

di Giacomo Gambassi, Roma
Leone XIV si è trasferito sui Castelli Romani dove resterà tre settimane. «Saranno giornate di riposo, preghiera, letture e sport». Alloggerà nel complesso trasformato in un museo da papa Francesco. Sospese le udienze. Il monito in piazza San Pietro: quando l’uomo è pieno di sé, la sapienza diventa arroganza
Il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo torna a ospitare il Papa. Il complesso, che papa Francesco aveva aperto al pubblico nel 2016 trasformandolo in un museo, sarà di nuovo la residenza “di vacanza” del Pontefice. Da questa domenica pomeriggio Leone XIV si trasferisce nella cittadina del Castelli Romani, a meno di trenta chilometri dalla Città del Vaticano, che lega il suo nome al buen retiro dei Papi. E abiterà nel Palazzo che per l’intero mese di luglio resterà chiuso ai visitatori per riprendere ad accogliere il suo più illustre ospite. Non accadeva da undici anni, ossia da quando nel 2015 Benedetto XVI, da emerito, aveva trascorso qui una parte dell’estate.
Un ritorno al glorioso passato: infatti nel primo anno di pontificato Leone XIV ha avuto come “casa” a Castel Gandolfo Villa Barberini, dimora a poche centinaia di metri dal Palazzo Apostolico (ma sempre all’interno della tenuta delle Ville Pontificie) dove il Papa si è recato quasi ogni settimana, solitamente dal lunedì sera al martedì sera, per la sua giornata “fuori porta” e dove aveva trascorso le sue vacanze la scorsa estate: senza voler intaccare il flusso dei turisti a Palazzo che il Pontefice aveva scelto di lasciare a disposizione della gente e che comunque non era pronto a riospitare il Papa dopo le trasformazioni per farne un polo espositivo.
Adesso la novità per il «periodo di riposo» di Leone XIV, come lo definisce il comunicato della Prefettura della Casa pontificia che rende nota la villeggiatura estiva dal 5 al 27 luglio nella località dei Colli Albani. Nel pomeriggio di domenica il drappo con lo stemma del Pontefice, comparso sul balcone del Palazzo Apostolico, ha annunciato l’arrivo del Papa. Dal piccolo terrazzo il Pontefice ha voluto rivolgere alcune parole alla popolazione locale che lo attendeva: «Sono molto contento di essere qui fra voi, di poter passare le prossime settimane con un po’ di riposo, un po’ di preghiera, un po’ di lettura e speriamo un po’ di sport qui a Castel Gandolfo!
È sempre un momento importante l’incontro e allora sono contento che siate tutti qui, grazie per l’accoglienza, grazie per essere fratelli e sorelle».
Papa Leone XIV, appena arrivato a Castel Gandolfo, saluta la popolazione dal Palazzo Apostolico dove risiederà per il periodo di riposo estivo.
Durante le tre settimane di vacanza sono sospese tutte le udienze generali, private e speciali. Le udienze generali riprenderanno mercoledì 5 agosto, mentre nelle domeniche di luglio l’Angelus sarà recitato dal Papa in piazza della Libertà, cuore di Castel Gandolfo, su cui si affacciano sia il Palazzo Apostolico, sia la chiesa parrocchiale, sia il municipio.
Nel 2025 Leone XIV aveva passato a Villa Barberini sedici giorni di riposo, dal 6 al 22 luglio, durante i quali non erano mancati alcuni impegni pubblici, come le celebrazioni nel “Borgo Laudato si’” per la prima Messa sulla custodia della creazione, poi le Messe nella parrocchia pontificia di San Tommaso da Villanova e nella Cattedrale di Albano. Il periodo era stato caratterizzato anche da alcuni incontri, come quello con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Programma di Padre Livio – Martedì 7 Luglio 2026
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h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 9.00: IL MANTO DI MARIA
Le apparizioni mariane dalla Medaglia miracolosa a Medjugorje
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Padre Toby, religioso domenicano, Direttore di Radio Maria del Regno Unito
La scorsa settimana Radio Maria Regno Unito ha celebrato un importante traguardo. Il nuovo segnale in Scozia raggiunge quasi quattro milioni di persone, coprendo le città di Glasgow, Edimburgo e Aberdeen, oltre al vivace corridoio Glasgow-Edimburgo, cuore economico e sociale della Scozia. Il segnale è stato attivato lunedì 22 giugno 2026 alle ore 11. Il presidente Inti Paolucci ha definito questo risultato una tappa significativa nella crescita di Radio Maria UK, collegandolo al recente cambio di nome dell’emittente, da Radio Maria England a Radio Maria United Kingdom. Questo cambio riflette una trasformazione più ampia già in atto, di cui ora anche la Scozia entra ufficialmente a far parte.
