BLOG DI P.LIVIO DIRETTORE DI RADIO MARIA

"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mosca non può permettersi di perdere Teheran

Giulio Meotti – 24 febbraio 2026 – IL FOGLIO

Putin corre in soccorso di Khamenei. La Russia non può permettersi un regime change in Iran, fonte di droni e munizioni, canale alternativo per aggirare le sanzioni e alleato che condivide l’odio per l’occidente. E poi c’è il nodo del petrolio

A gennaio è uscita la notizia, riportata da Bloomberg, che l’Iran ha venduto missili alla Russia per tre miliardi di dollari per supportare la guerra contro l’Ucraina, fra cui missili balistici a corto raggio Fath-360 e missili terra-aria. 


Ora è il Financial Times a rivelare che Teheran ha firmato con Mosca un accordo da cinquecento milioni di dollari per l’acquisto di migliaia di missili avanzati da spalla.

 
L’intesa prevede centinaia di Verba, tra i più moderni sistemi russi di difesa aerea, e di 2.500 missili 9M336. Un rafforzamento significativo delle capacità di difesa aerea iraniane in un momento in cui la Repubblica islamica è sotto pressione sul fronte militare e diplomatico.

E mentre Stati Uniti e Iran terranno giovedì un secondo round di negoziati a Ginevra, Mosca prova a salvare il suo alleato nella regione. L’Iran aveva acquistato un sistema di difesa aerea russo S-300 nel 2016, ma Israele e gli Stati Uniti lo avevano annichilito con gli strike dal 2024 e del 2025. A gennaio Ali Larijani, a capo del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano e considerato un successore di Ali Khamenei, il 31 gennaio è volato a Mosca da Putin.

E la scorsa settimana i russi si sono uniti agli iraniani per le esercitazioni nello Stretto di Hormuz. Senza contare che la Russia ha segretamente spedito miliardi in contanti all’Iran per sostenere il regime, mentre gli ayatollah garantivano a Mosca un flusso di droni Shahed-136 e missili balistici a corto raggio per la guerra in Ucraina. 

Una crisi strategica a Teheran (come le cadute di Assad in Siria e di Maduro in Venezuela) non deciderebbe da sola la guerra in Ucraina ma potrebbe alterarne l’equilibrio psicologico.

Senza l’Iran, la Russia perderebbe una fonte di droni e munizioni, un canale alternativo per aggirare le sanzioni tecnologiche occidentali e un alleato che condivide l’odio per l’occidente. Un cambio di regime in Iran farebbe poi cadere il prezzo del petrolio, vitale per il sostentamento della Russia. 

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

Perché Trump ha attaccato l’Iran ora? Le sei ragioni che lo hanno convinto

di Federico Rampini- Corriere della Sera – 28 Febbraio 2026

L’analisi di Rozenblat, ricercatore che ha lavorato nell’apparato di sicurezza israeliano: «Un cambio di regime ora», aveva scritto, «potrebbe essere più favorevole di un lungo processo diplomatico»

Perché Donald Trump ha ordinato l’attacco sull’Iran?

La decisione era da giorni nelle mani del presidente, che su Truth ha detto: «Il regime non potrà mai avere l’arma atomica, questa operazione è per difendere il popolo americano dalle minacce di Teheran, che ha tentato di ricostruire il suo programma atomico e stava sviluppando missili balistici a lungo raggio, in grado di raggiungere gli Stati Uniti. Colpiremo obiettivi del regime e militari, distruggeremo i loro missili, raderemo al suolo le loro strutture di produzione di armamenti, annichiliremo la loro marina militare». 

I preparativi erano di fatto in corso da settimane. E gli Stati Uniti avevano spostato «a distanza utile» una quantità di forze militari tale da permettere un intervento militare di lunga durata.

Il rafforzamento militare era proseguito nonostante proseguissero i colloqui tra le delegazioni di Washington e Teheran: molti funzionari americani erano rimasti per tutto questo tempo scettici sulla possibilità di un accordo. Trump pretendeva infatti la rinuncia completa al programma nucleare, incluso lo stop all’arricchimento dell’uranio; Israele spingeva perché venisse smantellato anche l’arsenale missilistico iraniano.

Israele si preparava da settimane a un possibile conflitto, a soli 8 mesi dalla guerra di 12 giorni in cui Stati Uniti e Israele avevano colpito siti militari e nucleari iraniani.

Il dispiegamento americano era imponente: decine di caccia e di aerei cisterna per rifornimento in volo, due gruppi d’attacco con portaerei (la USS Abraham Lincoln e la USS Gerald Ford) con relative scorte di incrociatori, cacciatorpediniere e sottomarini

Fino a qualche settimana fa il Pentagono non si considerava del tutto pronto a sostenere le minacce di Trump: le forze americane nella regione, tra 30.000 e 40.000 uomini distribuiti in otto basi, disponevano di difese aeree insufficienti. Nell’ultimo mese però sono stati trasferiti sistemi Patriot e THAAD per intercettare i missili iraniani, insieme a numerosi caccia F-35, F-22 e F-16 e bombardieri strategici in stato di allerta. 

Ma quali sono i fattori che hanno spinto il presidente degli Stati Uniti a ordinare l’attacco? Ad argomentare le sei «ottime ragioni»  per farlo è stato un autorevole esperto, che è una fonte di parte: Michael Rozenblat, ricercatore dell’Atlantic Council, che ha lavorato nell’apparato di sicurezza israeliano. Il fatto che sia classificabile come un «falco», tuttavia, non attenua l’interesse della sua analisi. 

Da un lato, Rozenblat è infatti in grado di veicolare per noi lo stesso tipo di argomenti che Benjamin Netanyahu ha presentato a Trump. D’altro lato, come si vede dall’approccio che usa, l’analista israeliano sa toccare i tasti nevralgici dal punto di vista dell’interesse strategico degli Stati Uniti. 

Decifrare o prevedere Trump è sempre complicato, nelle sue decisioni c’è una componente di intuizione e di impulsività. Ma questa analisi di Rozenblat mette a fuoco alcuni ingredienti sostanziali di quel processo decisionale. Ecco la sua analisi, che estraggo dal sito dell’Atlantic Council

«Una svolta strategica dai negoziati» restava «improbabile. L’Iran sostiene che il proprio programma di missili balistici e il sostegno fornito alla rete regionale di proxy (le milizie armate come Hamas, Hezbollah, Houthi, ndr) siano non negoziabili — proprio le aree in cui l’Amministrazione Trump chiede concessioni drastiche».

Trump poteva propendere per «un attacco coercitivo limitato — cioè contro installazioni dei Pasdaran (Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica) e delle milizie Basij — mirato a far rispettare la «linea rossa» di Trump sull’uccisione dei manifestanti e costringere l’Iran a tornare al tavolo negoziale da una posizione di debolezza. Tuttavia, un simile attacco probabilmente avrebbe effetti limitati sul calcolo strategico del regime e non garantirebbe un confronto militare gestibile, poiché l’Iran ha dichiarato di prepararsi a misure di ritorsione in caso di attacco».

