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"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Sua Eminenza il Cardinale Pizzaballa ai nostri microfoni al Meeting di Rimini 26/8/26

La citazione del giorno – “Siate le mie mani di pace”– n°56

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Uno sguardo più approfondito sui nuovi convertiti al cattolicesimo in Francia 

Corrispondenza Romana – 1695

 6 Agosto 2026 

di James Bascom

Il costante aumento dei convertiti adulti al cattolicesimo in tutto l’Occidente negli ultimi cinque anni ha fatto notizia e ha infuso speranza nei fedeli. In nessun luogo il fenomeno ha suscitato tanto scalpore quanto in Francia, la figlia primogenita della Chiesa.

Naturalmente, la maggior parte dell’attenzione si è concentrata sui numeri. Secondo la Conferenza Episcopale Francese, i convertiti adulti e adolescenti al cattolicesimo si sono mantenuti stabili tra i 4.000 e i 5.000 all’anno dall’inizio del XXI secolo. Poi, poco dopo il Covid, quei numeri hanno cominciato a crescere costantemente, raggiungendo quota 5.825 nel 2022, 8.416 nel 2023, 12.340 nel 2024, 17.788 nel 2025 e infine 21.386 alla Pasqua del 2026: un aumento sbalorditivo del 400%.

Per quanto impressionanti, questi convertiti restano comunque una goccia nel mare rispetto ai numeri imponenti di coloro che abbandonano la Chiesa. La percentuale di francesi che si identificano come cattolici è scesa da oltre il 90% negli anni Sessanta ad appena il 30% di oggi. Negli anni Settanta, più di tre quarti dei neonati francesi venivano battezzati nella Chiesa cattolica, contro il 50% del 1996 e appena il 25% del 2024. Cali analoghi si riscontrano negli altri sacramenti, come il matrimonio, la Cresima e la Prima Comunione.

Ciononostante, questa ondata di conversioni è senza dubbio una delle tendenze religiose più straordinarie del nostro tempo, anzi, di ogni tempo. Non è esagerato definirla miracolosa, un segno evidente della grazia di Dio che agisce nella Sua Chiesa in un’epoca di crisi senza precedenti. Semplicemente “non dovrebbe” accadere affatto, secondo la logica della modernità.

Se si guarda più a fondo alle motivazioni e alla spiritualità di queste conversioni, la tendenza diventa ancora più interessante. All’inizio di quest’anno, la Conferenza Episcopale Francese ha pubblicato un’indagine condotta su 1.450 catecumeni in 60 diocesi francesi (su 100). Ne è emerso che il 58% dei convertiti del 2026 sono donne e il 42% uomini. Sono inoltre molto giovani, con l’80% al di sotto dei 40 anni, e sono distribuiti in modo abbastanza uniforme sul territorio nazionale, sia nelle zone rurali sia nelle grandi città. Tutte le classi sociali sono rappresentate in modo piuttosto equilibrato, dai ceti popolari alla borghesia professionale media e alta.

L’indagine poneva la seguente domanda: “Qual è stato il motivo principale per cui hai chiesto il battesimo?”. La risposta più frequente (40%) è stata: “Ho vissuto una prova (una malattia, un funerale, ecc.) che ha dato inizio a una ricerca di senso”. Seguono: “Ho cominciato a pormi domande sulla religione cattolica” (34%), “Ho avuto una forte esperienza spirituale” (32%) e “Ho visitato un luogo religioso e sono rimasto toccato dalla sua bellezza” (23%).

Sorprendentemente in basso nella classifica figura l’apostolato diretto di un’altra persona, come la “testimonianza cristiana di un amico o di un familiare” (19%), “una persona a me vicina ha chiesto il battesimo” (16%) o “ho seguito degli influencer sui social media” (11%). Ogni conversione richiede anzitutto la grazia dello Spirito Santo. Ma le conversioni alla Fede cattolica — specialmente su larga scala — sono quasi sempre avvenute attraverso mezzi umani, come per esempio i sacerdoti missionari che facevano apostolato diretto tra la gente.

