BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

I Segreti di Medjugorje

2.I Segreti sono profezie che riguardano il nostro futuro

Riprendo un’intuizione molto profonda del cardinale Carlo Caffarra, il quale sosteneva che Fatima era un’apparizione diversa da tutte quelle che sono avvenute nella storia della Chiesa.
Le altre apparizioni hanno come scopo quello di suscitare la devozione e di rafforzare la fede, quindi l’incremento della vita cristiana, ma Fatima è molto di più, è qualcosa di unico e di irrepetibile nella storia delle apparizioni.    
Quest’osservazione del cardinale Caffarra è molto interessante. Egli diceva che Medjugorje ha come suo elemento specifico il fatto di essere una grande profezia storica. Le parole che la Madonna ha detto ai tre bambini costituiscono il Segreto di Fatima che è distinto in tre parti. La prima parte è l’esistenza dell’inferno: elemento fondamentale in una profezia storica perché mostra qual è il giudizio finale di Dio su coloro che lottano contro Lui. La seconda parte è la rivelazione dedicata alla Russia: è strano perché Fatima era una ragazza di un villaggio musulmano che si è convertita al Cristianesimo e che cercò di affratellare i musulmani con i cattolici. Non sappiamo se i bambini conoscessero il nome della Russia, ma Lucia si è ricordata molto bene la seconda parte nella quale viene citato questo Paese che emerge fra i popoli della Terra, che seminerà nel mondo i suoi errori – il comunismo – e perseguiterà la Chiesa. La terza parte, invece, vede la Madonna affermare che se il mondo non si convertirà avrà una guerra peggiore di quella precedente. La profezia riguarda l’evoluzione anticristica della Russia e la Seconda Guerra Mondiale. Mai era accaduto che ci fossero profezie di questo genere in tutte le mariofanie della Storia. La Gospa ha dato la possibilità di evitare la Seconda Guerra Mondiale se il mondo si fosse convertito e se si fosse consacrata la Russia al suo Cuore Immacolato. Una profezia straordinaria che ha fatto pensare e riflettere anche la Chiesa, soprattutto Pio XII che vide l’apparizione di Fatima – con il sole che girava – nei giardini Vaticani prima di morire.     
La prima e la seconda parte della profezia di Fatima sono state rese note da Pio XII nel 1938. Mancava la terza parte che suor Lucia scrisse anni dopo, nel gennaio del 1943. Prima di scrivere il terzo Segreto di Fatima, suor Lucia ebbe una visione tremenda nella quale vide un angelo del Cielo che ferma la giustizia divina dal distruggere il mondo. Nel medesimo tempo, trema la Terra e gli oceani iniziano a esondare, milioni di persone nel caos sentono la voce della salvezza della Chiesa cattolica. Alla fine della visione, suor Lucia, vide il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria.       
Dopo aver scritto questa visione, la spedì al vescovo di Leira che lo inviò a Pio XII dicendo che la terza parte del Segreto di Fatima non poteva essere resa nota se non dopo il 1960.    
I Papi che si sono susseguiti hanno guardato questo Segreto e la visione di suor Lucia.   
Papa Giovanni non volle renderlo noto dopo il 1960 ma fu San Giovanni Paolo II nel 1980 nel monastero di Fulda in Germania a rivelarlo. Egli rivelò la visione di suor Lucia degli oceani che esondano e la grande persecuzione. San Giovanni Paolo II disse che la Chiesa per essere veramente rinnovata deve subire la persecuzione come nei secoli passati.           
Nel 1980 è stato rivelato il Segreto di Fatima e nel 1981 il Papa è stato colpito in piazza San Pietro, seguente a questo evento, credette fosse lui stesso il Papa della profezia di Fatima. Ma nella profezia è scritto che cadde morto mentre lui non morì. Pertanto, sarà nel futuro che si avvererà questa grande persecuzione della Chiesa con l’uccisione del Papa. Le rivelazioni mariane sono fortemente intrecciate con l’attività dei Pontefici.   
La seconda parte del Segreto riguarda il passato – in particolare la Seconda Guerra Mondiale – la terza parte invece riguarda il futuro e pone molti interrogativi: chi sarà lo Stato che perseguiterà e cercherà di distruggere la Chiesa cattolica?    
Quando la Madonna fa delle profezie ci dà delle immagini o delle parole che sono molto significative, ma non le comprendiamo. Quando utilizza il termine “soldati” significa che richiama ad una nazione; quindi, sono i militari di una nazione ben precisa. Essi uccideranno il Papa e stermineranno gran parte della Chiesa, a Roma. Sarà un popolo che riuscirà ad arrivare in Italia e vorrà occupare Roma perché pensa che siano i successori del popolo romano; pertanto, devono consacrare Roma nella loro dignità imperiale e papale.           
Il peso che hanno le apparizioni di Fatima nella storia contemporanea è enorme e sono in riflesso ai dieci Segreti di Medjugorje, che riguardano il nostro futuro concreto. Ci sarà una guerra che vedrà sconvolgimenti e il tentativo di distruggere la Chiesa Cattolica e di sostituirla con qualcosa d’altro.
È stata molto profonda la considerazione del Cardinale Caffarra e a sostegno di tale affermazione, vi sono i Messaggi della Regina della pace nei quali afferma di essere venuta a Medjugorje per realizzare ciò che ha iniziato a Fatima.       
La guerra diventerà mondiale con il pericolo di distruggere l’umanità e il futuro del mondo, con satana che tenterà di eliminare il Cristianesimo cattolico e sostituirlo con lo pseudo-cristianesimo.  
Ci sono sei persone che sanno quello che accadrà alla Chiesa nel futuro e sono i veggenti di Medjugorje. Uno di loro, Mirjana, avrà un’apparizione annuale il 18 marzo, non perché è il suo compleanno ma perché è collegato a un evento dei Segreti. Non sappiamo altro, ma il 18 marzo è la festa nazionale della Russia, è il giorno dell’incoronazione di Putin a Presidente. Non si possono sottovalutare queste rivelazioni della Madonna.      
Quando avverrà tutto questo, pregate Dio di essere pronti ad affrontarle.

