuiscono la portata storica dell’evento.
Il Podbrdo brulica di gente come non mai: “ Una marea incredibile! Tutto pieno; uno sopra l’altro. Non c’era posto dove posare i piedi. Chi gridava, chi piangeva…Qualcosa di inverosimile…Con grande fatica siamo riusciti ad arrivare lassù.
Davanti a noi andavano alcuni nostri uomini e ci facevano strada; giunti su, hanno formato un cerchio intorno a noi, tenendosi per mano. Senza di loro non ce l’avremmo fatta” (Vicka).
Quanto tempo è passato da allora? Eppure la scena si ripete anche oggi allo stesso modo, quando la Madonna appare alla croce blu o più in alto, nel luogo delle prime apparizioni. Chi può immaginare che cosa accadrà quando la Madonna lascerà il segno promesso?
La Gospa appare quasi subito. Ha guidato ogni cosa nel migliore dei modi e anche Lei non vede l’ora di incontrarsi con i suoi “angeli”. Per prima cosa le chiedono se sia contenta della presenza di così tanta gente.
La Madonna è felice quando i fedeli accorrono numerosi e lo ha detto esplicitamente in tante occasioni. Lo conferma in particolare col ringraziamento al termine dei suoi messaggi: “Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
“La Gospa sorrideva. Era meravigliosa! Ed era felice. Ma è poco dire che era felice. Questo non lo si può descrivere! Guardava la gente sparsa intorno, poi la pianura fino al monte Krizevac”. La Madonna vede dispiegarsi davanti ai suoi occhi il mirabile piano di Dio per la salvezza del mondo.
Chi allora poteva concepire che Medjugorje, un villaggio insignificante, sarebbe divenuta una delle località più conosciute della terra? I veggenti sanno poco o nulla delle apparizioni mariane precedenti. Si rendono conto che l’esperienza che stanno vivendo segnerà per sempre la loro vita.
Un pensiero li tormenta: “Per quanto tempo apparirà ancora la Madonna?” Ora che i decenni sono trascorsi, non ci poniamo più questo interrogativo, quasi che la venuta della Madonna sia un fatto abituale. Nei primi tempi si viveva nell’incertezza. Il disegno di Dio si svolge un po’ alla volta ed è sempre al di là della nostra immaginazione.
Vincono la timidezza e chiedono alla Madonna per quanto tempo sarebbe rimasta con loro. La risposta ha dell’incredibile: “Ma quanto volete angeli miei”. “Ma per sempre! Questo però non osavamo dirlo. Nessuno sa quanto questo ci ha consolati. E non si andrebbe forse per lei anche in prigione? Ma sì, anche alla morte; dovunque” ( Vicka).
Alla domanda se i veggenti sarebbero riusciti a sopportare tutte le difficoltà dovute al fatto che avevano le apparizioni, la Madonna ha risposto per tre volte: “Si che ci riuscirete, angeli miei. Non abbiate paura; voi sopporterete tutto”.
Tuttavia ad una condizione: credere e fidarsi di Lei. Così è stato fino ad ora e i frutti sono davanti agli occhi di tutti. La Madonna ha parole di incoraggiamento anche per la moltitudine che è accorsa nonostante l’ostilità delle autorità pubbliche, che non tarderà a manifestarsi.
Invita di nuovo a credere fermamente e a non avere paura di niente. La Madonna ha innescato una scintilla che diventerà un incendio. Il crollo del comunismo nei paesi dell’Est e in Russia è innanzi tutto avvenuto nei cuori delle persone, quando la paura ha lasciato il posto al coraggio.
Padre Livio –Medjugorje- Il Cielo sulla terra ( pag. 70ss) – Ed Piemme
Il sesto giorno, Lunedì 29 Giugno, è la festa di S. Pietro. Poiché è giorno festivo i ragazzi hanno dormito un po’ di più e si sono preparati per andare in chiesa.
Ma ecco che all’improvviso arrivano nell’abitato di Bjakovici due automobili. Una di essa è l’autoambulanza di Citluk, una cittadina poco distante, provvista di un pronto soccorso. Senza dare spiegazioni i sei veggenti vengono invitati a salire.
“Che potevamo fare? Con la prepotenza non si ragiona. L’ho sentito dire tante volte da mia nonna. Obbedisci e basta” (Vicka). I sei ragazzi vengono caricati sull’autoambulanza, mentre alcuni familiari vengono fatti salire sull’altra macchina.
Ogni particolare è stato preparato accuratamente. Ma, qual’era l’obbiettivo che veniva perseguito? Fallita la prima visita medica a Citluk, si replica con più determinazione, portando i ragazzi in un istituto psichiatrico di Mostar.
Il presupposto ideologico è sempre quello: la fede sarebbe una puerile illusione, mentre chi dice di vedere la Madonna è un pazzo che ha bisogno di cure. Camici bianchi pronti a spacciare per scienza le loro idiozie non mancano mai sul mercato.
