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Mese: Luglio 2022 Pagina 15 di 16

Cari amici, Buona Domenica!
Viviamo da cristiani il giorno del Signore, il giorno della sua gloriosa resurrezione, il giorno della sua vittoria sul peccato e sulla morte, il giorno della speranza nella vita eterna.
Partecipiamo all’Eucaristia perché l’Eucaristia è il Cuore della Chiesa e della vita cristiana. Oggi più che mai il segno distintivo della fede cattolica è la partecipazione alla S. Messa.
Oggi nel vangelo Gesù ci dice che la nostra presenza nel mondo è come quella degli agnelli in mezzo ai lupi. Non ci dice di indietreggiare o di nasconderci, ma di andare incontro alle persone testimoniando con coraggio la fede e portando la pace.
Dio vi benedica e la Madonna vi protegga col suo amore
Ave Maria
Padre Livio
PS :
alle 11.15 potrete sentite la mia Omelia in diretta su Facebook
mentre alle 13.50 su Radio Maria
IL MIRACOLO DEI VEGGENTI DI MEDJUGORJE: SONO SEMPRE QUELLI E NON SI SONO MAI CONTRADDETTI

Cari amici,
è giusto che dinanzi alla missione straordinaria che hanno i veggenti di Medjugorje si mettano in chiaro gli argomenti a favore della loro credibilità.
Gli avversari di Medjugorje hanno fatto di tutto per diffamarli, ma senza riuscire neppure a scalfirli. Personalmente non ho mai trovato nulla che mi facesse dubitare della loro testimonianza.
Sono trascorsi oltre quaranta anni di apparizioni quotidiane, ma il gruppo è rimasto sempre identico, ognuno col suo compito specifico.
Soprattutto non si sono mai contraddetti per quanto riguarda la Madonna e i suoi messaggi. La Regina della pace dispone dei veggenti a suo piacimento e loro si comportano come umili e docili servitori.
Un punto tuttavia deve considerarsi fermo: la Madonna, una volta costituito il gruppo fin dal secondo giorno, il 25 Giugno 1981, non lo ha più cambiato.
Il collegio dei sei veggenti è chiuso. La Madonna non ha mai scartato nessuno e non ha mia incluso nessun altro.
Volenti o nolenti le persone scelte dalla Madonna sono queste. Chi conosce i veggenti, sa che ognuno di loro ha una spiccata personalità, che è maturata piano piano nel corso degli anni.
La Madonna, interpellata al riguardo, ha risposto di aver scelto né i migliori né i peggiori. La volontà di Dio è ben al di sopra dei nostri ragionamenti e delle nostre valutazioni.
Il vangelo dice che Gesù ha scelto quelli che volle, dopo aver trascorso la notte in intima preghiera col Padre. Dopo aver scelto i dodici perché stessero con Lui, Gesù li ha pazientemente formati giorno per giorno.
La stessa cosa ha fatto la Gospa con i suoi “angeli”, curando l’affiatamento del gruppo. Guardando al risultato attuale, dobbiamo concludere che ci è riuscita.
I sei veggenti manifestano un grande rispetto l’uno per l’altro, non si rivolgono critiche e non si contraddicono mai, pur non frequentandosi molto fra di loro. Mirjana e Jakov sono cugini fra di loro, come pure Vicka e Ivanka, ma ciò non ha creato dei legami particolari.
Chi li ha conosciuti da vicino fin dal principio, sa che fra i sei ragazzi non sono mancate delle frizioni, anche se ciò non è quasi mai apparso esternamente. “E’ noto a molti, e a me in particolare, che voi veggenti a volte non vi sopportate a vicenda” fa notare Fra J. Bubalo a Vicka.
La veggente non nega e risponde col suo buon senso: “ Che possiamo farci? Siamo anche noi comuni mortali. Anzi, come dice il nostro popolo, siamo “giovani e pazzerelli”. Inoltre tutti ci osservano e a volte ingrandiscono le incomprensioni che possono esserci fra di noi.
Che cosa ci gioverebbe se sparlassimo o se ci accusassimo a vicenda? Del resto anche la Madonna ci ha raccomandato di guardarci l’un l’altro con bontà e di non accusarci a vicenda. Dio mio, che cosa ci possiamo fare se, qualche volta, ci sfugge qualcosa? E’ normale?”
Di che accuse potrebbe trattarsi? Non certo di cose che riguardano i rapporti con la Madonna o i messaggi, ma, molto concretamente, come io stesso ho potuto constatare, di piccole vicende della vita quotidiana.