L’ondata di conversioni si è verificata praticamente senza alcun ruolo diretto del clero francese. Lo Spirito Santo, a quanto pare, sta agendo nelle anime al di fuori dei canali umani tradizionali. Il clero, da parte sua, è stato pronto ad ammettere di aver avuto ben poco a che fare con l’attrazione di questi convertiti. L’autore del rapporto, l’arcivescovo di Lione mons. Olivier de Germay, ha spiegato: “Questo fenomeno continua a stupirci, perché non pretendiamo di avere una risposta unica per spiegarlo… Molti giovani mi raccontano di aver avvertito una ‘chiamata interiore’ o di aver avuto una potente ‘esperienza spirituale’, un inatteso ‘incontro con Dio’. È come se il progresso tecnologico non avesse mantenuto le sue promesse. Crea un vuoto interiore e genera una profonda insoddisfazione”.

Questa profonda insoddisfazione per le false promesse della modernità è un filo conduttore che attraversa queste conversioni. I catecumeni hanno una sete spirituale di cattolicesimo, egli ritiene, perché la Fede cattolica non è più un tabù come un tempo. Giovani cresciuti senza alcuna educazione religiosa bussano alle porte delle canoniche con mente aperta e senza pregiudizi. Egli ritiene che cerchino “un’identità che non sia identitaria” e vedano la Chiesa come “un’istituzione solida, dalle radici profonde, su cui potersi appoggiare”.

Molti descrivono questa tendenza come una ricerca di senso da parte di una gioventù completamente alla deriva. La Generazione Z, con i suoi alti tassi di depressione e ansia, è particolarmente attratta dai duemila anni di storia, dalle tradizioni e dalle dottrine della Chiesa cattolica. L’arcivescovo di Reims mons. Éric de Moulins-Beaufort ha osservato che “i catecumeni descrivono la loro vita passata come piena di tristezza, di un senso di vuoto e di un’ansia soffocante. Una volta incontrato Gesù, scoperto l’amore infinito con cui sono stati amati… scoprono una profonda pace interiore che li riconcilia con gli aspetti più belli della loro vita. Attribuiscono a Gesù il meglio delle loro esperienze, come se Egli li avesse sempre guidati e accompagnati”.

Charles Mercier, professore di storia contemporanea all’Università di Bordeaux, osserva che fino a circa vent’anni fa i nuovi convertiti tendevano generalmente ad aderire ai movimenti più carismatici all’interno della Chiesa. Oggi, invece, tendono a essere molto più conservatori, persino tradizionalisti, con “un apprezzamento per la liturgia e un’adesione piuttosto ferma alla dottrina ortodossa”.

Questi giovani non cercano soltanto una dottrina e una liturgia solide, ma anche una spiritualità più tradizionale. A partire dagli anni Sessanta, i progressisti nella Chiesa cattolica hanno cercato di liquidare le pratiche spirituali cattoliche tradizionali per sostituirle con un cattolicesimo più “sociale”. In Francia, figure come il cardinale Achille Liénart, arcivescovo di Lilla (il cosiddetto cardinale “rosso”), o mons. Jacques Gaillot, vescovo di Évreux, rappresentavano questa corrente modernista. La Francia è stata inoltre il centro di diverse correnti progressiste, come Le Sillon e il movimento dei preti operai, che cercavano di sopprimere la spiritualità cattolica tradizionale.

“Tra i giovani entrati nella Chiesa cattolica da adulti, così come tra quelli cresciuti cattolici, stiamo assistendo a una rinascita delle devozioni tradizionali — come il rosario — che erano state in qualche modo accantonate dalle generazioni precedenti”, ha spiegato Mercier in un’intervista. “Questa nuova generazione si sta riappropriando di pratiche un tempo considerate antiquate o superate, talvolta adattandole… Un esempio è il Sacro Cuore, che è stato oggetto di un film ed è diventato anche un oggetto decorativo, disponibile nelle grandi catene commerciali”.

Papa Francesco ha trascorso il suo pontificato facendo appello a cause progressiste, come l’ecologia, l’immigrazione di massa e la Comunione per i cattolici divorziati e risposati civilmente. La Generazione Z, invece, è attratta dalle processioni, dai pellegrinaggi, dall’incenso, dal latino e dal canto gregoriano. Questi giovani sono molto più propensi a ricevere la Santa Comunione sulla lingua, a inginocchiarsi durante buona parte della Messa o a indossare il velo, pratiche che erano state scoraggiate dopo il Concilio Vaticano II.

Il pellegrinaggio annuale della Messa in latino Parigi-Chartres, che si svolge nella domenica di Pentecoste, per esempio, è passato da poche migliaia di pellegrini negli anni Novanta a oltre 20.000 nel 2026, la grande maggioranza dei quali sotto i 30 anni. Anche la venerazione delle reliquie è in aumento. Il numero dei pellegrini alla Santa Tunica di Argenteuil, vicino a Parigi, è cresciuto dai 200.000 del 2016 a quasi mezzo milione nel 2025.

