BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Aleppo (Siria): Nuova Sede di Radio Mariam

l Messaggio da Sua Eccellenza Mons. Yusef Tobji, arcivescovi dei Maroniti ad Aleppo in questa occasione

Con tanta gioia e gratitudine al Signore, è stata inaugurata sabato 16 agosto 2025, la nuova sede degli uffici di Radio Maria il lingua araba ( Radio Mariam) ad Aleppo con la presenza dei vescovi di Aleppo, i loro vicari, lo staff di Radio Mariam e tutti i volontari.
Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito e lavorato per realizzare questo progetto importante per Radio Maria in lingua araba e per Radio Mariam Armenia, visto la presenza di tanti fedeli armeni in questa città!

🔴LIVE🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – Di Padre Livio – 18/08/2025

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🟡LIVE🟡 “LOTTE E TENTAZIONI DEI PADRI DEL DESERTO” di PADRE LIVIO – Puntata 18 – 18/08/2025 🕊️🌿

Loading the player...

🔴LIVE🔴 PADRE LIVIO: IL MONDO SENZA DIO CROLLERÀ ALL’IMPROVVISO – 15 Settembre 2021

Le «condizioni» di Putin: ecco cosa vuole veramente per mettere fine alla guerra in Ucraina

di Marco Imarisio – Corriere della Sera – 18 Agosto 2025

La prima richiesta dello zar: riconoscere la realtà sul campo nel Donbass. Ma i nuovi confini non bastano: dalle sanzioni alla religione, dalla lingua alle accuse di crimini di guerra, fino al «regime change» e alla demilitarizzazione del Paese invaso, ecco gli obiettivi

«Non andremo oltre le quattro regioni». Nella scorsa primavera, durante una videoconferenza con il ministero degli Esteri, Vladimir Putin disse che la Russia avrebbe fermato le proprie rivendicazioni ai territori già annessi alla Federazione con il referendum che si tenne nel settembre del 2022. Ma in quella circostanza, aggiunse un altro dettaglio importante. Il presidente sembrò rifiutare con forza l’ipotesi di un «congelamento» del conflitto in Ucraina, una cessazione delle ostilità in stile «coreano», senza alcun riconoscimento delle nuove realtà che intanto si sono create sul campo.

La lista delle pretese

Adesso sappiamo finalmente cosa chiede Mosca per fermare i combattimenti e arrivare alla pace. In estrema sintesi, si tratta del ritiro dell’Ucraina da Lugansk e Donetsk, le due regioni che compongono il Donbass, comprese le aree non ancora occupate dall’Armata russa, con il riconoscimento dei confini lungo l’attuale linea del fronte negli oblast di Zaporizhzhia e Kherson come contropartita. Queste sono pretese facilmente leggibili. La faccenda diventa già più complicata con le richieste non basate su un dato geografico. «Impegno» a non attaccare ulteriori territori ucraini né altri Paesi; riconoscimento del russo come una delle lingue ufficiali in Ucraina; libertà di culto alla Chiesa ortodossa russa, riconoscimento della Crimea, occupata fin dal 2014, e infine cancellazione delle sanzioni imposte da Stati Uniti, Unione europea e altri Paesi. La concessione maggiore che la Russia metterebbe sul tavolo sarebbe una via libera alla richiesta ucraina di avere «garanzie di sicurezza» che riproducono quelle dell’Articolo 5 della Nato, senza però l’ingresso di Kiev nell’Alleanza atlantica. Per scongiurare il pericolo, pare che il Cremlino abbia chiesto che a fornire questo tipo di protezione non siano soltanto Stati Uniti e Paesi europei, ma anche altri Stati, tra i quali la Cina.

Proprio perché qualche carta è stata posata sul tavolo, è lecito chiedersi cosa voglia davvero la Russia e quali siano i suoi veri obiettivi. Ce n’è uno che dopo il vertice in Alaska appare ancora più evidente, una specie di elefante nella stanza. Putin vuole tornare ad avere piena agibilità internazionale senza pagare ulteriore dazio per la guerra in Ucraina. In questo senso, potrebbe avere un fondamento l’indiscrezione rilanciata all’unisono dai canali Telegram che trattano sussurri e grida dalle stanze del Cremlino. Il presidente russo avrebbe posto a Trump una nuova condizione per la conclusione di un trattato di pace con Kiev: il ritiro di tutte le accuse alla base dei mandati di arresto della Corte penale internazionale dell’Aia. Secondo queste presunte fonti interne, Putin avrebbe spiegato come questo ostacolo gli impedisca persino di recarsi in alcuni Paesi amici, ad esempio il Sudafrica o il Brasile.

