BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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“Le apparizioni di Medjugorje”: una grazia disattesa?

Cari amici,

sto facendo la mia seconda settimane di ferie qui nella sede di Radio Maria e, come vi avevo promesso, anche in questa settimana, come nella precedente, farò un Editoriale che vi serva come riflessione.

Vi aspetto domani mattina – Mercoledì 20 agosto – alle h 9 su Radio Maria, su questo Blog ( (blogdipadrelivio.it) e su Facebook.

Non perdete l’occasione per un riflessione sincera su come stiamo rispondendo all’ultima e più grande mariofania della Storia della Chiesa.

Vostro Padre Livio

🟡LIVE🟡 “LOTTE E TENTAZIONI DEI PADRI DEL DESERTO” di PADRE LIVIO – Puntata 19 – 19/08/2025 🕊️🌿

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🔴LIVE🔴 PADRE LIVIO: LA MADONNA METTE IN GUARDIA DAGLI INGANNI DEL FALSARIO – 20 Luglio 2021

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Martedì 19 Agosto 2025

h. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)


+h. 9.oo – 10.00: EDITORIALLE

La Madonna mette in guardia dagli inganni del falsario (53m)


h. 10.00 LOTTE E TENTAZIONI DEI PADRI DEL DESERTO (19)


BLOG: blogdipadrelivio.it

Le cronache di Nania (1)


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L’intesa sui dazi e le spese militari: così l’Europa ha convinto Trump a proteggere Kiev

di Federico Rampini – Corriere della Sera – 19 Agosto 2025

Da una parte gli «amici» europei e la nuova disponibilità a sostenerli nella difesa dell’Ucraina. Dall’altra l’incognita Putin: non è chiaro in che misura lo zar abbia cambiato posizione

La novità era nell’aria, lui l’ha confermata. Trump accetta che gli Stati Uniti abbiano un ruolo a garanzia della futura sicurezza dell’Ucraina. «L’Europa è in prima linea per la vostra difesa, ma noi la sosterremo», così ha detto il presidente americano a Zelensky di fronte alla stampa. Più volte incalzato dai giornalisti su quel punto, non ha escluso neppure l’invio di truppe Usa sul terreno. Ma ciò che conta di più — lo sanno bene Francia e Regno Unito, le due nazioni più disponibili all’invio di soldati — è la protezione aerea, il controllo dei cieli, e l’intelligence satellitare: lì l’America ha una superiorità su tutti, Russia inclusa. Trump fa uno strappo rispetto alla sua linea di disimpegno dalle responsabilità militari in Europa. È essenziale perché gli europei possano sobbarcarsi un ruolo pieno di rischi.

Lo scambio

Il punto di partenza è sempre lo scambio «land for peace»: concessioni territoriali, pur di far cessare la guerra. È un prezzo altissimo per il popolo ucraino, è una prova che «il crimine paga» perché Putin vedrebbe premiata l’aggressione. Ma ricacciare indietro l’armata russa con la forza delle armi è un sogno a cui non crede più nessuno. Per limitare i danni, bisogna almeno evitare che un accordo sulla fine delle ostilità assomigli al 2014: Putin invase la Crimea e l’Occidente non volle capire che era solo un inizio.

Evitare gli errori del passato

Gli europei continuarono a fare affari con Mosca, la Merkel proseguiva con il gasdotto Nord Stream 2. L’amministrazione Obama-Biden varò delle sanzioni talmente bonarie da assomigliare a un condono. Non ci fu una seria strategia per proteggere l’Ucraina da successive aggressioni.

Per non ripetere gli errori di undici anni fa, Zelensky ha detto di cos’ha bisogno: mantenere un esercito ucraino forte, continuare a ricevere armi dall’Occidente, e un aiuto dagli amici anche sotto forma di impegno militare diretto. Sono cose che Putin respingeva tassativamente fino a poco tempo fa. Non è chiaro in che misura abbia cambiato posizione. Se lo ha fatto, allora il vertice in Alaska non è stato un fallimento totale. In ogni caso c’è questa nuova disponibilità di Trump, che non era stata data neppure da Biden. Oltre a escludere categoricamente «scarponi Usa sul terreno», Biden aveva sempre rifiutato anche altre ipotesi di coinvolgimento americano come una no-fly zone.

La terza invasione

Certo, si suppone che la disponibilità di Trump a sostenere le forze armate europee in Ucraina sia legata a un vero cessate-il-fuoco, ma è comunque un «game-changer», cambia le regole del gioco perché consente a Londra, Parigi, Berlino, Varsavia, e speriamo Roma, di mettere in piedi un dispositivo di sicurezza a garanzia permanente di quella tregua. Perché il cessate-il-fuoco diventi duraturo, una vera pace, non una pausa durante la quale Putin si riarma e prepara la terza invasione.

Tra le due sponde dell’Atlantico

Che cosa è successo, per convincere Trump a offrire un supporto agli europei per la loro difesa dell’Ucraina? Lasciamo stare il Nobel per la Pace: di sicuro Trump ci spera, ma non spiega questo cambio di strategia. Rispetto a febbraio, quando ci fu l’agguato a Zelensky nello Studio Ovale, sono accaduti due eventi chiave. L’accordo in sede Nato per alzare la spesa militare dei Paesi membri al 3,5% del prodotto interno lordo, in futuro fino al 5%. L’intesa sui dazi, sofferta e controversa ma in ultima istanza più benefica che distruttiva (soprattutto rispetto alle alternative). Questo ha rasserenato le relazioni tra le due sponde dell’Atlantico.

«I miei amici»

Bastava sentire Trump ieri omaggiare ripetutamente «i sette potenti leader europei, i miei amici». A contorno delle due intese in sede Nato e sul commercio estero: la Germania di Merz con piani di spesa da mille miliardi si candida alla metamorfosi da economia-parassita (che cresceva facendosi trainare dalle esportazioni sui mercati altrui) a un modello con propulsione interna, trainato dalla propria domanda. Aggiungiamo la proposta dell’Italia sul tipo di garanzie di sicurezza da offrire all’Ucraina «sul modello dell’articolo 5 Nato», che aggira l’impossibilità di un’adesione di Kiev al Patto Atlantico (peraltro esclusa anche da Biden). Tutto ciò viene impacchettato da Trump in un linguaggio sempre sovranista al 100%: «Io le armi all’Ucraina le vendo, non le regalo». Ma fino a un recente passato lui aveva minacciato qualcosa di molto peggio, un abbandono totale dell’Ucraina e dell’Europa al loro destino.

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La presidente del Consiglio a Washington prima del vertice alla Casa Bianca

CorriereTv – 18 Agosto – 2025

Oggi è «una giornata importante, dopo 3 anni e mezzo in cui noi abbiamo avuto una Russia che non dava alcun segnale di dialogo che pretendeva la capitolazione di Kiev. Oggi finalmente si aprono degli spiragli di dialogo». 

Lo ha detto la presidente del Consiglio  Giorgia Meloni parlando con i giornalisti a Washington, prima di recarsi all’ambasciata ucraina per l’incontro pre vertice con gli altri leader europei e Volodymyr Zelensky, e in seguito alla Casa Bianca


Cari amici,

Siamo capaci in questa settimana cruciale di offrire alla Regina della pace un Rosario al giorno e qualche rinuncia perché tacciano le armi e i cuori si aprano alla compassione e al perdono?

Votro Padre Livio

LE CRONACHE DI NARNIA

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🔴LIVE🔴 Incontro di Padre Livio con la veggente Vicka di Medjugorje – Settembre 1991

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