Pensiero Spirituale sulle dimensioni soprannaturali della battaglia escatologica

Cari amici,

stiamo vivendo la prima battaglia del tempo dell’Apocalisse che ha come protagonista la Vergine Maria. La battaglia finale, dopo il tempo di pace, vedrà la venuta di Cristo nella gloria. Da quel momento satana sarà rinchiuso nell’inferno per sempre, l’impero del male non potrà più nuocere nessuno.

Il libro dell’Apocalisse ci invita a guardare le dimensioni soprannaturali della battaglia. Quando San Giovanni descrive le battaglie escatologiche dei sette flagelli pone l’accento sulla dimensione soprannaturale. L’Apocalisse è descritta dal Cielo, San Giovanni ha una visione di ciò che accadrà dal punto di vista del coinvolgimento del Cielo e poi si vedono gli effetti di questa battaglia sulla Terra, soprattutto su quelli che si ostinano a lottare contro Dio.

San Giovanni descrive sono sullo sfondo gli abitanti della Terra che si oppongono a Dio, bestemmiano, urlano insieme con Satana e i suoi angeli ribelli; il Cielo invece è il luogo in primo piano, è dove c’è il cuore della battaglia stessa, dove c’è l’Agnello Immolato, dove la corte celeste degli angeli e dei santi sta intorno alla Santissima Trinità.

Se il nostro sguardo si sofferma solamente sulle cose terrene, ovviamente prevale lo scoraggiamento. Effettivamente sulla Terra vediamo che satana regna, il mondo è diventato pagano e anticristico allo stesso tempo.

Le espressioni con cui la Madonna negli ultimi anni ha descritto la realtà che viviamo sono tali da far rabbrividire. Succede, però, che spesso le leggiamo e le sorvoliamo, le dimentichiamo e non diamo il peso che meritano, non ne consideriamo la serietà e la gravità. Quando la Madonna ci mette in guardia e dice che satana regna, miete le anime, vuole l’odio e la guerra, vuole distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo e quando ci invita a guardare la nostra condizione esistenziale dicendoci che ci siamo persi, che siamo diventati pagani, che abbiamo deciso per la morte e non vogliamo Dio, sono espressioni allarmanti che descrivono un’umanità perduta.

Sono parole inequivocabili e fortissime da non sottovalutare mai, da prendere seriamente e meditare perché fotografano esattamente il mondo nel quale viviamo. Tuttavia, non possiamo soffermarci a guardare con occhi terreni questo mondo nel quale in questo momento satana è libero dalle catene. Dobbiamo avere uno sguardo celeste e guardare il mondo con gli occhi della fede in un’ottica soprannaturale, così non avremo più paura.

Se guardiamo la realtà con occhi terreni, satana riempie di paura i nostri cuori. Se guardiamo il mondo dal Cielo, Dio riempie i cuori di speranza. In questa battaglia è impegnata tutta la sfera celeste che ha al centro l’Agnello Immolato; sono schierati con Dio gli angeli, i santi, i beati, tutti gli abitanti della Gerusalemme celeste e in prima linea c’è la Donna vestita di Sole incoronata di dodici stelle. Nell’Apocalisse questa corte celeste compone l’esercito di Dio, è attiva nella battaglia escatologica, nella preghiera, nell’intercessione, nell’invocazione, nella protezione. I tempi escatologici sono anche i tempi dei grandi personaggi della Bibbia, della Storia della Chiesa, delle schiere angeliche. Tutto l’esercito celeste meraviglioso si affianca a noi.

La Madonna stessa è stata inviata da Suo Figlio sulla Terra per assicurare la presenza del Cielo in questa battaglia, per assicurarci che non siamo soli in questa battaglia e non lo saremo nemmeno dopo.

La Madonna è presente e, insieme a tutti gli abitanti della Gerusalemme celeste, combatte con noi. Per quanto possano essere malvage le orde dell’inferno che nel momento dell’aggressione finale alla Chiesa e all’opera di Dio saranno più scatenate che mai, la sentenza di Dio sarà terribile per tutti quelli che hanno scelto di voltargli le spalle. Il mondo senza Dio cadrà come un castello di carte. Il futuro è di Dio, il trionfo del Cuore Immacolato di Maria è certo.

L’umanità ha fatto suo l’atto di ribellione di Luciferoche si racchiude nell’espressionenon serviam (non servirò Dio) che è diventata lo slogan del mondo senza Dio, del pensiero di chi esclude, nega, odia, contesta Dio e il suo ruolo di Creatore. Non dobbiamo fermarci a guardare il mondo pagano, rischieremmo lo scoraggiamento e la resa.

Alziamo gli occhi al Cielo e chiediamo alla Santa Vergine l’aiuto e la consolazione, la forza e il coraggio della speranza cristiana. Non lasciamoci intimidire dalla folla come è successo agli Apostoli nei giorni della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. Guardiamo alla Gerusalemme celeste, alla schiera innumerevole dei fedeli a Cristo. Anche nei momenti più difficili restiamo uniti a Cristo, prendiamo ad esempio la Vergine Maria che ha seguito Suo Figlio lungo la via del Calvario ed è sempre rimasta sotto la Croce mentre le tenebre avvolgevano il mondo. Ricordiamoci che la Madonna non è andata al sepolcro nel giorno della Resurrezione perché, nella sua fede incrollabile, sapeva che Gesù sarebbe Risorto.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”