La seconda opzione era quella di «una campagna più ampia volta a ottenere cambiamenti fondamentali nel comportamento del regime — come l’accettazione di severe limitazioni ai missili balistici e alle attività dei proxy — o perfino a provocare un cambio di regime» con «una campagna militare prolungata e ben coordinata, sostenuta dagli alleati regionali, che costringa il regime a scegliere tra “bere il calice di veleno” per sopravvivere oppure affrontare un conflitto che minaccia la sua stessa esistenza».

La ricerca di un cambio di regime «comporta rischi significativi, tra cui la possibilità di frammentazione interna in fazioni armate o perfino una guerra civile su larga scala. Tuttavia, i benefici di cambiare radicalmente — o addirittura eliminare — la Repubblica Islamica potrebbero superare i rischi se l’alternativa è un Iran rafforzato e non dissuaso. Ecco sei ragioni strategiche per cui una campagna militare decisiva sarebbe la scelta giusta».

1. È un momento unico per ridisegnare il Medio Oriente: l’Iran si trova nel punto di massima debolezza dalla rivoluzione del 1979 dopo le recenti proteste, la guerra di dodici giorni di giugno con Israele e il drastico indebolimento della sua rete terroristica. La dottrina difensiva iraniana — composta da programma nucleare, potenza convenzionale e rete di proxy regionali — non è riuscita a dissuadere Israele e Stati Uniti dal colpirlo, esponendo di fatto il regime come una tigre di carta. Una campagna decisiva contro il regime potrebbe sbloccare iniziative regionali statunitensi oggi stagnanti, dall’integrazione regionale attraverso gli Accordi di Abramo fino all’avvicinamento all’Occidente di paesi sostenuti dall’Iran come Libano e Iraq.

2. L’imperativo morale: la brutale repressione dei manifestanti ha portato le tensioni al punto di ebollizione. I rapporti provenienti dall’Iran sono strazianti. Mentre le cifre ufficiali parlano di «soli» 3.117 morti, alcune stime sono molto più alte, da oltre 6.000 a più di 30.000 uccisi in due giorni». La promessa di Trump di “venire in soccorso” del popolo iraniano «non poteva llimitarsi alla retorica ma doveva diventare testimonianza della leadership morale americana».

3. Il dilemma della credibilità: rinunciare alla forza militare avrebbe potuto evitare un conflitto immediato ma rischiava paragoni con la «linea rossa» dell’allora presidente Barack Obama in Siria. Nel 2013 Obama non rispose militarmente dopo l’uso di armi chimiche da parte del regime di Assad contro la popolazione, che aveva definito appunto una «linea rossa». Se Trump non reagisse, Teheran potrebbe concludere che Washington arretrerà sotto pressione purché l’Iran resti determinato nella resistenza.

4. Gli interessi economici. Un diverso regime iraniano potrebbe reintegrare le immense riserve energetiche del Paese — le seconde al mondo di gas e le terze di petrolio — nei mercati occidentali. Ciò coincide con la visione dell’amministrazione di ampliare l’accesso americano alle risorse energetiche come elemento chiave della politica estera. La combinazione tra la caduta di Nicolás Maduro in Venezuela e un cambio di regime in Iran potrebbe compromettere seriamente la sicurezza energetica cinese, poiché Pechino si riforniva da entrambi per fino al 30% delle sue importazioni petrolifere grazie ai prezzi scontati. Complicare i calcoli economici della Cina e deviarne l’attenzione potrebbe favorire altri obiettivi statunitensi nei confronti di Pechino, come prevenire un conflitto su larga scala nello Stretto di Taiwan.

5. Un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nel futuro iraniano: i fallimenti sistemici interni causati dal regime — iperinflazione, scarsità d’acqua e corruzione diffusa — insieme alle recenti proteste suggeriscono un declino terminale. Tuttavia attendere passivamente il collasso non era una strategia sostenibile per promuovere gli interessi regionali americani. «Un approccio attivo, anche militare, permetterebbe a Washington di orientare la transizione assicurando uno scenario post-regime favorevole e negando a Russia e Cina la possibilità di sfruttare un vuoto di potere in Iran. Ciò non implica necessariamente una presenza permanente di truppe come in Iraq, ma un sostegno economico e diplomatico a gruppi di opposizione capaci di offrire un’alternativa e promuovere cambiamenti positivi.

6. La minaccia continua del programma nucleare iraniano: mentre gli attacchi statunitensi di giugno agli impianti nucleari erano necessari per ritardare un’immediata capacità iraniana di ottenere l’arma atomica, probabilmente hanno fatto arretrare il programma solo di pochi mesi. L’Iran aveva dichiarato la volontà di continuare e il rafforzamento delle strutture sotterranee indicava il rifiuto di abbandonare le ambizioni nucleari. Trump ha affermato ripetutamente che non avrebbe permesso all’Iran di dotarsi di armi nucleari: doveva agire.

«Proseguire i negoziati in questa fase» rischiava «di fornire al regime una vitale ancora politica ed economica proprio nel momento di massima vulnerabilità. Il divario tra le posizioni di Washington e Teheran rende necessario l’uso della forza per ristabilire la credibilità della deterrenza americana e costringere l’Iran a cambiamenti drastici o a mettere a rischio la sopravvivenza del regime».

Nell’attuale contesto, «uno sforzo decisivo guidato dagli Stati Uniti e volto al cambio di regime potrebbe offrire un risultato strategico più sostenibile rispetto a un lungo processo diplomatico».

L’Armada Usa sfida i pasdaran: tutte le forze in campo per l’attacco sull’Iran

di Guido Olimpio -Corriere della Sera – 28 Febbraio 2026

Le portaerei, i caccia, i missili: i numeri dell’armata messa in campo dagli Stati Uniti. Ma Teheran ha imparato dai suoi errori di giugno. E resta ambiguo l’obiettivo finale di Trump

Mentre i negoziatori erano a Ginevra per cercare una soluzione, i generali erano da tempo nelle war room per mettere a punto le ultime mosse. Su tutti pressioni, timori di compiere passi azzardati, ma anche bluff. Fino all’attacco sferrato oggi, sabato 28 febbraio.

Molte delle attività erano visibili. La portaerei Ford aveva lasciato Souda Bay (Creta) diretta verso il Mediterraneo orientale: un breve video su X postato da un testimone oculare l’ha mostrata salpare. Altre informazioni erano state diffuse da una compagnia privata cinese che da giorni diffonde immagini satellitari degli spostamenti dell’Us Air Force. 

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Ecco i velivoli a Diego Garcia, l’atollo nell’Oceano Indiano, usato in condominio dagli anglo-americani: Londra ne avrebbe vietato l’impiego per eventuali raid sull’Iran ma il veto non ha precluso lo schieramento di ricognitori, di rifornitori e di F-16 provenienti da Misawa, in Giappone. Nota di un esperto: Pechino analizza le tattiche pensando a Taiwan.

