
Appunti inediti di Carlo Acutis: “Così si ascolta la voce di Dio”
Se umanamente ci si mette in ghingheri per parlare con un’autorità, perché non cercare di fare altrettanto quando ci si vuol mettere in contatto con il Signore?”
«Invocare Dio? Si fa presto a dire. Ci vuole tanta energia, fiducia, amore, assiduità, diligenza, sofferenza, se si vuole invocare con profitto il Signore. È vero, si può farlo spontaneamente, istintivamente, emotivamente, ma si corre il rischio di non riuscire. Si può fare un buco nell’acqua».
Se umanamente ci si mette in ghingheri per parlare con un’autorità, perché non cercare di fare altrettanto quando ci si vuol mettere in contatto con il Signore? Certamente i canoni non sono gli stessi, ma i sistemi di approccio possono benissimo somigliarsi. Dunque rivolgersi. E come? Pensando chi? L’Essere. Un piccolo essere si rivolge all’Essere. Un finito all’Infinito. Un momento all’Eterno. Un ignorante all’Onnisciente».
Dio e il silenzio
Questo pensiero «fa tremare le vene e i polsi» a Carlo. «Mi si dice che Dio vuole essere chiamato Padre. Ha pensato l’uomo, l’ha voluto, l’ha creato, l’ha elevato e adottato. Rimescolio di sentimenti, confusione di parole, farfugliamenti, balbettii. E poi…? E poi ci si rivolge».
Il migliore modo per rivolgersi a Dio, allora, è il «silenzio». «Silenzio di eternità. Silenzio di attesa. Silenzio di amore – scrive Carlo – Grande cosa è il pregare. Accolgo dalla bocca del Signore la parola di consolazione. Parola di consolazione, parola che consola. Parola che conforta, parola che fortifica, parola che illumina, parola che riscalda, parola che rinsavisce, parola che risuscita».
La “grande grazia”
Dio, conclude Carlo, «è la verità, e questa non ha bisogno di vocaboli, si esprime da sé. Da sé rivela ogni verità. La voce dell’uomo è aspra, è prepotente, è arrogante, è superba, è impaziente, è intrattabile, è violenta. Avvezzarsi alla voce di Dio è una grande grazia. Significa dare retta alla Verità».
«Allora l’intelligenza, il cui oggetto è il vero, viene a trovarsi nella sua area, consuona finalmente con il Cielo. Si fa cittadina ante tempus dell’Eternità. Sostanziandosi di verità, l’intelligenza viene ad essere potenziata al massimo e al meglio; raggiungendo il suo scopo viene a trovarsi in zona di ricezione dell’Infinito. La verità diventa il suo cibo, la sua bevanda».
Tendere l’orecchio per ascoltare la Parola di Dio
In altri appunti, Carlo torna sulla «Parola di Dio», «Parola di vita eterna».
«Bisogna convincersi – afferma il giovane Acutis – che Dio da sempre comunica con noi e vuole essere sempre in contatto con noi. Se questo invito a comunicare con Lui è vero perché non accettarlo? Rispondiamo a questo invito. Come? In ogni maniera. Quando? Sempre. Dove? Ovunque. Per quanto? Per sempre. Attivare il contatto è facile, quasi istintivo Tendere l’orecchio, cioè lo spirito, e ascoltare e parlare al momento giusto e non interrompere, lasciar parlare, dialogare, colloquiare, essere presenti, essere disponibili».
“Gesù mi invita a lasciare tutto e farmi suo seguace”
Fuori del Signore, osserva il giovane beato, «è rumore, scompiglio, lite, guerra. Con Dio tutto è ordine, tutto è in ordine. Dio è l’Essere e con l’Essere la vita. Non l’esistenza, che è un qualcosa a tempo, al limite, ma la vita che è essere in eternità. Che altro sono le cose corporali se non illusioni? E a che gioveranno tutte le creature se sarai abbandonato dal Creatore? Gesù mi invita a lasciare tutto e a farmi suo seguace. Gesù Cristo ci parla dentro e dovremmo ascoltarlo e seguirlo in tutto».
Le altre voci, conclude Carlo, «sono veramente nulla, inane è il loro esistere. Vibrazioni d’aria, sollecitazione al nulla, sollecitazioni da nulla. La coscienza svegliata dalla voce di Dio si sente estremamente interessata perché capisce che si è nel vero e che bene si fa ad ascoltarla e seguirla. Seguire questa voce è impostare l’esistenza in direzione della vita eterna.