I Segreti di Medjugorje – di P. Livio – Puntata 2 – I Segreti sono profezie che riguardano il nostro futuro

Il lavaggio quotidiano dei cervelli

Attraverso i vari mass media che si sono susseguiti dal dopoguerra (radio, televisione, internet) fino ad oggi la comunicazione è diventata un contenitore straripante che ci propina qualunque cosa a ogni ora del giorno e della notte. La nuova cultura va diffondendosi attraverso i vari canali comunicativi e passa anche nelle scuole e quindi ormai è assimilata nel processo di formazione dei bambini, dei ragazzi e dei giovani. Benché siamo nati e cresciuti nella culla del Cristianesimo che è l’Europa oggi ci troviamo immersi in una comunicazione non cristiana, è atea e materialistica; il Magistero della Chiesa ha inquadrato questa situazione e ha avuto una posizione critica dal dopoguerra in poi nei confronti della cultura contemporanea. Già Pio XII criticava le ideologie del suo tempo, Paolo VI ha dato un allarme con il suo Credo del popolo di Dio (30 giugno 1968), professando la fede solennemente in San Pietro proprio per mettere in guardia dalla nuova ideologia che si stava diffondendo in Occidente.

Parlando con l’amico filosofo Jean Guitton nel 1977, Paolo VI espresse preoccupazione per la crisi di fede nella Chiesa, chiedendosi se Cristo, al suo ritorno, avrebbe trovato ancora la fede sulla terra, e notando segni che lo facevano riflettere sulla fine dei tempi, pur mantenendo la speranza e di un piccolo gregge fedele. Ricordo che commentai ai microfoni di Radio Maria questa riflessione di Paolo VI con l’allora vescovo di Como, Mons. Alessandro Maggiolini; abbiamo fatto una lunga chiacchierata in diretta, ci siamo soffermati a lungo su quell’evento in Piazza San Pietro.

