
Il beato Pio IX lo ha dichiarato patrono della Chiesa universale, consapevole della potentissima intercessione di Giuseppe, che si estende a ogni grazia, come già ricordava santa Teresa d’Avila.
Ermes Dovico – La Nuova Bussola -19_03_2025
Se giustamente l’antico adagio teologico afferma che di Maria non si dice mai abbastanza, similmente si può dire del suo castissimo sposo poiché in nessun altro santo, eccetto la stessa Madre di Dio, la dimensione del mistero è così grande come in san Giuseppe. E in nessun altro santo come nel padre putativo di Gesù le logiche divine appaiono del tutto straordinarie e ribaltate rispetto alle logiche del mondo. La Chiesa insegna che solo a Dio si deve il culto di latria (adorazione); a Maria è riservata una venerazione specialissima detta iperdulia («oltre la dulia», cioè il culto di angeli e santi), cui segue immediatamente la protodulia dovuta a Giuseppe, da venerare come primo tra tutti i santi.
Il perché lo spiega bene Leone XIII nella Quamquam Pluries: «Poiché tra Giuseppe e la beatissima Vergine esistette un vincolo coniugale, non c’è dubbio che a quell’altissima dignità, per cui la Madre di Dio sovrasta di gran lunga tutte le creature, egli si avvicinò quanto nessun altro mai. Infatti il matrimonio costituisce la società, il vincolo superiore ad ogni altro: per sua natura prevede la comunione dei beni dell’uno con l’altro. Pertanto se Dio ha dato alla Vergine in sposo Giuseppe, glielo ha dato pure a compagno della vita, testimone della verginità, tutore dell’onestà, ma anche perché partecipasse, mercé il patto coniugale, all’eccelsa grandezza di lei». Non è perciò casuale il posto unico che san Giuseppe occupa nel cuore dei credenti, dai fedeli più semplici ai più grandi teologi, fino ai pontefici, che da secoli esortano i cristiani ad accrescere la devozione verso il Custode della Sacra Famiglia, in sommo grado ripieno di fede, speranza e carità.
Il Vangelo non gli attribuisce direttamente nessuna parola, ma il suo silenzio e ogni circostanza in cui si parla di lui hanno un peso specifico enorme. Giuseppe collega Gesù alla discendenza di Davide, è l’uomo chiamato da Dio a cooperare alla realizzazione delle profezie e all’adempimento delle antiche promesse. Perciò il primo capitolo di Matteo, l’evangelista che più si rivolge ai Giudei, si apre con la genealogia di Gesù e – al suo culmine – ci presenta Giuseppe come «lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo». Come Luca approfondirà la prospettiva interiore della Vergine, Matteo ci offre uno spaccato dei pensieri di Giuseppe, da lui lodato quale «giusto». Un giusto che in ogni istante, per quanto tormentato, pensò a proteggere Maria, preservandola dalla lapidazione e custodendone l’onore, fino al conforto del messaggero celeste: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Ella partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Giuseppe abbracciò quindi la sua vocazione di sposo e «fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore», prendendo con sé la sua sposa. Quel «fece» dice molto su questo glorioso santo nascosto, che ama la legge di Dio e dunque la osserva, abbandonandosi totalmente alla Volontà divina, con il pieno assenso del suo intelletto. Come Maria ha detto liberamente sì a Dio, così Giuseppe: entrambi sorpresi da Lui, entrambi pronti a servire il Suo disegno salvifico. «La sorpresa del casto Giuseppe era paragonabile a quella della Vergine Maria quando al momento dell’Annunciazione ha chiesto: “Come può accadere se non conosco uomo?” Maria voleva sapere come avrebbe potuto essere vergine e madre allo stesso tempo, e san Giuseppe non sapeva come poter essere vergine e padre», ha detto il venerabile Fulton Sheen (1895-1979) in una splendida catechesi: «L’Angelo del Signore ha spiegato a entrambi che solo Dio aveva il potere di fare una cosa simile».
