BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

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🔴LIVE🔴FIGLIOLI: VI ABBRACCIO CON TENEREZZA – Catechesi di P. Livio – Puntata 19

🔴LIVE🔴 LA TRILOGIA DEL VERBO INCARNATO: La preparazione all’incarnazione del Verbo – Editoriale di P. Livio – Prima parte – 22/12/2025

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

IL MISTERO DEL NATALE

La visita di Maria a Santa Elisabetta

La figura di Elisabetta è straordinaria. Nei Vangeli, dopo Maria, è indubbiamente la donna meglio descritta. Nel testo più importante della Sacra Scrittura, che è il Vangelo dell’Annunciazione perché si afferma che il Verbo si è fatto carne, accanto a Maria c’è Elisabetta. Dopo aver manifestato tutto il piano divino l’arcangelo dice a Maria: “Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”; Gabriele ha voluto dare a Maria un segno concreto della validità della rivelazione che le ha appena fatto.

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». (Lc 1, 39-45).

Quando l’arcangelo dice a Maria che sua cugina in età avanzata è in attesa del primo figlio, rimane molto colpita, si conferma nella fede e si affida totalmente a Dio nel progetto che ha in serbo per Lei. Dopo l’Annunciazione la Madonna si mette subito in cammino verso Ain Karim, dove vive sua cugina Elisabetta. San Luca pone l’accento sulla fretta con cui Maria si mette in cammino proprio perché non vede l’ora di condividere con Elisabetta il mistero che le è appena stato rivelato e anche per verificare che sua cugina fosse già al sesto mese di gravidanza.

Prima che Maria entri in casa, Elisabetta la accoglie con parole sublimi perché, per illuminazione interiore dello Spirito Santo, ha capito che stava arrivando la Madre di Dio. Nel saluto a Maria, “Benedetta tu fra le donne”, Elisabetta comprende la sua altezza incommensurabile e manifesta la consapevolezza di trovarsi di fronte la Madre di Dio.

Elisabetta umilmente si ritiene indegna della visita di Maria ed esprime con poche parole tutto il cuore della fede Cattolica chiamandola Madre di Dio: “A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?”. La fede di Elisabetta coglie la grandezza di Maria che ha risposto con totale adesione al piano di Dio per cui il Verbo si è fatto veramente Carne nel suo grembo. Nelle parole con cui accoglie sue cugina, Elisabetta esprime tutta la fede Cattolica in Maria, Madre del Verbo, e in Gesù Cristo, Figlio di Dio. Dopo Maria, Elisabetta è colei che esprime con maggiore consapevolezza e amore tutta la fede Cattolica.

Elisabetta, poi, dice a Maria che quando ha sentito il suo saluto, il bambino ha sussultato di gioia nel suo grembo. Viene messo, allora, in evidenza un aspetto straordinario di Maria, mediatrice delle grazie. Ovviamente l’autore della grazia della salvezza è Gesù Cristo, che opera attraverso sua Madre; appena il saluto di Maria è giunto agli orecchi di Elisabetta ha operato la grazie della Redenzione per San Giovanni Battista. Nelle parole di Elisabetta è racchiusa la fede in Cristo Redentore del mondo; lo Spirito Santo si è servito di Elisabetta, l’ha illuminata suggerendole interiormente le straordinarie parole con cui ha accolto la cugina e che sono state tramandate nel corso dei secoli nella prima parte dell’Ave Maria. Elisabetta ha compreso immediatamente che Maria le aveva portato la grazia della Redenzione proprio nel Bambino che Dio, per opera dello Spirito Santo, aveva posto nel suo grembo.

Nelle ultime parole di Elisabetta è racchiusa tutta la fede di Maria, che è inarrivabile perché ha creduto nell’adempimento della Parola del Signore. La Madonna è beata perché ha creduto, ha detto “sì” a Dio con convinzione e con totale affidamento. Anche Elisabetta è beata perché ha creduto nella fede di Maria e nella sua grandezza, ha creduto che il Bambino che portava nel grembo era veramente il Figlio di Dio. Questo brano di Vangelo è uno dei più belli di tutta la Sacra Scrittura, meriterebbe di essere valorizzato maggiormente; penso, inoltre, che non si parli di Elisabetta con la dovuta comprensione e non le si attribuisca la dovuta grandezza nella Storia della fede.

Dopo Maria, Elisabetta è certamente la donna più significativa di tutta la Sacra Scrittura. Elisabetta, inoltre, ha trasmesso la sua fede in Cristo e in Maria a suo figlio Giovanni Battista che, pur non avendo mai incontrato Gesù e avendo vissuto per anni nel deserto, ne è il precursore, è colui che si è annientato tanto perché il Signore crescesse.