Eloquente al riguardo è la diversa disponibilità di ognuno ad accogliere i pellegrini. Sappiamo come, in questo campo, ognuno si comporti secondo i suoi criteri e la sua misura di generosità.
La “Gospa”, madre sapiente e paziente, ha lavorato per affiatare il gruppo. Dopo quella prima estate infatti si è assistito a una diaspora dei veggenti, soprattutto per gli impegni di studio. In particolare Mirjana che era dovuta ritornare a Sarajevo.
Quando poi potevano ritrovarsi tutti insieme all’apparizione, la Madonna si mostrava particolarmente felice: “Ecco, adesso, siete tutti insieme e siate contenti per questo”.
Vicka rivela dei particolari commuoventi: “La Madonna desiderava tenerci uniti in un certa comunità. Spesso ci portava i saluti e i messaggi e ci dava le notizie di quelli di noi che si trovavano fuori di Medjugorje. In modo particolare di Mirjana e di Ivan.
Una volta ci ha fatto vedere Ivan in una cappella a Visoko ( dove c’è il seminario francescano). Mi sembra ancora di vederlo: gli occhi rivolti al cielo e tanto contento.
Più volte ci ha fatto vedere Mirjana. Una volta ce l’ha fatta vedere mentre piangeva. Soffriva di qualcosa. Ce lo ha detto la Madonna e ha aggiunto anche di pregare per lei. Noi eravamo felici quando ci trovavamo tutti insieme.
Talvolta c’era qualche disaccordo, ma senza importanza. Mi sembra di aver detto tante volte che nessuno ci conosce né ci capisce. Ecco, alcuni parlano solo delle nostre discordie e nessuno parla delle nostre sofferenze e delle nostre lacrime, specialmente quando ci dovevamo separare
Soprattutto all’inizio. In tali occasioni, per aiutarci e incoraggiarci fra di noi, ci comunicavamo dei messaggi per mezzo delle conoscenze, del telefono e in altri modi. Le difficoltà e le prove erano molto grandi, specialmente per Mirjana.
Noi altri cinque ci vedevamo molto spesso; invece lei, poverina, era sola e lontana. Nessuno la comprendeva; invece molti la mettevano alla prova e cercavano di farla deviare.
Lei ha sopportato tutto eroicamente, sia da parte degli uomini che di Satana. La Madonna le portava i nostri messaggi e saluti, e questo per Mirjana era molto importante”.
L’unità dei veggenti di Medjugorje, che ha resistito nel tempo a prove di ogni genere, è una realtà stupefacente. La Madonna ha avuto bisogno di un gruppo compatto per realizzare il suo disegno.
I ragazzi che lei ha scelto sono ormai uomini e donne maturi, ma più che mai a sua disposizione.
Come disporrà di loro in futuro solo la Gospa lo sa. Tuttavia è noto che fin dal principio i ragazzi si sono mostrati molto riservati nel confidarsi ciò che hanno vissuto durante l’apparizione. Ognuno si tiene per sé le proprie cose.
Anche quando capita che la Madonna rimproveri o ammonisca qualcuno di loro e gli altri sentono, non è mai accaduto che trapelasse qualche cosa. Se la Madonna parla con uno in particolare e gli altri non sentono, non succede mai che gli chiedano qualcosa.
Obbediscono a una regia superiore. “Credo che la Madonna stessa abbia sistemato le cose in questo modo , anche senza parlarcene” (Vicka).
La compattezza, l’armonia e la maturità spirituale del gruppo dei veggenti, nonostante i tratti specifici di ognuno e la loro proverbiale discrezione reciproca, è uno dei segni di credibilità delle apparizioni.
Non c’è da meravigliarsi se Satana abbia cercato fin dal principio di attaccare il gruppo, con insidie sottili e persistenti, senza tuttavia raggiungere i suoi obbiettivi.
Vostro Padre Livio
MARIA VALTORTA SUL DOLORE INNOCENTE

Caro P. Livio,
ho ascoltato e letto con dolore la lettera del dott. Antonio circa la tragedia della piccola Elena; non capisco perché lei che è un estimatore di Maria Valtorta, non abbia fatto cenno, nella sua risposta al discorso che Gesù fa a Pietro riguardo il dolore dei piccoli innocenti; quella è l’unica ed esaustiva risposta all’argomento che ha sempre travagliato l’umanità ed il pensiero filosofico dell’uomo; l’unica e vera risposta è quella che dà Gesù.
