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Papa Leone XIV: “Sotto il flagello della guerra, Cristo è speranza”

Di Antonio Tarallo

Città del Vaticano, domenica 5 luglio 2026, 12:05 (ACI Stampa).

Assolato e caldissimo Angelus di papa Leone XIV, oggi. Si affaccia dal suo studio privato del palazzo apostolico e per la sua meditazione prima della preghiera mariana parte dal Vangelo, papa Leone XIV, quello della liturgia odierna: «Signore del cielo e della terra», così il Vangelo di Matteo. E aggiunge: “Il Figlio di Dio, fatto uomo, manifesta il suo amore coinvolgendo ogni creatura in questo rendimento di grazie. La semplicità di un gesto così spontaneo e gioioso corrisponde allo stile di Dio, che ama rivelarsi «ai piccoli», mentre resta nascosto «ai sapienti e ai dotti»”.

Parla degli arroganti, papa Leone XIV:   “Costoro, infatti, sono talmente pieni delle proprie idee che non riconoscono la presenza di Cristo, il Messia che visita il suo popolo. L’umana sapienza diventa allora arroganza e la dottrina degrada in superbia. La vera sapienza di Dio si rivela invece nell’umiltà della carne e il suo insegnamento si rivolge a quanti fanno più fatica: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi»”. 

Ma cosa vuol dire andare da Gesù? Papa Leone XIV ha la sua risposta: “Significa corrispondere al suo amore e condividere la sua vita fino alla croce”. E allora si domanda il pontefice: come può essere “leggero” e “dolce” il peso della croce? Diventa più lieve “perché il Signore lo porta per primo e con tutti noi, senza mai lasciarci soli in ciò che ci abbatte”. Ed è per questo che “alla sequela di Cristo, il nostro cammino non è dunque un’ascesi che mortifica: è una scuola di libertà, che prende sul serio il dramma della storia e ne illumina sempre il senso, soprattutto nei momenti più oscuri”. 

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E concludono: “Nella schiavitù, Cristo è liberazione. Sotto il flagello della guerra, Cristo è speranza. Nell’ora del peccato, Cristo è perdono. Questa è la vera sapienza, cioè la via che vogliamo percorrere insieme, uniti come discepoli nel suo nome. Gesù ce la insegna da Figlio, diventando nostro fratello: con la dello Spirito Santo, egli stesso manifesta alla Chiesa la verità di Dio e dell’uomo, perché «nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo»”. 

E dopo la preghiera mariana, alcune parole: oltre ai saluti ad alcuni gruppi presenti nella piazza, il ricordo della recente betificazione del 2 luglio scorso presso il santuario di Tac Say, nella provincia di Cà Mau, di Francesco Saverio Tru’o’ng Bǚu Diêp sacerdote diocesano e martire. E poi il pensiero al Venezuela: il papa esprime la sua vicinanza alle famiglie delle vittime e assicura la sua preghiera. 

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Dove nascono i robot «affettuosi»: boom di richieste per gli umanoidi cinesi

di Federico Fubini – Corriere della Sera

UbTech lancia gli automi da compagnia: 13mila richieste in 48 ore. I prezzi partono da 17.600 dollari e arrivano fino a 8 volte tanto

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Robot umanoidi

Camminano, parlano, imparano a conoscerti sempre meglio, perché funzionano come un agente di intelligenza artificiale. Poi iniziano a dire sempre più spesso ciò che tu hai bisogno di sentirti dire. E sono belli, eleganti, morbidi – cioè, in silicone -; soprattutto sono mansueti. Sempre lì a casa che ti aspettano, anche dopo turni massacranti al lavoro. Assicurano «compagnia emotiva» a partire da 17.600 dollari ma anche per nove volte di più.

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Generazione di umanoidi

Ubtech Robotics di Shenzhen è uno dei grandi gruppi cinesi per la produzione di umanoidi e fino a ieri le sue creature si occupavano d’altro. Lavoravano nei magazzini, assicuravano controlli di qualità in catena di montaggio, selezionavano prodotti sulla base di un codice a barre. Al limite si cambiavano da soli la batteria esaurita, sfilandosi dalla schiena quella vecchia e infilandosi quella nuova dopo averla estratta da uno scaffale.
Adesso però si allargano a un altro settore in crescita: gestiscono la solitudine di massa. 

