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Colpire acqua ed energia è l’atto secondo della guerra Usa in Iran: ecco cosa si sta preparando

di Nello Scavo, inviato a Gerusalemme

Si rafforza nella regione la macchina logistica americana che sta organizzando una nuova fase delle operazioni belliche: Washington starebbe valutando raid mirati contro infrastrutture strategiche civili nei pressi di Hormuz. Intanto diversi aerei cisterna statunitensi affollano l’aeroporto Ben Gurion in Israele

Avvenire – 18 luglio 2026

Esercitazioni militari nel Golfo da parte degli Stati Uniti nei giorni scorsi

È un’illusione il silenzio del sabato che, dal tramonto di ogni venerdì, desertifica strade e piazze delle città israeliane. Dall’Iran arriva il bollettino di uno scontro che promette di peggiorare. E Washington ha chiesto a Israele di fare posto a decine di altri aerei cisterna, oltre ai circa sessanta già dislocati tra l’aeroporto Ben Gurion e la base di Ramon per rifornire in volo i caccia americani.

Il giorno di Shabbat non spegne i passaparola di “radio guerra”. Donald Trump valuta piani che includono la distruzione di centrali elettriche iraniane, nuove incursioni contro gli impianti nucleari e il sito sotterraneo di Pickaxe Mountain. Non ha ancora deciso, ma l’ordine potrebbe arrivare da un momento all’altro. Intanto assicura agli americani che «stiamo vincendo alla grande in Iran» e che i risultati si vedranno «molto, molto presto».

Il salto di scala è già visibile. 

Gli Stati Uniti hanno colpito ponti, ferrovie e nodi logistici intorno a Bandar Abbas, piattaforma delle operazioni dei Guardiani della Rivoluzione nello Stretto di Hormuz. A Chabahar, sul Golfo dell’Oman, un’incursione ha fatto crollare la torre di sorveglianza del porto. Per Teheran serviva a controllare il traffico commerciale. Secondo il Comando Usa era invece parte della rete impiegata dai Pasdaran per «seguire e prendere di mira» le navi nello Stretto.

Teheran denuncia incursioni anche contro aeroporti e infrastrutture elettriche e ha risposto colpendo i Paesi che ospitano basi americane. In Kuwait è stata bersagliata una centrale collegata a un impianto di desalinizzazione, con incendi, danni e interruzioni nella produzione di energia. I Pasdaran promettono attacchi «più devastanti». Il comandante delle forze aerospaziali, Majid Mousavi, avverte che le operazioni «continueranno fino a quando non sarà ristabilita la pace sulla costa meridionale e nello Stretto di Hormuz».

Colpire acqua ed energia significa portare la guerra dai comandi militari ai rubinetti, agli ospedali, alla vita quotidiana. Nello Stretto quasi paralizzato, i marines americani hanno abbordato una petroliera per imporre il blocco dei porti iraniani. Washington spinge il traffico verso la rotta omanita. Teheran pretende il controllo del corridoio vicino alle proprie coste. Resta l’ipotesi di attaccare Kharg, principale terminale petrolifero iraniano.

E se l’Iran ordinasse agli Houthi di minacciare Bab el-Mandeb, l’altra strozzatura marittima che precede Hormuz, i due canali degli idrocarburi entrerebbero simultaneamente nella guerra, innescando una crisi globale dagli effetti incalcolabili. In Libano Hezbollah continua a confrontarsi con le forze israeliane schierate nel territorio meridionale occupato, ma per ora evita attacchi oltre confine tali da provocare la riapertura del fronte generale. Almeno fino a quando da Teheran non venisse decisa una tenaglia su Israele, con gli Houthi da Sud e i guerriglieri libanesi da Nord. A quel punto Netanyahu avrebbe gioco facile nell’interrompere qualsiasi ipotesi di ritiro dal Libano.

Proprio mentre le autorità siriane affermano di avere intercettato al confine iracheno missili, armi anticarro e droni destinati al movimento sciita libanese, Hezbollah nega che il carico fosse diretto alle proprie forze.

Mentre gli Stati Uniti accumulano in Israele mezzi e infrastrutture per una possibile offensiva, Netanyahu non riesce a ottenere ciò che fino a pochi mesi fa sembrava automatico: un incontro con Trump. La visita prevista per domani è stata rinviata, ufficialmente dopo lo spostamento dei funerali del senatore Lindsey Graham. Secondo fonti citate dalla stampa americana, senza un colloquio con Trump e la fotografia nello Studio Ovale Netanyahu non avrebbe avuto interesse a compiere una visita puramente cerimoniale. Alla Casa Bianca pesano le divergenze espresse dalla leadership israeliana sulla vendita degli F-35 alla Turchia, sulla Siria e sul Libano, oltre al sospetto che Netanyahu abbia fornito valutazioni troppo ottimistiche sull’andamento del conflitto e sulle conseguenze di una nuova offensiva contro l’Iran.