Ecco 10 Frasi di Carlo Acutis per ispirarti nella Vita Quotidiana!
Il Santo adolescente ha amato profondamente l’Eucaristia e la Madonna, pregava il Rosario e andava a Messa tutti i giorni!
10 Frasi di Carlo Acutis per ispirarti nella Vita Quotidiana
1) “L’Eucaristia è la mia autostrada per il cielo”
2) “La nostra anima è come una mongolfiera. Se per caso c’è un peccato mortale, l’anima ricade a terra. La confessione è come il fuoco (sotto il pallone)…È importante confessarsi spesso”
3) “Chiedi continuamente aiuto al tuo Angelo Custode che deve diventare il tuo migliore amico”
4) “Tutti nascono originali, ma molti muoiono fotocopia”
5) “Offro le sofferenze che dovrò patire al Signore per il Papa e per la Chiesa”
6) “Non abbiate paura perché con l’incarnazione di Gesù, la morte diventa vita, e non c’è bisogno di scappare: nella vita eterna ci aspetta qualcosa di straordinario”
7) “La nostra meta deve essere l’infinito, non il finito. L’Infinito è la nostra Patria. Da sempre siamo attesi in Cielo”
8) “La tristezza è lo sguardo rivolto verso se stessi, la felicità è lo sguardo rivolto verso Dio”
9) “L’unica cosa che dobbiamo chiedere a Dio nella preghiera è la voglia di essere santi”
10) “Che giova all’uomo vincere mille battaglie se poi non è capace di vincere se stesso?
di Marco Imarisio – Corriere della Sera – 10 Agosto 2025
Il politologo vicino al Cremlino: non credo a una soluzione di tipo «coreano»: allora i due eserciti erano fermi, nel nostro caso ci si muove sempre e nella stessa direzione da tempo

Marat Bashirov
«La speranza di voi europei è che si parli solo di Ucraina…». Un passo indietro. All’inizio dello scorso maggio, quando ancora nessuno pensava che fosse possibile, Marat Bashirov disse in una intervista a questo giornale che prima di ogni accordo, prima di ogni ipotesi, ci sarebbe stato un incontro tra Trump e Putin, e che non c’era modo di sfuggire a questo passaggio cruciale.
Oggi, all’ex deputato di Russia Unita, politologo, professore della Scuola Superiore di Economia, titolare di una società che porta al Cremlino gli imprenditori stranieri, diventato tra le altre cose uno degli opinionisti russi più popolari, con oltre un milione di follower sul suo canale Telegram a pagamento, le ragioni della sua certezza di allora sembrano ancora più ovvie. «Ci sarà da esaminare un’agenda molto ampia. I due presidenti affronteranno diverse questioni, tra le quali il soggetto ucraino non è il più importante. Né per noi, né per loro».
Quali sarebbero invece le priorità?
«Primo, la sicurezza nucleare, che va rivista alla luce dei nuovi vettori che rendono sempre più difficile intercettare i missili. Secondo: i problemi legati al commercio mondiale. Quello che sta facendo Trump è applicare in maniera dosata i dazi nei riguardi di vari Paesi, e sicuramente si sta frenando nei confronti di Russia e Cina. È chiaro che i giocatori chiave sono questi grandi Paesi. Terzo: il Medio Oriente, dove è coinvolto un gran numero di Paesi con corridoi di trasporto e sicurezza dei mercati di energia. Israele-Palestina-Gaza, Israele-Iran, Iran-Monarchie mediorientali, hussiti: un nodo molto nevralgico, per tutti. Infine, ma solo dopo, la guerra in Ucraina, importante soprattutto perché Trump continua a parlarne».
La Russia rinuncerà a qualcuno degli obiettivi dell’Operazione militare speciale?
«Penso che sia impossibile. Diciamo pure che alcuni di questi obiettivi hanno carattere descrittivo, come la denazificazione e la demilitarizzazione, mentre altri hanno già assunto un quadro legislativo. I quattro territori annessi, ma senza la definizione dei confini, anche questo è molto importante, sono contemplati dalla Costituzione: i loro confini no. E quindi, questi ultimi fanno parte delle cose da definire, sulle quali ci può essere margine. Se gli stessi Usa diranno di essere contrari all’avvicinamento della Nato alle frontiere russe, questo permetterà già di avviare la discussione con gli altri membri dell’Alleanza su come sancire questa posizione a livello legislativo. Ma Putin non accetterà mai che accada come con Gorbaciov: Mikhail, non ci muoviamo, e poi invece si spinsero avanti, eccome».