Ampia la presenza di F-35 sulle piste di Muwaffaq Salti, in Giordania. E ancora più interessante, in quanto inedito, il trasferimento di una dozzina di F-22 nella base israeliana di Ovda. Il Pentagono ha mobilitato i caccia più sofisticati per colpire e contrastare l’eventuale rappresaglia iraniana. 

Gigantesco lo sforzo logistico: oltre 100 aerei tanker disseminati in diverse installazioni. 

Li hanno avvistati in Bulgaria, nel Golfo, di nuovo in Israele. Dovranno assistere le missioni dei bombardieri strategici o degli altri velivoli impegnati in missioni a lungo raggio. E il loro ruolo potrebbe aumentare ancora, molto dipenderà dalle intenzioni della Casa Bianca: le indiscrezioni oscillano tra uno scenario di raid limitati per spingere Teheran a cedere e quello, più preoccupante, di una campagna massiccia.  Opzioni esaminate giovedì da Trump durante un briefing con lo Stato Maggiore e il responsabile del Central Command, Brad Cooper.

Sempre intenso il trasbordo di materiale, in particolare equipaggiamenti per i sistemi anti-aerei che costituiscono un ampio ombrello «poggiato» su stazioni di rilevamento e le ricognizioni di una «flottiglia» di aerei radar o per l’intelligence. Gli Awacs, gli RC-135, forse gli «anziani» ma insostituibili U-2 e i droni fanno da sentinelle: spiano il nemico, sorvegliano i possibili punti di lancio dei missili terra-terra, intercettano le comunicazioni. 

Oltre alla Ford, accompagnata da una robusta task force, c’è una seconda portaerei, la Lincoln in azione a est dello Stretto di Hormuz. Sono più di una ventina le unità, compresi un paio di sottomarini nucleari e diversi cacciatorpedinieri dotati di missili da crociera. Possono lanciarne a centinaia su siti dei Guardiani, impianti nucleari, caserme, snodi di comando.

In questi giorni, però, erano trapelate in modo evidente le preoccupazioni degli alti gradi statunitensi nonostante Trump abbia sostenuto il contrario. Il capo di stato maggiore, generale Dan Cain, ha sottolineato il problema del consumo elevato di munizioni antiaeree piuttosto costose e la possibilità di perdite.

Un aspetto già emerso durante il conflitto a giugno: gli israeliani e gli americani hanno dato fondo alle scorte per intercettare la falange di missili/droni. Fonti anonime citate dal New York Times sostengono che gli Stati Uniti possono sostenere incursioni al massimo per un periodo di 7-10 giorni (vero? diversivo?). Qualche osservatore aggiunge la spesa elevata per mantenere l’Armada: dozzine di milioni ogni giorno.

Quella crisi ha rivelato le debolezze del dispositivo iraniano ma, allo stesso tempo, ha dimostrato le capacità dei pasdaran. Che hanno studiato cercando di rimediare agli errori e hanno minacciato risposte su più livelli. 

Molto esposte le basi Usa, alto l’allarme sulle iniziative di milizie sciite. E sullo sfondo il dubbio più grande, ovvero quale sia l’obiettivo finale di Trump. Per questo dominano l’incertezza e la paura di conseguenze devastanti.

Pensieri sui Vangeli Festivi: II Domenica di Quaresima – di Padre Livio

Vangelo

Il suo volto brillò come il sole

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 17,1-9

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

Parola del Signore

🔴LIVE🔴 DESIDERIO DI DIO – PUNTATA 26: La perseveranza – Catechesi giovanile 2006-2007 di P. Livio


🔴LIVE🔴🙏⭐️CATECHESI GIOVANILE⭐️P.LIVIO: FIGLIOLI VI ABBRACCIO CON TENEREZZA – Puntata 7🙏

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Scambio di vedute sull’evoluzionismo

la prego non dica (come oggi 27 febbraio 2026!) cose che screditano
tutto il meraviglioso lavoro spirituale che svolge da tanti anni!
L’evoluzione è provata e pure in laboratorio.
Sono stretta amica di molti biologi (credenti!) e seguo da sempre il
mondo scientifico. Persino negli ultimi 100 anni abbiamo sotto gli
occhi l’evoluzione in atto!!!………………

Quindi, la prego, proprio per il rispetto e l’amore che le porto, non
dica cose che screditano tutto ciò che di giusto e santo dice ogni
giorno! Per certi argomenti ci vogliono anni di studi ed
aggiornamenti.
Con affetto
Marina


Cara Marina,

Ti ringrazio per la lunga lettera che mi hai scritto in difesa dell’evoluzionismo. Tanto entusiasmo meriterebbe a mio avviso una causa migliore.

Tuttavia non sono affatto sprovveduto sull’argomento. A suo tempo ho avuto la grazia di conoscere il Prof. Antonino Zichichi, recentemente scomparso, al quale ho fatte un paio di interviste in diretta su Radio e da Lui, divulgatore scientifico di fama internazionale, ho udito che l’evoluzionismo non ha basi scientifiche.

Ecco in sintesi il suo pensiero elaborato da IA su Wikipedia:

Il fisico Antonino Zichichi è noto per le sue aspre critiche alla teoria darwiniana dell’evoluzione, definendola priva di basi matematiche rigorose e di sufficienti prove scientifiche, spesso etichettandola come un atto di “fede” piuttosto che scienza dimostrabile. Sosteneva che l’evoluzionismo mancava di rigore scientifico e che l’ordine nell’universo indicasse un “Creatore”. 

Ecco i punti chiave della posizione di Zichichi:

  • Critica al Darwinismo: Zichichi non considerava l’evoluzione darwiniana una scienza di “primo livello”, sostenendo che non rispondesse ai criteri del metodo scientifico moderno, ovvero la riproducibilità e la dimostrabilità.
  • Mancanza di prove: Riteneva che la teoria mancasse di un supporto matematico solido e di prove sperimentali necessarie per spiegare il passaggio da forme di vita inferiori a quelle superiori (come l’uomo).
  • Scienza e Fede: Pur essendo un fisico, Zichichi sosteneva che la scienza non potesse escludere l’esistenza di un Creatore, argomentando che la complessità della vita e dell’universo (inclusa la cellula umana) suggerisse un “Creatore intelligente”.
  • Accuse di inquinamento culturale: Definiva l’evoluzione darwiniana come un’interpretazione più culturale che scientifica.

Come vedi, cara Marina, sono in buona compagnia.

Grazie comunque per il tuo scritto.

