di Candida Morvillo – Corriere della Sera – 29 Giugno 2025
Lo psichiatra e sociologo sulle nozze a Venezia di Bezos e Lauren Sanchez: «Ma quale star system, i divi un tempo erano dei ribelli»
Paolo Crepet, che le trovino affascinanti o cafone, tutti parlano delle nozze di Jeff Bezos: un interesse da follia collettiva… Lo psichiatra e sociologo come se lo spiega?
«Premetto che a me di Bezos non frega un accidente. Se a qualcuno piace quella roba in cui i soldi sono il trionfo di tutto, benissimo. Non parlo di lui, non commento. Ma una cosa devo dirla: questo matrimonio è il peggiore esempio che possiamo dare ai giovani, peggio di così non c’è niente».
Cos’hanno fatto di così terribile gli sposi?
«Non una cosa, ma tre giorni di cose… Questi matrimoni di tre giorni li conosco: da giovane, in India, sono stato a quelli dei maraja, una noia infinita, un incubo».
Tanto trambusto, dice, e tutti quegli ospiti vip neanche si divertono?
«Che ne so io? A me compete dire, perché ho a cuore la questione educativa, che un evento simile comunica ai giovani che tutto è visibilità, tutto è soldi, tutto è finto. La cultura non c’è, non è nominata. Mi riferisco al coro genuflesso del Triveneto che accoglie Bezos come se fosse Ernest Hemingway. Io posso dire questo, non giudicare com’erano vestite le sorelle».
Le Kardashian?
«Che ne so io».
Trionfava un’estetica femminile di ultracorpi. Questo che modello culturale è?
«È un gusto: in un grand hotel di Abu Dhabi, i corpi sono così, la magnifica moda è questa. Mi preoccupano invece le ragazzine che affollano le calli per vedere le signore che spendono settemila euro per una borsa».
Se parla di cultura, c’era Bill Gates, uno che ha comprato il Codice Leicester di Leonardo da Vinci.
«E magari ha chiesto pure quanto costa. Non si ragiona così: io posso tutto perché ho i soldi… Ma solo uno su un miliardo si arricchisce e così prendiamo in giro i giovani. Domani uno si sposa a Chioggia e fa tre giorni di festa, come Bezos. Ma prima ha pensato qualcosa? Ha letto un libro? Questi eventi non comunicano niente di affascinante. E quegli ospiti… C’era lo star system, ma non ho visto Marlon Brando».
Perché è morto?
«Perché questo non è lo star system».
C’era Leonardo DiCaprio.
«Ma Brando era un ribelle! DiCaprio è un ribelle di che? La mia famiglia viene da Venezia e io ho amato la Venezia di Giuseppe Cipriani e di Peggy Guggenheim».
Elegante, non cafona?
«Ma cosa c’entra quello che vediamo con Peggy che porta Jackson Pollock a Venezia? Questo è un mondo in cui i padri insegnano ai figli che tutto dipende da quanto guadagnano. È un occidente moribondo e una Venezia da cui Luchino Visconti sarebbe scappato, è Morte a Venezia».
I giovani che hanno contestato Bezos le piacciono?
«Mi interessa chi produce pensiero, non solo opposizione. E non mi piace chi dice “tu a Venezia non ci puoi stare”».
E chi critica trovando il matrimonio cafone?
«Alla fine, è invidia sociale, torniamo al tema del denaro. Dobbiamo guardarci dal dire a un ventenne: devi pensare solo al corpo e ai soldi».