L’Annuncio a Maria
È importante comprendere appieno il valore e il senso del Santo Natale, anche perché viviamo in un tempo in cui il mondo è ormai mondanizzato e tutto ruota intorno al commercio. Per dirla come il Cardinal Biffi, ci siamo dimenticati chi è il vero festeggiato. Nel momento in cui la Madonna a Nazareth ha ricevuto la visita dell’arcangelo Gabriele che ha dato l’annuncio del grande evento della Storia della Salvezza, è iniziato il primo Natale. Da quell’istante il Verbo si è incarnato nel grembo della Vergine Maria e, come spiega San Paolo, tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui. L’Incarnazione del Verbo è l’evento principale della Storia della Salvezza.
Nel momento in cui l’arcangelo Gabriele ha rivelato a Maria il mistero nascosto da secoli, cioè che il Verbo si sarebbe fatto carne nel suo grembo per opera dello Spirito Santo, il Figlio di Dio ha assunto una natura umana; si sono rivelati i misteri principali della fede Cattolica: Dio Santissima Trinità e la divinità di Gesù Cristo. Quello dell’Annunciazione è un istante sovrumano, totalmente divino che si apre agli occhi della fede. Dio, per amore, si è fatto carne per elevare gli uomini alla dignità di figli di Dio, per renderli partecipi della natura divina.
La Vergine Maria si apre totalmente a questo mistero, preparata dallo Spirito Santo comprende e non si ritrae, non ha paura e, dopo essersi assicurata che avrebbe conservato il dono della verginità, pronuncia il suo “sì” coraggioso, generoso e totale a Dio.
Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei (Lc, 1 26-38).
La Madonna accetta il compito che Dio le affida fidandosi completamente di Lui, anche correndo il rischio di essere ripudiata e lapidata proprio perché avrebbe dato alla luce un figlio “non conoscendo uomo”. Apriamoci, allora, a questa visione meravigliosa dell’infinita Misericordia di Dio che si abbassa fino a noi e alla contemplazione della prontezza di Maria che accetta il disegno di Dio, il suo mistero e la missione che le è stata affidata. Il “sì” di Maria sia per noi un esempio, un punto di riferimento, una sollecitazione a come dobbiamo atteggiarci di fronte a Dio e alla missione che affida a ciascuno di noi. Il nostro “sì” sia incondizionato, totale, generoso e coraggioso come quello della Vergine Maria.
Nel momento dell’Annunciazione si manifesta un evento inconcepibile alla mente umana, il Verbo si fa Carne nel mistero di amore infinito di Dio che abbraccia la sua creatura umana, la rende partecipe della sua gloria. Questo è il mistero della fede che dobbiamo custodire, difendere, proclamare con fierezza. La Regina della pace ha detto che molti hanno rifiutato la fede e la Croce. Il mondo moderno non ha più fede nella divinità di Gesù Cristo e nella remissione dei peccati mediante il sacrificio sulla Croce. Consolidiamo, abbracciamo, interiorizziamo il grande mistero della fede che è la divinità di Gesù Cristo, Figlio di Dio, Redentore del mondo, Via, Verità e Vita. Cristo è l’alpha e l’omega, l’inizio e la fine, il Signore della Storia, è la Persona divina del Verbo. Lo abbiamo rinnegato, sminuito, ridotto a semplice uomo, a personaggio storico; Gesù da molti è anche odiato, perseguitato, bestemmiato, insultato.
Il Natale parta dalla fede della Vergine Maria che ha creduto che quel Bambino che avrebbe dato alla luce fosse veramente il Figlio di Dio. La fede cristiana è proprio questa: Gesù si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Theotókos (in greco antico: Θεοτόκος) è un titolo attribuito a Maria durante il Concilio di Efeso. Letteralmente significa “Genitrice di Dio” e spesso viene reso in italiano con Madre di Dio. La nostra fede sia la fede di Maria, prepariamoci ad accogliere totalmente quel Bambino che la Madonna ha generato, che è il Figlio di Dio, il Redentore del mondo. Apriamoci completamente a Cristo, crediamo in Lui, amiamolo, seguiamolo. Gesù sia il nostro maestro, il nostro redentore, la nostra guida, il nostro salvatore. Per coltivare dentro di noi questa Verità di fede ascoltiamo la Parola di Dio e accostiamoci al Sacramento dell’Eucarestia dove è presente totalmente il mistero di Cristo, della sua divinità e della sua umanità crocifissa. Nel Santissimo Sacramento Cristo è veramente presente con il suo corpo, sangue, anima e divinità. Il modernismo ha oscurato e dissipato le Verità della fede, tocca noi tenerle vive, coltivarle, professarle.
Incamminiamoci verso il Natale partendo dal mistero dell’Incarnazione, accogliendo quel Bambino come Figlio di Dio con amore, gioia e fede. Cristo sia presente nella nostra vita. Guardiamo Gesù come lo guarda Maria, con la stessa fede, con lo stesso amore, con la stessa umiltà, con lo stesso dono totale di sé. Con Maria seguiamo Gesù, crediamo in lui, amiamolo. Andiamo, allora, verso la grotta di Betlemme con questo spirito d’amore totale. Gesù è la vera luce del mondo, il vero Signore della Storia, il vero Re dei nostri cuori. Molti hanno perso la fede perché hanno smesso di pregare, non partecipano più alla Santa Messa e non si accostano più alla Santa Eucarestia. Annunciamo al mondo che sta per nascere il Figlio di Dio, l’unico Signore, Salvatore e Redentore del mondo.