Giovanni Paolo II, successivamente, disse che alla cultura cristiana della vita si era sostituita la cultura della morte del nostro tempo. Benedetto XVI disse che siamo in un tempo in cui viene negata la Verità cristiana, cioè la Verità rivelata, e viene sostituita con la dittatura del relativismo, c’è un ritorno al paganesimo. Papa Francesco, poi, ha coniato l’espressione del lavaggio quotidiano dei cervelli. Chi è nato nel dopoguerra può dire di essere nato in un contesto cristiano ma andava manifestandosi una cultura alternativa al cristianesimo che aveva le sue radici nel secolo precedente. Questo pensiero alternativo si è diffuso nelle classi colte, ma nel dopoguerra è diventato un fatto popolare e il curriculum formativo scolastico si è costruito sui testi elaborati dalla cultura alternativa al Cristianesimo. Ci siamo trovati relegati, per quanto riguarda la formazione cristiana, unicamente nelle parrocchie, nelle famiglie che hanno resistito e nelle scuole cristiane che hanno conservato un filo culturale cattolico. La cultura in generale però è stata improntata alla cultura del relativismo che oggi trionfa nel senso che il Cristianesimo viene considerato un fenomeno in estinzione.

Siamo immersi nella cultura atea e materialistica che ci viene propinata da mattina a sera attraverso tutti i canali massmediatici, a eccezione di Radio Maria. La comunicazione cattolica stessa ormai si adegua a quanto accade quasi che il Verbo cristiano si possa pronunciare solamente in chiesa, siamo tornati ai tempi delle catacombe! Radio Maria è nata in contro tendenza assoluta perché abbiamo proposto la preghiera, la teologia, la spiritualità, la cultura cristiana da testimoniare da mattina a sera, giorno e notte. Ovviamente questo fenomeno inedito ha influenzato anche il resto della comunicazione che era tendente a una laicità per cui la fede era quasi nascosta.

Le ideologie che si sono susseguite nel tempo sembrano diverse fra loro ma hanno un denominatore comune, la radice di quello che viene insegnato nelle scuole e viene trasmesso attraverso i mass-media è una visione della vita intramondana. L’umanità è rientrata nella caverna descritta da Platone, l’uomo moderno pensa che tutto finisca lì. Le religioni sono nate come un tentativo di uscire dal buio della caverna; la nostra generazione è riuscita a uscire dalla finitezza ed è entrata nell’immensità, nell’infinità di Dio, nella trascendenza, nella visione della vita oltre la morte. È accaduto che tutto questo è stato abbandonato e siamo ritornati nella caverna, richiudendoci dentro. Questa è la situazione che la Madonna ha descritto con pochissime parole quando ha detto che siamo diventati pagani.

Conservare la fede oggi è molto difficile. Un ragazzo, ad esempio, nasce e cresce tendenzialmente in una famiglia in cui la fede non è né vissuta né testimoniata; i mass-media e la società che lo circondano crescendo non sono altro che una fiera delle vanità, delle opinioni, delle mode dove manca la Verità e se ne nega l’esistenza. Ma la Verità esiste ed è una Persona, è Gesù Cristo, Figlio di Dio e Redentore del mondo. Gesù è l’unico Salvatore, è l’unico che può tirarci fuori dalla caverna nella quale siamo imprigionati dalla nascita alla morte. Nel mondo dove è stata espulsa la Verità cristiana nasciamo condannati all’ergastolo nella caverna buia e finita, chi esce perché crede in Dio è considerato un pazzo. Questa è la mentalità dominante oggi ed è una realtà che fa paura.

Siamo in una situazione in cui c’è ancora la libertà di religione ma, come diceva Benedetto XVI negli ultimi anni di vita, l’Occidente perseguita questa libertà di essere cristiani e testimoniare la propria fede. La persecuzione avviene in diversi modi: culturalmente, denigrandola, delegittimandola, irridendola. Accadrà in tempi brevi che si passi all’imposizione con la forza della religione fittizia che nega l’esistenza di Dio, la trascendenza, l’Aldilà, bestemmiando e riducendo la vita a un caso e l’uomo a materia che alla fine si dissolve in un pugno di fosfati.

Questa visione atea e materialistica della vita per cui nasciamo già condannati all’ergastolo, alla fine provoca un suicidio personale perdendo il tempo della vita sbattendola nei vizi e un suicidio collettivo che l’umanità intera sta approntando. Se Dio non ci fosse la vita non avrebbe senso, ma Dio c’è e infatti è bellissima. I cristiani danno un valore altissimo al senso della vita, i non credenti la disprezzano. Con la nuova religione che mette l’uomo al posto di Dio stiamo correndo verso il suicidio collettivo, in attesa del quale ciascuno singolarmente butta via la vita in vari modi distruggendola con i vari vizi.

