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36. MARIA MADRE DELLA FAMIGLIA
Il matrimonio e la famiglia sono il culmine della creazione e il dono più prezioso e geniale di Dio creatore. Dopo aver creato il cielo e la terra Dio disse. “ Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame e su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra.
Dio creò l’uomo a sua immagine: a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra e soggiogatela….Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne” (Gn 1,26- 28. 2, 24).
Il matrimonio, fondato sul patto di amore, indissolubile e fecondo, fra l’uomo e la donna è la colonna portante dell’intera società. L’attacco al matrimonio e alla famiglia mira a colpire le fondamenta della convivenza umana e mette in forse la stessa possibilità di un futuro. Il serpente antico lo sa e fin dall’inizio ha cercato di minarlo con la sua sottile opera di disgregazione.
La coppia originaria, che viveva la perfetta comunione con Dio, gioiva nel medesimo tempo della comunione reciproca. Al vedere la donna, che Dio le aveva condotto, l’uomo esclamò: “ Questa volta è carne della mia carne e osso delle mie ossa. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta” (Gn 2,22).
Dopo che la serpe invidiosa ha trascinato i progenitori nella disubbidienza e nella ribellione al comando del Creatore, l’armonia della coppia si è incrinata e si è insinuato il veleno mortifero del dissidio e della reciproca accusa. “Adamo, dove sei? “ risuona la voce del Signore. Rispose: “Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto”.
La paura di Dio è il primo effetto del peccato. Ma il secondo è la perdita della fiducia reciproca fra l’uomo e la donna: “Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare? Rispose l’uomo: La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato” (Gn 3,9-12).
Dalla fiducia all’accusa. Satana è riuscito nell’impresa di spruzzare il suo veleno sul primo matrimonio dell’umanità. Da quando Gesù Cristo ha riportato l’unione nuziale al suo splendore originario e l’ha elevata alla dignità di sacramento, cioè di segno dell’amore reciproco fra lui e la Chiesa, la rabbia satanica è esplosa con maggiore virulenza.
Oggi possiamo dire che l’attacco del maligno contro uno dei capisaldi della creazione ha raggiunto il suo apice. La disgregazione della famiglia, umiliata fino ad essere equiparata ai rapporti contro natura, è il trionfo del nemico giurato dell’opera della creazione e della redenzione.
All’attacco delle porte dell’inferno Dio ha opposto la santa famiglia di Nazaret. Maria e Giuseppe sono veri sposi, che vivono l’ideale divino dell’ amore fedele fino alla morte. La Madonna che, in quanto Vergine è il modello dei consacrati, in quanto sposa e madre si propone con S. Giuseppe come il modello degli sposi nel Signore.
Guardando alla famiglia di Nazareth le famiglie cristiane contemplano l’ideale a cui ispirarsi e trovano la sorgente a cui abbeverarsi nella palude maleodorante in cui l’umanità oggi è sprofondata.
La famiglia di Nazareth è la madre di tutte le famiglie. Gesù l’ha donata all’umanità perché possa rinnovarsi nella purezza e nell’amore. Accogliendo Maria nelle nostre famiglie, in particolare con la preghiera del rosario, le teniamo al riparo dalle insidie del tentatore e del seminatore di zizzania.
La Madre si prende cura delle famiglie che si affidano a Lei, preservandole dai pericoli spirituali e provvedendo alle necessità materiali. Vicino al suo cuore materno la famiglia è al sicuro e diviene un’oasi di pace e di serenità dove ripararsi dalle bufere della vita.

Senza una chiave di interpretazione si rischia di banalizzare il tempo dei Segreti. Bisogna invece leggerlo in un visione teologica della Storia: il tempo dei Segreti fa parte della fase finale della Storia della Salvezza, quella che noi chiamiamo “gli ultimi tempi”. Secondo l’Apocalisse e secondo la riflessione teologica la parte finale della Storia della Salvezza ha tre fasi, tre tappe e la prima è descritta nei capitoli XII e XIII dell’Apocalisse ed è la lotta fra la Donna vestita di Sole e il drago infernale, cioè fra la Madonna e satana coadiuvato dalle due bestie (il potere umano assoluto e la falsa religione).