Il grande nemico

La vera novità sulle possibili concessioni russe è quella rivelata ieri da Steve Witkoff. Secondo l’emissario di Trump, il Cremlino potrebbe «sancire legislativamente» l’impegno a non aggredire Paesi europei, probabilmente mettendo questa clausola perfino nella Costituzione. Ma appare difficile che la Russia possa accettare una condizione del genere. Putin stesso ha sempre detto che «è un nonsenso». L’ultima volta ne ha parlato al Forum economico di San Pietroburgo: «La leggenda che la Russia si accingerebbe ad attaccare i Paesi della Nato è una bugia inverosimile. Un vero delirio al quale non credono nemmeno quelli che lo dicono».

Ovviamente, Mosca punta al «cambio di regime» a Kiev. È una questione aperta. Durante la conferenza stampa ad Anchorage, dopo aver detto di sperare che l’Ucraina e l’Europa non cercheranno di far saltare i negoziati «con provocazioni e intrighi», Putin ha messo da parte alcuni foglietti. Forse, ha preferito non approfondire. Ma Zelensky è il suo grande nemico, l’uomo che lo ha sfidato apertamente. Difficile che la pratica rimanga inevasa.

Atto di fede

Rispetto al discorso programmatico tenuto il 14 giugno 2024, durante il quale formulò «un’altra proposta di pace concreta e reale», il presidente russo non ha cambiato o concesso molto. La cosiddetta denazificazione rimane un concetto vago e di principio, mentre il tema della demilitarizzazione ritornerà durante i colloqui, con il tentativo di definire quantità e categorie precise di armamenti che Kiev potrà tenere. Nonostante accenni oggi a questa possibilità, il punto sul quale Mosca difficilmente può transigere è la presenza di truppe europee. Perché il grande obiettivo finale rimane quello di una Ucraina «neutrale e fuori dai blocchi», come disse Putin quel 14 giugno. In cambio di tutto questo, c’è la promessa di fare il bravo e di rispettare i nuovi confini. Per crederci, in assenza di un impegno costituzionale, servirebbe molta fiducia. Dopo il 24 febbraio 2022, quasi un atto di fede.

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Lunedì 18 Agosto 2025

h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)


+h. 9.oo – 10.00: EDITORIALE

Il mondo senza Dio crollerà all’improvviso (55 m)


h. 10.00 LOTTE E TENTAZIONI DEI PADRI DEL DESERTO (18)


BLOG: blogdipadrelivio.it

Mail: Perché non si conosce Medjugorje nella sua reale importanza?


DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO

+Bonifico Bancario Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

Banca Intesa Sanpaolo filiale di Milano – IBAN: IT26 H030 6909 6061 0000 0126 574

+Conto corrente postale – N. 1 4 5 2 2 2 2 1

Intestato a: Associazione Radio Maria, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

+5×1000 per i progetti di Radio Maria: C. F. 94023530150

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Perché non si conosce Medjugorje nella sua reale importanza?

Caro Padre Livio,

mi ha molto colpito l’intervento del lettore Claudio, pubblicato il 15 agosto. In effetti, anch’io ho avuto modo di constatare che Medjugorje ha avuto un’accoglienza abbastanza tiepida in relazione alla portata enorme della sua missione.

Ma, proprio in questi giorni, mi sono accorto che sostanzialmente di Medjugorje si conosce veramente poco, tra i fedeli e tra i pastori. Un bravo sacerdote non italiano che da anni svolge il suo ministero nei Balcani, ad una mia domanda se fosse mai stato a Medjugorje, mi ha risposto con entusiasmo di avere organizzato ben tre pellegrinaggi, ma, quando gli ho chiesto cosa pensasse dei 10 Segreti, ho scoperto che non ne sapeva assolutamente nulla!

La cosa mi ha colpito molto e mi ha anche turbato. Si ha l’impressione di una sorta di cupa cintura di sicurezza creata quasi inconsapevolmente da una mentalità di stampo modernista ormai radicata, che finisce per idolatrare il razionalismo e a subordinare ad esso non solo i Messaggi che il Cielo si degna di continuare ad inviarci, ma, in definitiva, lo stesso Vangelo.

Sono assolutamente certo che la Regina della Pace, a tempo debito, spazzerà via questa pesante coltre di ignoranza, a cominciare dal momento in cui autorizzerà i veggenti a parlare gradualmente dei Segreti (v. sua intervista a Vicka del dicembre 2006).

Resta tuttavia il mio sbigottimento davanti a tale estesa inconsapevolezza dell’importanza di questo Evento unico nella storia del mondo. 

Sono felice della sua vocalità felicemente ritrovata.

Grazie a Dio e alla Madonna!!!