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Questa settimana Ubtech, che è quotata alla borsa di Hong Kong e vale l’equivalente di 6,1 miliardi di euro, ha presentato la sua ultima generazione di umanoidi. È la famiglia degli “U1” e mirano al mercato dei consumatori, non delle imprese. Non sono i primi. Gli umanoidi di gruppi cinesi come Ubtech, Unitree, Agibot o altri puntano già ad assicurare alcune funzioni nelle case o negli hotel: forniscono farmaci alle ore e nelle quantità prescritte dal medico o assicurano servizi di portineria, per esempio.

La Cina lancia i robot umanoidi più realistici di sempre: “Riconoscono le emozioni e fanno compagnia”

Declino demografico

Lo U1 invece fa compagnia. E il suo mercato è potenzialmente vasto, a giudicare dalla prima risposta: a 48 ore dalla presentazione, Ubtech ha incassato circa 13 mila ordinativi con una caparra attorno ai 400 euro. Se lo si chiede dalle sembianze di uomo, viene consegnato (a settembre) da 1,83 di altezza e 42 chili; se donna, da 1,68 e 35 chili. E nel suo nuovo lancio convergono come probabilmente le due grandi tendenze della Cina di questi anni: l’automazione e il malessere delle persone rivelato dal collasso della fertilità. 

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Da un lato c’è la corsa alle applicazioni industriali dell’intelligenza artificiale a tutto il mondo fisico possibile, dai robot, ai droni, alle macchine utensili, alle auto, fino ai cani meccanici da combattimento a disposizione della polizia e dell’esercito. Dall’altro c’è invece qualcosa di meno programmabile, come la rinuncia progressiva dei cinesi ad avere figli con tutto ciò che deve nascondersi dietro un sintomo del genere.

Da quando nel 2016 Xi Jinping ha interrotto la politica del figlio unico, anziché crescere, il tasso di fertilità ha registrato il calo più rapido al mondo dopo quello delle Filippine. La Cina è scesa così in dieci anni da 1,7 a 0,98 figli per donna, il livello più basso al mondo dopo la Corea del Sud (ed eccezione dell’Ucraina in guerra). Megalopoli come Shanghai, con un’economia urbana pari a quella dell’intera dell’Olanda o dell’Indonesia, contano appena 0,5 figli per donna. Dietro c’è il costo crescente della casa, dell’educazione dei figli, ma anche il pressante sistema 996: si lavora dalle ora 9 alle 9 per 6 giorni la settimana.

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Il primato cinese

L’offerta di umanoidi «da compagnia» intercetta la solitudine creata da questi ingranaggi. Fa riflettere anche l’innegabile sessualizzazione dei suoi caratteri – rappresenta ragazze e ragazze desiderabili – qualcosa di piuttosto raro per la sfera pubblica nella Cina austera di un leninista come Xi Jinping. Ma anche questa è parte di una trasformazione più profonda che non può non investire in pieno anche l’Italia e l’Europa. L’umanoide U1, che risponde con l’intelligenza artificiale, non è il solo a farlo. Alcuni gadget elettronici disegnati come giocattoli dialogano con i bambini grazie all’intelligenza artificiale (cinese) di DeepSeek

Ma soprattutto la Cina la già domina questa rivoluzione tecnologica dei robot per tutti gli usi, che muove appena i primi passi. I suoi produttori ricevono un’immensità di sussidi pubblici, purché li reinvestano in ricerca e sviluppo. E i risultati si vedono: l’anno scorso sono venuti dalla Repubblica popolare l’80% dei 16 mila robot installati nel pianeta, mentre la banca Morgan Stanley prevede un mercato globale del settore da 7.500 miliardi di dollari, con un miliardo di robot prodotti entro il 2050.    


Cari amici,

vi ho pubblicato questo articolo per toccare con mano l’abisso di degradazione verso la quale l’uomo moderno sta precipitando. Presto avremo anche i bambini – robot, tanto per completare il quadro familiare.

Noi cristiani reagiamo a questa deriva, ritornando al progetto di Dio creatore, che ha creato l’uomo e la donna a sua immagina e somiglianza, chiamandoli a formare una famiglia in carne ed ossa e non di plastica o ceralacca.