I convertiti indicano spesso il caro ricordo di un genitore o di un nonno come un fattore determinante del loro ritorno alla Fede. Molti ricordano come la nonna li portasse fedelmente in chiesa, insegnasse loro a pregare e fosse un modello di bontà e di amore cristiano in famiglia. Oppure un nonno che aveva compiuto un pellegrinaggio a Lourdes e guidava ogni sera le preghiere in famiglia.

Guillaume Cuchet, professore di storia alla Sorbona e autore di La Religion des morts (La religione dei morti), fa notare che, in seguito a un evento traumatico della vita — come la morte di una persona cara — chi non crede è costretto a confrontarsi con le domande più profonde e con lo scopo dell’esistenza. Molti scoprono che il mondo moderno non offre risposte soddisfacenti. Sebbene meno del 5% dei francesi partecipi alla Messa ogni domenica, il 70% sceglie una sepoltura cristiana. Nei momenti di malattia, di sofferenza e soprattutto di morte, le persone si rivolgono alla religione: una grande opportunità di evangelizzazione per la Chiesa.

La ricerca di radici, di senso, di comunità e di identità nel cattolicesimo ha un’altra causa: la crescente islamizzazione della Francia. I musulmani costituiscono circa il 10% della popolazione e sono in rapida crescita. Nelle città con grandi comunità musulmane, i francesi autoctoni si trovano quotidianamente di fronte ai richiami alla preghiera islamica nelle strade, alle donne che indossano lo hijab, alle aggressioni sessuali contro le donne francesi e persino a divieti informali di vendita della carne di maiale. La società e la cultura francesi sono minacciate di distruzione totale da una religione straniera e comunitarista. Il laicismo, il materialismo e l’iperindividualismo sono semplicemente incapaci di resistere a una religione che pone l’accento sull’identità di gruppo, sulla certezza dottrinale e sulla sottomissione incondizionata. Molti cristiani allontanatisi dalla fede cercano una risposta e la stanno trovando nell’antica fede della Francia: il cattolicesimo.

Di conseguenza, la natura del cattolicesimo francese sta cambiando. Nell’ultimo secolo, i cattolici francesi si sono per lo più ritirati dalla vita pubblica in nome della laïcité. Ora, questi giovani convertiti sono fieri della loro fede e sempre più propensi a manifestarla in pubblico. “È affascinante”, ha dichiarato don Benoist de Sinety, parroco di Lilla, descrivendo la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri di quest’anno. “Ai miei tempi, ci affrettavamo a cancellare la croce che ci era stata tracciata sulla fronte non appena uscivamo, per non attirare l’attenzione; oggi i giovani la esibiscono, si fanno i selfie e la tengono per tutto il giorno”. I fedeli, e soprattutto i giovani, ha detto, sono desiderosi di mostrare che quel giorno erano davvero stati a Messa.

Resta da vedere quanto durevole sarà questa tendenza. Nondimeno, essa sta già producendo effetti rilevanti sul panorama religioso francese e sta cambiando il modo in cui i cattolici francesi vedono se stessi e il proprio posto nella società. Il vescovo di Nanterre mons. Matthieu Rougé riassume così la situazione: “Stiamo passando da una Francia prevalentemente cattolica a una Francia caratterizzata da una significativa minoranza cattolica”. Man mano che la persecuzione dei cattolici francesi continuerà a crescere, tanto da parte dell’islam quanto dei laicisti dell’estrema sinistra, crescerà certamente anche il fervore dei cattolici di Francia. Questi nuovi convertiti dovranno fare i conti con una Chiesa che da generazioni attraversa una crisi profonda. Eppure Dio non ha abbandonato la Chiesa, né la sua figlia primogenita, la Francia. Egli continua ad agire sulle anime, e i cattolici hanno molte ragioni per sperare che questa azione non farà che intensificarsi.