Un caro saluto

Francesco 

Roma


Caro Francesco,

la rimozione dei Segreti di Medjugorje è un fenomeno silenzioso che si è esteso sempre più col passare del tempo, tanto che anche i sei Veggenti non ne parlano se non ne sono esplicitamente interrogati.

Eppure le parole della Regina della pace al riguardo sono esplicite e numerose e il legame con Fatima, i cui Segreti sono stati svelati, viene del tutto ignorato.

Si dice che sono eventi già accaduti in passato, anche se Benedetto XVI ha detto solennemente proprio a Fatima, e davanti a mezzo milione di persone, che tali profezie riguardano in modo particolare il futuro.

Ancora prima Giovanni Paolo II, nel 1980 al monastero di Fulda, prima ancora delle apparizioni di Medjugorje ha fatto rivelazioni esplosive sul nostro futuro: Eventi catastrofici con milioni di morti e una persecuzione sanguinosa della Chiesa.

Il Cielo ha fatto di tutto per avvisarci in tempo, esortando il mondo alla conversione, ma il modernismo e il qualunquismo religioso hanno stravinto  e con loro il demonio che fiuta mietiture mai viste di anime, come ci ha già ammonito la Gospa.

Tuttavia già al primo segreto ci sarà un risveglio che si estenderà man mano con l’evolversi degli eventi, perché la gloria di Dio invaderà la terra, i popoli, in cerca della salvezza, guarderanno a Maria e usciranno dalle caverne nelle quali sono stati rinchiusi.

Tutto questo è già in preparazione nei cuori delle persone e nella vita dei popoli e i prossimi anni saranno i più straordinari della storia bimillenaria della Chiesa.

Ave Maria

Padre Livio

Fazzolari: «Soluzione possibile in Ucraina perché adesso Mosca è in difficoltà»

di Virginia Piccolillo – Correre della Sera – 17 Agosto 2025

Il sottosegretario a Palazzo Chigi: «Trump ha fatto sua la proposta della premier»

Nessun cessate il fuoco, tappeto rosso e onori a Vladimir Putin. Sottosegretario Giovambattista Fazzolari, da dove nasce l’ottimismo del governo dopo il vertice in Alaska? 
«Non parlerei di ottimismo. La situazione è molto complicata, ma adesso almeno c’è uno spiraglio».

Che spiraglio? 
«Una strada da percorrere per giungere alla pace, partendo dalla necessità di garantire solide garanzie di sicurezza all’Ucraina. È la prima richiesta di Kiev, che giustamente non si fida della parola dei russi, visto che non hanno mai rispettato gli accordi sottoscritti, a partire dall’inviolabilità dei confini ucraini sancita nel 1992 in cambio della consegna a Mosca dell’arsenale nucleare ucraino. Per questo noi siamo orgogliosi». 

Di cosa? 
«Che la principale ipotesi oggi sul tavolo, fatta propria anche da Donald Trump, sia la proposta avanzata tempo fa da Giorgia Meloni ». 

A cosa si riferisce? 
«A garanzie di sicurezza basate su un accordo tra una serie di Stati occidentali che ricalchi l’articolo 5 della Nato, cioè l’intervento di tutti i sottoscrittori in caso di aggressione di uno dei membri, ma senza l’ingresso di Kiev nell’Alleanza atlantica. Sarebbe utile anche all’Ue, vista la forza dell’esercito ucraino. Ed è un modo per smascherare Putin». 

Smascherare? 
«Se non intende invadere di nuovo l’Ucraina, perché dovrebbe opporsi a un accordo solo difensivo?». 

E perché Putin rinuncerebbe al suo piano di «pace»?
«Perché, a differenza di quanto racconta la sua propaganda, è in grande difficoltà». 

Non sta vincendo la guerra? 
«No. A oggi il principale ostacolo a un accordo di pace sorge, per paradosso, dalla debolezza della Russia. A settembre 2022 Putin ha dichiarato l’annessione di quattro regioni ucraine arrivando persino a modificare la Costituzione per inserirle formalmente all’interno della Federazione Russa. Ma, a distanza di tre anni, non è riuscito a prenderne il controllo. È chiaro che a questo punto è in grande imbarazzo: come può spiegare che non solo non è riuscito a conquistare Kiev, ma non è in grado neppure di prendere il controllo dei territori annessi sulla carta? ». 

Ma Mosca avanza. Non è solo questione di tempo? 
«Nell’ultimo anno ha conquistato l’1,9% del territorio ucraino nonostante altissime perdite di uomini e mezzi. Quanto può andare avanti?».