Giela allego, Grazie per tutto quello che fa e per la presenza in questo mondo di male della dolcissima radio Maria.
Don Giovanni C.
…. Ma dimmi un poco, Simone. Cosa è la Terra? Tutta la Terra. »
« La Terra? Uno spazio grande, grandissimo, fatto di polvere e acque, di rocce, con piante, animali e creature umane. »
« E poi? »
« E poi basta… A meno che Tu non voglia che io dica che è il luogo di castigo dell’uomo e di esilio. »
« La Terra è un altare, Simone. Un enorme altare. Doveva essere altare di lode perpetua al suo Creatore. Ma la Terra è piena di peccato. Perciò deve essere altare di perpetua espiazione, di sacrificio, su cui ardono le ostie. La Terra dovrebbe, come gli altri mondi sparsi nel Creato, cantare i salmi a Dio che l’ha fatta. Guarda! » Gesù apre le imposte di legno, e dalla finestra spalancata entra il fresco della notte, il rumore del torrente, il raggio di luna e si vede il cielo trapunto di stelle. « Guarda quegli astri! Essi cantano con la voce loro, che è di luce e di moto negli spazi infiniti del firmamento, le lodi di Dio. Da millenni dura il loro canto che sale dagli azzurri campi del cielo al Cielo di Dio. Possiamo pensare astri e pianeti, stelle e comete come creature siderali che, come siderali sacerdoti, leviti, vergini e fedeli, devono cantare in un tempio sconfinato le laudi del Creatore. Ascolta, Simone. Senti il fruscio delle brezze fra le fronde e il rumore delle acque nella notte. Anche la Terra canta, come il cielo, coi venti, con le acque, con la voce degliuccelli e degli animali. Ma se per il firmamento basta la luminosa lode degli astri che lo popolano, non basta il canto dei venti, acque e animali, per il tempio che è la Terra. Perché in essa non sono solo venti, acque e animali, cantanti incoscientemente le lodi di Dio, ma in essa è anche l’uomo: la creatura perfetta sopra tutto ciò che è vivente nel tempo e nel mondo, dotata di materia come gli animali, i minerali e le piante, e di spirito come gli angeli del Cielo, e come essi destinata, se fedele nella prova, a conoscere e possedere Dio, con la grazia prima, col Paradiso poi. L’uomo, sintesi che abbraccia tutti gli stati, ha una missione che gli altri creati non hanno e che per lui dovrebbe essere, oltre che dovere, una gioia: amare Dio. Dare intelligentemente e volontariamente culto d’amore a Dio.
Ripagare Dio dell’amore che Egli ha dato all’uomo dandogli la vita e dandogli il Cielo oltre la vita.
Dare culto intelligente. Considera, Simone. Che bene ritrae Dio dalla Creazione? Che utile? Alcuno. La Creazione non aumenta Dio, non lo santifica, non lo arricchisce. Egli è infinito. Tale sarebbe stato anche se la Creazione non fosse stata. Ma Dio‑Amore voleva avere dell’amore. Ed ha creato per avere amore. Unicamente amore può trarre dal Creato Iddio, e questo amore, che è intelligente e libero unicamente negli angeli e negli uomini, è la gloria di Dio, la gioia degli angeli, la religione per gli uomini. Quel giorno che il grande altare della Terra tacesse di lodi e di suppliche d’amore, la Terra cesserebbe di essere. Perché spento l’amore sarebbe spenta la riparazione, e l’ira di Dio annullerebbe l’inferno terrestre che sarebbe divenuta la Terra. La Terra, dunque, per esistere deve amare. E ancora: la Terra deve essere il Tempio che ama e prega con l’intelligenza degli uomini. Ma nel Tempio, in ogni tempio, quali vittime si offrono? Le vittime pure, senza macchia né tara. Solo queste sono gradite al Signore “. Esse e le primizie. Perché al Padre della famiglia vanno date le cose migliori e a Dio Padre dell’umana famiglia va data la primizia di ogni cosa, e le cose elette.