Gli ascoltatori di tutta la fascia centrale della Scozia possono ora sintonizzarsi attraverso la radio digitale DAB locale, entrando così a far parte di una comunità nazionale di fede in continua crescita. Il vescovo John Keenan, Vescovo di Paisley e Presidente della Conferenza Episcopale di Scozia, che in passato è già intervenuto ai microfoni di Radio Maria, ha accolto con soddisfazione questa espansione.
«Accolgo con grande favore la notizia che Radio Maria Regno Unito abbia ottenuto una frequenza DAB che copre la maggior parte della popolazione scozzese, comprese Edimburgo, Glasgow, Aberdeen e la Diocesi di Paisley. Si tratta di un traguardo significativo che permetterà a molte più persone di accedere a programmi che alimentano la fede, ispirano speranza e rafforzano la nostra comunità cattolica. I media cattolici svolgono oggi un ruolo fondamentale. Contribuiscono a promuovere una cultura fondata sul Vangelo, avvicinando le persone a Dio e incoraggiandoci a vivere con compassione, gioia e un rinnovato senso della nostra missione. In un tempo in cui tante voci competono per attirare la nostra attenzione, è incoraggiante vedere Radio Maria offrire uno spazio affidabile dedicato alla preghiera, alla catechesi, al dialogo e alla testimonianza cristiana. Ho molto apprezzato l’opportunità di partecipare al programma mensile dedicato alla March for Life e guardo con entusiasmo alle numerose nuove possibilità che questa espansione porterà. Essa rappresenta una splendida occasione per condividere la speranza del Vangelo con gli ascoltatori di tutta la Scozia e per valorizzare la ricchezza delle tante voci, storie e iniziative che continuano a rafforzare la vita della Chiesa nel nostro Paese.»
Mons. John Keenan – Vescovo di Paisley
Nel frattempo anche la città di Bath (a SudOvest dell’Inghilterra) accoglie Radio Maria Regno Unito sulle proprie frequenze. La storica città universitaria dispone ora di un proprio segnale DAB, che amplia la copertura già presente nella vicina Bristol. Anche Mons. Bosco MacDonald, Vescovo di Clifton, ha espresso il suo caloroso benvenuto all’iniziativa.
«Sono lieto di accogliere il lancio di Radio Maria sulla radio digitale DAB+ nell’area di Bath della nostra diocesi. È una bella notizia non solo per i cattolici, ma per chiunque sia alla ricerca di una programmazione cristiana di qualità e desideri crescere nella fede. Oggi molte persone sono alla ricerca di speranza, pace e di un significato più profondo per la propria vita. Radio Maria offre una ricca varietà di programmi, tra cui preghiera, catechesi, musica, momenti di riflessione e informazione, tutti radicati nella fede cattolica. Inoltre rappresenta una preziosa compagnia per quanti vivono situazioni di isolamento o non possono partecipare regolarmente alla vita della propria parrocchia. Radio Maria Regno Unito è già disponibile in tutto il Paese attraverso la propria applicazione, e questo nuovo servizio DAB+ per Bath si aggiunge alla copertura già esistente a Bristol. Sono molto felice che un numero ancora maggiore di persone della Diocesi di Clifton possa ora ascoltarla con maggiore facilità. Invito cordialmente tutti a sintonizzarsi e a scoprire ciò che Radio Maria ha da offrire. Mi auguro che possa rafforzare la fede, portare conforto a chi attraversa momenti difficili e aiutare molte persone a fare esperienza dell’amore di Cristo.»
Le sue parole di incoraggiamento hanno accompagnato con calore l’annuncio di questa nuova apertura.
Infine anche padre Toby Lees OP, Direttore di Radio Maria Regno Unito, ha condiviso una riflessione personale.