È più importante l’Operazione militare speciale o il riconoscimento internazionale che Putin potrebbe ottenere da questo incontro?
«Il riconoscimento di cosa? Piaccia o no a voi europei, il ruolo della Russia come grande potenza, il suo peso negli affari mondiali, è già chiaro a tutti. Ma in russo si dice che le parole non saziano. Di conseguenza, se questo incontro getterà le basi per un atto internazionale, come quello di Helsinki sulla sicurezza in Europa, firmato da decine di Paesi, avremo un riconoscimento anche formale. Non è comunque fondamentale. Perché quello che sta succedendo ora nel mondo accade solo in base alla variante di forza. Ormai bisogna riconoscere che il diritto internazionale è smantellato: quello che funziona è solo il diritto della forza. La Russia ce l’ha? Sì. Gli Stati Uniti? Certamente. Ce l’ha l’Ucraina? In piccola parte, ma ovviamente molto meno della Russia. È questo che oggi funziona. Perciò, la mera retorica sul nostro status può fare piacere solo a Trump, che pensa di essere un king maker. A noi, non serve».
La soluzione «coreana», con il congelamento della situazione al confine, è accettabile per la Russia?
«Queste quattro regioni sono il principale oggetto del contendere. Mi sembra chiaro che in futuro non saranno riconosciute parte della Russia da tutti gli Stati: alcuni sì, altri no. Quando poi si parla di soluzione coreana, chissà perché tutti si riferiscono alla linea di contatto delle truppe. Ma allora la situazione era diversa: loro stavano trincerati, fermi gli uni di fronte agli altri sul noto parallelo geografico. Nel nostro caso, la situazione è ben diversa: ci si muove sempre, e la dinamica è sempre nella stessa direzione da diverse settimane. Inoltre, questa connessione con la linea del fronte non funziona, perché come ho già detto c’è di mezzo la Costituzione russa».
La Russia si deve fidare di Trump?
«Esclusivamente se quello che fa torna utile a Trump. Lui è un uomo che vive di gloria e di soldi. Se trae vantaggi per sé stesso, può recitare il ruolo del garante. Altrimenti, dice apertamente cosa danneggia i suoi interessi. Ma anche questo atteggiamento, nel nuovo mondo dominato dalla forza, ha un suo valore».

Lunedì 11 Agosto 2025
h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
+h. 9.oo – 10: EDITORIALE
I due “assoluti” che dividono il mondo (55m)
h. 10. LOTTE E TENTAZIONI DEI PADRI DEL DESERTO (12)
BLOG: blogdipadrelivio.it
L’orologio dell’Apocalisse
DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO
+Bonifico Bancario Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)
Banca Intesa Sanpaolo filiale di Milano – IBAN: IT26 H030 6909 6061 0000 0126 574
+Conto corrente postale – N. 1 4 5 2 2 2 2 1
Intestato a: Associazione Radio Maria, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)
+5×1000 per i progetti di Radio Maria: C. F. 94023530150

Nascita: 16 luglio 1194
Morte: 11 agosto 1253
Ricorrenza: 11 agosto
Martirologio: edizione 2004
Canonizzazione: 1255, Anagni, Lazio, papa Alessandro IV
Luogo reliquie: Basilica di Santa Chiara
Sito ufficiale:www.assisisantachiara.it
Nacque Chiara nell’anno 1194 da nobili e ricchi genitori in Assisi, e fin da giovanetta dimostrò una grande pietà e devozione. In quegli anni la fama del suo concittadino Francesco cominciava ad allargarsi, e Chiara, decisa di consacrarsi al suo Signore, si presentò a lui per comunicargli il suo ardente desiderio di ritirarsi dal mondo. Francesco riconobbe in questa piissima giovane la chiamata di Dio e perciò la confermò nel suo proposito di consacrare a Gesù Cristo la sua verginità.
Venuto il giorno stabilito, Chiara fuggì dalla casa paterna e si portò alla chiesa di S. Damiano ove Francesco, assistito dai suoi monaci, le tagliò i capelli e la rivestì del ruvido saio di penitenza di cui egli era già ricoperto.