Ave Maria

 Padre Livio

🔴LIVE🔴 I DIECI COMANDAMENTI – di Padre Livio – Puntata 85 – LA RICERCA DELLA VERITA’

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“Tutti i Segreti si realizzeranno”: Intervista a Padre Livio del giornalista Andrea Morigi

Padre Livio: Cari amici di Radio Maria bentrovati. Sono qui nel nostro studio e ho come ospite un giornalista che ben conoscete, Andrea Morigi, conduttore storico di Radio Maria fin dal 1990 circa. Andrea Morigi è giornalista del quotidiano Libero ed è qui per fare una riflessione con me sul mio nuovo libro Tutti i Segreti si realizzeranno. Ecco Andrea, hai letto il libro, ti sei fatto un’idea, possiamo avviare un dialogo che aiuti anche i nostri ascoltatori e il grande pubblico ad avere una valutazione di quello che potrebbe essere il futuro che dobbiamo affrontare.

Andrea Morigi: Ho letto tutto il libro perché, frequentando Radio Maria da tanto tempo, il Messaggio di Medjugorje mi è familiare. Il mio lavoro di giornalista è spiegarlo a chi non ne sa niente, oppure lo ignora volutamente, o ancora a chi è intimorito. La prima considerazione che traggo dai Segreti di Medjugorje è che non ne parla nessuno, tranne Radio Maria. È una prospettiva che magari spaventa perché siamo in un tempo in cui, invece di cogliere i segni del soprannaturale, si tende a difendersene perché c’è il laicismo imperante, c’è la tendenza all’apostasia. Mi chiedo, allora, se è il caso di farsi spaventare dai dieci Segreti di Medjugorje che sono prossimi mi pare di capire.

Padre Livio: Più il tempo passa e più si avvicinano, questo è fuori discussione. Purtroppo, sentendo parlare dei Segreti, la gente li guarda in chiave negativa, con apprensione. Siccome i veggenti quando parlano dei Segreti dicono che riguardano il mondo e la Chiesa, cioè la guerra e la persecuzione, la gente si spaventa. In realtà, devo dire che fin da quando sono andato a Medjugorje e ho sentito parlare dei Segreti non mi sono spaventato e nemmeno preoccupato perché quello che giustamente i veggenti sottolineavano perché lo ha detto la Madonna, i Segreti vengono rivelati tre giorni prima che accadono. Il solo fatto che i Segreti vengano rivelati tre giorni prima, per me equivale a togliere il veleno a un serpente a sonagli. Se mi viene segnalato un evento tre giorni prima che accada, le situazioni possono anche cambiare radicalmente e quindi, da questo punto di vista, personalmente non mi sono mai spaventato. Però ti do ragione, il fatto che devono accadere determinate cose crea apprensione. Ma, se analizziamo bene, ci rendiamo conto che determinate cose accadranno perché devono accadere ma la Madonna ha preparato un suo piano per far sì che quelli che credono possono salvarsi. Tutti possono salvarsi. Supponiamo che venga preannunciato tre giorni prima un evento in un determinato luogo; tutti quelli che sono lì possono salvarsi, purché ci credano. Quindi, da questo punto di vista a mio parere vedo i Segreti come una grazia della Madonna, non come un evento ineluttabile che diventerebbe una croce e una catastrofe nel medesimo tempo.

Andrea Morigi: Oltre allo spavento magari c’è anche la prudenza. Penso alla Chiesa che ha dato il suo Nulla Osta ed è stato uno spartiacque, come lei lo definisce nel libro. Però la Chiesa loda i frutti di conversione, la devozione, la promuove. Sui Segreti e sulla soprannaturalità, però, non si pronuncia, sembra che il contenuto profetico passi in secondo piano. Invece lei inquadra, e lo scrive anche in un capitolo, questo avvenimento che dura dal 1981 nel quadro della Teologia della Storia. Mi chiedo, è una questione di salvezza delle anime individuale oppure cambia la Storia, cambiano gli eventi geopolitici, l’ordine civile, la società? Cioè, un conto è come reagiamo come singoli, ma la Chiesa si dovrebbe interessare anche a quello che succede a livello mondiale.

Padre Livio: Questa è una bella osservazione. Tu giustamente hai detto che la Chiesa promuove soprattutto quello che è il Messaggio principale di Medjugorje e cioè la conversione personale, la Confessione, la partecipazione alla Messa, tutta la vita cristiana, in pratica e lascia sospesa quella che è la prospettiva storica. Vorrei però far notare che il primo ad aver fatto questa osservazione è stato il Card. Carlo Caffarra; lui non conosceva molto Medjugorje ma parlava di Fatima e diceva che è l’unica apparizione della Storia che ha un carattere profetico, cioè ha lo scopo di cambiare la Storia.  Difatti Caffarra diceva che il protagonista del secondo Segreto di Fatima era chiaramente la Russia che distrugge popoli, diffonde errori, fa soffrire il Papa, ma alla fine la Russia si convertirà. Quindi, c’è una lunga teologia della Storia che è espressa nel Segreto di Fatima. Caffarra diceva che, mentre le altre apparizioni sono devozionali, Fatima ha la caratteristica di essere una profezia storica. Caffarra non ha fatto in tempo a vedere Medjugorje nella sua manifestazione totale, ma noi vediamo che Medjugorje è la continuazione di Fatima (come ha detto la Madonna stessa) e come i Segreti di Medjugorje sono il prolungamento di quelli di Fatima; quindi, siamo di fronte a una prospettiva storica il cui obiettivo finale è il cambiamento del mondo e cioè il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. È un intervento storico straordinario che, a mio parere, deve essere collocato nel quadro della visione cristiana della Storia che non è quella del mondo secondo cui il mondo è eterno, va avanti all’infinito provocato o cambiato dalle leggi del caos o dalla necessità. In realtà, nella visione cristiana, la Storia ha un inizio e una fine. La caratteristica di Medjugorje, a mio parere, è quella di essere parte di questa Storia della Salvezza nella parte finale, negli ultimi tempi. Gli ultimi tempi non portano alla fine del mondo, sono una prospettiva molto ampia che può durare anche secoli, come diceva San Giovanni Paolo II. Noi siamo entrati in quella fase degli ultimi tempi che è il primo grande combattimento spirituale dell’Apocalisse che è quello descritto nel capitolo XII e vede la Donna vestita di Sole e il grande dragone rosso. Siamo entrati in questa fase il cui esito finale non è la fine del mondo, ma un tempo di pace prima dell’ultima fase della Storia che vedrà Cristo da una parte e satana dall’altra. Di questa fase sappiamo poco, sappiamo che alla fine satana verrà scaraventato all’inferno e ci sarà il Giudizio finale. Questa, a mio parere, è la prospettiva giusta di Medjugorje: l’asse con Fatima, una prospettiva di tipo apocalittico che è la prima fase dell’Apocalisse che è parte integrante del Nuovo Testamento.

Andrea Morigi: Quindi, il Messaggio è finalizzato al bene eterno delle anime e anche a quello terreno.

Padre Livio: Certo.

Andrea Morigi: Le fasi che lei ha citato, cioè il tempo di pace è il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, l’altra è la battaglia finale contro l’anticristo. Come si svolge nel Messaggio di Medjugorje questa dinamica, questa fase?