«La parte MacIntyre della mia famiglia esulta! MacIntyre era infatti il cognome da nubile di mia nonna e sono felice che le nostre trasmissioni raggiungano ora anche le mie radici scozzesi. Essere radicati è importante e, in un’epoca di profondi cambiamenti, le persone avvertono il bisogno di fondare la propria vita su qualcosa di stabile e più grande di loro. Troppo spesso, però, cercano questo “qualcosa” in identità incapaci di sostenere il peso delle loro aspirazioni, identità che finiscono per contrapporle agli altri. Radio Maria propone invece qualcosa di diverso: la Radice di Iesse, la vita in Cristo, una nuova identità che ci radica nel Dio che è amore, antico e sempre nuovo.»
Le sue parole esprimono bene il significato più profondo di questa espansione: la crescita della copertura radiofonica riflette anche una crescita del senso di appartenenza spirituale.
Che cosa significa tutto questo per gli ascoltatori. Questa espansione cambierà concretamente la vita quotidiana di migliaia di nuovi ascoltatori.
Le famiglie di Glasgow potranno trovare la preghiera semplicemente girando la manopola della radio. Gli studenti di Bath potranno ascoltare programmi di catechesi tra una lezione e l’altra. Chi vive nella solitudine troverà una presenza costante che lo accompagnerà durante tutta la giornata.
Radio Maria Regno Unito trasmette programmi cattolici ventiquattrore su ventiquattro, con un palinsesto che comprende momenti di preghiera, musica, trasmissioni di approfondimento e riflessione, sempre ispirati all’insegnamento della Chiesa cattolica.

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«La piccola e dolce martire della purezza» (Pio XII) preferì la morte terrena anziché peccare con colui che divenne il suo carnefice. Il quale, poi, grazie al perdono e all’intercessione della santa, si convertì.
È come un’antologia di virtù, ricca di insegnamenti oggi dimenticati dal mondo e perfino derisi, la vita eroica di santa Maria Goretti (1890-1902). «La piccola e dolce martire della purezza» (così la chiamò Pio XII nel canonizzarla) preferì la morte terrena anziché peccare con colui che divenne il suo carnefice.
Seconda dei sei figli di Assunta Carlini e Luigi, due umili braccianti, era nata il 16 ottobre nel piccolo comune marchigiano di Corinaldo, ricevendo il Battesimo a 24 ore dalla nascita. I suoi genitori avevano una grande fede e, come dirà la madre, si curarono di dare ai figli un’educazione «perché crescessero buoni cristiani». Marietta, com’era chiamata, ricevette la Cresima a meno di sei anni. Nell’ottobre 1897 si trasferì con la famiglia a Paliano, nel Lazio, dove i genitori, accettando la proposta del proprietario terriero e senatore Giacinto Scelsi, lavorarono come mezzadri al fianco di Giovanni Serenelli e del giovane figlio Alessandro, orfano della madre.
Nel 1899 lei e i familiari furono costretti a trasferirsi di nuovo e, insieme ai Serenelli, si accasarono nella cascina di un conte, nel mezzo delle Paludi Pontine, ancora non bonificate. Da quelle parti la malaria era micidiale e appena un anno dopo si portò via il padre della santa, segnando un vero dramma familiare per i Goretti. Mamma Assunta, rimasta sola ad allevare i sei figli, dovette sostituire il marito nel lavoro dei campi, mentre Marietta si dedicò alle faccende di casa. Fu proprio lei, pur affranta dal dolore, a fortificare la madre con la sua fiducia nella Provvidenza: «Mamma, non ti preoccupare, Dio non ci abbandonerà». Dio lo cercava e lo trovava nel quotidiano. Si alzava di buon mattino prima degli altri, diceva le orazioni, sistemava il pollaio, preparava la colazione, svegliava i fratellini, li aiutava a prepararsi per la giornata e li faceva pregare.