🟢LIVE🟢PELLEGRINO A QUATTRORUOTE – itinerari con Padre Livio – puntata 40 – AMSTERDAM


Gallagher-Lavrov, a Mosca riparte il dialogo: «La guerra deve finire». La visita lampo del capo della Cia

di Lucia Capuzzi, Giovanni Maria Del Re

Il conflitto e le prospettive di pace al centro del faccia a faccia tra il segretario per i Rapporti con gli Stati del Vaticano e il ministro degli Esteri russo, che ha ringraziato la Santa Sede per la «posizione equilibrata»

26 agosto 2026 – Avvenire – 26 Agosto 20

L’arcivescovo Gallagher e il ministro degli Esteri russo Lavrov alla riunione congiunta con la stampa dopo i colloqui a Mosca / ANSA

«Questa guerra deve finire», il prima possibile, «più a lungo durerà, più difficile sarà raggiungere una soluzione adeguata. Ogni giorno i combattimenti generano nuove vittime ostacolando ulteriormente una riconciliazione futura». Con tono fermo e pacato, Paul Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, ha portato nel cuore di Mosca l’incessante appello per la pace di papa Leone XIV.

All’esordio della missione in Russia – dove mancava dal novembre 2021, prima del conflitto con l’Ucraina –, il “ministro degli Esteri” del Vaticano ha incontrato l’omologo Sergeij Lavrov per affrontare – come precisato dalla segreteria di Stato via social – «temi di comune interesse e questioni di attualità internazionale». Al termine, i due diplomatici hanno voluto presentare insieme le proprie dichiarazioni alla stampa. «La posizione della Santa Sede è chiara – ha sottolineato l’arcivescovo Gallagher davanti ai giornalisti che non sono stati autorizzati a fare domande –. Le ostilità non possono essere risolte con mezzi militari. È essenziale creare le condizioni per un processo politico e diplomatico e avviare un negoziati autentici con il sostegno della comunità internazionale».

Da qui l’invito alle parti «a mostrare apertura e buona volontà affinché questo dialogo possa diventare realtà al più presto». In quest’ottica, «il Vaticano continua ad offrire la propria piattaforma di dialogo e buoni uffici», ha affermato il segretario per i rapporti con gli Stati che, il mese scorso, è stato a Kiev dove si è riunito con il presidente Volodimir Zelensky.

Pur riconoscendo «divergenze sostanziali» con Mosca, Gallagher ha parlato di un «clima costruttivo» nel corso del colloquio e ha evidenziato alcuni «punti di convergenza» in particolare sulla necessità di mantenere aperti i canali di comunicazione e di collaborare sulle questioni umanitarie, dal ritorno dei bambini ucraini agli scambi di prigionieri. Aspetti su cui proseguirà il lavoro del cardinale Matteo Zuppi, inviato di pace vaticano, che dovrebbe recarsi a Mosca entro settembre, dopo i precedenti viaggi del 2023 e 2024.

Nelle parole di Gallagher sull’urgenza di alternative allo scontro a oltranza – «più necessarie che mai», ha ribadito – è risuonato l’ennesimo appello del Pontefice che, lo scorso 9 agosto, citando la guerra russo-ucraina, aveva invitato a «fermare la spirale di violenza e dare spazio alla diplomazia e al dialogo per aprire la strada alla pace». Lavrov, da parte sua, ha definito il faccia a faccia – in cui ha precisato di aver espresso la proposta russa per la fine della guerra – «molto utile». E ha ringraziato la Santa Sede «per la posizione equilibrata sulla situazione in Ucraina» e «per il coinvolgimento attivo nella risoluzione di una serie di urgenti questioni umanitarie».

Nelle stesse ore, un grazie analogo al Papa e alla Santa Sede è arrivato anche da Kiev. In un messaggio diffuso su X, Zelensky ha espresso gratitudine a Leone XIV per «Il forte sostegno spirituale del Vaticano» e l’aiuto tangibile, «inclusi gli sforzi per riportare indietro i nostri bambini rapiti dalla Russia e per aiutare ad avanzare il processo di pace».

Il viaggio di Gallagher in Russia proseguirà fino a venerdì con una serie di appuntamenti che confermano la volontà della Santa Sede di continuare a percorrere la strada del dialogo in una delle fasi più difficili delle relazioni internazionali. Domani ci sarà la riunione con Yuri Ushakov, consigliere del presidente Vladimir Putin per la politica estera. A conclusione della missione, dopodomani, la riunione con la comunità cattolica e la Messa nella cattedrale dell’Immacolata della capitale russa.

In Russia il direttore della Cia. Ma resta il “njet” del Cremlino

Il direttore della Cia John Ratcliffe è arrivato oggi a sorpresa a Mosca. A riferirlo i media Usa Axios e Cbs News, svelando il mistero che ha dominato per ore l’atterraggio di un aereo militare Usa Boeing C-17 Globemaster nell’aeroporto della capitale russa, proveniente dalla Joint Base Andrews in Maryland. È il primo viaggio di Ratcliffe a Mosca dopo la sua nomina.