Purtroppo, non viene recepito che quella che stiamo vivendo è una fase apocalittica della Storia perché siamo condizionati dall’ideologia modernista che sostituisce la visione cristiana della vita e della Storia con una visione pagana. Il modernismo riprende affermazioni antiche, dice che esiste solo la materia che è eterna, che è in continua evoluzione e quindi l’uomo sarebbe una manifestazione di questa continua evoluzione eterna della materia. La società di oggi è imbevuta di questa mentalità e, di fatto, è il modo di pensare di tutti. Secondo il modernismo saremmo delle manifestazioni di una materia che si evolve nel tempo che è circolare e quindi è un eterno ritorno. Queste idee sono mondane, nulla hanno a che fare con la Bibbia e si sono imposte al suo posto. La Bibbia ci propone il mondo come creato dal nulla da Dio quindi con un inizio e con una fine. Il mondo verrà trasfigurato, ci saranno Cieli nuovi e Terra nuova.
La grandezza delle apparizioni di Medjugorje, la loro straordinaria attualità, l’interesse che suscitano, deve essere collocata in una escatologia cristiana cioè in una visione della Storia la cui parte finale è escatologica, ha eventi nei quali la perenne battaglia fra il bene e il male giunge al culmine fino alla vittoria finale del bene. Questa è la visione cristiana della Storia che terminerà con la venuta di Cristo e con la fine del mondo.
Ci sarà il Giudizio Universale con Cieli nuovi e Terra nuova. È l’escatologia cristiana. La gente fa fatica a entrare in questa mentalità perché la società di oggi è imbevuta dal materialismo contemporaneo che dice che la Storia è un eterno ritorno di se stessa, la materia ripropone sempre il suo ciclo con qualche variazione determinate dal caso e dalla necessità. Dobbiamo fare lo sforzo di pensare cristianamente e cioè pensare che la Storia può avere una fine. Con l’apparizione del 24 giugno 1981 è incominciata la prima parte dell’Apocalisse perché in quel giorno è apparsa la Madonna con una corona di dodici stelle intorno al capo. Questa prima fase dell’Apocalisse non terminerà con la fine del mondo ma con un tempo di pace dopo il quale ci sarà l’ultimo atto della Storia quando satana sferrerà l’ultimo tentativo di riappropriarsi della Creazione, ma verrà Cristo nella gloria e giudicare il mondo e a ricacciare Lucifero negli abissi dell’inferno eterno.
Siamo entrati negli ultimi tempi, siamo nella prima tappa. La gente fa fatica a entrare in questa visione ma è quella reale ed è quella che ci danno i Messaggi della Madonna stessa.

[09:49, 08/06/2026] 2 Red: Mons.Osório Citora Afonso, Vescovo di Quelimane,Amministratore Apostolico di Beira nostro conduttore ,è stato assassinato Sabato.
Amato conduttore di Radio Maria Mozambico, sottostazione di Quelimane,di un settimanale programma di catechesi.
Il mese scorso, ha partecipato alla nostra Mariatona. Preghiamo per il riposo della sua anima in Dio.
Mons.Osório Citora Afonso aveva lavorato al Vaticano prima di essere nominato vescovo in Mozambico.
Ecco il comunicato di Radio Maria Mozambico:
Nota de pesar
É com profundo pesar e espírito de fé na Ressurreição que comunicamos o falecimento de Sua Excelência Reverendíssima Dom Osório Citora Afonso, IMC.
Unidos na dor desta perda, elevamos as nossas preces a Deus, Senhor da vida, para que acolha o seu servo fiel na glória eterna e lhe conceda o descanso dos justos.
Dom Osório dedicou a sua vida ao serviço da Igreja, à evangelização do povo de Deus e à promoção da paz, da justiça e da esperança. O seu testemunho de fé, humildade e entrega permanecerá vivo na memória da Igreja e de todos aqueles que tiveram a graça de caminhar ao seu lado.
Neste momento de luto, manifestamos a nossa solidariedade à família, ao clero, aos religiosos e religiosas, bem como a todos os fiéis que partilham esta dolorosa despedida.
“Combati o bom combate, terminei a corrida, guardei a fé.” (2 Timóteo 4, 7)
Que a sua alma descanse em paz!