Nutriva un amore filiale per la Madonna. Alla sera si inginocchiava insieme ai fratellini per recitare il Rosario, «che le era indispensabile come l’aria che respirava», come testimonierà la mamma, alla quale i vicini dicevano spesso: «Che angelo di figlia avete!». Marietta non sapeva leggere ma aveva un grande desiderio di imparare «la dottrina» per poter fare in anticipo la Prima Comunione, che allora si riceveva abitualmente solo dopo il 12° anno di età. Moltiplicò i sacrifici per andare al catechismo, che poi insegnava con entusiasmo in famiglia. Il 16 giugno 1901 ricevette per la prima volta Gesù Eucaristico. Fu allora che maturò il proposito di morire piuttosto che commettere peccati, un fatto comune ad altri giovanissimi santi, come per esempio Domenico Savio. La Messa domenicale era per lei la gioia più grande e nulla le impediva di partecipare, né gli 11 chilometri di distanza, percorsi a piedi, né le intemperie.
Approfittando della mancanza del padre, i Serenelli rivelarono il loro lato peggiore. L’anziano Giovanni insidiò, invano, Assunta («osò farmi delle proposte infami») e lasciò spesso affamati i Goretti. Il figlio Alessandro tentò più volte Marietta, che respinse sempre i suoi approcci, desiderando rimanere casta. Il 5 luglio 1902 Alessandro, allora ventenne, trascinò con forza la piccola dentro la cucina, ma si sentì dire: «No, no, Dio non vuole, se fai questo vai all’Inferno!». Accecato dall’ira, la colpì ripetutamente con un punteruolo, infliggendole 14 ferite. Durante i disperati tentativi di cura all’ospedale, Marietta invocò di continuo la Vergine. Rimase lucida e serena, nonostante i dolori atroci. Il 6 luglio le fu messa al collo una medaglia, che sanciva la sua iscrizione alle Figlie di Maria. E i presenti videro il suo volto illuminarsi. Il sacerdote le chiese infine se perdonasse Serenelli: «Sì, per amore di Gesù lo perdono, e voglio che venga con me in Paradiso». Alle 15:43 di quello stesso giorno, quando aveva 11 anni e 8 mesi, la vergine e martire Maria Goretti fece il suo ingresso nella gloria eterna.
Le grazie della sua santità si manifestarono presto. Serenelli passò 27 anni in carcere, ma già nel 1906 vide in sogno la santa nell’atto di offrirgli dei gigli. Dopo essere uscito di prigione chiese perdono in ginocchio ad Assunta. Lavorò come ortolano dai Cappuccini e il 24 giugno 1950 fu presente alla canonizzazione di Maria: la folla di fedeli fu tale che per la prima volta la funzione religiosa si svolse in Piazza San Pietro. Assunta, ormai anziana, assistette all’evento da una finestra del Palazzo Apostolico, diventando la prima mamma della storia a sentire proclamata la santità della figlia.
La Provvidenza ha posto Maria Goretti come lampada per far risplendere la luce di Cristo, prima che le virtù cristiane da lei fedelmente incarnate – dalla castità all’obbedienza ai genitori, dal sacrificio allo sguardo ai beni celesti – fossero sottoposte al disprezzo dei movimenti femministi e sessantottini, noncuranti dell’eternità. Virtù a cui invece guardò con gratitudine Serenelli.
L’omicida convertito così scrisse nel suo testamento spirituale: «Sono vecchio di quasi 80 anni, prossimo a chiudere la mia giornata. Dando uno sguardo al passato, riconosco che nella mia prima giovinezza infilai una strada falsa: la via del male che mi condusse alla rovina. Vedevo attraverso la stampa, gli spettacoli e i cattivi esempi che la maggior parte dei giovani segue quella via, senza darsi pensiero: ed io pure non me ne preoccupai […]. Maria Goretti, ora santa, fu l’angelo buono che la Provvidenza aveva messo avanti ai miei passi. Ho impresse ancora nel cuore le sue parole di rimprovero e di perdono. Pregò per me, intercedette per me, suo uccisore. […] Maria fu veramente la mia luce, la mia Protettrice; col suo aiuto mi diportai bene e cercai di vivere onestamente, quando la società mi riaccettò tra i suoi membri. […] Coloro che leggeranno questa mia lettera vogliano trarre il felice insegnamento di fuggire il male, di seguire il bene, sempre, fin da fanciulli. Pensino che la religione coi suoi precetti non è una cosa di cui si può fare a meno, ma è il vero conforto, la unica via sicura in tutte le circostanze, anche le più dolorose della vita. Pace e bene!».