Una visita che assume un rilievo particolare dopo il rinvio di quella prevista dei mediatori Usa Steve Witkoff e Jared Kushner (anche se né Mosca né Washington hanno voluto commentare la visita). Un rinvio, secondo il presidente finlandese Alexander Stubb, dovuto anzitutto alla rigidità di Vladimir Putin sul fronte negoziale. Ratcliffe è poi ripartito in serata.  In effetti Mosca ha ribadito il suo “njet” al piano di pace del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, con la creazione di una zona economica libera nel Dombass gestita da una parte terza come cuscinetto tra Russia e Ucraina. «Il Donbass – ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmity Peskov – è territorio della Federazione russa, una sua parte costitutiva (Mosca l’ha annesso unilateralmente nel settembre 2022, ndr). Difficilmente una terza parte può amministrare regioni della Federazione russa».

E un no secco anche al piano dei Volenterosi di una forza multinazionale in Ucraina una volta raggiunta una tregua credibile. «Abbiamo ripetuto più volte – ha detto Peskov – che lo schieramento di contingenti militari dei Paesi Nato è inaccettabile per noi». Intanto l’ex viceministro degli Esteri russo Andrey Fedorov, molto vicino al Cremlino, ha affermato che Putin sarebbe «sotto fortissima pressione» per «misure contro il Regno Unito» dopo che il premier di Londra Andy Burnham ha annunciato la condivisione con Kiev della tecnologia per fabbricare missili da crociera Storm Shadow.

Intanto la guerra procede a pieno ritmo. Nella notte tra lunedì e ieri da Mosca sono arrivati nuovi intensi attacchi missilistici su Kiev, Dnipro, Kharkiv e Zhaporizhia. Ieri comunque Zelensky ha fatto sapere di aver ricevuto «alcuni« missili anti-aerei Patriot e la promessa di altri di fabbricazione francese Crotale. Del resto anche Kiev è tornata a colpire in profondità in Russia con droni, bombardando una raffineria nella regione di Krasnodar, nei pressi del Mar Nero. Da registrare, infine, il rinvenimento in Slovacchia di esplosivi nei pressi di una fabbrica di droni destinati a Kiev, mentre vicino all’aeroporto di Lipsia è stato trovato un terzo drone esplosivo. «Presto – ha detto il cancelliere Friedrich Merz – renderemo noti i responsabili».

Londra si prepara a un attacco russo: «Lo faranno, è inevitabile». Scorte d’acqua e cibo in scatola, in arrivo il nuovo «manuale»

di Paola De Carolis – Corriere della Sera – 26 Agosto 2026

Secondo il Financial Times, Mosca si aspettava una posizione più morbida da parte del nuovo premier, Andy Burnham, che ha però ribadito il suo supporto a Kiev. Per gli 007 un’incursione russa – fisica o informatica – è questione di «quando, non se»: e il governo prepara una campagna per aumentare la resilienza domestica

LONDRA – Scorte d’acqua, cibo in scatola. Il Regno Unito si prepara a un attacco russo che sarebbe «inevitabile» con un appello ai cittadini. 

Il premier Andy Burnham, secondo il Financial Times, sta mettendo a punto una campagna d’informazione per il Paese che verrà diffusa sui social il cui obiettivo è quello di potenziare la resilienza domestica, non solo di fronte alle emergenze climatiche ma anche in vista di un’eventuale aggressione, fisica o informatica, da parte di Mosca.
    
Il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, ha sottolineato giorni fa di considerare l’offerta di Londra a Kiev per facilitare la realizzazione indipendente di missili da crociera Scalp-Storm Shadow come «una partecipazione alla guerra, con tutte le sue conseguenze»

La domanda ora, stando ai servizi segreti, è «quando, non se» ci saranno rappresaglie russe, soprattutto dopo l’intervento di Burnham per i 35 anni dell’indipendenza ucraina. 

Vladimir Putin, sembra, credeva che il nuovo primo ministro sarebbe stato più morbido con la Russia rispetto al suo predecessore, Keir Starmer: Burnham invece ha rinnovato l’impegno ad appoggiare l’Ucraina e rinfacciato alla Russia di aver «appiccato il fuoco» iniziando il conflitto.