[09:50, 08/06/2026] 2 Red: “
È con profondo dolore e spirito di fede nella Resurrezione che annunciamo la scomparsa di Sua Eccellenza Reverendissima Don Osorio Citora Alfonso, IMC.
Uniti nel dolore di questa perdita, eleviamo le nostre preghiere a Dio, Signore della vita, affinché accolga il suo servo fedele nella gloria eterna e gli conceda il riposo dei giusti.
Don Osorio ha dedicato la sua vita al servizio della Chiesa, all’evangelizzazione del popolo di Dio e alla promozione della pace, della giustizia e della speranza. La tua testimonianza di fede, umiltà e consegna rimarrà viva nella memoria della Chiesa e di tutti coloro che hanno avuto la grazia di camminare al tuo fianco.
In questo momento di lutto esprimiamo la nostra solidarietà alla famiglia, al clero, ai religiosi e religiosi, nonché a tutti i credenti che condividono questo doloroso addio.
“Ho combattuto il buon combattimento, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. ” (2 Timoteo 4, 7)
Possa la sua anima riposare nella pace di Dio!
Radio Maria Mozambico
Ci chiediamo che cosa avviene nell’istante dopo la morte. La morte non è la fine della vita come la mentalità moderna materialista e atea ci propone; questa è una menzogna, fra l’altro una menzogna moderna, perché tutti i popoli dell’antichità hanno onorato i loro morti perché l’umanità in generale, in tutte le sue culture, quelle più elevate, più sofisticate, ma anche quelle più semplici, ha creduto nell’Aldilà, cioè ha creduto nella sopravvivenza delle anime. Oggi domina la mentalità materialista per cui, con la morte del corpo, muore l’uomo, si annienta, scompare l’essere umano. Questa affermazione lascia il tempo che trova perché nessuno di noi si identifica con il suo corpo; noi siamo dei soggetti e ci identifichiamo con la nostra anima, il corpo è un oggetto. La mentalità moderna ha negato la differenza fra soggetto e oggetto. Io sono un soggetto, sono un io che pensa e pensare è un’attività totalmente spirituale; sono un io che decide e la libertà è una caratteristica totalmente spirituale. Sono io morale e percepisco nel mio intimo il bene e il male. Quando faccio il bene sento di avere un’approvazione interiore, quando faccio il male sento di avere una disapprovazione interiore.
Sono le tracce evidenti dell’anima spirituale immortale che già l’antichità al riguardo ha prodotto dei grandi capolavori come il Fedone di Platone, 500 anni prima di Cristo, tutto dedicato alla razionale dimostrazione dell’immortalità dell’anima. Ebbene, la morte consiste nell’istante esatto in cui l’anima si distacca dal corpo. Ovviamente adesso poi si cerca di identificare la morte con gli strumenti materiali, perché ovviamente quando l’anima si stacca dal corpo anche il corpo ne risente subito. Quando l’anima si stacca dal corpo, il cervello non funziona più, l’encefalogramma è piatto, il cuore si ferma, il corpo diviene freddo, il corpo si decompone. Finché l’anima è unita al corpo, esso vive. Nell’istante in cui l’anima si stacca dal corpo viene immediatamente giudicata da Dio. Questo è un insegnamento della Chiesa chiaramente espresso nel Catechismo della Chiesa Cattolica che stronca tutti quelli dicono delle vere e proprie eresie, affermando che subito dopo la morte l’anima non viene giudicata, ma vaga nel mondo, o che anche dopo la morte può pentirsi. Sono tutte affermazioni eretiche che la Chiesa ha condannato nel tempo ed è per quello che il Catechismo della Chiesa Cattolica dice chiaramente che l’anima viene immediatamente giudicata da Dio. Il Catechismo della Chiesa Cattolica usa proprio la parola immediatamente.
L’anima percepisce quando va verso il fine stesso della vita che è Dio, davanti al quale deve comparire per essere giudicata. Dio prepara le persone alla morte. Io come pastore di anime me ne sono accorto in diverse occasioni. Il momento in cui l’anima si stacca dal corpo, esce dalle trame del mondo, esce da questa vita ed entra in una dimensione totalmente diversa, è fondamentale, lo vivremo tutti. I pastorelli di Fatima, Francesco e Giacinta, nel momento della morte, mentre stavano per spirare, hanno visto la Madonna che veniva a prenderli per portarli in Cielo. Tante altre persone hanno fatto questa bellissima esperienza di trovare Gesù o Maria nel momento stesso che stavano uscendo dal mondo, che li portavano con sé in Paradiso. Che possa capitare anche a noi una cosa del genere, ma comunque la cosa importante è preparare il cuore.
