Pensiero Spirituale sull’esortazione della Regina della pace: «Dite sì a Dio» (Messaggio del 25 marzo 2025)

Il Messaggio della Regina della pace del 25 marzo 2025 è così ricco e denso che ogni parola merita un approfondimento. In chiusura la Madonna ha detto che ci ama ma non può aiutarci senza di noi e che questo aiuto dipende dal nostro a Dio. Proprio questa espressione è un invito a contrastare il pensiero dominante di rifiuto a Dio. Come ha detto la Regina della pace l’uomo moderno non vuole Dio e mette se stesso al posto di Dio.

Potremmo analizzare la Storia dell’umanità proprio alla luce di questa espressione della Regina della pace. L’uomo è stato creato in grande dignità, santità e in grazia; nel Paradiso terrestre l’uomo era in una condizione di comunione e di amicizia con Dio. La condizione originaria della coppia umana è stata tragicamente mutata dalla catastrofe del rifiuto di Dio, gli stessi progenitori hanno scelto di seguire il tentatore.

Lucifero è stato il primo a dire di no a Dio. Gli angeli sono stati creati da Dio elevati in grazia, in uno stato di amicizia che una parte di essi hanno deciso di rompere quando hanno scelto di seguire l’angelo ribelle. Una parte di essi, invece, è rimasta fedele a Dio, quelli che hanno scelto di seguire Michele come capo si sono messi al servizio di Dio, sono diventati suoi messaggeri. Quelli che hanno scelto come capo Lucifero si sono ribellati a Dio. L’Apocalisse descrive mirabilmente il momento della scelta di rifiutare Dio: Lucifero è caduto dal Cielo e ha trascinato con sé una moltitudine di suoi seguaci, cioè tutti quegli angeli che si sono ribellati e hanno pronunciato convinti il no della presunzione a Dio. In quel momento è nata la ferita della Creazione che rimarrà per sempre. È un’opposizione creaturale che Dio potrebbe distruggere, ma non lo fa proprio per rispettare fino in fondo la libertà delle creature angeliche e umane.

Quella ferita ha un significato perché è proprio per sanarla che il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Dio non distrugge le creature che lo hanno rifiutato, le rispetta e le conserva perché si manifesti la grandezza di chi, invece, ha detto . Sono affermazioni dogmatiche e inconfutabili. Non possiamo comprendere ora le ragioni di Dio, ma quando saremo di fronte al Padre Celeste sarà tutto chiaro. Il male nel mondo ha assunto fin dalle origini proporzioni catastrofiche perché si è generato del cuore di un terzo degli angeli, ma da quello che sappiamo dalle rivelazioni mariane le anime che si perdono sono una moltitudine immensa. A Fatima e a Medjugorje la Madonna ha detto che un gran numero di anime va all’inferno.

Questa ferita della Creazione è provocata dal no a Dio, la cui radice è la superbia, la prepotenza, l’arroganza, la pretesa di mettersi al posto di Dio. La malattia della natura umana ha una cicatrice ben visibile anche nella nostra vita; difatti, nonostante l’opera di salvezza che Dio ha fatto per mezzo di uomini che lui stesso ha scelto per seguirlo e servirlo (Noè, Abramo…), questa ferita spirituale rimane nell’anima umana, in chi vuole mettersi al posto di Dio. Si tratta di una volontà perversa e anche stupida, perché è una bramosia che non porta a nulla di buono.

La Storia della Salvezza è costellata da molti uomini e donne che hanno scelto di dire a Dio, di seguirlo, di obbedirgli, fino ad arrivare al che ha cambiato la Storia. Il di Maria ha spalancato le porta della Salvezza, ha fatto in modo che il Verbo si facesse carne e venisse ad abitare in mezzo a noi. Il di Maria riflette quello di Suo Figlio che si è donato totalmente al Padre per salvarci; nel Getsemani Gesù ha pregato così: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta» (Lc 22,42).

I di Gesù e di Maria sono congiunti fra di loro e da essi è sgorgata la sorgente di guarigione per l’umanità che porta ancora con sé la ferita del peccato originale. Il mondo sta andando verso l’autodistruzione proprio perché c’è ancora chi segue il diavolo, dice no a Dio e rifiuta la fede e la Croce. I frutti del e del no sono evidenti; quest’ultimo ha generato la catastrofe, il male, la distruzione, l’abbondanza dell’iniquità. I di Gesù Cristo e di Maria hanno portato la vera Salvezza eterna all’umanità.

L’uomo moderno non vuole Dio e questa supponenza sta generando l’inferno su questa Terra, proprio come il no di Lucifero ha provocato la voragine del buio eterno. Finché i cuori non si apriranno, l’iniquità continuerà ad abbondare, con l’odio satana continuerà a scardinare i cuori a uno a uno. Basta guardarsi intorno, la prepotenza è tracotante, la supponenza è all’ordine del giorno nella società, i giornali sono pieni di atrocità e di odio: è il no a Dio, alla giustizia, ai Comandamenti, all’amore, alla bontà, a tutto ciò che è buono, santo e giusto. Questa è la Storia della Salvezza letta nel no dell’angelo ribelle e nel di Cristo e di Maria.

Siamo entrati in una fase molto particolare della Storia della Salvezza che molti fanno fatica a capire ma le Sacre Scritture ben descrivono i tempi ultimi nei quali siamo entrati, ne parlano gli insegnamenti della Chiesa e le rivelazioni celesti di questo ultimo secolo. Il tempo verso il quale stiamo andando, e che la Madonna a Medjugorje ha contrassegnato come il tempo dei dieci Segreti, è la grande battaglia fra il di Maria e il no di Lucifero. Attraverso la profezia dei dieci Segreti gli eventi verranno rivelati tre giorni prima che accadano; in quel momento ciascuno di noi sarà chiamato a dire il della fede o il no dell’incredulità.

Stiamo, allora, andando verso il tempo in cui ildell’amore, del bene, della giustizia, della santità, della bontà sarà quella parte che passerà il tempo della prova e che entrerà nel tempo di pace; il no persistente, definitivo, prepotente, supponente, andrà in perdizione, perirà nel fuoco eterno laddove c’è pianto e stridore di denti. Il di coloro che sceglieranno di seguire totalmente Maria aprirà le porta del tempo della pace sulla Terra, che durerà quanto Dio vuole e che sarà seguito dalla battaglia finale durante la quale gli schieramenti saranno ancora più netti perché Cristo in persona verrà nella gloria a gettare satana per sempre nello stagno di fuoco e di zolfo.

In questo particolare periodo storico siamo chiamati a dire a Dio. La Regina della pace lo ha detto chiaramente nel Messaggio del 25 marzo 2025, maternamente ci ha detto che ci ama e che ha bisogno di noi: «Vi amo, ma non posso aiutarvi senza di voi. Perciò dite sì a Dio».
Senza Dio non abbiamo né futuro, né vita eterna.