Dai servizi segreti si apprende che «la Russia già tenta di violare le infrastrutture britanniche ogni giorno»

Il governo sta aggiornando così il suo «war book», un manuale per la protezione del paese nell’eventualità di un’aggressione. La settimana scorsa era emerso che alcuni hacker erano riusciti a infiltrare la gestione di una centrale elettrica del Regno Unito, un’operazione che aveva evidenziato la vulnerabilità del quadro energetico del paese. Dieter Helm, professore di economia dell’università di Oxford, ha detto al Financial Times che sono diversi gli obiettivi facili e quindi a rischio in Gran Bretagna, dalle centrali eoliche al largo di Aberdeen, in Scozia, al gasdotto sottomarino che collega Norvegia e Inghilterra.
   
Un portavoce di Downing Street ha sottolineato che la sicurezza nazionale è una priorità per ogni governo che che Londra vuole sensibilizzare i cittadini sulle misure pratiche che si possono adottare per prepararsi e proteggersi da varie minacce.

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Assuefatti e addormentati

Gent.mo Padre Livio,

La Madonna, nel messaggio del 25 Agosto 2026, parla più volte di pace, ma lo fa anche con una affermazione netta, così netta, da fare paura.

A quale Pace la Madonna si riferisce? Pace nelle famiglie, nelle aziende, nei parlamenti, nelle Nazioni?

È chiaro che la Pace, oggi, manca a qualsiasi livello.

Le famiglie crollano, la competitività commerciale è feroce, la politica è una lite continua, le Nazioni camminano sul filo del rasoio ecc.

Tuttavia, ho la sensazione che la Madonna volesse fare riferimento a qualcosa di terribile, e cioè alla guerra mondiale, che spazzerebbe, in un sol colpo, tutte le nostre piccole beghe.

Lei, gentile Padre Livio, ha usato un termine perfetto, ha detto che ci siamo assuefatti!!

La nostra assuefazione è totale e completa. A tutto.

Mi viene da pensare che ci siamo assuefatti anche alle richieste di preghiere da parte della Santa Madre.

Eppure, le affermazioni della Madonna, pur essendo aspecifiche, non possono non preoccupare. La Madonna conosce tutto, conosce il pensiero degli uomini, conosce il futuro.

Queste affermazioni non possono essere fatte passare senza adeguate riflessioni.

Quindi, Lei, Padre Livio, ha fatto benissimo a mettere il dito nella piaga dell’assuefazione, dove purtroppo, il serpente infernale trova terreno fertile.

Praticamente, secondo me, il compito (non esattamente per tutti) di Radio Maria e del suo Direttore è combattere con fermezza e continuità questo uniformismo dei cattolici, che, effettivamente è diventato realtà.

Padre Livio e Radio Maria, non mollate. Avanti così.

Il Signore Vi benedica tutti

Claudio


Caro Claudio,

la Madonna ci sta chiamando pazientemente fin dall’inizio, alla preghiera, alla conversione e alla santità della vita.

Quanti abbiano risposto seriamente “lo sa Dio” ha detto. Tuttavia non c’è dubbio che la presenza della Madonna abbia portato una forte ventata di rinnovamento spirituale nella Chiesa.

Ma è la Madonna stessa che ha invitato a ritornare al fervore delle origini “quando vi ho scelti e la risposta era la preghiera giorno e notte ed il cielo non taceva…”. (25-9-23)

Recentemente la Madonna ha picchiato più duro affermando senza mezzi termini che ci siamo “addormentati” (25-2-26), come gli Apostoli del Getzemani alla vigilia della Passione.

Questa è dunque la situazione attuale, aggravata dal fatto che le Apparizioni e i Segreti sono scomparsi nel linguaggio ufficiale di Medjugorje, anche se ben presenti nel cuore dei pellegrini che affollano i confessionali e salgono sul Podbrdo e sul Krizevac.

Questo significa che si arriverà al tempo delle prove impreparati e allora le parole ingannatrici si dissolveranno e gli altari innalzati agli idoli andranno in frantumi.

Ave Maria

Padre Livio

🟢LIVE P. LIVIO🟢 I CINQUE MINUTI DELLO SPIRITO SANTO – COMMENTO AL MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE DEL 25 AGOSTO 2026 – EDITORIALE: “I SEGRETI DI MEDJUGORJE: LA FURIA DEL DRAGO CONTRO LA DONNA” – 26/08/2026

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