LA  MIA VITA PER LA GOSPA

Cari amici,  da  oggi per  due volte alla  settimana,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


3 Una piccola parrocchia per  un grande piano

Negli anni successivi al mio primo pellegrinaggio a Medjugorje, ho sempre trascorso in questa “oasi di pace”, come la chiama la Madonna,  l’intero mio periodo di riposo, frazionandolo durante l’arco dell’anno. Lo consiglio ai miei confratelli sacerdoti, per i benefici straordinari che ne derivano sia per l’anima che per il corpo.

Tuttavia mi sono spesso riservato una settimana per visitare i santuari mariani d’Europa, dove la Madonna è apparsa nei tempi moderni. Si tratta di edifici, non di rado imponenti, sorti sul luogo delle apparizioni, affiancandosi alla Chiesa parrocchiale e non di rado sostituendola. Ciò che è accaduto ad esempio a Lourdes o Fatima, non si è affatto verificato a Medjugorje, nonostante l’importanza assunta dalla collina delle prime apparizioni, dove la Madonna lascerà il segno relativo al terzo segreto.

 Il cuore di Medjugorje è la Chiesa parrocchiale e questo per l’esplicita volontà della Regina della pace, che ne ha fatto  il fulcro del suo piano di salvezza per la nostra generazione. Ogni volta che arrivi a Medjugorje, lo voglia o meno, devi passare davanti alla Chiesa.

Quando è stata costruita, appariva troppo grande per un paese di qualche centinaio di abitanti, ma Dio l’aveva già collocata nei suoi progetti speciali. Sono quei piccoli particolari, che vanno colti nel loro straordinario significato, perché ti fanno capire che l’Onnipotente governa il mondo e la storia degli uomini prevedendo e provvedendo con sapienza e bontà infinite.

Anche la grande Croce eretta sul Krizevac nel 1033, per commemorare l’anno della redenzione, era già nel piano di Dio, ha rivelato la Madonna. Perché dunque dovremmo temere per la nostra vita? Oggi la Chiesa parrocchiale, pur conservando il suo fascino originario, si è circondata di spazi e attrezzata di edifici per l’accoglienza dei pellegrini, mentre l’ondata di cemento preme sempre più minacciosa.

All’inizio sorgeva isolata nei campi, coltivati a viti e a tabacco. Al suo fianco sorgeva la canonica, con gli uffici parrocchiali e le camere per la comunità religiosa. La Madonna aveva in mente fin dal principio di fare della parrocchia lo strumento del suo piano di conversione del mondo.

 La sua volontà ha vinto ogni resistenza, anche quella del Vescovo locale, dal quale la parrocchia dipende e di cui, in ultima istanza, è il responsabile. Il fatto che Medjugorje sia una parrocchia regolarmente costituita, facilita la presenza crescente di un numero straordinario di sacerdoti, come in nessun altro santuario mariano.

Nei primi anni vi erano  delle  restrizioni, ma poi le disposizioni della S. Sede, che permettono i pellegrinaggi organizzati, con un auspicabile accompagnamento sacerdotale, hanno fatto chiarezza. Da allora la parrocchia ha dilatato i confini, divenendo una porzione eletta della Chiesa universale, formata da coloro che hanno risposto alla chiamata della Regina della pace.

La Madonna fin dall’inizio, scegliendo i sei veggenti, aveva già in mente una seconda elezione, quella della parrocchia. Dopo oltre  un terzo di secolo che mi reco a Medjugorje, ritengo di essermi fatto un quadro realistico della situazione. Siamo sulla terra, non ancora in cielo.

Mettere in risalto difetti e limiti è un esercizio che rischia di sviare lo sguardo dalle meraviglie che la grazia ha operato su quel fazzoletto di terra benedetta. Non metto in dubbio che possano esistere parrocchie migliori di quella di Medjugorje. Tuttavia questa, con i suoi pregi e difetti, è stata scelta dalla Madonna per aiutare la Chiesa nel suo sforzo di rinnovamento spirituale.

Non si comprende il piano della Regina della pace se non si prendono sul serio  i primi due messaggi dati alla parrocchia attraverso la veggente Marija Pavlovic, a partire dalla Quaresima del 1984. Nel primo afferma di aver scelto in modo speciale la parrocchia e di volerla guidare ( Giovedì 1 Marzo 1984). Nel secondo invita alla conversione i parrocchiani, perché in questo modo aiutino a convertirsi tutti coloro che si sarebbero recati lì ( Giovedì 8 Marzo 1984).La Madre di Dio lancia l’appello della conversione da una parrocchia e la guida perché sia di esempio per tutti quelli che risponderanno alla chiamata.

