Terzo passo: donare il cuore (4)

Il cammino di perfezione, secondo gli insegnamenti dei grandi mistici,  prevede tre tappe, che, con un’analisi attenta, si possono intravedere anche nei messaggi di Medjugorje. Dopo la decisione della conversione e la fatica della purificazione, si entra nella terza tappa che è quella dell’intima unione dell’anima con Dio. In questa fase, come spiega S. Giovanni della croce, l’anima è piuttosto passiva, nel senso che si affida all’opera santificante della grazia.

La Regina della pace, dopo aver condotto i suoi figli all’apertura e alla purificazione del cuore, li vuole portare al vertice della vita spirituale, che consiste nell’intima unione col suo cuore e con quello di Gesù. Quando si tratta di estirpare le radici profonde del male la nostra buona volontà non è più sufficiente. Siamo talmente incapaci di vedere il male che è in noi e di trasformarci in nuove creature che l’unica cosa che ci resta da fare è quella di offrirci all’azione dello Spirito Santo.

In questa luce si comprendono gli inviti della Madonna di donare a lei il nostro cuore, perché lo possa cambiare. Quando ascoltavo per le prime volte questo invito non riuscivo a capire che cosa volesse dire.  Quante volte mi sono chiesto: “ Che cosa vuole da noi la Madonna quando ci chiede di donare il cuore? Che cosa significa donare il cuore a Maria? Certo, ognuno di noi può ripetere queste parole e fare questa offerta nella preghiera, ma il vero problema è di sapere quali sentimenti interiori corrispondono.

Pian piano poi ho compreso che vi è una fase della nostra crescita spirituale in cui è la Madonna stessa che prende l’iniziativa. Lei ci chiede un totale abbandono affinché ci possa trasformare ad immagine del suo cuore e rivestirci della sua stessa santità.  “ Oggi – dice, vi invito ad offrirmi i vostri cuori, affinché io possa cambiarli e renderli simili al mio cuore “ (15.05.1986). In questa fase culminante della preghiera del cuore Maria desidera renderci partecipi dei suoi stessi sentimenti, donarci  la sua preghiera e rivestirci delle sue virtù.

Quando siamo uniti al cuore di Maria, allora non possiamo non vivere della sua vita che è radicalmente orientata a Dio. Tutti i veri devoti di Maria amano Dio col suo stesso cuore. Soltanto chi non ha fatto l’esperienza della presenza di Maria nella sua vita può coltivare il timore che la devozione mariana possa entrare in concorrenza con Dio. La Madonna al riguardo usa immagini stupende, piene di poesia e di significato: “ Io – dice – vi invito ad abbandonarvi a me, perché io possa donarvi a Dio come fiori freschi e senza peccato” (01.08.1985).

Certo è un cammino alto e sublime quello su cui la Madonna ci vuole condurre. Tuttavia, pur dovendo fare i conti tutti i giorni con le proprie fragilità, non sono pochi coloro che hanno incominciato a gustare la dolcezza della preghiera che Maria stessa ci dona, quando ci affidiamo fiduciosamente a lei. Il cristiano comune vede nella Madonna una madre da pregare. Ma questo non basta a Maria. Lei vuole che preghiamo con lei, e che preghiamo in lei, partecipando profondamente dei battiti d’amore del suo cuore.

Solo allora la preghiera, da compito quotidiano da assolvere con cura, diventa una gioia senza la quale non si riesce più a vivere (25.07.1997). Quando sento parlare la Madonna della gioia di pregare capisco che ci sta parlando della sua preghiera, della quale desidera renderci partecipi. Lei ci vuole comunicare quel paradiso di cui è ricolmo il suo cuore. “ La preghiera è gioia – ripete più volte – la preghiera è ciò che il cuore umano desidera” (25.11.1994).

E’ un traguardo raggiungibile? Chi conosce la vita dei santi sa benissimo che essi hanno conosciuto la gioia di pregare. Si tratta di quella gioia che è in Dio e che egli ci dona nella preghiera. La Madonna vuole che questa sia l’esperienza di tutto il popolo di Dio, perché tutti siamo chiamati alla santità attraverso la preghiera.

Noi cristiani molto spesso siamo tristi e disperati come coloro che sono senza Dio e senza speranza nel mondo. Il più delle volte purtroppo non abbiamo fatto l’esperienza dell’amore di Dio. Il cristianesimo è rimasto una vernice esterna, non una condizione esistenziale di salvezza. Come uscire da questa situazione penosa nella quale troppi si trovano? La Madonna  indica una via semplice, efficace e alla portata di tutti:  “Fate rivivere la preghiera fino a quando questa non diventerà gioia” (25,08.1997).