(Padre Livio)

🟢IN RADIOVISIONE: PADRE LIVIO – LA TENTAZIONE – Puntata 46

Fa festa al generatore di corrente di Radio Maria

E è qui da mattina a sera…

🟢IN RADIOVISIONE: IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 109

INTERVISTA A VICKA DI PADRE LIVIO

MARIA DOLCE MADRE

37 . MARIA MADRE DEI BAMBINI

            La Madonna è madre perché ha concepito e generato un bambino. Quel bambino era il Figlio di Dio secondo la sua generazione eterna, ma era vero figlio di Maria secondo la sua generazione umana. L’ha concepito nel suo grembo per opera dello Spirito Santo e, come tutte le mamme, l’ha sentito crescere e persino sussultare nel suo grembo. La natura umana, che il Verbo del Padre ha assunto, era tutta presente nel minuscolo embrione, che si è miracolosamente formato nel momento solenne del “Sì” alla divina maternità della giovinetta di Nazareth. Come tutte le mamme del mondo, Maria ha vissuto trepidante i mesi dell’attesa, nella fede e nella speranza, nella preghiera e nell’abbandono ai disegni di Dio. Ogni figlio che viene concepito è un mistero di amore e di libertà e le madri sanno che il frutto del loro grembo, una volta che si sarà staccato, prenderà il largo per un destino ignoto.

            Maria ha dato alla luce il piccolo Gesù, conservando intatta la sua integrità verginale. La verginità di Maria, nel concepimento e nel parto, come in tutto il prosieguo della sua vita, è il segno dell’origine divina di quel bambino, in tutto simile a noi, eccetto il peccato. Maria lo ha tenuto in braccio, lo ha stretto al cuore, lo ha amorevolmente allattato, lo ha contemplato insaziabile, coprendolo di baci. Ogni bambino che nasce nel peccato lascia tuttavia trasparire la tenue luce dell’innocenza originaria. Come sarà stato il volto del piccolo Gesù, dal quale emanava la bellezza divina della luce increata? Nei suoi occhi risplendeva la semplicità e l’umiltà del Dio Altissimo e dal suo sorriso si sprigionava la forza irresistibile dell’amore che accoglie e che si dona. La piccola madre guarda stupita il Figlio di Dio che era sua figlio, in tutto simile a lei.  Nessun madre, come Maria, ha potuto vedere riflessa  nel viso del suo  bambino la sua perfetta immagine.

            Maria ha guidato nella crescita il suo bambino come tutte le mamme. Lo splendore della divinità era nascosto sotto le sembianze umili e fragili della nostra umanità. La divina madre lo vedeva svilupparsi sano e forte, “in sapienza età e grazia, davanti a Dio e agli uomini” ( Lc 2,52). L’uomo per crescere ha bisogno del duplice nutrimento del corpo e dell’anima.  Anche il Figlio di Dio è umanamente maturato avendo Maria come madre e maestra  e Giuseppe come testimone forte e fedele. Colei che ha concepito il Bambino nella fede, lo ha educato avanzando lei stessa nella fede senza mai tentennare.  Nel disegno di Dio la maternità e la paternità si realizzano nel medesimo tempo sul piano naturale e su quello soprannaturale. I genitori secondo la carne sono chiamati ad essere i genitori secondo la fede.

            La madre di Gesù è anche la madre di tutti i figli di Dio. Nel suo grembo ogni bambino nasce a vita nuova nell’acqua e nello Spirito Santo. I nostri figli, in quanto dono di Dio, sono nel medesimo tempo figli di Maria. Le madri cristiane concepiscono con la gioia di Maria e accompagnano la nuova creatura, che cresce nel loro grembo, con la preghiera e la fiducia. Ogni vita umana è immagine inviolabile del Dio vivente e racchiude in sé un destino di gloria immortale. Ogni bambino che entra nel mondo e che la madre stringe al suo cuore, è un segno che il Creatore non si è stancato del genere umano. Ricevendo il figlio dalle mani di Dio, i genitori cristiani lo mettono sotto la protezione della Madonna, perché lo prenda fra le sue braccia e lo tenga per mano nel cammino insidioso della vita.

            Sotto il manto di Maria i nostri bambini sono al sicuro. Insegnamo loro a riconoscere il volto sorridente della madre celeste e a invocarla col dolce nome di Maria. Apriamo gli occhi del loro cuore alla conoscenza dei misteri della fede. Anche i nostri figli cresceranno in sapienza età e grazia come il bambino Gesù.

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