In Nigeria la caccia è ai cristiani

Uccisi 4,4 volte in più dei musulmani dal 2019 a oggi. Lo dice uno studio dell’Osservatorio per la libertà religiosa in Africa (Orfa)

di

Redazione -Il Foglio

18 LUG 26

Saranno pure guerre per l’accaparramento di verdi pascoli per le mandrie e senza alcuna motivazione religiosa, sta di fatto che in Nigeria i cristiani vengono uccisi con una frequenza 4,4 volte superiore ai musulmani. A metterlo nero su bianco in uno studio appena pubblicato è l’Osservatorio per la libertà religiosa in Africa (Orfa), che studiando quanto accaduto nel grande paese subsahariano tra il 2019 e il settembre del 2025 ha dedotto che le milizie islamiche dei pastori Fulani sono responsabili “di un numero di morti civili quattro volte superiore a quello causato complessivamente dalle due principali organizzazioni terroristiche islamiche, Boko Haram e la Provincia dell’Africa occidentale dello Stato islamico”. 

Non solo: la violenza dei Fulani è il principale fattore responsabile dell’elevato numero di vittime in Nigeria. Di tutte le vittime contate (79.323, una media di trentasei al giorno), ai Fulani è addebitabile il 44 per cento di queste.

Una situazione molto chiara – e non da oggi – che però aveva portato diversi esperti di Africa, anche con un discreto seguito vaticano e mediatico, a sentenziare che non vi era alcuna matrice religiosa, e guai solo a pensarlo. E’ colpa del clima impazzito: siccome in quelle aride terre manca l’acqua e l’erba per le mandrie, si va a prenderla dove c’è, rubandola agli altri, che per puro caso sono in maggioranza cristiani. Vittime collaterali, insomma.

 Alla narrazione dominante facevano difetto però i raid dentro le chiese – sovente date alle fiamme – con decapitazioni e rapimenti. Un po’ troppo, forse, solo per prendere acqua e terra. La situazione nell’Africa subsahariana sta precipitando: non solo in Nigeria e Burkina Faso, ma anche più a sud, in Mozambico, dove la conta dei raid islamisti, dei morti e dei sequestrati s’ingrossa ogni giorno di più. Nel più totale silenzio dell’occidente distratto.

Pensieri sui Vangeli Festivi: XVI Domenica del Tempo Ordinario – di Padre Livio

🟢IN RADIOVISIONE: PADRE LIVIO – LA TENTAZIONE – Puntata 59


🟢IN RADIOVISIONE:🙏⭐️CATECHESI GIOVANILE⭐️P.LIVIO: SENZA DIO NON C’E’ FUTURO – Puntata 07🙏

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🟢IN RADIOVISIONE: IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 122


🟢LIVE🔴P. LIVIO: “I 5 MINUTI DELLO SPIRITO SANTO”- 📖 IL MANTO DI MARIA: LE APPARIZIONI MARIANE {P. LIVIO CON SAVERIO GAETA} nona puntata ~ 🇮🇹 anche in radiovisione sul canale 789 del digitale terrestre

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

L’eternità dell’inferno è un dogma di fede

Caro Padre Livio,

Ho avuto un discussione con un mio amico, che frequenta un gruppo di preghiera nel quale si prega per il proprio albero genealogico.

Secondo loro si deve pregare per tutte le anime dei propri antenati, perché i loro peccati non pesino sulle spalle dei loro discendenti.

La preghiera secondo lui è necessaria non solo per le anime degli antenati che sono in purgatorio, ma anche per quelle che sono all’inferno.

A me sembra che questa affermazione sia contraria alla Dottrina cattolica.

Lei che cosa ne pensa?

Ave Maria

Osvaldo di La spezia


Caro Osvaldo,

ci sono sempre state nella Chiesa delle eresie che, in vari modi, hanno negato l’eternità dell’inferno, come se Gesù non avesse parlato del “fuoco eterno” e la Madonna non lo avesse ribadito nelle sue apparizioni, anche a Medjugorje.

La Chiesa in ogni caso ha affermato che l’inferno è eterno più volte in modo solenne nei suoi Documenti, compreso il Concilio ecumenico Vaticano II.

Si tratta quindi di un dogma di fede e pecca gravemente chi lo negasse.

Questa eresia si è fatta recentemente strada anche in alcuni gruppi  dei sostenitori dell’albero genealogico, che hanno la presunzione di liberare con le loro preghiere tutte le anime, comprese quelle che sono all’inferno.

In questi  casi è chiara la presenza del serpente ingannatore, che “li devia e li mette sulla sua via”.

Si tratta a volte di gruppi di “falsi devoti”, come li chiama il Monfort, che, agendo nell’ombra, attirano gli ingenui nelle loro trappole e li portano alla perdizione.

La vigilanza non è mai troppa perché, come ci insegna l’apostolo Paolo, satana spesso si presenta come angelo di luce.

Ave Maria

Padre Livio

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