SENZA DIO L’UMANITA’ SI PERDE
IL TEMPO DELLA GRANDE APOSTASIA
L’insegnamento dei Papi del dopoguerra
La lunga presenza della Regina della pace
IL RADICALE CAMBIAMENTO DELLA VISIONE DELLA VITA
La vita dei secoli cristiani orientata all’eternità
La visione attuale della vita limitata al tempo presente
LA DEGRADAZIONE E L’ANGOSCIA DI UNA VITA SENZA DIO
La vita Dio e’ una discesa irrefrenabile nell’abisso della morte
La vita senza Dio è un vagare senza meta
La vita senza Dio è un progetto inutile
La via senza Dio non ha regole morali condivise
La vita senza Dio è dominata dalla forza e dalla violenza
La vita senza Dio è un inferno anticipato
IL MIRACOLO DELLA CONVERSIONE
La salvezza dalla perdizione è un dono dall’Alto
La chiamata di Cristo alla conversione nella sua prima venuta
La Chiamata di Maria negli ultimi tempi della storia
Oggi è il momento delle decisioni non più rimandabili
Si tratta di credere e di accogliere Gesu’ Cristo.
Solo Lui è il Vivente, il Signore e il Salvatore.
PER IL MONDO SENZA DIO NON VI E’ NE’ FUTURO NE’ VITA ETERNA
Nel Regno dell’uomo al posto di Dio regna la morte
Nel mondo senza Dio regna il peccato
Il mondo senza Dio va verso l’auto-distruzione
E’ compito dei credenti testimoniare la salvezza

Programma di Padre Livio – Lunedì 6 Luglio 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre canale 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 9.00: EDITORIALE
Senza Dio l’umanità si perde
h. 10.00: CATECHESI
Siate le mie mani di pace

Disponibile su tutti gli store online e
-messaggi WhatsApp 031 610610
-segreteria 031 610600
[email protected]

Di Antonio Tarallo
Città del Vaticano, domenica 5 luglio 2026, 12:05 (ACI Stampa).
Assolato e caldissimo Angelus di papa Leone XIV, oggi. Si affaccia dal suo studio privato del palazzo apostolico e per la sua meditazione prima della preghiera mariana parte dal Vangelo, papa Leone XIV, quello della liturgia odierna: «Signore del cielo e della terra», così il Vangelo di Matteo. E aggiunge: “Il Figlio di Dio, fatto uomo, manifesta il suo amore coinvolgendo ogni creatura in questo rendimento di grazie. La semplicità di un gesto così spontaneo e gioioso corrisponde allo stile di Dio, che ama rivelarsi «ai piccoli», mentre resta nascosto «ai sapienti e ai dotti»”.
Parla degli arroganti, papa Leone XIV: “Costoro, infatti, sono talmente pieni delle proprie idee che non riconoscono la presenza di Cristo, il Messia che visita il suo popolo. L’umana sapienza diventa allora arroganza e la dottrina degrada in superbia. La vera sapienza di Dio si rivela invece nell’umiltà della carne e il suo insegnamento si rivolge a quanti fanno più fatica: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi»”.
Ma cosa vuol dire andare da Gesù? Papa Leone XIV ha la sua risposta: “Significa corrispondere al suo amore e condividere la sua vita fino alla croce”. E allora si domanda il pontefice: come può essere “leggero” e “dolce” il peso della croce? Diventa più lieve “perché il Signore lo porta per primo e con tutti noi, senza mai lasciarci soli in ciò che ci abbatte”. Ed è per questo che “alla sequela di Cristo, il nostro cammino non è dunque un’ascesi che mortifica: è una scuola di libertà, che prende sul serio il dramma della storia e ne illumina sempre il senso, soprattutto nei momenti più oscuri”.
Advertisement
E concludono: “Nella schiavitù, Cristo è liberazione. Sotto il flagello della guerra, Cristo è speranza. Nell’ora del peccato, Cristo è perdono. Questa è la vera sapienza, cioè la via che vogliamo percorrere insieme, uniti come discepoli nel suo nome. Gesù ce la insegna da Figlio, diventando nostro fratello: con la dello Spirito Santo, egli stesso manifesta alla Chiesa la verità di Dio e dell’uomo, perché «nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo»”.
E dopo la preghiera mariana, alcune parole: oltre ai saluti ad alcuni gruppi presenti nella piazza, il ricordo della recente betificazione del 2 luglio scorso presso il santuario di Tac Say, nella provincia di Cà Mau, di Francesco Saverio Tru’o’ng Bǚu Diêp sacerdote diocesano e martire. E poi il pensiero al Venezuela: il papa esprime la sua vicinanza alle famiglie delle vittime e assicura la sua preghiera.