Lui dice fino alla vittoria. 
«Il popolo sembra assuefatto al regime putiniano, ma non so quanto persino la società russa possa resistere a una situazione in cui una corrotta oligarchia al potere prospera grazie al massacro insensato dei suoi uomini, mandati al macello contro le difese ucraine per rosicchiare pochi metri al giorno. Da qui la proposta surreale di Putin». 

Surreale?
«Vuole che l’Ucraina si ritiri dalle regioni rivendicate da Mosca perché l’ esercito non è in grado di conquistarle». 

Allora perché Trump lo ha trattato con tanta deferenza? 
«Probabilmente perché, da uomo di affari, ha intuito una chiave per convincerlo». 

Quale chiave? 
«Fargli salvare la faccia. Le lusinghe internazionali e la ribalta di immagine possono aiutarlo a rivendicare in patria una vittoria che sul campo non esiste. E se potesse aiutare la pace ben vengano uno, due, tre tappeti rossi». 

Pace a quali condizioni? 
«Le condizioni le deve decidere Kiev. La premessa sono concrete garanzie di sicurezza, come quelle previste dalla proposta italiana. Un punto di caduta accettabile potrebbe essere che Kiev non riconosca la sovranità della Russia nei territori occupati, ma accetti di cessare le ostilità. Provando a riconquistarli solo per via diplomatica e non militare». 

E Volodymyr Zelensky? 
«Già passerà alla storia per aver salvato la libertà e l’esistenza stessa dell’ Ucraina che Mosca voleva cancellare». 

Si dice che il suo consenso interno sia un po’ in calo. 
«In guerra si devono prendere scelte difficili, basti pensare a Churchill che venne archiviato senza tanti complimenti dal Regno Unito, però di fatto resta l’uomo che ha vinto la Seconda guerra mondiale». 

Che figura ha fatto l’Ue? 
«L’Ue è comunque compatta. Altro fallimento di Putin che sperava di dividerla, invece ha sempre dato pieno sostegno a Kiev. Malgrado alcune opinioni pubbliche un po’ freddine che non percepiscono quanto la guerra in Ucraina ci riguardi direttamente. Inclusa quella italiana. Del resto è già accaduto…». 

Leone XIV: il bene comune dei popoli al primo posto nelle trattative di pace

Dopo la preghiera dell’Angelus, in piazza della Libertà a Castel Gandolfo, il Papa prega “perché vadano a buon fine gli sforzi per far cessare le guerre e promuovere la pace”. Ma anche per le vittime delle alluvioni in Pakistan, India e Nepal. E ringrazia le associazioni che promuovono, nei luoghi di vacanza, iniziative di animazione culturale e di evangelizzazione, come la Missione Giovani di Riccione

Alessandro Di Bussolo

Nel cuore di Papa Leone XIV il primo posto è riservato al “bene comune” di tutti i popoli, e lo sottolinea nelle parole pronunciate davanti al portone del palazzo pontificio di Castel Gandolfo, in Piazza della Libertà, dopo la recita dell’Angelus domenicale.  Il riferimento è alle trattative in corso per arrivare ad un cessate il fuoco e ad una pace tra Ucraina e Russia, dopo il vertice tra il presidente degli Stati Uniti Trump e quello russo Putin, ma anche, nella Striscia di Gaza, tra Israele e i palestinesi di Hamas.

Preghiamo perché vadano a buon fine gli sforzi per far cessare le guerre e promuovere la pace; affinché, nelle trattative, si ponga sempre al primo posto il bene comune dei popoli

Mentre il Pontefice parla, le agenzie battono la notizia che all’incontro di domani, 18 agosto, a Washington fra Donald Trump e il presidente ucraino Volodymir Zelensky, annunciato ieri, parteciperanno anche il presidente francese Emmanuel Macron, quello della Finlandia, Alexander Stubb, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, la premier italiana Giorgia Meloni, oltre alla presidente della Commissione dell’unione Europea, Ursula von der Leyen. Si attende che si aggiungano all’incontro altri leader europei.

Il 18 agosto a Washington Trump incontra Zelensky

16/08/2025

Il 18 agosto a Washington Trump incontra Zelensky

All’indomani del vertice in Alaska tra il presidente americano e quello russo Putin, il presidente ucraino si mostra grato per l’invito negli Stati Uniti e sui social scrive che è…

La preghiera per le vittime delle alluvioni in Asia

Leone XIV non dimentica però chi è stato colpito dalla devastante violenza della natura, espressa nei giorni scorsi con inondazioni violente in Asia, che hanno provocato centinaia di vittime.

Sono vicino alle popolazioni del Pakistan, dell’India e del Nepal colpite da violente alluvioni. Prego per le vittime e i loro familiari e per quanti soffrono a causa di questa calamità.

Pagina 437 di 1287

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy