La forza di Francesco, Papa in carrozzina

6 Maggio 2022 – Valeria Braghieri0– Il Giornale

La forza di Francesco, Papa in carrozzina

La postura resta gagliarda. È un seduto che resta in piedi. Con le spalle ben aperte, la gestualità fluida delle braccia che non si risparmia, le mani immaginifiche, le gambe che sono sì appoggiate sui predellini, ma sembrano sorrette da addominali efficaci, quasi in esercizio. Però il Papa in sedia a rotelle è un’«iconografia» nuova. Che fa effetto. La si fissa e non si riesce a capire cosa manchi, o cosa ci sia di troppo. È un’immagine, ma suona come un ossimoro.

È in «panchina» ma invece è al centro, è indebolito ma invece sembra fortissimo, è su una sedia a rotelle, ma invece pare su un trono, aspetta in un angolo, sotto le scale del convento delle suore a cui fa visita in occasione della loro assemblea, ma invece è al centro della cornice: nulla ad estrometterlo, né le rotelle, né gli acciacchi. Sarà che Papa Francesco è sempre stato sorretto da una modernità inconsueta, sarà che la traiettoria del suo carisma è sempre andata oltre il Pontefice.

Lo stile Bergoglio non si azzoppa per un ginocchio capriccioso, non si annacqua con le infiltrazioni per l’artrosi. Il maggiordomo lo spinge, ma invece sembra che lui lo preceda. L’onda lunga del suo personaggio lo sorregge anche da seduto, in una grinta statuaria. E partono ipotesi, si rincorrono voci, si sollevano allarmi. Ma intanto lui, a ottantacinque anni, è tutto lì da vedere: seduto, e per nulla vinto. Di questi tempi si scusa di continuo per il fatto di non potersi alzare quando incontra qualcuno.

Non ha annullato l’incontro con le suore (che lo hanno applaudito senza sosta), ma ha cancellato alcune udienze di fine aprile. Ma troverà il modo. Anche da seduto. Perché anche in carrozzella resta il Papa. Papa Francesco. L’abito bianco che per una volta lascia vedere le scarpe nere, comode e inconvenzionalmente sportive. I piedi del Papa, è la prima volta che ci si pensa.

La prima volta che si riflette sul fatto che ne possiede un paio, anche lui. In carrozzella, sposta l’attenzione, cambia l’ordine e la prospettiva, ricostruisce il nostro immaginario e se lo rimette addosso: dal basso all’alto. E da seduto, sembra gigantesco. Comunque. O forse persino di più. Ci entra negli occhi così. In attesa che si rialzi.