autore: Pieter Paul Rubens anno: 1610-1612 titolo: San Pietro luogo: Museo Nazionale del Prado, Madrid

Nome: San Pietro

Titolo: Apostolo

Nascita: I secolo a. C., Betsaida, Galilea

Morte: 64 circa, Roma

Pietro nacque a Betsaida in Galilea da poveri genitori. Colui che doveva divenire il primo Papa, la prima colonna della Chiesa, era un semplice pescatore. Però era uno di quegli israeliti semplici e retti che aspettavano con cuore mondo il Redentore d’Israele.

La natura lo aveva dotato di gran cuore, di mente aperta e di generosità ammirabili. Con suo fratello, con, Natanaele e con altri era discepolo di Giovanni il Battista. Racconta il Vangelo che un giorno il Precursore mentre si intratteneva con due suoi seguaci; vide passare Gesù e disse: « Ecco l’Agnello di Dio »« I due discepoli, avendo udite queste parole, seguirono Gesù. E Gesù rivoltosi a guardare questi che lo seguivano, disse loro: Che cercate? ed essi risposero: Rabbi, dove abiti? Ed egli a loro: venite e vedrete. Andarono e videro dove abitava e rimasero con lui quel giorno ».

«Andrea, il fratello di Simon Pietro, era uno dei due che aveva udito le parole di Giovanni ed aveva seguito Gesù. Il primo in cui s’imbatté, fu il suo fratello Simone a cui disse: Abbiamo trovato il Messia, che tradotto vuol dire il Cristo: e lo condusse da Gesù. E Gesù fissatolo disse: Tu sei Simone figlio di Giona, tu sarai chiamato Cefa che vuol dire Pietro. Poi disse ai due fratelli: venite dietro a me, e vi farò pescatori di uomini. Ed essi, lasciate subito le reti, lo seguirono ».

Da quel momento Pietro non abbandonò più il Divin Maestro. La sua generosità, la sua fede ed il suo amore al Salvatore non ebbero più limiti e Gesù lo ricambiò con divina generosità. Gesù domandò agli Apostoli: chi dicono che io sia? Udite le varie opinioni degli uomini, riprese: « Ma voi chi dite che io sia? E Pietro risponde: «Tu sei il Cristo, il figlio di Dio vivente » e Gesù gli risponde: « Ed io ti dico che tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte dell’inferno non prevarranno mai contro di lei ». Quando Gesù profetizza la sua passione, Pietro ne è turbato ed esclama: O Signore, non sia mai! Ma ripreso dal Salvatore, protesta: Sono pronto a venire con te anche alla morte. È vero che anche Pietro ha un momento di debolezza, ma subito piange amaramente, ed alla richiesta di Gesù: Pietro mi ami tu? risponde: « Signore, tu sai tutto, tu lo sai che io ti amo ». E Gesù gli risponde: Pasci le mie pecorelle ».

Ricevuto lo Spirito Santo, S. Pietro predicò agli Ebrei con uno zelo ed un coraggio eroico; a quelli del Sinedrio che l’avevano arrestato e flagellato rispose: «Bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini » e continua a predicare, contento di aver sofferto qualcosa per il nome di Gesù.

Lo vediamo ancora a Gerusalemme presiedere il concilio di Gerusalemme; a Ioppe dal centurione Cornelio; in carcere liberato da un Angelo; ad Antiochia ove fondò la prima Chiesa; a Roma ove stabilì la sua cattedra di verità e dove sotto Nerone dette la sua vita per l’amato Maestro. La tradizione dice che San Pietro ricordandosi anche in quell’estremo momento del suo peccato, e ritenendosi indegno di morire come Gesù, pregasse i carnefici ed ottenesse di essere crocifisso col capo all’ingiù.

Il suo corpo venne sepolto in una tomba scavata nella roccia sul pendio, lungo la Via Cornelia, all’interno della necropoli. Nei decenni successivi, fu eretto su quel punto un piccolo monumento, noto come “Trofeo di Gaio”.

Tra il 1940 e il 1949, sotto Pio XII, furono effettuati scavi archeologici che portarono alla luce l’aedicula originaria e una porzione di muro con iscrizioni in greco, tra cui “Petros eni” (“Pietro è qui”), insieme a frammenti ossei compatibili con un uomo di 60‑70 anni.

Nel dicembre 1950, Papa Pio XII annunciò che quei resti potevano appartenere all’apostolo. Ulteriori annunci, tra cui quello del 1968 da parte di Papa Paolo VI, affermarono l’identificazione come “convincente”.

Oggi il luogo è accessibile con tour guidati diretti nella Necropoli Vaticana, che permettono di scendere attraverso il livello della basilica e osservare la tomba risultata dagli scavi.

Sulla sua tomba si sono inginocchiati Papi, imperatori, principi ed una turba infinita di fedeli: da quel povero ed umile pescatore di Galilea è venuta all’umanità la verità, la pace, la civiltà, la salvezza.

PRATICA. Amiamo il Papa e preghiamo per lui

PREGHIERA. O Dio che a perpetuare nei secoli il tuo insegnamento, hai eletto la Chiesa come maestra infallibile di verità, fa’ che noi siamo sempre suoi docili figli.