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Lunedì 22 dicembre 2025

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)


Cari amici,

Mancano tre giorni al Natale e vorrei dedicarli alla meditazione del mistero cristiano nella sua grandiosità  divina, che comprende l’opera della Creazione, della Redenzione e della Glorificazione. Possiamo così prendere coscienza della grandezza inestimabile della nostra fede che viene da Dio e che è l’unica risposta secondo verità al mistero della nostra vita.

h. 8.50: EDITORIALE

LA TRILOGIA DEL VERBO INCARNATO

La preparazione all’incarnazione del Verbo (1) – (Lunedi 22 dicembre 2025)

L’ evento dell’incarnazione del Verbo (2) – (Martedì 23 dicembre 2025)

La Chiesa del Verbo incarnato (3) – (Mercoledì 24 dicembre 2025)


h. 10.00: FIGLIOLI VI ABBRACCIO CON TENEREZZA (19)

IL MIRACOLO DELLA CONVERSIONE – Catechesi di P. Livio – Puntata 11

Preparazione alla Confessione nel Tempo di Natale

🔴LIVE🔴I DIECI COMANDAMENTI – di Padre Livio – Puntata 17 – PREGHIERA

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Leone XIV, davanti al Presepe pregate Gesù anche per le intenzione del Papa e per la pace

All’Angelus il Papa benedice i Bambinelli dei presepi e ricorda le virtù di San Giuseppe, pietà e carità, misericordia e abbandono

Di Angela Ambrogetti

Città del Vaticano, domenica 21 dicembre 2025, 12:10 (ACI Stampa).

“Giuseppe, con un grande atto di fede, lascia anche l’ultima spiaggia delle sue sicurezze e prende il largo verso un futuro che è ormai totalmente nelle mani di Dio”. Papa Leone XIV lo ha detto nelle riflessione di oggi prima della recita della preghiera dell’ Angelus alle 12 in piazza San Pietro.

Seguendo la liturgia della quarta Domenica di Avvento, il Papa riflette su San Giuseppe che “mostra di cogliere il senso più profondo della sua stessa osservanza religiosa: quello della misericordia”.

Il Papa cita Sant’ Agostino e aggiunge: “Pietà e carità, misericordia e abbandono: ecco le virtù dell’uomo di Nazaret che la Liturgia oggi ci propone, affinché ci accompagnino in questi ultimi giorni di Avvento, verso il Santo Natale”. Per il Papa sono atteggiamenti che “educano il cuore all’incontro con Cristo e con i fratelli, e che possono aiutarci ad essere, gli uni per gli altri, presepe accogliente, casa ospitale, segno della presenza di Dio. I

n questo tempo di grazia, non perdiamo occasione per praticarli: perdonando, incoraggiando, dando un po’ di speranza alle persone con cui viviamo e a quelle che incontriamo; e rinnovando nella preghiera il nostro filiale abbandono al Signore e alla sua Provvidenza, affidandogli tutto con fiducia”. E chiede aiuto a Maria e Giuseppe “che per primi, con fede e amore grande, hanno accolto Gesù, il Salvatore del mondo”.

Dopo la preghiera il Papa ha salutato i molti gruppi presenti provenienti da ogni parte del mondo e in particolare dei bambini degli Oratori Romani in piazza per la tradizionale benedizione delle statuette di Gesù Bambino per i presepi: “Davanti al Presepe pregate Gesù anche per le intenzione del papa in particolare perché tutti i bambini del mondo possano vivere nella pace” ha detto il Papa augurando un santo e sereno Natale a tutti.

🕯️🕯️🕯️🕯️Benedizione di P.Livio🙏 Quarta Domenica d’Avvento

IL MISTERO DEL NATALE

L’Annuncio a Maria

È importante comprendere appieno il valore e il senso del Santo Natale, anche perché viviamo in un tempo in cui il mondo è ormai mondanizzato e tutto ruota intorno al commercio. Per dirla come il Cardinal Biffi, ci siamo dimenticati chi è il vero festeggiato. Nel momento in cui la Madonna a Nazareth ha ricevuto la visita dell’arcangelo Gabriele che ha dato l’annuncio del grande evento della Storia della Salvezza, è iniziato il primo Natale. Da quell’istante il Verbo si è incarnato nel grembo della Vergine Maria e, come spiega San Paolo, tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui. L’Incarnazione del Verbo è l’evento principale della Storia della Salvezza.