Padre Livio: Nel Messaggio di Medjugorje questa fase è bene descritta dalla Madonna. Ha iniziato già dal 1997 a descrivere questa fase che Lei chiama quella del mondo nuovo senza Dio. La Madonna dal 1997 ha sviluppato questo concetto che noi potremmo anche identificare con il regno dell’anticristo. Quindi, la Madonna ha fatto un’analisi nei suoi Messaggi di quello che è nato nel nostro dopoguerra e cioè una progressiva paganizzazione del mondo, o scristianizzazione. Infatti, la Madonna dice che abbiamo rifiutato la fede e la Croce e che siamo diventati pagani. Qui si rivolge soprattutto all’Occidente, credo. Quindi Lei, da quando ha iniziato a parlare di mondo nuovo senza Dio, che è il progetto che satana sta portando avanti, la Madonna ha profetizzato più volte che per il mondo nuovo senza Dio che noi stiamo costruendo non c’è né futuro né vita eterna, non c’è nessuna prospettiva neanche storica, è destinato a crollare. I Messaggi della Madonna sono veramente straordinari per descrivere la fase storica in cui viviamo, soprattutto quelli dall’anno 2000 in avanti. La Madonna esordisce il 1° gennaio 2001 dicendo: «In modo speciale adesso in cui satana è sciolto dalle catene. Io vi invito a consacrarvi al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio». “Satana sciolto dalle catene” è il regno dell’anticristo, è il mondo nuovo senza Dio. In questa fase la Madonna descrive il piano di satana che vuole raggiungere due obiettivi: il primo è distruggere la Chiesa, il secondo è distruggere il mondo. La Madonna aveva già anticipato tutto questo proprio nel 1991, quando crollò l’Unione Sovietica. Il 25 gennaio 1991 la Madonna diede un Messaggio colossale: «Satana è forte e desidera distruggere non soltanto la vostra vita umana, ma anche la natura e il pianeta sul quale vivete». Di fronte a questo Messaggio siamo rimasti tutti ammutoliti; Padre Slavko, che allora commentava i Messaggi a Radio Maria, non sapeva come spiegarlo. Difatti il 1991 è l’anno in cui crollò il regime sovietico ma poteva comportare una guerra mondiale; c’era la possibilità che la Russia, per fermare il crollo, scatenasse una guerra mondiale. Da lì è iniziata proprio un’analisi della Madonna che ci mostra il piano di satana in questo tempo; satana sta lavorando per due obiettivi ben precisi e cioè l’eliminazione del Cristianesimo, e quindi imporre una visione della vita atea e materialistica, l’emarginazione della Chiesa, portare poi il mondo a una guerra mondiale e distruggere il mondo. Questo è quanto la Madonna ci descrive per quanto riguarda il tempo che abbiamo alle spalle.

Andrea Morigi: L’obiettivo è di distruggere la Creazione perché è la Creazione di Dio.

Padre Livio: Sì, satana vuole distruggere la Creazione e l’Opera della Redenzione. Questo è l’obiettivo di satana, sempre collegato al verbo distruggere.

Andrea Morigi: Quindi ci sarà da convincere su qual è il disegno, ma ci sarà chi si oppone ancora. La Madonna stessa dice che anche davanti al segno che si manifesterà sulla collina delle apparizioni (terzo Segreto) qualcuno si inginocchierà e non crederà, qualcuno magari si opporrà. Ci sarà chi sarà contrario al piano di Dio, al piano della Salvezza.

Padre Livio: Ovviamente, se noi guardiamo la mondo oggi vediamo che è in mano ai potentati umani. Praticamente, se volgiamo dare uno sguardo generalizzato al mondo di oggi vediamo che si è verificato quello da cui la Madonna ci ha messo in guardia nei Messaggi tante volte, cioè che l’uomo moderno non vuole Dio, l’uomo moderno ha messo se stesso al posto di Dio. Vediamo che l’attuale leadership dell’umanità, nelle sue varie componenti, è padrona del mondo. A me ha fatto molto impressione che Papa Francesco, nel corso dell’ultimo G7 al quale ha partecipato, ha detto a una buona rappresentanza dei potentati del mondo presenti di leggere il romanzo di Robert Benson sull’anticristo, Il padrone del mondo. In questo romanzo si racconta proprio che l’uomo si è messo al posto di Dio ed è il padrone del mondo; quando Cristo verrà nella gloria vedremo il vero padrone del mondo. Noi siamo proprio in questa fase, l’uomo è il padrone del mondo e quindi tutte le religioni devono essere finalizzate a questo, al potere umano. Questo lo vediamo in Russia, dove la religione cristiana è finalizzata a sostegno di un potere che vuol essere universale. Questo è il progetto che c’è nel mondo oggi: l’uomo al posto di Dio. Di questo mondo la Madonna ha profetizzato molte volte che non c’è né futuro né vita eterna. Questo mondo crollerà nel tempo dei Segreti perché gli eventi che accadranno verranno rivelati tre giorni prima e quindi gli uomini potranno salvarsi.

Andrea Morigi: Le cito Metastasio che dice: In guisa tale Dio gli eventi dispone, che serve al suo voler chi più s’oppone. Mi sembrerebbe il caso di spiegare che anche l’opposizione al disegno di Dio, in realtà anche chi ha provocato la Crocifissione di Cristo ne ha provocato la gloria. È inutile opporsi. Però c’è anche un altro dubbio che può venire a noi peccatori, a chi dice di essere bisognoso di Misericordia e non ha alternative: tutti siamo bisognosi di Misericordia, non è stato sufficiente il lavacro del Sangue di Cristo a salvarci; non basta la rivelazione pubblica, ci vogliono anche dei richiami dal Cielo come i Messaggi dal 1981, come la realizzazione dei Segreti? Qual è la necessità?

Padre Livio: Questo fa parte dell’economia divina ma non dobbiamo dimenticare che nella rivelazione pubblica che è la Passione di Cristo, il ruolo della Madonna è fondamentale perché segue il Figlio lungo la via del Calvario, ai piedi della Croce offre il Figlio e quindi coopera in modo eminente e straordinario all’Opera della Redenzione.  La Madonna coopera con Cristo lungo tutto il corso della Storia della Chiesa, coopera con Cristo all’opera della Salvezza e cioè a diffondere la Redenzione nel mondo. Infatti, la Madonna accompagna la Chiesa nel cammino della Storia con innumerevoli apparizioni e come Madre della Chiesa porta la Salvezza di generazione in generazione. Non c’è dubbio che la Madonna abbia avuto un ruolo fondamentale nella vita di Gesù Cristo, dal nella casa di Nazaret al sul Calvario. Nel medesimo tempo, la Madonna coopera con Cristo a sostenere la Chiesa in tutta la Storia. È un dato di fatto che ci sono due combattimenti escatologici previsti dall’Apocalisse: il primo è quello del capitolo XII dove c’è la Donna vestita di Sole che sono la Madonna e la Chiesa insieme, perché le doglie del parto sono quelle della Chiesa che con il martirio dà la vita ai suoi figli e la Madonna è chiaramente la Donna di questo tempo, questo è il tempo di Maria, il tempo del trionfo del Suo Cuore Immacolato. Nel capitolo XII dell’Apocalisse c’è il drago rosso infernale, nel capitolo XIII ci sono le due bestie che sono la pantera (il potere umano assoluto) e l’agnello con voce di drago (la falsa religione, il modernismo che ha sostituito il Cristianesimo oggi). Oggi la Madonna è qui per dare la sconfitta alle due bestie dell’Apocalisse e cioè il potere umano assoluto e la falsa religione, per cui avremo un tempo di pace. Per quanto riguarda satana, se ne occuperà Gesù Cristo in persona nell’ultimo combattimento spirituale. Questa mariofania straordinaria che viviamo ormai da quarantacinque anni è preannunciata nei testi biblici, è preannunciata nell’Apocalisse. Vorrei anche dire che è stata preannunciata da San Giovanni Paolo II con tutto il suo Pontificato, oltre ventisei anni al servizio della Regina della pace.