Il Verbo di Dio si è fatto uomo ed è venuto in mezzo a noi, ci ha redenti con la Sua gloriosa Resurrezione dopo essere morto in Croce; ha vissuto portando il bene, la verità, l’amore, la pace, la concordia, il perdono. Il Salvatore c’è, corriamo verso di lui, apriamoci a lui. Diamo un calcio alla mondanità. Usciamo fuori dalla caverna, ritorniamo alla fede cristiana. Cari ragazzi, uscite fuori dalla fiera dell’inganno che vi distrugge, vi consuma e vi consegna al fuoco eterno dell’inferno. Dio c’è ed è anche dentro di noi, ci chiama ma noi non lo vogliamo. L’uomo moderno non vuole Dio e va verso la perdizione. Il cuore umano anela alla felicità e ormai la si va a cercare dove il diavolo conduce e cioè sulla strada della perdizione.

Papa Francesco ci metteva in guardia dal lavaggio quotidiano dei cervelli nel quale perdiamo la nostra identità cristiana, la nostra libertà, la nostra gioia e perdiamo la bellezza e la grandezza della vita.

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

CREDO IN GESÙ CRISTO – Catechesi di P. Livio – Puntata 1

🔴LIVE🔴 LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA – Di Padre Livio – 14/01/2026

VIATICO QUOTIDIANO – di P. Livio – Puntata 59

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Mercoledì 14 Gennaio 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)


h. 9.30: UNO SGUARDO SULL’ ATTUALITA’

1 – Il lavaggio quotidiano dei cervelli

+Il dominio della cultura atea e materialista

+ Il compito formativo della famiglia cristiana e della Chiesa

+ La capacità di un giudizio critico sulla mondanità

2 – La strage dei ragazzi in Iran


h. 9.30- 9.40: VIATICO QUOTIDIANO

Pensieri sulla preghiera (59)


h. 9. 40 – 10.00: I SEGRETI DI MEDJUGORIE

2) I Segreti sono profezie che riguardano il nostro futuro

+ Il piano di Maria da Fatima a Medjugorje

+ Le profezie che si sono già avverate

+ Le profezie che si devono realizzare secondo Giovanni Paolo II

+ La profezia più importante: Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria

h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO


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h. 10.05: CREDO  IN GESU’ CRISTO (1)


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La strage dei ragazzi in Iran: chi erano Rubina, Akram, Amir e gli altri giovani uccisi. Le famiglie: «Per i corpi ci chiedono cifre enormi»

di Greta Privitera – Corriere della Sera – 13 Gennaio 2025

Le ong sono al lavoro per identificare le (moltissime) vittime dei massacri compiuti dagli apparati repressivi della Repubblica islamica

In alto da sinistra: Akram Pirgazi, Amirali Heidari e Mehdi Salahshour. Sotto: Amir Mohammad Koohkan, Rubina Aminian e Ako Mohammadi

Li schedano per non perderne le tracce. Verificano nomi, cognomi, età, storie per non rischiare che rimangano solo numeri di una cifra che di ora in ora cresce. Sono i morti iraniani. Gli uomini e le donne, i ragazzi e le ragazze, uccisi dalle Guardie rivoluzionarie di Ali Khamenei. Colpiti alla fronte, alle spalle, al cuore.

 «Facciamo questo lavoro di raccolta per ricordare al mondo che erano persone come noi, che erano in strada a protestare per chiedere una vita normale. Volevano diritti che noi diamo per scontati», ci dice Mahmood Amiry-Moghaddam di Iran Human Rights, che con altre ong sta cercando di identificare le vittime del massacro iraniano. «In risposta — continua — si sono trovati davanti a guardie armate che li hanno uccisi per mantenere in vita il re.

A oggi, i morti identificati sono 648. Ma Moghaddam ritiene credibili i numeri che arrivano da dentro il Paese: «Saranno migliaia». Da cinque giorni il blackout di Internet e delle comunicazioni rende impossibile comprendere la portata di quello che sta succedendo nelle città iraniane.