Attraverso il matrimonio con Maria, luce per tutti gli sposi, Giuseppe divenne padre di Gesù e ne servì la missione proprio con la sua paternità verginale. Salvò il Bambino da Erode con la fuga in Egitto, lo allevò, lo nutrì, lo vestì, gli insegnò un mestiere, assolvendo di giorno in giorno i suoi compiti paterni verso Gesù, il quale da parte sua obbediva docilmente ai genitori e «cresceva in sapienza, età e grazia», preludio della sua attività pubblica. A Dio piacque che Gesù, Verbo incarnato, venisse chiamato figlio di Giuseppe e volle che alla custodia del santo patriarca fossero affidati «gli inizi della Redenzione» (Messale Romano). Come ricorda san Giovanni Paolo II nella Redemptoris Custos, Giuseppe fu allo stesso tempo il Custode del Redentore, il primo devoto di Maria e il primo uomo al quale fu partecipato il mistero dell’Incarnazione che si era compiuto nella sua sposa. Alla quale è indissolubilmente legato. Perciò, insegnano i santi, la vera devozione dell’uno accresce la devozione verso l’altra: e insieme sono strada sicura verso Cristo.
Ecco perché san Giovanni Crisostomo ne sottolineava l’eccezionale ruolo di «ministro della salvezza» e il beato Pio IX lo ha dichiarato patrono della Chiesa universale, consapevole della potentissima intercessione di Giuseppe, che si estende a ogni grazia, come già ricordava santa Teresa d’Avila: «Ad altri sembra che Dio abbia concesso di soccorrerci in questa o in quell’altra necessità, mentre ho sperimentato che il glorioso San Giuseppe estende il suo patrocinio su tutte. Con ciò il Signore vuol darci a intendere che, a quel modo che era a lui soggetto in terra, dove egli come padre putativo gli poteva comandare, altrettanto gli è ora in cielo nel fare tutto ciò che gli chiede».

Mercoledì 19 Marzo 2025
h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 9.00 – COMMENTO AL MESSAGGIO (P. Livio – 5m)
h. 9.05 – IL 18 MARZO 2024 LA GOSPA HA SVELATO IL PIANO DI SATANA
Editoriale di P. Livio (51 minuti)
h. 10: IL SEGNO DI MEDJUGORJE SCUOTERA’ IL MONDO (2)
BLOG: blogdipadrelivio.it
Rosario in attesa della apparizione a Mirjana
Il Diario radiofonico quotidiano (30)
Ritagli di pagine inedite (33)
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DALLA SEDE DI RADIO MARIA BUONA GIORNATA

Segno della Croce
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen
Ti adoro
Ti adoro, mio Dio e ti amo con tutto il cuore.
Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte.
Ti offro le azioni della giornata, fa che siano tutte secondo la Tua santa volontà e per la maggior Tua gloria.
Preservami dal peccato e da ogni male.
La Tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari.
Amen
Padre Nostro
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il Tuo nome,
venga il Tuo regno,
sia fatta la Tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen
Gloria
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre
nei secoli dei secoli.
Amen
Ave Maria
Ave Maria, Piena di Grazia,
il Signore è con te,
tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno: Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen
Credo
Io credo in Dio,
Padre Onnipotente,
creatore del cielo e della terra;
e in Gesù Cristo, suo unico Figlio,
nostro Signore,
il quale fu concepito di Spirito Santo
nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra di Dio
Padre onnipotente;
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo,
la santa Chiesa Cattolica,
la comunione dei Santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne,
la vita eterna.
Amen

TROVI LE PUNTATE PRECEDENTI NELLA SEZIONE “IL DIARIO DI PADRE LIVIO”
31. Il tempo dei Dieci Segreti di Medjugorje è la prima tappa degli “Ultimi tempi”
Per comprendere l’importanza dei Dieci Segreti di Medjugorje è necessario far riferimento alla visione cristiana della storia .
Nell’ottica della fede la storia umana è una storia della Salvezza, che ha il suo inizio con la creazione e la elevazione in grazia dei nostri Progenitori nel Paradiso terreste e che termina con la venuta di Cristo sulle nubi del Cielo con potenza e gloria per giudicare il mondo.
Il centro e il cuore di questa storia è l’evento dell’Incarnazione, la decisione con la quale il Figlio di Dio si è fatto uomo per liberarci, con la sua vita, la sua morte in Croce e la sua gloriosa Resurrezione, dal peccato e dalle potenze del male, sotto le quali l’umanità è caduta con la ribellione dei Progenitori.
Il tempo dopo l’Incarnazione è il tempo della grazia e della diffusione del Vangelo in tutto il mondo per mezzo della Chiesa, fondata da Gesù Cristo, perché quelli che credono siano salvati e quelli che non credano vengano condannati.
La parte finale di questa tappa, che ormai è entrata nel terzo millennio, viene chiamata “Ultimi tempi”, un periodo che precede la fine del mondo con la venuta di Cristo.