I sei veggenti vengono fatti entrare tutti insieme in una stanza, dove li attende una dottoressa. “ La dottoressa un po’ ci interrogava e un po’ ci prendeva in giro. Era una vera commedia. Lei voleva farci passare per imbecilli. Che noi siamo dei fissati, che siamo dei drogati, che inganniamo la gente e che so io.
Ci ha rimproverate, noi ragazze, perché eravamo vestite secondo la moda e nello stesso tempo pretendevamo di essere le ragazze della Madonna. Noi abbiamo cercato come poter fuggire quanto prima da quella casa e badare alle cose nostre” (Vicka).
Per spaventare i ragazzi li portano in una stanza mortuaria. L’effetto desiderato non viene ottenuto. Non si sa se ridere o piangere di fronte a questi espedienti. “C’è sempre qualcuno che muore. E’ normale” (Vicka).
La dottoressa alla fine dimostra di essere una persona onesta. La sua conclusione è quella del buon senso. “Ha detto che è matto chi ci ha portato lì’ e che noi siamo dei ragazzi perfettamente sani. Che altro poteva dire?” (Vicka).
Non tutti i mali vengono per nuocere. O meglio, Dio usa le macchinazioni del demonio per i suoi piani. Da quel giorno i veggenti hanno potuto dire che l’Istituto psichiatrico di Mostar li aveva riconosciuti come dei ragazzi normali. Per la verità non ci sarebbe bisogno di specialisti per arrivare a una conclusione del genere.
Verso le due del pomeriggio i sei veggenti sono di nuovo a casa. Il giorno festivo ha favorito l’afflusso della gente. La voce che appare la Madonna si è diffusa in tutta la regione. I cattolici croati, da sempre in trincea per la difesa della loro fede, intuiscono la portata storica dell’evento.
Il Podbrdo brulica di gente come non mai: “ Una marea incredibile! Tutto pieno; uno sopra l’altro. Non c’era posto dove posare i piedi. Chi gridava, chi piangeva…Qualcosa di inverosimile…Con grande fatica siamo riusciti ad arrivare lassù.
Davanti a noi andavano alcuni nostri uomini e ci facevano strada; giunti su, hanno formato un cerchio intorno a noi, tenendosi per mano. Senza di loro non ce l’avremmo fatta” (Vicka).
Quanto tempo è passato da allora? Eppure la scena si ripete anche oggi allo stesso modo, quando la Madonna appare alla croce blu o più in alto, nel luogo delle prime apparizioni. Chi può immaginare che cosa accadrà quando la Madonna lascerà il segno promesso?
La Gospa appare quasi subito. Ha guidato ogni cosa nel migliore dei modi e anche Lei non vede l’ora di incontrarsi con i suoi “angeli”. Per prima cosa le chiedono se sia contenta della presenza di così tanta gente.
La Madonna è felice quando i fedeli accorrono numerosi e lo ha detto esplicitamente in tante occasioni. Lo conferma in particolare col ringraziamento al termine dei suoi messaggi: “Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
“La Gospa sorrideva. Era meravigliosa! Ed era felice. Ma è poco dire che era felice. Questo non lo si può descrivere! Guardava la gente sparsa intorno, poi la pianura fino al monte Krizevac”. La Madonna vede dispiegarsi davanti ai suoi occhi il mirabile piano di Dio per la salvezza del mondo.
Chi allora poteva concepire che Medjugorje, un villaggio insignificante, sarebbe divenuta una delle località più conosciute della terra? I veggenti sanno poco o nulla delle apparizioni mariane precedenti. Si rendono conto che l’esperienza che stanno vivendo segnerà per sempre la loro vita.
Un pensiero li tormenta: “Per quanto tempo apparirà ancora la Madonna?” Ora che i decenni sono trascorsi, non ci poniamo più questo interrogativo, quasi che la venuta della Madonna sia un fatto abituale. Nei primi tempi si viveva nell’incertezza. Il disegno di Dio si svolge un po’ alla volta ed è sempre al di là della nostra immaginazione.
Vincono la timidezza e chiedono alla Madonna per quanto tempo sarebbe rimasta con loro. La risposta ha dell’incredibile: “Ma quanto volete angeli miei”. “Ma per sempre! Questo però non osavamo dirlo. Nessuno sa quanto questo ci ha consolati. E non si andrebbe forse per lei anche in prigione? Ma sì, anche alla morte; dovunque” ( Vicka).
Alla domanda se i veggenti sarebbero riusciti a sopportare tutte le difficoltà dovute al fatto che avevano le apparizioni, la Madonna ha risposto per tre volte: “Si che ci riuscirete, angeli miei. Non abbiate paura; voi sopporterete tutto”.
Tuttavia ad una condizione: credere e fidarsi di Lei. Così è stato fino ad ora e i frutti sono davanti agli occhi di tutti. La Madonna ha parole di incoraggiamento anche per la moltitudine che è accorsa nonostante l’ostilità delle autorità pubbliche, che non tarderà a manifestarsi.