Ma qualche nome, qualche storia riesce a superare i confini della Repubblica islamica. Come quella di Rubina Aminian, studentessa di moda all’università Shariati di Teheran. Giovedì esce dal college e si unisce alle manifestazioni che tagliano le strade e le piazze. È curda di Kermanshah, ma studia nella capitale. Era, racconta lo zio, «una ragazza forte e coraggiosa, che difendeva i diritti delle donne».

 In un Paese che, su quei diritti negati, ha costruito la sua macchina repressiva. Rubina combatteva gli ayatollah in modo pacifico, disobbedendo alle loro leggi ingiuste. Non mettendo il velo, vestendosi alla moda, sognando una vita libera. Le sparano alla nuca, di spalle, a distanza ravvicinata: un’esecuzione. AvvertOno la famiglia che corre a Teheran. Una fonte racconta che i genitori vengono portati vicino al college dove fino al giorno prima Rubina studiava, e si sono trovati di fronte ad altri centinaia di corpi di giovani, tra i 22 e i 28 anni. Frugano tra i sacchi neri, alla ricerca della figlia.

 All’inizio le autorità non vogliono consegnare il corpo, quando lo rilasciano, la famiglia corre verso casa, a Kermanshah. Al loro arrivo scoprono che l’intelligence ha circondato l’abitazione. Nuovo ordine: non hanno il permesso di seppellirla. Riprendono la macchina e la seppelliscono lungo la strada tra Kermanshah e Kamyaran. Sono ancora in attesa di farle il funerale.

Tra gli identificati, ci sono più nomi di uomini che di donne. «Ma temiamo che da Teheran arriveranno notizie di molte ragazze uccise. Lì, il movimento femminile e femminista è molto forte. Sono appena arrivate le storie di altre due studentesse», continua Moghaddam.

La prima donna a essere identificata è Akram Pirgazi. Aveva 40 anni ed era la mamma di due bambine. Di Nishapur, nella provincia di Razavi Khorasan, Akram viene uccisa il 7 gennaio da colpi d’arma da fuoco alla testa, sparati dalle forze della Repubblica islamica, mentre protesta nella sua città. La portano in ospedale, ma non ha speranze: Akram muore.

Muore anche Amir Mohammad Koohkan, aveva 26 anni, era un allenatore e arbitro di calcio a cinque. Viene ucciso il 3 gennaio durante le proteste a Niriz, nella provincia di Fars. Amir lo ammazzano sul colpo. Le guardie prelevano il corpo dalla strada e la sua famiglia non riesce ancora ad averlo indietro. Koohkan aveva lavorato come allenatore a Niriz e Shiraz e, negli ultimi due anni, era stato anche arbitro. Poco prima di essere ucciso, scrive sui social: «Non lo so. Voglio solo andarmene, ma ho dei pensieri in testa». 

Nell’album della morte, c’è anche la fotografia di Amirali Heidari, un ragazzo curdo di 17 anni di Kermanshah. Sembra un bambino. Lo uccidono l’8 gennaio nel quartiere Elahiyeh con un colpo al cuore. Per consegnare il suo corpo, le autorità chiedono alla famiglia un miliardo di toman, che equivale a oltre 800 euro, una cifra altissima per le famiglie iraniane. Non contenti, chiedono ai genitori di raccontare che il figlio è morto per una caduta dall’alto.

Ako Mohammadi aveva 22 anni, era curdo e abitava a Qeshm. Anche lui viene ucciso sul colpo, anche alla sua famiglia viene chiesto un miliardo di toman per la consegna del corpo. Viene trucidato l’8 gennaio, quel giorno fanno la stessa fine altre 15 persone, tra cui due donne della provincia di Ilam.

Mehdi Salahshour era uno scultore e un professore. Era il padre di due figli. Lo uccidono in piazza a Mashhad. «Molti dei nomi che abbiamo identificato vengono dal Kurdistan», racconta Moghaddam. «Non perché nelle altre città i morti siano di meno, ma perché all’inizio le proteste erano più grandi nell’Ovest del Paese. Poi hanno spento la luce». Per dire, nei video girati davanti dell’obitorio di Teheran si contano almeno 250 corpi.

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