Andrea Morigi: Giovanni Paolo II è stato il Papa che ha reso pubblico per intero il Segreto di Fatima dove si dice: «Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa». Qualche cosa è successo ma la Russia non si è convertita; la Consacrazione è avvenuta anche recentemente con Papa Francesco, secondo Suor Lucia di Fatima ci hanno messo un po’. Allora mi chiedo se anche con i Segreti di Medjugorje possa succedere la stessa cosa, se è già successa. In parte, lei dice che è già successo che qualche Segreto si è attenuato. Non è che soddisfacendo a certe condizioni, si potrebbe mitigare la forza, la potenza, il castigo?

Padre Livio: Per me tutto questo si è realizzato. Queste cose le posso dire perché ho seguito fin dall’inizio tutto, non mi sfugge nulla anche perché ne parlo tutti i giorni. Dobbiamo capire che il tempo dei Segreti viene presentato come eventi che succedono per dieci volte, di cui solo uno (il terzo) è benigno e gli altri sono tutti di carattere disastroso, specialmente quelli dal quarto al decimo che sono i sette flagelli dell’Apocalisse. Questo è chiaramente quello che è stato profetizzato ed è quello che doveva accadere. Io ritengo che nel frattempo c’è stato un intervento della Divina Misericordia che ha mitigato tutto, a mio parere. Quindi, come dicevi bene tu, il fatto che ci sia stata una Consacrazione e la presenza della Madonna a Medjugorje che ha dato inizio al rinnovamento della Chiesa, a tante conversioni per cui la Chiesa non è morta, è vivissima, è attiva. Tutto questo, a mio parere, ha cambiato il panorama che la gente si è fatta sentendo parlare dei Segreti. Il panorama è cambiato perché all’inizio si diceva a Medjugorje che con il decimo Segreto non ci sarebbero più state apparizioni se non una volta all’anno, fino al termine della vita dei veggenti. A un certo punto la Madonna ha cambiato prospettiva e questo è stato detto nel 2006 in diretta a Radio Maria dalla veggente Vicka che ha detto chiaramente che la Madonna ha deciso che uno dei tre veggenti che hanno ancora le apparizioni quotidiane (Marija, Ivan e Vicka) continuerà ad avere apparizioni quotidiane per tutto il tempo dei Segreti. Questo vuol dire che per tutto il tempo dei Segreti la Madonna apparirà tutti i giorni e darà anche i Messaggi. È un addolcimento straordinario del piano di Maria. Non solo, la Madonna già dall’inizio aveva sdrammatizzato i Segreti dicendo che saranno rivelati tre giorni prima che accadono. La profezia fatta tre giorni prima è qualcosa da meditare bene, è inconcepibile, è difficile da comprendere. La profezia fatta tre giorni prima significa che chi ci crede si salva. Se io so che qui viene sganciata la bomba atomica, mi allontano! A mio parere, dicendo che gli eventi verranno annunciati tre giorni prima, la Madonna ha sminato tutti i Segreti. C’è la possibilità che le persone che credono si salvano, ma quelle che non credono e che sono impenitenti restano sul posto e rischiano. Siamo di fronte a una prova della fede per cui chi crede si salva e chi non crede si espone al rischio. A mio parere basterebbe questo fatto per dire come il piano della Madonna è tale per cui ha messo ciascuno di noi davanti a una scelta. Il fatto di rivelare tre giorni prima gli eventi provocherà le conversioni dei popoli. Tre giorni prima verrà annunciato un evento catastrofico, il luogo, il momento esatto e la durata; questo intervento salvifico arriverà a tutti, lo sapranno tutti e la gente vedrà il dito di Dio e la salvezza che viene da Maria. Da lì verranno le conversioni. Quello della Madonna è un piano di grande Misericordia, è straordinario. La veggente Mirjana ha detto che con i dieci Segreti, rivelati tre giorni prima, la Madonna ha deciso di cambiare il mondo cioè di farlo diventare cristiano.

Andrea Morigi: Qualcuno dirà: “Perché Dio lo permette?” San Paolo VI diceva che i peccati comportano pene infinite dalla santità e dalla giustizia di Dio, da scontarsi sia in questa Terra con i dolori, le miserie, le calamità di questa vita e soprattutto, con la morte, sia nell’Aldilà e con il fuoco, con i tormenti e con le pene purificatrici. Quindi è in questa dinamica che si svolgono le cose, cioè sono i nostri peccati a provocare gli eventi.

Padre Livio: Sicuramente i nostri peccati rafforzano satana, non c’è dubbio. Difatti la Madonna ha detto che satana non è mai stato forte come ora. Nella misura in cui noi pecchiamo diventiamo schiavi di satana e strumenti di satana. È altrettanto vero che, convertendoci, indeboliamo satana perché ovviamente lui agisce per il male per mezzo degli uomini come Dio per il bene agisce per mezzo degli uomini. Siamo noi che diamo la forza a satana come siamo noi che diamo la forza alla Madonna cooperando con Lei. Quindi, è chiaro che il male diventa una potenza nella misura in cui noi pecchiamo ed è per questo che la Madonna è qui per esortare alla conversione. Nella misura in cui noi ci liberiamo dal male, ci purifichiamo, diventiamo più figli di Dio, strumenti di bene e quindi impediamo al male di prevalere. Questo è un verbo che la Madonna usa spesso, ci mette in guardia da satana che vuole prevalere. “Satana è sciolto dalle catene” significa che vuole prevalere, intima ad al bene arrendersi, ci intima di cedere le armi e consegnarci a lui. Noi, invece dobbiamo resistere. San Pietro quando parla del leone ruggente in cerca di chi divorare, dice di resistere saldi nella fede. La Madonna è qui per far sì che noi resistiamo saldi nella fede. Non c’è dubbio, a mio parere, che il mondo adesso sta affrontando una grande prova, ma satana è certamente sconfitto, la sua sconfitta è certa. Nel tempo dei Segreti il mondo senza Dio che satana sta costruendo andrà sicuramente in frantumi. La Madonna sta già costruendo ora la sua vittoria. La veggente Mirjana ha detto che con il primo Segreto satana inizierà già a perdere potere perché si vedrà la potenza di Dio che profetizza tre giorni prima quello che accade e quindi la gente aprirà gli occhi. A mio parere la fase in cui siamo è quella in cui satana cerca di prevalere ma è disperato; la presenza di Maria lo atterrisce. Il fatto, poi, che la Madonna sarà presente per tutto il tempo dei Segreti è la firma della sconfitta certa di satana. Satana sa come andrà a finire. Noi non sappiamo come andrà a finire perché non ci crediamo.