San Paolo

Nome: San Paolo

Titolo: Apostolo

Nascita: Tarso, Turchia

Morte: 64 circa, Roma

 Luogo reliquie:

 Saulo, in seguito Paolo, nacque a Tarso, capitale della Cilicia, nei primissimi anni dell’era volgare. Fu circonciso l’ottavo giorno, ricevendo il nome di Saulo a ricordo del primo re d’Israele, il più grande personaggio della tribù di Beniamino, cui la famiglia apparteneva. La sua educazione fu austera quale si conveniva ad un figlio di farisei zelanti della legge. Ben presto gli misero in mano la Sacra Bibbia che egli approfondì talmente che, convertito, trasfonderà abbondantemente nei suoi scritti. Frequentò a Gerusalemme la scuola ebraica ed ebbe a precettore il celebre Gamaliele, l’uomo più saggio di Gerusalemme. Da lui si rafforzò nell’amore alle tradizioni ebraiche ed imparò una scrupolosa osservanza delle prescrizioni della legge. Ma a sconvolgere tutta questa educazione, sorse allora la dottrina del Nazareno che riempiva già Gerusalemme di seguaci e dilagava anche nelle vicine province.

Saulo, intransigente fariseo e strenuo difensore della tradizione, li odiò subito a morte. Dopo aver assistito impavido alla lapidazione di Santo Stefano, intraprese la lotta contro di essi, battaglia che doveva portarlo a quel Gesù che egli inconsciamente perseguitava.

Ed eccolo cavalcare alla volta di Damasco per perseguitare anche lì i cristiani.

autore Caravaggio anno 1600-1601
titolo Conversione di San Paolo


Ad un tratto una luce fulgidissima lo abbaglia e lo precipita da cavallo, mentre una voce misteriosa lo apostrofa: « Saulo, Saulo, perchè mi perseguiti? ». Il futuro apostolo tremebondo risponde: « Chi sei, o Signore?… che vuoi che io faccia? ».

Il miracolo è compiuto, Saulo da terribile lupo è trasformato in agnello mansueto, nell’Apostolo di cristo.

Da questo momento, il suo cuore, la sua mente, tutta la sua anima inebriata dalla luce divina a null’altro aspirano che alla verità e al Cristo.

Egli non conosce pericoli ed ostacoli. Si fa giudeo coi Giudei, greco coi Greci, romano coi Romani e nella sua profonda umiltà si stima debitore a tutti, mentre a tutti porta la luce, la salvezza e la vita. Nelle sue missioni è preso, flagellato, imprigionato, contraddetto, ma il suo cuore è saldo e nulla potrà separarlo dalla carità di Cristo. La sua parola risuonerà ovunque apportatrice di pace, di luce e di salvezza. Dove non può arrivare colla persona, arriva colle sue lettere e collo zelo dei suoi seguaci. Naturalmente tanto bene esacerbava l’animo protervo dei Giudei che dopo averlo combattuto riuscirono ad averlo tra le mani.

 Ma Paolo appella a Cesare quale cittadino romano e viene condotto a Roma. Quivi l’attendeva nuovamente la prigionia. Ma anche dal tenebroso e tetro carcere mamertino egli lancia al mondo la sua parola scritta. A Roma s’incontrò pure con S. Pietro, Principe degli Apostoli, col quale doveva rendere testimonianza alla verità subendo il martirio. Paolo tratto davanti a Nerone viene condannato alla decapitazione. Un colpo di spada lo getta tra le braccia del suo amato Signore. Era il 29 giugno.

autore Tintoretto anno 1556
titolo Il martirio di san Paolo

San Paolo fu quindi martirizzato a Roma, durante la persecuzione di Nerone dopo l’incendio del 64 d.C.: essendo cittadino romano, subì la decapitazione — una forma di esecuzione “più dignitosa” riservata ai cittadini, come riportato da Eusebio e altri padri della Chiesa. La tradizione colloca il suo martirio “ad Aquas Salvias” (oggi Tre Fontane), lungamente venerato come luogo della sua decapitazione.

Dopo l’esecuzione, il corpo di Paolo fu sepolto lungo la via Ostiense, a circa 2 miglia da Roma, in una necropoli di proprietà di Lucina, una donna cristiana che reclamò la salma. Nel IV secolo l’imperatore Costantino vi fece erigere una “cella memoriae”, che divenne il nucleo della basilica attuale di San Paolo Fuori le Mura. Sotto l’altare maggiore è visibile un sarcofago marmoreo con l’iscrizione PAULO APOSTOLO MART, situato circa 1,37 m sotto il livello del pavimento moderno

Paolo risuscita il giovane Eutico

Alla vigilia della sua partenza, Paolo, nel giorno di domenica, radunò i fedeli per predicare la Parola del Signore e celebrare la Santa Messa. Paolo prolungò il discorso, si fece notte ed il cenacolo fu illuminato da lampade. La gente che ascoltava il discepolo era tanta e affollava la casa. Un giovanetto un ragazzo chiamato Eutico, che stava seduto sulla finestra, fu preso da un sonno profondo mentre Paolo continuava a conversare e, sopraffatto dal sonno, cadde dal terzo piano. La gente accorse, il giovane era senza vita. Paolo allora scese giù, si gettò su di lui, lo abbracciò e disse: «Non vi turbate; è ancora in vita!» Poi risalì, spezzò il pane e ne mangiò e dopo aver parlato ancora molto fino all’alba, partì. Intanto avevano ricondotto il ragazzo vivo, e si sentirono molto consolati.

REGOLA «Mihi vivere Christus est, et mori lucrum» («Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno»)

PRATICA. Chiediamo a S. Paolo l’amore delle anime e preghiamo per gli apostoli che si dedicano alla loro salvezza.

PREGHIERA. O inclito Maestro delle genti, insegnateci la via che condusse voi ad un amore sì vivo a Gesù, perchè noi pure possiamo amarlo ora e sempre.