Ci chiediamo che cosa avviene nell’istante dopo la morte. La morte non è la fine della vita come la mentalità moderna materialista e atea ci propone; questa è una menzogna, fra l’altro una menzogna moderna, perché tutti i popoli dell’antichità hanno onorato i loro morti perché l’umanità in generale, in tutte le sue culture, quelle più elevate, più sofisticate, ma anche quelle più semplici, ha creduto nell’Aldilà, cioè ha creduto nella sopravvivenza delle anime. Oggi domina la mentalità materialista per cui, con la morte del corpo, muore l’uomo, si annienta, scompare l’essere umano. Questa affermazione lascia il tempo che trova perché nessuno di noi si identifica con il suo corpo; noi siamo dei soggetti e ci identifichiamo con la nostra anima, il corpo è un oggetto. La mentalità moderna ha negato la differenza fra soggetto e oggetto. Io sono un soggetto, sono un io che pensa e pensare è un’attività totalmente spirituale; sono un io che decide e la libertà è una caratteristica totalmente spirituale. Sono io morale e percepisco nel mio intimo il bene e il male. Quando faccio il bene sento di avere un’approvazione interiore, quando faccio il male sento di avere una disapprovazione interiore.

Sono le tracce evidenti dell’anima spirituale immortale che già l’antichità al riguardo ha prodotto dei grandi capolavori come il Fedone di Platone, 500 anni prima di Cristo, tutto dedicato alla razionale dimostrazione dell’immortalità dell’anima. Ebbene, la morte consiste nell’istante esatto in cui l’anima si distacca dal corpo. Ovviamente adesso poi si cerca di identificare la morte con gli strumenti materiali, perché ovviamente quando l’anima si stacca dal corpo anche il corpo ne risente subito. Quando l’anima si stacca dal corpo, il cervello non funziona più, l’encefalogramma è piatto, il cuore si ferma, il corpo diviene freddo, il corpo si decompone. Finché l’anima è unita al corpo, esso vive. Nell’istante in cui l’anima si stacca dal corpo viene immediatamente giudicata da Dio. Questo è un insegnamento della Chiesa chiaramente espresso nel Catechismo della Chiesa Cattolica che stronca tutti quelli dicono delle vere e proprie eresie, affermando che subito dopo la morte l’anima non viene giudicata, ma vaga nel mondo, o che anche dopo la morte può pentirsi. Sono tutte affermazioni eretiche che la Chiesa ha condannato nel tempo ed è per quello che il Catechismo della Chiesa Cattolica dice chiaramente che l’anima viene immediatamente giudicata da Dio. Il Catechismo della Chiesa Cattolica usa proprio la parola immediatamente.

L’anima percepisce quando va verso il fine stesso della vita che è Dio, davanti al quale deve comparire per essere giudicata. Dio prepara le persone alla morte. Io come pastore di anime me ne sono accorto in diverse occasioni. Il momento in cui l’anima si stacca dal corpo, esce dalle trame del mondo, esce da questa vita ed entra in una dimensione totalmente diversa, è fondamentale, lo vivremo tutti. I pastorelli di Fatima, Francesco e Giacinta, nel momento della morte, mentre stavano per spirare, hanno visto la Madonna che veniva a prenderli per portarli in Cielo. Tante altre persone hanno fatto questa bellissima esperienza di trovare Gesù o Maria nel momento stesso che stavano uscendo dal mondo, che li portavano con sé in Paradiso. Che possa capitare anche a noi una cosa del genere, ma comunque la cosa importante è preparare il cuore.

Dice il Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 1022: Ogni uomo fin dal momento della sua morte riceve nella sua anima immortale la retribuzione eterna, in un giudizio particolare che mette la sua vita in rapporto a Cristo, per cui o passerà attraverso una purificazione, o entrerà immediatamente nella beatitudine del cielo, oppure si dannerà immediatamente per sempre. «Alla sera della vita, saremo giudicati sull’amore».