Invita di nuovo a credere fermamente e a non avere paura di niente. La Madonna ha innescato una scintilla che diventerà un incendio. Il crollo del comunismo nei paesi dell’Est e in Russia è innanzi tutto avvenuto nei cuori delle persone, quando la paura ha lasciato il posto al coraggio.
Padre Livio –Medjugorje- Il Cielo sulla terra ( pag. 70ss) – Ed Piemme
Francesco: riscoprire le giaculatorie, “messaggini” a Dio

All’Angelus il Papa raccomanda di pregare costantemente perché l’amore per Dio non si raffreddi. C’è bisogno di dedicare quotidianamente del tempo a Lui, e, se si è molto indaffarati, il cuore può essergli vicino ricorrendo alle tradizionali brevi preghiere, spesso in rima, recitate in particolare dagli anziani e facili da memorizzare, che si possono ripetere spesso durante la giornata
Tiziana Campisi – Città del Vaticano
Se il Signore venisse oggi sulla terra “vedrebbe, purtroppo, tante guerre, povertà e disuguaglianze”, ma anche “grandi conquiste della tecnica, mezzi moderni e gente che va sempre di corsa, senza fermarsi mai”, ma troverebbe chi gli dedica tempo e affetto, chi lo mette al primo posto? È l’interrogativo che Papa Francesco fa riecheggiare all’Angelus, richiamando la pagina del Vangelo in cui Gesù domanda preoccupato se troverà fede al suo ritorno.
Noi, spesso, ci concentriamo su tante cose urgenti ma non necessarie, ci occupiamo e ci preoccupiamo di molte realtà secondarie; e magari, senza accorgerci, trascuriamo quello che più conta e lasciamo che il nostro amore per Dio si vada raffreddando, si raffreddi poco a poco. Oggi Gesù ci offre il rimedio per riscaldare una fede intiepidita. Qual è? La preghiera.
La preghiera costante
Francesco definisce la preghiera “la medicina della fede, il ricostituente dell’anima” ma raccomanda “che sia unapreghiera costante”. Come si fa per una cura da seguire, che è bene osservare “con costanza e regolarità” per stare meglio, e per una pianta, che per sopravvivere necessita periodicamente di acqua, così è per la preghiera.
Non si può vivere solo di momenti forti o di incontri intensi ogni tanto per poi “entrare in letargo”. La nostra fede si seccherà. C’è bisogno dell’acqua quotidiana della preghiera, c’è bisogno di un tempo dedicato a Dio, in modo che Lui possa entrare nel nostro tempo, nella nostra storia; di momenti costanti in cui gli apriamo il cuore, così che Egli possa riversare in noi ogni giorno amore, pace, gioia, forza, speranza; nutrire, cioè, la nostra fede.
Le giaculatorie rimedio di preghiera nella vita frenetica
E se Gesù parla “della necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai”, mentre invece non si trova il tempo per farlo, Francesco suggerisce “una pratica spirituale sapiente, anche se oggi un po’ dimenticata”, osservata in particolare dagli anziani: quella della recita delle giaculatorie, “brevissime preghiere, facili da memorizzare” che si possono “ripetere spesso durante la giornata, nel corso delle varie attività, per restare “sintonizzati” con il Signore”.
Facciamo qualche esempio. Appena svegliati possiamo dire: “Signore, ti ringrazio e ti offro questo giornata”, questa è una piccola preghiera; poi, prima di un’attività, possiamo ripetere: “Vieni, Spirito Santo”; e tra una cosa e l’altra pregare così: “Gesù, confido in te e ti amo”. Piccole preghierine ma che ci mantengono in contatto con il Signore.
Le risposte di Dio per noi nel Vangelo
Così come si inviano messaggi alle persone cui si vuol bene, con le giaculatorie, piccole formule di preghiera, spiega il Papa, il cuore rimane connesso con Dio, che offre le sue risposte nel Vangelo, “da tenere sempre sotto mano e da aprire ogni giorno, per ricevere una Parola di vita diretta a noi”. Il Pontefice inoltre torna sulconsiglio dato tante volte di portate con sè un piccolo Vangelo tascabile, da aprire spesso e leggere. “La Vergine Maria, fedele nell’ascolto – conclude Francesco – ci insegni l’arte di pregare sempre, senza stancarci”.
Al termine della preghiera mariana il Pontefice ha annunciato che il Sinodo sulla sinodalità avrà due sessioni, una dal 4 al 29 ottobre 2023, l’altra nell’ottobre del 2024, ha poi ricordato la beatificazione di questo pomeriggio, a Boves, di due sacerdoti, martiri della fede, uccisi dai nazisti, don Giuseppe Bernardi e don Mario Ghibaudo, e ha parlato dell’iniziativa di Aiuto alla Chiesa che Soffre, che martedì coinvolgerà nella recita del Rosario un milione di bambini. Francesco ha inoltre accennato alla Giornata mondiale del rifiuto della miseria, che ricorre domani.