Andrea Morigi: Ecco, questa è una delle domande. C’è anche chi rimane totalmente indifferente. Dal 1981 a oggi c’è chi ha vissuto come se Dio non ci fosse; mi domando come riesce a sottrarsi a quello che lo attende se uno ha il Cielo chiuso piombato sopra di sé e non ascolta le ispirazioni.

Padre Livio: Per la verità non so dare una risposta. Da una parte sono ottimista perché l’espressione della Madonna “alla fine il popolo russo si convertirà” dev’essere intesa nel senso giusto e cioè non intere che alla fine solo il popolo russo si convertirà, ma si convertiranno tutti i popoli e quello russo si convertirà alla fine, sarà l’ultimo. Io la intendo così quella espressione. Concordo con la veggente Mirjana quando dice che con il primo Segreto satana già inizia a perdere potere e che man mano che si va avanti con i Segreti il mondo senza Dio crolla. A mio parere la prospettiva da seguire è questa e cioè che prima del popolo russo si convertiranno gli altri popoli; perché ci sia la pace nel mondo bisogna che i popoli si riconcilino con Dio e questo avverrà attraverso la presenza di Maria che li porta a Cristo, alla Chiesa Cattolica. Alla fine di questo processo di conversione mondiale ci sarà anche il popolo russo che comunque, nei Segreti di Fatima e di Medjugorje, è il protagonista. Dal 1917 il popolo russo ha iniziato a diventare protagonista mondiale con il comunismo ad oggi, la Russia è protagonista della Storia della Salvezza come il figliol prodigo che, dopo averne combinate di tutti i colori, partecipa al pranzo e si converte. Questa è la prospettiva che abbiamo davanti ed è una prospettiva di speranza, è una prospettiva per cui vale la pena combattere, vale la pena impegnarsi perché la Madonna vincerà, ma con il nostro aiuto, non c’è dubbio, ed è per questo che dice: «Aiutatemi ad aiutarvi». Quello che vorrei sottolineare è che tutta l’umanità è in questo travaglio, tutta l’umanità percorre questa via. I musulmani lasceranno l’Islam; i cinesi lasceranno l’induismo e il marxismo; vedremo questi cambiamenti nei popoli che avverranno nei prossimi anni perché sono tali gli eventi che accadono nel mondo che noi non ne abbiamo neanche idea. Leggiamo i testi dei Vangeli che riguardano la fine del mondo o il tempo dell’Apocalisse, accadranno cose incredibili, è la battaglia fra il Cielo e la Terra, fra la Madonna e satana. Già ora stiamo vivendo momenti tremendi e, ancora più tremendi saranno i prossimi, ma vediamo che comunque alla fine vince la fede. I credenti saranno quelli che vinceranno.

Andrea Morigi: E tra i protagonisti, tra i bersagli della Russia, ci sono anche la Chiesa Cattolica e il Papa. Una delle novità di questo libro è la sottolineatura sul ruolo del Santo Padre, ma del regnante Pontefice, cioè Papa Leone XIV che è un protagonista, lei dice, è il Papa dei Segreti di Medjugorje o della profezia di Fatima.

Padre Livio: Ovviamente mi piacerebbe lasciare il Papa tranquillo perché lo vedo molto fervoroso in una missione straordinaria come la sua, in questo momento che sta testimoniando con grandissimo coraggio Cristo. Non che i Papi precedenti non lo facessero, ma mi ha molto colpito questa riduzione all’essenziale che ha fatto Papa Leone XIV e la passione con cui testimonia Gesù Cristo ogni giorno. Quello che io vorrei dire è che secondo me non abbiamo ancora capito nulla della Russia; il popolo russo è qualcosa di unico al mondo e io me ne sono accorto quando ho sentito una Lectio Magistralis del Cardinal Ratziger al Senato, nel 2004, prima che venisse eletto Papa. In questa Lectio Magistralis Ratzinger ha ricostruito tutta la Storia del Cristianesimo in Oriente e Occidente; quello che ha sottolineato è che il motivo per cui la Russia è diventata quell’impero mondiale che effettivamente è, sta nel fatto che alla caduta dell’Impero Bizantino la Moscova (che era un piccolo staterello) ha arrogato a sé l’Impero e il Papato e ha iniziato a estorcere il Patriarcato con la violenza, a Costantinopoli che allora era debole perché c’erano i turchi. Ha estorto il Patriarcato con la forza perché la Moscova non poteva essere un Patriarcato perché non era fondato da un Apostolo. Quindi, diceva Ratzinger che la Russia ha elaborato in tutta la sua Storia questo programma: ricostruire l’Impero Romano mondiale, con l’etnia russa e appropriarsi del Pontificato. Queste cose Ratzinger le diceva nel 2004. Questo è il programma della Russia, è il programma dell’attuale dirigenza russa. L’attuale dirigenza russa con il Patriarca di Mosca Kirill attribuisce a se stessa l’unicità del Cristianesimo, tutte le altre Chiese ortodosse sono fallite, hanno deviato dalla Verità. Solo loro sono cristiani, il loro compito è riportare il loro Cristianesimo a dominare il mondo. Questo è il programma dell’attuale dirigenza russa. Quindi, non mi meraviglio che quello che viene preannunciato nel Segreto di Fatima e cioè che dei soldati (non dei terroristi!) in divisa sterminano la Chiesa che salve verso il Calvario e alla fine uccidono il Papa con colpi di arma da fuoco e frecce (che biblicamente simboleggiano la disinformatia), non sia ancora successo. Giovanni Paolo II è stato ferito durante l’attentato, non è morto. Woytjla, allora, non è il Papa del Segreto di Fatima perché si è salvato.

Andrea Morigi: Una mano ha deviato la pallottola.