Nel momento della morte, cioè l’istante dopo o nell’istante stesso in cui l’anima si stacca dal corpo, l’anima stessa viene giudicata da Dio. Il Catechismo della Chiesa Cattolica sottolinea che l’anima è immortale, cioè non muore con il corpo; è spirituale e quindi è eterna, non morirà mai e quindi sarà eternamente felice in Cielo o eternamente perduta all’inferno. Non c’è ritorno. Mi ricordo quando Vicka spiegava i Messaggi dalla Madonna riguardanti l’inferno, diceva questa espressione in croato: “Nema izlaska”, cioè non c’è uscita dall’inferno. La Madonna ha incaricato proprio dei ragazzi che ha portato a vedere il Paradiso, l’inferno e il purgatorio di spiegare a questa generazione incredula queste Verità di fede.

L’anima è immortale e riceve in se stessa la retribuzione eterna, cioè il premio o il castigo. Verremo giudicati, come ha detto la Madonna in un Messaggio citando proprio l’Atto di fede; verremo giudicati secondo i meriti e di conseguenza avremo il premio o la pena eterna. Il Vangelo, quando Gesù muore in Croce, ci mostra che anche all’ultimo istante le persone si possono convertire come il buon ladrone. Prima di convertirsi non era un buon ladrone, era un condannato a morte perché aveva rubato o ammazzato; negli ultimi istanti della sua vita ha detto a Gesù: «Signore, accoglimi nel tuo regno» e Gesù ha risposto: «Oggi sarai con me in Paradiso».

Credo che siano tante le persone che si convertono negli ultimi istanti, grazie alle preghiere che si fanno per le anime che rischiano la perdizione eterna. Noi saremo giudicati personalmente, alla fine del mondo il Giudizio sarà Universale, riguarderà i popoli, l’umanità nel suo insieme. Nel momento della morte c’è proprio un giudizio particolare che riguarda ciascuno di noi e la nostra vita verrà messa in rapporto a Cristo: ciò che avremo fatto contro Cristo, ciò che avremo fatto per Cristo. Se anche noi moriremo bestemmiando Cristo come il cattivo ladrone, andremo nella perdizione eterna; se moriremo chiedendo Misericordia a Cristo, avremo la vita eterna. Tutta la vita deve essere improntata come un cammino seguito di Cristo, verso l’eternità, che poi diventa anche un cammino di gioia. Per quanto la via sia stretta in salita, è come quella della montagna, che più Sali e più godi il panorama. Così è la vita nel cammino di santità. Il giudizio consiste in questo: o il passaggio attraverso una purificazione, cioè l’anima che muore in stato di grazia di Dio, di fede in Dio, di amicizia con Dio, di pentimento dei propri peccati, ma ha ancora tante scorie di egoismo e di brutture dentro di sé, deve passare attraverso una purificazione. Questa purificazione si chiama purgatorio. Purgatorio vuol dire purificazione. Il purgatorio consiste in una pena tutta spirituale, anche se si parla del fuoco. L’anima, ardente di desiderio di unirsi a Dio, non lo può vedere, è ancora distaccata da lui, è ancora lontana da lui e questa sofferenza la purifica. È la sofferenza di essere lontani da Dio, la sofferenza del purgatorio. Ma nel medesimo tempo, come dice Santa Caterina da Genova, che è una teologa del purgatorio, possiamo dire che le anime del purgatorio da una parte soffrono, dall’altra sono felici perchè comunque sanno che la pena del purgatorio è transitoria e che se poi noi le aiutiamo con le nostre preghiere, con le Sante Messe, con le opere di carità in loro favore, abbreviamo la sofferenza del purgatorio. Beate quelle anime che hanno i loro cari che pregano per loro, che fanno celebrare delle Messe per loro. Uno dei più grandi atti di carità che noi possiamo fare è accorciare il purgatorio per le anime che conosciamo, quelle dei nostri cari, quelle dei nostri amici, quelle dei nostri conoscenti, specialmente per quelli che hanno avuto una vita un po’ lontana da Dio e che magari sono negli strati più profondi del purgatorio e che hanno molto da soffrire. Noi possiamo abbreviare la loro sofferenza con le nostre preghiere. Dio ha voluto questo atto di carità da parte nostra, da parte della Chiesa, proprio per abbreviare il tempo della purificazione.