Ma ho detto che la Terra ha un duplice dovere di sacrificio quello di lode e quello di espiazione. Perché l’Umanità che la copre ha peccato nei Primi uomini, e pecca continuamente aggiungendo al peccato di disamore a Dio, quegli altri mille delle sue aderenze alle voci del mondo, della carne e di Satana. Colpevole, colpevole Umanità che avendo somiglianza con Dio, avendo intelligenza propria e aiuti divini, è peccatrice sempre, e sempre più. Gli astri ubbidiscono, le piante ubbidiscono, gli elementi ubbidiscono, gli animali ubbidiscono, e, così come sanno, lodano il Signore. Gli uomini non ubbidiscono e non lodano a sufficienza il Signore. Ecco allora la necessità di anime ostie che amino ed espiino per tutti. Sono i fanciulli, che pagano, innocenti e ignari, l’amaro castigo del dolore per coloro che non sanno che peccare. Sono i santi che volonterosisi sacrificano per tutti.
Fra poco, un anno o un secolo è sempre ” poco “rispetto all’eternità, non si celebreranno più altri olocausti sull’altare del gran Tempio della Terra, di questo delle vittime-uomo, consumate con il perpetuo sacrificio: ostie con l’Ostia perfetta. Non ti scuotere, Simone. Non dico già che Io metterò un culto simile a quello di Moloc e di Baal e di Astarte. Gli uomini stessi ci immoleranno. Intendi? Ci immoleranno. E noi andremo lieti alla morte per espiare e amare per tutti. E poi verranno i tempi in cui gli uomini non immoleranno più gli uomini. Ma sempre vi saranno le vittime pure che l’amore consuma insieme alla Gran Vittima nel Sacrificio perpetuo. Dico l’amore di Dio e l’amore per Dio. Invero esse saranno le ostie del tempo e del Tempio futuro. Non agnelli e capri, vitelli e colombe, ma il sacrificio del cuore è ciò che Dio gradisce. Davide lo ha intuito. E nel tempo nuovo, tempo dello spirito e dell’amore, solo questo sacrificio sarà gradito.
Considera, Simone, che se un Dio ha dovuto incarnarsi per placare la Giustizia divina per il gran Peccato, per i molti peccati degli uomini, nel tempo della verità solo i sacrifici degli spiriti degli uomini possono placare il Signore. Tu pensi: ” Ma perché allora Egli, l’Altissimo, dette ordine di immolargli i figli degli animali e i frutti delle piante? Io te lo dico. perché prima della mia venuta l’uomo era un olocausto macchiato, e perché non era conosciuto l’Amore. Ora conosciuto sarà. E l’uomo, che conoscerà l’Amore perché Io renderò la Grazia per la quale l’uomo conosce l’Amore, uscirà dal letargo, ricorderà, comprenderà, vivrà, si sostituirà ai capri e gli agnelli, ostia di amore e di espiazione, ad imitazione dell’Agnello di Dio suo Maestro e Redentore. Il dolore, sin qui castigo, si muterà in amore perfetto, e beati quelli che lo abbracceranno per amore perfetto. »
« Ma i bambini… »
« Vuoi dire coloro che ancor non sanno offrirsi… E sai tu quando Dio parli in essi? II Linguaggio di Dio è linguaggio spirituale L’anima lo intende e L’anima non ha età. Anzi ti dico che 1’anima fanciulla, perché senza malizia, è, per capacità di intendere Dio, più adulta di. quella di un vegliardo peccatore. Io ti dico, Simone, che tu vivrai tanto da vedere molti pargoli insegnare agli adulti, e anche a te stesso, la sapienza dell’amore eroico. Ma in quei piccoli che muoiono per ragioni naturali, è Dio che opera direttamente, per ragioni di un così alto amore che non posso spiegarti, rientrando esse nelle sapienze che sono scritte nei libri della Vita e che solo nel Cielo saranno letti dai beati. Letti, ho detto, ma, in verità, basterà guardare Iddio per conoscere non solo Dio, ma anche la sua infinita sapienza.:. Abbiamo fatto venire il tramonto della luna, Simone… Presto è l’alba e tu non hai dormito… »
« Non importa, Maestro. Ho perduto poche ore di sonno e acquistato tanta sapienza. E sono stato con Te. Ma se Tu lo permetti ora vado. Non a dormire. Ma a ripensare alle tue parole. »
E’ già sulla porta e sta per uscire quando si ferma pensieroso e poi dice: « Ancora una cosa, Maestro. E’ giusto che io dica a qualcuno che soffre, che il dolore non è un castigo ma è una… grazia, una cosa come… come la nostra chiamata, bella anche se faticosa, bella anche se a chi non sa può parere brutta e triste cosa? »
« Lo puoi dire, Simone. E’ la verità. Il dolore non è un castigo, quando lo si sa accogliere e usare con giustizia. Il dolore è come un sacerdozio, Simone. Un sacerdozio aperto a tutti. Un sacerdozio che dà un gran potere sul cuore di Dio. E un grande merito. Nato col peccato sa placare la Giustizia. Perché Dio sa usare al Bene anche quanto l’Odio ha creato per dare del dolore. Io non ho voluto altro mezzo per annullare la Colpa. Perché non vi è mezzo più grande di questo. »(Tratto da: “L’Evangelo come mi è stato rivelato” di Maria Valtorta. Vol 9 § 555 pagg. 9-18; Ediz. Centro editoriale valtortiano, Isola del Liri 2001
MEDJUGORJE NON PRENNUNCIA LA FINE DEL MONDO

Cari amici,
sulla scia di Maria Valtorta abbiamo ipotizzato che le apparizioni di Medjugorje aprono il tempo dell’Apocalisse che prevede tre fasi fra loro distinte, ma la cui durata sfugge alle nostre valutazioni.