Nel lungo tempo delle apparizioni il panorama circostante è profondamente cambiato. Il flusso dei pellegrini e la necessità di offrire un alloggio ha trasformato radicalmente non solo l’ambiente, ma anche la vita delle famiglie.

Nei primi anni la permanenza era disagevole. Le strutture di accoglienza erano limitate a poche case e bisognava cercare l’alloggio a molti chilometri di distanza. Mancavano quelle comodità elementari, come i servizi igienici in casa, che noi avevano acquisito nell’immediato dopoguerra.

 I parrocchiani prendevano molto sul serio il digiuno a pane ed acqua il mercoledì e il venerdì, e invitavano i pellegrini a fare altrettanto. Oggi si sono moltiplicati alberghi e negozi e la gente vive grazie al flusso ininterrotto che proviene da ogni parte del mondo. Non ci sono altre possibilità significative di lavoro. Non tutti sono persuasi che la vita di oggi sia migliore di quella precedente.

La gestione delle pensioni familiari assorbe l’intera giornata e resta poco tempo a disposizione per la preghiera. Il pericolo che “la preoccupazione del mondo e l’inganno della ricchezza” (Mt 13, 22) prendano il sopravvento è reale.

Forse è per questo motivo che i primi due segreti sono un ammonimento rivolto alla parrocchia. Il tentatore è infaticabile nel rubare e nel vanificare il seme che a Medjugorje è stato sparso come in nessuna altra parte del mondo.

Tuttavia la parrocchia nel corso degli anni è cresciuta, diventando un albero vigoroso che estende i suoi rami in tutto il mondo. Ciò è dovuto a due fattori fondamentali: la presenza quotidiana di Maria e l’incessante attività di preghiera, il cui fervore non è mai venuto meno.

Mi sono chiesto quale sia il segreto della festosa primavera che fiorisce incessantemente a Medjugorje. Persino le gelate del tempo di guerra non sono riuscite ad appassirla.  Vicka lo spiega dicendo che, a differenza di altri luoghi dove la Madonna è apparsa, qui a Medjugorje lei è viva e scende ogni giorno dal cielo sulla terra.

Tuttavia questa spiegazione non è sufficiente, perché i veggenti hanno le apparizioni in ogni parte del mondo dove si trovano. In particolare Marija e Ivan da tempo hanno traferito la loro residenza rispettivamente in Italia e negli Stati Uniti. Ciononostante Medjugorje è rimasto il centro irradiante di attrazione e lo rimarrà ancora in futuro per la grazia speciale dell’elezione.

E’ infatti attraverso Medjugorje che Dio porta avanti il suo “grande piano” volto a “convertire il mondo intero e chiamarlo alla salvezza”, come la stessa Regina della pace ha tenuto a precisare (25 – 06 -2007).

La parrocchia a Medjugorje ha risposto alla chiamata soprattutto con la preghiera. L’ intera piana,  con le colline circostanti, è un immenso tempio dove l’adorazione, il ringraziamento e l’invocazione salgono incessantemente al cielo.

Fin dai primi giorni la Madonna stessa ha disposto che la gente scendesse dalla collina del Podbrdo per radunarsi nella chiesa parrocchiale. Quello infatti era l’unico luogo dove la polizia permetteva la preghiera comunitaria. Per lungo tempo i veggenti hanno avuto le apparizioni nei locali della Chiesa, come il coro, il campanile, la sagrestia.

 Le apparizioni orientavano alla S. Messa, preceduta e seguita dal S. Rosario e dall’adorazione del Santissimo e della Croce. La parrocchia di Maria è in primo luogo una parrocchia orante. Infatti la preghiera alimenta la fede, infonde la pace e sostiene nel cammino di conversione. Mi sono chiesto più volte perché le nostre chiese siano desolatamente vuote, specialmente durante la settimana.

 Forse noi sacerdoti non siamo uomini di preghiera, come lo è stato Gesù stesso nel tempo della sua missione. Sono entrato nella Chiesa parrocchiale per la prima volta quel pomeriggio invernale del 15 Marzo 1985, un giorno feriale, sotto una pioggia battente. Non c’era un solo posto libero. La chiesa era stipata di fedeli del posto.

Vostro Padre  Livio