Dice il Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 1022: Ogni uomo fin dal momento della sua morte riceve nella sua anima immortale la retribuzione eterna, in un giudizio particolare che mette la sua vita in rapporto a Cristo, per cui o passerà attraverso una purificazione, o entrerà immediatamente nella beatitudine del cielo, oppure si dannerà immediatamente per sempre. «Alla sera della vita, saremo giudicati sull’amore».
Nel momento della morte, cioè l’istante dopo o nell’istante stesso in cui l’anima si stacca dal corpo, l’anima stessa viene giudicata da Dio. Il Catechismo della Chiesa Cattolica sottolinea che l’anima è immortale, cioè non muore con il corpo; è spirituale e quindi è eterna, non morirà mai e quindi sarà eternamente felice in Cielo o eternamente perduta all’inferno. Non c’è ritorno. Mi ricordo quando Vicka spiegava i Messaggi dalla Madonna riguardanti l’inferno, diceva questa espressione in croato: “Nema izlaska”, cioè non c’è uscita dall’inferno. La Madonna ha incaricato proprio dei ragazzi che ha portato a vedere il Paradiso, l’inferno e il purgatorio di spiegare a questa generazione incredula queste Verità di fede.
L’anima è immortale e riceve in se stessa la retribuzione eterna, cioè il premio o il castigo. Verremo giudicati, come ha detto la Madonna in un Messaggio citando proprio l’Atto di fede; verremo giudicati secondo i meriti e di conseguenza avremo il premio o la pena eterna. Il Vangelo, quando Gesù muore in Croce, ci mostra che anche all’ultimo istante le persone si possono convertire come il buon ladrone. Prima di convertirsi non era un buon ladrone, era un condannato a morte perché aveva rubato o ammazzato; negli ultimi istanti della sua vita ha detto a Gesù: «Signore, accoglimi nel tuo regno» e Gesù ha risposto: «Oggi sarai con me in Paradiso».
Credo che siano tante le persone che si convertono negli ultimi istanti, grazie alle preghiere che si fanno per le anime che rischiano la perdizione eterna. Noi saremo giudicati personalmente, alla fine del mondo il Giudizio sarà Universale, riguarderà i popoli, l’umanità nel suo insieme. Nel momento della morte c’è proprio un giudizio particolare che riguarda ciascuno di noi e la nostra vita verrà messa in rapporto a Cristo: ciò che avremo fatto contro Cristo, ciò che avremo fatto per Cristo. Se anche noi moriremo bestemmiando Cristo come il cattivo ladrone, andremo nella perdizione eterna; se moriremo chiedendo Misericordia a Cristo, avremo la vita eterna. Tutta la vita deve essere improntata come un cammino seguito di Cristo, verso l’eternità, che poi diventa anche un cammino di gioia. Per quanto la via sia stretta in salita, è come quella della montagna, che più Sali e più godi il panorama. Così è la vita nel cammino di santità. Il giudizio consiste in questo: o il passaggio attraverso una purificazione, cioè l’anima che muore in stato di grazia di Dio, di fede in Dio, di amicizia con Dio, di pentimento dei propri peccati, ma ha ancora tante scorie di egoismo e di brutture dentro di sé, deve passare attraverso una purificazione. Questa purificazione si chiama purgatorio. Purgatorio vuol dire purificazione. Il purgatorio consiste in una pena tutta spirituale, anche se si parla del fuoco. L’anima, ardente di desiderio di unirsi a Dio, non lo può vedere, è ancora distaccata da lui, è ancora lontana da lui e questa sofferenza la purifica. È la sofferenza di essere lontani da Dio, la sofferenza del purgatorio. Ma nel medesimo tempo, come dice Santa Caterina da Genova, che è una teologa del purgatorio, possiamo dire che le anime del purgatorio da una parte soffrono, dall’altra sono felici perchè comunque sanno che la pena del purgatorio è transitoria e che se poi noi le aiutiamo con le nostre preghiere, con le Sante Messe, con le opere di carità in loro favore, abbreviamo la sofferenza del purgatorio. Beate quelle anime che hanno i loro cari che pregano per loro, che fanno celebrare delle Messe per loro. Uno dei più grandi atti di carità che noi possiamo fare è accorciare il purgatorio per le anime che conosciamo, quelle dei nostri cari, quelle dei nostri amici, quelle dei nostri conoscenti, specialmente per quelli che hanno avuto una vita un po’ lontana da Dio e che magari sono negli strati più profondi del purgatorio e che hanno molto da soffrire. Noi possiamo abbreviare la loro sofferenza con le nostre preghiere. Dio ha voluto questo atto di carità da parte nostra, da parte della Chiesa, proprio per abbreviare il tempo della purificazione.