I suoi parenti, oltremodo irritati per questa sua risoluzione, tentarono in vari modi, anche colla violenza, di sottrarla al sacro ritiro, ma Chiara, colla grazia del Signore, superò ogni ostacolo.
Poco dopo si unirono a lei numerose vergini, e perfino sua sorella Agnese: tutte si esercitavano nell’orazione e nelle mortificazioni quotidiane della vita comune, di cui Chiara dava un sì chiaro esempio. Dormiva sulla nuda terra, qualche volta tormentandosi ancora nelle brevi ore di riposo con sarmenti o con duro legno che usava per guanciale. Portava sempre ai fianchi un aspro cilicio, digiunava tre volte alla settimana a pane ed acqua.
Devotissima del SS. Sacramento, passava lunghe ore innanzi all’altare, assorta in profonda meditazione. E Gesù la ricompensò di questo suo affetto anche col dono dei miracoli. Infatti avendo una volta i Saraceni tentato di invadere il suo monastero, Chiara, animata da fiducia nel Signore, quantunque inferma, prese tra le mani l’ostensorio e fattasi portare alla finestra minacciata del monastero tracciò sugli infedeli un gran segno di croce dicendo: «Ecco, o mio Signore, vuoi tu forse consegnare nelle mani dei pagani le inermi tue serve, che ho allevato per il tuo amore? Proteggi, ti prego, Signore, queste tue serve, che io ora, da me sola, non posso salvare».
Subito una voce, come di bimbo, risuonò alle sue orecchie dal Tabernacolo: “Io vi custodirò sempre!”. La vergine, con il volto bagnato di lacrime, rassicurò le sorelle: “Vi do garanzia, figlie, che nulla soffrirete di male; soltanto abbiate fede in Cristo!”. Una luce vivissima investì gli assalitori accecandoli, mentre una forza arcana rovesciava le scale e precipitava a terra i predoni.
S. Chiara era pure devota della passione di Gesù Cristo, che meditava versando copiosissime lacrime. Da questa devozione attinse tanto amore alla santa povertà che ricusò perfino le proposte fattele dal Papa Gregorio IX di una povertà più mitigata, ed ottenne per sé e per le sue suore quello che chiamò « il privilegio della povertà »
Negli ultimi anni di sua vita, Chiara fu molestata da continue infermità e patimenti corporali, ma colla sua preghiera fervente ottenne dal Celeste Sposo una pazienza invitta, e fra i suoi dolori si dimostrò sempre contenta e serena.
Prima di morire fece testamento: non per lasciare beni temporali, ma bensì per lasciare alle figliuole del suo cuore la santa povertà come loro divisa, come loro difesa e come loro gloria, e a 60 anni di età, piena di meriti, nell’anno 1253 rese la sua bell’anima a Dio.
PRATICA. Mettiamo tutta la nostra confidenza in Gesù Eucaristico e saremo liberati da ogni male, specie dal peccato.
PREGHIERA. Esaudiscici, o Dio nostro Salvatore, affinchè, come ci allietiamo della festa della tua beata vergine Chiara, così veniamo ammaestrati nella devozione.
MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria di santa Chiara, vergine, che, primo virgulto delle Povere Signore dell’Ordine dei Minori, seguì san Francesco, conducendo ad Assisi in Umbria una vita aspra, ma ricca di opere di carità e di pietà; insigne amante della povertà, da essa mai, neppure nell’estrema indigenza e infermità, permise di essere separata.
PATRONA DELLA TELEVISIONE
Era una notte di Natale, tutta la comunità del convento fondato da Chiara d’Assisi, sotto l’orientamento di frate Francesco, si riunì nella cappella per la celebrazione, eccetto la Santa, prostrata dalla malattia nel letto della sua cella. Molto triste per non poter stare vicino alla comunità in quel giorno, Santa Chiara si mise a pregare il Bambino Gesù, manifestandoGli il suo dolore.
Quando le altre religiose tornarono dalla loro fondatrice, questa raccontò loro dettagliatamente tutto quanto era successo durante la celebrazione. Di fronte allo stupore delle religiose, Santa Chiara spiegò che Dio le aveva concesso la grazia di vedere proiettate sulle pareti della sua cella le scene della cerimonia, nello stesso istante in cui esse si svolgevano nella cappella. E non fu questa l’unica volta. In occasione della morte di San Francesco d’Assisi, lo stesso dono mistico la fece assistere ai riti funebri del suo fratello.
