
Programma di Padre Livio – Lunedì 5 Gennaio 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 8.50: UNO SGUARDO SULL’ ATTUALITA’
+ Il Blitz della cattura di Maduro
+ Le conseguenze dell’azzardo di Trump
+ Crans Montana: abbiamo rimosso l’immortalità dell’anima
h. 9.30 – h. 10.30: VIATICO QUOTIDIANO
Pensieri sulla Preghiera (54)
h. 9.35 – 9.55: MEDJUGORJE: LE MIE PAROLE VENGONO DAL CIELO
39 – “Nell’amore è la vittoria”
+ Dio si è manifestato come amore finito
+ Il bene più prezioso da cercare è l’amore di Dio
+ l’amore di Dio è la fonte inesauribile della felicità
+ L’amore di Dio purifica ed eleva chi lo accoglie
+ Dare agli altri l’amore che Dio da a noi.
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
BLOG: blogdipadrelivio.it
Pensiero quotidiano: A satana basta un piccolo vuoto
h. 10.05: IL CORAGGIO DEL PERDONO
DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO
+Bonifico Bancario Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)
Banca Intesa Sanpaolo filiale di Milano – IBAN: IT26 H030 6909 6061 0000 0126 574
+Conto corrente postale – N. 1 4 5 2 2 2 2 1
Intestato a: Associazione Radio Maria, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)
+5×1000 per i progetti di Radio Maria: C. F. 94023530150
Preparazione alla Confessione nel Tempo di Natale
All’Angelus di oggi
Papa Leone XIV | Papa Leone XIV | Credit Vatican Media
Di Antonio Tarallo
Città del Vaticano, domenica 4 gennaio 2026, 0:06 (ACI Stampa).
Giornata piovosa, oggi, a Roma. Una pioggia insistente comunque non ha fermato i pellegrini venuti a Roma e desiderosi di ascoltare le parole del pontefice all’Angelus. Il pontefice, nella sua meditazione che precede la recita della preghiera mariana di mezzogiorno, ha subito concentrato la sua attenzione sulla chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, il prossimo 6 gennaio, giorno dell’Epifania. Con questa chiusura – dice il pontefice – “concluderemo il Giubileo della speranza, e proprio il Mistero del Natale, in cui siamo immersi, ci ricorda che il fondamento della nostra speranza è l’incarnazione di Dio”.
Poi, il Vangelo di oggi, il Prologo di Giovanni: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi». In merito papa Leone XIV continua: “La speranza cristiana, infatti, non si basa su previsioni ottimistiche o calcoli umani, ma sulla scelta di Dio di condividere il nostro cammino, sperando non siamo mai soli nella traversata della vita. Questa è l’opera di Dio: in Gesù si è fatto uno di noi, ha scelto di stare con noi, ha voluto essere per sempre il Dio-con-noi”.
La venuta di Gesù nella “debolezza della carne umana” – continua – “se da una parte ravviva in noi la speranza, dall’altra ci consegna un duplice impegno, uno verso Dio e l’altro verso l’uomo. Verso Dio, perché se Egli si è fatto carne, se ha scelto la nostra umana fragilità come sua dimora, allora siamo sempre chiamati a ripensare Dio a partire dalla carne di Gesù e non da una dottrina astratta”. Per questi motivi, ricorda papa Leone XIV, è importante sempre “verificare la nostra spiritualità e le forme in cui esprimiamo la fede, perché siano davvero incarnate, capaci cioè di pensare, pregare e annunciare il Dio che ci viene incontro in Gesù: non un Dio distante che abita un cielo perfetto sopra di noi, ma un Dio vicino che abita la nostra fragile terra, si fa presente nel volto dei fratelli, si rivela nelle situazioni di ogni giorno”.
Advertisement
“Se Dio è diventato uno di noi, ogni creatura umana è un suo riflesso, porta in sé la sua immagine, custodisce una scintilla della sua luce; e questo ci chiama a riconoscere in ogni persona la sua dignità inviolabile ea esercitarci nell’amore vicendevole gli uni verso gli altri. Così, l’incarnazione ci chiede anche un impegno concreto per la promozione della fraternità e della comunione, perché la solidarietà diventi il criterio delle relazioni umane, per la giustizia e per la pace, per la cura dei più fragili e la difesa dei deboli. Dio si è fatto carne, perciò non c’è culto autentico verso Dio senza la cura per la carne umana” conclude papa Leone XIV.
Il pensiero del pontefice al popolo venezuelano, mentre si erge, forte, l’appello della Conferenza episcopale del Venezuela
Il bombardamento a Caracas | Il bombardamento a Caracas | Credit Aci Prensa
Di Antonio Tarallo
Città del Vaticano, domenica 4 gennaio 2026, 12:30 (ACI Stampa).
E dopo la recita dell’Angelus il papa ha lanciato un appello accorato per la situazione venezuelana: ” Con animo colmo di preoccupazione, seguo gli sviluppi della situazione in Venezuela. Il bene dell’amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione e indurre a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace, garantendo la sovranità del Paese, assicurando lo stato di diritto iscritto nella Costituzione, rispettando i diritti umani e civili di ognuno e di tutti, e lavorando per costruire insieme un futuro sereno di collaborazione, di stabilità e di concordia, con speciale attenzione ai più poveri che soffrono a causa della difficile situazione economica. Per questo prego, e vi invito a pregare, affidando la nostra preghiera all’intercessione della Madonna di Coromoto e dei Santi José Gregorio Hernández e Sor Carmen Rendiles”.
Inoltre, ha espresso ancora la sua vicinanza “a quanti sono nel dolore a causa della tragedia avvenuta a Crans – Montana, in Svizzera. Assicuro la preghiera per i giovani defunti, per i feriti e per i loro familiari”.
Nella mattinata di oggi, intanto, riguardo alla grave situazione che si sta delineando nel Venezuela – a seguito del bombardamento di Caracas per poter catturare il presidente venezuelano Maduro (e la moglie) avvenuto alle due del mattino (le 7 in Italia) di sabato 3 gennaio – la voce dei vescovi del Venezuela echeggia forte oggi: “Perseveriamo nella preghiera per l’unità”, questo l’incipit del messaggio di accompagnamento e vicinanza che la Conferenza episcopale del Venezuela rivolge al popolo di Dio, attraverso i suoi canali sociali. Un messaggio, breve, conciso, senza troppe parole. Ma forte: “Alla luce degli eventi che si stanno verificando oggi nel nostro Paese, chiediamo a Dio di donare a tutti i venezuelani serenità, saggezza e forza”, scrive i vescovi dopo quanto accaduto a Caracas ieri, per catturare il presidente Maduro e la moglie e incriminarli e processarli per narcotraffico e terrorismo.
Inoltre nel messaggio, diffuso via sociale, viene espressa solidarietà ai “feriti” e alle “famiglie di coloro che sono morti”. Infine, un invito alla popolazione “a vivere più intensamente la speranza e la fervente preghiera per la pace” nei “cuori e nella società”. E aggiungiamo: “Rifiutiamo ogni forma di violenza”. C’è poi l’incoraggiamento all’“incontro” e al “sostegno reciproco” in questo momento così particolare della storia del Venezuela e del mondo. Il messaggio si conclude con l’invocazione alla Madonna di Coromoto perché accompagna il cammino di tutti.