La prima fase è quella della battaglia finale fra la Donna vestita di sole e incoronata di dodici stelle da una parte e il dragone infernale dall’altra. Questa fase è caratterizzata dai segreti che saranno svelati tre giorni prima e con i quali la Madonna ha deciso di cambiare il mondo.
La seconda fase è un tempo di pace e di prosperità che godranno gli uomini riconciliati con Dio e fra di loro. Sarà anche il tempo del massimo splendore della Chiesa di Maria che illuminerà e guiderà l’intera umanità
La terza fase è quella dell’ultima ribellione dell’umanità sobillata da Satana che provocherà la venuta di Cristo sulle nubi del cielo, con grande potenza e gloria, per giudicare il mondo.
“Quando i mille anni saranno compiuti, Satana verrà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Gog e Magog, per adunarli per la guerra: il loro numero sarà come la sabbia del mare.
Marciarono su tutta la superficie della terra e cinsero d’assedio l’accampamento dei santi e la città diletta. Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò.
E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli” ( Apocalisse, 20,7-10).
L’Apocalisse è in sintonia con tutto il Nuovo Testamento, secondo il quale l’opera del demonio toccherà il suo culmine nei tempi della fine.
Gesù preannuncia per la tappa finale della storia della salvezza una tribolazione come non si era mai prima avuta ( Matteo 24,21-22).
San Paolo a sua volta evoca “il figlio della perdizione”, “l’uomo iniquo” che si insedierà orgogliosamente nel Tempio di Dio, indicando se stesso come dio ( 2 Tessalonicesi, 2,3-8).
La manifestazione finale del male coinciderà con la sua totale e definitiva sconfitta, mediante la venuta di Cristo nella gloria e il Giudizio universale.
A questo riguardo va detto con chiarezza che nulla nei messaggi della Madonna, sia a Fatima come a Medjugorje, fa presagire che siamo giunti ai tempi della fine.
La fine del mondo fa parte della profezia cristiana, che ha solidi fondamenti nell’insegnamento di Gesù Cristo e nella riflessione successiva della Chiesa.
Il piano di Maria da Fatima a Medjugorje non rientra in questo scenario. L’umanità ha ancora un cammino davanti a sé, non sappiamo quanto lungo.
Senza dubbio è necessario tenere presente la parola del vangelo riguardo alla venuta del Figlio dell’uomo, della quale non conosciamo né il giorno né l’ora.
“ Quanto poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre” ( Marco, 13, 32).
Una volta ribadita l’impossibilità di conoscere i tempi della fine, è tuttavia possibile affermare che la prospettiva che emerge dal piano di salvezza della Madonna non è quella della fine del mondo, ma di un periodo di pace divina, di cui finalmente l’umanità potrà godere dopo i tempi della seduzione di Satana.
Anche l’espressione della Regina della pace: “Queste sono le mie ultime apparizioni sulla terra” non va intesa come se la fine del mondo fosse vicina.
Secondo i veggenti queste parole starebbero a significare che in futuro non ci sarà più una presenza della Madre di Dio in un modo così straordinario, come lo sono le apparizioni di Medjugorje.
Forse non ce ne sarà neppure bisogno. Forse è ora il periodo più difficile che l’umanità è chiamata a passare, prima che si avvicinino i tempi della fine.