⭐⭐DA MARTEDI SARÀ POSSIBILE ACCEDERE ALLA NOSTRA CAPPELLA PER LA VENERAZIONE, NEI SEGUENTI ORARI: DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ DALLE H.9.00 ALLE 12 e DALLE H 14.00 alle 16.00🙏🙏
Prima dell’Angelus di oggi, domenica 10 agosto, il Papa ha commentato l’invito di Gesù “Vendete ciò che avete e datelo in elemosina”. (@Vatican Media)
Il Papa: la vita non è un oggetto di consumo ma dono per il bene degli altri
All’Angelus Leone XIV si è soffermato sul modo più proficuo di investire la propria vita: non perdete nessuna occasione per amare, in famiglia, in parrocchia, a scuola e nei luoghi di lavoro con prontezza e sensibilità
Daniele Piccini – Città del Vaticano
Le opere di misericordia sono la banca più sicura e redditizia dove affidare il tesoro della nostra esistenza, perché lì, come ci insegna il Vangelo, con due spiccioli anche una povera vedova diventa la persona più ricca del mondo.
Con queste parole Papa Leone XIV ha commentato, prima della recita dell’Angelus, il Vangelo di oggi, domenica 10 agosto, sottolineando l’invito di Gesù a riflettere “su come investire” al meglio “il tesoro della nostra vita”.
Radicalità nel dare
Cristo, che nel passaggio del Vangelo, si trova in cammino verso Gerusalemme, “dove sulla croce offrirà se stesso per la nostra salvezza”, ci esorta alla stessa radicalità con cui lui vive la sua vita: “Vendete ciò che avete e datelo in elemosina”. “I doni che Dio ci ha fatto”, ha spiegato il Pontefice, vanno “impiegati con generosità per il bene degli altri” e non tenuti solo “per noi”. “Si tratta – ha chiarito Leone XIV – non solo di condividere le cose materiali di cui disponiamo, ma di mettere in gioco le nostre capacità, il nostro tempo, il nostro affetto, la nostra presenza, la nostra empatia”.
Spendersi nelle relazioni
Questo dono di sé agli altri è proprio ciò che fa di noi, “nei disegni di Dio, un bene unico, senza prezzo, un capitale vivo”. Al contrario, non investire la propria vita, rischia di “inaridirla” e “svalutarla” a mero “oggetto di consumo”. “Il dono di Dio che siamo” ha bisogno, ha argomentato ancora il Pontefice, di essere speso nella libertà e nella relazione “per realizzarsi ed esprimersi”.
La ricchezza che si crea, in questo processo di donazione di sé, ha lo stesso coefficiente di moltiplicazione del piccolo investimento della “povera vedova” che, con un nulla, donando solo “due spiccioli” nella cassa del Tempio, riesce a guadagnare tutto. “Uno sarebbe già contento se da una libbra di bronzo ne ricavasse una d’argento, o da una d’argento una d’oro – ha detto il Papa citando il Sermone 390 di Sant’Agostino – ma da quello che si dà si riceve qualcosa di realmente diverso, non oro o argento, ma la vita eterna”.
Non perdere occasioni per amare
Se, da un lato, il premio in palio è così alto, e se, dall’altro, il rischio di svalutazione è così reale, allora, ammonisce il Pontefice, dobbiamo stare attenti a “non perdere nessuna occasione per amare”, “in famiglia, in parrocchia, a scuola e nei luoghi di lavoro, ovunque siamo”. “Questa è la vigilanza che ci chiede Gesù – conclude Leone XIV – abituarci ad essere attenti, pronti, sensibili gli uni verso gli altri come Lui lo è con noi in ogni istante”.
In ultimo il Papa ha affidato a Maria, Stella del mattino, il nostro desiderio ed impegno di vigilanza:
Ci aiuti lei ad essere, in un mondo segnato da tante divisioni, ‘sentinelle’ di misericordia e di pace, come ci ha insegnato San Giovanni Paolo II e come ci hanno mostrato in modo così bello i giovani venuti a Roma per il Giubileo.