Padre Livio: Una mano ha deviato la pallottola, ma non è morto. Quello del Segreto di Fatima è un altro Papa. Ormai i Segreti sono sulla linea di arrivo, vediamo. A mio parere, nel 2033 tutta questa vicenda sarà terminata. In quell’anno ricorrono i duemila anni dalla Redenzione. Abbiamo visto come la Madonna ha celebrato i duemila anni dalla sua nascita in un modo solenne a Medjugorje; non si lascia sfuggire che i duemila anni dalla Redenzione (2033) sia quello del trionfo del Suo Cuore Immacolato. Per me la prospettiva è questa, siamo nel campo delle ipotesi. Siamo nel 2026, in sette anni il mondo cambierà. Non è una cosa campata per aria. D’altra parte, siamo qui tutti a dire che rischiamo l’autodistruzione, ma la Madonna lo impedirà, il mondo senza Dio crollerà e ci sarà il trionfo del Cristianesimo e dell’umanità stessa.

Andrea Morigi: Quindi dobbiamo tenere accesa Radio Maria almeno fino al 2033. Radio Maria, che fin dagli inizi ha diffuso i Messaggi di Medjugorje e le interviste ai veggenti, quando saranno rivelati i dieci Segreti quale ruolo avrà?

Padre Livio: Radio Maria è sempre stata al servizio della Chiesa. Non è immaginabile Radio Maria al di fuori del servizio della Chiesa, io sono un sacerdote cattolico che ha il permesso di lavorare a Radio Maria fin dall’inizio. Noi siamo al servizio della Chiesa e in particolar modo siamo al servizio del Papa, ovviamente, perciò ci atteniamo alle disposizioni che ci verranno date dall’Autorità Ecclesiastica, questo dev’essere ben chiaro a tutti. Noi siamo al servizio della Chiesa e poi, certamente, siamo al servizio della Madonna. Siamo un gruppo di gente semplice, siamo tre-quattro persone che si sono succedute nei ruoli di responsabilità, ma poi la tanta buona volontà del popolo di Dio, la generosità della gente che lavora e che ha fatto offerte piccole e anche grandi, ha fatto in modo che Radio Maria si diffondesse in tutto il mondo. Qualche giorno fa mi sono messo ad ascoltare una sub-stazione africana di Radio Maria tramite la nostra applicazione e ho sentito la mia voce che parlava dei Segreti di Medjugorje con la traduzione simultanea in francese. Questo per dire che nel tempo dei Segreti Radio Maria farà quello che deve fare e cioè noi esorteremo la gente a credere alle rivelazioni. È chiaro che se viene detto che in un determinato posto accadrà un determinato evento, diremo alla gente che si tratta di una rivelazione che viene dal Cielo, di crederci e quindi comportarsi di conseguenza. Dovremo anche essere mani tese, diffondere i Messaggi, le comunicazioni giuste e anche esortare alla speranza. Il nostro ruolo è fondamentale perché nessuna radio cattolica è così diffusa nel mondo, nessuna radio ha il carattere di unità che ha Radio Maria. I 131 centri di trasmissione sono tutti collegati fra loro.  

Andrea Morigi: In quante lingue?

Padre Livio: In 85 lingue. È una cosa che solo la Madonna poteva fare. Non siamo qui a vantarcene perché viviamo quotidianamente di lavoro, di offerte, altrimenti non andiamo avanti. C’è tanto sudore in questo lavoro, c’è tanta buona volontà e tanto volontariato. Questo è il nostro modo di lavorare, al servizio della Madonna è così.

Andrea Morigi: È una radio che ha 131 stazioni, in oltre 80 lingue.

Padre Livio: Ogni lingua si può sentire in tutto il mondo. Per esempio, Radio Maria in lingua araba si sente in tutto il mondo. Radio Maria in lingua cinese si sente in Cina e in tutto il mondo. Radio Maria in italiano si sente in Italia e in tutto il mondo. Ovunque, attraverso la nostra applicazione, si può ascoltare qualsiasi Radio Maria del mondo. Questo è un dono di Maria. Non credo che esista qualcosa di simile nel campo radiofonico. Noi abbiamo un ruolo importante, adesso, di preparazione della gente chiamandola alla conversione. Questa è la cosa più importante. Abbiamo anche il ruolo di supporto alla Chiesa e al Papa. Dobbiamo essere molto combattivi da questo punto di vista e avere le idee chiare: la Chiesa è quella che sta con il Papa e con la Madonna, non ce ne sono altre. Poche idee ma ben chiare. Chiamare la gente alla conversione è il nostro compito. Finora è andata bene. Debo dire che noi abbiamo sempre fatto riferimento alla Santa Sede e siamo stati ricevuti in Udienza da Giovanni Paolo II, da Benedetto XVI, da Francesco. Giovanni Paolo II ha ricevuto in Udienza me e il Presidente Emanuele Ferrario; con Benedetto XVI ho avuto tre Udienze private; Francesco ha fatto un bellissimo discorso a tutte le delegazioni delle Radio Maria del mondo quando ci ha ricevuto in Sala Clementina. Per quanto riguarda me, poi, Papa Francesco mi ha sempre protetto da tanti attacchi, in particolare quando sono stato sanzionato per sei mesi dall’Ordine dei Giornalisti per una mia posizione sulla famiglia; Papa Francesco fece un’Omelia in quei giorni, non mi nominò apertamente, ma mi difese. I Papi ci hanno sempre aiutato e protetto in modo straordinario perché lavoriamo, credo, bene; anche noi facciamo i nostri errori ma siamo in un mondo difficile. Comunque noi siamo fedeli alla Chiesa e lo saremo soprattutto nel tempo della grande persecuzione alla Chiesa perché nel tempo dei Segreti satana cercherà di distruggere la Chiesa Cattolica, ma rimarrà scornato!

Andrea Morigi: Un suggerimento suo, tanto per concludere, è che a volte c’è un blackout di tutte le comunicazioni, ma la radio continua sempre. È già successo in Spagna.

Padre Livio: Quando è successo in Spagna era tutto bloccato e la gente scendeva nelle strade per sentire che cosa dicevano le radio delle automobili, era l’unico mezzo di comunicazione che funzionava. La Madonna conosce il futuro, ha disposto bene tutto, sa che cosa serve. Noi abbiamo una grande fiducia nella Madonna. Questo libro è importante, spero che ne parli anche il tuo giornale perché il tema dei Segreti di Medjugorje entri nel campo laico, perché riguarda tutti. Quando inizieranno i Segreti tutti i giornali dovranno interessarsi.

Andrea Morigi: Bisognerà prendere posizione.

Padre Livio: Bisognerà prendere posizione. Non c’è niente da fare. Ci si interessa di una cosa che è una grande grazia perché eventi che potrebbero essere distruttivi noi li sapremo tre giorni prima. Vorrei che la gente capisse questo. Non sono punizioni proprio perché la Madonna li rivela tre giorni prima. I Segreti sono manifestazioni della prescienza divina.

Andrea Morigi: Nell’attesa di saperne qualcosa di più, che si realizzino come dice il suo libro Tutti i Segreti si realizzeranno, possiamo leggere e consultare il suo libro. Grazie Padre Livio!

Padre Livio: Grazie carissimo, è stata una conversazione piacevole. Ti ringrazio tantissimo per questa tua disponibilità.

Andrea Morigi: Grazie.

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