Questo periodo, nel quale siamo entrati, si divide a sua volta in tre passaggi successivi. Il primo passaggio è il tempo dei Segreti di Medjugorje; il secondo passaggio è un tempo di pace sulla terra; il terzo passaggio è l’ultimo tentativo di Satana di impadronirsi del mondo, che verrà punito con la seconda e ultima venuta di Cristo.
Per noi è importante il primo passaggio degli “Ultimi tempi”, sul quale in questo secolo si sono concentrate molte profezie, ma in particolare le apparizioni della Madonna a Fatima e a Medjugorje.
Sono soprattutto le apparizioni della Madonna a Medjugorje ad assumere la massima importanza per la durata della sua presenza, per la elevatezza dei messaggi, per l’abbondanza dei frutti.
In particolare la Regina della pace, legando fra loro strettamente Fatima e Medjugorje, ha preannunciato un tempo di Dieci eventi, per ora appunto ancora segreti, che verranno rivelati tre giorni prima, e che cambieranno il mondo rovesciando le potenze del male.
I custodi dei Segreti sono i sei Veggenti di Medjugorje e chi li rivela sarà un rappresentante della Chiesa. La Madonna sarà presente con le sue apparizioni quotidiane per tutto il tempo dei Segreti, fino al trionfo finale del suo Cuore Immacolato, con un tempo di vera pace per il mondo e infine con la Conversione della Russia.
di Francesco
Papa Francesco scrive al Corriere e affronta il tema della «fragilità umana», rispondendo a un messaggio di vicinanza del direttore Luciano Fontana

Questa è la lettera che Papa Francesco ha inviato dal policlinico Gemelli di Roma, dove è ricoverato dal 14 febbraio scorso, al direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana, che gli aveva inviato un messaggio di vicinanza e di augurio per la sua salute. Nella missiva il direttore Fontana aveva chiesto al Pontefice se volesse intervenire con un suo appello in un momento così grave e delicato, ma anche importante, per la comunità internazionale e per le popolazioni ancora martoriate dalla guerra. E aveva sottolineato proprio le parole del Pontefice che più volte ha condannato gli «schemi di guerra», anziché gli «schemi di pace».
Dopo alcuni giorni di attesa, ieri è arrivata questa lettera, datata 14 marzo, nella quale papa Francesco parla delle proprie condizioni di salute, affronta il tema della fragilità umana e ribadisce il suo grido accorato affinché «ci si unisca in uno sforzo» per «riaccendere la speranza della pace».
Caro Direttore,
desidero ringraziarla per le parole di vicinanza con cui ha inteso farsi presente in questo momento di malattia nel quale, come ho avuto modo di dire, la guerra appare ancora più assurda. La fragilità umana, infatti, ha il potere di renderci più lucidi rispetto a ciò che dura e a ciò che passa, a ciò che fa vivere e a ciò che uccide. Forse per questo tendiamo così spesso a negare i limiti e a sfuggire le persone fragili e ferite: hanno il potere di mettere in discussione la direzione che abbiamo scelto, come singoli e come comunità.
Vorrei incoraggiare lei e tutti coloro che dedicano lavoro e intelligenza a informare, attraverso strumenti di comunicazione che ormai uniscono il nostro mondo in tempo reale: sentite tutta l’importanza delle parole. Non sono mai soltanto parole: sono fatti che costruiscono gli ambienti umani. Possono collegare o dividere, servire la verità o servirsene. Dobbiamo disarmare le parole, per disarmare le menti e disarmare la Terra. C’è un grande bisogno di riflessione, di pacatezza, di senso della complessità.
Mentre la guerra non fa che devastare le comunità e l’ambiente, senza offrire soluzioni ai conflitti, la diplomazia e le organizzazioni internazionali hanno bisogno di nuova linfa e credibilità. Le religioni, inoltre, possono attingere alle spiritualità dei popoli per riaccendere il desiderio della fratellanza e della giustizia, la speranza della pace.
Tutto questo chiede impegno, lavoro, silenzio, parole. Sentiamoci uniti in questo sforzo, che la Grazia celeste non cesserà di ispirare e accompagnare.

L’apparizione annuale a
Mirjana Dragicevic-Soldo
18 marzo 2025
La veggente Mirjana Dragicevic-Soldo ha avuto apparizioni giornaliere dal 24 giugno 1981 fino al 25 dicembre 1982.