COSA DICE LA MADONNA A MEDJUGORJE IN ALCUNI MESSAGGI:
Messaggio di Medjugorje del 21 luglio 1982
“Cari figli! Vi invito a pregare e a digiunare per la pace nel mondo. Voi avete dimenticato che con la preghiera e il digiuno si possono allontanare anche le guerre e persino sospendere le leggi naturali. Il digiuno migliore è quello a pane e acqua. Tutti, eccetto gli ammalati, devono digiunare. L’elemosina e le opere di carità non possono sostituire il digiuno”.
Messaggio di Medjugorje del 20 settembre 1982
“Per ottenere le grazie, la cosa più importante è di credere fermamente, pregare ogni giorno con la stessa intenzione e digiunare il venerdì a pane e acqua. Per la guarigione di ammalati gravi, pregate di più e digiunate di più”.
Messaggio di Medjugorje del 30 novembre 1983
“Ho già detto più volte che la pace del mondo è in pericolo. Diventate fratelli tra di voi! Aumentate le vostre preghiere e i digiuni perché il mondo sia salvato!”.
Messaggio di Medjugorje del 10 febbraio 1984
“Pregate e digiunate! Desidero che siate umili, ma non potrete diventarlo se non con la preghiera e il digiuno”.
Messaggio di Medjugorje del 4 settembre 1986
“Cari figli, vi invito oggi alla preghiera e al digiuno. Sapete, cari figli, che col vostro aiuto io posso fare tutto e costringere satana a non indurvi al male e ad allontanarsi da questo luogo. Satana, cari figli, sta in agguato contro ognuno di voi, soprattutto desidera disturbare tutti nelle cose quotidiane. Perciò vi invito, cari figli, a far sì che la vostra giornata sia solo preghiera e abbandono totale a Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
Messaggio di Medjugorje del 28 gennaio 1987
“[…] Quando avete rinunciato, l’ultima volta, a qualche cosa per il Signore? Non voglio rimproverarvi ulteriormente; voglio invece invitarvi ancora una volta alla preghiera, al digiuno, alla penitenza. Se col digiuno desiderate ottenere grazia presso Dio, che nessuno sappia che digiunate. Se, con un dono ad un povero, desiderate ottenere grazia presso Dio, che nessuno lo sappia all’infuori di voi e del Signore. Ascoltatemi, figli miei… riflettete in preghiera su questi miei messaggi!”. (Messaggio della Madonna alla veggente Mirjana Dragjcevjc, nell’apparizione straordinaria)
Messaggio di Medjugorje del 25 aprile 1999
“Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera. Figlioli, siate portatori gioiosi della pace e dell’amore in questo mondo senza pace. Testimoniate con il digiuno e la preghiera che siete miei e che vivete i miei messaggi. Pregate e cercate! Io prego e intercedo per voi presso Dio affinché vi convertiate e perché la vostra vita e il vostro comportamento siano sempre cristiani. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
Messaggio di Medjugorje del 25 gennaio 2001
“Cari figli, oggi vi invito a rinnovare la preghiera e il digiuno con ancora più entusiasmo, affinché la preghiera diventi gioia per voi. Figlioli, chi prega non ha paura del futuro, chi digiuna non ha paura del male. Vi ripeto ancora una volta: solo con la preghiera e il digiuno anche le guerre si possono fermare, le guerre della vostra incredulità e della paura per il futuro. Sono con voi e vi insegno, figlioli: in Dio è la vostra pace e la vostra speranza. Per questo avvicinatevi a Dio e mettetelo al primo posto nella vostra vita. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
Marija Pavlovic 27 febbraio 1998 dice ai nostri microfoni che:
“Possiamo dire che, per quanto riguarda il settimo segreto, la Madonna ha chiesto attraverso Mirijana preghiere e digiuno ed è stato attenuato”.
Vicka Ivankovic ai nostri microfoni il 3 agosto 1998 dice che:
“La Madonna ci invita, poi, al digiuno due volte alla settimana. Però, se una persona è malata, non è necessario che faccia il digiuno a pane e acqua, ma basta che offra un piccolo sacrificio, rinunciando a qualcosa che le piace di più. Se, invece, una persona sta bene, ma ha paura a digiunare perché sente qualche piccolo disagio fisico, allora la Madonna dice che, se il digiuno viene fatto con grande amore verso Dio e verso di Lei, le difficoltà vengono facilmente superate. Ciò che manca è la nostra forte volontà”. (dal libro di Padre Livio “Vicka parla ai giovani e alle famiglie”)