Dopo il giudizio, allora, l’anima passerà attraverso una purificazione o entrerà immediatamente nella beatitudine del Cielo, cioè entrerà direttamente in Paradiso. Quindi il momento della morte è il momento dell’abbraccio con Cristo. Pregate, preghiamo perché questo avvenga, perché la Madonna ci faccia purificare qui su questa Terra e non in purgatorio. La Madonna a Medjugorje ha detto che se noi sapessimo cos’è il purgatorio, faremmo di tutto per evitarlo, ma ha anche detto che oggi il maggior numero di anime quando muore va in purgatorio, solo un piccolo numero va direttamente in Paradiso e un numero ugualmente grande va all’inferno.
Purtroppo, ci sono anche le anime che muoiono e sono condannate alla perdizione eterna, si dannano immediatamente per sempre, cioè vanno per sempre all’inferno perché loro hanno voluto andarci. Questo lo ha detto la Madonna a Medjugorje, lo ha riportato la veggente Vicka. Vicka riporta un fatto che è accaduto ai ragazzi di Medjugorje nei primi mesi, quando la Madonna è apparsa a tutte i cinque i ragazzi che si trovavano a Medjugorje e a Mirjana, che si trovava invece a Sarajevo per gli studi; ha mostrato il Paradiso, l’inferno e il purgatorio. Con Mirjana è successo un fatto un po’ strano. Mirjana, dopo aver visto il Paradiso e il purgatorio, ha detto alla Madonna che non voleva vedere l’inferno e le ha chiesto: «Perché Dio è così duro di cuore da mandare la gente all’inferno?», la Madonna ha risposto: «Dio non manda all’inferno, siete voi che volete andarci».
Nell’istante in cui l’anima si stacca dal corpo viene immediatamente giudicata e quindi la sua vita viene paragonata a quella di Cristo, per cui o passerà attraverso una purificazione o entrerà immediatamente nella beatitudine del Cielo, oppure si dannerà immediatamente per sempre. Questa è la dottrina del Vangelo, non ascoltiamo quelli che dicono che si salvano tutti, che c’è la Misericordia per tutti. Certamente c’è la Misericordia per tutti, ma una buona parte la rifiuta. Quelli che vanno all’inferno – e sono molte le anime che vanno all’inferno ha detto la Madonna a Medjugorje e anche a Fatima – rifiutano la Misericordia, Nella loro ottusità, nella loro durezza di cuore, vogliono stare dalla parte del diavolo. Già su questa Terra vediamo le persone che sono dei demoni incarnati, come li chiama Santa Caterina da Siena, che sono schierati dalla parte del diavolo, dell’angelo ribelle. Che non ci capiti di essere intrappolati in quella palude che ci inghiotte e poi si chiude e di noi si è persa ogni traccia.
Meditare i Novissimi ci fa bene, ci fa essere un po’ meno superficiali, ci fa pentire i nostri peccati, ci fa capire quanto è vana la vita dietro le cose mondane che passano e quanto sia ingannatore il diavolo che ci promette la felicità e ci porta all’eterna infelicità, all’eterno dolore. Il diavolo ci porta in quel luogo dove c’è scritto “Lasciate ogni speranza voi che entrate”, cioè lasciate ogni speranza di uscirne fuori voi che entrate. State attenti a non entrarci, perché anche se c’è chi dice che l’inferno non c’è, esiste lo stesso.