In occasione della sua ultima apparizione quotidiana, rivelandole il decimo segreto, la Vergine le rivelò che avrebbe avuto apparizioni annuali il 18 marzo e così è stato in tutti questi anni.
Più di mille pellegrini si sono riuniti per la preghiera del rosario.
L’apparizione è iniziata alle 13:30 ed è durata fino alle 13:35.
“Cari figli!
Con amore materno vi prego: datemi le vostre mani giunte, datemi i vostri cuori purificati nella confessione ed io vi guiderò a mio Figlio! Perché, figli miei, soltanto mio Figlio, con la Sua luce può illuminare le tenebre, soltanto Lui, con la Sua Parola può togliere la sofferenza. Perciò non abbiate paura di camminare con me perché io vi guido a mio Figlio, alla salvezza. Vi ringrazio.”
COMMENTO DI PADRE LIVIO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE A MIRJANA
Di Padre Livio Fanzaga
il 18 Marzo 2025
in COMMENTO AI MESSAGGI DELLA REGINA DELLA PACE
Cari amici,
il messaggio della Regina della pace, donatoci attraverso la Veggente Mirjana, è una grande luce in questo momento di tenebre e un motivo di speranza in un mondo dove c’è ben poco da sperare.
La Madonna si rivolge come una Madre che ha bisogno dei suoi figli e li prega che diano a Lei tutto quello di cui ha bisogno.
Di che cosa ha bisogno la Madonna per aiutarci in questo momento in cui, al di là delle parole roboanti, gli uomini non vogliono la pace, non vogliono Dio e non vogliono la salvezza che viene dalla fede e dalla Croce?
La Madre innanzi tutto ci chiede le nostre mani giunte. Che cosa significa? Significa che la preghiera in questo momento è la cosa più necessaria, perché solo Dio può salvarci dalla potenza del male che ha invaso il mondo.
In questo contesto storico nel quale l’uomo ha rimosso Dio e si è messo al suo posto, il gesto di congiungere le mani significa riconoscerlo, adoralo e affidarsi a Lui.
Congiungiamo dunque le mani in questo tempo di deserto, di digiuno e di penitenza e chiediamo al Signore che abbia pietà di noi, che faccia cadere le squame dai nostri occhi e che ci aiuti a vedere l’abisso di empietà nel quale stiamo precipitando.
Pieghiamo le ginocchia e lasciamo che il cuore si spezzi dal dolore per avere noi, con i nostri peccati, inchiodato sul legno l’Agnello senza macchia che, col suo sangue, ha lavato le nostre anime.
Col Sacramento della Confessione purifichiamo i nostri cuori, prigionieri del male e abitacoli di demoni, non limitandoci a una vernice esterna, ma sradicando i vizi che hanno radici profonde, le sozzure maleodoranti che ci deturpano, le malizie che inquinano, l’odio che semina la morte.
Dopo che ci siamo applicati a questo rinnovamento radicale, la Madonna ci può guidare a suo Figlio perché ci guarisca, ci dia gli occhi per vedere, le orecchie per sentire, la lingua per lodare, le mani per donare e soprattutto il cuore per amare.
Dovremmo saperlo, ma la Madre lo ricorda ancora una volta, che non c’è altra salvezza al di fuori di suo Figlio per questo mondo che lo perseguita, lo rinnega e lo mette al bando, mentre viene acclamato sul trono il Principe di questo mondo.
Solo Lui, che è la Luce del mondo, può illuminare le moltitudini che vagano qua e là senza una meta e che finiscono per precipitare nelle fosse che hanno scavato.
Solo Lui, con la sua Parola risanatrice, che ha guarito i corpi, che li ha fatti risorgere da morte e che ha dato consolazione e gioia alle anime, può alleviare le sofferenze e perfino toglierle, trasformandole in gioia.
La Madonna infine invita a seguirla senza paura, senza dubbi, senza calcoli e senza riserve, come purtroppo non pochi hanno fatto nel tempo della sua lunga presenza fra di noi e continuano a farlo, nonostante l’autorevole Nulla Osta dato dalla Chiesa. Infatti chi altro potrebbe condurci da suo Figlio che è la nostra salvezza?
C’è un po’ di amarezza in queste ultime parole della Madonna perché, in un momento in cui le prove per la Chiesa e per il mondo incominciano a manifestare la loro virulenza, ci sono anime che esitano e che si imboscano e che guardano indietro.