In ogni caso la Madonna, sia a Medjugorje come a Fatima, prospetta, come sbocco del suo piano di salvezza, non la fine della storia umana, ma il trionfo del suo Cuore Immacolato e un tempo di pace.
Possiamo essere certi che la Madre di Dio realizzerà questo obbiettivo, per il quale ci sta chiamando alla conversione.
La fine del mondo è oltre i nostri orizzonti e non è un caso che Giovanni Paolo II abbia consacrato non il nuovo secolo ma tutto il terzo millennio a Maria.
Vostro Padre Livio
Pensiero Spirituale sul periodo di vacanza come tempo di riposo in Dio

Cari amici,
più volte la Madonna ci ha invitato a utilizzare il tempo delle vacanze estive per ricercare il riposo in Dio.
«Utilizzate bene il tempo di riposo e donate alla vostra anima e ai vostri occhi il riposo in Dio» (25 luglio 2001)
«Cari figli, in questo tempo non pensate solo al riposo del vostro corpo ma, figlioli,
cercate tempo anche per l’anima» (25 luglio 2006)
«Cari figli, in questo tempo in cui pensate al riposo del corpo, io vi invito alla conversione» (25 luglio 2008)
«Cari figli, questo tempo sia per voi tempo di preghiera e di silenzio. Riposate il vostro corpo e il vostro spirito,
che siano nell’amore di Dio» (25 luglio 2011)
Le vacanze sono un tempo di riposo che riguarda tutta la persona, non solamente il corpo che certamente necessita di ristoro e di rigenerarsi all’aria aperta.
L’essere umano, però, è una realtà complessa e l’invito della Madonna a ricercare il “riposo in Dio” riguarda la totalità della persona. La preghiera è il vero riposo in Dio: «La preghiera sarà per voi gioia e riposo» aveva detto la Regina della pace il 30 maggio 1985.
Cerchiamo, allora, di applicare al tempo di vacanza questo concetto di preghiera, che vuol dire dedicarsi anche a delle buone e edificanti letture per l’anima, alla partecipazione più assidua alla Santa Messa, alla visita di Santuari di cui la nostra bella Italia è costellata. Nel concetto di riposo e preghiera possiamo allora far rientrare la visita al Santissimo Sacramento da cui scaturisce un momento di adorazione, di colloquio intimo con Gesù Cristo: «io guardo Lui e Lui guarda me» diceva il Santo Curato d’Ars descrivendo il guardare il Tabernacolo in silenzio come uno tra i più alti segni di fede e di preghiera.
Abbiamo sicuramente bisogno di questo tipo di riposo che è un riposo per la mente quotidianamente disturbata dal nervosismo, dalla stanchezza, dal frastuono della routine in cui siamo totalmente immersi.
Nel periodo delle vacanze approfittiamo, allora, per sollevare la mente, elevarla e rivolgerla a Dio.
I Padri della Chiesa definivano la preghiera come elevatio mentis in Deum, ovvero momenti di riflessione profonda sul senso della nostra vita.
L’uomo deve necessariamente interrogarsi sul senso della propria vita e nel periodo delle vacanze – lontano dallo stress, dalle fatiche e dagli affanni che disturbano la quiete mentale – trova il tempo e il modo per guardarsi dentro e alzare gli occhi al Cielo.
Vi invito, allora, nel periodo delle vacanze a fissare l’occhio della mente in Dio che è Luce e Verità per prendere coscienza di voi stessi, della vostra situazione spirituale cercando di capire in che punto del cammino siete, su che strada state camminando.
Aprite il cuore lasciando da parte i risentimenti, le paure e le domande angoscianti. Che il tempo delle vacanze e la contemplazione suggestiva del Creato vi riempia il cuore di aspirazione all’Infinito, alla pace, all’immortalità, al bene, alla santità e alla purezza.
Lasciate che la luce della Verità illumini le vostre menti, che l’Amore di Dio riscaldi il vostro cuore, risani, rinvigorisca e fortifichi laddove vi sono le piaghe dell’egoismo e della cattiveria.
Che il ristoro nella preghiera porti nei vostri cuori il desiderio di bontà, di disponibilità, di apertura soprattutto nei confronti degli affetti familiari.
In questi momenti di grazia e di silenzio ascoltate lo Spirito Santo che si esprime attraverso la voce della coscienza che ci indica la strada del bene da percorrere e quella del male da evitare.
Che il periodo di vacanza sia un periodo di introspezione interiore ma con lo sguardo rivolto verso il Cielo.
Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