Nel momento in cui l’arcangelo Gabriele ha rivelato a Maria il mistero nascosto da secoli, cioè che il Verbo si sarebbe fatto carne nel suo grembo per opera dello Spirito Santo, il Figlio di Dio ha assunto una natura umana; si sono rivelati i misteri principali della fede Cattolica: Dio Santissima Trinità e la divinità di Gesù Cristo. Quello dell’Annunciazione è un istante sovrumano, totalmente divino che si apre agli occhi della fede. Dio, per amore, si è fatto carne per elevare gli uomini alla dignità di figli di Dio, per renderli partecipi della natura divina.

La Vergine Maria si apre totalmente a questo mistero, preparata dallo Spirito Santo comprende e non si ritrae, non ha paura e, dopo essersi assicurata che avrebbe conservato il dono della verginità, pronuncia il suo “sì” coraggioso, generoso e totale a Dio.
Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei (Lc, 1 26-38).

La Madonna accetta il compito che Dio le affida fidandosi completamente di Lui, anche correndo il rischio di essere ripudiata e lapidata proprio perché avrebbe dato alla luce un figlio “non conoscendo uomo”. Apriamoci, allora, a questa visione meravigliosa dell’infinita Misericordia di Dio che si abbassa fino a noi e alla contemplazione della prontezza di Maria che accetta il disegno di Dio, il suo mistero e la missione che le è stata affidata. Il “sì” di Maria sia per noi un esempio, un punto di riferimento, una sollecitazione a come dobbiamo atteggiarci di fronte a Dio e alla missione che affida a ciascuno di noi. Il nostro “sì” sia incondizionato, totale, generoso e coraggioso come quello della Vergine Maria.

Nel momento dell’Annunciazione si manifesta un evento inconcepibile alla mente umana, il Verbo si fa Carne nel mistero di amore infinito di Dio che abbraccia la sua creatura umana, la rende partecipe della sua gloria. Questo è il mistero della fede che dobbiamo custodire, difendere, proclamare con fierezza. La Regina della pace ha detto che molti hanno rifiutato la fede e la Croce. Il mondo moderno non ha più fede nella divinità di Gesù Cristo e nella remissione dei peccati mediante il sacrificio sulla Croce. Consolidiamo, abbracciamo, interiorizziamo il grande mistero della fede che è la divinità di Gesù Cristo, Figlio di Dio, Redentore del mondo, Via, Verità e Vita. Cristo è l’alpha e l’omega, l’inizio e la fine, il Signore della Storia, è la Persona divina del Verbo. Lo abbiamo rinnegato, sminuito, ridotto a semplice uomo, a personaggio storico; Gesù da molti è anche odiato, perseguitato, bestemmiato, insultato.

Il Natale parta dalla fede della Vergine Maria che ha creduto che quel Bambino che avrebbe dato alla luce fosse veramente il Figlio di Dio. La fede cristiana è proprio questa: Gesù si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Theotókos (in greco antico: Θεοτόκος) è un titolo attribuito a Maria durante il Concilio di Efeso. Letteralmente significa “Genitrice di Dio” e spesso viene reso in italiano con Madre di Dio. La nostra fede sia la fede di Maria, prepariamoci ad accogliere totalmente quel Bambino che la Madonna ha generato, che è il Figlio di Dio, il Redentore del mondo. Apriamoci completamente a Cristo, crediamo in Lui, amiamolo, seguiamolo. Gesù sia il nostro maestro, il nostro redentore, la nostra guida, il nostro salvatore. Per coltivare dentro di noi questa Verità di fede ascoltiamo la Parola di Dio e accostiamoci al Sacramento dell’Eucarestia dove è presente totalmente il mistero di Cristo, della sua divinità e della sua umanità crocifissa. Nel Santissimo Sacramento Cristo è veramente presente con il suo corpo, sangue, anima e divinità. Il modernismo ha oscurato e dissipato le Verità della fede, tocca noi tenerle vive, coltivarle, professarle.

Incamminiamoci verso il Natale partendo dal mistero dell’Incarnazione, accogliendo quel Bambino come Figlio di Dio con amore, gioia e fede. Cristo sia presente nella nostra vita. Guardiamo Gesù come lo guarda Maria, con la stessa fede, con lo stesso amore, con la stessa umiltà, con lo stesso dono totale di sé. Con Maria seguiamo Gesù, crediamo in lui, amiamolo. Andiamo, allora, verso la grotta di Betlemme con questo spirito d’amore totale. Gesù è la vera luce del mondo, il vero Signore della Storia, il vero Re dei nostri cuori. Molti hanno perso la fede perché hanno smesso di pregare, non partecipano più alla Santa Messa e non si accostano più alla Santa Eucarestia. Annunciamo al mondo che sta per nascere il Figlio di Dio, l’unico Signore, Salvatore e Redentore del mondo.

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