Dopo il giudizio, allora, l’anima passerà attraverso una purificazione o entrerà immediatamente nella beatitudine del Cielo, cioè entrerà direttamente in Paradiso. Quindi il momento della morte è il momento dell’abbraccio con Cristo. Pregate, preghiamo perché questo avvenga, perché la Madonna ci faccia purificare qui su questa Terra e non in purgatorio. La Madonna a Medjugorje ha detto che se noi sapessimo cos’è il purgatorio, faremmo di tutto per evitarlo, ma ha anche detto che oggi il maggior numero di anime quando muore va in purgatorio, solo un piccolo numero va direttamente in Paradiso e un numero ugualmente grande va all’inferno.

Purtroppo, ci sono anche le anime che muoiono e sono condannate alla perdizione eterna, si dannano immediatamente per sempre, cioè vanno per sempre all’inferno perché loro hanno voluto andarci. Questo lo ha detto la Madonna a Medjugorje, lo ha riportato la veggente Vicka. Vicka riporta un fatto che è accaduto ai ragazzi di Medjugorje nei primi mesi, quando la Madonna è apparsa a tutte i cinque i ragazzi che si trovavano a Medjugorje e a Mirjana, che si trovava invece a Sarajevo per gli studi; ha mostrato il Paradiso, l’inferno e il purgatorio. Con Mirjana è successo un fatto un po’ strano. Mirjana, dopo aver visto il Paradiso e il purgatorio, ha detto alla Madonna che non voleva vedere l’inferno e le ha chiesto: «Perché Dio è così duro di cuore da mandare la gente all’inferno?», la Madonna ha risposto: «Dio non manda all’inferno, siete voi che volete andarci».

Nell’istante in cui l’anima si stacca dal corpo viene immediatamente giudicata e quindi la sua vita viene paragonata a quella di Cristo, per cui o passerà attraverso una purificazione o entrerà immediatamente nella beatitudine del Cielo, oppure si dannerà immediatamente per sempre. Questa è la dottrina del Vangelo, non ascoltiamo quelli che dicono che si salvano tutti, che c’è la Misericordia per tutti. Certamente c’è la Misericordia per tutti, ma una buona parte la rifiuta. Quelli che vanno all’inferno – e sono molte le anime che vanno all’inferno ha detto la Madonna a Medjugorje e anche a Fatima – rifiutano la Misericordia,        Nella loro ottusità, nella loro durezza di cuore, vogliono stare dalla parte del diavolo. Già su questa Terra vediamo le persone che sono dei demoni incarnati, come li chiama Santa Caterina da Siena, che sono schierati dalla parte del diavolo, dell’angelo ribelle. Che non ci capiti di essere intrappolati in quella palude che ci inghiotte e poi si chiude e di noi si è persa ogni traccia.

Meditare i Novissimi ci fa bene, ci fa essere un po’ meno superficiali, ci fa pentire i nostri peccati, ci fa capire quanto è vana la vita dietro le cose mondane che passano e quanto sia ingannatore il diavolo che ci promette la felicità e ci porta all’eterna infelicità, all’eterno dolore. Il diavolo ci porta in quel luogo dove c’è scritto “Lasciate ogni speranza voi che entrate”, cioè lasciate ogni speranza di uscirne fuori voi che entrate. State attenti a non entrarci, perché anche se c’è chi dice che l’inferno non c’è, esiste lo stesso.